FISICA/MENTE

 

 

CAVE CANEM 2

da Martin Gardner, Nel nome della scienza, Transeuropa 1998(*)

 

La vera origine della terra e dei pianeti è ancora oggi argomento di grande discussione per gli astronomi. Varie teorie rivaleggianti tra loro sembrano essere ugualmente plausibili. Ma tutti gli astronomi concordano che qualunque cosa accadde fu miliardi di anni fa, e che nel minuscolo lasso di tempo della storia umana la terra non ha fatto altro che ruotare sul suo asse, compiendo il suo viaggio di destinazione intorno al sole con imperturbabile regolarità.

Per gli pseudo-scienziati, qualunque accordo tra gli "ortodossi" costituisce una gradita fonte di stimoli. Non ci sarà dunque da sorprendersi, se incontreremo tante teorie curiose sul recente passato astronomico della terra, quanto quelle che riguardano la sua forma. Daremo ora un' occhiata a quattro teorie. Ciascuna di esse afferma che la terra, da che l'uomo ha fatto la sua comparsa, ha subito una o più catastrofi cosmiche. E ognuna insiste che gli sconvolgimenti furono causati dall'eccessiva vicinanza della terra ad un corpo celeste.

Worlds in Collision, del citato dotto Immanuel Velikovsky, è la più recente delle quatttro. Il libro fu pubblicato nel 1950, dopo un'accorta campagna pubblicitaria, e la prima reazione di molti astronomi professionisti fu di considerarlo una burla. La seconda reazione, quando divenne chiaro che non solo Velikovsky faceva maledettamente sul serio, ma che anche gli editori ritenevano che avesse qualcosa di importante da dire, fu di rabbia. Un torrente di lettere di scienziati indignati che minacciavano di boicottare le pubblicazioni dell' editore investì la direzione e condusse al licenziamento dell' editore che aveva sottoposto il manoscritto all' attenzione dell' azienda. I diritti di pubblicazione furono girati alla Doubleday. Nel frattempo il libro era balzato nella classifica dei libri più venduti e la Doubleday, che non curava pubblicazioni di manualistica scientifica, fu ben contenta di prenderlo.

Quali sono le teorie di Velikovsky? In breve, egli ritiene che tanto tempo fa una cometa gigante si staccò dal pianeta Giove, passò vicina alla terra in un paio di occasioni, subì 1'amore di Marte dal quale nacque una progenie di comete più piccole, ed infine si fermò dando origine al pianeta Venere. Il primo incontro della cometa con la terra avvenne durante l'Esodo israelita, nel 1500 a.c. In quell' occasione, Velikovsky non è ancora sicuro, la terra si fermò del tutto o subì un improvviso rallentamento. Comunque sia, il nostro sapiente dottore percepisce distintamente che questo evento ebbe delle conseguenze inerziali disastrose. La superficie della terra esplose letteralmente: alcune montagne crollarono, altre sorsero, ci furono inondazioni, uragani, tempeste di sabbia e incendi, i mari ribollirono, i fiumi si tinsero del colore del sangue, cadde una pioggia di rocce mentre una gigantesca scintilla scoccava dalla terra per colpire la testa della cometa, e pioveva petrolio. Le automobili e gli aeroplani di oggi, dice Velikovsky, sono alimentati con carburante raffinato dai "residui di quella stella prorompente che vomitava fuoco e vapori vischiosi. .. ".

Invano si cercheranno spiegazioni alla totale assenza di orientamenti latitudinali importanti nelle strutture geologiche originatesi da questi spostamenti, o al fatto che migliaia di antiche strutture relativamente delicate siano rimaste indisturbate dal grande sconvolgimento. Il più leggero slittamento della crosta terrestre, ad esempio, avrebbe alterato le linee verticali delle lunghe stalattiti di Carlsbad, la cui età va ben oltre la più antica delle catastrofi di Velikovsky. La lenta costruzione del delta del Mississippi, l'impercettibile erosione che produsse il Grand Canyon, la graduale recessione delle Cascate del Niagara e infiniti altri processi geologici hanno lasciato formazioni che ovviamente, non sono state disturbate per decine di migliaia di anni.

Secondo Velikovsky, fu l'interruzione (o il rallentamento) della rotazione della terra a far sì che il Mar Rosso si dividesse nel preciso istante in cui Mosè tendeva il braccio, consentendo ai figli di Israele di attraversarlo sani e salvi prima che le onde inghiottissero i loro inseguitori egiziani. La cometa si allontanò poi temporaneamente per due mesi, per tornare giusto in tempo e provocare i tuoni, i lampi, il fumo, i terremoti e gli squilli di tromba con cui Mosè ricevette i dieci comandamenti sul Monte Sinai. Diversi anni dopo, un precipitato di carboidrati contenuto nella coda della cometa cadde sulla terra in forma di Manna, permettendo agli israeliani di vivere per quaranta anni. Velikovsky non spiega però, se si deve prestare fede al sedicesimo capitolo dell' Esodo, perché la Manna cessasse di cadere ogni settimo giorno della settimana.

Dopo cinquantadue anni di quiete, la cometa tornò ancora. Questa visita coincise col tentativo riuscito di Giosuè di fermare il sole su Gabaon e la luna sulla valle di Aialon. Velikovsky non è sicuro nell'attribuire questo fenomeno alla cessazione del moto terrestre, o ad un'illusione creata dallo slittamento dell'asse terrestre durante la rotazione. In ogni caso, gli sconvolgimenti geologici avvennero un po' ovunque, solo che questa volta non ci fu l'enorme scintilla né l'inversione dei poli magnetici. I grandi chicchi di grandine, rimasti in prossimità della terra dalla prima visita della cometa, si abbatterono sui Cananei.

Per diversi anni la terra si raffreddò e stabilizzò, causando piccole scosse locali. Una di queste fece opportunamente crollare le mura di Gerico, causando la distruzione della città maledetta nel momento stesso in cui i sacerdoti soffiavano nelle loro trombe per la settima volta. "Le tribù israelite credevano nella magia e pensarono che il rumore della terra venisse in risposta al suono dei corni d'ariete ... " ci rivela Velikovsky. A quanto pare il dottore è dell'idea che tutti i miracoli compiuti da Dio nel Vecchio Testamento siano così ben congegnati da poter essere spiegati attraverso fenomeni naturali.

Sette secoli dopo i giorni di Giosuè, più o meno a metà dell' ottavo secolo avanti Cristo, si verificò una nuova serie di catastrofi. Responsabile di questi disastri fu l'approssimarsi alla terra del pianeta Marte, a cui vanno ascritti numerosi episodi del Vecchio Testamento come l'improvvisa distruzione dell'esercito di Sennacherib, o i vari terremoti profetizzati da Amos, Isaia e così via.

_ Potrà essere interessante notare, en passant, che Velikovsky utilizza l'approssimarsi di Marte per spiegare quella che è forse la più incredibile previsione scientifica di tutti i tempi. Nei Viaggi di Gulliver, Swift accenna casualmente al fatto che gli astronomi di Laputa avevano scoperto i due satelliti di Marte. Marte ha effettivamente due lune, individuate però solo dopo centocinquantasei anni. Ci vollero cento anni perché si costruisse un telescopio abbastanza potente da poterle vedere! In ogni caso le previsioni di Swift sui periodi di rivoluzione coincidono esattamente con quelli reali. Una delle lune, Fobos, segue la stessa direzione di rotazione di Marte impiegando però solo un terzo del tempo; in tal modo sembra che sorga a occidente e tramonti ad oriente. È il solo corpo celeste conosciuto nell'universo che ruoti intorno ad un corpo centrale più velocemente del corpo stesso; eppure anche questa constatazione è inclusa nella breve descrizionee di Swift! Velikovsky è del parere che Swift attinse le sue informazioni da antichi manoscritti, scoperti per caso, e che si basavano su reali osservazioni delle lune, effettuate quando Marte si avvicinò alla terra. Il dottore ritiene che questo spieghi inoltre il perché, nella mitologia greca, il carro di Marte sia trascinato da due cavalli, i due cavalli da cui le lune presero il nome.

In tutto Worlds in Collision, le prove raccolte da Velikovsky a conferma delle sue teorie consistono in leggende che riflettono il ricordo di antiche catastrofi. L'operazione di assemblaggio di una tale raccolta è molto più semplice di quanto si possa pensare. Le leggende sono difficili da datare, inoltre nelle varie tradizioni popolari di una cultura è possibile trovare risposte quasi a ogni tipo di miracolo naturale immaginabile. È sufficiente setacciare accuratamente letteratura e mitologia, copiare i racconti giusti e ignorare gli altri. Ma anche così, queste antiche reminiscenze non sempre soddisfano Velikovsky. In questi casi, egli attribuisce il silenzio ad una "amnesia collettiva" .

Benché Worlds in Collision non sia più oggetto di considerazioni serie, è sorprendente il numero di recensori che colse in contropiede. John J. O'Neill, redattore scientifico del New York Herald Tribune, descrisse il lavoro come "un magnifico capolavoro di ricerca erudita." Horace Kallen, cofondatore del New School for Social Research e docente di rispetto, scriveva: "Il vigore dell'immaginazione scientifica, 1'audacia della costruzione, la vastità dell'inchiesta e delle informazioni raccolte mi riempie di ammirazione." Gordon Atwater, al tempo segretario e curatore del New York City's Hayden Planetarium, dichiarò che "le teorie presentate dal dotto Velikovsky sono uniche e dovrebbero essere sottoposte al mondo della scienza affinché possano essere riesaminate le basi della scienza moderna." Ted Thackrey, redattore del New York Compass, suggerì che le scoperte di Velikovsky "gli assegnavano un posto nella storia contemporanea e futura accanto a Galileo, Newton, Keplero, Darwin, Einstein ... ". Il libro godette inoltre del favore entusiasta di Clifton Fadiman e di Fulton Oursler. Velikovsky costituisce un perfetto esempio di pseudo-scienziato: autodidatta nelle discipline in cui compie la maggior parte delle sue speculazioni, totalmente isolato dagli altri scienziati, motivato da una forte coazione a difendere dogmi con ragioni tutt' altro che scientifiche e dotato di una fede incrollabile nel valore rivoluzionario del suo lavoro e nella cecità dei suoi critici.

Nacque in Russia nel 1895, dopo aver girovagato in Europa e nel Medio Oriente, ottenne il dottorato in Medicina all'Università di Mosca e si stabili in Palestina esercitando la professione di medico generico. Successivamente divenne psicoanalista, compiendo i suoi studi con Wilhelm Stekel a Vienna. Nel 1939 portò sua moglie e le sue due figlie a New York. Nei successivi nove anni, cito letteralmente, "aprì e chiuse la biblioteca della Columbia University". Fu probabilmente lì che effettuò le sue ricerche sulle comete.

Velikovsky era un uomo alto, con le spalle leggermente curve, capelli argentati e lineamenti sottili, dai modi affascinanti e una parlantina convincente. La sua attitudine nei confronti di chi non condividesse le sue idee era di disarmante affabilità. "Se non avessi seguito il training psicoanalitico," disse ad un reporter, "avrei rivolto parole piuttosto dure ai miei critici." Naturalmente, è convinto che i grandi scienziati di tutto il mondo rifiutino di accettare il suo lavoro non perché lo ritengano errato, ma perché temono di tagliare il cordone ombelicale che li lega all' ortodossia scientifica.

La ferma fiducia di Velikovsky in quanto abbiamo appena detto è dimostrata nell'articolo "Answer to My Critics" pubblicato in Harper's, giugno 1951. In esso parla della "furia veramente poco scientifica" con la quale gli scienziati hanno accolto il suo lavoro, e conia il termine "scotoma collettivo" (punto cieco) per definire la loro incapacità di intenderlo adeguatamente. Nutre poche speranze che le sue teorie vengano accettate dalle vecchie generazioni di studiosi che "hanno un interesse costituito nelle teorie ortodosse," e "sono quasi tutti psicologicamente incapaci di riapprendere." Guarda invece alle nuove generazioni, le cui menti sono più flessibili, per un riconoscimento definitivo.

La risposta di Velikovsky fu seguita da un articolo del prof. John Stewart, un fisico astronomico di Princeton. Alle devastanti critiche del prof. Stewart rispose con una breve confutazione. Chiunque abbia una familiarità minima con la scienza moderna troverà i due articoli del dottor Velikovsky intrisi di espedienti. Ad esempio, Stewart sottolinea che nessuna legge di gravità e di movimento può spiegare la capacità della cometa di Velikovsky di interrompere la rotazione della terra, né di riavviarla, O la capacità di Marte di propellere Venere nella sua orbita attuale. Velikovsky fornisce a tutto questo una risposta molto semplice. Inventa delle forze elettromagnetiche capaci di fare esattamente quello di cui ha bisogno. Non c'è alcuna prova scientifica della potenza di queste forze. Esse svolgono la stessa funzione delle strane leggi ottiche di Cyrus Teed. Spiegano l'inspiegabile. Ma lo scienziato eremita è così convinto che tutti siano prevenuti, eccetto se stesso, da poter attaccare violentemente, con una faccia impassibile, gli "ortodossi" che si rifiutano di riconoscere queste energie immaginarie! "La reticenza ad ammettere l'esistenza di forze elettriche e magnetiche nella sfera celeste," scrive il dottore, " ... è in procinto di divenire un dogma a cui si ricorre per proteggere gli attuali insegnamenti sulle meccaniche celesti."

Sotto l'abile scrittura di Velikovsky e il torrente di fatti addotti, di riferimenti, di note e citazioni raccolte durante i nove anni di ibernazione nella biblioteca della Columbia vi è una chiara, sebbene raramente espressa, premessa emotiva. "Fu nella primavera del 1940," ci racconta, "che mi sovvenne l'idea che nei giorni dell'Esodo, come raccontato esplicitamente in molti brani delle Scritture, doveva essersi abbattuta una grande catastrofe fisica ... ". Il Vecchio Testamento è scrittura sacra sia per il fondamentalismo che per il giudaismo tradizionale; e le teorie di Velikovsky, come quelle di Voliva, non sono altro che una razionalizzazione di credenze aprioristiche. Certo, il buon dottore è molto più colto e sofisticato del povero Voliva, così le sue fantasie sono meno ovvie.

Se Velikovsky fosse stato il primo a sviluppare una teoria sulle catastrofi causate dalle comete, il suo libro avrebbe almeno avuto il merito di aprire un nuovo campo all'esplorazione pseudo-scientifica. Sfortunatamente, anche questo gli venne negato. Aveva due illustri predecessori, con teorie notevolmente simili. Ognuno di loro corroborò il proprio caso con gli stessi miti e leggende folcloristiche raccolte dal dottore, ed entrambi presentarono le loro teorie in armonia cogli stessi passi del Vecchio Testamento.

William Whiston, uomo di chiesa britannico e matematico (successe a Newton come professore di matematica a Cambridge) pubblicò la sua New Theory of the Earth nel 1696. Nel frattempo tutti avevano perfettamente compreso che la terra è rotonda. I teologi avevano trovato molti brani, in tutta la Bibbia, che sembravano suggerire l'idea di una terra sferica. Gli stessi testi, utilizzati in precedenza per provare la piattezza - come "Colui che siede sulla volta della terra" (Isaia 40:22) - erano ora intesi come descrizioni di un globo. La visione del mondo newtoniana era nell' aria, e vi era un comprensibile desiderio di adattarla nel modo più conciso ai versetti della Bibbia.

Secondo Whiston, il "caos" delle origini era la coda di una cometa gigante. "E la terra era senza forma, e disabitata; e le tenebre oscuravano il volto degli abissi." Da questo caos presero forma la terra, i pianeti e le loro lune. Le orbite costituite da cerchi perfetti. La terra compì il suo viaggio intorno al sole in trecentosessanta giorni esatti e la luna le ruotò intorno in trenta. Tuttavia la terra delle origini non girava sul suo asse, ed è per questo che i "giorni" della creazione erano effettivamente lunghi un anno. Solo dopo che Adamo ed Eva ebbero mangiato il frutto proibito la forza della cometa impresse alla terra il movimento rotatorio. L'atmosfera della terra, in quei tempi remoti, era calda e pulita. L'umidità era così finemente distribuita che non si formavano arcobaleni.

Un venerdì, il 28 novembre del 2349 a.c., un'altra cometa, "guidata dalla Provvidenza Divina" visitò la terra, quale punizione divina di un mondo malvagio. I vapori acquei della coda della cometa si condensarono e caddero come pioggia per quaranta giorni e quaranta notti. È una fortuna che Noè riuscì a salvare dalla distruzione la sua famiglia ed un carico di animali. L'orbita terrestre fu schiacciata in un' ellissi, rendendo l'anno dell' attuale lunghezza. La rotazione della terra rallentò. Inizialmente Whiston attribuì il rallentamento all'inerzia causata dalle grandi quantità d'acqua assunte dalla terra, ma nelle edizioni successive del libro decise che un ruolo importante l'avessero giocato le forze magnetiche. Infine il cielo si schiarì, apparve per la prima volta l'arcobaleno e le acque lentamente si ritirarono nei "bacini" della terra. E tutto ciò è elaborato con abbondanza di dettagli matematici, di diagrammi e di raffinate annotazioni in greco. Decine di leggende attinte da varie culture sono citate a corroborare il resoconto biblico. Il clima degli ambienti scientifici dell'Inghilterra del XVII secolo era piuttosto favorevole all'ortodossia protestante, inoltre le conoscenze astronomiche e geologiche erano in una fase ancora così rudimentale che il lavoro di Whiston fu ben accolto dai suoi colleghi. Il grande Newton ed il filosofo inglese John Locke lodarono il libro. Non si deve perciò ritenere Whiston uno pseudo-scienziato della stessa pasta dei successivi sostenitori delle teorie dei cataclismi cometari. Dopo Whiston, l'idea di comete vaganti, responsabili dei grandi sconvolgimenti terrestri, continuò ad infiammare la fantasia degli pseudo-scienziati. Fu solo nel 1882, che una svolta veramente nuova venne data a queste speculazioni. In quell'anno Ignatius Donnelly, abitante del Minnesota ma di origini irlandesi, pubblicò un libro sensazionale intitolato Ragnarok. Donnelly fu uno dei più caratteristici personaggi politici d'America. Pur senza alcuna educazione accademica, fu ben presto ammesso alla professione forense e non molto tempo dopo la sua impetuosa eloquenza e le idee riformistiche in agricoltura gli valsero il posto di vice-governatore del Minnesota. Aveva solo ventotto anni. Quattro anni dopo fu eletto membro del Congresso degli Stati Uniti e successivamente senatore. Riformista con inclinazioni radicali, per anni pubblicò un settimanale intitolato Anti-Monopolist. Il suo romanzo, Doctor Huguet, fu un toccante appello alla tolleranza razziale, e il suo secondo romanzo Caesar's Column rappresentò uno dei primi esempi del sogno americano: "Non può accadere qui". Il romanzo ricevette i sinceri apprezzamenti di Hawthorne e vendette oltre un milione di copie. Quando morì, nel 1901, Donnelly era il candidato populista alla vice-presidenza.

A Donnelly fu giustamente assegnato il titolo di Principe degli stolti americani. Generalmente gli pseudo-scienziati sono ossessionati da un unico tema, Donnelly ne aveva tre: l'esistenza di Atlantide, un messaggio in codice nascosto nei drammi di Shakespeare (ne attribuisce la paternità a Francis Bacon) e gli effetti catastrofici del passaggio di una cometa. Per il momento ci occuperemo solamente di Ragnarok.

L'editore D. Appleton and Company pubblicò il libro e il successo fu immediato. Gli scienziati lo ignorarono, ma l'accoglienza dei giornali popolari fu favorele. È interessante notare l'estrema somiglianza tra questi brani e gli estratti, citati in precedenza, delle recensioni all' opera di Velikovsky. "È un'impresa audace scriveva un critico, "ed è la sua stessa audacia a conferirgli un fascino particolare. L'ampia portata dello studio e la molteplicità delle testimonianze, di ogni età e provenienza, che l'autore passa in rassegna regalano al lettore una sensazione decisamente nuova ... ". Un'altra rivista commentò: "Ragnarok propone una nuova teoria ... coerente in tutte le sue componenti, plausibile, non in contrasto con alcuno degli insegnamenti della scienza moderna e curiosamente " supportata dalle tradizioni dell'umanità. Se la teoria si rivela vera ... rivoluzionerà le attuali conoscenze geologiche."

La parola "Ragnarok" proviene da un'antica leggenda scandinava e significa "pioggia di polvere". Donnelly dedica duecento pagine ai miti di ogni provenienza che raccontano di questo antico evento catastrofico, a suo parere causato dal1a cometa gigante. La cometa piombò improvvisamente sulla terra accompagnata da "un fragore terrificante; tuoni che superavano ogni altro tuono mai udito sulla terra, mugghii, strepiti e sibili che scossero il globo ... da una tempesta di pietre, ciottoli e polvere minuta ... che colmò le valli, divelse e sgretolò i monti cambiando l'aspetto del mondo abitabile ... mentre attraverso il turbine di detriti si colgono i lampi dell'abbagliante mostro infuocato, domina per ogni dove un calore infernale ... ".

Dopo il passaggio della cometa e l'esaurimento dei grandi incendi, il mondo conobbe un periodo di tenebre che segnò l'inizio dell'era glaciale. Donnelly rifiutò la teoria, piuttosto diffusa tra i geologi dell' epoca, che i depositi "morenici" di argilla e ghiaia non stratificate presenti in diversi luoghi del mondo, fossero prodotti dallo spostamento dei ghiacciai. Secondo lui provenivano invece dalla polvere congelata della coda della cometa. Fiorenti città vennero demolite dalle convulsioni della terra. Il Libro di Giobbe, la storia di Sodoma e Gomorra e altre storie del Vecchio Testamento ricordano l'evento. A riguardo del miracolo di Giosuè, scrive:

Ed anche quell' evento meraviglioso così beffeggiato dal pensiero moderno, 1'arrestarsi del sole al comando di Giosuè, potrebbe essere, dopo tutto, una reminiscenza della catastrofe ... Nelle leggende d'America, leggiamo che il sole rimase immobile, ed Ovidio ci dice che "un giorno fu perduto." Chi può dire quali circostanze accompagnarono un evento talmente violento da aprire nel globo immensi crepacci? È quantomeno curioso che in Giosuè (Capitolo X) l'arrestarsi del sole fu seguito da una pioggia di pietre che causò la morte di intere moltitudini.

Donnelly il riformatore, non poté resistere alla tentazione di chiudere il libro con una critica alla plutocrazia. Rivolgendosi ad "Epulone" il ricco, invocò: "apri il tuo cuore. Dedica il tuo intelletto a dare il giusto valore al lavoro, affinché l'abbondanza e la felicità, la luce e la speranza possano dimorare in ogni cuore. E un siffatto mondo Dio difenderà dalle comete col suo potente braccio destro, e gli angeli esulteranno in cielo."

È difficile stabilire in che misura Donnelly credesse veramente alle affermazioni scientifiche avanzate nel libro. C'era un tocco di ciarlataneria in lui, ed è probabile che Ragnarok sia stato scritto col primo intento di attirare l'attenzione del pubblico, e quindi, denaro. In ogni caso, l'astronomia e la geologia avevano fatto grandi passi dai tempi di Whiston, così la sua cometa sfiorò appena l'ambiente scientifico destando ben poca attenzione.

Dodici anni dopo la morte di Donnelly, Hans Horbinger un ingegnere minerario viennese, in collaborazione con un astronomo dilettante, pubblicò il monumentale Glazial-Kosmogonie, di ben settecentonovanta pagine. È uno dei grandi classici della storia della scienza più folle, zeppo di fotografie e diagrammi elaborati, appesantito dalla minuziosità dell' erudizione germanica e dalla prima all'ultima pagina completamente privo di valore. Come se i tedeschi, così superiori in gran parte delle discipline scientifiche, rifiutassero di essere superati anche nel campo della pseudo-scienza.

Quando fece la sua apparizione, il libro provocò la rabbiosa reazione degli astronomi tedeschi; ma nel clima misticheggiante e anti-intellettuale che accompagnò l'ascesa del movimento nazista, le sue teorie fantastiche raccolsero ben presto milioni di fanatici sostenitori. Il culto si diffuse con 1'abbreviazione WEL, le iniziali di Welt-Eis-Lehre (Teoria del Ghiaccio Cosmico); un termine utilizzato da Horbinger per descrivere la sua teoria.

Secondo Willy Ley, l'astronomo esperto che viveva allora in Germania, il WEL svolse quasi le funzioni di un partito politico. Pubblicava opuscoli, manifesti e volantini pubblicitari. Furono stampate dozzine di libri popolari che ne descrivevano le idee, mentre il culto stesso manteneva una rivista mensile intitolata The Key to World Events. I discepoli si recavano spesso a raduni scientifici, ricorda Ley (in un articolo "Pseudo-Science in Naziland", Astounding Science Fiction, maggio 1947), per interrompere gli oratori al grido di "Basta con l'ortodossia astronomica! Vogliamo Horbinger!"

La paranoia dell'autore non era neanche ben occultata. In una lettera a Ley scriveva: " ... o crede in me, e si apre alla conoscenza, oppure dovrò trattarla ..:. come un nemico." Tra i suoi "nemici", naturalmente, erano inclusi tutti i principali astronomi del mondo. L'ingegnere viennese era convinto che le sue teorie fossero rifiutate solo perché non aveva un riconoscimento ufficiale.

Horbinger era affascinato dalle lune piuttosto che dalle comete. Prima che la terra catturasse il suo satellite attuale, la Luna, ne aveva almeno sei, o forse più. Tutti i sismi geologici che Donnelly attribuiva alle comete erano, dallo pseudo-scienziato tedesco, addebitati a questi antichi satelliti.

I più importante, tra i satelliti culturali attratti da Horbinger, fu uno studente di mitologia britannico, Hans Schindler Bellamy. Dopo la morte di Horbinger, nel 1931, Bellamy scrisse la stesura definitiva, in inglese, del WEL supportandolo con oltre cinquecento leggende tratte dalle tradizioni popolari di tutto il mondo. Intitolato Moons, Myths, and Man, il libro fu pubblicato per la prima volta dalla Faber and Faber di Londra, Harper curò l'edizione americana, nel 1936, e l'anno seguente la Faber and Faber lo ripubblicò in forma revisionata. Il breve resoconto di WEL che seguirà è tratto principalmente da questo lavoro.

Lo spazio, secondo Horbinger, è pieno di idrogeno rarefatto. Esso offre una resistenza sufficiente perché i pianeti e i satelliti si muovano in lente spirali in direzione del corpo centrale. Infine, tutti i pianeti si uniranno al sole. Talvolta i pianeti più piccoli, nel loro viaggio centripeto, vengono attratti da pianeti più grandi e divengono lune. Bellamy è interessato principalmente all'ultimo satellite che precedette la Luna, poiché l'uomo aveva già fatto la sua comparsa prima che si compisse il suo ciclo di nascita e morte, e fu quindi in grado di trasmettere, sotto forma di leggende, una descrizione estremamente dettagliata di ciò che accadde. I miti, disse, "sono storia fossile". Il loro studio costituisce "una nuova scienza della cultura pre-lunare."

La luna del terziario, come la chiama Bellamy, era leggermente più piccola di quella attuale. Avvicinandosi alla terra prese a ruotarle intorno sempre più velocemente. Gli oceani vennero sospinti in una" cinta d'acqua", una specie di fascia, alta e sottile in prossimità dell' equatore. il resto della terra conobbe un' epoca glaciale. Per sfuggire al gelo, gli uomini migrarono in "isole rifugio" o zone d'alta montagna disposte sui due lati della fascia: Messico, Tibet, Altopiani dell' Abissinia, la Meseta boliviana. Di enormi dimensioni, la luna prese presto a roteare intorno alla terra sei volte al giorno, eclissando il sole tre volte e altre tre venendo eclissata a sua volta dall'ombra della terra. I buchi sulla sua superficie furono scambiati per scaglie e diedero origine alle leggende sui draghi e sui mostri volanti. Fu il "Diavolo" del folclore cristiano-giudaico.

Infine, l'attrazione della terra divenne più forte della forza di coesione che la teneva unita e prese a sgretolarsi. Lo spesso strato di ghiaccio che ne rivestiva la superficie si spaccò e si sciolse provocando grandi piogge ed enormi grandinate. Infine venne una cascata di rocce, provenienti dalla disgregazione della luna stessa. La terra fu devastata dal mostro. Violenti terremoti ed un'intensa attività vulcanica le restituirono velocemente la sua forma sferica. La "cinta d'acqua" rifluì sulla terra. Fu il diluvio di Noè e la base di altre leggende su una grande alluvione. Qua e là, tuttavia, qualcuno riuscì a salvarsi.

Non senza tenerezza lasciamo questo capitolo sull'Arca. Quel passo della Genesi ha sempre attratto la nostra immaginazione; da piccoli, al catechismo, era il testo che preferivamo; crescendo, e cominciando a dubitare per mancanza di una chiara spiegazione mitologica, di molti passi oscuri della Bibbia, rimase uno dei pochi brani che sentivamo potesse essere basato su fatti realmente accaduti. In realtà, allo scadere dell'Eone Terziario più di un'arca venne sballottata nel rollio delle onde del diluvio, le culle di una nuova razza ... Noi stessi potremmo discendere da uno di quegli eroi del diluvio - a meno che quei nostri antenati non abbiano trovato rifugio su qualche picco montano o in altro modo.

Le leggende sull'uccisione di draghi o sulle battaglie tra divinità e mostri riflettono la distruzione del satellite. Un periodo di quiete e di temperature miti discese sulla terra senza luna. I miti del paradiso si ricollegano a questa epoca, che terminò quando la Luna, il nostro attuale satellite, venne attratta. L'entrata in orbita della Luna spedì la terra in un nuovo parossismo di sconvolgimenti. L'asse slittò, i poli si ghiacciarono, il continente di Atlantide venne sommerso ed ebbe inizio l'era geologica del Quaternario.

Bellamy calcolò che 1'attrazione della Luna avvenne circa tredicimilacinquecento anni fa. Non solo vi sono leggende che la descrivono, ma anche memorie razziali subconsce. "Da ragazzo," scrive, "avevo frequenti, vivide visioni di una grande luna ... dotata di uno splendore abbagliante e così vicina che potevo quasi toccarne la superficie. Si muoveva rapida nel cielo. Improvvisamente cambiò aspetto e - quasi esplodendo - si sgretolò in frammenti che tuttavia non vennero giù subito. Poi la terra sotto di me cominciò ad ondeggiare e a sollevarsi, un terrore paralizzante si impadroniva di me - e mi svegliavo con la spiacevole sensazione che si ha dopo un terribile incubo."

Tempo dopo, quando per la prima volta sbirciò la luna con un telescopio, trovò che la sua superficie butterata era di un'inquietante famigliarità. Nel 1921, venne a conoscenza della teoria di Horbinger, e con sua sorpresa, trovò che lo scrittore austriaco descriveva il suo sogno. "Da quel momento ho chiesto spesso alla mia mente di regalarmi un altro dei miei sogni cosmologici, ma invano. I miei sforzi mentali devono aver shockato le cellule che riproducevano il ricordo di quell'epoca morta. O, forse, la scoperta di una soluzione completamente soddisfacente di quel sogno, ne ha reso inutile un'ulteriore ripetizione."

Tra i numerosi altri libri di Bellamy, due sono sufficientemente eccentrici da meritare la menzione. The Book of Revelation is History si propone come il commentario definitivo di tutti i commentari dell'Apocalisse. Considera la visione di San Giovanni come la fattuale registrazione della fine del Terziario. Un commentario alla Genesi intitolato In the Beginning God, ha un approccio simile. La Genesi non è il resoconto della creazione, ma della nuova creazione dopo l'ultima catastrofe. Espone una nuova interpretazione della storia della formazione di Eva dalla costola di Adamo. Sarebbe il ricordo del primo parto cesareo avuto da un'eroina del diluvio. Però, per qualche ragione venne mitizzato il sesso sbagliato!

Secondo Horbinger, la luna odierna ha intrapreso risolutamente un percorso a spirale verso la terra. Un rivestimento di ghiaccio spesso centoquaranta miglia circonda la sua superficie. Simili rivestimenti di ghiaccio avvolgono Mercurio, Venere e Marte. Su Marte, il mare ghiacciato si estende in profondità per duecentocinquanta miglia. Le fratture superficiali della crosta ci appaiono come "i canali". La Via Lattea è un anello di giganteschi blocchi di ghiaccio. Quando qualcuno ricordò a Horbinger che la fotografia aveva provato che la Via Lattea consiste di miliardi di stelle, la sua risposta fu secca e diretta. Le foto, erano contraffatte.

Gli enormi blocchi di ghiaccio ruotano a spirale verso il centro del sistema solaare. Quando uno di loro cade sul sole provoca una macchia solare. Il ghiaccio viene immediatamente vaporizzato e la nube è sospinta nello spazio dove si solidifica in una sottile polvere cosmica. Questo ghiaccio ricopre tutti i pianeti eccetto la terra. Per ragioni troppo complesse da indagare in questo breve spazio, le influenze del ghiaccio cosmico sulla terra si riducono alla formazione di cirri ad alta quota e di violente grandinate occasionali.

"Individuare i punti deboli di questa teoria" scriveva Willy Ley, "è facile - e piacevole - come cogliere maggiolini da un' aiuola infestata." Ma gli astronomi tedeschi smisero di ridere quando il culto cominciò a diffondersi. I suoi membri furono talmente bravi a combinare il WEL con la filosofia politica nazista, che il Ministero della Propaganda fu costretto ad affermare, "si è dei buoni nazional socialisti anche senza credere nel WEL". Ley cita i seguenti estratti dagli scritti propagandistici del culto:

"I nostri antenati nordici crebbero forti nel ghiaccio e nella neve; la fede nel Mondo di Ghiaccio è perciò l'eredità naturale dell'Uomo nordico."

"Così come ci voleva un figlio della cultura austriaca - Hitler! - per mettere i politicanti ebrei al loro posto, ci voleva un austriaco per liberare il mondo dalla scienza giudea."

"Il Fuhrer, ha dimostrato con la sua vita quanto un cosiddetto 'dilettante' possa essere superiore ai falsi professionisti; ci voleva un altro 'dilettante' per darci una comprensione completa dell'universo."

I passi summenzionati rivelano con terribile chiarezza la facilità con cui la paranoia del maestro trova echi nelle derive paranoiche dei discepoli fanatici.

È interessante notare che i libri di Velikovsky non fanno menzione della teoria rivale di Horbinger, né della geniale documentazione sul folklore di Bellamy, sebbene il numero di seguaci del dottore sia abbondantemente superato da quelli del WEL. Nella Germania e nell'Inghilterra di oggi potrebbero vivere ancora più di un milione di membri. Lo Horbinger Institute continua a prosperare nel Reich. La filiale inglese è tuttora indaffarata a diffondere libri, opuscoli e periodici. "Le conferme definitive della teoria" affermava recentemente un volantino diffuso a Londra "attendono la conclusione vittoriosa del primo volo interplanetario, una questione di grande interesse per l'Istituto."

Le dottrine pseudo-scientifiche sono difficili da debellare. Ci volle il volo di Byrd sul Polo nord per affibbiare il colpo di grazia al "buco di Symmes". Probabilmente la Teoria del Ghiaccio Cosmico continuerà a trovare discepoli finché una navicella spaziale non atterrerà sui crateri di una luna senza ghiaccio.


(*) E' doveroso dire, per alcune cose dette nel testo, che questo libro fu pubblicato negli USA nel 1957 dalla Dover.


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