FISICA/MENTE

 

CAVE CANEM

ALCUNE AMENITA' DEL FONDAMENTALISMO RELIGIOSO (E NON)

(PRIMA PARTE )

Roberto Renzetti

 

Non mi riferisco ai cani della biologia, che sono esseri meravigliosi, ma agli umani che, chissà perché, vengono definiti cani. Questi cani sono di vari tipi, razze, taglie e pericolosità. Io mi occupo di alcuni di loro, dei bastardoni che nel linguaggio degli umani sono conosciuti come fondamentalisti. Di questa razza vi è una proliferazione preoccupante nel mondo intero. In genere si tratta di sottoprodotti delle religioni che infestano il mondo. Si tratta di fare un piccolo sforzo per capire di cosa si tratta e per evitare quindi di prendere sul serio persone che dovrebbero solo essere prese a calcioni. Il primo modo di conoscere questi personaggi è attraverso un elementare confronto coin banali conoscenze comuni. La cosa può essere specializzata a piacere utilizzando i metodi della scienza, le sensate esperienze e dimostrazioni. Si può confrontare, valutare, discutere ... sempre si arriverà a dover ammettere che vi sono degli esaltati che hanno come compito la rottura di scatole dell'universo mondo vivente a fini che, a volte, non sono neppure di utile personale.

Insisto nel dire che il mondo ci offre vari fondamentalismi. Noi conosciamo oggi quelli islamici. Ma vi sono quelli ebraici e quelli cristiani. Di questi ultimi vi è una fioritura spettacolare nel Paese che, mentre si proclama il più avanzato del mondo, mostra di essere agli ultimi posti della credulità, dell'ingenuità e dei livelli conoscitivi. Fanno tenerezza e quasi quasi verrebbe da coccolarli se la cosa non corrispondesse ad accarezzare un crotalo. Quindi ciascuno per conto suo con una descrizione zoologica dei pericoli associati a questa deviazione umana particolarmente attecchita oltre atlantico. Naturalmente, nel Paese al quale mi riferisco, vi sono anche eccellenti persone. Il difetto è che queste sono poche rispetto ad una massa di gregge che è letteralmente ambito da vari pastori. Solo negli USA prolificano i telepredicatori. In massima parte cristiani, ti deliziano, in cambio di milioni di dollari, sulle meraviglie e la bontà di Gesù. Ed in questa storia Gesù non ha colpe che sono degli imbecilloni che credono a questi furbastri. Per quel che mi riguarda la cosa non è diversa, se non nella forma, dagli imbonitori nostrani alla Ruini e Bagnasco. Ma ora portiamo allle estreme conseguenze le predicazioni dei rappresentanti USA dei due patetici nostrani.

I fondamentalisti USA si caratterizzano per il fatto che sono affetti da biblicismo primitivo. Le conquiste della scienza sono, nel migliore dei casi, acqua fresca e, ordinariamente, delle cospirazioni diaboliche contro il vero bene. Uno studioso americano, tal Menchem, affermò che se si lancia un uovo dal finestrino di un pulmann, in un punto qualsiasi degli Stati Uniti, si colpirà quasi sicuramente un fondamentalista. Eravamo negli anni Trenta. Quanto credete sia cambiata la storia con i rinati in Dio  che ammazzano milioni di persone in nome di quello stesso Dio ? Con consigli dei ministri che si raccolgono in preghiera prima di decidere di bombardare con il fosforo bianco una città di mezzo milione di abitanti ? Anche questo capitolo lasciamolo da parte ed entriamo solo nei dettagli colti del fondamentalismo americano quello che sopravvive, anzi che vive alla grande, alla faccia di ogni lotta alla superstizione religiosa. È facile dimenticare che migliaia di insegnanti di biologia, nelle scuole superiori di molti stati del sud degli USA, abbiano avuto (ed ancora oggi molti abbiano) paura ad insegnare la teoria dell'evoluzione per paura di perdere il loro impiego. Non c'è che dire, la cristianità colta ed illuminata, sia cattolica che protestante, ricevette un duro colpo quando il libro di Velikovsky (Worlds in Collision, 1950) in cui si sosteneva che la Terra aveva smesso di ruotare nel preciso istante in cui Giosuè aveva ordinato al Sole di fermarsi, fu entusiasticamente proclamato, da Fulton Oursler (del Reader's Digest), come la conferma scientifica delle più deplorevoli interpretazioni della Bibbia.
L'effetto ancora più spiacevole della pubblicazione di panzane pseudo-scientifiche è la confusione che esse producono nelle menti dei lettori creduloni a proposito di ciò che è o non è cultura scientifica. Maggiore è la confusione dei lettori, e più facile sarà per loro divenire preda di dottrine o pseudo-scienze che in futuro potrebbero ricevere l'appoggio di gruppi politici potenti. Ricordo che una rinascita di dottrine semi-scientifiche accompagnò l'ascesa di Hitler in Germania. Se il popolo tedesco avesse ricevuto un'educazione migliore, almeno da poter distinguere la buona dalla cattiva scienza, non avrebbe mandato giù tanto facilmente le folli teorie razziali degli antropologi nazisti che, anche qui, ebbero eccellenti maestri negli eugenetisti americani.

Tra i fabbricanti di teorie scientifiche folli o fasulle vi sono i fondamentalisti di varie religioni che lavorano al di fuori di ogni ambiente scientifico, completamente isolati e con la fissazione dell'incomprensione. Nel Rinascimento l'isolamento non costituiva necessariamente un segno distintivo dell'esaltato. L'ambiente scientifico era poveramente organizzato. Non esistevano riviste o organizzazioni scientifiche (iniziavano a funzionare le Accademie). La comunicazione tra studiosi operanti nello stesso campo era spesso molto difficile. Inoltre, vi erano enormi pressioni di tipo sociale che si opponevano a questa comunicazione. Un caso classico è quello di Galileo, costretto all'isolamento dall'Inquisizione, dopo che la Chiesa comprese quanto le sue idee minassero la fede religiosa. Anche al tempo di Darwin, la pressione del conservatorismo religioso era tale da relegarlo da una parte e da costringere un pugno di ammiratori a fronteggiare da soli le opinioni di biologi più stimati. Oggi, le condizioni sociali non hanno più la meglio. La battaglia per liberare la credenza scientifica dal controllo religioso è stata quasi completamente vinta. Gruppi religiosi si oppongono ancora a certe teorie biologiche o psicologiche, ma la loro opposizione non ha più rilievo negli ambienti scientifici o sulle riviste. I vari settori di ricerca hanno stabilito degli efficienti canali di comunicazione. Un vasto processo di cooperazione per la verifica delle nuove teorie è in continua crescita - un processo incredibilmente libero da qualsiasi controllo da parte di un"'ortodossia" superiore di tipo religioso (ma non d'altro tipo). In questa moderna struttura, in cui il progresso scientifico è dipendente dal continuo scambio di dati, è impossibile che uno scienziato operante sia isolato. Se in alcune occasioni si realizzano delle truffe (a fini poco nobili: finanziamenti, prestigio, ...), hanno sempre vita breve per quel meccanismo delle scoperte simultanee (è già da molto tempo che una data scoperta avviene quando il contesto è maturo e, solo casualmente è un dato scienziato e non un altro a mettere il suo sigillo finale).

Di seguito illustrerò molto in breve alcune teorie che alcuni fondamentalisti religiosi hanno messo in campo creando, in alcuni casi, anche delle sette.

 

LA TERRA PIATTA E LA TERRA CAVA


[Quanto segue è tratto da Martin Gardner, Nel nome della scienza, Transeuropa 1998] Nel secolo corrente, ben tre teorie sulla forma della terra hanno ottenuto un sorprendente numero di sostenitori: la terra piatta di Voliva; quella per cui il globo è vuoto all'interno e aperto ai poli e, ancora più incredibile, quella per cui gli uomini vivono all'interno di una sfera vuota.

È difficile credere che un qualsiasi americano alfabetizzato, vissuto nel primo decennio dell'era atomica possa dubitare che la terra è sferica; eppure lo fanno migliaia di persone. Vivono quasi tutte in una grigia cittadina chiamata Zion, in Illinois, sulle rive del lago Michigan, a circa quaranta miglia a nord di Chicago. Sono ciò che rimane di quella che un tempo era una numerosa setta religiosa chiamata là Chiesa cristiana apostolica di Zion, fondata nel 1895 da un santone scozzese di nome John Alexander Dowie. 

Il reverendo Dowie fu costretto a lasciare l'ufficio di "Sorvegliante generale" di Zion nel 1905. Nei successivi trent'anni, le seimila persone della comunità furono guidate dalla mano ferrea di Wilbur Glenn Voliva. La maggior parte dei cittadini lavorava nelle Zion Industries, una compagnia miliardaria che produceva una sorprendente varietà di beni, dalla corsetteria alla siderurgia. Nessuna città d'America aveva leggi più severe. Gli automobilisti che viaggiavano lungo le sponde del lago impararono presto a non fermarsi nel paese per non correre il rischio di essere arrestati o multati per aver fumato una sigaretta o per aver fischiettato di domenica.

Voliva era un uomo panciuto, calvo e dal volto arcigno che indossava una finanziera spiegazzata con enormi polsini bianchi. Per tutta la vita fu profondamente convinto che la terra avesse la forma di una frittella, col Polo nord al centro e il Polo sud distribuito lungo la circonferenza. Per anni continuò ad offrire cinquemila dollari a chiunque riuscisse a dimostrargli che la terra è sferica, e a tale scopo fece numerosi viaggi tenendo conferenze sull' argomento. Ma nella sua mente, naturalmente, non circumnavigò mai il globo; tracciò invece un cerchio sulla sua superficie.

Secondo Voliva, un enorme muro di neve impedisce alle navi di oltrepassare i bordi e di cadere nell'Ade. Oltre l'Ade, esiste un sottosuolo abitato dagli spiriti di una razza che proliferò sulla terra prima dell'avvento di Adamo. Le stelle sono molto più piccole della terra e le ruotano intorno. La luna risplende di luce propria. E il sole? Ecco ciò che Voliva ha da dire sul sole:

"L'idea di un sole del diametro di milioni di miglia e distante novantuno milioni di miglia dalla terra è stupida. Il sole ha un diametro di trentadue miglia e si trova a sole tremila miglia di distanza. È il buon senso a dirlo. Dio creò il sole per illuminare la terra, e perciò non può averlo posto distante dal compito a cui è destinato. Che cosa pensereste di un uomo che costruisce una casa a Zion e mette poi la lampada che dovrebbe illuminarla a Kenosha, nel Wisconsin?"

Il 10 maggio 1930, un numero speciale del periodico della setta Leaves of Healing venne dedicato interamente all'astronomia. Questo speciale di sessantaquattro pagine è il più completo documento a stampa delle ragioni, in parte estrapolate dalle sacre scritture, in parte scientifiche, per cui Voliva riteneva che la terra fosse piatta e immobile. "Può un uomo, dopo aver ponderato la questione con serietà, affermare onestamente di credere che la terra si muova a quell'incredibiile velocità? E se la terra ruota così velocemente, in che direzione ruota? Sarebbe più facile muoversi in quel senso, che in senso contrario. Il vento dovrebbe soffiare sempre in direzione opposta a quella della rotazione. Ma chi può credervi? Dov'è l'uomo che crede di poter saltare in aria, rimanere sospeso per un secondo e ricadere a 193,7 miglia di distanza dal punto in cui ha spiccato il salto?" [Queste argomentazioni furono usate contro Copernico e Galileo. Non sono quindi neppure originali. La risposta ad esse è il principio d'inerzia generalizzato formulato già da Giordano Bruno e poi sistematizzato da Galileo. NDR]. Uno dei più celebri esperimenti sulla rotazione terrestre fa uso di un marchingegno chiamato il pendolo di Foucault. L'oggetto consiste di un grosso peso sospeso all'estremità di un lungo filo. L'inerzia fa sì che il peso, oscillante in avanti e indietro, segua sempre lo stesso piano di oscillazione mentre la terra sottostante ruota. Come risultato il piano di oscillazione sembra ruotare lentamente. Ma nell'articolo sopra citato questo esperimento viene liquidato senza mezzi termini. "Se il movimento della terra ha qualcosa a che vedere col movimento del pendolo," chiede l'autore, "perché è necessario avviarlo? La realtà è che, e chiunque vi abbia mai pensato seriamente può vederlo, se la terra stesse girando alla velocità che affermano gli astronomi, il pèndolo se ne volerebbe dritto nello spazio e ci rimarrebbe."

Teorie ed obiezioni, in passato lontano avevano spiegazioni e controspiegazioni in grandissima parte di discendenza fideista. Ad esempio Sant'Agostino e Martin Lutero sostenevano che nessun essere umano avrebbe potuto vivere  sulla superficie interna della terra perché in tal modo non avrebbero potuto osservare la seconda discesa di Cristo dal cielo in terra. Ma qui siamo ben oltre quei tempi, siamo a settanta anni fa.

Benché la sua setta non contò mai più di diecimila membri, Voliva sosteneva: "Sono appena agli inizi. Evangelizzerò il resto degli Stati Uniti e poi l'Europa". Voliva predisse spesso la fine del mondo. Man mano che gli anni 1923, 1927, 1930 e 1935 passavano, anni in cui aveva fissato la fine del mondo, non dubitò mai che il mancato arrotolarsi del cielo come una pergamena stesse ad indicare na qualche sua fallibilità. La morte, che lo colse nel 1942 , dev' essere stata un' altra sorpresa. Aveva previsto di vivere fino a centoventi anni grazie ad una dieta speciale a base di noccioline del Brasile e siero.

Oggi le cose sono cambiate a Zion. Altri culti hanno fatto il loro ingresso. Le Blue Laws sono state abolite. Le ragazze ora portano il rossetto e lo smalto per le unghie, e in estate, neanche indossare gli shorts in piena Enoch Avenue è più causa di arresto. Curiosamente, la New York University possiede gran parte delle partecipazioni delle Zion Industries. Ma ci sono ancora migliaia di vecchi seguaci di Voliva che conducono un'esistenza dimessa e che ancora sentono, con le parole del loro defunto leader, che "i cosiddetti fondamentalisti ... schiacceranno il moscerino dell'evoluzione e faranno un sol boccone del cammello dell' astronomia moderna."

Benché possa essere difficile trovare qualcuno che creda nella teoria della terra piatta, dentro o fuori Zion, che non sia un fondamentalista, sarebbe errato supporre che tutte le teorie più strane sulla forma della terra nascano dalle superstizioni religiose. Negli ultimi due secoli, l'esempio laico più rappresentativo è la dottrina della terra cava, del capitano John Cleves Symmes, Fanteria degli Stati Uniti. Dopo essersi distinto per il suo coraggio nella guerra del 1812, Symmes abbandonò l'esercito e passò il resto della sua vita cercando di convincere la nazione che la terra era costituita da cinque sfere concentriche, con aperture di varie miglia di diametro ai poli.

Annunciò la sua teoria per la prima volta nel 1818, distribuendo ovunque una circolare in cui invitava un centinaio di "uomini di valore" ad unirsi a lui nella spedizione polare all'apertura settentrionale - o "foro di Symmes" come venne presto ribattezzata. Il capitano era fermamente convinto che il mare fluisse attraverso le due aperture polari, e che la vita animale e vegetale abbondasse tanto sulla superficie concava interna che su quella convessa della sfera successiva. Più la teoria di Symmes veniva ridicolizzata, maggiori erano la rabbia e l'energia che profondevano nella ricerca di "prove" che la supportassero. Per dieci anni viaggiò in lungo e in largo negli Stati Uniti, arringando il suo uditorio con una voce stentata e nasale nel tentativo di ottenere fondi per la sua spedizione. Nel 1822 e nel 1823 presentò istanza al Congresso perché il suo viaggio venisse finanziato. Le petizioni furono silenziosamente accantonate, benché la seconda volta riuscisse ad essere talmente convincente da ottenere venticinque voti. Infiine, nel 1829, la sua salute venne meno per lo sforzo divulgativo. A Hamilton, Ohio, dove aveva stabilito la sua dimora prima di morire, è possibile vedere l'ormai logoro monumento dedicatogli dal figlio. A coronamento dell'opera, fu posto un modello in pietra della terra cava.

Ma l'opera incompresa di Symmers non doveva morire nell'oblio se un tal Marshall B. Gardner pubblicò privatamente nel 1913 un libro dal titolo: Journey to the Earth's Interior. Anche qui veniva descritta una terra cava.

Gardner rifiutava la "fantasiosa nozione" delle varie sfere concentriche di Symmes. Insisteva invece sulla sola nozione certa dell'esistenza del guscio esterno. Il suo spessore è di ottocento miglia. Nella cavità vi è un sole di seicento miglia di diametro che fornisce luce perpetua alla superficie interna. Vi sono aperture ad entrambi i poli, ciascuna larga millequattrocento miglia. Gli altri pianeti sono costruiti allo stesso modo. Le cosiddette calotte ghiacciate di Marte sono realmente delle aperture, e talvolta è possibile vedervi trasparire i bagliori del sole interno. Sulla terra, la luce che si riversa dall' apertura settentrionale origina l'aurora borealis. I mammuth ibernati, scoperti in Siberia, provengono dall'interno della terra, dove alcuni esemplari potrebbero ancora vivere. Anche gli eschimesi provengono dall'interno, e prova ne sono le leggende che parlano di una terra dell'eterna estate. Un capitolo viene dedicato al viaggio immaginario da un'apertura polare all'altra della terra. Una stupenda illustrazione a colori mostra il sole interno che tramonta su un orizzonte acquoreo, mentre la nave si avvicina al grande bordo. Altri sette capitoli sono dedicati alle spedizioni al Polo nord. Gardner prova, naturalmente, che nessun esploratore vi è mai giunto.

L'autore ammette di non aspettarsi una" ricezione imparziale" delle sue teorie, a causa del "conservatorismo" degli scienziati restii a rivedere le loro teorie, "specialmente quando la revisione è resa necessaria da scoperte ... compiute senza l'aiuto delle grandi università". Gli scienziati, scrive con amarezza, "hanno la loro massoneria professionale. Se non sei uno di loro non ti ascolteranno." Ma in ultima analisi, è convinto che il pubblico accetterà le sue teorie e costringerà gli scienziati a fare lo stesso.

Gardner mette subito in chiaro che non desidera essere confuso con chi si finge uno scienziato, come Symmes che non basa il suo pensiero su fatti concreti:

"Certo, chiunque può negare facilmente i dati scientifici e dare una interpretazione del tutto personale della formazione della terra. Ma quell'uomo è un impostore." Come tutti gli scienziati paranoici, Gardner non riusciva a vedersi in altra luce che quella del genio incompreso, messo momentaneamente alla berlina, ma destinato a ricevere i giusti riconoscimenti. Il paragone con Galileo è inevitabile. La Prima Guerra mondiale, invece, distolse l'attenzione del mondo dal suo primo libro.

Per quanto fossero fantastiche le teorie di Symmers e di Gardner, una teoria ancora più assurda fu formulata nel 1870 da un altro americano: Cyrus Reed Teed. Per 38 anni, Teed predicò e scrisse, con strenuo impegno, in difesa della teoria per cui la terra è cava e gli uomini vivono al suo interno!

Non molto si sa della vita giovanile di Teed. Nacque nel 1839 in una fattoria della contea Delaware, New York. Nella sua giovinezza fu un fervente battista. Durante la guerra civile, partecipò come volontario nell'esercito dell'Unione, addetto al servizio negli ospedali da campo. Successivamente si laureò presso lo l'Eclectical Medical College di New York ed aprì uno studio a Utica. (L'ecletticismo fu una disciplina medica molto popolare nel secolo scorso. Si basava essenzialmente su inutili preparati vegetali.)

La teoria di Copernico, con i suoi spazi sconfinati e i soli giganteschi, deve aver terrorizzato il giovane Teed. La sua ansia fu quella di ridare al cosmo le caratteristiche di finitezza, ordine e accoglienza di grembo materno, che trovava descritte nelle Sacre Scritture. Che la terra fosse rotonda non vi erano dubbi, dal momento che i marinai l'avevano circumnavigata. Ma in tal caso dove finiva lo spazio? Non sembrava pensabile che potesse continuare all'infinito, privo di qualsiasi limite.

Una notte del 1869 , mentre Teed sedeva solo nel laboratorio allestito a Utica per lo studio dell'alchimia, ebbe una visione. Nell'opuscolo The Illumination of Koresh: Marvelous Experience of the Great Alchemist at Utica, N. Y, la descrive  dettagliatamente. Una donna bellissima si era rivolta a lui. Gli aveva parlato delle sue precedenti incarnazioni e del ruolo a cui era destinato come futuro messia. Infine gli aveva rivelato la chiave della vera cosmogonia.

La chiave era semplice. Noi ci troviamo sulla superficie interna della terra. Gli astronomi in un certo senso hanno ragione, solo che vedono tutto alla rovescia.

La Bibbia non dice forse che Dio "ha misurato le acque nell'incavo della sua  mano" (Isaia 40:12). Più Teed meditava su queste parole, più si convinceva che  fosse vero. Nel 1870, con lo pseudonimo di Koresh (l'equivalente ebraico di Cyrus) pubblicò The Cellular Cosmogony, in cui era delineata la nuova rivelazione astronomica.

Il cosmo intero, sosteneva Teed, è come un uovo. Noi viviamo sulla superficie interna del guscio, e all'interno della cavità ci sono il sole, la luna, le stelle, i pianeti e le comete. Cosa c'è all'esterno? Assolutamente nulla! All'interno c'è tutto ciò che esiste. Non è possibile vedere oltre perché l'atmosfera è troppo densa. Il guscio è spesso cento miglia e costituito da diciassette strati. I primi cinque sono strati geologici, sotto i quali vi sono cinque strati minerali e dopo di loro sette strati metallici. Il sole al centro dello spazio è invisibile, ma uno dei suoi riflessi viene da noi percepito come il nostro sole. Questo sole centrale è per metà illuminato e per metà oscuro. La sua rotazione fa sì che il nostro sole illusorio sorga e tramonti. La luna è un riflesso della terra, mentre i pianeti sono i riflessi dei "dischi di mercurio sospesi tra le lamine dei piani metallici." I corpi celesti che noi vediamo sono perciò immateriali, meri punti focali di luce la cui natura Teed estrapolò con grande meticolosità ricorrendo alle leggi dell'ottica.

Al pendolo di Foucault viene dedicato un intero capitolo. "Quello che è straordinario in questo esperimento" scrive "è che chiunque aspiri a un titolo scientifico debba accettarlo per vero." La teoria di Teed è che lo spostamento del pendolo è dovuto all'influenza del sole. Nel complesso, conclude, "è una grande sciocchezza, e tra qualche tempo gli 'scienziati' rideranno della loro follia."

È vero, la terra sembra essere convessa, ma secondo Teed si tratta di un'illusione ottica. Se ci si pone il problema di stendere una linea orizzontale per una distanza sufficiente, si incontrerà sempre la curvatura all'insù della terra. Un simile esperimento fu effettivamente condotto nel 1897 dal Koreshan Geodetic Staff sulla Gulf Coast in Florida.

Come molti pseudo-scienziati, che sperano di impressionare il lettore con la loro vasta conoscenza scientifica, Teed aveva la tendenza a lasciar che le parole lo conducessero su percorsi così oscuri da essere difficilmente comprensibili. I pianeti, ad esempio, sono "sfere di sostanze aggregate dall'impatto di flussioni di essenze afferenti ed efferenti." E le comete sono niente poco di meno che "composti di forza cruosica, originati dalla condensazione di sostanze per tramite della dissipazione della sostanza all' apertura dei circuiti elettromagnetici che chiudono i condotti della 'energia' solare e lunare."

La paranoia di Teed è individuabile, senza possibilità di errore, nell'amarezza con cui attacca gli scienziati "ortodossi," definendoli "imbroglioni" e "ciarlatani", che "spacciano" il loro lavoro per scienza ad un "pubblico credulone". Un capitolo intero è dedicato alla "smodata opposizione" e alla "resistenza caparbia" dei suoi nemici. Paragona se stesso (come fa la maggior parte degli pseudoscienziati) ai grandi innovatori del passato che incontrarono difficoltà a diffondere le loro teorie. "L'ostilità al nostro lavoro è irragionevole, assurda e idiota quanto quella manifestata contro il lavoro di Galileo e Harvey."
La parte più significativa del suo lavoro è nella seguente dichiarazione: "Apprendere della concavità della terra ... è come conoscere Dio, mentre credere nella convessità della terra equivale a negare Dio stesso e tutta la sua opera. Tutto ciò che non è Koresheanità è anti-Cristo".

Nel 1890 Koresh fondò la città di Estero (16 miglia a sud di Fort Meyers) in Florida. La chiamò The New Jerusalem profetizzando che sarebbe divenuta la capitale del mondo. La città fu preparata per otto milioni di credenti ma ne arrivarono duecento. Che però mantengono la colonia ancora viva.

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Queste note sono solo un assaggio di cosa c'è al di fuori della scienza. La follia pura al potere. E non si creda che il problema riguarda solo le "piccole" sette. Gli Stati Uniti sono costituite di piccole sette e sarete d'accordo ad ammettere che una setta non ha più ragione di un'altra solo perché ha un maggior numero di addetti. Se solo si estrapola un poco questo discorso si capisce quanto ridicole siano le favole di sette più grandi, più potenti che molti chiamano con nomi del tipo: cristianesimo, islam, ebraismo, induismo, ... Insomma il potere ai poveri di spirito che certamente vedranno Dio.

Quando avrò altro materiale proseguirò con altre teorie scientifiche come quelle che ho ora succintamente raccontato. Alcune indicazioni sono già arrivati da lettori di Fisicamente, altre saranno ancora desunte dal libro citato di M. Gardner.

Roberto Renzetti

 









 

 





 

 


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