FISICA/MENTE

 

 

PROVA DELL'IDIOZIA FONDAMENTALISTA

Roberto Renzetti

 

        Il fondamentalismo è uno degli ingredienti delle religioni. E' qualcosa di orrendo, capace di togliere quel poco di ragione che resta ai credenti. Per essere chiari questa malattia colpisce quasi esclusivamente le religioni monoteiste per loro stessa definizione, per essere le uniche che posseggono la verità e non condivisa ma l'una contro l'altra armata.

Esemplifico con una storia del tutto ridicola che ha però dei seguaci molto seri.

Il tutto comincia da una domanda apparentemente innocua:

"Adamo ed Eva avevano l'ombelico ?"

A tale domanda, con una sicumera degna di altre cause, una credente fino al midollo, tal Giovanna con la quale scambiavamo opinioni tempo fa, mi rispose che evidentemente i nostri due progenitori non avevano l'ombelico. E la cosa era evidente per chi crede nella Bibbia parola di Dio, Bibbia che parla di creazione di Adamo ed Eva. Non provenendo da un parto i due non avrebbero dovuto avere cordone ombelicale. E quindi Giovanna era nel giusto ed io ero lo scemo che faceva domande prive di senso o, quantomeno, con risposte evidenti.

Vediamo qualche implicazione di quanto afferma la Bibbia e delle conseguenze che dobbiamo trarne.

Uno scienziato credente era convinto che la Bibbia non dovesse mentire e per mostrarlo scrisse un libro che sollevò molta curiosità. Lo scienziato era lo zoologo britannico Philip Henry Gosse (1810-1888) ed era anche un fondamentalista cristiano raccolto in una di quelle congregazioni che a me fanno un poco paura, chiamata Fratellanza di Plymouth. Il libro che scrisse aveva per titolo: Omphalos: An Attempt to Unite the Geological Knot (Onfalo: un tentativo di sciogliere il nodo geologico) e fu pubblicato in Gran Bretagna nel 1857, due anni prima dell'Origine della specie di Darwin. Dico subito che la parola omphalos in greco vuol dire ombelico, così la cosa è immediatamente chiara e riallacciabile alle premesse che facevo.

Quindi la domanda era nata in sede scientifica pur restando da capire il perché e quale attinenza aveva con la geologia.

Ho detto che Gosse era uno scienziato e, come tale, aveva attenzione per i fatti sperimentali e per l'osservazione della natura. Ma Gosse era anche un fondamentalista e credeva ciecamente nella Bibbia. Alcuni fatti sperimentali non si accordavano però con la Bibbia e Gosse scrisse quel libro proprio per armonizzare la scienza con la fede. In particolare, mentre la Bibbia dice che la creazione sarebbe avvenuta circa 4000 anni avanti Cristo, Gosse sapeva che molti fossili di animali e piante indicavano che vi fosse vita molto prima di Adamo ed Eva. Come risolvere la cosa ? Non poteva essere accaduto che nella mente di Dio fosse stato immaginato un registro della storia virtuale e non reale ? Cercherò di spiegare meglio riferendomi ancora all'ombelico. Il fatto è che Adamo ed Eva non avevano solo quel problema (ombelico si o no) ma anche delle ossa, dei capelli, delle unghie, dei denti, un qualcosa cioè che doveva essere cresciuto e che la creazione aveva preso ad un dato istante della crescita.

In natura vi sono molteplici indizi di crescita: le zanne degli elefanti permettono di capire la crescita dell'elefante medesimo; il nautilus aggiunge compartimenti alla sua conchiglia; le tartarughe  aggiungono lamine alla loro placca; gli alberi hanno anelli successivi di crescita annuale nella sezione del loro tronco. Gosse ragionava così: una vacca appena creata sarebbe stata un feto qualche tempo prima, tempo antecedente la creazione. Da questi ragionamenti, ampiamente illustrati anche iconograficamente, Gosse conclude che se Dio ha creato la Terra così come è descritto nella Bibbia deve averlo fatto come se la Terra fosse "un'impresa in funzionamento", un qualcosa in marcia fotografato ad un dato istante (quello della creazione). Se si accetta questa idea ci si convince che il prima della creazione è nella mente di Dio ed è tutto ciò che ci mostra, nel momento della creazione, il mondo come è: fiumi che scorrono in canyons scavati nella roccia, gli strati di roccia piegati a formare i monti, alcuni monti formati per accumulo di detriti marini, letti di lava raffreddata, le tracce lasciate dai ghiacciai in moto, le orme di animali preistorici, i molteplici fossili di piante ed animali, il petrolio ed il carbone, ... Ecco, se uno pensa a tutte queste cose, esse sono all'interno di un mondo creato ma che devono essere accadute nella mente di Dio prima della creazione. Si tratta di avvenimenti geologici del passato che in realtà mai sono accaduti.

Ed anche la scoperta di letame fossile non fa altro che aggiungere negli intestini di Adamo ed Eva del materiale organico in via di decomposizione. Ma anche il sangue deve aver circolato nelle sue arterie "prima di essere creato" tanto da depositare i suoi residui in giro per il corpo.

Non vi è dubbio che l'idea di Gosse è geniale ed elegante. Accettata tale idea si può addirittura pensare che Dio abbia creato il mondo, con tutte le sue città, qualche minuto fa. E non esiste maniera logica di confutare tale teoria. Con essa si sistema quasi tutto il dissidio tra scienza e fede almeno rispetto a quanto ho detto. Non si sa bene perché ma questo libro non fu accolto bene da tutta la critica sia scientifica che teologica e la vicenda dell'ombelico rimase lì appesa ... Finché ... il 22 marzo del 1987 la rivista Des Moines Sunday Register  non pubblicò una lettera di tal John Patterson nella quale si affermava che la scoperta di una supernova di un milione di anni contraddiceva ciò che la Bibbia affermava sulla creazione ch sarebbe avvenuta circa 400 anni avanti Cristo. Nel numero seguente vi era la risposta di Donna Lowers che, tra l'altro, diceva: "Credo che Dio creò il mondo in sei giorni. Credo anche che in un solo giorno creò alberi già cresciuti che presentavano anelli dai quali qualunque scienziato avrebbe potuto affermare che avevano svariati anni. Creò depositi di petrolio nelle profondità della terra, che la natura avrebbe tardato milioni di anni in processare. Collocò fossili acquatici sulla terraferma e creò esplosioni di stelle perché noi potessimo meravigliarci nel secolo XX ...". Ed anche se non si rendono conto, molti creazionisti ragionano quasi accettassero in parte le idee di Gosse e, ad esempio, invocano un fatto creato virtualmente nella mente di Dio (una esplosione stellare) piuttosto che tenersi sul più semplice: la luce non andava alla velocità che oggi le assegniamo ma ad una milioni di volte maggiore.

Sarebbe interessante ripetere ora la domanda ad un creazionista sull'ombelico di Adamo ed Eva ed aggiungere l'eventualità dell'esistenza o meno degli anelli nei tronchi degli alberi appena creati nell'Eden.

Roberto Renzetti

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BIBLIOGRAFIA

Martin Gardner - Did Adam and Eve Have Navels ? - Random House 2001


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