FISICA/MENTE

 

 

 

 

L’ASSURDITÀ DEL “CREAZIONISMO”

 

FERNANDO LIGGIO

( www.fernandoliggio.org )

 

                                                                                          «…un giorno non troppo lontano la scienza ci risparmierà “l’ipotesi di Dio”

                                                                                           costruita nei secoli d’ignoranza…»

                                                                                                                                                  André Frossard (1990)

 

            Il “creazionismo” consiste nella credulità all’assurda menzogna della cosiddetta “rivelazione biblica”. Secondo tale “rivelazione” una presunta “onnipotente” divinità, ad un certo momento, avrebbe creato “dal nulla” (se mai da se stessa!) tutto ciò che esiste. Tale creazione, secondo la “rivelazione biblica” sarebbe stata effettuata in 6 giorni, di appena 6.000 anni fa, dalla predetta divinità “onnipotente” che avrebbe avuto bisogno di un determinato tempo e di grande fatica tanto che, con tutta la sua onnipotenza, avrebbe avuto necessità di “riposarsi” per ristabilirsi dallo sforzo! Tutte le specie viventi, animali e vegetali, sarebbero state create stabilmente preformate! Gli esseri umani sarebbero stati gli unici creati a somiglianza della medesima “onnipotente” divinità, per cui non esisterebbero progenitori comuni con gli altri esseri viventi! Tale presunta divinità “onnipotente”, nonostante che avrebbe creato ogni cosa esistente, originariamente non avrebbe creato né il “male” né la “morte”, senza prevedere che li avrebbe dovuti creare in un secondo tempo onde punire gli esseri umani per la trasgressione commessa dal loro capostipite che lui stesso avrebbe creato! Il “creazionismo”, proprio della tradizione religiosa giudaico-cristana, si è diffuso nell’opinione dei fondamentalisti di tutte le religioni, con la conseguente negazione di ogni dimostrazione scientifica dell’esistenza. In particolare, il “creazionismo” non si è estinto di fronte all’avanzata delle evidenti dimostrazioni scientifiche, soprattutto per il fatto che esso costituisce il dogma fondamentale del “Credo” sancito nel Concilio di Nicea (325 d. C.) e negare i dogmi compresi in tale “Credo”, come afferma Robertson (1953), «… è ancora un reato contro la legge del nostro paese. Essi sono insegnati a spese del pubblico erario nelle nostre scuole dello Stato e propagandati assiduamente dalla radio [ed, adesso, anche dalla televisione, quella di stato in specie]. […]: un pubblico diniego delle pseudoverità da esso sostenute è un rischio che pochi uomini politici [per il timore di perdere la fiducia popolare ed altri vantaggi personali], qualunque siano le loro persuasioni private, sono disposti ad assumere, e la “difesa della civiltà cristiana” è di uso corrente, insieme a molti altri pretesti, per giustificare i vari bellicismi di oggigiorno…» (cfr. Robertson A.: «The Origins of Christianity», London, 1953). Nonostante che il “creazionismo” fosse inconfutabilmente respinto per il fatto di essere un semplice dogma del tutto privo di sostegno scientifico, la necessità politica di diffondere l’ideologia creazionista di massa ha spinto al tentativo di dare una veste scientifica sostituendo il vecchio “dogma della creazione” con la moderna “scienza della creazione”. Pertanto, allo scopo sono stati fondati centri di ricerca e promossi presenzialismi televisivi che si sforzano di convincere che il “creazionismo” ha basi scientifiche con ragionamenti del tutto illogici. Allo scopo circa dieci anni fa è sorto il movimento cosiddetto “Intelligent Design” (ID) che, comunque, prevede un “programmatore intelligente” all’origine dell’esistenza (cfr. Shanks N.: «Redundant complexity: A critical analysis of intelligent design in biochemistry», Philosophy of Science, 66, 268, 1999; Peterson G.R.: «The Intelligent-Design movement: Science or Ideology?», Zygon, 37, 7, 2002; Pennock R.T.: «Creationism and intelligent design», Annual Review of Genomics and Human Genetics, 4, 143, 2003; Schuster P.: «Evolution and design: The Darvinian view of evolution is a scientific fact and not an ideology», Complexity, 11, 12, 2005; ecc.). Ma, la legittimità scientifica addotta dai fondatori dell’ID non ha convinto la comunità scientifica che ne ha denunciato i legami con il fondamentalismo religioso degli ambienti estremisti fortemente conservatori.

Ormai si è accumulato un ingente numero di dati scientifici attestante che gli infiniti “complessi di materia-energia” nelle due fasi alterne “caotica” (= “disordinata”) / “cosmica”    (= “ordinata”), e viceversa, sono eternamente esistenti. Il passaggio dei complessi di     “materia-energia” dalla fase “caotica”   ― composta da un’altissima percentuale (oltre l’80% degli infiniti complessi di “materia-energia” in fase “caotica” esistenti: quindi, infiniti anch’essi) di agglomerati ipercompressi (quindi, iperdensi e bui) ―  a quella “cosmica”  ― composta di una bassissima percentuale (circa il 20% degli infiniti complessi di “materia-enegia” in fase “cosmica” esistenti: quindi, infiniti anch’essi) di agglomerati iperespansi (quindi, ipodensi e luminosi) ―, non è indotto da alcun presunto “Dio”, ma dal proprio processo di autoregolazione retroattiva moderatrice a “feed-back negativo” (1) insito nella dinamica del medesimo complesso      “materia-energia”. Gli infiniti agglomerati paralleli di “complesso materia-energia caotica”, man mano che si trasformano in infiniti agglomerati paralleli di “complesso materia-energia cosmica” si concretizzano in infiniti “universi” paralleli (si pensi all’assurdità della presunzione che ognuno degli infiniti “universi” sia stato creato da un “Dio”: dovrebbero sussistere infiniti “Dii”!) che si autoelaborano costantemente, configurando una propria “geometria schiumosa” (nel senso di aggregati, spazio-temporali bolliformi, instabili), nel casuale tentativo di selezionare, con perenne insistenza, l’irraggiungibile stato di completa definitiva perfezione. Quindi, gli “universi”, una volta formatisi, iniziano inevitabilmente ad espandersi  ― alla velocità di oltre tre milioni di chilometri l’ora, trainati proprio dallo “spazio” che non è inerte e statico, come erroneamente si crede, ma sostanzialmente dinamico ed in continua espansione infinita: infatti, come ormai è chiaramente dimostrato, lo “spazio” (cioè, il “contenitore”), stesso è in perenne dilatazione logaritmica ed inevitabilmente costringe anche i “complessi di materia-energia”, sia “caotica” che “cosmica”, (cioè, il “contenuto”) ad espandersi (cfr. Peebles P.J.: «Principles of physical cosmology», U.P., Princeton, 1993; Peebles P.J., Schramm D., Turner E., Kron R.: «The evolution of the universe», Scientific American, 10, 28, 1994; Molard P., Levshakov S.A., Dessauges-Zvadsky M., D’Odorico S.: «The Cosmic Microwave Background Radiation Temperature at z = 3.025 toward QSO 0347-3819», Astronomy and Astrophysics, 381, n. 3, 164, 2002; Davis T.M., Lineweaver C.H., Webb J.K.: «Solutions to the Tethered Galaxy Problem in an Expanding Universe and the Observation of Recedine Blue Shifted Objects», American Journal of Physics 71, n.4, 358, 2003; Davis T.M., Lineweaver C.H.: «Espandine Confusion: Common Misconceptions of cosmological Horizons and the superluminal Expansion of the Universe», Publications of the Astronomical Society of Australia, 21, n.1, 97, 1004; ecc.) ―  innescando un progressivo effetto attivante a “feed-back positivo” (2), con la conseguenza di diminuire sempre più in densità e di aumentare sempre più in volume, fino a disgregarsi spazialmente (cioè, trasformandosi da massa in energia dando origine a fotoni, ossia alla “luce”) o, per casuale brusca inversione della direzione vettoriale del senso d’azione del “feed-back positivo”, si avviano inevitabilmente a coartarsi, con la conseguenza di aumentare progressivamente sempre più in densità e di diminuire progressivamente sempre più in volume comprimendosi fino all’esplosione, ritornando, in tal caso, nella fase “caotica”, in cui si ridetermina inevitabilmente l’innesco del “feed-back negativo” che permette il ristabilirsi di una nuova fase “cosmica” e, così via, all’infinito. Inoltre, il complesso “materia-energia” nella fase “cosmica” si struttura spazialmente ad “ologramma” (3), tanto è vero che ogni particella microcosmica risulta ordinata nella stessa disposizione morfologica degli agglomerati macrocosmici (protone centrale ed elettroni periferici orbitanti = stella centrale e pianeti periferici orbitanti). Ma, il motivo per cui la maggior parte degli esseri umani, indipendentemente dal livello intellettivo e dal grado culturale, continua a credere nell’esistenza di “Dio” è ormai ben documentato da tutta una serie di ricerche nell’ambito delle neuroscienze di cui si menzionano le seguenti. Lo scienziato californiano Ramachandran (2003) ha recentemente evidenziato, sia in individui affetti da epilessia temporale che in individui religiosi fermamente credenti nell’esistenza di “Dio”, un centro cerebrale, simile al centro del linguaggio  ― che ha denominato “modulo di Dio” ―  localizzato nel contesto della struttura encefalica arcaica rappresentata dal cosidetto “sistema limbico” (4). Il complesso di tale sistema è individuabile nella porzione più antica dei lobi temporali attuali, la quale costituiva il primordiale abbozzo dei lobi temporali medesimi, così come erano rappresentati nell’encefalo dei preominidi. Orbene, particolari alterazioni dei lobi temporali ostacolano il normale funzionamento dell’attuale “sistema limbico”, causando iperinduzione di vissuti a contenuto religioso. Infatti, il confronto dell’attività bioelettrica dei lobi temporali in tre campioni costituiti rispettivamente da soggetti “epilettici”, “iper-religiosi” e “normali” ha evidenziato che i soggetti appartenenti ai primi due campioni manifestavano lo stesso tipo di reazione elettroencefalografica evocato da stimoli di parole esprimenti concetti inerenti la religione e la credenza nella divinità (cfr. Ramachandran V.S.: «The Emerging Brain», San Diego, 2003). Un gruppo di neuroscienziati canadesi della Laurentin University di Sudbury, mediante “Stimolazione Magnetica Transcranica” (SMT) dei lobi temporali, ha rilevato in ben 80% di soggetti, per altri aspetti del tutto normali, l’induzione di intense esperienze a contenuto religioso (cfr. Richards M.A., Koren S.A., Persinger M.A.: «Circumcerebral application of weak complex magnetic with derivatives and changes in electroencephalographic power spectra within the theta range: implications for states of consciousness», Percept Mot Skills, 95, 671. 2002). D’altra parte, è nota l’elevata frequenza di sindromi con “delirio religioso” in soggetti che hanno subito traumi cranici coinvolgenti i lobi temporali. Secondo Alper (2001) il “centro cerebrale della religiosità”, individuato da Ramachandran (2003), si sarebbe formato per selezione naturale negli ominidi, divenuti capaci di introspezione cosciente, in risposta alla scoperta della propria mortalità, in quanto la necessità di sopportare la tremenda angoscia suscitata da questa presa di coscienza avrebbe, inevitabilmente, determinato la selezione del meccanismo mentale di difesa che induce ad illudersi di poter trascendere la morte terrena mediante la credenza di vivere eternamente un’altra esistenza ultraterrena, con il risultato di indurre conforto e tranquillità, determinanti un aumento adattivo della vitalità individuale (cfr. Alper M.: «The “God” part of the Brain», Rogue, 2001). Tuttavia, il menzionato “centro cerebrale della religiosità”, mentre poteva avere funzione adattiva per gli ominidi del pleistocene, attualmente costituisce, senz’altro, un’entità atavica, ossia il residuo o la ricomparsa di un carattere anatomico-funzionale che, sebbene utilmente attivo in lontanissimi antenati, attualmente deve essere considerato come indice di ipoevoluzione o di regressione.

In conclusione, da quanto esposto, si deduce che porsi il semplice quesito circa il “creazionismo” e l’esistenza di un “Dio” creatore è di per se una grande insulsaggine (5) in quanto l’idea di una “onnipotente Entità suprema” preesistita nel “nulla” (la cui concreta esistenza è impossibile in quanto concettualmente il “nulla” consiste, per definizione, nell’assenza totale dell’esistere) (6), oltre ad essere del tutto incompatibile con ogni spiegazione della realtà, è addirittura al di fuori dei parametri di ogni discorso sensato.

 

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NOTE

 

(1) Il “feed-back negativo” consiste in un meccanismo naturale (o artificiale) che fa retroagire un qualsiasi effetto sulle sue cause, permettendo in questo modo, all’effetto stesso di raggiungere un determinato scopo correttivo, poiché gli scarti fra l’“effetto reale” e l’“effetto necessario per la correzione” sono trasformati in un’energia che viene reintrodotta, in senso inverso, nel sistema, la quale tende, costantemente ad annullare gli scarti stessi che l’hanno prodotta. Un simile meccanismo può essere considerato come un dispositivo che corregge compensando automaticamente l’errore, poiché agisce quando l’azione devia dal livello utile richiesto.

(2) Il “feed-back positivo” consiste in un meccanismo naturale (o artificiale) che, al casuale disordine (in eccesso o in difetto) non determina una correzione, ma un aumento dello stesso segno del disordine che conduce, inevitabilmente ad un ulteriore aumento del disordine stesso. Quindi, al contrario del “feed-back negativo”, esso non apporta ordine al sistema, ma oscillazioni crescenti fino alla rottura caotica del sistema.

(3) Gabor (1949) ha escogitato una tecnica (cfr. Gabor D.: «Microscopy reconstructed wace fronts», Proc. Roy. Soc., 197, 454, 1949), da lui denominata “olografia” (“tutto-iscrizione”), che permette la ricostruzione fotografica di un’immagine ricavabile da ogni semplice piccolo frammento della fotografia integrale, in quanto ogni piccolo frammento contiene tutte le informazioni rappresentative microscopiche della medesima immagine macroscopica denominata “ologramma” (“tutto-inscritto”). Ad esempio, se ogni piccola tessera di un grande mosaico raffigurante un fiore contenesse raffigurato il fiore medesimo, sarebbe sufficiente un solo frammento del mosaico per sapere quale era la relativa immagine e poterla ricostruire. Se, poi, anche la tessera fosse formata da ulteriori particelle raffiguranti ognuna la stessa immagine, e così via all’infinito, sarebbe sempre possibile conoscere l’immagine del mosaico integrale macroscopico.

(4) «…Con la denominazione “sistema limbico” si suole indicare un vasto substrato anatomo-funzionale costituito dall’allocorteccia temporo-frontoinsulare, le cui principali formazioni  ― rappresentate da strutture temporali (ippocampo, uncus, amigdala, corteccia prepiriforme, e polo anteriore del lobo temporale), da strutture frontali (giro cingolato anteriore e circonvoluzione orbitraria) e dal lobo dell’insula ―  sono concentrate nel grande lobo limbico di Broca, insieme alle strutture sottocorticali ad essa collegate (aree settali, nuclei del setto disposti nella parte postero-inferiore della faccia interna del lobo frontale, nucleo ipotalamico ventromediale, nuclei talamici anteriori, ecc.) mediante numerosi e delicati relais. Tutto il sistema è ben collegato mediante connessioni multiple con i raggruppamenti neuronici del sistema laminare mediotalamico a proiezione corticale circoscritta, del sistema reticolare ascendente e dei due settori (facilitante ed inibente) del sistema reticolare discendente e con i corpi striati. L’amigdala, tra l’altro, è collegata, in modo particolare, tramite la stria terminale, al nucleo ipotalamico ventro-mediale: mentre l’ippocampo è particolarmente collegato al giro cingolato mediante quel folto sistema di circuiti compresi nel fornice, nei tubercoli mammillari, nel fascio di Vicq d’Azir, nelle radiazioni talamo-cingolari….» (cfr. Liggio F.: «I disordini motori nel comportamento dei caratteriali in età evolutiva (ruolo delle strutture limbiche)», Acta Neurol, 22, 859, 1967).

(5) Si pensi, ad esempio, alla sciocca distinzione filosofica tra “teismo”  ― che consiste nella credenza in un “Dio” trascendente, creatore dell’universo e continuamente interessato agli eventi che vi si verificano, come se non fossero stati prestabiliti da lui!  ―  e “deismo”  ― che consiste nella credenza in un “Dio” trascendente, creatore ed ordinatore dell’universo, ma completamente disinteressato agli eventi che vi si verificano per non violare le leggi naturali da lui stesso prestabilite ―  o all’inutile concezione filosofica “panteistica” che identifica “Dio” con l’universo in un unico significato metafisico. Ancora più ridicola è l’antichissima classica millantata prova, fondamentale nella tradizione filosofica, cosiddetta della “Causa Prima”, addotta per dimostrare inequivocabilmente l’esistenza della “Divinità Suprema” secondo il seguente puerile ragionamento: poiché si constata che ogni manufatto può essere realizzato solo se causato da un artefice, deve necessariamente esistere chi ha causato la materia cosmica in qualità di “Causa Prima”, cioè la “Divinità Suprema”! Il risultato di tale ragionamento, come giustamente fa notare Russel (1960), è un’assurda contraddizione, poiché se niente può esistere senza una causa allora neanche Dio può esistere senza causa, quindi, è più logico arguire che la materia cosmica sia sempre esistita [alternandosi da “stato caotico” a “stato cosmico” e viceversa] e che è soltanto la scarsa intelligenza umana che vuole trovarvi la causa originaria (cfr. Russel B.: «Perché non sono cristiano» Ed. it., Milano, 1960). Inoltre, il fatto che porsi il semplice quesito circa l’esistenza di “Dio” è di per se una grande insulsaggine è chiaramente deducibile dalle inconfutabili evidenze illustrate da Turcotti (1880) come segue: «…La storia di Dio è il più alto sproposito che abbia immaginato l’uomo. I Vangeli e i libri biblici espongono verità relative umane e non divine, errori umani e non divini. La vera storia di Dio non esiste perché impossibile. Dio non ha una sua storia propria. I profeti o piuttosto i preti che la narrano, se non pazzi da catena, furono uomini politici, appassionati e quindi fallibili. Essi abusarono del nome di un Dio sempre ignoto ed inesplicabile. Ne inventarono diversi e […] crearono la volontà di Dio, applicandola ed imponendola sopra le cose umane con grave pregiudizio della vera storia. […]. La cosiddetta storia sacra è una confusione di idee e di fatti umani, di contraddizioni, di favole, di visioni, di sogni, una mistura inestricabile di parole e frasi poetiche, più spesso mistiche ed oscure, che hanno cambiato e cambiano significato […] secondo l’umore, il capriccio o il genio degli scrittori e dei lettori che l’interpretano quasi sempre secondo le circostanze dell’epoca, dell’anno e del giorno in cui vivono. Insomma l’intera Bibbia è […] una raccolta confusissima di cognizioni favolose, dubbie, improbabili, di assurdità e di sciocchezze tali, come ormai quasi tutti i moralisti saggi e gli studiosi di antichità specialmente sacre o religiose sono costretti a confessare, che lo studio profondo dei libri biblici dell’antico e del nuovo Testamento è un vero perditempo ed un fuorviare dalla storia dei fatti umani e naturali, la quale è la vera e la sola storia possibile e veramente utile alle società umane e civili di questo mondo. […]. Ogni uomo può parlare o affermare che egli parla in nome del proprio Dio. Ma ciò facendo o dicendo egli mente oppure ingannato inganna…» (cfr.Turcotti A.: «Vita politica di Gesù», Torino, 1880).

(6) Gli autori dei testi approvati dalla Chiesa Cattolica, per dare credito all’implausibile congettura della creazione dal “nulla” da parte di “Dio”, non hanno esitato ad illustrare l’atto di tale “creazione” con ridicole figure, come quella che rappresenta un “Dio” antropomorfo nell’atto di insufflare l’energia creativa tramite una “cannuccia” (contraddittoriamente preesistente al “nulla”!) reperibile nell’opera di Charles De Boulles «Quo hoc volumine continetur», Amiens, 1510 e riportata nella Fig. 2 dell’Art. XXI. L’IRRAZIONALE CREDULITÀ NELL’ESISTENZA DI “DIO”.


 

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