FISICA/MENTE

 

 

I PIANTI DELLA MADONNA

 

Riporto qui di seguito, senza ulteriori commenti, alcuni pianti di Madonne. Ho trovato queste notizie su Google e su un totale di circa 15 mila pagine io mi sono fermato alla pagina10. Credo che i lettori siano in grado di capire a che livello di manipolazioni sono sottoposti i cittadini di questo Paese che continua a tentare di uscire dal Medioevo.

Roberto Renzetti


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/01_Gennaio/23/madonna.shtml

Il dossier: «Non c'è spiegazione umana»

Civitavecchia, ecco le prove del miracolo

 

La diocesi: «Dieci anni fa la Madonnina pianse lacrime di sangue». Il mariologo De Fiores: «Qui c’è il dito di Dio»
La Madonna di Civitavecchia con le lacrime di sangue

«Sono trascorsi dieci anni da quando a Civitavecchia, in un giardino della famiglia Gregori (2-6 febbraio 1995) e poi nelle mani del vescovo diocesano Girolamo Grillo (15 marzo 1995), si sono susseguite 14 lacrimazioni di sangue in una statuetta della Madonna. Dopo l’interessamento della stampa che ha fatto rimbalzare la notizia in Italia e in tutto il mondo, i giornali ormai non ne fanno parola. Similmente, anche gli storici tacciono, teologi e pastori si sono chiusi in un riserbo e silenzio assoluto». Eppure, «i pellegrini di ogni parte d’Italia, d’Europa, anzi del mondo accorrono e manifestano la loro devozione con la preghiera e la frequentazione dei sacramenti. I pellegrinaggi alla parrocchia di S. Agostino, in contrada Pantano, dove è collocata la Madonnina, non conoscono flessioni, sono una realtà che si rinnova continuamente e produce consolanti frutti di conversione e di spiritualità».
Con queste parole inizia l’introduzione al corposo dossier che sta per essere pubblicato sul giornale della diocesi di Civitavecchia e che il Corriere ha potuto esaminare in anteprima. Una serie di relazioni e di documenti, quasi tutti inediti, che fanno il punto del «caso» da ogni prospettiva, da quella teologica a quella giudiziaria, pastorale, medica (su Internet sarà consultabile, tra pochi giorni, sul sito www.civitavecchia.netfirms.com). L’insieme è impressionante: gente di responsabilità, persone autorevolissime nei rispettivi campi e, dunque, abituate a misurare le parole, non esitano a esporsi e ad arrendersi alla realtà. Tutto, dicono unanimi, fa pensare che in quell’angolo di terra alle porte di Roma si sia verificato un evento che non ha spiegazione umana e che rinvia al mistero del Soprannaturale.

IL DIARIO DEL MONSIGNORE - Colpisce, innanzitutto, la testimonianza di monsignor Grillo, il vescovo costretto a passare dal radicale scetticismo all’accettazione dell’enigma, sotto l’impatto violento di un evento tanto imprevisto quanto sconvolgente. Nel dossier che viene ora pubblicato, il presule riproduce un suo diario inedito, che ha un andamento in qualche modo drammatico. Come molti, di certo, ricordano, il mattino del 15 marzo di quel 1995 in cui tutto è iniziato, il presule prese tra le mani la statuetta della Madonna che era stata relegata in un armadio della sua casa. Monsignor Grillo si era opposto all’intervento della magistratura, che aveva addirittura ordinato il sequestro e apposto i sigilli. Aveva anch’egli protestato, ma in nome della libertà religiosa, non certo per convinzione della realtà dei fatti. Con alle spalle solidi studi e lauree nelle migliori università ecclesiastiche, aveva a lungo lavorato negli uffici della Segreteria di Stato, dove l’atmosfera non è di certo pervasa di misticismo ma di pragmatismo se non, talvolta, di scetticismo. Nominato vescovo, il monsignore non aveva incoraggiato devozioni popolari e tradizioni arcaiche, bensì cercato di fondare tra la sua gente una spiritualità tutta biblica e liturgica. Il suo diario testimonia l’incredulità un po’ infastidita con cui accolse le prime notizie della lacrimazione di sangue, il cestinare i rapporti del parroco, il divieto ai sacerdoti di recarsi sul posto, il rivolgersi segretamente alla polizia perché indagasse sulla famiglia Gregori, di cui diffidava. È lui stesso che ricorda l’esclamazione di un cardinale amico: «Povera Madonnina, in che mani sei capitata! Proprio in quelle di monsignor Grillo, che si darà da fare per soffocare tutto!».

 

Monsignor Grillo depone la Madonna piangente su un altare, in un'immagine del 2002 (Reuters)

QUEL GIORNO DI MARZO - Non fu dunque con particolare devozione che, quel giorno di marzo, tolse dall’armadio la statua ormai dissequestrata. Tutte e tre le persone presenti con lui nella stanza videro prima di lui, che teneva in mano l’oggetto sacro, il verificarsi dell’incredibile: le lacrime di sangue che cominciarono a defluire dagli occhi, raggiungendo lentamente il collo. Il vescovo non usa eufemismi per descrivere la sua reazione, quando si accorse di quel che succedeva. Non a caso la sorella si mise a gridare, vedendolo barcollare e impallidire in modo impressionante, e corse fuori, con un dito bagnato di sangue, invocando l’aiuto di un medico, un cardiologo, che difatti poco dopo accorse. Ce n’era bisogno. Annota il presule, tra l’altro: «Quasi svenuto mi accascio su una sedia», «ho rischiato di morire dallo schianto, ho subito uno choc tremendo, che mi ha lasciato tramortito anche nei giorni seguenti», «subito d’istinto ho chiesto a Maria la mia conversione e il perdono dei miei peccati».

ARRESO AL MISTERO - Fu così che la Madonnina poté prendersi la sua materna, benigna rivincita. Fu lo stesso Grillo, lo scettico, colui che sperava che da Roma gli giungesse l’incarico di chiudere la faccenda e di tornare a una religiosità «seria» (mentre dai vertici del Vaticano gli raccomandavano apertura di spirito, anche all’imprevisto), fu dunque lo stesso monsignore che, con solenne processione, dall’armadio di casa sua portò in chiesa la statuetta per esporla alla venerazione dei fedeli.
Fedeli per i quali egli stesso e i suoi collaboratori hanno fatto e fanno molto, perché il pellegrinaggio, incessante, cosmopolita, sia una vera, completa, esperienza spirituale. Almeno cinque confessori sono al lavoro per molte ore, ogni giorno; liturgie, adorazioni eucaristiche, rosari, processioni, litanie si susseguono senza sosta.
Scrive, nel decennale, monsignor Girolamo Grillo: «Sono stato costretto ad arrendermi a questo mistero. Ma la mia convinzione è aumentata sempre di più vedendo le benefiche conseguenze. Il Vangelo ci dà un criterio: giudicare dai frutti la bontà di un albero. Qui, i frutti spirituali sono straordinari».

PASSATE AL SETACCIO - Accanto alla testimonianza, anche umana, del vescovo, è di grande importanza quella di padre Stefano De Fiores, religioso monfortano, uno dei maggiori specialisti viventi in studi dedicati alla Vergine. Autore di testi fondamentali come Maria nella teologia contemporanea, curatore del Nuovo dizionario mariologico, docente nella più illustre delle università pontificie, la Gregoriana, padre De Fiores è ben noto agli studiosi e ai lettori come uomo di grande prudenza, di distinzioni sottili, così come si addice a uno specialista di quel livello. Colpisce, dunque (e rende davvero pensosi) la conclusione del cauto professore: a Civitavecchia, non c’è altra spiegazione logica e sostenibile se non l’accettazione di un intervento divino. Padre De Fiores motiva la sua conclusione passo dopo passo, in un intervento denso di teologia, ma al contempo informatissimo sullo svolgimento degli eventi. Sono dunque valutate criticamente tutte le testimonianze, a partire da quella di Jessica Gregori, allora bambina di meno di sei anni, della sua famiglia, del parroco, del vescovo stesso. Sono poi passate al setaccio tutte le ipotesi che potrebbero spiegare «naturalmente» la lacrimazione. In base agli elementi disponibili e al ragionamento, è escluso che si tratti di «frode o trucco», di «allucinazione o autosuggestione», di «fenomeno parapsicologico». Giunti infine, per via di logica, alla dimensione inquietante del mistero, è escluso anche che si tratti di «opera del demonio». Intervento divino, dunque? E perché, con quale significato? Il teologo inizia qui un’analisi che mostra quale ricchezza spirituale possa celarsi dietro un evento in apparenza così semplice, dietro a quelle lacrime versate per 14 volte. Persino la sconcertante scoperta che si tratta di sangue maschile finisce per rivelarsi come un ulteriore segno di credibilità, nella dimensione cristiana. È anche in base a questa profondità di senso che padre De Fiores si arrende egli pure, alla pari del vescovo, e cita il Vangelo di Luca: «Qui c’è il dito di Dio». Non è davvero poco, per chi conosca le prudenze dei professori, soprattutto se universitari, di discipline ecclesiastiche.

DNA NEGATO - Importante pure quanto nota, in un altro studio di questo dossier, un esperto dei fatti: «Il problema del Dna ricorre continuamente quando si parla della vicenda della Madonnina di Civitavecchia. La domanda che tanti si pongono è la seguente: perché i Gregori hanno rifiutato l’esame del Dna? Si vede un tale rifiuto come indice di qualcosa da nascondere. Si insinuano, così, ombre e dubbi circa la loro onestà. Ebbene al riguardo occorre sapere come stanno realmente le cose. Innanzitutto, è necessario dissipare ogni dubbio, affermando che la famiglia Gregori si è sempre dichiarata disponibile a sottomettersi all’esame per la comparazione del sangue».
In effetti, come viene ampiamente spiegato, furono gli specialisti — a cominciare da quel luminare della medicina legale che è il professor Giancarlo Umani Ronchi, docente nella non sospetta, laicissima Università La Sapienza di Roma — a sconsigliare decisamente un esame del Dna. Un simile test, in effetti, viste le condizioni createsi e la situazione dei reperti, avrebbe portato confusione più che chiarezza, rischiando di dare indicazioni fuorvianti e scientificamente non attendibili. Ai Gregori che si misero subito a disposizione fu spiegato, dal pool dei tecnici, che proprio la ricerca della verità suggeriva di non procedere.
Insomma, dieci anni dopo, pare assodato che le colonne di pellegrini che confluiscono su Civitavecchia (e il numero si accresce di anno in anno) sono richiamate da un evento del quale non è facile sbarazzarsi, rinviando a superstizioni e credenze popolari da rifiutare. Ne era convinto, lo sappiamo, persino il vescovo, che i fatti hanno però trasformato nell’apostolo fervente non solo della Madonna (di cui sempre fu devoto) ma proprio di quella «Madonnina». Arrivata per giunta, ad infittire il mistero, proprio da un altro luogo enigmatico per eccellenza: Medjugorje.

Vittorio Messori

 

23 gennaio 2005

http://www.cliccamarigliano.net/modules/news/article.php?storyid=1671

PIANGE LA MADONNA DEL CIMITERO DI MARIGLIANO

 

Marigliano nelle ultime ore è diventato luogo di pellegrinaggio. È da sabato sera che la statua raffigurante la Madonna di Medjugorie, situata all’ingresso del Cimitero di Marigliano piange. La statua è stata comprata presso i laboratori di arte sacra "Serpone" a Napoli nel 1998; si tratta di una statua di resina, cava all'interno, e con dei penetranti occhi azzurri ai quali il cristallo di Bohemia, materiale con il quale sono fatti, non hanno tolto il calore che emanano.

La Madonna ha iniziato a piangere il giorno dell'Immacolata, ma nessuno aveva pensato che fossero lacrime, si è provveduto a pulire il volto della statua e da allora nulla era stato più notato, fino a sabato pomeriggio, quando delle ragazze hanno visto una lacrima scendere dall'occhio destro della Madonna. La notizia è giunta in tutta la città e da Marigliano e dai paesi vicini sono partiti pellegrinaggi diretti sul luogo del prodigio. Molti fedeli si sono radunati in preghiera sin da questa mattina.

Nel primo pomeriggio, la lacrimazione si è avuta da entrambi gli occhi e sino a tarda sera due lacrimoni luccicanti rigavano il volto della Vergine. Il Vescovo di Nola, don Beniamino Depalma, aveva immediatamente disposto il trasporto della statua presso il vescovado, ma l'insurrezione popolare che è susseguita a tale notizia ha impedito la partenza della statua.

Il sindaco Felice Esposito Corcione ha rassicurato i cittadini "andate pure tranquilli a casa, almeno per stasera la Madonna resterà tra noi, se di miracolo si tratta, questi è avvenuto a Marigliano e nessuno lo potrà negare. Certo è che a decidere saranno le autorità ecclesiastiche"; quindi per motivi di ordine pubblico la Madonna piangente resterà tra di noi. A verificare cosa stesse succedendo sono giunti anche don Andrea, parroco della parrocchia di Miuli, alla quale per motivi di territorialità appartiene il cimitero, e padre Lorenzo dei frati minori francescani, del convento di San Vito, il quale ha invitato i fedeli a rivolgere una preghiera alla Vergine.

La giornata di sabato la si può definire molto particolare, mentre nella cattedrale di Napoli il miracolo di San Gennaro non si è avverato, a Marigliano la Madonna ha iniziato a piangere, io non so se tra le due cose ci sia un nesso, ma la coincidenza è di quelle che fanno accapponare la pelle. Il gran numero di fedeli che è giunto al cimitero ha reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine: a vigilare su tutti erano presenti i carabinieri della stazione di Marigliano coordinati dal luogotenente Ciro Silvestro e gli agenti della polizia municipale coordinati dal tenente colonnello Giuseppe Caliendo.


Foto a cura di Assia Cerciello e Gerardo Sorrentino (ex allievo Liceo Colombo - Marigliano)

 

 


 

 

 

 


http://www.ms.camcom.it/lunigiana/

Nei pressi di Podenzana si gridò al miracolo allorché, in località Gaggio, un eretico con l’accetta in mano ad ogni colpo per abbattere una pianta di castagno pronunciava una bestemmia. Udì una voce "Perché mi fai male?" e subito dopo dalla pianta uscì l’immagine della Madonna piangente. Alla conversione dell’uomo seguì la costruzione di una Chiesa nel cui altar maggiore fu appunto murato il castagno. Leggenda? Un vescovo incredulo, siamo quasi ai giorni nostri, volle verificare a metà del secolo scorso, la veridicità della storia. Dall’altare dove fu aperta una breccia apparve il tronco dell’albero, il 5 agosto di ogni anno i pellegrini salgono alla Madonna del Gaggio implorando grazie e benedizioni. E dopo aver soddisfatto lo spirito pensano al corpo gustando gli squisiti panigacci, specialità del paese.


http://www.santiebeati.it/dettaglio/91911

 

Madonna delle Lacrime di Siracusa

29 agosto – 1 settembre



  Lungo i secoli del Cristianesimo, Maria è apparsa varie volte, di tanto in tanto, quasi ad accompagnare l’umanità, che gli fu affidata da Gesù sulla Croce, nel cammino faticoso della vita di ognuno e delle Nazioni.
Le apparizioni più conosciute e riconosciute dalla Chiesa, sono quella di Guadalupe in Messico all’indio Juan Diego nel 1548; quella del 1830 a Parigi, alla suora Figlia della Carità s. Caterina Labouré; quella di La Salette in Francia nel settembre 1846, ai due pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat; quella di Lourdes nel 1858 all’umile Bernadetta Soubirous, quella di Castelpetroso (Isernia) nel 1888, alle due contadine Serafina e Bibiana; quella di Fatima nel 1917 a tre pastorelli Lucia Dos Santos, Giacinta e Francesco Marto.
E man mano in tempi più vicini ed in attesa della conferma ufficiale della Chiesa, a Medjugorje in Bosnia nel 1981 a sei veggenti e la recente lacrimazione di una statuetta a Civitavecchia.
Fra tutte queste apparizioni e manifestazioni prodigiose, bisogna inserire la lacrimazione della Madonna a Siracusa, avvenuta nel 1953. Non c’era ancora la televisione, ma la radio, i cinegiornali e la stampa, diedero molto risalto al prodigio miracoloso, diffondendolo in tutta Italia e nel mondo.
Raccontiamo in breve ciò che accadde. Due giovani coniugi, Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusti, sposatisi il 21 marzo del 1953, abitavano in una modesta casa in Via degli orti di S. Giorgio a Siracusa.
La signora Antonina era in attesa del primo bambino, ma la gravidanza però si presentava difficile, al punto che a volte le procurava l’abbassamento della vista; il 29 agosto verso le 3 di notte, quel disturbo si acuì a tal punto, da renderla completamente priva di vista.
Lo scoraggiamento fu totale, procurandole molta sofferenza, ma inaspettatamente verso le 8,30 del mattino, la vista tornò come prima e alzando lo sguardo verso il quadretto di gesso attaccato a capo del letto, incredula e meravigliata vide grosse lacrime scendere sul viso della Madonnina.
Immediatamente richiamò l’attenzione del marito gridando: “La Madonnina piange”. Come era da aspettarselo, la notizia si sparse velocemente in tutta Siracusa e da lì nel mondo, suscitando enorme scalpore; la casa dei coniugi Iannuso si trasformò in meta di pellegrinaggio, che le foto dell’epoca documentano, perché tutti volevano vedere la “Madonnina che piange”.
La statuetta-quadretto era un mezzo busto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria ed era un regalo di nozze, ricevuto dai giovani sposi. La misteriosa lacrimazione si protrasse a più riprese dal 29 agosto al 1° settembre; l’atteggiamento della Chiesa in questo frangente, fu di opportuna prudenza; il parroco di allora don Giuseppe Bruno, con il permesso della Curia arcivescovile di Siracusa, si recò il 1° settembre verso le 11 in casa Iannuso, con alcuni dottori del Laboratorio di Igiene e Profilassi della Provincia.
Questi esperti, tra cui il dottor Michele Cassola, dichiaratamente ateo, e che in seguito presiederà la Commissione scientifica, una volta sul luogo, divennero testimoni oculari della lacrimazione; gli occhi di Maria si manifestarono gonfi di lacrime come di una persona presa da forte emozione, che presero a scendere rigando il delicato volto, andando a raccogliersi nel cavo della mano.
Anche se alcuni presenti riuscirono ad assorbire con del cotone qualche lacrima, come già nei giorni precedenti, i chimici con la loro provetta, riuscirono ugualmente a raccoglierne una parte di circa un centimetro cubo.
Dopo questo prelievo la Madonna non pianse più; quasi aspettasse questa raccolta ufficiale. Il quadro fu poi nei giorni seguenti sottoposto all’esame di una Commissione scientifica, che ne diede un’ampia relazione; riportiamo solo alcuni punti salienti; la parte di apparente maiolica dell’effige della Vergine, fu staccata dal vetro nero di supporto e si poté constatare che era costituita da uno spessore di gesso da 1 a 2 cm ca. e che al momento dell’esame era completamente asciutta; poi il liquido raccolto venne sottoposto ad una serie di analisi chimico-fisico-biologiche, che confrontate con il secreto lacrimale di un adulto e di un bambino di due anni e sette mesi, facevano riscontrare la stessa composizione e le stesse sostanze escretorie del tipo di lacrime umane; la relazione porta la firma dei componenti e dello stesso presidente della Commissione, dottor Cassola, il quale pur essendo ateo e non credente, non sapeva spiegarsi scientificamente il fenomeno; la data è del 9 settembre 1953.
Dopo la pubblicazione di questo documento, tre mesi dopo, il 12 dicembre 1953, l’episcopato della Sicilia, unanimemente dichiarò autentica e senza dubbio la lacrimazione prodigiosa. Un anno dopo papa Pio XII, il 17 ottobre 1954 diffuse nel mondo un radiomessaggio, dicendo tra l’altro: “Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria!”. (Si era in pieno periodo della cortina di ferro sovietica e della Chiesa del silenzio, perseguitata).
Il 19 settembre 1953, il quadro ripristinato nella sua interezza, fu sistemato in una stele di pietra bianca in Piazza Serapide; il grande culto sviluppatosi, fece accorrere negli anni milioni di fedeli e si rese necessario nel tempo la costruzione di un degno Santuario.
Il quadretto rimase a Piazza Serapide fino al 1968, quando fu spostato sull’altare della cripta dell’erigendo Santuario; qui rimase dal 1968 al 1987 e dal 1° maggio 1994 al 4 novembre 1994.
Il nuovo tempio fu iniziato nel 1989, magnifico nella struttura e alto circa 103 metri; l’ardita realizzazione è opera degli architetti francesi Andrault e Parat, la sua forma sembra indicare una lacrima caduta dal cielo; ha la capienza di 11.000 posti in piedi e 6.000 a sedere, con 16 cappelle; la cripta ha 18 ingressi e una capienza di 3.000 posti.
Il santuario venne consacrato con solennità da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994; dal suo discorso pronunciato in quell’occasione riportiamo: “….Le lacrime della Madonna appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico”.
Le lacrime sono state raccolte in un artistico e prezioso reliquiario, opera del prof. Biagio Poidimani di Siracusa, è a tre ripiani sovrapposti e alla base, ai quattro angoli, vi sono le statuine di s. Lucia, patrona di Siracusa, s. Marziano, primo vescovo della città e quelle dei santi apostoli Pietro e Paolo.
E questo reliquiario fu richiesto sul letto di morte nel 1973, dal dottor Cassola, il quale se lo strinse al petto e dopo un po’ singhiozzando, chiese un confessore, dicendo: “Prima, vedevo davanti a me come una muraglia invalicabile. Ora quella muraglia, grazie al pianto della Madonna, è crollata”.
Il nuovo santuario accoglie circa un milione di pellegrini all’anno, provenienti da tutto il mondo. Il prodigio miracoloso di Siracusa si distingue da tutti gli altri eventi eccezionali, che hanno visto la Madonna come protagonista e stimolatrice dell’umanità.
Per prima cosa Ella non ha parlato, come del resto anche nelle apparizioni di Guadalupe e di Castelpetroso, ma in questo caso a Siracusa ha pianto, ma nessuna parola poteva superare l’eloquenza del suo silenzio unito al pianto.
Bisogna dire che le apparizioni della Madonna, non l’hanno vista mai ridere o sorridere allegra, ma sempre mesta, addolorata e a La Salette anche piangente, sempre in colloqui ed esortazioni a convertirsi, a non offendere più con il peccato e l’oltraggio il Cuore di suo Figlio; avvertendo dell’approssimarsi di sconvolgimenti mondiali e ideologici.
Ma se a Fatima, Lourdes, Parigi, La Salette, ha fatto conoscere il suo dolore e la sua esortazione al pentimento, attraverso veggenti e umili ragazzi; qui a Siracusa parlò con il suo pianto, a migliaia di persone e quasi a confermare il prodigio, affinché fosse creduto, si è sottoposta a fredde analisi scientifiche e da laboratorio, perché a differenza di tutte le altre visioni e apparizioni, il prodigio di Siracusa resta comprovato dalla scienza.
In un suo studio, il teologo Stefano De Fiores diceva nel 1978: “Maria piange per lanciare alla società, un ultimo monito a non rifiutare il regno di Dio e a non respingere ostinatamente i messaggi profetici dei suoi umili veggenti. Il suo è un pianto estremamente serio, saturo di tristi presagi, un richiamo a non respingere gli inviti divini, onde non incorrere nella rovina”.


Autore:
Antonio Borrelli

_______________________
Aggiunto il 28-Jan-2004


Con Maria nel nuovo millennio

 
di STEFANO DE FIORES

Una Madre in lacrime accompagna la Chiesa
   

La storia delle Lacrimazioni della Madonna dai primi tempi del Cristianesimo ai giorni nostri.
  

Una recensione delle Lacrimazioni di Maria nelle sue Apparizioni o nelle sue immagini non è stata ancora compiuta. Manca perfino la base per potere stendere un tale elenco, poiché non possediamo una storia scientifica di tutte le mariofanie che punteggiano la vita della Chiesa lungo il suo bimillenario cammino.

Il volume di Joachim Bouflet e Philippe Boutry, Un segno nel cielo - Le apparizioni della Vergine (Genova 1999), che documenta e studia il fenomeno dal punto di vista socio-culturale, dichiara una simile storia "un’impresa colossale", trovandosi di fronte ad "un autentico ginepraio, sempre più folto man mano che si avvicina al XX secolo".


Le lacrime della Madonna nell’epoca antica e medievale

Le Visioni e Apparizioni, presenti in misura più o meno rilevante nella Bibbia, costituiscono un problema nei primi secoli del Cristianesimo, quando le Chiese si organizzano gerarchicamente ed entra in crisi l’istituto carismatico.

Si conoscono racconti di antichissime Apparizioni mariane: ad Augusto sul Campidoglio, a San Giacomo a Saragozza (verso l’anno 40 d.C.), a San Tommaso a Gerusalemme e nelle Indie, a una certa Vila sul Monte Aunis da cui ha origine il Santuario di Le Puy (nel 47 d.C.), a San Maurilio nel 430, determinando il sorgere del Santuario di Marillais, ecc. Ma il loro carattere leggendario e la loro documentazione tardiva impediscono di accreditarle alla storia.

Verosimilmente al III secolo (verso il 231) risale la prima Apparizione mariana documentata: quella a carattere mistagogico di Maria e di Giovanni Evangelista che illustra al giovane Vescovo Gregorio Taumaturgo (+ 270) il mistero della Trinità. Poi Gregorio Magno (+ 604) narra che Maria apparve a una fanciulla per annunciarle la sua prossima morte. Interessante la testimonianza dello storico Sozomeno (+ dopo 450) secondo cui Maria è "solita fare delle Apparizioni". Non si parla però di Apparizioni di Maria piangente, né di icone lacrimanti.

Il Medioevo è una stagione fertile di visioni e profezie. Particolarmente importanti le Rivelazioni fatte dalla Vergine a Santa Brigida (+ 1373), che provocheranno nel Concilio di Basilea (1431-1448) la disputa tra il Cancelliere Gersone, riservato e critico circa le "donnicciole" visionarie, e il Cardinale Torquemada, favorevole alla mistica svedese.

Neppure in questo periodo si segnalano Madonne in lacrime. In compenso si moltiplicano le composizioni narrative o teatrali del Planctus Mariae, già in atto nell’età patristica. Forse nel contesto di ricupero degli aspetti umani e dolorosi della persona della Vergine, le Lacrimazioni di statue o di icone sarebbero potute sembrare superflue.

Lacrimazioni nell’età moderna (1492-1789)

Eppure nell’autunno del Medioevo, mentre si sviluppa il culto dell’Addolorata, incontriamo la prima Lacrimazione mariana. Nel 1489 a Pennabilli nelle Marche "un’immagine della Vergine Maria, dipinta a olio sul muro, iniziò improvvisamente a lacrimare. L’avvenimento provocò grande scalpore". Seguono quelle di Assisi (1494), Treviglio (1522) e Dongo (1553), dove le immagini di Maria lacrimano e danno origine a Santuari.

Non occorrerà attendere molto per trovare le prime Lacrimazioni di sangue: quella di un’immagine a Ponte Nossa (Bergamo) nel 1511; quella di una statuetta della Madonna  troneggiante su una grande falce lunare che nel 1583 a Copacabana (Bolivia) cambia i tratti del volto e versa lacrime di sangue, e quella avvenuta nel 1598 a Mesagne (Brindisi), dove un’immagine di Maria fu vista da numerose persone lacrimare sangue.

Come spiegare tali fenomeni in questa determinata epoca? Se è innegabile che segni e Apparizioni mariane si registrano soprattutto nelle svolte epocali, nessuno può dubitare che l’inizio dell’età moderna rappresenta una cesura con il Medioevo. La sua cultura viene in larga misura soppiantata o contrastata dalla prospettiva dell’uomo centro del mondo, dal ritorno all’ideale classico-pagano e dall’avvento del Protestantesimo che si libera dai mediatori, compresi Maria e il Papa, e in nome della pura fede guarda con diffidenza alle Apparizioni, a statue e a segni miracolosi.

I segni della presenza di Maria nella vita delle Comunità assumono un triplice significato: partecipano alla sofferenza del popolo (condivisione), lo preservano e immunizzano da un pericolo imminente (preservazione) e infine lo proteggono dagli attacchi avversari (protezione).

La figura di Maria assume il ruolo di difesa contro l’avanzare dell’eresia o del paganesimo dei tempi moderni. Non per nulla, in Francia e altrove, Santuari e immagini di Maria sono bersaglio da parte di Calvinisti e poi dei rivoluzionari. Ella diviene il simbolo della Controriforma [Riforma cattolica].

Si possono distinguere con Chiron apparizioni preventive, che intendono prevenire l’affermarsi del Protestantesimo in una data regione [per esempio, le apparizioni di Maria a Locarno nel 1504, a Utelle nel 1510, a Cotignac nel 1519, nei Pirenei tra 1510 e 1520, a Savona nel 1536, ecc.], e Apparizioni di riconquista, che mirano a ripristinare la religione cattolica e la devozione mariana, come quelle avvenute all’inizio del Seicento a Siluva in Lituania e a Szydlow in territorio polacco: in ambedue la Vergine appare piangente, deplorando il progresso del Calvinismo in quelle regioni che ritorneranno poi al Cattolicesimo.

Lacrimazioni nell’epoca contemporanea (1789-1995)

Con l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese la società si stacca dal Cristianesimo e perfino lo combatte e deride. Il culto, compreso quello mariano, perde ogni rilevanza e Voltaire non manca di lanciare il suo sarcasmo su Notre Dame de Liesse e sulla sultana convertita Ismeria. Non si tratta solo di parole, perché la furia iconoclasta dei rivoluzionari distrugge i Santuari mariani di Médous e di Boulogne, ne chiude altri, come quelli di Bétharram e di Liesse, ne brucia la statua o addirittura la ghigliottina, come avviene a Notre Dame des Ardilliers.

Come in tutti i periodi di turbolenze, fioriscono i prodigi: Apparizioni, "Madonne occhiomoventi", statue piangenti… Tra queste va segnalata la Lacrimazione abbondante di una statua della Vergine nel Dicembre 1790 in un Convento di ‘Recollette’ a Parigi. Il suo significato è posto in relazione con la soppressione dei Voti religiosi da parte dell’Assemblea Costituente, che ha comportato l’uscita nel mondo di parecchi membri di Congregazioni e Ordini. Anche ad Avignone nel 1791 una statua piange quattro mesi dopo l’annessione della città papale alla Francia; segue una sollevazione di popolo e una repressione. Un’altra statua lacrima nel 1792 presso Blois; l’anno seguente il Santuario viene saccheggiato e la statua mutilata.

Nel contesto della folgorante "Campagna d’Italia" di Napoleone Bonaparte che avanzava minaccioso nei territori della Chiesa con i suoi Francesi "divenuti barbari tanto nel costume, quanto nella religione", avviene quella che Renzo De Felice chiama un’"ondata di miracoli" che, soprattutto nel corso dell’estate 1797, invade il territorio dello Stato Pontificio, sicché a Roma l’Autorità ecclesiastica riconosce che dal 1796-97 ben 26 immagini della Vergine, di cui 11 "Madonnelle", hanno mosso gli occhi. I gesti dell’immagine mariana sono visti come "un segno positivo, rassicurante, e così infatti lo interpretarono i testimoni presenti". Lo storico Gabriele De Rosa riferisce di una statua di Maria piangente a Roma nel 1798 davanti a 50.000 persone.

Nel 1813 a Lipsia (Germania) si registra l’Apparizione di Maria piangente a un soldato polacco, Tommaso Klossowski, gravemente ferito nella battaglia contro Napoleone. La Madonna tiene stretta al petto, in segno di protezione, l’aquila polacca e gli predice la guarigione e il ritorno in patria.

Poi, il 19 Settembre 1846, appare sulla montagna di La Salette a Massimino e Melania, rispettivamente di 11 e 15 anni: con la testa fra le mani piange silenziosamente e le sue lacrime raggiungono il suolo, mentre dice: "Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, devo incaricarmi di pregarlo incessantemente per voi, e voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, non potete mai compensare la pena che io mi sono presa per voi".

Nel corso dell’Ottocento si alternano Lacrimazioni di statue e Apparizioni della Madonna in lacrime. Anzi, queste sono incorniciate da due statue piangenti, una nel 1830 a Parigi e una nel 1892 a Campocavallo. Maria appare piangente, oltre che nel 1813 a Lipsia e nel 1846 a La Salette, nel 1848 a Obermauerbach (Germania), nel 1853 a Cerreto (Firenze), nel 1872 a L’Hôpital dove le lacrime sono di sangue e nel 1888 a Vallensanges (Francia).

Il Novecento è il secolo delle dittature comunista, fascista e nazista, con le persecuzioni e orrori di cui sono state responsabili, ognuna secondo la propria misura. In mezzo si colloca il Concilio Vaticano II che segna l’apertura definitiva della Chiesa in rapporto all’ecumenismo e al mondo contemporaneo. Proprio in questo secolo si registra una proliferazione di Apparizioni e Lacrimazioni da non temere il paragone con le altre precedenti epoche storiche. Bouflet e Boutry riferiscono 400 segni straordinari, veri o presunti, quattro volte più di tutti gli eventi analoghi anteriori al Novecento. Essi, pur muovendosi su un piano spirituale, rivestono talvolta in modo esplicito un carattere protestatario in rapporto alla Russia comunista, come emerge dal Messaggio di Fatima.

Quanto al tema del pianto, possiamo notare che dopo le 4 Apparizioni di Obermarchtal (1907), Marlemont (1926), Lokeren (1933-40) e Fehrbach (1950), dove Maria appare piangente, ella cessa di lacrimare direttamente nella visione e sceglie di mostrarsi lacrimante solo nelle sue immagini.

Singolare, per la risonanza che ebbe, l’evento di Siracusa [29 Agosto – 1 Settembre 1953], sul quale possiamo convenire con Luigi Accattoli che la Lacrimazione siracusana "arriva a metà del XX secolo, in un momento importante per la storia comunicativa del pianto", cioè a coronamento delle lacrime e del sangue versati con abbondanza in tante guerre "moderne", negli anni di avvio della comunicazione televisiva che al pianto di Maria avrebbe dato tanta pubblicità.

Colpisce il riferimento alla lacrimazione siracusana negli anni 1953-54 allorché piangono sei immagini della Madonna delle Lacrime: Mileto [dove si ha una lacrimazione anche di sangue], Porto Empedocle, Angri, Catania, Giarre, Mezzolombardo.

Dopo Siracusa sono segnalate almeno altre 69 Lacrimazioni, di cui 16 di sangue, 49 di liquido lacrimale e 4 di ambedue. Si registra quindi un’escalation che tocca il suo apice quantitativo negli anni ’80 e qualitativo nel 1995 con la sanguinazione di Civitavecchia, ripetuta 14 volte e molto pubblicizzata dalla stampa.

Al termine di questa sommaria rassegna, va soprattutto detto che ci resta da cogliere il multiforme significato di tali eventi "di lacrime e di sangue" della Madre dell’umanità, come è stato recentemente ricordato, celebrando nel 2003 il 50° delle Lacrimazioni della Madonna a Siracusa.

Stefano De Fiores


 


http://www.ilgiornale.it/ansa.pic1?ID=10584

Madonna 'piangente' a Forli', indagato custode della chiesa

15/04/2006 14:11 - ANSA

Lui nega, indagini ipotizzano business con commerciante

(ANSA) - FORLI', 15 APR - A far 'lacrimare' la Madonna nella chiesa di Santa Lucia di Forli', sarebbe stato - secondo le indagini - il custode della stessa chiesa. L'uomo, un napoletano di 63 anni, e' indagato dalla procura di Forli' con le ipotesi di reato di abuso della credulita' popolare e deturpamento di cose altrui. Il custode, riporta il Resto del Carlino, nega tutto. Secondo gli inquirenti complice sarebbe stato un commerciante e il movente quello di incrementare il business per l'afflusso di fedeli e curiosi.


http://www.mariadinazareth.it/santuario%20caravina.htm

Madonna della Caravina

 Valsolda

11 maggio 1562

La Madonna della Caravina si affaccia sul lago di Lugano, al confine con la Svizzera, ma ha da sempre un legame particolare con la diocesi di Milano. È uno dei santuari più belli della provincia di Como e la sua storia non è da meno...

Il grazioso e devoto Santuario della Madonna della Caravina si trova sulla strada che collega Lugano e Porlezza, sulle rive del Ceresio. Il Fogazzaro nel "Piccolo Mondo Antico" ha cantato in modo romantico, la bellezza poetica del posto dove sorge il Santuario, proprio al limitare della Valsolda, l’unica terra d’Italia che seppe per oltre un millennio, custodire inviolata la libertà e l’indipendenza. Dai tempi di Carlo Magno fino al 15 Maggio 1783, quando fu dolorosamente annessa all’Austria, la Valsolda si resse sempre a libero Comune sotto l’alta sovranità dell’Arcivescovo di Milano che tuttora porta il titolo di "Signore della Valsolda".

Nel punto dove, fra il verde chiaro degli ulivi e quello più cupo dei cipressi, biancheggia il Santuario e dove il monte sembra protendersi sul lago quasi a contemplarne la severa bellezza, esisteva fin dagli inizi del 1500 una rozza cappelletta campestre che aveva dipinta sullo sfondo la Madonna Addolorata con Gesù morto sulle ginocchia. Nel 1530, un fuoriuscito valsoldese, sfuggito alla giustizia, aveva potuto salvarsi varcando il confine italo-svizzero. Arrivato alla cappelletta della Caravina, le autorità sanitarie della Valsolda lo sottoposero per misura precauzionale ad una rigorosa quarantena. Purtroppo il poveretto era infetto da peste bubbonica. Consunto dall’inedia e rifuggito da tutti, l’infelice passava le lunghe ore della giornata all’interno della cappelletta a domandare conforto a Colei che i Padri della Chiesa chiamano "Pubblico Ospedale dei poveri peccatori". Un giorno vide in sogno la Madonna della Caravina, prendere vita, avvicinarsi a lui e fargli quello che il Buon Samaritano fece al viandante di Gerico. Svegliatosi, s’accorse d’essere guarito. Il sogno era diventato realtà. Pochi anni dopo accadrà il miracolo che darà origine al Santuario odierno.
 
GLI EVENTI MIRACOLOSI

L’undici Maggio 1562, lunedì dopo l’Ascensione e primo giorno delle Rogazioni secondo il rito ambrosiano, verso mezzogiorno, terminata a Cima la processione di penitenza, i fedeli facevano  ritorno alla spicciolata alle loro case. Due donne, Pedrina di Cortivo e Beltramina Mazzucchi, alla Caravina, vollero entrare nella cappelletta per salutare la Madonna. Con loro grande meraviglia, arrivate La videro piangente da entrambi gli occhi.

In breve, si sparse la notizia: "La Madonna della Caravina piange!".

Altri miracoli confermarono, il giorno stesso, il pianto miracoloso della Vergine: una donna di Oria, malata ad una gamba da parecchi anni, guarì improvvisamente. Tre giorni dopo, due sacerdoti ammalati, guarirono celebrando la S. Messa. Un povero sordo, oltre ad ottenere la guarigione, vide un turbinio di piccole stesse attorno all’immagine miracolosa della Madonna. Questi ed altri miracoli arrivarono all’orecchio dell’Arcivescovo di Milano, che era allora S.Carlo Borromeo. Egli ordinò l’indagine canonica per stabilire l’autenticità dei miracoli. Il risultato fu che l’Autorità Ecclesiastica dichiarò miracoloso il quadro della Caravina ed ordinò la costruzione del Santuario.
 


 

Valmala: un paese come tanti, sulla valletta laterale della Valle Varaita, a circa 800 metri sul livello del mare.

Valmala conta oggi circa un centinaio di abitanti. Ma all'epoca della storia che vi vogliamo raccontare ospitava ben seicento anime, sparse in 24 borgate.

Ma oggi non siamo qui per parlarvi di gesta di eroi o di eventi bellici.

Il fatto storico che ha dato un volto nuovo al paese e al paesaggio è di un altro ordine di cose...

Vi vogliamo scrivere del Santuario della Madre della Misericordia che sorge al Chiotto di Valmala e delle sue origini prodigiose.

Risaliamo a ritroso nel tempo, a 155 anni fa, ai primi di agosto del 1834.

Tra le borgate sparse di Valmala si diffonde una strana notizia:

- Lassù al Chiotto è apparsa una Signora piangente!

- 'Na frema ch'a paura, ch'a pioura sempe...

La notizia portata a valle da alcuni pastorelli fa tosto il giro del paese, suscitando commenti diversi, per lo più sfavorevoli.

Il nome delle pastorelle è più che significativo: si chiamano tutte e quattro Maria. Eccole in ordine di età:

Maria Boschero (12-11-1823)

Maria Margherita Pittavino (18-7-1822)

Maria Pittavino (4-7-1822)

Maria Chiotti (29-4-1822)
 

Ma ecco come è avvenuta la prima apparizione. Ai primi di agosto le quattro Marie col piccolo Chiffredo ed alcuni altri sono giunti al Chiotto. Sono circa le dieci del mattino. Deposto sul lastrone il loro zainetto, già stanno per mettersi a giocare, quando...
Ecco lì in mezzo a loro, giunta non si sa di dove, una Bella Signora, sui vent'anni, colle mani tese verso di loro e le braccia aperte in atteggiamento benevolo, materno.
Indossa un lungo vestito rosso cupo che le scende fino ai piedi ed un altrettanto lungo velo azzurro, unito sul davanti da un bottoncino dorato brillantissimo. Stringe i fianchi una lucente cintura dorata. In capo porta una corona abbagliante di luce.
Il suo aspetto è triste. I suoi occhi sono pieni di lacrime.

La signora non parla; ma il suo pianto è più che significativo:
le lacrime di una Mamma dicono sempre tante cose...

Testi e immagini tratti da "Sui passi della Vergine..." Giraudo Editore
Testi di Aldo Ponso - Illustrazioni di Elda e Don Cesare Maero

 


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo301569.shtml

Madonna piange sangue, sequestrata

Forlì, ora la statua sarà analizzata

 

Stava pregando davanti a una statua della Vergine nella chiesa di Santa Lucia a Forlì, quando improvisamente la madonna ha iniziato a versare lacrime di sangue. La notizia ha immediatamente richiamato numerosi fedeli in chiesa. Il  vescovo della città ha ordinato l'immediato sequestro della statua. Ora la madonna si trova nella sede del Vescovado per un esame attento della natura del fenomeno.

 

 

La notizia è stata riferita dal "Quotidiano Nazionale" che ha spiegato che  ad accorgersi delle macchie di sangue è stato un uomo che stava pregando davanti alla statua della Vergine Maria nella centralissima chiesa di Santa Lucia. Poi, il moltiplicarsi delle persone accorse ad esaminare l'inspiegabile fenomeno ha convinto un sacerdote della città a rivolgersi al vescovo, che immediatamente ha preso una decisione in merito: la statua deve essere rimossa dalla cripta e trasportata nella sede del Vescovado per un esame attento della natura del fenomeno. "Portiamo questa statua subito via da qui" ha ordinato il vescovo che poi ha aggiunto "controlleremo bene di cosa si tratta".

Sul fenomeno c'è però estrema cautela: ora  al riparo da occhi indiscreti, gli esperti si apprestano ad effettuare i test scientifici per verificare la natura della sostanza "materializzatasi" sul volto dell'immagine sacra. Chissà se il fenomeno però troverà una risposta? Va infatti ricordato che il Vaticano ha sempre evitato di pronunciarsi persino sul più famoso e controverso caso di "lacrimazione": quello della Madonna di Civitavecchia del 1995. Subito la prima presa di posizione ufficiale da parte della Diocesi di Forlì-Bertinoro: "Non prendiamo questo fatto alla leggera, non escludiamo nulla, ma sono in corso le opportune verifiche del caso".


  http://www.segnideitempi.net/2006/modules.php?name=News&file=article&sid=2427

Statua della Madonna di Lourdes piange sangue a Jaffna

La zona è tra le più colpite dal conflitto etnico tra ribelli tamil ed esercito nazionale; l’immagine si trovava in una casa privata, trasferita subito nella chiesa più vicina.


 

Jaffna (AsiaNews) – A Jaffna, la zona del nord Sri Lanka al centro della guerra civile tra ribelli ed esercito nazionale, una statua della Madonna di Lourdes ha versato lacrime di sangue. La statua, che si trovava in una casa nei pressi della strada che conduce all’ospedale di Jaffna, è stata subito trasferita nella chiesa più vicina, quella di San Giovanni Battista.

Già una gran folla di persone ha iniziato ad accorrere per venerare l’immagine. A riferirlo ad AsiaNews è stata la Caritas Sri Lanka (HUDEC). Per ora nessun commento ufficiale da parte di autorità ecclesiastiche.

Jaffna è da mesi colpita da una grave crisi umanitaria da quando il governo ad agosto scorso ha chiuso l’unica autostrada che collega la penisola al resto del Paese ostacolando la consegna degli aiuti medici e alimentari alla popolazione.

Più volte il vescovo locale, mons. Thomas Savundaranayagam, ha denunciato questo dramma e chiesto ad entrambe le parti di garantire la consegna dei soccorsi. Colombo - che ha riaperto solo “temporaneamente” l’A9 - sostiene che le Tigri attaccano l'autostrada ed estorcono pedaggi ai veicoli di passaggio; inoltre riaprire la A9 permetterebbe ai ribelli di trasportare liberamente armi e combattenti.


http://www.scoutsanbenedetto.it/Cammino/modules.php?name=News&file=article&sid=79

La Madonna delle lacrime di Siracusa

La mattina del 29 agosto 1953, alle ore 8,30 in una modesta casa di lavoratori, sita in Siracusa, via degli Orti n.11, un quadro in gesso -opera dello scultore Amilcare Santini di Cecina- che raffigura una Madonnina cominciò a versare lacrime copiose.

 

di Salvatore Troia

Una famiglia, quella dei Iannuso, povera ma dignitosa, una famiglia generosa ma provata dalla sofferenza. Infatti, la signora Antonina che ha sposato da qualche mese Angelo Iannuso, rimasta incinta va soggetta a gravi disturbi. La lacrimazione della Madonna si verifica al risvegliarsi di Antonina la mattina del 29 Agosto. "Mi accorsi che l’effige versava lacrime dagli occhi". La cognata Grazia e la zia Antonina pensando che le lacrime viste dalla malata fossero dovute ad allucinazione, avvicinatesi al quadro constatano che dagli occhi della Madonna, veramente sgorgano lacrime e che, alcune gocce, scorrendo per la guancia, cadono sulla spalliera del letto.
Quando arriva dal lavoro il marito Angelo, verso le 17, egli stesso constata la verità del fatto; ma intanto tutto il rione ne è già a conoscenza e quasi vi ha già fatto un pellegrinaggio.
Domenica 30 agosto alle due di notte la Madonnina che la sera prima è stata portata per breve tempo in questura, poi a casa del fratello Luciano e poi ancora dal fratello Antonio torna in Via Orti n.11 e posta su dei cuscini . La folla giunta da ogni parte praticamente assedia la famiglia costringendola ad evacuare per poi tornare ed accontentare il bisogno incontenibile di assistere al singolare prodigio. 
Nicola Guarino, un cineamatore, con   la   sua   cinepresa documentò in 300 fotogrammi la lacrimazione. In quelle immagini viene ripreso il formarsi, il fluire e lo sciogliersi delle lacrime.
L’occhio umano potrebbe anche lasciarsi suggestionare, ma l’obbiettivo della cinepresa, ritrae quello che oggettivamente avviene.
Lunedì 31 agosto per tutto il giorno tutti possono constatare le lacrime che scendono dagli occhi della Madonna e riportare un ricordo indelebile. Tante persone hanno così potuto vedere, raccogliere asciugare le lacrime dagli occhi della Madonna…
Il 1° Settembre, alle ore 11, una Commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia Arcivescovile di Siracusa, si recò in casa della famiglia Iannuso e dopo aver atteso che il fenomeno si ripetesse, prelevò più di un centimetro cubo di quel liquido che sgorgava dagli occhi del quadretto.
Sottoposto ad analisi microscopica, il liquido risultò di aver tracce di quelle stesse sostanze che si riscontrano nelle lacrime di un bambino e di un adulto. Il responso della scienza fu: lacrime umane.  
Alle ore 11,40 termina la lacrimazione della Madonna.

LE GUARIGIONI

Le guarigioni fisiche ritenute straordinarie dalla Commissione medica, appositamente istituita, furono circa 300 (fino a metà novembre del 1953). In particolare le guarigioni di Anna Vassallo (tumore), di Enza Moncada (paralisi), di Giovanni Tarascio (paralisi).
Numerose sono state anche le guarigioni spirituali, ovvero le conversioni.  Fra le più eclatanti quella di uno dei medici responsabili della Commissione che analizzò le lacrime, il dott. Michele Cassola.
Dichiaratamente ateo, ma uomo retto ed onesto dal punto di vista professionale, non negò mai l’evidenza della lacrimazione. Venti anni dopo, durante l’ultima settimana della sua vita, alla presenza del Reliquiario in cui erano sigillate quelle lacrime che egli stesso aveva controllato con la sua scienza, si aprì alla fede, ricevette l’Eucarestia. Un anno dopo, la domenica 17 ottobre 1954, il Papa dell’epoca, Pio XII, concluse il Convegno Mariano di Sicilia con un Radiomessaggio: 
«Non senza viva commozione prendemmo conoscenza della unanime dichiarazione dell’Episcopato della Sicilia sulla realtà di quell’evento. Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre né dolore né mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano, cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo. Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l’errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la Maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un dì fedeli, ed ora trascinati da falsi miraggi?» (A.A.S. 46 (1954) 658-661)

PERCHÉ LA MADONNA PIANGE?

Maria a Siracusa non ha parlato come a Caterina Labouré a Parigi (1830), come a Massimino e Melania a La Salette (1846), come a Bernadette a Lourdes (1858), come a Francesco, Giacinta e Lucia a Fatima (1917), come a Mariette a Banneux (1933). Le lacrime sono l’ultima parola, quando non ci sono più parole.
Le lacrime di Maria sono il segno dell’amore materno e della partecipazione della Madre alle vicende dei figli. Chi ama condivide. Le lacrime sono espressione dei sentimenti di Dio verso di noi: un messaggio di Dio all’umanità.
L’invito pressante alla conversione del cuore e alla preghiera, rivoltoci da Maria nelle sue apparizioni, ci viene ancora una volta ribadito attraverso il linguaggio silenzioso ma eloquente delle lacrime.
Maria ha pianto da un umile quadretto di gesso; nel cuore della città di Siracusa; in una casa vicina ad una chiesa cristiana evangelica; in una abitazione molto modesta abitata da una giovane famiglia; su una mamma in attesa del suo primo bambino ammalata di tossicosi gravidica. Per noi, oggi, tutto ciò non può essere senza significato…

 


http://www.med-bz.it/7q/

 

La Madonna a Settequerce

Bolzano

Introduzione

Dagli anni del dopoguerra in poi si è assistito ad una proliferazione eccezionale di fenomeni mistici quali apparizioni, visioni, messaggi celesti, praticamente in tutti i paesi del mondo.
Il noto mariologo francese René Laurentin ne ha studiati circa 1800 ed ha pubblicato parecchi libri sull'argomento, reperibili con facilità presso le librerie cattoliche. Gli autori che hanno scritto su tali eventi sono invero molti ma basterà citare la fama internazionale di Laurentin, i suoi precedenti studi su Lourdes, le solide argomentazioni.
Del resto è vano tentare di convincere gli scettici e tanto più i moderni farisei, perché ora come allora mantengono una intransigenza ostile verso tutto ciò che minaccia di farli alzare dalla comoda poltrona a cui hanno ridotto il loro sacerdozio.
Da coloro che insegnano dalle loro cattedre dei seminari cattolici che i miracoli del Signore erano solo simbolici o pie ed edificanti storie elaborate dalla comunità primitiva, che dubitano della Presenza Reale nell'Eucaristia, come attendersi interesse per le apparizioni?
Dimenticando che la Chiesa stessa è edificata sul fondamento delle apparizioni (di Gesù dopo la Resurrezione), essi negano a Dio e alla Madonna la libertà, non tanto di affermare nuove dottrine, ma di parlare con i loro figli; oppure non se ne curano e fanno sistematico ostruzionismo.
Fenomeni mistici ci sono sempre stati nella storia della Chiesa, ma non con l'attuale intensità, non a tappeto come nel nostro secolo, specialmente nella sua seconda metà. Il fatto è che la Chiesa è spaccata in due: da una parte coloro che credono ancora realmente nel soprannaturale e dall'altra coloro che non ci credono più e pensano di far progredire la storia solo con lo sforzo umano, con la ragione umana, con l'attivismo, l'efficientismo, con la "cultura", riducendo la tradizione (e l'Eucaristia!) solo ad ispirazione e memoria astratta. Da che parte sta il successore di Pietro? Tutti sanno la risposta ma forse è meno noto che nello stesso Vaticano un terzo è con lui e due terzi gli sono contro.
Il popolo di Dio è allo sbando, pressato da ogni parte da materialismo ed edonismo trionfanti senza più freni.
Come ama dire Laurentin, il mondo si è dato allegramente al peccato e corre verso la sua rovina.
Anche la parola stessa peccato suscita imbarazzo o avversione e non se ne parla più, come di cosa superata. Ma la orrenda cronaca quotidiana locale e mondiale contraddice tale atteggiamento.
In questo panorama di mali estremi, perché non dovrebbe Dio ricorrere ad estremi rimedi? O almeno non ordinari?
Ed ecco, il soprannaturale è fra noi e chi ha occhi per vedere lo può cogliere. Chi si reca da pellegrino (non da turista) in un luogo nel quale sono in corso autentiche apparizioni può spesso fare esperienza di esso.
Lo straordinario non è necessario alla fede, è un dono libero e misterioso di Dio, esige poi la fede, le opere e l'ascesi per poter progredire nella propria conversione. Non è indispensabile alla salvezza ma negarlo per principio o ridicolizzarlo è da temerari.

 

Il racconto di "Toni"
 

Iniziò tutto la notte del 20 settembre 1976.
Sognai di trovarmi in Piazza S. Pietro a Roma: il Papa stava parlando dal suo balcone e c'erano delle persone che stavano per buttarlo giù. Io gridai: no! no! e con una mano lo respinsi dentro. Subito dopo parlava ancora dalla Loggia centrale della Basilica e anche da lì tentavano di spingerlo giù; gridai ancora e lo rimisi a forza nella sua posizione normale.
A questo punto una Voce mi disse: - Perché vuoi salvare il Papa?

Risposi: - Lo voglio salvare!

La Voce continuò: - Il Papa è destinato a fare una fine violenta; solo tu potrai cambiarne il destino.

Mi svegliai tutto ansante e mi precipitai in bagno per rinfrescare il viso, pensando allo strano sogno che avevo fatto.
La Voce ripeté:

- Non è stato un sogno, siamo Noi che volgiamo parlare con te.
Sembrava che qualcuno leggesse il mio pensiero. Le Voci normalmente erano due, si alternavano, ed io capivo che si trattava di Gesù e dello Spirito Santo. Mi guardavo attorno ma non vedevo nessuno, la Voce sembrava venire dal nulla. Turbato, tornai in camera e mi rimisi a letto, cercando di riprendere sonno e non di pensarci più. Ma la Voce ricominciò e disse:

- Vieni con Noi e ti mostreremo cosa dovrai fare.

Allora avvenne una cosa fantastica accompagnata da una sensazione meravigliosa: era come un turbine, non capii più niente e vidi che mi staccavo dal mio corpo per seguire "Loro". Vedevo il mio corpo rimanere immobile nel letto e me che partivo.
Mi sentivo benissimo, solo ero stupito di come poteva avvenire questo e pensavo alle possibili reazioni dei miei familiari se fossero entrati nella stanza.
Mi portarono davanti a una chiesa che aveva accanto una costruzione, un mausoleo, che ricordava vagamente il Duomo di Milano, in alto aveva delle guglie appuntite e delle nervature laterali. Mi guidavano tenendomi per le spalle: tentai di girarmi per vedere chi mi guidava ma mi sospinsero in avanti dicendo:

- Non ti basta sentire la Voce? Non guardare dietro di te.

Mi incamminai lateralmente alla chiesa, su un terreno che sembrava un prato con delle croci, come un cimitero. Arrivati quasi alla fine mi dissero:

- Sul muro di cinta c'è dell'intonaco staccato che ha una certa forma, come un'immagine: la troverai sul muro: questa immagine è un segno che, insieme ad un altro segno simile, ti indicherà il luogo in cui potrai salvare il Papa. Questo luogo si trova realmente in una certa località; domani racconta tutto a Suor X dell'Istituto S. Nicola di Merano, perché tu saresti preso per matto, ma con la sua testimonianza non sarà così.

Al mattino mi risvegliai riposato come non mai, pur sapendo di non aver dormito; presi la macchina come sempre e mi avviai al consueto lavoro a Merano e, mentre passavo dai soliti clienti, ripensavo continuamente a ciò che era successo durante la notte. Le "Voci" mi suggerivano di tanto in tanto cosa dovevo fare e così venne mezzogiorno; dopo aver mangiato, mi diressi all'Istituto S. Nicola e chiesi di Suor X. Lei venne e io dissi:

- Sorella, oggi non sono venuto per vendere ma per raccontarle delle cose che mi sono successe questa notte.

Raccontai tutto. Lei ascoltò attentamente e poi disse:

- Aspettiamo, e se sono voci autentiche, tutto ciò si avvererà.

La pregai di non dire niente a nessuno e che l'avrei tenuta informata giornalmente se ci fosse stato un seguito. Salutai e ripartii. La notte successiva pregai, mi misi a letto pensando sempre a ciò che mi era successo e subito ricominciarono a parlarmi. Ero sveglio, sentivo le voci, rispondevo e mi parlavano, ma non vedevo persona alcuna. Mi dissero:

- Tu farai grandi cose e sconvolgerai il mondo.

Risposi: - Io non sono degno di tutto ciò, sono un peccatore, ci sono preti, Vescovi e Cardinali, persone molto più indicate di me, persone sante, io non sono all'altezza di tutto ciò.

- Tu sei stato scelto per fare grandi cose e sconvolgerai il mondo, ma da tutto ciò che dovrai fare, se lo farai, non avrai né oro né onori.

Risposi subito: - Sì, lo faccio.

Replicarono:

- Da questo momento sei pieno di Spirito Santo e lo avrai per tutta la tua vita.
Immediatamente sentii cingermi la testa come da un cerchio, sopra le ciglia. Mi alzai dal letto e andai in bagno piangendo, mi rinfrescai il viso e continuai a piangere per la commozione.
Poi ripresero a parlarmi e ad approfondire il discorso sulla missione che mi era stata affidata accompagnando le parole con visioni e sensazioni soavi e indescrivibili. E così venne mattina; mi alzai e con meraviglia mi sentii riposato, stupito di tale fatto, dato che tutta notte non avevo dormito e ripensando alle meravigliose cose mi stavano succedendo. Proprio io? Scelto per una così grande cosa! Era mai possibile che Iddio avesse scelto me?
Ripartii per Merano e riferii tutto a Suor X pregandola ancora di non dire niente alle sue consorelle. Ma le altre mi videro e domandarono perché non parlavo anche con loro: risposi che non potevo. Anche quella giornata la passai in continua preghiera interiore di lode e ringraziamento; mentre passavo tra un cliente e l'altro i Tre (è intervenuto anche Dio Padre anche se una sola volta) mi davano di tanto in tanto precisazioni e istruzioni su ciò che mi avevano detto e mostrato durante la notte, e io rinnovavo la promessa e che la mia vita era completamente a disposizione per quell'opera.
Intanto il cerchio intorno alla testa mi cingeva forte, mi passai la mano destra sulla fronte e con grande sorpresa sentii infine la tensione allentarsi e i timpani pulsare forte, mi toccai anche lì e anche i battiti rallentarono.
Devo spiegare che in quei giorni, guardandomi al mattino allo specchio, vedevo misteriose macchie rosse di sangue intorno e in centro alla fronte: tentavo di pulirle via ma non ci riuscivo, erano come indelebili. Preoccupato per il mio aspetto (come potevo presentarmi ai clienti in quelle condizioni?), avevo chiamato la madre e la sorella perché vedessero e si rendessero conto. Esse videro e rimasero commosse e turbate. Non sapendo cosa fare, visto che non potevo nascondere tali segni, affidandomi infine alla Provvidenza ero partito ugualmente per il consueto giro di lavoro. Con mia grande sorpresa nessun cliente fece osservazioni o notò alcunché di strano; evidentemente il buon Dio celava ai loro occhi tali segni permettendomi così di continuare una vita normale.
Si fa per dire perché in effetti la mia attenzione era divisa fra la ricezione degli ordini dei vari surgelati, e la mia meravigliosa esperienza interiore che continuava ininterrotta. E così sarebbe continuata per ben dieci giorni e dieci notti, senza sentire stanchezza alcuna ma anzi desiderando che non avesse mai fine.
La Voce le sentivo sempre venire come da dietro la spalla destra. Parlarono ancora e mi dissero:

- Racconta anche alle altre suore quando torni da loro.

Obiettai che non potevo soffermarmi tanto, e che dovevo continuare il lavoro.

- Non ti preoccupare, il lavoro te lo facciamo noi; dì alla superiora che deve essere contenta e che abbiamo pensato anche a lei; dille che avrà il Papa ospite nel suo collegio per due notti.

Iniziai allora a raccontare che da Dio era stato scelto un monte dal quale sarebbe partita la salvezza del mondo; sopra questo monte sarebbe sorto un Seminario di "Istruzione del Vangelo" dal quale sarebbero partiti uomini e donne di tutte le nazioni per divulgare la parola di Dio.

[carismatici e veggenti non conoscono le mezze misure, pressati come sono dalla loro esperienza viva ed indubitabile. E così non si soffermano sulle sfumature ma vanno dritto alla sostanza. Al normale lettore, soprattutto se del posto, appare esagerato che "la salvezza del mondo" parta da una località sperduta dell'Alto Adige! Ma si può interpretare nel senso di quella "Nuova Evangelizzazione" tanto auspicata dalla Chiesa, verosimilmente un vasto movimento di rinnovamento spirituale mondiale a cui concorrerebbero anche realtà particolari, ndr].

Arrivato a questo punto spiegai però che si trattava di un sogno, ma avevo appena finito di fare questa affermazione che una Voce forte e con autorità mi risuonò interiormente dicendo:

- Questo monte lo vedrai anche di giorno e alla luce del sole, e anche i segni per comprendere!

Questa voce così forte mi impressionò; penso che l'Onnipotente abbia voluto precisare la cosa con un suo intervento.

- Questo monte è scelto da Dio, qui avverranno cose di cui tutto il mondo si meraviglierà. In alto sorgerà il "Seminario" con a lato una chiesetta nella quale dovrà essere posto un quadro e una statua della Vergine. Il quadro lo dovrà portare personalmente il Papa, sarà lui ad inaugurare il Seminario e collocare l'immagine della Vergine.
Dovrà salire il monte a dorso di un asinello palestinese [segno di umiltà, in ricordo di quello compiuto dal Maestro, celebrato nella Festa della Palme? ndr]. Da questo momento l'immagine diverrà miracolosa, su quel monte si salirà in preghiera adorante, avverranno dei miracoli. Tante persone quante sono le foglie degli alberi della montagna, vi saliranno lodando Dio; nessuno avrà fame o sete.

Al mattino seguente tutto si svolse come di consueto, ormai ero abituato a questi fatti soprannaturali. Iniziai il mio solito giro di lavoro e tornai dall'Istituto S. Nicolò di Merano.
La suora mi viene incontro e mi disse:

- Ci sono altre novità?

Risposi affermativamente e raccontai ciò che mi era successo durante la notte, e che avevo avuto il permesso di raccontare tutto anche alle altre.
Le chiamarono e io feci il mio racconto, spiegando che potevo prendermi tranquillamente il tempo perché il mio lavoro lo avrebbero svolto "Loro".
Premisi anche che a questi fatti non tutte le suore avrebbero creduto, e così fu (infatti le "Voci" mi avevano preavvertito).
Lasciato il collegio partii per il mio giro normale, sapendo che a quell'ora non avrei combinato niente, ma avendo la sicurezza che il lavoro me lo avrebbero svolto "Loro". Ne ero sicuro.
Cominciai col primo cliente: era in casa, fatto che non si era mai verificato. Mi ordinò merce, e così di seguito fino a sera; quel giorno non ho mai venduto tanto!
Ma la mia sorpresa non era tanto nel venduto ma di avere trovato i clienti in casa a quell'ora inadatta.

La notte seguente vennero ancora e mi dissero:

- Devi andare a Roma a parlare col Papa; riferisci ciò che ti abbiamo detto, che i nemici li ha vicini, che divorzio e aborto sono disegni che devono avvenire per punire il troppo interessamento del clero alla vita temporale; pensano troppo alla politica ed al denaro, dimenticando molto spesso i miei insegnamenti; a questi, se continueranno a seguire i loro interessi, molti altri se ne aggiungeranno. Va a Roma e dì al Papa tutto questo.

- Ma io non sono capace di fare questo discorso al Santo Padre; come farò ad arrivare fin davanti al Papa?

- Va in San Pietro e cerca l'addetto, digli che vuoi parlare con il Papa; se ti chiede chi sei, digli che vieni nel Nome del Signore. Ti guideranno e sarai alla presenza del Pontefice: lui in mezzo, due alla sua sinistra e due alla sua destra, tu in centro. Cominceranno ad interrogarti; non ti preoccupare perché Noi entreremo in te; digli anche che quel Monsignore francese non è nient'altro che un ambizioso.

Pensai fra me: non ora in settembre, non posso andarci, ci potrò andare in novembre; intanto posso avvertire il parroco che a sua volta lo dirà al Vescovo, se è molto influente come dite.

- No, devi andare TU perché loro altererebbero le tue parole.

Allora promisi di andare io.
Potete immaginare come mi sentivo il giorno seguente dopo tali avvenimenti, preso dal lavoro, ma soprattutto da tali pensieri. Il lavoro lo svolgevo molto bene e riflettei che anche questo era giusto farlo con correttezza, anzi la mia vita cominciava a cambiare profondamente. Dunque il giorno seguente partii, naturalmente rimuginando tutti questi eventi e facendomi molte domande. E sempre "Loro" (la direzione da cui proveniva la voce indicava che stavano alla mia destra) mi rispondevano, sia quando viaggiavo in macchina che quando camminavo a piedi.
Quel giorno mi trovai a Scenna, un comune sopra Merano, e passai in macchina vicino alla chiesa. Mi dissero (erano le 3,30 del pomeriggio):

- Va, va sù verso la chiesa.

Guardai la chiesa e mi accorsi che accanto aveva un piccolo mausoleo, come quello visto "in sogno" che assomigliava un po' al Duomo di Milano; non badai se era senso vietato o meno e svoltai decisamente verso quella direzione. Mi precipitai verso il muro di cinta per vedere se trovavo la figura nell'intonaco della visone ma notai che il muro di cinta era in sasso e non aveva intonaco; non contento andai a vedere più in basso ma non c'era niente.
Allora risalii facendo di nuovo il giro della chiesa; non avevo visto niente che mi ricordasse la visione avuta in sogno e mi stavo avviando alla macchina per andare via, quando il mio sguardo si posò sulle mura della vecchia chiesa e là vidi la figura, che mi avevano detto di cercare. Era una vecchia meridiana scrostata la cui sagoma nel complesso poteva ricordare una figura di donna con bambino in braccio.
Contento di questa conferma, pensavo dove mai fosse il segno successivo, il vero segno che indicasse anche il monte prescelto.
Terminato il lavoro, mi rimisi in macchina per il ritorno a Bolzano. Arrivato all'altezza della località Settequerce, la Voce mi disse:

- Guarda!

E una mano invisibile, premendomi sulla guancia destra mi forzò a guardare verso sinistra. Guardai e vidi il segno e il monte, come mi avevano detto.
Mi fermai e piansi. Erano le cinque del pomeriggio. Era avvenuto come mi avevano predetto:

- Vedrai tutto alla luce del sole!

Guardando la montagna e una roccia maestosamente ritta ed isolata con sopra i ruderi di un antico castello, si notava un'altra roccia vicina, più piccola, che si stagliava netta contro il cielo, la cui forma ricordava una Madonna con Bambino.
Il giovedì seguente mi informai se ci fosse un modo per raggiungere quella località e mi fu indicato un piccolo sentiero. Finito presto il lavoro, parcheggiai la macchina ai piedi del monte e mi incamminai (mi avevano detto che ci voleva circa un'ora per arrivarci); arrivai ad un piccolo ruscello, con una trave a fare da ponticello. Mentre passavo il ruscello mi feci il segno della Croce e pensai:

- Eccomi Signore, metto i piedi per la prima volta sul luogo che Tu hai scelto.

Subito mi prese una grande commozione e cominciai a pregare e a piangere; le lacrime rigavano copiose le guance, non una foglia si muoveva, non un canto d'uccello si udiva.
Salendo - marce in montagna non ne avevo mai fatte e non mi piacevano - pensavo cosa mai potevo portare al Signore io che non avevo niente.
Intrecciai una croce con due pezzi di legno pensando di lasciarla sotto la roccia che mi aveva mostrato. Presi dunque due pezzi di legno e formai una croce con le dita della mano sinistra: da quel momento il mio braccio si fissò in quella posizione e continuai a salire sempre pregando e piangendo provando al contempo grande gioia e pace.
Progettavo già di tornarci le domeniche successive con i miei nipoti, di portare un po' di cemento per fare un capitello, dove collocarvi una Croce, la Madonna e St. Antonio.
Procedetti nel sentiero in salita (non ripido, abbastanza regolare e largo) così a lungo che non mi avvidi di aver oltrepassato il luogo cercato; chiesi allora ad una contadina dov'ero e dov'era il castello visto dal basso.
Mi indicò più indietro; la ringraziai e in quel momento il mio sguardo si posò su di un vicino capitello. Mi diressi verso il capitello e - con sorpresa - vidi che dentro c'erano una Croce, la Madonna e Sant'Antonio, proprio come avevo pensato salendo.
Posai lì la mia croce di rami e tornai indietro a vedere il castello (si tratta di un antico castello diroccato), se all'interno vi fosse abbastanza spazio per la costruzione di questo Seminario, ma lo spazio era poco.
Però poco più a nord c'era un terreno abbastanza ampio e allora, contento di avere visto tutto questo, diedi uno sguardo verso valle e solo allora, due corvi gracchiarono rompendo il silenzio che avevo avvertito fino a quel momento.
Iniziai il ritorno lodando Dio di tutto e, sbagliando ad un certo punto sentiero, mi trovai davanti ad una chiesetta abbandonata (antica chiesa, con annesso maso, dedicata a Cosma e Damiano, ora parzialmente ristrutturata e concessa in affitto a privati) con scritte oscene e bestemmie infami contro Cristo, la Madonna e il Papa.
Presi allora della carta bagnata e cominciai a cancellare le scritte, poi mi inginocchiai dove una volta c'era l'altare e pregai. Mi sentivo forte e determinato: se fossi stato un muratore avrei desiderato riedificarla. La notte seguente "Loro" vennero regolarmente, mi fecero vedere come e cosa sarebbe successo su quel monte.
Come sempre "partii" dal mio corpo, che rimaneva come senza vita sul letto, e in visione mi apparve tanta gente inginocchiata che pregava e lodava Dio in diverse lingue, le strade bloccate da pullman e da moltissime macchine. Vedevo tutto da una certa altezza, ero come in volo sopra la scena; vedevo tante vesti rosse di Cardinali e Vescovi e una bianca del Papa che saliva per il sentiero a cavallo del piccolo asinello palestinese con l'immagine della Vergine tra le braccia (suppongo si trattasse di questo perché non distinguevo esattamente cosa recasse con sé, anche il volto del Papa rimaneva indistinto come se mi volessero celarne l'identità).
Mi dissero anche:

- Tu morirai su questo monte. Imporrai le mani ad ogni persona che partirà da qui.

Nei quattro giorni successivi le Voci tornarono di frequente e mi fu dettata la regola della futura "Casa" e altre precisazioni sulla mia futura missione. Il decimo giorno mi annunciarono che quello sarebbe stato l'ultimo e che in seguito non sarebbero più venuti.
Tutto ciò avvenne dal 20 al 30 settembre del 1976.
La prima sera successiva me ne stavo coricato, erano circa le 11, e nel mentre ripensavo alla mia vicenda e a chi avrei potuto confidarla, una grande luce invase la stanza provenendo dalla finestra. Io allargai le braccia dicendo:

- Signore, è troppo per me in così poco tempo!

Appena pronunciate queste parole la luce si ritirò.
Dopo questi fatti la mia vita cambiò. Ricominciai a frequentare la Chiesa e visitai un po' tutte le chiese di Bolzano e dintorni, soprattutto la chiesa del S. Cuore in via della Roggia.
In quest'ultima divenni assiduo frequentatore della adorazione eucaristica che si teneva tutte le sere dalle 21 alle 22.
L'ultimo venerdì del mese di gennaio 1977 alle ore 21, mentre pregavo nella chiesa del Sacro Cuore, i miei capelli iniziarono a spostarsi mentre dalla fronte partivano dei rivoli di sangue che scendevano e immobilizzavano il mio capo.
Rimasi fermo in quella posizione in uno stato meraviglioso, penso si trattasse di un'estasi vera e propria. Chiusi gli occhi e mi apparve una nuvola bianca nella quale iniziò a delinearsi un volto umano che mai visto prima in altre immagini.
Prima si formarono i capelli, poi la fronte insanguinata, gli occhi (chiusi), il naso, la bocca e tutto il resto del viso.
Impressionante il fatto che se chiudevo gli occhi lo vedevo ugualmente. Era una visione meravigliosa e io gridai:

- Parlami Signore, parlami, non andare via!

Ma si riformò la nuvola bianca e la visione disparve. Mi guardai attorno temendo che tutte le persone presenti fossero rivolte verso di me dal momento che avevo gridato forte, ma ognuno se ne stava assorto come se non avesse udito nulla.
Una settimana dopo, sempre durante l'adorazione serale, notai una signora che stava leggendo un foglio di preghiere con sopra riportata una bella immagine di Gesù.
Le chiesi di mostrarmelo e con grande emozione riconobbi in quell'immagine il Volto visto in visione. Esclamai che l'avevo visto ed ella spiegò trattarsi del Santo Volto dato a S. Veronica, il cui originale si trova a Roma.
In seguito, ogni sera dopo la adorazione, Gesù mi si presentava con regolarità: se guardavo verso l'ostensorio vedevo il profilo del Suo capo avvolto in una luce; una visione meno impressionante ma non meno gradita. Un'altra volta ebbi la stessa visione del Santo Volto sofferente e precisamente il 21 maggio 1977. Altre sere mi mostrò solo una strana testa e io dissi sorpreso:

- Ma Signore! Come mai mi mostri una testa di cane?

La sera successiva la cosa si ripeté ma allora vidi meglio che si trattava della testa di un agnello, io l'avevo scambiato per un cane! La sera successiva ancora l'agnello, stavolta con gli occhi chiusi.
Ero assiduo in quella chiesa perché spesso avevo simili meravigliosi fenomeni mistici, una volta anche mentre ero inginocchiato davanti all'altare della Madonna.

 

Fin qui il racconto autobiografico di Toni, racconto che aveva messo per iscritto già agli inizi e fatto leggere ad un sacerdote di sua fiducia.
Il 2 novembre del 1976, dopo meno di due mesi, appena avuti dei giorni liberi, ottemperando sollecitamente allo sconvolgente invito fattogli da Gesù, era a Roma per tentare di parlare al Papa.
Ignaro delle usanze curiali, assente dalla chiesa da tanto tempo, con santa ingenuità bussava alle varie porte della Segreteria di Stato, del Vicariato di Roma, incontrando, ahimè, non tanto un ovvio ma cartitatevole diniego, ma la classica freddezza e sufficienza e venendo sballottato qua e là senza esito. Decise allora di scrivere, in due riprese, ma ottenne solo la solita risposta generica e benedizioni ciclostilate.

Prima lettera al Papa

Beatissimo Padre,
mi chiamo Nello Rizzati, sono nato il 15 gennaio 1933 e abito a Bolzano in Via Bivio 22.
Dopo una vita lontana da Dio e dalla Santa Chiesa il Signore nella Sua infinita bontà e misericordia entrò nella mia esistenza convertendomi a Lui. Si degnò di parlarmi, mi disse:
Voglio salvare il mondo, ma non mi servono persone, teologi, filosofi che vogliono aggiungere a quanto ho rivelato qualche cosa di loro stessi. Io chiamo persone, uomini, donne, gente di buona volontà che sappiano e vogliano andare per le vie e nelle piazze di borghi e città a divulgare il mio Vangelo con un modo nuovo ed un metodo nuovo.
La salvezza del mondo partirà da questi monti. Ne ho scelto uno sul quale desidero sorga una cappella con accanto una casa, nella quale saranno formate quelle persone chiamate a questa missione.
Riferisci al mio Vicario il Romano Pontefice che desidererei salisse su questo monte cavalcando un asinello palestinese, in riparazione a tutte le offese che mi vengono fatte da membri della Gerarchia Ecclesiastica.
Con tale atto di umiltà saranno perdonate le offese fattemi.
Riferisci pure a Lui che quando salirà porti con sé in braccio una effigie di Mia Madre, la Vergine, statua o quadro come Lui vorrà e dal momento che essa sarà posata nella cappella, diverrà miracolosa.
Su quel monte saliranno tante persone lodando e ringraziando il Signore quante sono le foglie delle quali sono ricoperti gli alberi di quel monte.
Riferisci al Santo Padre che tutto questo avrà luogo se Lui darà il suo avallo, se ci sarà il suo consenso tutto ciò che Vi è stato predetto avverrà, se questo consenso non ci sarà non avverrà nulla.
Santità, il Signore mi ha detto di mettere tutto nelle Vostre mani. Già diciassette anni fa mi è stato rivelato quanto sto riferendo a Vostra Santità.
Da un mese lo Spirito Santo mi fa premura perché io le comunichi questo messaggio, non riesco più a resistere a questa forza, allo Spirito d'Amore non posso dire di no, questo stesso Spirito d'Amore chiede un sì.
Imploro umilmente dalla Santità Vostra l'apostolica benedizione.

Bolzano, 13.02.1994

Esiste una seconda lettera inviata al Papa, nella quale il veggente riferisce il fatto nuovo della apparizione del 27 settembre 1992 e rinnova la speranza della venuta del S. Padre.

 

Negli anni seguenti

Toni, nato a Monselice nel 1933 e trasferito a Bolzano nel 1952 per seguire la attività commerciale del padre, aveva presto smesso di frequentare la chiesa e i sacramenti.
Nel periodo di lontananza dalla vita spirituale non aveva vissuto particolarmente male o commesso azioni particolarmente negative, solo si era lasciato andare, preso dalle cose umane, dal lavoro, dalle preoccupazioni materiali e non si era più dato pensiero per la sua anima.
Interessante la circostanza del suo ritorno alla S. Messa dopo i 25 anni trascorsi senza prendervi parte: appena entrato ciò che immediatamente lo stupì fu il fatto che il sacerdote celebrava in italiano. Era rimasto al latino!
Dopo quei 10 giorni di intensa esperienza mistica naturalmente nulla poteva rimanere come prima. Nel 1977, 78 e 79 fu per tre volte pellegrino in Terra Santa e anche in quelle occasioni avvertì in vari modi una presenza speciale del Signore nella sua vita.
Andava a Messa due volte al giorno: al mattino per la sua propria anima e alla sera a pregare per gli altri e in particolare per riparare il fatto dei suoi familiari che non vi andavano mai.
Venne in contatto successivamente con il "Rinnovamento dello Spirito" che frequentò per anni con assiduità seguendo la spiritualità di questo movimento, in particolare frequentando gli incontri di Don Renato Tisot.
Nel 1995 arrivò per la prima volta a Medjugorje e in seguito vi si recò altre sei volte. L'ultima volta, nel 1991 prima della guerra, incontrò personalmente la veggente Mirjana alla quale ebbe occasione di raccontare ampiamente la sua vicenda. L'anno successivo, trovandosi Mirjana a Merano, avvenne fra loro un nuovo colloquio nel quale Mirjana riferì le parole affidatele dalla Madonna proprio per Toni. Egli infatti, preoccupato per il trascorrere degli anni e non vedendo ancora come potesse realizzare la missione che gli era stata affidata, aveva chiesto lumi sul da farsi. La risposta della Vergine, tramite Mirjana, era stata che "non occorreva che le raccontasse di Toni e del suo caso perché lo conosceva benissimo e che lo invitava a perseverare, a far recitare ogni giorno il Rosario per i non credenti e a far dire ogni mese una S. Messa per la pace nel Mondo".

 

L'apparizione del 27 settembre 1992

(Dal racconto del veggente)
"Nell'agosto del 1992 mentre si recitava il S. Rosario davanti al capitello cominciò a formarsi una nuvola bianca, tale nuvola che rimaneva per tutta la durata del S. Rosario, si formò ogni giorno da agosto fino al 27 settembre.
Il giorno 27 settembre apparve più densa ed al centro di essa comparve il volto di una giovane donna bellissima, con uno scialle in testa. Piangeva e dai suoi occhi sgorgavano lacrime che scorrevano sul volto bellissimo e tanti piccoli fiori che scorrevano dentro alle lacrime stesse.
Alla vista di ciò mi misi a piangere ed emozionato chiusi gli occhi, ma anche ad occhi chiusi la visione continuava. Un bagliore pose fine alla visione. Spalancati gli occhi vidi il sole folgorante che girava vorticosamente pulsando.
Chiesi alle persone presenti con me alla preghiera cosa vedessero e loro pure gridando invocavano i nomi di Gesù e di Maria. Tale fenomeno durò lo spazio di un quarto d'ora, quindi fu continuata la recita del S. Rosario.
Allora alla fine riapparve la nuvola bianca, in essa la figura del volto della giovane donna di prima, ma questa volta senza scialle. Aveva una folta capigliatura scura, sul nero, piangeva.
Anche in questa seconda visione dagli occhi sgorgavano lacrime abbondanti nelle quali nuotavano piccoli fiorellini. La Madonna non ha parlato ma era ugualmente una visione impressionante e tutti i presenti vi hanno assistito."
Anche fra esseri umani a volte non servono le parole per comunicare i sentimenti, e particolari espressioni o atteggiamenti sono spesso più efficaci. Se la Madonna piange evidentemente è perché ciò che vede dei suoi figli è uno spettacolo desolante. Se poi piange sangue, magari nelle mani di un Vescovo come a Civitavecchia, vuol dire che intende mandare un messaggio solenne e grave, un avvertimento da non sottovalutare.
A Settequerce ha dato anche il segno dei fiori insieme alle lacrime, fatto insolito e probabilmente unico, che può essere interpretato come le grazie di vara natura che Lei ci offre e che è venuta a donare a chi ha il cuore aperto. 

 

Rapporti con la chiesa locale

Il veggente tiene costantemente informato il suo Vescovo, S.E. Wilhelm Egger e segue con regolarità la sua catechesi pubblica del primo venerdì del mese.

 

Situazione odierna (1998)

Dei fatti di Settequerce hanno recentemente (1996) e ripetutamente parlato i giornali e TV locali di Bolzano e di oltrefrontiera
Gli incontri di preghiera vanno avanti con continuità. Chiunque vi si può recare e può incontrare il carismatico "Toni" che non vuole pubblicità per la sua persona, preferendo rimanere in disparte e solamente "indicare" alla gente ciò di cui egli è stato testimone e i fatti che tuttora avvengono e che richiamano un'umanità distratta e tutta dedita alle preoccupazioni materiali, alla conversione e ad un vero ritorno a Dio.
L'appuntamento di preghiera è tutti i giorni alle ore 14 del pomeriggio (recita del S. Rosario e Litanie); si deve lasciare la macchina all'inizio dell'abitato, negli appositi spazi oltre la statale per Merano o accanto alla chiesa parrocchiale di Settequerce. Si prende poi, a sinistra della chiesa, l'unica strada in leggera salita che porta verso la montagna e che termina nel bosco dopo aver valicato un ruscelletto. Da quel punto continua il sentiero che porta in alto in località Noafer - Cologna. Il tragitto a piedi dura 10-15 minuti e non è ripido. Il luogo di preghiera si trova subito dopo il ruscello ed è segnalato dalla presenza costante di immagini sacre e fiori che i pellegrini spontaneamente lasciano sul posto.
Negli ultimi mesi è stato ancora frequentemente notato sul posto, dal veggente stesso e da numerosi altri pellegrini, il cosiddetto "fenomeno del sole": si tratta della circostanza che talvolta si crea senza preavviso, di poter fissare liberamente il sole senza filtri scuri e per lungo tempo. Il sole stesso poi "si muove" dando a volte l'impressione di pulsare o danzare. Si tratta di un fenomeno soprannaturale e molti pellegrini reduci da Medjugorje e da altri noti luoghi di apparizioni lo hanno sperimentato.
Il più famoso e ben documentato esempio di questo secolo si è avuto a Fatima nel 1917 (la veggente Sr. Lucia è tuttora vivente, ha 90 anni ed è perfettamente lucida!).
Attenzione però, il fenomeno del sole è un dono di Dio e se ne può godere solo finché perdura come tale. Se fissando il sole si avverte il normale forte fastidio che si ha guardandolo nelle occasioni usuali, bisogna smettere subito, pena gravi e irreversibili lesioni della retina! Significa che il fenomeno è cessato e non bisogna insistere.
Ultimamente Toni ha avuto anche dei messaggi, in forma di voce interiore, che ha sentito il dovere di rendere pubblici e che vengono riportati più sotto.
Come per tutti i messaggi carismatici, valgono le stesse regole di prudenza e discernimento, tenendo fermi i seguenti punti:
- i veggenti non sono infallibili anche quando sono in buona fede
- nei messaggi non devono esserci errori teologici o nuove dottrine in contrasto col Magistero
- i frutti devono essere buoni
- i messaggi, anche quando autentici, sono inevitabilmente filtrati dalla personalità e sensibilità di chi li riceve
Pensiamo alla luce del sole che risplende ovunque uguale, ma può giungere a noi limitata dalle nubi, o in vari colori attraverso una vetrata a mosaico. Sono comunque sempre raggi di luce che possono illuminare e riscaldare le anime.

 

Ma ecco i recenti messaggi del 1.12.97, i primi destinati al pubblico, che Toni ha ricevuto mediante "locuzione interiore" mentre era in corso il 'fenomeno del sole'.

Per gli abitanti di Bolzano e Provincia

Fermatevi! Tornate a frequentare la Chiesa, ad assistere alla Santa Messa, all'Adorazione Eucaristica, alla recita del Santo Rosario, all'obbedienza al Santo Vangelo, prima che in ognuna delle vostre famiglie ci sia un morto suicida. Chi crede vedrà.

Per i politici di Bolzano e Provincia

Non vi preoccupate più di tanto, perché nell'anno 2050 la maggior parte degli abitanti di Bolzano avrà gli occhi a mandorla. Ride bene chi ride ultimo. Niente è impossibile a Dio.


Un commento: l'Alto Adige ha detenuto fino a poco tempo fa il triste primato del numero di suicidi ed è tuttora ai primi posti - per gli occhi a mandorla naturalmente è ancora presto ma racconto un episodio significativo: recentemente sono entrato per bere un caffè in un noto locale di Appiano, centralissimo e gestito da sempre da tedeschi del posto. Appena dentro sento il saluto tipico Grüssgott! ma - sorpresa - alzando gli occhi vedo dietro il banco due cinesi, non solo, anche seduti ai tavoli c'erano vari altri cinesi, della famiglia o amici loro!
PG - dicembre 2006


 

 

Dalla stampa locale

Sono apparsi molti articoli sulla stampa locale, alcuni vengono riportati di seguito. Accanto alle solite imprecisioni e libere interpretazioni, ci sono delle testimonianze interessanti. Per le guarigioni non esiste una documentazione medica adeguata, pertanto i racconti vanno accolti con prudenza.
Ma alcune precise testimonianze, anche di personaggi molto noti al pubblico, appaiono attendibili.

 

Dall' "Alto Adige" del 21.8.96

«Toni il guaritore?»
Franz Demetz, esponente della Svp, per dieci anni sindaco di Santa Cristina e prima ancora consigliere provinciale, ci pensa un attimo: poi, quel nome gli torna alla memoria. «Certo che me lo ricordo - ammette Demetz - come potrei essermi dimenticato di lui?».
E vero che l'ha guarita?
«Per anni ho sofferto di potenti mal di schiena. Quando il tempo cambiava, i dolori diventavano più forti. Un giorno, tre o quattro anni fa, Toni è passato nel mio albergo: ero piegato in due dal dolore. Mi disse che poteva aiutarmi. Ero scettico, visto che lui non è un medico ma un rappresentante di surgelati. Gli ho chiesto cosa dovevo fare e lui mi ha raccomandato di pregare la Madonna.
Tentare, in fondo, non costava nulla. «Sono cattolico, ho pregato senza difficoltà. Toni, intanto, mi ha imposto le mani sulla schiena, nel punto in cui sentivo il dolore, e ha invocato la Madonna».
Ed è guarito miracolosamente?
«Io non so cosa sia successo - commenta Demetz - non so se si possa parlare di guarigione. Certo è che ho sentito un caldo intenso e da quel momento il dolore è sparito. Strano vero?».
Ma lei sapeva che al guaritore è apparsa la Madonna a Settequerce.
«Non lo sapevo. L'ho scoperto, l'altro giorno, guardando la televisione: hanno fatto vedere il luogo dell'apparizione di Settequerce. Poi, hanno inquadrato quei due quadri della Madonna e mi è venuto in mente che Toni, un giorno, aveva portato a mia moglie due immagini, formato poster, della Madonna che piange».

«Sì, è tutto vero. Toni, il rappresentante di surgelati, mi ha guarito non una ma due volte: prima dal mal di schiena, dolori lancinanti per i quali i farmaci non potevano fare niente, e poi da disturbi al cuore». Karl Laimer, cuoco all'hotel "Nalserhof" di Nalles, una volta rideva, oggi invece è convinto che il veggente Toni abbia le mani miracolose.
Lui, il protagonista delle guarigioni, per vent'anni ha taciuto, perché i sacerdoti gli avevano detto di tenere la bocca chiusa. Troppo rischioso mettersi a raccontare al mondo di aver parlato per dieci giorni e dieci notti con Gesù, di essere stato scelto per una nuova evangelizzazione di aver visto la Madonna nei boschetto in cima a via Padre Romedius, a Settequerce.
Ci ha provato e l' hanno preso per pazzo. Inevitabile Lui lo sa: può ringraziare ii professor Basaglia, padre della legge 180 che ha eliminato i manicomi se non è stato internato.
«Adesso però - dice - ho deciso di parlare e poi accada quel che accada. Non per farmi pubblicità, non mi interessa, ma voglio che il mondo sappia, anche se molti rideranno. I giornalisti hanno scoperto il luogo dell'apparizione, a questo punto non ha più senso tacere».
Il veggente racconta, ad una condizione pero: conservare l'anonimato. Lo conoscono in molti, ma di lui si sa poco: per tutti è il signor Toni, 60 anni, rappresentante di prodotti surgelati in pensione. Abita a Bolzano, ma per incontrarlo bisogna andare a Settequerce: tutti i giorni dell'anno, dalle due alle tre del pomeriggio, va a pregare la Madonna lì dove gli è apparsa il 27 settembre del 1992.
«Vent'anni fa - spiega Gesù mi ha parlato, sono stato nell'Aldilà ed ho scoperto che è una cosa meravigliosa. Gesù ha scelto me, che non andavo in Chiesa da 25 anni, per una nuova evangelizzazione del mondo e la mia vita da quel giorno è cambiata radicalmente: non mi interessano più i soldi, le case, le macchine».

E le guarigioni?
«Potrei citare una serie di casi - dice il veggente - in cui ho imposto le mani, ho pregato e Gesù ha guarito». I miracolati appartengono a tutti e tre i gruppi etnici: italiani tedeschi e ladini, cosa questa che farà sicuramente piacere ai sostenitori della convivenza.
«Uno - ricorda - è un politico, un uomo importante all'interno della Volkspartei: si chiama Franz Demetz, ex sindaco di Santa Cristina. Io lo conosco da tanti anni perché andavo nel suo albergo - si chiama "Villa Pallua" - a vendergli i surgelati».
E che problema aveva?
«Soffriva di terribili mal di schiena. Un giorno l'ho visto con i miei occhi: era piegato in due dal dolore. Ho provato una forte compassione per lui e ho cercato di aiutarlo. All'inizio era un po' scettico, poi mi ha lasciato fare. Gli ho imposto le mani sulla schiena e ho invocato il Signore: "Ti prego manifesta la tua potenza e la tua gloria. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, com'era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli, amen." Il dolore è sparito d' incanto».
Altro caso sempre a Santa Cristina. La titolare di un noto hotel aveva dei dolori fortissimi alle ginocchia che, in certi momenti, le impedivano di camminare. Toni I' ha conosciuta sempre per lo stesso motivo: andava nel suo albergo per vendere surgelati. «Non voglio che il mio nome esca sul giornale - dice la signora - comunque è tutto vero: il Toni mi ha guarita. Non ho più avuto problemi. Oltre al mio ci sono altri casi».
Il veggente-guaritore racconta anche di quell'altra albergatrice di Scena che aveva un polipo alla gola: i medici le avevano detto che avrebbe dovuto farsi operare. L'ha guarita.
«Quando è andata in clinica per sottoporsi all'intervento - spiega - i medici non volevano credere ai loro occhi: il polipo non c'era più. Sparito. E poi c'è la storia del ragazzo di Caldaro, figlio del proprietario dell'albergo "Zum Turm", una cosa incredibile».
Miracolato anche quello?
«Un giorno sono andato nel loro albergo, la madre mi ha detto che il figlio aveva un potente mal di testa: dolori fortissimi. Aveva fatto la notte in bianco per asciugare l'acqua che aveva invaso la cantina dell'hotel e il male si era acuito ulteriormente: si era gonfiata anche la fronte.
Ho provato una gran pena per quel giovane: ho imposto le mani sulla sua testa, ho invocato il Signore ed è guarito. Anche il gonfiore è sparito».
Siegfried, il miracolato, ammette: «Quando mi ha imposto le mani, ho sentito un calore forte alla testa, poi il dolore provocato da una forma cronica di sinusite è scomparso. Mi ritorna, una o due volte all'anno, non di più. Prima invece il mal di testa non mi dava tregua».
Guai a chiedere al veggente quanto bisogna pagare per essere guariti, si offende: «Niente ovviamente. Non devono ringraziare me, ma la Madonna che mi è apparsa a Settequerce. Anche l'acqua del rio che scende da San Genesio è miracolosa».
Toni non ha dubbi: ha guarito malati senza più speranza come quel ragazzo di Lana condannato a morte da un tumore al cervello. «I medici ricorda il veggente - gli avevano dato tre mesi di vita. Sua madre non si è arresa. L' ha portato a Settequerce, L'ha bagnato con l'acqua del rio e assieme abbiamo pregato. E guarito». Chi è, come si chiama?
«Non chiedo mai nome e indirizzo delle persone che la Madonna guarisce. So solo che oggi il ragazzo sta bene e questo mi basta».
(articolo di Antonella Mattioli - A. Adige 21.8.96)


http://www.madredelleucaristia.it/ita/nov11it.htm

11 novembre 1999
 
 

Giovedì 11 novembre 1999 in Via delle Benedettine è avvenuto un nuovo grande miracolo eucaristico. Un'ostia che in precedenza era stata adagiata dalla Madonna sul calice della statua bianca della Madre dell'Eucaristia ha sanguinato; era la nona volta che l'Eucaristia sanguinava nel luogo taumaturgico.
L'ostia ha sanguinato in tre momenti diversi. Citiamo la testimonianza di Don Claudio Gatti, il Vescovo ordinato da Dio, che è stato il primo a vedere sanguinare l'Eucaristia: "Erano circa le ore 13 quando sono andato a pregare davanti alla particola che il 3 novembre era stata depositata dalla Madonna sul calice della statua bianca. Ho visto immediatamente nell'interno della particola una macchia di sangue di forma circolare e delle gocce che gorgogliavano e fuoruscivano dal suo interno. Ho chiamato immediatamente le persone che si trovavano in casa perché anch'esse potessero vedere e testimoniare il miracolo eucaristico. Abbiamo pregato e cantato, poi ognuno è tornato alle sue normali attività".
Più tardi il vescovo è tornato di nuovo davanti all'Eucaristia ed ha notato con sorpresa che l'effusione di sangue non solo non si era arrestata, ma continuava abbondantemente. Infatti, mentre in precedenza il sangue aveva macchiato solo la parte centrale della particola, nel secondo momento aveva incominciato a debordare ed aveva macchiato la parte superiore e parzialmente il piede del calice. Inoltre una goccia era caduta sulla base della statua. "Ho chiamato di nuovo le persone - continua don Claudio - e abbiamo adorato l'Eucaristia e constatato che da essa il sangue aveva continuato a fuoruscire. Poi siamo andati a mangiare; il pranzo è stato molto veloce. Alle 14:45 sono tornato a pregare e ho notato che nel frattempo l'effusione di sangue era intensamente aumentata fino a bagnare la mano, il calice, il vestito, il piede della Madonna e diverse gocce si erano posate sul basamento della statua".
Durante il pomeriggio, poiché era in programma l'incontro biblico, i membri della comunità che erano venuti a Via delle Benedettine per ascoltare la parola di Dio, sono rimasti impressionati nel vedere il grande miracolo compiuto dal Signore.
Il candore della statua contrastava con il sangue ancora vivo di Gesù.
Inoltre, man mano che passavano i minuti la particola s'innalzava davanti ai presenti, quasi a volersi mostrare sul calice.
Noi membri del movimento ci siamo chiesti il perché di questo grande segno di Dio, ma soprattutto ci siamo chiesti perché quando una statua della Madonna piange o versa lacrime di sangue tutti accorrono ed invece quando Gesù Eucaristia sanguina pochi vengono ad adorarlo? Chi raccoglie il sangue divino? La Madre dell'Eucaristia durante l'apparizione che è avvenuta nello stesso giorno ha risposto a questi interrogativi e, rivolta a Marisa, ha detto: "Oggi ti ho detto che il mondo va sempre peggio; io devo difendere mio figlio Gesù dagli uomini che odiano Lui e odiano voi. Il sangue è un gesto d'amore per voi e di sofferenza per coloro che non credono. Finché il mondo non cambierà il mio Cuore e quello di Gesù sanguineranno".
Mai nella storia della Chiesa è avvenuto che nello stesso luogo siano avvenuti così numerosi e importanti miracoli eucaristici e che l'Eucaristia abbia sanguinato per nove volte.
Se Gesù Eucaristia sanguina non è un buon segno per gli uomini della terra, soprattutto per coloro che si dicono cristiani e continuano ad offendere Dio. Questo è il momento più duro e difficile di tutta la storia della Chiesa e il Signore che è misericordioso aspetta ancora la conversione delle anime, ma alla fine sarà giusto ed interverrà con giustizia. Il Signore chiede di accoglierlo, di amarlo, di adorarlo e fargli compagnia davanti a tutti i tabernacoli della terra.
Domenica 14 novembre i membri della comunità si sono riuniti per pregare davanti all'Eucaristia che conservava intatto un profumo particolare e mostrava che il sangue non aveva subito nessun processo di decomposizione.
La Madre dell'Eucaristia durante l'apparizione ha parlato ancora del grande miracolo eucaristico e ha esortato i fedeli della comunità a diffondere la notizia di questo importantissimo evento: "Non tenete per voi questo miracolo; deve essere diffuso dappertutto: nelle case, nelle piazze, nei quartieri e nelle chiese. Senza paura portate e fate vedere le foto che riproducono il miracolo eucaristico. La situazione deve esplodere perché il miracolo è grande; ancora una volta Gesù ha sanguinato nell'ostia. Quando sanguina nella grande ostia è per tutti i sacerdoti, dal papa al più piccolo sacerdote e quando sanguina nella piccola ostia è per tutti gli uomini. Voi sapete che l'uomo non sa amare, non ama e uccide".
Sapremo rispondere a questo appello materno, così triste e drammatico?
Noi conserviamo gelosamente tre ostie che hanno sanguinato: la prima il 22 marzo 1998, la seconda il 17 maggio 1998 e la terza l'11 novembre 1999; tutte e tre le ostie sono perfettamente conservate ed emanano ancora un delicato profumo.


http://www.madredelleucaristia.it/ita/art24it.htm

La storia delle apparizioni

Il Signore segue il cammino di ogni uomo fin dal principio, avendo un’attenzione premurosa e costante in modo particolare verso quelle persone che Egli chiama per una grande missione; persone che, accettando la chiamata, diventano strumento prezioso nelle mani di Dio. Questo è successo a Don Claudio e Marisa che, pronunciando il loro “sì”, si so-no offerti a Dio e si sono immolati per la salvezza della Chiesa e di tanti fratelli.
Marisa vede la Madonna fin dall’età di due anni; mantiene il segreto di questo suo prezioso dono fino a quando incontrerà il suo direttore spirituale, Don Claudio Gatti. La prima volta che Marisa vede Don Claudio è il 9 marzo 1963, il giorno della sua ordinazione sacerdotale; lo vede in bilocazione mentre vengono cantate le litanie dei santi e i futuri sacerdoti sono proni a terra.
La loro storia è così ricca e intensa che vale la pena di raccontarla, ma è difficile scegliere i momenti e gli eventi più interessanti che la contraddistinguono. Abbiamo cercato di sintetizzarla dividendola in diversi periodi. Gesù, infatti, nel messaggio del 3 giugno 1997 specifica: “Ogni uomo della terra quando la conoscerà capirà e si convertirà, perché è una storia vera, piena d’amore, di sacrificio e di sofferenza”.

1971-1986: L’incontro fra Marisa e Don Claudio
Il 15 luglio Don Claudio e Marisa si incontrano a Visso (MC) in occasione di un campeggio estivo organizzato per il recupero di giovani presi dalla strada. La prima volta che Don Claudio assiste alla apparizione è in occasione di un incontro di preghiera da lui organizzato in favore dei giovani presenti al campeggio. I sacerdoti, i collaboratori e gli stessi ragazzi non si presentano, l’unica ad accettare l’invito è Marisa. Durante quell’incontro la Madonna appare e Don Claudio vede Marisa inginocchiarsi e parlare. Rimane sorpreso quando la donna comincia a ripetere la preghiera che egli aveva scritto per il giorno della sua ordinazione e che lui solo conosceva. Non soddisfatto, perché prudente per natura, vuole segni che confermino l’origine soprannaturale delle apparizioni. Il primo di questi è la conversione
di quei quaranta giovani che vuole che avvenga entro le successive ventiquattro ore. L’indomani gli stessi si accostano tutti sacramento della S. Confessione e della S. Comunione. Dopo chiede ancora altri segni per volontà di Dio vengono tutti esauditi. ancora soddisfatto si fa consigliare, istruire guidare da persone competenti, poiché si sente ancora molto giovane ed impreparato a giudicare i grandi fatti nei quali, a sua insaputa, il Signore l’ha coinvolto.
Nell’agosto del 1972 la Madonna chiede a Claudio e Marisa di partire per Lourdes. Nella grotta del santuario la Madonna dice loro Dio li ha chiamati per una importante missione: “È una missione che riguarda tutta la Chiesa riguarda tutto il mondo… siete liberi di accettare o rifiutare, ma ricordatevi: soffrirete moltissimo”
(mess. del 6 agosto 1972). Dopo tre giorni di intensa preghiera e meditazione, il 12 agosto 1971, pronunciano contemporaneamente il “sì” durante la celebrazione della S. Messa, momento dello scambio della pace.

1986-1988: Il piccolo cenacolo voluto dalla Madonna
Questi due anni vedono la realizzazione della parabola degli invitati alle nozze del figlio del re (Matteo 22, 1-14). La Madonna comincia a chiamare una ad una le persone che parteciperanno alle apparizioni, ancora segrete, e che formeranno un cenacolo di preghiera e di formazione spirituale. Non tutti rispondono alla chiamata. La paura del soprannaturale, l’orgoglio, l’insincerità e la superbia li portano, dopo un primo entusiasmo, ad abbandonare il cammino cominciato.
Il 29 giugno 1987 Don Claudio scrive al card. Vicario Poletti, al vicegerente Pignanesi e al vescovo ausiliare del settore Aragonesi, rappresentanti allora della autorità ecclesiastica, e li informa delle attività svolte dalla comunità con particolare riguardo per gli incontri di preghiera e per gli incontri biblici ed inoltre: “Voglio rendere noto che il nostro lavoro, pur raccogliendo buoni frutti spirituali, ha incontrato ostacoli e difficoltà che sono arrivate alla calunnia e alla diffamazione”. Inoltre per arricchire quelle attività e in virtù dell’insegnamento del Concilio Presbyterorum ordinis (“Tutto il bene spirituale della Chiesa è racchiuso nella Eucaristia” e, ancora, “L’Eucaristia è fonte ed apice di tutta la vita cristiana”), chiede il permesso di poter celebrare la santa Messa e di poter conservare l’Eucaristia nella
cappellina, ove si riunisce la comunità, sita in via della Benedettine 93, permesso che gli viene negato a causa di diffamazioni e calunnie diffuse da sacerdoti e da suore. Don Claudio controbatte: “Se ho sbagliato mi si rimproveri, questo è carità, ma se non ho sbagliato mi si conceda quanto chiesto, questa è giustizia”.
 

1988-1993: I primi passi della comunità
Il 9 marzo 1988, 25° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, Don Claudio ottiene il permesso di celebrare e di conservare l’Eucaristia nella cappellina. Cominciano così gli anni di profonda formazione spirituale centrata sulla partecipazione quotidiana alla S. Messa, su quella settimanale agli incontri della Parola
di Dio e, ancora per pochi intimi, su quella mensile alle apparizioni mariane. Queste ultime si svolgono ogni 1° sabato del mese e i relativi messaggi vengono commentati e spiegati da Don Claudio il sabato successivo. Si viene così a delineare, nel corso di cinque anni, quella che la Madonna chiama “la catechesi di
Dio Padre”, il cammino di formazione spirituale che ha come fine quello di “condurvi per mano piano piano verso la santità” (mess. ottobre 1988). La “Catechesi di Dio” si conclude il 4 settembre 1993.
Il 20 giugno 1993 la Madonna dice ai suoi figliolini, Marisa e Don Claudio, che le apparizioni dovranno diventare pubbliche. Questa notizia porta loro paura e sgomento: “Come possiamo sostenere l’urto e il peso che le apparizioni pubbliche comportano?”. Infatti se sono da una parte felici della possibilità che hanno di condividere questo dono prezioso con altri fratelli, dall’altra sanno anche che a causa di questa dovranno molto soffrire. Il 27 giugno 1993 la Madonna dice: “La
sofferenza vi consumerà”; ma li conforta quello che Gesù stesso dice loro l’11 luglio 1993: “Sono voluto venire Io per confermarvi che mia Madre ed Io vogliamo
guidarvi nella bellissima ed importante missione che Dio Padre, Dio Spirito Santo ed Io, Dio Figlio vi abbiamo affidato, per ripetervi che vi stiamo sempre vicino e per darvi coraggio”.
Il 24 settembre 1993 Don Claudio parla a lungo e dettagliatamente delle apparizioni con il vesc. aus. S.E. Mons. Nosiglia e soltanto successivamente, il 24 ottobre 1993, ne dà notizia a tutta la comunità.

1993-1994: L’inizio delle apparizioni pubbliche e della grande sofferenza
Le apparizioni si svolgono nel giardino di proprietà della comunità alle 10:30 o alle 17:30 nei giorni indicati dalla Madonna. Tutti i presenti ascoltano durante l'apparizione ciò che la Madonna dice e Marisa ripete, traducendo il messaggio di Dio dall’aramaico, lingua originale della Madonna che Marisa riesce a comprendere solo durante l’estasi.
Marisa e Don Claudio cominciano a presenziare ad incontri di preghiera seguiti dall’apparizione della Madonna e a volte di Gesù nelle diocesi di altre città come Genova, Chiavari, Bologna, L’Aquila. Don Claudio informa sempre per iscritto o di persona i Vescovi delle diocesi in cui si recano, manifestando così il
dovuto ossequio ai vescovi stessi.
Come previsto, dal momento in cui le apparizioni diventano pubbliche, cominciano per tutta la comunità, ma soprattutto per Don Claudio e Marisa quelle difficoltà e sofferenze che la Madonna aveva preannunciato nei precedenti cinque anni di formazione. Di tutte le apparizioni che avvengono nel mondo queste sono state definite da Gesù “Le più difficili, perché avvengono a Roma” (mess. del 12 giugno 1994) che Egli stesso già in un altro messaggio ha definito “scristianizzata” (mess. del
27 febbraio 1994). Il 23 giugno 1994 il card. Camillo Ruini, Vicario Generale del Papa a Roma ha affermato: “Roma non è più cristiana. Sembra una città invasa da una realtà e da una mentalità postcristiana”. E ancora la Madonna dice: “Anche se la natura umana si ribella, accettate sofferenze, calunnie e diffamazioni per queste apparizioni che sono le più importanti, come Dio Padre ha detto” (mess. del 17 luglio 1994). Infatti diverse suore di varie comunità si sono unite ai sacerdoti nel tentativo di demolire e contrastare con durezza queste apparizioni. Pur non avendo mai partecipato ad un’apparizione né conosciuto i messaggi hanno
dato dei giudizi contrari alla verità e alla carità.
Il 25 marzo 1994 è il giorno nel quale la Madonna ha solennemente annunciato: “L’Eucaristia trionferà”; nella stessa data, per coincidenza provvidenziale, viene celebrato anche l’annunzio dell’Incarnazione. L’annunciazione della Incarnazione e quella del trionfo dell’Eucaristia hanno le stesse caratteristiche: discrezione,
nascondimento, umiltà ma contengono anche energia di imporsi e capacità di trasformare, perché hanno Dio come fonte. Da quel momento c’è un incessante susseguirsi di messaggi che parlano dell’Eucaristia e del suo trionfo. Questo trionfo ha però un caro prezzo come riporta il messaggio del 31 luglio 1994: “L’Eucaristia trionferà, ma a prezzo del sangue dei miei figli”; ma porta anche consolazione perché dice nello stesso giorno: “Ci sarà anche il vostro trionfo”.
La Madonna avverte che prima del trionfo ci saranno tante sofferenze, amarezze e delusioni, ma alla fine l’Eucaristia trionferà con la conversione dei sacerdoti, delle religiose, dei veggenti e dei cristiani (mess. del 21 agosto 1994). Confortano però le sue parole: “Sono queste le apparizioni che Dio Padre ha voluto, in questo piccolo luogo, per far trionfare mio Figlio Gesù” (mess. del 16 ottobre 1994).
Altro punto di questo nuovo capitolo della storia delle apparizioni è un’esperienza soprannaturale importante che Marisa ha goduto per la prima volta il 10 luglio 1994 a Capalbio (GR): la teofania trinitaria. Ella stessa la racconta subito dopo averne goduto (il racconto dettagliato è nel libro “L’Eucaristia trionferà”).
Successivamente, il 17 luglio 1994 la Madonna le dice: “Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, Dio Uno e Trino si è manifestato a te; nessun veggente ha mai visto Dio Uno e Trino”.
Il 1994 volge ormai alla fine e per Don Claudio e Marisa le sofferenze diventano più laceranti. Il 6 dicembre il Card. Camillo Ruini sospende la facoltà di conservare l’Eucaristia nella cappellina e di celebrarvi la S. Messa. Don Claudio china il capo in segno di obbedienza anche se, come egli stesso riferisce, con la morte nel cuore. La comunità si stringe con affetto intorno a queste due creature così bersagliate e soffre per non poter partecipare alla S. Messa, presieduta dal proprio direttore spirituale nella cappellina che la Madonna ha più volte definito “il mio piccolo gioiello”. L’ultima celebrazione concessa dal Vicariato si tiene l’8 dicembre
1994. Questa ricorrenza è sempre stata un giorno di festa e di gioia, ma in questa occasione è velata dalla sofferenza e bagnata dalle lacrime. Anche la Madonna piange: “Chi comprende oggi la grande sofferenza dei miei due figliolini? Il dono che Dio ha fatto loro è rifiutato, è combattuto dagli uomini. Dio mi manda in mezzo a loro, ma gli uomini non vogliono accogliermi” (mess. dell’8 dicembre 1994). Don Claudio e Marisa stupiscono ancora una volta per la loro profonda fede e si mostrano “forti e sereni con i fratelli e le sorelle venuti da lontano” (mess. dell’8 dicembre 1994). Tale sofferenza ha avuto il suo culmine nel momento in cui Don Claudio ha portato via dalla cappellina Gesù Sacramentato tanto che se non fosse stata presente la Madonna “un infarto l’avrebbe ucciso a causa della grande sofferenza” (mess. dell’11 dicembre 1994). Nello stesso messaggio la Madonna afferma: “Hanno colpito il pastore per disperdere le pecore. Il vostro pastore è stato sempre ubbidiente alla Chiesa… Chiedo a voi, piccolo gregge, di essere solidali con il sacerdote”. È vero, qualcuno si è allontanato per paura dei grandi uomini della Chiesa, ma tante altre anime si sono avvicinate, hanno creduto e ancora lottano al fianco del sacerdote e della veggente perché l’Eucaristia trionfi. Le frecce della cattiveria umana non tardano a colpire: accusano la comunità di essere una setta; ancora una volta la Madonna difende il suo piccolo gregge: “Voi non siete una setta. La setta lavora a porte chiuse, voi lavorate a porte aperte, aperte a tutti”. Nel messaggio dell 18 dicembre la Madonna chiede preghiere, sacrifici e digiuni
“perché il sacerdote abbia la forza e il coraggio di affrontare tutte le sofferenze” perché “gli uomini imperterriti continuano a calunniarlo e a diffamarlo, solo perché ama l’Eucaristia e ama voi”. Don Claudio ama anche la Chiesa, quella fondata da Cristo; per essa donerebbe la vita, per essa donerà il suo ministero. La notte di Natale la Madonna fa vedere a Marisa il futuro della Chiesa: Dio Padre realizzerà in tutto il mondo il Trionfo dell’Eucaristia, ma questa vittoria sarà preceduta da una grande lotta all’interno della Chiesa in cui si vedranno cardinali contro cardinali e vescovi contro vescovi. Da una parte saranno schierati i difensori dell’Eucaristia e dall’altra i suoi acerrimi nemici. Per questo la Madonna chiede frequentemente e instancabilmente di pregare per il mondo, per il Santo Padre e per i grandi uomini della Chiesa.

1995-1998: I grandi miracoli eucaristici
“Qui Dio Padre ha voluto il miracolo eucaristico che si ripeterà finché non ritornerà la santa Messa” (mess. del 21 ottobre 1996).
Dopo la grande sofferenza per la privazione della celebrazione eucaristica, arriva la grande gioia. Il 14 settembre 1995 avviene il primo grande miracolo eucaristico: una particola ben visibile a tutti i presenti fuoriesce dal costato del crocifisso, portato in processione, e si depone sulle mani di Marisa. A questo grande evento ne seguono moltissimi altri in tempi e modalità diverse. Gesù, la Madonna, gli angeli o santi trasportano l’Eucaristia, prelevandola dai tabernacoli delle chiese dove non è amata e consegnandola direttamente a Marisa o depositandola nel tabernacolo o sulle statue, sui fiori, sia della cappellina e sia della stanza di Marisa.
Gesù ha detto: “Io sono qui, indipendentemente dagli uomini e dalla loro volontà” (mess. del 5 ottobre 1996) e ancora : “Qui, in questo luogo taumaturgico, è il mio tabernacolo” (mess. del 19 novembre 1996). Con questi interventi miracolosi il Signore afferma la sua presenza reale in corpo, sangue, anima e divinità nell’Eucaristia.
Alcune particole sono sottratte alla profanazione, a volte mostrano segni evidenti di bruciature e colpi di pugnale; tutte emanano un profumo particolare.
La Madre dell’Eucaristia definisce il 26 novembre 1995 “il grande giorno” e ci prepara a questo evento. “Ora è tempo di penitenza e di preparazione all’incontro del 26 novembre, grande giorno per la grande missione. Il 26 novembre donerà una grande gioia a tutti se lo vivrete con umiltà e semplicità, senza fanatismo” (mess. del 1° novembre 1995). “Volete pregare anche voi con me per il grande giorno? Oh, se i sacerdoti riuscissero a comprenderne l’importanza” (mess. del 12 novembre 1995). La cronaca di questo miracolo è contenuta nel terzo libro dei messaggi “È iniziato il trionfo dell’Eucaristia”.
Il 29 giugno 1997 dal costato del crocifisso fuoriesce l’ostia che oltrepassa la teca di protezione e si posa sulla parte esterna della stessa per essere poi presa da Marisa.
Più volte l’Eucaristia portata mostra la fuoriuscita di siero; inoltre in sette occasioni sono trasportate delle particole dal cui interno è fuoriuscito del sangue. Alcune di
queste sono tuttora conservate integre e senza alcun segno di decomposizione nella sede della comunità. L’ultimo eclatante miracolo eucaristico si verifica il 17 maggio 1998 quando Gesù deposita sui fiori che si trovano nella camera di Marisa, una Santa particola intrisa di sangue sottratta durante la celebrazione della santa
Messa ad un sacerdote che non credeva nella presenza reale del Cristo nel SS. Sacramento. Questa ostia assume man mano che aumenta la fuoruscita del sangue la forma di una conchiglia, simbolo dell’anno santo. Quest’ostia viene tuttora adorata durante gli incontri di preghiera.
A noi piace ricordare una delle spiegazioni che Don Claudio ha attribuito al simbolo della conchiglia. Come la conchiglia presenta la forma ripiegata per proteggere e contenere la perla preziosa al suo interno, così l’ostia ha assunto questa forma quasi per racchiudere al suo interno il prezioso sangue di Gesù.

I difficili rapporti con il Vicariato
Purtroppo questi eventi miracolosi sono rifiutati e combattuti proprio da coloro che avrebbero dovuto accoglierli e riconoscerli come segni di Dio.
Dal 1995 in poi si succedono una serie d’incontri fra Don Claudio ed i vertici dell’autorità ecclesiastica.
Nel dicembre 1995 Don Claudio viene convocato in Vicariato; il sacerdote chiede al vicegerente Nosiglia se i messaggi sono in contrasto con gli insegnamenti del Vangelo ed egli testualmente risponde: “Non abbiamo trovato nulla che sia in contrasto con quanto insegna la Chiesa”.
Questa affermazione è in netta contrapposizione con i successivi comportamenti dell’autorità ecclesiastica; ne è la prova il veto imposto da Don Marco Fibbi, responsabile dell’ufficio stampa del Vicariato, al direttore dell’Apparition List di inserire in un apposito sito Internet i messaggi della Madre dell’Eucaristia.
Nello stesso giorno in cui si inoltra questa richiesta Marisa è interrogata dalla commissione appositamente istituita, che proferisce parole molto offensive verso la
veggente, andando contro gli stessi insegnamenti del vangelo e il C.I.C., e peccando gravemente contro la carità cristiana, perché la definisce: “Pazza, eretica, bestemmiatrice, indemoniata, idolatra”. Inoltre questo incontro non viene verbalizzato per cui successivamente è dichiarato nullo dallo stesso vicegerente Mons. Cesare Nosiglia.
Ci domandiamo come sia possibile che il Vicariato scriva la lettera di opposizione alla diffusione dei messaggi nello stesso giorno in cui la commissione interroga Marisa. Questo lasso di tempo così breve tra i due fatti ci fa dubitare seriamente che sia stata data sufficiente riflessione ad un tema così delicato.
Il Vicariato emana dei decreti dichiarati “nulli, invalidi, illegittimi” da Gesù nei riguardi del sacerdote e della comunità, giudicando in maniera offensiva “i più grandi miracoli eucaristici della storia della Chiesa” (mess. di Gesù del 20 aprile 1997). Infatti, nessuno ha mai partecipato ad un incontro o ad una apparizione, nessuno ha mai interrogato i membri della comunità, nessuno ha mai visionato il materiale fotografico e audiovisivo. Lo stesso Gesù in un altro messaggio afferma: “Chi non ha veduto, chi non è venuto ad esaminare, chi non ha interrogato, non può dare giudizi” (mess. del 14 aprile 1996). Il Cardinal Vicario, nel decreto del marzo 1996, ntima alla veggente e al suo direttore spirituale di astenersi dal compiere atti di culto eucaristico nei riguardi delle ostie che appaiono nelle mani di Marisa, pena la sospensione a divinis.
La Madre dell’Eucaristia, riferendosi a Don Claudio, afferma in un messaggio: “Tu, mio caro sacerdote prediletto, sei nella verità e questo i grandi uomini lo capiscono” (mess. del 18 aprile 1996).
La Madonna rivela inoltre che “gli uomini della Chiesa credono a ciò che è accaduto, ma non vogliono accettarlo, perché altrimenti tutta Roma si volgerebbe verso di voi ed hanno paura di questo” (mess. del 19 aprile 1997).
 

Per volontà di Dio Don Claudio torna a celebrare la Santa Messa
“Io, Gesù, voglio qui la S. Messa. Io, Gesù, voglio qui l’Eucaristia, consacrata dal mio sacerdote. Io, Gesù, voglio la S. Messa in questo luogo santo e taumaturgico” (mess. del 22 febbraio 1998), e la Madonna nello stesso giorno afferma che i decreti sono nulli. Don Claudio si trova in una situazione molto difficile, lacerato fra l’ubbidienza a Dio o all’autorità ecclesiastica.
Il sacerdote, dopo aver informato il Vicariato, l’8 marzo 1998, in occasione del suo 35° anniversario di ordinazione sacerdotale, celebra la S. Messa nel luogo taumaturgico, perché “bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 5, 26-30).
Il 1° aprile 1998 il Cardinale Ruini impone a Don Claudio l’ultimatum: se non rinnega l’Eucaristia portata da Gesù e dalla Madonna e non ammette di aver sbagliato e ingannato le persone venute a pregare nel luogo taumaturgico, verrà sospeso a divinis. Don Claudio ripete con Giovanni: “Ho visto e ho creduto” (Gv. 20,8): non potendo violentare la propria coscienza e non volendo mettersi contro Dio viene sospeso a divinis.
Nel momento della prova non manca la solidarietà del cielo: “Chi l’ha sospeso a divinis non sapeva ciò che faceva e se lo sapeva… lasciamo sospesa la frase” (mess. dello Spirito Santo del 31 maggio 1998).
Dio attende in ogni istante la conversione degli uomini e i suoi disegni sono diversi da come si sono evolute le situazioni: “Questo luogo avrebbe dovuto esplodere di gioia, qui avrebbero dovuto verificarsi conversioni su conversioni. Invece, anche se ce ne sono state tante, contro di esso hanno scatenato un’opposizione feroce e distruttiva” (mess. del 26 giugno 1997).
I decreti vengono definiti da Gesù illegittimi, inoltre più volte Gesù e la Madonna affermano che il sacerdote è sempre stato ubbidiente a Dio a alla Chiesa; non ha disubbidito alla Chiesa, ma i grandi uomini della Chiesa non hanno ubbidito a Dio, perché si sono opposti alla sua divina volontà, ai suoi disegni, ai suoi miracoli Eucaristici.
La Chiesa sta vivendo il momento più critico della propria storia. L’Eucaristia, sacramento d’amore, diventerà causa di divisione: questo è uno dei tanti annunci profetici della Madonna.

La grande missione
“Aiutate a far sì che si riesca a costruire una grande Chiesa, come Dio vuole, dedicata alla Madre dell’Eucaristia. Coraggio: come tante piccole gocce formano il mare, così tante piccole offerte possono far edificare una chiesa” (mess. del 30 giugno 1996). Ed ancora: “Voglio la chiesa bella, sobria, senza tanti archetti; non
fate spese inutili. Gesù Eucaristia deve essere al centro e, se volete, mettete la Madre dell’Eucaristia e S. Giuseppe, ma da una parte: in centro ci deve essere il tabernacolo” (mess. del 19 agosto 1997).
La venuta della Madonna e del Cristo Eucaristia, nonostante il tentativo di numerose persone di distruggere l’opera di Dio, porta numerosi frutti spirituali. Sono avvenute guarigioni fisiche e spirituali, riunioni di famiglie e rappacificazioni in ambienti di lavoro, rinvigorimento e crescita della vita cristiana sacramentale.
Una delle grandi missioni che Dio affida a Marisa e Don Claudio è quella di soffrire per aiutare gli uomini della terra, la Chiesa e il Papa. Il 22 novembre 1998 veniamo a conoscenza di uno dei più graditi frutti della loro sofferenza: la conversione di settanta sacerdoti.
La Madonna dichiara Don Claudio e Marisa martiri della Chiesa, dell’Eucaristia, della Madre dell’Eucaristia. Marisa soffre i dolori della passione: sudorazione, transverberazione, stimmate, flagellazione ed incoronazione di spine. La vocazione di Marisa viene definita da Gesù: “La tua vocazione non è un sacramento,
ma sorregge il sacramento” (mess. del 6 giugno 1997), e S. Giuseppe le dice: “La tua gioia deve essere la croce” (mess. del 20 marzo 1997). La Madonna, nel messaggio del 29 novembre 1996, dice: “Pregate per il vostro sacerdote che io chiamo piccolo Papa, pregate per questa missione che gli uomini non si decidono ad accettare. Il Papa soffre, il piccolo papa soffre, gli uomini uniti al Papa soffrono” e Gesù afferma: “Figlio mio, anche se non sei né vescovo, né cardinale, né Papa, sei l’uomo forte della Chiesa, sei l’uomo grande della Chiesa”.
Il sacerdote “è stato tradito, deluso, è stato preso in giro dai grandi uomini e dai piccoli” (mess. del 9 gennaio 1997). Don Claudio più volte confessa che se lui e Marisa non avessero avuto il dono di vivere dell’Eucaristia, non avrebbero potuto sostenere la grande missione, il cui peso oramai supera di gran lunga le loro deboli forze. I membri della comunità attendono fiduciosi l’intervento di Dio. Infatti la Madonna annuncia che nel 1999 ci sarà il pieno trionfo dell’Eucaristia, preceduto però da terribili lotte in seno alla Chiesa. Il trionfo dell’Eucaristia partirà dal luogo taumaturgico e si estenderà a tutto il mondo e il volto della Chiesa tornerà a brillare senza macchia né ombra. Le apparizioni della Madre dell’Eucaristia, i miracoli Eucaristici e le teofanie trinitarie avvenute nel luogo taumaturgico saranno riconosciute dalla Chiesa e la competente autorità ecclesiastica restituirà la facoltà di celebrare la S. Messa nella cappellina e di conservarvi Gesù sacramentato. La Madonna annuncia anche che i messaggi verranno tradotti in tutte le lingue e che tutte le religioni confluiranno verso la religione Cattolica.
 


http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/lacrime%20e%20messaggi%20della%20madonna%20a.htm

LE LACRIME E I MESSAGGI DELLA MADONNA A GIAMPILIERI MARINA

INTRODUZIONE

A pochi chilometri da Messina si trova Giampilieri Marina. In casa della famiglia Micali Nino, famiglia semplice ed affabile, il 21 ottobre 1989 avviene un episodio che avrebbe successivamente cambiato radi­calmente la vita della stessa famiglia e di migliaia di persone.

Una sacra immagine del Santo Volto di Gesù comincia a lacrimare e si protrae per diversi mesi, richiamando l'attenzione di innumerevoli devoti e curiosi, anche della stampa, la quale si mostra subito interessata e partecipa con rispetto al fenomeno inizia­le della lacrimazione.

Migliaia di persone accorrono per vedere il Volto dell'Ecce Homo, e tra esse ci sono quelle che ricevo­no Grazie, altre che si convertono o guariscono da malattie. Episodi simili erano già avvenuti a Siracusa nel 1953, quando un quadretto del Cuore Immacolato di Maria lacrimò per quattro giorni e avvennero molti miracoli.

Inizialmente, la famiglia Micali è rimasta sorpresa e smarrita dinanzi a quell'afflusso di persone, non voleva minimamente dare maggiore pubblicità alla lacrimazione, e s'impegnò affinchè il tutto non venis­se diffuso, rifuggendo, appunto, da ogni desiderio di pubblicità ed interessi personali.

Le lacrime sono state subito analizzate e si conosce che sono lacrime umane.

La situazione assume un aspetto ancora più clamo­roso il 27 marzo del 1990, quando, in prossimità della Pasqua, le lacrime degli occhi del Santo Volto diventa­no di Sangue, ed escono dalle spine del Sacro Capo, dal naso e dalla bocca. Non solo, ma croci sanguigne di varie forme e dimensioni cominciano ad apparire dappertutto in una stanza. Ancora oggi una parete di quella stanza è piena di crocette di varie forme e dimensioni.

Anche il Sangue è stato immediatamente analizza­to, e anche qui è arrivata la conferma che si tratta di Sangue umano.

Da quel 21 ottobre 1989 ad oggi cosa è avvenuto in quella stanzetta, dove sono presenti statue ed immagi­ni di Gesù, la Madonna e Padre Pio che hanno innu­merevoli volte lacrimato e versato Sangue? Sono avvenute guarigioni visitando la stanza delle lacrima­zioni e rimanendo in amorosa e profonda preghiera.

Altra grande emozione per tutti i visitatori è data dal cotone, in cui misteriosamente appaiono crocette di Sangue, Volti di Sangue e questo Sangue emana un profumo intenso e sorprendente, in quanto non si rie­sce a dare un nome, perché è più gradevole dei miglio­ri profumi che si conoscono.

La particolarità è, appunto, la bambagia profumata, che misteriosamente emette un profumo di rose o altra essenza non paragonabile al miglior profumo della terra. Tantissimi fedeli hanno visto coi propri occhi apparire sulla bambagia appoggiata sul tavolo scritte o macchie di Sangue molto profumato, che si mantiene inspiegabilmente inalterato per anni.

Per chi volesse approfondire maggiormente i mira­coli avvenuti in quella stanzetta di casa Micali, può consultare le persone che sono state miracolate lì. Basta chiedere gli indirizzi e si potranno facilmente contattare.

Le conversioni avvenute in quel luogo sono state numerose. Fedeli da tante parti d'Italia sono venuti e poi ritornati nelle loro case convertiti o prossimi alla conversione, ma che comunque è avvenuta successiva­mente, grazie alla visita compiuta in quella stanza. Da quel luogo sono nate anche vocazioni religiose. Sono passati giovani che hanno scoperto la loro mis­sione, meditando dinanzi le statue che hanno lacrima­to.

Pina Micali è la persona che ha un ruolo importan­te nei fenomeni di Giampilieri. Lei ha ricevuto i mes­saggi da Gesù e successivamente dalla Madonna. È vero che oggi sono numerosi i falsi profeti, ma basta incontrare Pina e parlare con lei anche per pochi minu­ti, per rendersi conto che in lei e in casa sua opera veramente Dio. È sorprendente la sua semplicità, umiltà, carità ed affabilità. La sua bontà non tradisce mai la missione delicatissima affidatale dalla Madonna. Traspare dal suo volto un sorriso dolce e mite, ed ha un cuore mansueto. Ella è incapace di esprimere atteggiamenti diversi da quelli che avverte nel cuore. I sentimenti interni li trasmette all'esterno, e questa purità interiore le merita di avere contatti con il soprannaturale. Pina Micali è veramente trasparente nei pensieri e nei modi.

Fin dal primo momento si è sottomessa al giudizio della Chiesa, in particolare dell'Arcivescovo di Messina, che è sempre al corrente di ciò che si svolge ed avviene in quella stanzetta. I fenomeni di Giampilieri sono stati sempre seguiti dalla Chiesa, che viene informata di ogni avvenimento. È edificante l'obbedienza totale di Pina Micali al suo Vescovo, e quest'atteggiamento accredita maggiormente la sua persona, strumento privilegiato della Madonna.

I fenomeni accaduti a Giampilieri, non si limitano alle sole lacrimazioni, ma c'è molto di più. Pina ini­zialmente aveva locuzioni interiori, che invitavano alla preghiera, all'amore, alla penitenza e all'unità. Dopo cominciò a vedere Gesù, che dal 1992 ogni anno e prima dell'inizio della Quaresima le chiede se è dispo­sta a rivivere la Sua Passione per la conversione dei peccatori. Le annunciò che ogni anno i dolori in lei sarebbero aumentati: cosa che si è sempre verificata.

In questi anni, Gesù ha regolarmente chiesto a Pina la sua disponibilità a soffrire, e quest'atteggiamento gen­tile di Gesù è già accaduto e accade ad ogni Anima Vittima, che si rende disponibile ad aiutare il Signore per salvare i peccatori. Gesù non obbliga, ma invita a partecipare alla Sua Passione.

Degne di attenzione sono le parole dette da Gesù prima di congedarsi dalle visite iniziali a Pina: “Ti lascio sotto la guida di Mia Madre. D'ora in poi sarà Lei ad istruirti”'. Sono parole che risaltano sempre più la figura di Maria Mediatrice e Maestra di vita spirituale. A tante altre anime elette Gesù ha ripe­tuto nel passato queste parole, perché vuole che si arrivi a Lui solo per mezzo della Madre.

Invece, ci sono dei cattolici che pensano diversa­mente da come pensa Gesù. E non è uno sbaglio di poco conto.

Pensano che la Madonna sia un impedimento nel­l'amare Gesù; che pregando la Madonna si prega di meno Gesù e che Gesù vuole essere pregato diretta­mente. Non è così, o meglio, si deve pregare ed adora­re Gesù direttamente, ma Lui chiede a tutti che si fac­cia insieme a Sua Madre, alla Madonna, cioè, che si arrivi alla trasformazione in Maria e si viva sempre nel Suo Cuore Immacolato.

I cattolici che non pregano o pregano poco la Madre di Dio, in realtà conoscono pochissimo la Madonna, perché se avessero letto qualche buon libro su Lei, sulla Onnipotenza per Grazia di Maria, e che Lei è la Mediatrice e Dispensiera di tutte le Grazie, certo, amerebbero Gesù di più e meglio, perché è sem­pre e solo Maria ad insegnare a tutti come adorare in modo migliore, Colui che La chiamava Mamma ed era il Suo Dio.

Maria non è mai stata e mai lo sarà di impedimen­to per andare a Gesù e per amare Gesù come vuole Lui. Egli stesso per farsi Uomo creò Maria e ha dato Maria come Madre, Avvocata e Regina al mondo inte­ro, perché Maria tutto ottiene da Gesù, che è Suo Figlio e Dio. Maria è la Misericordia di Gesù: ciò che chiede, ottiene. E Maria chiede sempre il perdono per tutti noi e la salvezza di tutti i Suoi figli.

Anche in Quaresima Maria è sempre la Corredentrice, perché ha unito sotto la Croce e unirà per sempre i Suoi indicibili dolori a quelli infiniti del Figlio.

Dal 1992, prima di ogni Quaresima, Pina rivive la Passione di Gesù. Le compaiono le stimmate e soffre molto dolore nelle mani, ai piedi e al costato, ma lei si sforza in tutti i modi di mostrarsi sempre serena e piena di gioia, evitando di apparire sofferente e debili­tata.

È stato scritto che Pina non è capace di esternare atteggiamenti diversi da quelli interiori, per questo, chi la vede in Quaresima si accorge della gran soffe­renza che patisce. Durante la Settimana Santa i dolori si intensificano ed è costretta a rimanere a letto, con­fusa e dispiaciuta per il disagio che causa ai familiari, ma si abbandona facilmente alla Volontà di Dio.

Terminata la Quaresima, le stimmate e i segni in diverse parti del corpo cominciano a scomparire e lei lentamente si riprende. Però su tutto il palmo della mano sinistra rimane del sangue raggrumato, il quale si ripresenta come prima se la mano viene lavata con l'acqua. Questa mano - la sinistra - è sempre coperta da una fascia.

A lei la Madonna dal 1993 ha dato tanti messaggi, e sono messaggi che riguardano questi tempi. L'Arcivescovo di Messina è a conoscenza dei messag­gi, ma fino al momento attuale non si è ancora pro­nunciato.

Occorre affermare che ciò che si conosce dei feno­meni in casa Micali e nella persona di Pina è stato "strappato" sempre dietro insistenze da qualche con­fidente familiare. Massima riservatezza e sommo silenzio aveva tenuto Pina per diverso tempo, manife­stando solo a pochi intimi i meravigliosi momenti in cui la Madonna le appariva e donava messaggi per tutti i Suoi figli. Fenomeni che avvenivano in lei, ma lei si sforzava di non lasciar trasparire nulla all'esterno.

Quest'atteggiamento umilissimo ed innocente di Pina, se da una parte lascia dispiaciuti per il fatto che lei non rivelava agli altri le meraviglie che Gesù e Maria hanno operano in quella stanza anche attraver­so la sua persona, dall'altra parte, sono la prova più certa che Pina è vera, genuina, semplice e che rifugge ogni pensiero di superbia e di popolarità.

Stupisce e edifica la riservatezza di Pina. Non ha mai ritenuto importante parlare di sé o di ciò che acca­de alla sua persona. Questa discrezione, serietà e modestia fanno di Pina una donna massimamente cre­dibile, in quanto ha sempre evitato di mettere se stes­sa al centro dei fenomeni o al di sopra di essi.

Il riserbo gentile e costante di parlare delle sue cose ha forse rallentato notevolmente la conoscenza dei fatti di Giampilieri, ma Pina ha solo cercato di evitare la popolarità.

Non ha pensato minimamente che questo suo inno­cente atteggiamento non permetteva a tantissimi fede­li di conoscere e visitare quella stanzetta delle lacri­mazioni e di rimanere toccati dalla Grazia del Signore.

Insieme alla riservatezza dobbiamo evidenziare la disponibilità della famiglia Micali verso i visitatori. Sono sempre disponibili ad accogliere chi si presenta per vedere e, soprattutto, per pregare insieme il Santo Rosario e la coroncina al Preziosissimo Sangue di Gesù.

Fin dal primo istante delle lacrimazioni la famiglia Micali ha sempre rifiutato offerte di qualsiasi genere. Sono state regolarmente e categoricamente rifiutate tante offerte in denaro, nonostante la famiglia Micali sia di umili condizioni e sono in cinque a vivere con un solo stipendio mensile. La casetta dove vivono sembra la casetta di Nazareth per la sua semplicità e dignità. Niente di ricercato o di benessere, ma abbon­dante sobrietà riveste la casa e i suoi abitanti.

L'Amore di Dio non ha prezzo, e quello di spiritua­le che viene donato da Gesù e dalla Madonna anche attraverso Pina, non può e non potrà mai essere ade­guatamente ripagato.

Povertà nel cuore e dignità nella persona sono pre­senti in Pina, strumento scelto da Maria Santissima per far giungere ai Suoi figli le Sue parole d'amore.

È corretto scrivere che la Chiesa non si è ancora pronunciata sui fatti di Giampilieri, per cui, chi legge o visita il luogo deve sapere che tutto è sottomesso al parere della Chiesa, a cui la famiglia Micali e, in par­ticolare Pina Micali, conferma filiale obbedienza.

Il messaggio delle lacrimazioni di Giampilieri si sposa perfettamente coi messaggi dati dalla Madonna a La Salette, Lourdes e Fatima: Gesù è Dio incarnato, Vangelo, Santa Messa e Adorazione Eucaristica, Confessione, preghiera in particolare il Santo Rosario, carità, conversione, umiltà, penitenza e sacrifici.

Non si poteva e non si può rimanere indifferenti dinanzi all'immagine del Volto Santo di Gesù che lacrima Sangue, alle statue della Madonna, ad altre statue e ad un quadretto di Padre Pio che continuano ancora oggi a lacrimare. Qual è il messaggio di queste lacrimazioni? Gesù è risorto ed è glorioso in Cielo, ma il Suo Cuore umano soffre per i peccati del mondo, che Lo offendono continuamente. La Madonna piange perché vede tanti Suoi figli precipitare nell'inferno, come già aveva detto il 1917 a Fatima. Piange lacrime di Sangue, perché i passati richiami con le sole lacrime non hanno toccato i cuori dei Suoi figli, e adesso il dolore al Suo Cuore è insof­fribile, insopportabile.

La Madonna si è abbandonata al pianto, ha ancora continui scoppi di pianto, ha sparso molte lacrime per­ché il Vangelo di Gesù Cristo non e quasi più osservato.

Sono lacrime diventate Sangue, perché ha già pian­to molto, e se le lacrime sono di Sangue, vuol dire che Lei vede i gravi pericoli che corrono i Suoi figli e che adesso non Le resta altro che piangere, per intenerire i cuori dei comuni mortali della terra. La Madonna piange Sangue perché ha già tante volte richiamato i Suoi figli, ma i peccatori non vogliono ascoltare le Sue parole. I peccatori non hanno tempo per accorgersi che questi messaggi sono di una gravità molto dolorosa.

Piangere, chiedere ininterrotte preghiere e pregare incessantemente Lei stessa il Suo Figlio Divino per tutti noi: questo fa' adesso la Madonna in mezzo a noi. È certo che è così.

Le lacrime di Sangue della Madonna sono causate maggiormente e in primo luogo da quei Sacerdoti che calpestano gli insegnamenti di Gesù, che disprezzano e disonorano Gesù. In un messaggio la Madonna ha detto: "Pregate tanto per quelli che non pregano e per i Sacerdoti che si stanno perdendo". Parole dette con profondissimo dolore. Non ha ragione la Madonna di lacrimare Sangue? Se un peccatore trafig­ge "da parte a parte" il Cuore della Madonna, quale sofferenza e dispiacere Le procureranno questi Sacerdoti? Sì, occorre pregare molto per i Sacerdoti, perché devono essere "luce e sale", essere Gesù nel mondo, altrimenti il mondo rimarrà ancora nelle tene­bre, senza buone guide e senza ricevere consigli evan­gelici. Come è altissima la loro dignità, così è incalco­labile la loro responsabilità sulle anime.

Si preghi molto per i Sacerdoti, soprattutto per i Sacerdoti che fanno piangere e molto soffrire la Madonna.

Le lacrime della Madonna chiedono riparazio­ne, consolazione e penitenza. Lacrime che richiamano anche i non credenti a fare un'opera di analisi interio­re o ispezione interna per porsi fondamentali domande sul senso della vita e rispondere con umiltà, cer­cando solamente la Verità. E la Verità è solo una: Gesù Crìsto.

Le lacrime ci ricordano che Gesù e Maria sono profondamente addolorati perché vedono tutto quello che avviene nel mondo, conoscono tutto e che sono presenti in mezzo a noi. Loro piangono ancora perché gli insegnamenti di Gesù non sono quasi più praticati e la maggior parte dell'umanità vive senza Dio.

Non c'è senso del peccato nel mondo. Si è convin­ti che "oramai" tutto è permesso e che l'uomo moder­no ha il diritto di soddisfare tutti gli istinti, anche a costo di degradarsi al di sotto degli animali. I valori cristiani sono calpestati, messi nel dimenticatoio e considerati fuori tempo, perché hanno valore solo le libertà che propone il diavolo, attraverso le sue opere sparse in tutto il mondo, ma camuffate sotto iniziative apparentemente buone.

Gesù e Maria piangono anche per quello che potrebbe accadere ai loro figli, se continueranno a rifiutare l'Amore di Dio? Già, dove sta andando il mondo senza Dio? Chi sta guidando il mondo, se il mondo ha rifiutato Dio? Ecco le lacrime di Giampilieri, in cui Gesù vuol avvertire tutti e richia­mare ogni cuore a Sé.

I richiami, per Sua infinita bontà, Dio continua a farli pervenire all'umanità ormai dimentica di Lui che l'ha creata dal nulla e, come nell'Antico Testamento, ancora oggi si odono le forti grida dei Suoi Profeti antichi, che ripetono a nome di Dio: “Ritornate a Me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritor­nate al Signore vostro Dio, perché Egli è mise­ricordioso e benigno” (GI 2,12).

Innumerevoli peccatori camminano sulla via larga della perdizione eterna, offendendo continuamente Gesù, e la Madonna con il Cuore "trafitto da parte a parte" ha detto in un messaggio: “Molti, molti lo offendono e camminano nelle tenebre per il male che producono: costoro sono in grande pericolo”.

Gesù per mezzo delle lacrime di Giampilieri dice a tutti noi: "Convertitevi. Tornate a Me core tutto il cuore". Guardando negli occhi a te che leggi, ti dice: "Ritorna! Io sono misericordioso. Torna a Me. Vieni nel Mio Cuore! Io ti amo".

Sorprendente è un episodio accaduto a casa di Pina: una persona indemoniata era stata da un Sacerdote esorcista perché riceveva esorcismi, ma la liberazione ancora non avveniva, anche se aveva ricevuto dei miglioramenti. L'esorcista in questione non credeva né a Pina e né alle lacrimazioni di casa sua. Un gior­no, la persona posseduta andò a casa di Pina a Giampilieri, chiaramente non dietro consiglio del Sacerdote, che non credeva. Fatto miracoloso, fu quel­lo che avvenne quando quella persona mise piede nella stanza delle lacrimazioni di Sangue dal Volto Santo di Gesù e dalle statue della Madonna. Entrò dentro, cadde a terra e i diavoli che aveva dentro di sé nel corpo cominciarono a gridare, abbandonarono immediatamente quella persona e fuggirono da quella stanza delle lacrimazioni, dove c'era molto Sangue a forma di crocette nella parete e nelle statue. La perso­na si alzò da terra senza avere più i diavoli nel corpo: era stata liberata solo perché era entrata con fede nella casa di Pina. Nessuna preghiera era stata fatta, nessun esorcista era intervenuto. A proposito dell'esorcista che non credeva, saputo quello che era avvenuto in casa di Pina, si è ricreduto pubblicamente ed è diventato un apostolo delle lacrimazioni di casa Mica e

profondo amico spirituale di Pina.

Ma ritorniamo ai messaggi dati a Pina. Lei per alcu­ni anni non ha raccontato niente, perché temeva di non essere creduta o, in ogni caso, non aveva alcun desi­derio di dire agli altri che riceveva messaggi da Gesù e dalla Madonna. Dietro le "dolci insistenze" della Madonna ha cominciato a rivelare quello che le acca­deva.

A confermare i messaggi ricevuti da Pina, ci ha pensato e pensa la Madonna, donando ai visitatori tante Grazie. I miracoli duemila anni fa confermavano la Divinità di Gesù, così a Giampilieri i miracoli hanno confermato e continuano a confermare che veramente tutto è opera di Dio.

Se si osservasse seriamente il Vangelo di Gesù, ci si accorgerebbe che i messaggi dati dalla Madonna altro non sono che un invito a fare ciò che Gesù ci dice di fare nel Suo Vangelo. La Madonna non dice cose nuove a Pina, ma solo e sempre ripete come a Cana: "Fate quello che vi dirà" (Gv 2,5). La Madonna vuol portare sempre e solo, tutti a Gesù, questo è il Suo compito, ed è una responsabilità ricevuta dal Figlio.

Nessuno si preoccupi se prega molto la Madonna, perché Lei rivolge la nostra preghiera a Gesù aggiun­gendo le Sue potentissime preghiere, e Gesù gradisce maggiormente questa preghiera, perchè è presentata da Sua Madre.

In un messaggio la Madonna ha detto alcune paro­le che richiedono riflessione: "Io sono sempre qua con voi giorno e notte fino al giorno che il Mio strumento vivrà. Io sono sempre qua". La Madonna ha promesso di essere sempre in quella stan­zetta fino a quando sarà viva Pina. Questa promessa si è sempre rivelata verissima, in quanto chi entra in quella stanzetta esce sconvolto, fortemente impressio­nato, toccato nel cuore. Per questa ragione, sono avve­nute numerose conversioni e, dobbiamo registrare per precisione come è stato già scritto, anche guarigioni sono avvenute in quella stanzetta.

Il messaggio continua così: "Pregate, pregate, state uniti e non perdete la fede, rialzatela sem­pre di più, Io vi darò forza e coraggio". L'invito alla preghiera la Madonna l'ha sempre ripetuto a Giampilieri, perché Lei come Maestra di perfezione vuol condurre ogni anima a Gesù, Suo Figlio e Suo Dio. Vuol portare l'umanità in Paradiso, alla salvezza eterna.  Padre Mariano Giuma

 

21 MAGGIO 1992 (Primo messaggio-locuzione)

Gesù dice: "Dovete pregare molto per purificare l'anima. Molte disgrazie ci saranno, molti moriranno. Un giorno verrò sulla terra e tutti Mi vedranno e quel giorno sarà la fine. Un giorno come mille anni, un giorno non tarderò nel compiere la Mia promessa.

Il giorno del Signore verrà come un ladro, in quel giorno i Cieli spariranno con grande fragore, gli ele­menti infuocati si dissolveranno e la terra sarà consu­mata insieme con tutte le opere che contiene.

IL MIO CUORE È PAZIENTE VERSO VOI, PERCHÉ NON VUOLE CHE ALCUNO PERI­SCA MA TUTTI GIUNGANO AL PENTIMEN­TO.

Questo messaggio è per il mondo intero. Ciao, ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

12 NOVEMBRE 1992

Gesù dice: "Questa casa è la casa delle rose, ovun­que volgete lo sguardo è bagnato del Mio Sangue. DESIDERO CHE TU FACCIA UNA LAR­GHISSIMA DIFFUSIONE DELLA MIA IMMA­GINE. DESIDERO CHE IL MIO DIVINO VOLTO PARLI Al- CUORE DI TUTTI.

VOGLIO ENTRARE IN OGNI FAMIGLIA E CONVERTIRE I CUORI PIU’ DURI.

Io ti aiuterò a trovare nuovi apostoli e saranno i Miei eletti e prediletti del Mio Cuore e avranno un posto speciale. Benedirò tutte le loro famiglie.

Ciao. Ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

2 MARZO 1993

Maria dice: "Pregate tanto per Mio Figlio che sof­fre molto per i vostri peccati, SOLO LA PREGHIE­RA VI SALVERA’ E ALLA FINE DIO TRIONFERÀ".

Gesù dice: "VENGO PER ALLONTANARE IL TIMORE ECCESSIVO CHE LE MIE CREATU­RE HANNO DI ME E PER FARE LORO CAPI­RE CHE LA MIA GIOIA È DI ESSERE CONO­SCIUTO ED AMATO DAI MIEI FIGLI, CIOÈ, DA TUTTA L'UMANITA PRESENTE E FUTU­RA.

Vengo a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti hanno già perduta da molto tempo questa speranza li farò vivere nella pace e nella sicu­rezza lavorando per la loro salvezza.

Vengo per farmi conoscere così come sono, perché la fiducia degli uomini aumenti contemporaneamente al loro amore per il loro Padre, che è Dio". 

20 APRILE 1993

Maria dice: "Il mondo non è luce ma tenebre. SENSIBILIZZA TUTTI QUELLI CHE VENGO­NO DA TE A PREGARE DI PIU’ PERCHÉ SI FANNO MOLTI PECCATI E MENO PREGHIE­RE.

Gesù è triste perché tutta la terra è bagnata di san­gue per la malvagità degli uomini. Ogni volta che un figlio si perde a Gesù rinnovano la Sua crocifissione e a Me la spada trafigge il Mio Cuore.

Quanto soffre una mamma terrena per la morte di un figlio. Ed Io che SONO LA MAMMA DI TUTTO IL MONDO soffro di più non solo per la morte del corpo, ma per la morte dell'anima". 

15 LUGLIO 1993

Maria dice: "GESU’ È TRISTE PERCHÉ PRE­GATE POCO. MOLTE COSE SUCCEDERAN­NO SULLA TERRA IN OGNI FAMIGLIA.

Il demonio vuole la guerra, ma se voi pregate molto, Mio Figlio non farà succedere niente. Perciò, pregate tanto". 

23 SETTEMBRE 1993

Maria dice: "Vorrei che tutte le Mie creature aves­sero la convinzione che c'è un Padre che veglia su di loro e che vorrebbe far pregustare anche quaggiù la felicità eterna.

PREGATE TANTO MIO MIGLIO GESU’, CHE PIANGE PER TUTTO IL MONDO".  

GENNAIO 1994

Maria dice: "Io sono con voi e voi siete con Me. PREGATE TANTO, DITE IL, ROSARIO OGNI GIORNO ed avrete il perdono di Mio Figlio che vi ama, ma voi non l'amate come vi ama Lui.

PREGATE TANTO PER QUELLI CHE NON PREGANO E PER I SACERDOTI CHE SI STANNO PERDENDO.

Ti saluto figlia Mia, ti saluto con l'Ave Maria".  

10 MARZO 1994

Maria dice: "Figlia Mia, sono qui per consolarti. Soffri perché il mondo è pieno di errori e di peccati. Io ti starò vicina e ti aiuterò.

Sono triste perché il mondo intero rinnova la croci­fissione di Gesù. Gli uomini pensano soltanto a tutto ciò che è terreno, trascurando le cose spirituali e quin­di l'anima.

NON SI RENDONO CONTO CHE LA VITA TERRENA E' DI BREVE DURATA, MENTRE PREGANDO POTREBBERO GUADAGNARE L'INTERO UNIVERSO. MA SE NON SONO CON GESU’, RIUSCIRANNO SOLTANTO A PERDERE LA LORO ANIMA.

Pensateci finché siete in tempo. Gesù è buono e tanto misericordioso, però non abusate della Sua mise­ricordia".

La saluta con l'Ave Maria. 

13 MARZO 1994

Gesù dice: "Cara figlia, il mondo è corrotto perché sono i grandi a corrompere i piccoli, ed i potenti a tra­scinare i deboli. Prega per loro perché il mondo va alla rovina.

La gente Mi insulta e Mi bestemmia quando ha un dolore o una sofferenza, invece sono gli uomini a pro­vocarmi dolore e sofferenza usando mezzi che fanno morire la gente per guadagnare denaro.

MAGGIORE E’ LA MIA SOFFERENZA, PERCHE' HO SPARSO IL MIO SANGUE DALLA CROCE PER QUESTI FIGLI, ED IO LI VOGLIO TUTTI SALVI. Prega e fate penitenza". 

27 APRILE 1994

La Madonna è apparsa a Pina bellissima e piena di luce, vestita di bianco e con le braccia aperte. Le ha detto:

"Come abbraccio te abbraccio tutto il mondo, per­ché vi voglio portare con Me. Prega e sensibilizza gli altri alla preghiera.

Gesù è triste perché l'intero mondo rinnova conti­nuamente la Sua crocifissione. Non vogliamo la distruzione, ma vogliamo la salvezza. Sono sicura che Dio ascolterà le vostre preghiere e che il mondo si convertirà, perchè accetterà le sofferenze delle Anime Vittime che si offrono a Dio come un dono, come fai tu.

VEDI QUANTO MALE C'È NEL MONDO. Sl È SCATENATO IL DEMONIO PERCHÉ VUOLE LA SUA DISTRUZIONE, PARTICO­LARMENTE DELLE ANIME BUONE. Ecco per­ché Gesù chiede preghiere e penitenze, invece il demonio trascina le anime lontano dalla preghiera e li conduce sulla via del male.

O figli, perché dite sempre: «Dio mi ha castigato». Dio non castiga, è il demonio che fa il male, Dio è amore, carità e misericordia, e se non fosse così, ogni volta che Lo insultate dovrebbe darvi il castigo che meritate. Ma Lui vi perdona lo stesso e vi ama". 

2 DICEMBRE 1994

Maria dice: "Dovete fare penitenza e RECITARE IL SANTO ROSARIO TRE VOLTE AL GIORNO. Fate opere buone e amatevi gli uni con gli altri".

25 DICEMBRE 1994

Maria dice: "Figli Miei, vi ho radunati in questo luogo per ricordarvi di non perdervi nel peccato, di non cedere alle tentazioni che vi rendono legati alle piccolezze umane. Non dimenticatevi che Gesù è morto per prendere su di Sé i peccati del mondo. RECITATE IL SANTO ROSARIO, DIGIU­NATE, ABBANDONATEVI AL SACRO CUORE DI GESÚ.

Al Mio Cuore Immacolato consacrate le vostre famiglie e i vostri cuori porteranno pace alle vostre anime.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il Padre nelle vostre menti, il Figlio nei vostri cuori e lo Spirito Santo nelle vostre anime". 

14 MARZO 1995

Maria dice: "Ascoltate figli Miei, facciamo una supposizione e avrete la sicurezza del Mio Amore. Per Me i vostri peccati sono come ferro e i vostri atti d'a­more come l'oro. Anche se Mi consegnaste 1000 chili di ferro non sarebbero tanto quanto se mi donaste 10 chili d'oro.

Ciò significa che con un po' d'amore si riscatte­ranno immense iniquità.

VI AMO TANTO, PORTERO’ L'AMORE E LA PACE NEI VOSTRI CUORI. PREGATE: PER I PECCATORI.

Pace e bene. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

14 LUGLIO 1995

Maria dice: "Figlia Mia e figli Miei, LA VOSTRA MADRE CELESTE NON SI STANCA DI RAC­COMANDARVI IL SANTO VANGELO: MET­TETELO IN PRATICA.

Chi ha due tuniche ne dia una al fratello bisognoso. Vi parlo della carità, essa é una virtù importantissima. Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra.

Vi chiedo dei sacrifici per i poveri peccatori. Siate puri e umili. Ciò che accadrà sarà peggiore di 40 ter­remoti.

L'INFERNO ABBONDA DI PECCATORI A CAUSA DELL'IMPURITA’ E DELL'ORGO­GLIO.

Baciate la terra per offrire quest'atto di umiltà per i poveri peccatori. Fate grandi sacrifici perché il tempo è vicino". 

5 FEBBRAIO 1996

Maria dice: "Cara figlia, oggi sono venuta per dirvi di trarre forza e luce dalle Mie materne parole.

Figli Miei, oggi vi invito particolarmente ad amare l'umiltà, perché solo nell'umiltà si ha luce Divina e perché è nel cuore umile che Dio prende la Sua dimo­ra.

Figli Miei, lo soffro nel vedere il mondo predomi­nato dalla superbia, provocata dalla chiusura dei vostri cuori. Chi segue i Miei messaggi è forte.

LOTTATE CON IL MIO ROSARIO, PERCHÉ CON QUESTO ATTO DI AMORE FARETE TRIONFARE IL MIO CUORE IMMACOLATO. 

21 LUGLIO 1996

Maria dice: "Cari figli portate il Paradiso sulla terra attraverso la preghiera e la vita diventa bella. Purificatevi ed amatevi come Gesù vi ama. Pregate, recitate il Rosario tutti i giorni. Io sarò sempre con voi.

VI AMO TANTO, SIETE TUTTI MIEI FOIGLI. VI VOGLIO TUTTI SALVI.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

7 OTTOBRE 1996

Maria dice: "Pregate per avere un cuore umile. Che Gesù ve ne faccia dono, perché la superbia distrugge ciò che l'amore edifica nel cuore.

Sto lottando insieme alle anime. OH, FIGLI PRE­GATE, IO PREGO CON VOI PER IL PERDO­NO DEI PECCATORI.

Solo per mezzo dello Spirito Santo, solo per Lui, la pre­ghiera raggiunge il Cielo e il Cuore di Mio Figlio". 

4 DICEMBRE 1996

Maria dice: "Cara figlia e cari figli, vi invito alla preghiera del cuore affinché la vostra preghiera sia un dialogo con Dio. Io desidero che ognuno di voi consa­cri più tempo a Dio.

Satana è forte e desidera distruggervi ed ingannarvi in molti modi, perciò Miei cari figli pregate ogni gior­no affinché la vostra vita sia un bene per voi e per tutti quelli che incontrate.

IO SONO CON VOI E VI PROTEGGO NONOSTANTE SATANA DESIDERI DISTRUGGERE I MIEI PROGETTI e fermare i desideri che il Padre celeste vuole realizzare qui!

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

4 FEBBRA10 1997

Maria dice: "Figli Miei, la vera vita è in Cielo. DESIDERO CHE TUTTI I MIEI FIGLI VEN­GANO CON ME IN CIELO.

Non perdetevi nel peccato, recitate molti Rosari, pregate per la pace del mondo.

Cara figlia, la tua sofferenza porterà tante anime a Mio Figlio Gesù.

PREGATE FIGLI MIEI, PREGATE.

Vi chiamo ad immolare i vostri cuori per i giovani, per la pace. Nel Mio progetto saranno i mistici fiori del giardino del Signore.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

1 APRILE 1997

Maria dice: "Cari figli sono le vostre preghiere che salveranno il mondo. Il lavoro che vi aspetta è molto. VI CHIEDO QUINDI DI ANDARE IN TUTTE LE PARTI A PARLARE DI GESÚ E DI MARIA. NON SIATE TIMIDI, MA CORAG­GIOSI.    

INSEGNATE A PREGARE, PORTATE L'A­MORE A TUTTI.

Dio è Luce, la Luce deve essere Luce per tutti.

Gli ostacoli che incontrerete saranno prova di amore per voi. NON VI ABBANDONERÒ.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

13 MAGGIO 1997

Maria dice: "Figli Miei, questo è il luogo dove voglio parlare a voi. In questo luogo ognuno di voi riceverà da Me la chiamata. Questi vostri cuori sono i cuori che lo cerco. Se sarete Miei, non vi perderete, ma vi farete santi.

Cari figli Miei, questo è il tempo di Grazia. Coloro che non lo accettano si pentiranno.

I MALI CHE SI AVVICINANO FARANNO CAPIRE Al SUPERBI E Al DURI DI CUORE, CHE MARIA AVEVA RICHIAMATO IL MONDO.

Voi, allora, sarete in pace perché tutto questo lo avete accettato.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

31 MAGGIO 1997

Maria dice: "Cari figli, solo la vostra grande fede vi porterà a Dio. Io vi indico questa strada e voi la indi­cherete a tutti nella fede, l'amore, la carità, la gioia e la Grazia. Figli Miei non discutete sulla fede, con la fede si vive. Vivete ogni giorno una vita nuova, vita di luce e di pace.

ABBIATE FORZA E CORAGGIO, FIDATE­VI DI GESU’, LUI VI AMA, AMATELO ANCHE VOI. Vi invito ancora alla preghiera e al sacrificio.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

13 GIUGNO 1997

Maria dice: "Figli Miei, Gesù è con voi. IN OGNI SANTA MESSA LUI VIENE IN MEZZO A VOI, RIMANE CON VOI. Amatelo, ospitatelo, siate degni del Suo Amore e ascoltate il Suo insegnamento. Molti, molti Lo offendono e camminano nelle tene­bre per il male che producono: costoro sono in grande pericolo. Pregate, pregate come avete pregato nel mese di maggio. Recitate il Santo Rosario ogni gior­no, così, onorerete Gesù ed Io vi accompagnerò.

Benedico questa casa e vi benedico tutti, figli Miei, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

15 LUGLIO 1997

Maria dice: "Figli Miei, voglio rimanere, rimanere, ancora con voi per aiutarvi a rinnovare i vostri cuori, per guarire i vostri mali, donarvi la pace.

SIATE UMILI, PREGATE DI PIU’, CERCATE LA GIUSTIZIA, AMATEVI. INNAMORATEVI DEL BENE. ALLONTANATEVI DAL MALE E VI SANTIFICHERETE.

Benedico tutti voi, i vostri giovani, i vostri amma­lati e tutti i vostri anziani.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

18 AGOSTO 1997

Maria dice: "Cari figli, vi chiedo di lasciare molte cose che ancora vi legano e vi rendono schiavi. Queste vi distolgono dalla Mia chiamata. Siate forti, la strada che avete iniziato è giusta, abbiate coraggio.

COME FAREMO A SALVARE LA CHIESA SE VOI NON SARETE LA PARTE SANTA DI ESSA?

Chiamate con voi molti fratelli, ma siate a loro di esempio, il lavoro è molto ed urgente. Quando arriverà l'ora della verità allora capirete perché vi ho chiama­to. Siate tutti presenti.

Allora, pregate, perché attraverso la preghiera e la carità si ridurranno i tempi della loro sofferenza. Ora benedico tutti voi nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

29 AGOSTO 1997

Maria dice: "Cari figli, ascoltatemi. SONO QUA, IN MEZZO A VOI, per stendere il Mio manto sopra di voi, per spargere Grazie e tanta consolazione nei vostri cuori.

Tanta gioia Mi date nel vedere tanti Miei figli, di tutto il mondo, ai Miei piedi. Chiedete, bussate che vi sarà aperto, domandate che riceverete. Gesù chiama tutti al banchetto Eucaristico, Gesù chiama tutti per perdonare, Gesù chiama tutti per amare.

Pregate, pregate figlioli Miei. Riparate tante offese che fanno a Mio Figlio Gesù e a Me tanti oltraggi. TANTI SACRILEGI NELLA SANTA EUCA­RESTIA, TANTO DOLORE PER ME NEL VEDERE IL MIO FIGLIO GESU’ CALPESTA­TO ED INSULTATO.

Io, che sono la Mamma del Cielo, vengo per sal­varvi, per annunciare la Verità.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

16 SETTEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli, non vedete il mondo come cammina nel fango, non vedete i Miei figli, tanti figli, che sono nell'errore e che non Mi vogliono più cono­scere per Madre e Regina di tutto il mondo.

IO SONO LA MEDIATRICE, LA MADRE DI TUTTI E TANTO VI AMO. VENGO IN QUE­STO LUOGO PER RICHIAMARVI TUTTI, PER SALVARVI.

Venite, venite e non tardate, venite sempre ai Miei piedi, perché è una Mamma misericordiosa che chia­ma tutti i Suoi figli: i buoni ed i cattivi.

TUTTI VI VOGLIO SALVARE. VI ILLUMI­NERÒ E VI ASSISTERO’ ANCHE NELL'ULTI­MA ORA IN CUI DOVRETE PARTIRE DA QUESTA TERRA. SARETE ASSISTITI SE ASCOLTERETE IL MIO INVITO DI MADRE.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

30 SETTEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli Miei, una risposta al Mio invito viene da voi, miei giovani figli. Voi, rallegrate il Mio Cuore di Mamma.

Siate anche voi gioiosi nel sapere che il vostro amore di figli trasforma le Mie lacrime in sorriso. Siate sempre più generosi nell'amore per farvi esem­pio, per essere lievito che farà crescere altri giovani, tanti giovani, lontani da Me in una vita che si spegne. FIGLI MIEI, IO VI SARO’ VICINA, SEMPRE VICINA. Ho bisogno di voi figli Miei. Il Mio Cuore Immacolato vi attende: venite a dimorare per sempre nel Mio Cuore di Mamma: vi attendo tutti. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

14 OTTOBRE 1997

Maria dice: "CARI FIGLI, SONO LA VOSTRA MADRE CELESTE E VI CHIEDO AIUTO, TANTO AIUTO. PER TUTTO IL MONDO CHE SI STA PERDENDO, ED IO SONO MOLTO TRISTE PERCHE’ NON POSSO FARE PIU’ NIENTE PER VOI. SOLO LE VOSTRE PREGHIERE POTRANNO SALVARE IL MONDO. Figli Miei, i fatti e gli avvenimenti fanno parte dei disegni di Gesù. Come vorrei che ognuno di voi potes­se rendersi conto di quante sono le lacrime di Mio Figlio.

Ciò che vi ho detto prima è fonte di continua lacri­mazione e di dolore del Cuore di Mio Figlio. Non lasciatevi attrarre da quello che è del mondo.

Ora vi lascio e vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

28 OTTOBRE 1997

Maria dice: "Figli Miei, sono Maria Addolorata ai piedi della Croce, Regina dell'Universo, Madre di Dio e dell'intera umanità.

Stendendo il Mio manto sopra di voi scendo in que­sto luogo, quindi in mezzo a voi, e vi porto la Mia Luce, la più umile e più alta tenerezza materna, l'a­more più violento e più puro, tutta la Mia gioia, tutto il dolore di Madre.

OGNI QUALVOLTA SARETE RIUNITI IN QUESTO LUOGO, IO SONO IN MEZZO A VOI E PER VOI INTERPOSTA, DALLA VOLONTA’ DEL FIGLIO, QUALE MEDIATRICE DI GRA­ZIE.

Ogni preghiera che voi Mi offrite, non con il solo bisbiglio delle labbra, ma con la fiamma di amore che arde nei cuori generosi e puri, è una rosa che fiorisce ai Miei piedi ed è luce, pace ed amore che da ogni petalo, di riflesso, scende su ognuno di voi.

La Luce è venuta nel mondo ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla Luce. Oggi l'umanità contrav­viene alla purezza e alla Luce, alla voce della coscien­za, alla fiamma dell'Amore e del perdono.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

4 NOVEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli, Io sono la Mamma e vi guardo, vi sorrido e vi amo molto. Amatevi l'uno con l'altro, perdonatevi, come ha perdonato Gesù sulla Croce, che sarete perdonati.

Vivete d'amore, morite d'amore con Gesù e con Me, ed entrerete nella gioia e nella grazia del Santo Paradiso.

IO SONO SEMPRE QUA CON VOI GIORNO E NOTTE FINO AL GIORNO CHE IL MIO STRUMENTO VIVRA’. IO SONO SEMPRE QUA.

Pregate, pregate e state uniti, e non perdete la fede, ma rialzatela sempre di più. Io vi darò forza e corag­gio. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".

18 NOVEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli, Dio desidera farvi santi e attraverso Me vi invita all'abbandono totale.

La Santa Messa sia per voi vita. Cercate di com­prendere che la Chiesa è la Casa di Dio, il luogo dove Io vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che con­duce a Dio.

VENITE E PREGATE NON OSSERVATE GLI ALTRI E NON CRITICATELI.

La vostra vita sia invece una testimonianza sulla strada della santità. Le Chiese sono degne di rispetto e sono consacrate, perché Dio fatto Uomo, sta dentro di esse giorno e notte. Perciò, figlioli, credete e pregate affinchè il Padre vi accresca la fede e poi chiedete con fiducia e gioia, tutto ciò che vi è necessario.

Sono con voi e gioisco per la vostra conversione. Vi proteggo con il mio Manto Materno. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

28 NOVEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli, unitevi ai Miei piedi con la recita del Santo Rosario. ASCOLTATEMI MENTRE SIETE ANCORA IN TEMPO. Ravvivate la fede e l'amore verso Gesù e verso di Me.

Con il Mio aiuto, con la Mia potenza, con San Michele e con i vostri Angeli Custodi uniamoci tutti ai piedi di Gesù Sacramentato. Chiediamo perdono per tutti, per quelli che Lo offendono, per quelli che non Lo amano.

Gesù è misericordioso, Gesù perdona ma Gesù é anche giudice. Lascia fare, ma quando é l'ora e vi pre­sentate al tribunale di Dio, Gesù dà la Sua sentenza.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

1 DICEMBRE 1997

Maria dice: "Sono la Madre di Dio che ti parla e ti domanda di rendere pubblico il presente messaggio. Ciò facendo incontrerai forti resistenze.

Ascolta bene, fa' attenzione a quello che ti dico; un grande castigo cadrà sull'intero genere umano non oggi nè domani, ma sarà molto pre­sto. Lo avevo già dato a La Salette, ai tre pastorelli a Fatima, oggi, lo ripeto a te perché il genere umano ha peccato e calpestato il dono che avevo fatto.

IN NESSUNA PARTE DEL MONDO VI E’ ORDINE E SATANA REGNA SUI PIU’ ALTI POSTI DETERMINANDO L'ANDAMENTO DELLE COSE.

Egli riuscirà a sedurre gli spiriti dei grandi scienziati che inventeranno le armi, con le quali sarà possibile distruggere in pochi minuti gran parte dell'umanità.

Darà potere ai potenti che governano i popoli e li aizzerà a fabbricare enormi quantità di armi e se l'u­manità non dovesse opporsi sarò obbligata a lasciare libero il braccio di Mio Figlio. Allora vedrai che Iddio castigherà gli uomini con maggiore severità.

Verrà il tempo di tutti i tempi e la fine di tutte le fini.

Se l'umanità non si convertirà e se tutto dovesse restare come ora o, peggio, dovesse maggiormente aggravarsi, i grandi e i potenti periranno insieme ai piccoli e ai deboli.

ANCHE PER LA CHIESA VERRÀ IL TEMPO DELLE SUE PIÜ GRANDI PROVE: CARDINALI SI OPPORRANNO A CARDINA­LI, VESCOVI A VESCOVI. SATANA MARCERÀ IN MEZZO ALLE LORO FILE E A ROMA CI SARANNO CAMBIAMENTI.

Ciò che è putrido cadrà e ciò che cadrà più non si alzerà. La Chiesa sarà offuscata e il mondo sconvolto dal terrore.

DA QUALUNQUE PARTE SI VOLGERÀ LO SGUARDO, SARA’ ANGOSCIA, MISERIA, ROVINE IN TUTTI I PAESI: Vedi, il tempo si avvicina sempre più e l'abisso si allarga senza speran­za. Io sono molto scontenta perché non si è fatto caso al Mio messaggio. Nè buoni nè cattivi vi hanno fatto caso". 

12 DICEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli Miei, ascoltatemi giovani. Giovani unitevi ai Miei piedi con la recita del Santo Rosario. Unitevi ai piedi di Gesù, prendetelo nel vostro cuore e Gesù infiammerà il vostro cuore di amore per Lui.

Datevi amore e date amore anche a Me.

Le lotte ci sono, gli inganni ci sono, l'orgoglio c'è, la malizia c'è ma IL MIO CUORE TRIONFERÀ DAPPERTUTTO PERCHÉ IO SONO LA MADRE DEL CIELO, E TANTO VI AMO.

Vi richiamo ancora alla penitenza, perché Io sono più in alto di voi e vedo la necessità per voi della peni­tenza.

FIGLIOLI, SENZA DI ME NON POTETE FARE. CHIAMATEMI, CHIAMATEMI CON IL DOLCE NOME DI MADRE, CHE SVEGLIERO’ I VOSTRI CUORI, LI INFIAMMERÒ E VI ISPIRERO’ LA VIA RETTA DEL CIELO.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

30 DICEMBRE 1997

Maria dice: "Cari figli Miei, l'intensità del Mio Amore Materno Mi induce a scendere in mezzo a voi, perché non abbiate solo a ricevere queste Mie parole con le vostre orecchie, bensì abbiate a racchiuderli nei vostri cuori in quanto, non ogni parola, ma ogni sua sillaba è fonte di Amore e di Misericordia, e sia scol­pita nel profondo del vostro cuore.

IO SONO MADRE DEL CRISTO GESU’.

Ho racchiuso l'universo intero sotto il Mio manto, che è il simbolo di purezza e di amore. RACCHIUDO VOI NON SOLO SOTTO IL MIO MANTO, MA NEL MIO CUORE, QUE­STO CUORE CHE SOFFRE E FREME, MA INCESSANTEMENTE PALPITA PERCHÉ É UN CUORE DI MADRE, di quella stessa ed unica Madre, che dopo aver concepito il Figlio, ha donato lo stesso Figlio, per amore del Suo unico ed ardimentoso e supremo atto di amore, per racchiudere come a com­pimento l'umanità intera. In questo Cuore ancora oggi ferito e disprezzato con tanto accanimento dai Suoi stessi figli.

Ora vi benedico nel nome del Padre del Figlio, e dello Spirito Santo". 

13 GENNAIO 1998

Maria dice: "Cari figli Miei, adesso è l'ora che vi mettiate all'opera per farmi conoscere e farmi amare perché si avvicinano i momenti di angoscia e di pian­to.

VOI DOVETE COMBATTERE, DOVETE PARLARE, DOVETE FARMI TRIONFARE  NEL MONDO SU TUTTI, CON GRANDE GIOIA ED AMORE.

Su figlioli Miei, andate dappertutto, risvegliate i cuori, parlate di Me. Io vengo vicino a voi, parlo con voi, ma voi risvegliate i cuori, non lasciatevi attrarre dalle tentazioni.

AVANTI FIGLIOLI MIEI, AVANTI, PARLA­TE CON TUTTI I CONSACRATI, I RELIGIO­SI, I MISSIONARI E TUTTO IL MONDO. DOVETE FARMI TRIONFARE.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

23 GENNAIO 1998

Maria dice: "Cari figli Miei, sono Maria, Madre di Gesù Cristo Figlio di Dio, Madre vostra, Regina del­l'universo. Sia benedetto il frutto del Mio Seno.

«Ave o Maria! Hai trovato Grazia presso Dio». Il messaggio che l'Arcangelo annunciò al Mio Cuore lo annuncio di riflesso al mondo intero. Benedetto il frut­to, il frutto dell'Amore Divino, il frutto della totale e incondizionata donazione del Mio Cuore a Dio. ORA SONO QUI IN MEZZO A VOI, MADRE DI AMORE, DI MISERICORDIA, DI SPERAN­ZA, DI LUCE E DI CARITÀ, MA SOPRAT­TUTTO DI SPERANZA, PERCHE’ MI SAPPIA­TE AVVOCATA VOSTRA, a voi che siete ai Miei piedi e che avete non solo la gioia, ma anche la Grazia di ascoltare la Mia parola.

Parola di rigenerazione in un mondo ormai depres­so e ridotto alla snaturatezza di ogni valore: della sem­plicità, dell'amore, della speranza, della fede e della carità.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

30 GENNAIO 1998

Maria dice: "Cari figli Miei, pregate per i giovani che corrono verso la perdizione ogni giorno di più, affinché essi ritornino, perché adesso non ascoltano più la loro Madre Celeste e Mi fanno tanto piangere.

Io infonderò la pace, l'amore, la consolazione nei cuori, soprattutto nei giovani così afflitti. Voglio vede­re i giovani sorridere al Mio Cuore, vorrei che tutti mi amassero, perché Io sono la Madre della saggezza, della bontà, della Grazia, della misericordia e del per­dono.

MAMME FATE PREGARE I VOSTRI FIGLI IL ROSARIO, ED AVRETE NELLE VOSTRE CASE: GIOIA, CONFORTO, SERENITA’ E CONCORDIA.

Tutte le mattine recitate tre «Ave Maria» dedican­dole al Mio Cuore doloroso ed Io farò tanto per i vostri figli: li proteggerò, li guiderò, li ispirerò, ma voi pre­gatemi con fiducia.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

10 FEBBRAIO 1998

Maria dice: "Cari figli Miei, la Mia voce è come una goccia nel mare. Si prega anche nelle case, ma non tutti hanno la possibilità di udire i Miei messaggi, perché non s'intende ascoltare i Miei richiami.

Responsabili sono coloro che ostacolano. Responsabili sono coloro che fanno i sordi.

Queste cose ditele, non abbiate paura, il male nel mondo non smetterà se non farete udire a tutti la Mia voce.

NON STANCATEVI, DATEVI DA FARE, PRESTO. VOI NON TEMETE, IO SONO E SARO’ SEMPRE CON VOI.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

20 FEBBRAIO 1998:

Maria dice: "Cari figli, sono Maria, Madre vostra e di tutto il mondo. Sono scesa in mezzo a voi vedendo i vostri cuori angosciati e preoccupati. Con gioia, Io ho voluto recitare con voi una parte della Mia pre­ghiera prediletta: il Rosario.

Voi certamente avrete tanto desiderato sentire le Mie parole materne.

MAMME, RECITATE IL SANTO ROSARIO. TROVATE IL MODO DI RECITARLO CON QUELLI DELLA FAMIGLIA: SCEGLIETE L'ORA PIU’ PROPIZIA.

Per diffondere il Rosario regalate coroncine, spe­cialmente alle ragazzine, che domani saranno madri di famiglia e potranno insegnarlo ai loro figli.

CHIEDO ANCORA PREGHIERA E PENI­TENZA, PER OTTENERE CLEMENZA E MISERICORDIA.

Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". 

CENTRO DI SPIRITUALITA’ L'EMANUELE

VIA NAZIONALE, 112

98141 GIAMPILIERI MARINA (MESSINA)

 c.c.p. 12172987

 

Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

O Vergine di Fatima, Madre di Misericordia, Regina del Cielo e della terra, rifugio dei pecca­tori, io mi consacro al Tuo Cuore Immacolato. Ti consacro il mio cuore, la mia famiglia, tutte le mie cose.

E affinchè questa consacrazione sia veramente efficace e duratura, rinnovo oggi le promesse del mio Battesimo e della Cresima, impegnandomi a vivere da buon cristiano, fedele a Dio, alla Chiesa, al Papa.

Voglio recitare il Santo Rosario, prendere parte all’Eucarestia, dare importanza al primo Sabato del mese e operare per la conversione dei pecca­tori.

Ti prometto ancora, o Vergine Santissima, di zelare il Tuo culto benedetto, per affrettare con la mia consacrazione al Tuo Cuore Immacolato e mediante la Tua intercessione l'avvento del segno di Gesù nel mondo. Amen.


http://www.unavox.it/012b.htm
 

 

MADONNE: LACRIME E SANGUE 
(5/95)

 

Oltre le apparenze dei fenomeni 

In questi giorni si sono moltiplicate le lacrimazioni di simulacri della Madonna e di altri santi. Le lacrime di sangue si sono spesso accompagnate, sembra in misura rilevante, a quelle ordinarie. 
La Chiesa, giustamente sempre cauta su questi fenomeni, ha súbito assunto un atteggiamento di distacco e ha invitato a non creare una sorta di psicosi del miracolo. 
Non v'è dubbio che fenomeni del genere possano benissimo ascriversi all'intervento dall'alto, ma è altrettanto indubbio che piú spesso si tratta semplicemente dell'azione del pathos popolare, che finisce col creare apparenze anche eclatanti, all'occhio umano. 
Ciò che lascia un po' pensierosi è la quantità di fenomeni che vengono segnalati. Certo, il diffondersi della psicosi è senz'altro favorito dal lavoro sciacallesco e indiscriminato dei moderni mezzi di comunicazione, e pur tuttavia il fatto resta: quale che sia la causa e quale l'effetto. 

Un sottile filo sembra collegare i vari fattori che intervengono nella manifestazione di accadimenti del genere: ed allora il problema si complica non poco. C'è da chiedersi quanto influisca su tutto questo la oggettiva condizione interiore dell'uomo moderno, la sua condotta esistenziale, la sua capacità cognitiva, il suo bisogno di soprannaturale, la sua disperazione spirituale: siano esse vissute in modo conscio o, come è ormai norma oggigiorno, in modo inconscio. 
A ben riflettere, sia che si verifichino fenomeni miracolosi, per cause soprannaturali, sia che si determinino fenomeni di suggestione indotta, salta all'occhio che c'è qualcosa che non va come dovrebbe, o che comunque oggi è in atto un qualcosa che non lo era nei tempi passati. 
Se una Madonna piange lacrime di sangue in forza del soprannaturale: come non pensare che ci si trovi di fronte ad un chiaro segno di mònito rivolto agli uomini, a causa della loro miscredenza, del loro allontanamento dal sacro, della loro indifferenza nei confronti di Dio? 
Se una Madonna sembra piangere lacrime di sangue, tanto da coinvolgere centinaia e migliaia di persone in un sensazionalismo che viene vissuto come fatto reale: come non pensare che la condizione interiore di tantissime persone si trovi in uno stato disperato a causa della loro miscredenza, del loro allontanamento dal sacro, della loro indifferenza nei confronti di Dio?

Qualcuno ha anche avanzato l'ipotesi che ci si trovi al cospetto di fenomeni indotti da persone o da gruppi interessati a speculare sulla credulità popolare a fini di lucro: una sorta di prova generale in vista dei possibili lauti guadagni da realizzare nell'anno del Giubileo. È anche possibile. 
Altri hanno parlato di azione dissacratoria operata dai cultori del demoniaco, al fine di inflazionare il culto della Madonna e renderlo oggetto di incredulità e di scetticismo. È anche possibile. 
Altri ancora hanno spiegato come ci si trovi di fronte ad un massiccio attacco nei confronti della Chiesa, allo scopo di porla in difficoltà e di allontanare da Essa il maggior numero di fedeli. È anche possibile. 
Infine ci sono di quelli, i piú preparati, come al solito, che ci spiegano come questi fenomeni non siano altro che il frutto dell'ignoranza e della dabbenaggine del popolino, non ancora sufficientemente istruito circa il senso tutto illusorio dei "cosiddetti" miracoli ed il valore prioritario della ragione umana e della "cultura" libera dai pregiudizi e dalle superstizioni religiose. Questa sí che è pura fantasia. 

Ora, a ben vedere, tranne l'ultima ipotesi, che è solo una delle tante sciocchezze partorite dalla mente malata dei soliti ignoranti infarciti di erudizione accademica e libresca, composta dai soliti luoghi comuni illuministi e affatto illuminanti, tutte le altre, volenti o nolenti, ruotano intorno allo stesso tema: di fatto l'uomo moderno è cosí distante dal sacro, è cosí lontano dall'attenzione, anche relativa, da rivolgere a Dio, che, senza neanche accorgersene, se ne dispera; che i segni di richiamo e di premonizione dall'alto si moltiplicano; che il Demonio ne approfitta per moltiplicare i suoi sforzi; che i miscredenti e i predestinati alle Tenebre Esteriori si possono permettere di discettare su ciò che essi stessi dicono di non conoscere (ordinaria contraddizione per un "laico"!). 

Non è nostra intenzione esprimere, a nostra volta, una opinione definitiva, ma non possiamo non constatare come ci si trovi di fronte a qualcosa di particolarmente importante. 
I fenomeni di apparizione della Madonna sono tutti di questi ultimi tempi, qualche secolo, e, guarda caso, sono tutti connessi, almeno in termini temporali e contingenti, ad altrettanti fenomeni di eccessivo inorgoglimento meramente umano, in campo ideologico come in campo sociale. La stessa definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione ha finito col rendersi necessaria appena un secolo e mezzo fa, e, guarda caso, in concomitanza con la "fortuita" apparizione di Nostra Signora di Lourdes. Come non richiamare alla mente, allora, la "Donna vestita di sole" dell'Apocalisse di San Giovanni? 
Tutto vero, quindi? Tutti fenomeni reali e credibili? Tutti miracoli? Tutti segni dei tempi ultimi? 
Non intendiamo stimolare pruriti millenaristici, né tampoco vogliamo suscitare visioni apocalittiche: ciò nonostante dobbiamo confessare che fenomeni di tal fatta, uniti alla loro crescente diffusione, sia essa spontanea sia causata da un qualsivoglia contagio, se raffrontati agli innumerevoli indizi, culturali, sociali e religiosi, diffusi in tutti gli àmbiti del vivere odierno e diffusi altresí su tutta la terra, ci inducono ad una attenta e ponderata riflessione circa il senso, la portata e il destino dei tempi in cui viviamo. 

C. C.

 


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/11_Novembre/27/statua.shtml

È un andirivieni continuo di fedeli, con fiori e rosari

California, dalla statua lacrime rosso sangue

A Sacramento si grida già al miracolo: il volto della Vergine è rigato da una sostanza misteriosa. E si teme l'arrivo di terribili sventure

 

La Madonna di Sacramento (Ap)

SACRAMENTO (CALIFORNIA) - C'è chi porta un rosario, chi un mazzo di fiori. Certo, la vita a Sacramento è cambiata da quando la statua della Madonna davanti alla chiesa cattolica vietnamita dei Martiri, nei dintorni della città, ha cominciato a piangere una sostanza che sembra sangue. Un continuo andirivieni di fedeli e qualcuno già grida al miracolo. Un primo segnale dello strano fenomeno risale a circa una settimana fa, quando il parroco aveva dovuto ripulire il volto della statua, sporcato da qualcosa di non ben definito. Niente di strano, visto che la Vergine è collocata all'esterno della chiesa, ma nei giorni successivi il fenomeno ha preso contorni decisamente più «soprannaturali» e quelle che sembravano macchie si sono rivelate per quel che sono: lacrime rosso sangue, che scendono in quantità dall'occhio sinistro.

MESSAGGIO CELESTE - Non mancano i testimoni dell'incredibile evento, come Ky Truong, 56 anni, che ha detto di aver assistito «in diretta» al pianto miracoloso. Adesso, passa notti e giorni dentro la chiesa, incapace di riprendere la sua vita normale e il suo lavoro. Pensa che queste lacrime siano un segnale preciso inviato dal cielo: «Presto succederà una tragedia, come un terremoto o un'epidemia. Siamo disperati». Davanti alla statua sono stati sistemati tavoli per le offerte: piante, fiori, candele. I fedeli pregano in silenzio davanti alla Vergine, cantando inni del rito cattolico vietnamita. In tanti arrivano da lontano per vedere la statua. «Perché piange - chiede Maria Vasquez, 35 anni -? C'è qualcosa che la preoccupa?». «Non so come descrivere ciò che sento - afferma Martin Operaio, 60 anni -. La religione è madre della fede, e io credo in quello che vedo». Arrivano anche due suore salesiane da San Francisco: «Che sia un miracolo o no - dicono -, questo evento farà sì che le persone preghino di più e si amino più profondamente le une con le altre». Dalla diocesi di Sacramento nessun commento sull'accaduto. «I miracoli sono possibili - commenta il reverendo James Murphy, diacono della diocesi della cattedrale -, il vescovo sta aspettando di vedere che cosa succederà. Inizialmente le autorità religiose sono molto scettiche su eventi di questo genere». Nell'attesa di capire se si tratta di un annuncio di sventure o di una truffa organizzata, la città di Sacramento prega con fervore.

 

27 novembre 2005







Chiudo questa rassegna con una poesia appuntata sulla statua di Pasquino durante il Fascismo:

Trastevere sei bella

splendi de nova luce

c'hai la Madonna e er duce

che brillano su te.

 

Stanchi de tanta luce

volemo sta allo scuro

annatevene affanculo

duce, Madonna e re !


Torna alla pagina principale