FISICA/MENTE

 

 

Il Papa dimentica che la giustizia USA vorrebbe sentirlo per aver coperto preti e cardinali pedofili. Uno di questi, il cardinale Law, è diventato il capo della Basilica di Santa Maria Maggiore così, tanto per sottrarlo alla giustizia USA. Cìè da chiedere ai genitori devoti e frequentanti tale parrocchia che tipo di attenzioni hanno i loro pargoli.

R.R.

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http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Ottobre-2006/art28.html

«Un crimine l'abuso sui minori»


Il Pontefice: «Servono provvedimenti contro episodi che danneggiano la credibilità della Chiesa»
Con i vescovi di Irlanda ricevuti in Vaticano, Benedetto XVI attacca i preti pedofili: «Casi strazianti, sui quali è importante stabilire la verità»


Mimmo dei Cillis*


Benedetto XVI mette il dito nella piaga dei preti pedofili. Lo fa con coraggio, trasparenza, senza giri si parole. Nella visita ad limina dei vescovi dell'Irlanda (il tour romano-curiale che tocca ogni cinque anni, a turno, alle conferenze episcopali di tutto il mondo) il papa ricorda che «nell'esercizio del vostro ministero pastorale, avete dovuto rispondere in anni recenti ai molti casi strazianti di abusi sessuali su minori». Definendoli «crimini terribili», Ratzinger ha sottolineato con amarezza che le ferite provocate dagli abusi sessuali «agiscono in profondità» e ha istruito i vescovi irlandesi a fare il necessario per prevenire nuovi abusi e ricostruire «la fiducia e la fede là dove esse sono state danneggiate».
E' raro che un papa parli in modo così esplicito, in discorsi ufficiali, ai vescovi che vengono a fargli visita. Va dato atto a Ratzinger che nei confronti dello scandalo pedofilia, il tumore che ha corroso la chiesa in tutto il mondo, dagli Stati uniti, all'Europa, all'Oceania, la sua linea è sempre stata molto chiara e risoluta, all'insegna dell'intransigenza che caratterizza il suo stile pastorale. E che in questo caso, verso i sacerdoti macchiatisi degli abusi, fa onore al papa tedesco. Che non sembra volersi sottrarre nemmeno alle inchieste giudiziarie: «E' importante stabilire la verità su ciò che è accaduto in passato - ha aggiunto - prendere tutte le misure necessarie a evitare che ciò accada ancora», ha detto il papa, secondo il testo del discorso diffuso dal Vaticano.
Tolleranza zero, dunque, verso la pedofilia nei conventi e nelle canoniche. Ratzinger aveva già dimostrato di volere usare la mano pesante, infliggendo una pena esemplare al padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo, il sacerdote accusato di 100 stupri con dei ragazzi e seminaristi della sua congregazione, condannato nel maggio scorso a scomparire dalla vita pubblica e a ritirarsi fra le quattro mura di una cella monacale. E, nel 2002, quando era a capo della Congregazione per la dottrina della fede, era stato lo stesso Ratzinger a promuovere un «repulisti» e un documento molto duro nei confronti della chiesa statunitense, scossa dallo scandalo che ne ha decapitato i vertici e dilapidato il patrimonio finanziario, a causa dei risarcimenti milionari dovuti alle vittime dei preti pedofili.
Per queste ragioni le accuse giunte un mese fa da un documentario della Bbc, che rispolverava documenti d'archivio e accusava Ratzinger di ave coperto i pedofili, sono parse ingiuste e poco attendibili. Ieri il papa ha confermato non voler far sconti, di voler contribuire a eliminare «la sporcizia nella chiesa», come lui stesso la definì nelle meditazioni dell'ultima Via Crucis prima della more di Wojtyla.
Lo sporco nella cattolicissima Irlanda è stato a lungo nascosto sotto il tappeto. Più di cento preti sono accusati di aver commesso abusi sessuali su minori solo nella regione di Dublino, nell'ultimo mezzo secolo. Oltre 50 anni di violenze passate sotto silenzio, per un totale di circa 350 vittime identificate.
Quando lo scandalo è emerso, vi sono state dimissioni eccellenti e risarcimenti stabiliti dai tribunali che hanno già superato i 128 milioni di euro.
Secondo i risultatati di una inchiesta governativa di un anno fa, le autorità ecclesiastiche hanno sistematicamente coperto gli abusi sessuali su minori da parte di preti nel corso degli ultimi decenni. Tanto che, scoppiato il bubbone, l'arcivescovo Sean Brady, Primate d'Irlanda, non potè esimersi dall'esprimere «la vergogna della Chiesa per l'orrendo tradimento della fiducia».
Ora, però, sul soglio di Pietro non c'è più Wojtyla, papa dal carattere accogliente e tollerante, più bendisposto al perdono e a riammettere le pecorelle smarrite nell'ovile della chiesa. Il suo successore Benedetto XVI, come ha fatto d'altronde sul tema dei rapporti con l'islam, mostra un atteggiamento di discontinuità rispetto al passato. E, sebbene si stesse rivolgendo ai vescovi d'Irlanda, terra che ha conosciuto uno dei peggiori scandali su abusi sessuali degli ecclesiastici, le sue parole saranno risuonate come un monito negli Usa e in altre parti del mondo.
 

*Lettera 22
 


http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Ottobre-2006/art25.html

Pedofilia
La vergogna irlandese
mi.de.ci.


Oltre 270 pagine di racconti, dati e testimonianza circostanziate: il «libro nero» della chiesa cattolica irlandese, stilato da un'apposita commissione governativa che ha lavorato per tre anni, snocciola cifre che fanno rabbrividire e ammantano di vergogna i preti di Dublino. Oltre 100 i sacerdoti coinvolti, 350 vittime, in 40 anni di omertà, con vescovi compiacenti che coprivano o al massimo trasferivano i preti colti in flagrante.
L'inchiesta, denominata «The Ferns Report» e pubblicata nell'ottobre 2005, è partita nel 2002 dopo le dimissioni di una delle figure più in vista della chiesa cattolica irlandese, il vescovo di Ferns, Brendan Comiskey, costretto a lasciare quando emerse che non aveva difeso le vittime, pur essendo venuto a conoscenza degli abusi perpetrati da preti della sua diocesi. E un campanello di allarme era stato, tre anni prima, il suicidio del prete Sean Fortune, che si tolse la vita dopo essere stato accusato di multipli abusi sessuali. Nel 2002 la chiesa, travolta dalle accuse, fu costretta a pagare 128 milioni di euro per risarcire per le vittime, ma evidentemente era solo l'inizio. L'inchiesta del governo ha ulteriormente approfondito lo scandalo, mentre alcune associazioni delle vittime contestano la mancanza di pene detentive e chiedono maggiore severità nel punire i colpevoli. Il ministro irlandese per l'infanzia Brian Lenihan ha dichiarato: «Il rapporto prova che nessuna azione fu intrapresa per proteggere bambini vulnerabili, per molti anni. Da parte di tutto il governo irlandese condanno nel modo più forte possibile il ripetuto fallimento e la grossolana trascuratezza di chi aveva incarichi di responsabilità nella diocesi».



 

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