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23 Aprile 2004
Dio Bianco, Dio Straccione, Dio con le ali
Dunque secondo i cattolici Gesù di Nazareth è morto per aprire le porte del Paradiso, chiuse in punizione del peccato originale: occorreva la morte del Dio Figlio (che poi è lo stesso del Dio Padre e del Dio Spirito Santo, perché "Dio è uno e trino", come diceva Don Enrico), vuol dire che Dio aveva un progetto chiaro: "arrivo in terra come Gesù di Nazareth, mi faccio crocifiggere, torno in cielo da martire, trovo me stesso al cancello del Paradiso, che non può lasciar fuori se stesso. E il cancellone si riapre per sempre".
Se tutto questo è vero, è anche vero che gli assassini di Dio (nel suo corpo sudicio da Gesù di Nazareth) hanno ammazzato un bel nessuno, ovvero sono solo uno strumento nelle mani dello stesso Dio (ancorché nelle vesti candide del Padre).
Ma allora perché i cattolici la menano da sempre agli ebrei, accusandoli di "deicidio"? Dio la sua pseudo-morte se l'è voluta e cercata. E in più, senza ebrei e romani che hanno inchiodato Dio (sotto forma di Gesù di Nazareth) permettendogli di andare a incontrare se stesso in Paradiso, che ne sarebbe di questi 2000 anni di anime graziose? Tutte le pie donnette di chiesa sarebbero ad ammuffire in Purgatorio, anziché a bearsi alla vista di Dio (in veste di Spirito Santo con ali e ramoscello). Ma allora, a romani ed ebrei, 'sti cattolici almeno un grazie lo potrebbero dire, no?
da l'Unità del 22/4/2004
Il modesto
parere di un laico...
Caro Direttore,ho letto con interesse su “l'Unità” di sabato 17 la
lettera di Gerush 92 su “The Passion” e l'antisemitismo. Ne
comprendo le ragioni, ma non capisco perché gli ebrei accettino di
parlare del cosiddetto “deicidio”, scendendo su un terreno teologico
che proprio non li (non ci) riguarda. Si può credere seriamente che
si possa uccidere Dio inchiodando un uomo su una croce? Chi muore in
croce non è un Dio, ma un uomo.
La vicenda storica che, se li si sa leggere, risulta dagli stessi
Vangeli (l'unica fonte, per quanto dubbia, che possediamo), è che
Gesù subisce due processi, uno ebraico, uno romano, dato che solo
agli occupanti romani spettava decidere su casi politici che
prevedessero la pena di morte. Il primo è di fronte al Sinedrio, per
il quale Gesù è un ribelle (leistés, stasiastés), insorto a capo di
una folla da lui sobillata (”Chi non ha una spada, se la procuri”),
colpevole di presentarsi come il messia “Figlio di Dio”. Il secondo
è di fronte al governatore romano, al quale Gesù è denunciato non
come messia, ma come "Re dei giudei", pretendente al regno
d'Israele, cioè come oppositore al dominio romano. Il gioco diventa
chiaro quando si propone lo scambio tra Gesù e Barabba: due ribelli,
ovviamente. Solo che Barabba è ribelle ai romani, mentre Gesù,
ribelle al Sinedrio, è possibilista con loro (”Date a Cesare quel
che è di Cesare”). E Pilato, che non capisce niente, pur trovando
Gesù un visionario “senza colpa” di fronte alla legge romana (”Il
mio regno non è di questo mondo”), infine cede. E Gesù viene
crocifisso con altri due “ladroni”: non due cattivi, come in genere
si gabella, ma due ribelli come lui. Ed è questo il capolavoro
politico degli ebrei, che si fanno beffe degli occupanti romani,
facendogli liberare un loro oppositore e condannare un loro
simpatizzante. Tutto qui, storicamente, da quei Vangeli che a
ragione Gerush 92 definisce “antisemiti” (ma doveva dire semmai
antigiudaici).
Che ha a che fare tutto ciò col “deicidio”? Dichiarino gli ebrei che
quegli eventi sono parte legittima di una loro storia politica, non
accettino questo mito della teologia cristiano-cattolica, e lascino
che i cristiano-cattolici se la vedano con la loro cattiva coscienza
per questa loro invenzione, da teologica divenuta presto razzista.
Questo il modesto parere di un laico che vorrebbe essere considerato
un bright.
Mario Alighiero Manacorda
Ancora su “The
Passion”
Stefano Mannacio, Mario Fuà, Valentina Jappelli, Monica Coen, Italo
Libri, Andras Bereny, Claudia Collina, Yosef Tiles
“Il film è la trascrizione cinematografica dei Vangeli. Se fosse
antisemita il film, lo sarebbero anche i Vangeli”. Le parole di
Navarro invitano in modo ricattatorio gli ebrei a tacere sul film di
Gibson perché criticare il film significa attaccare i vangeli. Le
parole di Navarro ben rappresentano, ancora una volta, il doloroso
bivio di fronte al quale si trovano gli ebrei da sempre, parlare o
tacere. A questo ricatto minaccioso e in memoria di milioni di morti
(unica inoppugnabile realtà) noi rispondiamo affermando che sì, i
vangeli cristiani sono antisemiti e poiché il film è la trascrizione
cinematografica dei vangeli, anche il film è antisemita. Finché il
papa non chiarisce questo punto è bene che non venga in sinagoga. La
calunnia più orribile e spaventosa è la colpa attribuita agli ebrei
per la morte di Gesù figlio di Dio e proprio su di essa si focalizza
il film di Gibson. Se i vangeli esprimono contenuti antisemiti che
non sono stati ancora superati, il Concilio Vaticano II e i
documenti Nostra Aetate, Dominus Jesus, Nuovo Catechismo Universale,
The Passion (che ormai è considerato un documento ufficiale),
continuano a contenere elementi pregiudizievoli e discriminatori nei
confronti del popolo ebraico e della nazione ebraica. Nel documento
Nostra Aetate è scritto: “… E se autorità ebraiche con i propri
seguaci si sono adoperate per la morte di Cristo, tuttavia quanto è
stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né
indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del
nostro tempo …”. Affermazione, questa, che solo apparentemente
scagiona gli ebrei, tanto che le accuse di deicidio e di
cospirazione perdurano e sono accuse che non hanno fondamento, anche
se riferite solo alle autorità o a una parte del popolo ebraico. La
più recente dichiarazione “Dominus Jesus” ed il Nuovo Catechismo
Universale, oltre a ribadire l’unicità e l’universalità salvifica di
Gesù e della chiesa precisano che il dialogo interreligioso deve
avere essenzialmente lo scopo di convertire: “La missione ad gentes
anche nel dialogo interreligioso conserva in pieno, oggi come
sempre, la sua validità e necessità …”. Come devono ricordarsi,
insieme agli ebrei, gli africani, i popoli indigeni d’america, i
roma, e tutti coloro che ben conoscono cosa significa
evangelizzazione.
L’attribuzione agli ebrei, ai farisei, al popolo o a parte di esso,
alle autorità ebraiche, di allora, di ora o di sempre, della colpa
del deicidio è una colossale menzogna. È falso il giudice, cioè il
cristianesimo, che non ha titolo, è falsa l’accusa, sia nella
sostanza che nella forma perché non esiste né il reato né la prova,
è falsa la colpevolezza rispetto alla falsa accusa. Si è trattato e
si tratta di un vero e proprio linciaggio a morte del popolo ebraico
e dei suoi rappresentanti ordito con una gigantesca calunnia e
diffamazione reiterate all’infinito. I falsi giudici hanno la
responsabilità di avere indotto i cristiani, e poi gli islamici, a
diventare carnefici del popolo ebraico per sempre. Nei vangeli sono
offesi e calunniati gli ebrei-farisei, sono screditate la legge e la
tradizione ebraica, sono ingiustamente incolpati il sinedrio, le
autorità e tutto il popolo ebraico. I vangeli sono antisemiti perché
sono scritti con la chiara intenzione di condannare gli ebrei per
esaltare Gesù e il cristianesimo. I vangeli sono il fondamento
dell’antisemitismo e, come il cristianesimo e le opere che ai
vangeli si ispirano, sono costruiti sulla menzogna e sulla calunnia.
I vangeli, come il cristianesimo e l’antisemitismo che nei vangeli
hanno la loro origine, sono una gigantesca opera di avodà zarà
(idolatria) e di lashon harà (maldicenza, calunnia). Il
compiacimento nella passione fino all’adorazione della croce e del
sangue e alla venerazione del corpo di colui che è stato ucciso
dagli ebrei, è idolatria antisemita, di cui il cristianesimo è
autore e ideatore. Dopo duemila anni stessa idolatria antisemita
ritorna oggi nel compiacimento suicida dei kamikaze islamici, che
venerano il culto del martirio e si immolano da martiri per liberare
la terra dagli ebrei. Per soddisfare questi idoli, dalla passione di
Gesù fino al martirio del kamikaze, passando attraverso le crociate,
i roghi, i ghetti e la Shoà, è stato necessario costruire rafforzare
ed alimentare senza sosta una gigantesca opera di lashon harà che
accusa gli ebrei di essere deicidi, corrotti, cospiratori,
traditori, seguaci del dio denaro, sionisti usurpatori della terra,
invasori, razzisti, nazisti e di praticare sacrifici umani,
apartheid, pulizia etnica. Tutte accuse inventate. Il cristianesimo,
come un eterno parassita, continua a nutrirsi di ebraismo e a
sopravivere offendendo ed eliminando gli ebrei. Per questo noi
consideriamo inopportuna la visita del papa alla sinagoga di Roma
fino a quando non avrà, urbi et orbi, definitivamente chiarito che
non esiste alcuna responsabilità, di allora e di oggi, del popolo
ebraico e delle autorità ebraiche per la morte Gesù. Per questo noi
chiediamo che le autorità cristiane si pronuncino chiaramente e
definitivamente sulla totale estraneità degli ebrei-farisei e
dell’ebraismo da Gesù, dalla sua morte e dal cristianesimo, per
questo noi chiediamo che il cristianesimo accetti il diritto degli
ebrei alla diversità, ripristinata e valorizzata senza finalità di
conversione evangelica. I cristiani e le loro autorità devono
accettare l’idea che tra cristiani ed ebrei esiste una diversità che
gli ebrei vogliono conservare. Questa diversità è insanabile e
irreversibile: per gli ebrei Otò Ish non è figlio di Dio, non è un
profeta, non è un maestro e soprattutto non è il messia. Alle
minacce di Navarro e di Foley noi rispondiamo che i cristiani devono
sapere e accettare il fatto che gli ebrei non hanno niente ma
proprio niente in comune con il cristianesimo e che questa volta gli
ebrei non subiscono né stanno a guardare.
Gherush92, Comitato contro l’antisemitismo cristiano, laico,
islamico, di destra, di sinistra.
