FISICA/MENTE

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23 Aprile 2004

Dio Bianco, Dio Straccione, Dio con le ali

"...E Gesù viene crocifisso con altri due “ladroni”: non due cattivi, come in genere si gabella, ma due ribelli come lui. Ed è questo il capolavoro politico degli ebrei, che si fanno beffe degli occupanti romani, facendogli liberare un loro oppositore e condannare un loro simpatizzante". Una bella lettera su l'Unità di ieri firmata Mario Alighiero Manacorda, a cui aggiungo quella pubblicata il 17 cui si fa riferimento nel testo. E due righe mie di riflessione un po' delirante (in carattere con l'argomento).

Dunque secondo i cattolici Gesù di Nazareth è morto per aprire le porte del Paradiso, chiuse in punizione del peccato originale: occorreva la morte del Dio Figlio (che poi è lo stesso del Dio Padre e del Dio Spirito Santo, perché "Dio è uno e trino", come diceva Don Enrico), vuol dire che Dio aveva un progetto chiaro: "arrivo in terra come Gesù di Nazareth, mi faccio crocifiggere, torno in cielo da martire, trovo me stesso al cancello del Paradiso, che non può lasciar fuori se stesso. E il cancellone si riapre per sempre".
Se tutto questo è vero, è anche vero che gli assassini di Dio (nel suo corpo sudicio da Gesù di Nazareth) hanno ammazzato un bel nessuno, ovvero sono solo uno strumento nelle mani dello stesso Dio (ancorché nelle vesti candide del Padre).
Ma allora perché i cattolici la menano da sempre agli ebrei, accusandoli di "deicidio"? Dio la sua pseudo-morte se l'è voluta e cercata. E in più, senza ebrei e romani che hanno inchiodato Dio (sotto forma di Gesù di Nazareth) permettendogli di andare a incontrare se stesso in Paradiso, che ne sarebbe di questi 2000 anni di anime graziose? Tutte le pie donnette di chiesa sarebbero ad ammuffire in Purgatorio, anziché a bearsi alla vista di Dio (in veste di Spirito Santo con ali e ramoscello). Ma allora, a romani ed ebrei, 'sti cattolici almeno un grazie lo potrebbero dire, no?

da l'Unità del 22/4/2004

Il modesto parere di un laico...

Caro Direttore,ho letto con interesse su “l'Unità” di sabato 17 la lettera di Gerush 92 su “The Passion” e l'antisemitismo. Ne comprendo le ragioni, ma non capisco perché gli ebrei accettino di parlare del cosiddetto “deicidio”, scendendo su un terreno teologico che proprio non li (non ci) riguarda. Si può credere seriamente che si possa uccidere Dio inchiodando un uomo su una croce? Chi muore in croce non è un Dio, ma un uomo.
La vicenda storica che, se li si sa leggere, risulta dagli stessi Vangeli (l'unica fonte, per quanto dubbia, che possediamo), è che Gesù subisce due processi, uno ebraico, uno romano, dato che solo agli occupanti romani spettava decidere su casi politici che prevedessero la pena di morte. Il primo è di fronte al Sinedrio, per il quale Gesù è un ribelle (leistés, stasiastés), insorto a capo di una folla da lui sobillata (”Chi non ha una spada, se la procuri”), colpevole di presentarsi come il messia “Figlio di Dio”. Il secondo è di fronte al governatore romano, al quale Gesù è denunciato non come messia, ma come "Re dei giudei", pretendente al regno d'Israele, cioè come oppositore al dominio romano. Il gioco diventa chiaro quando si propone lo scambio tra Gesù e Barabba: due ribelli, ovviamente. Solo che Barabba è ribelle ai romani, mentre Gesù, ribelle al Sinedrio, è possibilista con loro (”Date a Cesare quel che è di Cesare”). E Pilato, che non capisce niente, pur trovando Gesù un visionario “senza colpa” di fronte alla legge romana (”Il mio regno non è di questo mondo”), infine cede. E Gesù viene crocifisso con altri due “ladroni”: non due cattivi, come in genere si gabella, ma due ribelli come lui. Ed è questo il capolavoro politico degli ebrei, che si fanno beffe degli occupanti romani, facendogli liberare un loro oppositore e condannare un loro simpatizzante. Tutto qui, storicamente, da quei Vangeli che a ragione Gerush 92 definisce “antisemiti” (ma doveva dire semmai antigiudaici).
Che ha a che fare tutto ciò col “deicidio”? Dichiarino gli ebrei che quegli eventi sono parte legittima di una loro storia politica, non accettino questo mito della teologia cristiano-cattolica, e lascino che i cristiano-cattolici se la vedano con la loro cattiva coscienza per questa loro invenzione, da teologica divenuta presto razzista. Questo il modesto parere di un laico che vorrebbe essere considerato un bright.

Mario Alighiero Manacorda

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da l'Unità del 17/4/2004

 

Ancora su “The Passion”

Stefano Mannacio, Mario Fuà, Valentina Jappelli, Monica Coen, Italo Libri, Andras Bereny, Claudia Collina, Yosef Tiles

“Il film è la trascrizione cinematografica dei Vangeli. Se fosse antisemita il film, lo sarebbero anche i Vangeli”. Le parole di Navarro invitano in modo ricattatorio gli ebrei a tacere sul film di Gibson perché criticare il film significa attaccare i vangeli. Le parole di Navarro ben rappresentano, ancora una volta, il doloroso bivio di fronte al quale si trovano gli ebrei da sempre, parlare o tacere. A questo ricatto minaccioso e in memoria di milioni di morti (unica inoppugnabile realtà) noi rispondiamo affermando che sì, i vangeli cristiani sono antisemiti e poiché il film è la trascrizione cinematografica dei vangeli, anche il film è antisemita. Finché il papa non chiarisce questo punto è bene che non venga in sinagoga. La calunnia più orribile e spaventosa è la colpa attribuita agli ebrei per la morte di Gesù figlio di Dio e proprio su di essa si focalizza il film di Gibson. Se i vangeli esprimono contenuti antisemiti che non sono stati ancora superati, il Concilio Vaticano II e i documenti Nostra Aetate, Dominus Jesus, Nuovo Catechismo Universale, The Passion (che ormai è considerato un documento ufficiale), continuano a contenere elementi pregiudizievoli e discriminatori nei confronti del popolo ebraico e della nazione ebraica. Nel documento Nostra Aetate è scritto: “… E se autorità ebraiche con i propri seguaci si sono adoperate per la morte di Cristo, tuttavia quanto è stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo …”. Affermazione, questa, che solo apparentemente scagiona gli ebrei, tanto che le accuse di deicidio e di cospirazione perdurano e sono accuse che non hanno fondamento, anche se riferite solo alle autorità o a una parte del popolo ebraico. La più recente dichiarazione “Dominus Jesus” ed il Nuovo Catechismo Universale, oltre a ribadire l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù e della chiesa precisano che il dialogo interreligioso deve avere essenzialmente lo scopo di convertire: “La missione ad gentes anche nel dialogo interreligioso conserva in pieno, oggi come sempre, la sua validità e necessità …”. Come devono ricordarsi, insieme agli ebrei, gli africani, i popoli indigeni d’america, i roma, e tutti coloro che ben conoscono cosa significa evangelizzazione.
L’attribuzione agli ebrei, ai farisei, al popolo o a parte di esso, alle autorità ebraiche, di allora, di ora o di sempre, della colpa del deicidio è una colossale menzogna. È falso il giudice, cioè il cristianesimo, che non ha titolo, è falsa l’accusa, sia nella sostanza che nella forma perché non esiste né il reato né la prova, è falsa la colpevolezza rispetto alla falsa accusa. Si è trattato e si tratta di un vero e proprio linciaggio a morte del popolo ebraico e dei suoi rappresentanti ordito con una gigantesca calunnia e diffamazione reiterate all’infinito. I falsi giudici hanno la responsabilità di avere indotto i cristiani, e poi gli islamici, a diventare carnefici del popolo ebraico per sempre. Nei vangeli sono offesi e calunniati gli ebrei-farisei, sono screditate la legge e la tradizione ebraica, sono ingiustamente incolpati il sinedrio, le autorità e tutto il popolo ebraico. I vangeli sono antisemiti perché sono scritti con la chiara intenzione di condannare gli ebrei per esaltare Gesù e il cristianesimo. I vangeli sono il fondamento dell’antisemitismo e, come il cristianesimo e le opere che ai vangeli si ispirano, sono costruiti sulla menzogna e sulla calunnia. I vangeli, come il cristianesimo e l’antisemitismo che nei vangeli hanno la loro origine, sono una gigantesca opera di avodà zarà (idolatria) e di lashon harà (maldicenza, calunnia). Il compiacimento nella passione fino all’adorazione della croce e del sangue e alla venerazione del corpo di colui che è stato ucciso dagli ebrei, è idolatria antisemita, di cui il cristianesimo è autore e ideatore. Dopo duemila anni stessa idolatria antisemita ritorna oggi nel compiacimento suicida dei kamikaze islamici, che venerano il culto del martirio e si immolano da martiri per liberare la terra dagli ebrei. Per soddisfare questi idoli, dalla passione di Gesù fino al martirio del kamikaze, passando attraverso le crociate, i roghi, i ghetti e la Shoà, è stato necessario costruire rafforzare ed alimentare senza sosta una gigantesca opera di lashon harà che accusa gli ebrei di essere deicidi, corrotti, cospiratori, traditori, seguaci del dio denaro, sionisti usurpatori della terra, invasori, razzisti, nazisti e di praticare sacrifici umani, apartheid, pulizia etnica. Tutte accuse inventate. Il cristianesimo, come un eterno parassita, continua a nutrirsi di ebraismo e a sopravivere offendendo ed eliminando gli ebrei. Per questo noi consideriamo inopportuna la visita del papa alla sinagoga di Roma fino a quando non avrà, urbi et orbi, definitivamente chiarito che non esiste alcuna responsabilità, di allora e di oggi, del popolo ebraico e delle autorità ebraiche per la morte Gesù. Per questo noi chiediamo che le autorità cristiane si pronuncino chiaramente e definitivamente sulla totale estraneità degli ebrei-farisei e dell’ebraismo da Gesù, dalla sua morte e dal cristianesimo, per questo noi chiediamo che il cristianesimo accetti il diritto degli ebrei alla diversità, ripristinata e valorizzata senza finalità di conversione evangelica. I cristiani e le loro autorità devono accettare l’idea che tra cristiani ed ebrei esiste una diversità che gli ebrei vogliono conservare. Questa diversità è insanabile e irreversibile: per gli ebrei Otò Ish non è figlio di Dio, non è un profeta, non è un maestro e soprattutto non è il messia. Alle minacce di Navarro e di Foley noi rispondiamo che i cristiani devono sapere e accettare il fatto che gli ebrei non hanno niente ma proprio niente in comune con il cristianesimo e che questa volta gli ebrei non subiscono né stanno a guardare.
Gherush92, Comitato contro l’antisemitismo cristiano, laico, islamico, di destra, di sinistra.
 


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