FISICA/MENTE

 

http://www.cicap.org/crops/001.htm 

 

Girotondo nel grano!

di Massimo Polidoro

Le follie dell'umanità sono innumerevoli, 
e il tempo ne aggiunge ogni ora di nuove.
- JONATHAN SWIFT 


Sul finire degli anni Settanta, fecero la loro comparsa nei campi di grano dell'Inghilterra meridionale degli stranissimi cerchi. Grandi fino a venticinque metri di diametro oppure piccoli come una ruota, ma sempre perfetti. Comparivano di notte, durante l'estate e al loro interno le spighe erano piegate a spirale, non spezzate, e continuavano da questa posizione la loro crescita.
Si racconta che anche nel passato tracce simili furono avvistate in alcune parti del mondo, ma fino ad allora era stato possibile trovare spiegazioni naturali per il fenomeno. Negli Stati Uniti del secolo scorso, per esempio, i pionieri avevano trovato l'immensa prateria al di là del Missouri costellata di aree circolari dove l'erba non cresceva. Li avevano chiamati "cerchi fatati" e non avevano saputo spiegarne l'origine.
Il mistero era durato alcuni anni, fino a quando un emigrante più osservatore e curioso degli altri notò che i bisonti, che allora pascolavano a milioni da quelle parti, avevano l'abitudine di rotolarsi nell'erba per liberarsi dai parassiti, lasciando così le strane tracce circolari.
In altri casi, il fenomeno fu attribuito ai cosiddetti "cerchi delle streghe": esistono particolari funghi il cui micelio si propaga radialmente sotto terra da un punto centrale, per poi emergere e creare - su terreni lisci - ciò che appare come un cerchio di polvere chiara.
Ciò che stava succedendo in Inghilterra però era qualcosa di completamente diverso. I cerchi erano troppo perfetti per essere stati provocati da movimenti di animali, funghi o da folate di vento che, in effetti, possono ammaccare, seppure in forme irregolari, un raccolto.
Il fatto che le zone predilette per la comparsa delle tracce fossero le regioni dell'Hampshire e del Wiltshire, poco lontane dal luogo in cui si ergono i monumenti megalitici di Stonehenge e Avebury, contribuì ad alimentare la fama misteriosa dei cerchi.
A partire dal 1980, quando si cominciò a notare la loro presenza, i cerchi aumentarono progressivamente di numero (da 3 nel 1980 a 700 nel 1990) [1] e cominciarono a presentare forme sempre più complesse. Non più semplici cerchi, ma cerchi collegati tra di loro, con tratti rettilinei, corone e appendici varie; triangoli, rettangoli e speroni combinati in modo da creare elaborati e spettacolari "pittogrammi", come vennero battezzati i sorprendenti disegni.


I cereaologi

Immediatamente, i "cereaologi" - così, infatti, si facevano chiamare gli esperti nei cerchi di grano - formularono ipotesi di ogni tipo. Ci fu chi cercò spiegazioni razionali, come la burla di qualche buontempone o di militari che, per vivacizzare i loro frequenti voli di addestramento, potevano avere realizzato i cerchi in modo da poterli rimirare dall'alto. Tuttavia, gli esperti fecero notare che per creare artificialmente cerchi con quelle caratteristiche sarebbero stati necessari "grossi macchinari e nell'area circostante i cerchi non c'erano segni che ne denunciassero il passaggio". I militari, fu però proposto, avrebbero potuto utilizzare l'elica di un "elicottero capovolto" per piegare le spighe senza lasciare segni. Chi avanzò questa proposta evidentemente non si rendeva conto che in questo modo non si sarebbero ottenuti dei cerchi di grano schiacciato ma degli elicotteri schiacciati sul grano!
Qualcuno tirò in ballo anche le famigerate ley lines. Si tratta di immaginarie linee "magiche" che attraverserebbero la Gran Bretagna, in lungo e in largo, collegando tra loro vari "centri di energia" (chiese, monumenti antichi, siti archeologici...). Nessuno strumento è mai stato in grado di dimostrare l'esistenza di simili linee, ma i rabdomanti assicurano che le loro bacchette possono rilevarle senza problemi. Nel 1988, per esempio, cinque cerchi furono individuati sopra una linea battezzata Mary Line [2] . La cosa straordinaria, fece notare il rabdomante Dennis Wheatley, era che questa linea non era stata mai scoperta prima che comparissero i cerchi. Per Wheatley questa era una prova supplementare in favore della teoria delle ley lines. Invece di interrogarsi sulle proprie carenze logiche, Wheatley, da buon pragmatico, pensò bene di interrogare le linee per sapere qualcosa di più sui cerchi. Così, con la sua bacchetta iniziò a porre domande alla terra e questa, a suon di sì e no, gli rispose tramite i movimenti del bastone biforcuto. Al termine dell'interrogatorio, si venne a sapere che uno spirito di nome Deva era all'origine dei cerchi; con essi voleva mandare un messaggio agli uomini: "Non dimenticate Madre Natura, il suo potere, la sua intelligenza".
L'ipotesi di gran lunga più popolare tra il grande pubblico, però, fu quella che prevedeva l'intervento di intelligenze extra-terrestri. Alcuni suggerirono che i cerchi fossero segni lasciati dall'atterraggio di astronavi aliene, ma questa congettura non poteva spiegare le forme più complicate; inoltre, le spighe non potevano essere state piegate da un grosso peso che vi si fosse poggiato sopra perché, in tal caso, si sarebbero rotte. L'ipotesi aliena non scomparve, ma l'idea delle piste di atterraggio di UFO fu sostituita da quella secondo cui i segni erano in realtà messaggi lasciati dagli extra-terrestri.
I due più noti cereaologi, Pat Delgado e Colin Andrews, arrivarono addirittura a dichiarare alla stampa:

La grande densità di ley-lines è probabilmente all'origine di un "campo di forza" che fa del Wiltshire un bersaglio stupendo per un laser ad alta definizione utilizzato dal fondo della galassia per comunicare con noi [3].


Vortici di plasma!

L'ipotesi che suonava più "scientifica" fu avanzata da Terence Meaden, professore di fisica e meteorologo, un po' troppo entusiasticamente presentato dai media come "uno dei massimi esperti mondiali in fatto di trombe d'aria e movimenti dell'atmosfera in genere" [4].
Secondo Meaden, i cerchi del grano comparirebbero di preferenza lungo la costa delle colline, luoghi in cui il vento crea dei mulinelli. Questi mini-vortici sono spesso ricchi di polvere o altri detriti e, a causa della frizione interna che si crea, si caricherebbero elettricamente. Sensibili alle variazioni locali dei campi elettrici, questi mini-vortici si posizionerebbero sopra il grano e rimarrebbero stazionari. Schiacciandosi al suolo, infine, lascerebbero le caratteristiche tracce circolari. Per completare il tutto, Meaden suggerì che questi vortici avrebbero le stesse proprietà elettromagnetiche dei fulmini, ad eccezione dell'effetto calorifico: si tratterebbe, insomma, di plasma freddo.
L'ipotesi però crollò, oltre che per una serie di supposizioni scientifiche sbagliate e sempre più artificiose fatte da Meaden (di fronte al pittogramma di Alton Barnes dichiarò, per esempio, che poteva essere il prodotto di "un doppio vortice instabile… attirato nella regione delle linee tracciate dai trattori a causa delle anomalie locali del campo elettrico create dal ripetuto andirivieni dei trattori sul campo"![5] ), anche perché i cerchi si fecero sempre più numerosi e complessi. Un'altra cosa strana, poi, era il fatto che i cerchi comparivano quasi esclusivamente in Inghilterra e, precisamente, in alcune zone dell'Inghilterra meridionale. Secondo Meaden i cerchi erano invece apparsi in oltre trenta paesi del mondo, nella sabbia, nella neve e, addirittura, in alcune risaie. Sfortunatamente, non esiste alcuna fotografia che testimoni questi eventi e una ricerca sistematica per catalogare i cerchi, comparsi al di fuori dell'Inghilterra fino al 1990, diede un risultato chiaro: i cerchi sono un fatto prevalentemente inglese. E' dunque improbabile che si tratti di un fenomeno atmosferico naturale se lo si è riscontrato solo in una zona precisa e solamente a partire dai primi anni Ottanta. Se fosse davvero un fenomeno naturale, si troverebbe certamente traccia nelle cronache antiche o nel folklore, come capita con i "cerchi delle streghe" creati dai funghi.
A questa obiezione, i cereaologi rispondono che esiste almeno un riferimento ai cerchi nel grano risalente al 1678. Nell'agosto di quell'anno, nella contea dell'Hertfordshire, in Inghilterra, fu pubblicato un opuscolo nel quale si racconta la storia del "Diavolo mietitore". Un giorno, tra un contadino e un falciatore scoppiò una lite al termine della quale il contadino disse al falciatore che non gli avrebbe più lasciato mietere il suo grano, piuttosto "avrebbe chiesto al diavolo di farlo". Quella notte qualcuno tagliò in cerchio le spighe del contadino. Il primo sospetto che ci viene, però, è che il mietitore arrabbiato avesse voluto fare un dispetto al suo ex-datore di lavoro; inoltre, qui si parla di grano "falciato", non piegato. Questa leggenda, dunque, non ha nulla a che vedere con i moderni cerchi nel grano. 


Operazione Merlo

Per cercare di vedere più chiaro nell'intera faccenda, l'esperto Colin Andrews organizzò, tra il 10 e il 15 giugno 1989, una sorveglianza continua di una zona, Cheesefoothead, in cui cerchi erano comparsi più volte. A questa "Operazione corvo bianco", come fu poi battezzata, parteciparono cinquanta volontari e ci si servì di una telecamera ad alta sensibilità per le foto notturne. Il mattino del 18 si sentirono dei rumori e subito dopo, in un campo vicino, fu individuato un nuovo cerchio circondato da un anello. La telecamera non si era dimostrata di alcuna utilità.
Si decise che sarebbe stata organizzata una nuova spedizione e questa volta si sarebbe usata una telecamera a infrarossi. L'operazione prese il nome di "Merlo" e vi parteciparono, a partire dal 23 luglio 1990, sessanta volontari. Il luogo prescelto fu la collina del Cavallo Bianco, vicino a Westbury. Parteciparono all'operazione anche le televisioni giapponese e inglese, che avevano prestato la telecamera.
Il mattino del 24, alle 4,15, da una postazione si avvista una formazione composta da dieci cerchi e tre linee rette in un campo proprio ai piedi della collina. Durante la notte l'attenzione del gruppo era stata effettivamente attirata in quella direzione da una serie di lampi luminosi. La telecamera era stata attivata e aveva registrato quelle luci. Poco dopo arrivano sul posto Colin Andrews e Pat Delgado. Un giornalista della BBC chiede ad Andrews se non potrebbe trattarsi di una burla, ma la smentita dell'esperto è categorica: "è stato registrato un evento di grande importanza". Subito dopo Delgado e Andrews entrano nei cerchi e, al centro di ciascuno, trovano una croce di legno con appeso un gioco che si chiama "Horoscope"!
Proprio mentre un dispaccio dell'agenzia Reuter faceva il giro del mondo, dando la notizia dello straordinario evento, dal laboratorio che esamina la videocassetta registrata durante la notte arriva la comunicazione che le luci riprese nel campo non sono altro che le segnalazioni termiche di esseri umani. I due esperti non hanno nemmeno il tempo di riprendersi che viene segnalato un nuovo avvistamento: su un campo vicino è stato trovato, disegnato sul grano, un volto sorridente!


Rientro economico

Intanto, dal 1990, i cerchi vengono a trovarsi al centro di una lunga serie di trovate pubblicitarie e manovre commerciali. Diventano una vera e propria attrazione turistica e i contadini, che fino ad allora avevano preferito tacere per evitare che i curiosi devastassero i loro raccolti, cominciano ora a far pagare biglietti d'ingresso ai loro campi. Alcuni, più intraprendenti, stampano addirittura magliette, vendono libri e fotografie dei cerchi e organizzano voli in aereoplano sui propri campi. 
Accanto ai contadini, però, ci sono moltissimi altri che si arricchiscono con i cerchi: il museo preistorico di Avesbury, che vende poster e portachiavi con l'immagine dei cerchi; un pub di Alton Barnes, che serve un crop circle cocktail. La pubblicità sfrutta i cerchi per vendere di tutto, dalla birra alla lotteria, dai dischi (un pittogramma compare sulla copertina del triplo album Remasters dei Led Zeppelin) ai preservativi (la pubblicità mostrava un disegno nel grano e il commento era: "Extraterrestri? Cervi in calore? Ricci? o Nicoletta e Kevin?").
Sopra tutti, naturalmente, gli esperti Colin Andrews, Pat Delgado e, in misura minore, Terence Meaden ricavano notevoli guadagni dalla vendità dei propri libri e dalle traduzioni che hanno ricevuto in varie parti del mondo. Stando a "la Repubblica" del 10 settembre 1991, i due avrebbero guadagnato qualcosa come sei miliardi di lire! Ma a noi la cifra sembra un tantino esagerata (in caso contrario potrei pensare di scrivere un libro intitolato: In realtà, anch'io sono un fenomeno paranormale! per ritirarmi poi a "meditare" in qualche isoletta dei Caraibi).


L'ipotesi della bufala

E' ormai evidente che i fatti cominciano a essere troppi e troppo strani per poter essere spiegati ancora sulla base di qualche bizzarro fenomeno naturale. Sembra, insomma, che gli esperti abbiano scartato l'ipotesi dello scherzo un po' troppo in fretta. Delgado e Andrews avevano categoricamente affermato:

(...) davanti a tutte le incredibili configurazioni che abbiamo visitato ci si rende perfettamente conto che non possono essere, in nessun modo, creazioni fatte da mano umana [6].

In particolare, si diceva che sarebbe stato impossibile muoversi nel grano senza lasciare tracce del proprio passaggio. In realtà, esaminando le fotografie dei libri di Delgado e Andrews si può notare che tutti i cerchi compaiono a ridosso dei sentieri rettilinei, senza spighe, lasciati dal passaggio dei trattori durante la semina. Sfruttando questi sentieri si può arrivare tranquillamente ai cerchi senza lasciare tracce; la cosa sorprendente è che gli stessi cereaologi suggerivano sempre ai curiosi di seguire questi sentieri per non rovinare i cerchi!
Dai cerchi principali, poi, si potevano facilmente raggiungere i cerchi satellite, non attraversati dalle piste dei trattori, perché lo spazio tra i filari è di qualche centimetro: quel tanto che basta per poggiare un piede davanti all'altro senza calpestare nessuna spiga.
Inoltre, era capitato più volte di sorprendere dei burloni intenti a creare dei cerchi: era successo anche durante la mattina del 26 luglio, durante l'Operazione Merlo. Un gruppo di sei persone fu infatti sorpreso al lavoro da alcuni volontari ma i burloni riuscirono a darsela a gambe prima dell'arrivo della polizia. La presenza poi di pittogrammi quali il viso sorridente di Westbury, un'altra faccia che ride ad Alton Priors, una svastica e la scritta "WEARENOTALONE" (Nonsiamosoli) nella valle di Pemsey potrebbero difficilmente essere attribuiti all'opera di alieni o a vortici di plasma.


Come si fa?

All'inizio del 1990, un gruppo di ufologi francesi, denominato VECA (Voyage d'Étude des Cercles Anglais), formatosi in occasione dell'Operazione Merlo, decise di verificare la fattibilità dell'ipotesi umana. Ingaggiò dunque un esperto di effetti speciali cinematografici e gli affidò il compito di realizzare una copia del pittogramma più complesso noto fino a quel momento (una formazione a cinque cerchi con doppio anello concentrico) nel minor tempo possibile. L'esperimento si sarebbe tenuto alla presenza di un notaio e sarebbe stato fotografato e seguito anche dall'alto per mezzo di un velivolo ultra-leggero. 
Dopo una preparazione di qualche mese, l'esperto, armato di un rullo da giardiniere, un picchetto, una corda e uno schema della figura da costruire, entrò finalmente nel campo messo a disposizione dal gruppo. Passando per i solchi lasciati dai trattori, penetrò tra le piante e, raggiunto il punto prescelto, piantò il picchetto e vi annodò la corda. Tenendola tesa, camminò in cerchio delimitando con i piedi il diametro del disegno; successivamente, utilizzando il rullo, spianò le spighe. Procedette così fino a completamento del pittogramma in tutto simile a quelli inglesi; tempo richiesto: un'ora. Il resoconto del gruppo VECA comparve sulla rivista francese Science et Vie [7]. 
Contemporaneamente, in varie parti del mondo i rappresentati di alcuni gruppi di scettici vollero provare a realizzare i loro cerchi nel grano. In Inghilterra, un gruppo guidato dal prestigiatore Ian Rowland, realizzò senza difficoltà un complesso pittogramma nella zona di Winchester che fu considerato autentico da più di un "esperto". 
Luigi Garlaschelli del CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, produsse nei pressi di Pavia un perfetto cerchio sperimentale con una corda, un picchetto e un rastrello e riprese l'intera procedura in video. 
Restava da capire chi facesse i cerchi e perché. Vennero avanzate varie ipotesi: giovanotti ubriachi (e in effetti diversi furono scoperti sia in Inghilterra che in Germania), artisti contemporanei che rifuggono la pubblicità (come capita per gli autori di graffiti), seguaci di sette o culti magici dediti a riti pagani di fertilità...
Alla fine, il 9 settembre 1991, l'enigma fu svelato.


Gli autentici burloni

Alla redazione del giornale inglese "Today" si presentano, quel giorno, Douglas Bower e David Chorley, due signori di mezza età che dichiarano di essere gli autori dei cerchi. Per dimostrarlo sono pronti a dare una dimostrazione pratica ai giornalisti. Detto fatto. Si trova un campo di grano a Sevenoaks, nel Kent, e si dà via libera ai due burloni. Armati di una pertica e di una corda, si mettono al lavoro realizzando circoli perfetti e accurate forme geometriche; il tutto mentre i giornalisti documentano fotograficamente ogni fase dell'operazione.
Terminato il cerchio, scatta la seconda fase di quello che si sarebbe rivelato un grosso scoop giornalistico: una telefonata all'esperto Pat Delgado per avvisarlo della comparsa di un nuovo cerchio misterioso. L'esperto, giunto immediatamente sul posto, esamina il grano con cura ed esclama entusiasta: "Questo è senza dubbio il momento più bello della mia ricerca. Nessun essere umano può avere realizzato un'opera simile!" [8]
Il sorriso gli si gela sul volto, però, quando i giornalisti gli presentano i signori Bower e Chorley, autori di questo e di altre centinaia di cerchi comparsi negli ultimi tredici anni in Inghilterra. Delgado, a bocca aperta, dichiara melodrammaticamente: "Migliaia di vite umane saranno distrutte da questa rivelazione".


Fine del mistero

Bower e Chorley, che sono riusciti nell'impresa di realizzare una delle più grandi beffe del Novecento, hanno raccontato la loro storia a un giornalista che l'ha raccolta in un libro. Prevedibilmente, l'istruttiva narrazione non ha avuto nemmeno lontanamente il successo di quelle di Delgado e soci [9].
Tutto era cominciato una sera d'estate a metà degli anni Settanta. Doug Bower, da tempo interessato al fenomeno UFO, disse a Dave Chorley che mentre si trovava in Australia aveva sentito una storia su un UFO che sarebbe disceso a Queensland e avrebbe lasciato un segno circolare nell'erba. Indicando un campo di grano adiacente, Bower chiese all'amico: "Cosa pensi che succederebbe se creassimo un'impronta laggiù? Di sicuro qualcuno suggerirebbe che vi è atterrato un disco volante". Subito dopo i due presero una barra d'acciaio ad L e, camminando lungo le tracce del trattore, si infilarono nel campo dove realizzarono il loro primo cerchio. 
Piantarono l'estremità più corta della barra nel terreno e, usandola come perno, iniziarono a farla ruotare, avanzando carponi, finché, nel giro di quaranta minuti, ottennero un cerchio di circa nove metri di diametro.
La prima estate realizzarono una dozzina di cerchi e così fecero ancora le estati seguenti, ma nessuno sembrava accorgersene. Sul finire dell'estate del 1979, stavano quasi per abbandonare tutto. Vollero comunque tentare ancora una volta, nell'estate del 1980, seguendo però un approccio diverso. La barra di metallo era troppo faticosa da usare e inoltre danneggiava le spighe. Presero allora un'asse di legno di circa un metro di lunghezza, legarono una corda a ogni estremità e, camminando dritti ai lati della pertica, scoprirono che potevano schiacciare il grano più in fretta, più comodamente e senza rovinare le spighe. Inoltre, decisero di fare i cerchi solamente dove avrebbero potuto essere visti.
Furono questi i cerchi che attirarono l'attenzione dei vari Meaden, Delgado e Andrews, i quali cominciarono a formulare le loro ipotesi sempre più straordinarie.
Bower e Chorley continuarono per anni nel loro scherzo e, dopo qualche tempo, notarono che altri buontemponi avevano cominciato a imitarli in varie parti del mondo. Il giornalista Jim Schnabel, autore di un libro sulla storia di Bower e Chorley e lui stesso un "creatore di cerchi", individuò decine di gruppi simili ("Merlin & Co.", "The Bill Bailey Gang", i "Wessex Skeptics" e molti altri) dediti a questa nuova e insolita forma di arte e di divertimento.
Qualche volta, capitò che Bower e Chorley fossero quasi scoperti. Una sera, un'auto della polizia parcheggiò vicino al campo in cui stavano realizzando un elaborato pittogramma. Bower salutò i poliziotti e mostrò loro un equipaggiamento per la registrazione di suoni della natura e alcune lettere della Biblioteca Inglese di Suoni Naturali. I poliziotti si scusarono per avere disturbato il loro lavoro e se ne andarono. In un'altra occasione, pensarono che qualcuno si fosse messo a sparargli contro, ma scoprirono che i bersagli erano dei conigli.
Un altro aspetto divertente della beffa, è il fatto che Bower e Chorley seguivano attentamente le teorie proposte dai vari cereaologi e cominciarono a provare un piacere perverso nel contraddirle. Si divertirono un mondo quando Delgado definì il loro, il lavoro di "un'intelligenza superiore".
Lì colpì particolarmente la teoria di Meaden, così precisa e dettagliata, e decisero di creare una formazione che non sarebbe stata spiegabile con tale teoria. Una sera, quindi, disegnarono un semplice cerchio con un andamento orario e, subito dopo, un cerchio concentrico antiorario. Il disegno lasciò Meaden disorientato per qualche anno.
Per sconcertare ancora di più Delgado e i suoi, Bower e Chorley fecero un cerchio con un anello e disegnarono un corridoio che finiva in una piccola buca scavata nel terreno, come se degli alieni avessero prelevato un campione di terra. Non si sarebbero mai sognati che Colin Andrews avrebbe ispezionato il buco e concluso, non si sa come, che a provocarlo era stato un "poltergeist", ossia uno spirito burlone!


Gli inaffondabili

Immancabilmente, dopo la rivelazione della beffa, ci fu una schiera di personaggi, sostenitori delle più strampalate ipotesi occulte, che non si diede per vinta.
Ci fu chi disse che nei cerchi si sviluppavano strane energie che curavano l'artrite e altre malattie, chi li credeva messaggi di Dio, chi li vedeva come messaggi in sumerico o in un antico dialetto mongolo… Lo stesso Colin Andrews, sul finire del 1992, si accampò per diverse settimane a Woodborough Hill e si mise a fare segnali di luce nel cielo buio, sperando di contattare qualche astronave aliena. Meaden, dal canto suo, rimase convinto della bontà della sua teoria dei vortici di plasma e si dichiarò certo che sarebbe stata confermata negli anni a venire.
In Italia, i promotori delle più strampalate teorie paranormali fecero di tutto per non far morire il mistero. In un articolo intitolato: "E' certo: i cerchi misteriosi sono opera di extraterrestri", e pubblicato nel luglio del 1992 da un settimanale scandalistico [10], per esempio, Michael Hesemann, un tedesco laureato in antropologia, dichiara: "Quella che disegna cerchi nei campi di grano è un'energia sconosciuta. Nessun uomo potrebbe imprimere nei campi forme geometriche, rotonde o ellittiche, di tale precisione". Le rivelazioni di Bower e Chorley, secondo Hesemann, sarebbero state solo "uno scherzo"; la verità è che i disegni rappresentano "comunicazioni da parte di energie extraterrestri che vogliono dirci o segnalarci qualche cosa (...), intelligenze non terrestri che da millenni osservano l'uomo, cercando di promuovere la sua evoluzione. Evidentemente hanno stabilito di farlo anche attraverso questi simboli così belli: bellezza e simmetria, caratteristiche di questi cerchi, producono stupore e cambiamento interiore". 


Gare di bravura

Per anni, cerchi e disegni più complessi continuarono ad apparire nei campi inglesi, ma il numero di studiosi e scienziati interessati a questo tipo di fenomeni si ridusse dal migliaio che era intorno al 1990 a quasi zero. Lo stesso Terence Meaden si ritirò dalle scene nel 1991, ammettendo che tutti i disegni complicati erano fraudolenti ma continuando a sostenere la sua teoria dei vortici di plasma per i cerchi più semplici.
Nel 1992 si tenne addirittura un concorso per "creatori di cerchi" che, nelle speranze di molti cereaologi, avrebbe dovuto screditare l'ipotesi della burla. Invece, nonostante le condizioni molto rigide imposte ai partecipanti (tra l'altro, i disegni dovevano essere realizzati di notte), i risultati furono giudicati eccezionali anche dalla rivista Science [11].
In Italia, anche il Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, fece la sua parte. Interessato quanto il Comitato alla teoria dello scherzo, il mensile Focus si offrì nel 1999 di sponsorizzare un tentativo di realizzazione di un disegno in un campo di grano italiano e di rimborsare il proprietario del campo a cui sarebbe stato inevitabilmente danneggiato parte del raccolto.
Fu individuato un sito adatto nei pressi di Adria, in provincia di Rovigo, grazie alla collaborazione di un'azienda agricola locale. Luigi Garlaschelli, che già in passato si era cimentato in un'esperienza analoga, curò di procurare il materiale necessario e di coordinare i lavori.
Innanzitutto, si realizzò un disegno su carta dell'immagine che si voleva ottenere, e quindi ci si mise al lavoro. Feci anch'io parte, insieme a Garlaschelli e a Marino Franzosi, del gruppo che realizzò il disegno. La prima cosa che si scopre provando effettivamente a realizzare un disegno nel grano è la possibilità di inoltrarsi all'interno dei campi senza davvero lasciare tracce, a patto che si cammini lungo i solchi lasciati dal trattore. Per realizzare quanto progettato, poi, è sufficiente piantare un paletto nel terreno, legarvi una corda e girare in tondo per delimitare il perimetro del primo cerchio (nel nostro caso era di circa 20 metri). Poi, con un rastrello, si abbassano le spighe all'interno del cerchio: anche qui scoprimmo che le spighe non si spezzavano ma si piegavano facilmente. Per le linee che collegavano il cerchio principale agli altri fu sufficiente tendere le corde e abbassare manualmente le spighe al loro interno. Nel giro di un'ora avevamo realizzato un misterioso disegno nel grano [12].


Il filmato di Oliver's Castle

Dopo un periodo di relativa quiete, in cui in seguito alla rivelazione dei due pensionati inglesi il fenomeno perse gran parte della sua aura misteriosa, ci fu un risveglio di interesse. Innanzitutto, ci furono alcuni studi scientifici in cui si sosteneva, tra l'altro, che sarebbero state rilevate modificazioni anatomiche nelle piante di grano all'interno dei cerchi dove sarebbero anche state trovata polvere di ossido di ferro di origine meteorica. [13] Secondo alcuni, poi, le spighe all'interno dei cerchi oltre a essere flesse sarebbero anche intrecciate. Tutti elementi che sembrerebbero confermare l'ipotesi non umana del fenomeno.
Nel 1996, inoltre, fu annunciato che un videoamatore inglese aveva ripreso per caso con la sua telecamera la formazione di un disegno nel grano. Nel filmato si vedevano due sfere luminose fluttuanti su un campo di grano che, all'improvviso e in pochi secondi, creavano uno spettacolare pittogramma composto da sette cerchi a simmetria esagonale. 
Sono le prove, finalmente, che una cosa sono gli scherzi di qualche burlone e ben altra il fenomeno "autentico"?
Cominciamo dal filmato. A girarlo fu, l'11 agosto 1996, tale John Wheyleigh che dopo averlo proiettato per la prima volta in un pub per un gruppo di appassionati e curiosi lo vendette a Colin Andrews. Andrews, infatti, non aveva mai abbandonato lo studio dei cerchi ma, nel frattempo, aveva formulato una nuova teoria per spiegare il fenomeno: d'accordo, sosteneva lo studioso, l'80 per cento dei cerchi sono frutto di scherzi ma il restante 20 per cento è certamente provocato da misteriose forze geo-magnetiche. Per comprovare la sue ipotesi, dunque, Andrews acquistò il filmato da Whyleigh che, nel frattempo, lo fece circolare anche altrove: quel documento di soli 24 secondi, infatti, fece rapidamente il giro del mondo [14].
Subito, due esperti in computer grafica e tecniche video, Paul Vigay e Peter Soreson, hanno analizzato il film e dichiarato che si tratta senza ombra di dubbio di un abilissimo falso. Le prove del falso sono numerose: "Durante le riprese", dice per esempio Vigay, "la telecamera non si muove minimamente, nemmeno quando le sfere escono dal campo visivo. Malgrado questo, il cerchio completo entra perfettamente nell'inquadratura. E' come se il cameraman avesse previsto esattamente il posto in cui si sarebbe formato il pittogramma". Anche le ombre sembrerebbero sbagliate, se confrontate con la posizione che il sole aveva nel giorno della ripresa. Paul Vigay ha voluto poi vedere come si poteva realizzare un filmato di questo tipo. In sole tre ore, con un personal computer e una normale strumentazione di post-produzione amatoriale, è riuscito a riprodurre una sequenza addirittura migliore di quella di "Oliver's Castle", priva cioè dei difetti riscontrati nel filmato originale [15]. Anche Colin Andrews si dichiara ormai convinto che il filmato sia un falso.
Ma è questione di poco perché l'intera montatura sia svelata. Il 22 luglio 1997, infatti, lo studioso Lee Winterson rivela i risultati di una lunga indagine che lo ha portato a scoprire che John Wheyleigh altri non era che John Wabe, un esperto di computer grafica degli studi di post-produzione First Cup a Bristol in Inghilterra. Con la collaborazione di una TV giapponese, Winterson riesce a mettere Wabe alle strette e a fargli confessare che il filmato era effettivamente una beffa da lui organizzata in vista di un programma televisivo per il Discovery Channel.


Gli esami scientifici

La maggior parte delle affermazioni che circolano a proposito dei cerchi nel grano non si distaccano quasi mai dal campo delle pure ipotesi e, come si è visto, non hanno mai ottenuto alcuna conferma.
Gli unici studi che meritano un esame più attento sono quelli relativi ai lavori di W. C. Levengood e di E. H. Haselhoff che, almeno in apparenza, sembrano qualitativamente migliori e, se non altro, sono stati pubblicati anche su riviste relativamente serie. 
Levengood sostiene di aver rilevato modificazioni anatomiche nelle piante di grano all'interno dei cerchi [16]. Queste evidenze non sarebbero compatibili con l'ipotesi dell'origine umana dei cerchi ma sembrerebbero piuttosto confermare la teoria, proposta da Meaden, secondo cui i disegni nel grano sarebbero originati da vortici di plasma. Altrove, Levengood e il suo collaboratore J. Burke sostengono di avere trovato altre prove a favore dell'ipotesi di Meaden [17]. In alcuni casi, sulle spighe di grano sarebbe stata trovata polvere di ossido di ferro di origine meteorica. Questa polvere sarebbe stata originata da meteoriti che, attraversando l'atmosfera, si sarebbero polverizzati generando il vortice di plasma responsabile dei cerchi. Sempre a detta dei due autori, questo fenomeno, avrebbe originato, tra l'altro, microonde i cui effetti sarebbero stati localizzati sulle spighe del grano. A favore della loro tesi, Levengood e Burke riportano anche il ritrovamento di alcune micrometeoriti in prossimità dei cerchi nel grano.
I problemi di questi lavori, come evidenziato da vari critici [18], sono diversi. Innanzitutto, i ricercatori non hanno mai adottato procedure di verifica dei risultati in "doppio cieco": in altre parole, non si sono mai preoccupati di accertarsi che gli effetti registrati fossero reali o solo un illusione. Non a caso, nessun altro ricercatore è mai riuscito a trovare i loro stessi risultati. Inoltre, per ciò che riguarda il ritrovamento di polvere di ossido ferro, un autore di cerchi nel grano confessò di aver deliberatamente sparso il terreno con limatura di ferro, successivamente ossidatasi. In seguito, mise anche a disposizione un campione della limatura utilizzata perché fosse analizzata, ma Levengood e Burke ignorarono l'offerta. Il ritrovamento di micrometeoriti non è poi un evento così eccezionale sulla superficie del pianeta. Va infine sottolineato che non vi è mai stata nessuna conferma del fatto che le spighe di grano siano state realmente irradiate da microonde.
Nessuno di questi studi, infine, compresi quelli di Eltjo Haselhoff che sostiene di avere rilevato un aumento della quantità di magnetite (fino a 600 volte la concentrazione normale) all'interno dei cerchi nel grano, ha mai suscitato interesse presso la comunità scientifica. Si parla di queste cose solamente tra ufologi e appassionati di misteri mentre, se le scoperte segnalate fossero valide e degne di nota, non sarebbero state ignorate dagli scienziati come è successo.


La verifica di Focus

In ogni caso, è sempre bene nella ricerca scientifica tentare di verificare i risultati nelle stesse condizioni in cui sono stati ottenuti. E' quanto ha fatto il mensile Focus che, nell'estate del 2001, al comparire dei primi disegni nel grano dello Wiltshire e dello Hampshire, in Inghilterra, ha mandato sul posto il giornalista Franco Capone e il botanico Gabriele Galasso, del Museo di storia naturale di Milano. La ricerca ha preso in esame i tre più recenti cerchi allora identificati allo scopo di verificare se erano effettivamente presenti tracce di elementi provenienti da asteroidi, modifiche genetiche o altri misteriosi effetti provocati da campi magnetici. [19] I campioni raccolti sono stati in seguito sottoposti a un esame morfologico e cellulare da Galasso e dal direttore del Museo, Enrico Bamfi; il botanico dell'Università di Milano, Sergio Sgorbati, ha invece diretto le analisi genetiche. Se i cerchi vengono davvero provocati da fonti ionizzanti, infatti, si dovrebbero registrare modificazioni nel Dna delle piante. Inoltre, un astrofisico, Romano Serra, ha svolto presso l'Università di Bologna indagini per verificare la presenza di materiale extraterrestre e di radioattività sui campioni di terreno prelevati.
Dunque, com'è andata? "Siamo riusciti a individuare tre cerchi", spiega Franco Capone, "nonostante le difficoltà di muoversi nelle campagne a causa di un'epidemia di afta epizootica (comportava il divieto di entrare in molte proprietà agricole). Lo scorso anno (nel 2000), ai primi di giugno, in Inghilterra, c'erano già 22 cerchi nel grano. Quest'anno alla stessa data erano solo 7. Come mai? Viene da pensare che con l'afta meno persone siano libere di girare di notte nei campi. Per scoprire cerchi o magari per farli".
E quali sono stati i risultati delle verifiche? "Il primo cerchio", continua Capone, "lo abbiamo trovato in un campo di colza: si trattava in realtà di tre cerchi, uno nell'altro, per un diametro totale di 50 metri. E aveva qualcosa di sospetto: al centro della formazione c'era infatti una buca, provocata probabilmente dalla rotazione di un palo tenuto al centro a fare da perno a una corda che, girando, poteva piegare le robuste piante di colza. Alcune piante avevano segni evidenti di sfregamento di un corpo solido, un altro elemento che fa ritenere questo cerchio nella colza del tutto falso. Le analisi di laboratorio eseguite in Italia hanno infatti escluso la presenza di radioattività nei campioni di terra analizzati, anche se ci sono residui ferrosi che possono fare pensare all'arrivo di materiale dallo spazio". Spiega però l'astrofisico Serra: "Abbiamo concluso che si tratta di un fondo cosmico naturale in tutta l'area, polvere di provenienza spaziale che si è accumulata in un lungo arco di tempo, a causa di una pioggia di micrometeoriti che si verifica un po' dappertutto. I campioni provenienti dall'esterno del cerchio mostrano una quantità di ferro praticamente uguale a quelli dell'interno".
"Il secondo circolo", prosegue Capone, "lo abbiamo trovato vicino alla citadina di Pewsey. Era nella colza e misurava circa 10 metri di diametro. Le piante erano piegate a spirale, in senso orario. Questo cerchio era del tipo più semplice, quello che apparve nei primi anni Ottanta, quando il fenomeno iniziò a essere registrato. Il terzo era un cerchio complesso, che si è "manifestato" in un campo d'orzo, occupando quasi un ettaro vicino a Barbury Castle". E come sono andate le analisi in questi due cerchi? "Anche lì", spiega Serra, "sono state trovate particelle di ferro con silicio, manganese, alluminio e altri elementi, anche di forma sferica, ma in una misura normale. La radioattività non era significativa, anzi in alcuni campioni addirittura al di sotto della soglia normale". 
Qualcosa di strano, però, è stato visto sui luoghi del mistero: le piante di colza all'interno dei cerchi presentavano più vitalità rispetto a quelle esterne. "La ragione è che le piante piegate cercano di reagire e, oltretutto, ricevono più luce che stimola la fioritura", spiega Galasso. "In questo gruppo vi erano più infestanti che all'esterno, sempre a causa della maggior quantità di luce che poteva raggiungere i livelli più bassi della coltura". E i semi? "Li abbiamo analizzati a Milano, senza riscontrare differenze fra quelli delle piante interne al cerchi rispetto a quelle al di fuori". E i famosi rigonfiamenti che Levengood ha riscontrato nelle piante colpite dal fenomeno? "Sono presenti anche nei campioni che abbiamo esaminato" spiega Enrico Banfi, direttore del Museo di Storia naturale di Milano. "E non si può negare che le cellule mostrino modifiche. Il punto è che queste piante sono state "strapazzate". Probabilmente da qualcosa di meccanico, non mi sembra il caso di ipotizzare fenomeni insoliti o misteriosi. A meno che questi "fulmini freddi" di plasma vengano osservati mentre si verificano". Neppure gli esami genetici commissionati da Focus sui campioni d'orzo e di colza hanno dato risultati.
"L'unica certezza sui cerchi", conclude Franco Capone, "è che, l'anno scorso, un ragazzo di nome Matthew è stato condannato a 140 sterline di multa per avere danneggiato un campo vicino a Marlborough, mentre eseguiva la sua "opera d'arte" nel grano (un cerchio con stella a 6 punte). Uno dei pochissimì che hanno confessato o che sono stati presi sul fatto. Questo ovviamente non esclude che alcuni cerchi abbiano davvero cause naturali. Non, però, quelli esaminati dai ricercatori italiani". [20]


Intervista con gli artisti del falso

Ispirati dal fascino suscitato dai cerchi nel grano, una manciata di artisti e appassionati inglesi decise nel 1995 di unire le forze per formare un gruppo in grado di creare disegni nel grano sempre più spettacolari. Il gruppo prese il nome di "Circlemakers" (creatori di cerchi) e inaugurò un ricchissimo sito Internet (http://www.circlemakers.org), pieno di resoconti e fotografie sui disegni realizzati. L'abilità del gruppo è realmente sorprendente: i disegni da loro prodoti sono tra le figure più complesse, intricate e geometricamente perfette mai viste, al punto che realizzano abitualmente disegni nel grano anche su commissione, per conto di agenzie pubblicitarie e produzioni televisive. Sono in molti a ritenere che sia opera loro anche il gigantesco "messaggio" comparso nell'agosto del 2001 nei pressi dell'Osservatorio di Chilbolton, in Inghilterra. Messaggio che, alcuni, hanno immediatamente voluto identificare come la risposta degli extraterrestri a un analogo appello inviato nel 1974 dalla terra verso lo spazio. [21]
Nel settembre del 2000, il periodico inglese Fortean Times intervistò il gruppo, guidato da John Lundberg [22]: "La possibilità di creare un artefatto la cui origine avrebbe potuto facilmente essere scambiata per non umana", dichiara Lundberg nell'intervista, "ci sembrò un'idea intrigante". Così nacque l'idea di creare il gruppo. L'artista Rod Dickson, un altro dei fondatori dei Circlemakers, aveva già tentato in passato di realizzare un disegno ma l'esperimento non gli sembrava particolarmente riuscito. "Cominciai a pensare che mi ero sbagliato e che degli uomini non potevano essere i responsabili di formazioni simili", spiega Dickson, "finché non vidi il giornale locale qualche giorno dopo. Un famoso investigatore del posto sosteneva che il nostro orribile pasticcio aveva tutte le caratterstiche dei fenomeni "genuini": spighe piegate ma non spezzate e così via. La mia opinione sui cerchi, sugli studiosi che li seguivano e sui media che se ne occupavano si capovolse. Quasi subito mi resi conto che in tutto ciò esisteva uno spazio straordinario che poteva essere occupato - meglio degli altri - dagli artisti".
Concludiamo questo capitolo con alcune altre dichiarazioni di Lundberg, che meritano di essere conosciute soprattutto da parte di coloro che ancora oggi ritengono plausibile l'idea di un'origine extraterrestre o paranormale per il fenomeno. "Penso che ci sarà sempre qualcuno che crederà in un'origine non umana dei cerchi nel grano. L'interesse dei media dopo la confessione di Doug e Dave è sicuramente calato, ma da allora credo che le dimensioni e la complessità di molte delle formazioni induca tante persone a interrogarsi nuovamente se possano avere un'origine non umana… Le dichiarazioni di Doug e Dave circa l'origine dei cerchi e le nostre imprese successive hanno creato un'atmosfera ben nota ai sociologi che si occupano di religioni: il fatto cioè che se un fenomeno viene smentito ciò può indurre chi crede a un rafforzamento delle proprie convinzioni. Per chi vuole credere ci sono sufficienti punti ambigui nelle nostre attività tali da permettere loro di continuare a credere. Non affermiamo mai di aver creato una formazione specifica ma diciamo solo di averne creata qualcuna in un dato periodo. Alcuni vedono le nostre dichiarazioni al livello di quei mitomani che si attribuiscono responsabilità per azioni che non hanno commesso, come quelli che avevano affermato di essere lo squartatore dello Yorkshire. I credenti più paranoici, poi, riescono a immaginare teorie cospiratorie intricate intorno a noi, e ci dipingono come oscuri agenti segreti al soldo di governi in lotta contro la crescita delle credenze new age… o altre fantasie del genere".
Nel frattempo, anche in Russia, a Yuzhnoye, è comparso il primo cerchio nel grano. "Sono piuttosto invidioso dei creatori di cerchi negli altri paesi", continua Lundberg. "Le attese circa le dimensioni e la complessita dei disegni che dovranno comparire in Inghilterra sono adesso molto alte, mentre la formazione piuttosto approssimativa comparsa in Russia è finita sui notiziari nazionali. Anche Vasily Belchenko, segretario del Consiglio per la sicurezza russo, ha visitato il sito e ha dichiarato che "non potevano esserci dubbi, non era una creazione dell'uomo, un oggetto sconosciuto si era posato in quel posto". Se lo stesso disegno fosse apparso in Inghilterra sarebbe stato praticamente ignorato tanto dagli studiosi quanto dai media. Detto questo, non penso che nessuno tragga benefici da disegni fatti male".
Alla domanda circa cosa possa spingere ancora tante persone a vedere qualcosa di misterioso nei disegni nel grano Lundberg risponde così: "I cerchi sono diventati segni e portenti del nostro tempo, degli enormi test di Rorschach [23] disegnati sui campi inglesi. L'area del Wiltshire, terreno fertile per i creatori di cerchi, è piena di luoghi sacri. Gli stessi cerchi potrebbero essere visti come luoghi sacri temporanei dove la gente si trova per meditare sul loro significato, riempiendoli di attributi mistici e mitici. Queste persone in sostanza aiutano a estendere il significato delle formazioni che, in questo contesto, possono essere viste come opere d'arte a partecipazione di massa".
La creazione di cerchi e disegni nel grano, si chiedono infine a Fortean Times, potrebbe rientrare in qualche tradizione artistica particolare? "Personalmente", risponde Lundberg, "vedo il nostro lavoro come la continuazione di quella tradizione di artisti che hanno lavorato di nascosto nel campo del paranormale, dalla Sindone al filmato sull'autopsia dell'alieno… Nel loro libro, The Turin Shroud: In Whose Image?, Lynn Picket e Clive Prince, sostengono che l'anonimo autore della sindone potrebbe essere stato Leonardo Da Vinci. Si sapeva che non amava chi venerava le reliquie: "Molti sono coloro che commerciano in trucchi e finti miracoli, imbrogliando le sciocche moltitudini; e se nessuno smascherasse i loro sotterfugi riuscirebbero a imporli a tutti". E' dunque nel solco del creatore della sindone - chiunque egli fosse - che vedo il nostro lavoro".


Tratto da "Grandi misteri della storia" di Massimo Polidoro, Piemme (http://www.edizpiemme.it), disponibile su Prometeo al link:
http://www.cicap.org/prometeo/lb_3193.php


[1] "Skeptical Inquirer", Winter 1992, pag. 140.

[2] "Science et Vie", novembre 1990, pag. 33.

[3] "Western Daily Press", 26.7.90.

[4] "Oggi", 29.8.90, pag. 45.

[5] Citato in: Dash, Mike Oltre i confini, Corbaccio 1999.

[6] Delgado, Pat e Andrews, Colin, L'enigma delle tracce circolari, Milano 1991, pag. 211.

[7] "Science et Vie", op. cit.

[8] "Time", 23.9.91, pag. 68.

[9] Schnabel, Jim, Round in Circles: Physicists, Poltergeists, Pranksters and the Secret History of the Cropwatchers, Londra 1993.

[10] "Visto", 11.7.1992, pag. 77.

[11] "Circle Hoax Contest", Science 257 (July 24, 1992): 481.

[12] Vedi: Focus, luglio 1999.

[13] Levengood, W. C. 1994. "Anatomical Anomalies in Crop Formation Plants". In: Physiologia Plantarum 92:356-363. Levengood, W.C. and Burke J. A. 1995. "Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation". In: Journal of Scientific Exploration 9(2). Keen, Montague. 1995. "Comments on "Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation" by Levengood and Burke. In: Journal of Scientific Exploration 9 (3): 407
[14] In Italia fu proposto in una videocassetta allegata al periodico UFO Contact (numero 1, gennaio 1998) e trasmesso più volte in TV come se si trattasse di un documento autentico.

[15] Teso, Massimiliano. 1998. "Falso il filmato di Oliver's Caslte", Scienza & Paranormale, n. 19, maggio-giugno 1998.

[16] Levengood, W.C. "Anatomical Anomalies in Crop Formation Plants", Physiologia Plantarum 92: 356-363, 1994.

[17] Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation", Journal of Scientific Exploration 9 (2), 1995.

[18] Nickell, Joe. 1996. "Levengood's Crop-Circle Plant Research", Skeptical Briefs, June (vedi anche: http://www.csicop.org/sb/9606/crop_circle.html).

[19] Capone, Franco. 2001. "Tre verità sul mistero dei cerchi", Focus 106, agosto 2001, pp. 47-52.

[20] Vedi anche: Capone, Franco. 2001. "Niente stranezze nel Dna dei cerchi", Focus 108, ottobre 2001, p. 112.

[21] Nel 1974, dal radiotelescopio di Arecibo, a Puerto Rico, fu lanciato un segnale radio, in codice binario, contenente informazioni sull'uomo e sul sistema solare. Il messaggio fu diretto verso la nebulosa M13 (un aggregato di 300 mila stelle, nella costellazione di Ercole, a 25 mila anni luce dalla Terra). La mattina del 20 agosto del 2001, fu trovato un gigantesco disegno in un campo di grano vicino all'osservatorio di Chilbolton, nello Hampshire, in Inghilterra, che scimmiottava il messaggio originale, ritoccato qui e là per dargli la parvenza di essere la "risposta" degli extraterrestri. E' stato però calcolato che dall'invio del segnale alla comparsa del disegno sono passati oltre 26 anni. Il segnale radio, che viaggia alla velocità della luce, ha compiuto quindi solo un millesimo della strada prevista. In una sfera di 26 anni luce centrata sulla Terra ci sono 180 stelle: "le possibilità che il raggio ne abbia incontrata una a noi sconosciuta in questo arco di tempo sono 1 su 50 mila" avverte un comunicato del SETI (il progetto per la ricerca di intelligenze extraterrestri). Dunque, il disegno di Chilbolton, subito definito dagli appassionati "Arecibo Reply" (La risposta ad Arecibo), è indubbiamente un notevole lavoro di intaglio, ma che si tratti di un autentico messaggio alieno è tutto da dimostrare (vedi anche: Bignami, Luigi, 2001, "E.T. risponde da Hercules 86", Focus, 109, novembre 2001, p. 104).

[22] Pilkington, Mark. 2000. "Leaders in their field", Fortean Times 138, pp. 24-25, settembre 2000.

[23] Le "macchie di Rorschach" sono un test psicodiagnostico realizzato dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach e composto da dieci tavole con disegni a macchia d'inchiostro. Ognuno vede nelle macchie ciò che vuole e, sulla base delle interpretazioni individuali, lo psichiatra dovrebbe poter determinare il profilo della personalità di un individuo. Il test è stato in seguito criticato per la poca oggettività.


http://www.cicap.org/crops/002.htm 

The Mowing Devil

Indagine critica sul "Diavolo Mietitore", il caso storico più famoso di un presunto crop circle apparso nel 1678 in Inghilterra.

di Francesco Grassi

The Mowing Devil


I crop circles, un fenomeno recente

Contrariamente ad altri fenomeni di interesse del CICAP, quello dei crop circles ha una storia molto breve: poco più di venti anni.
La loro presenza è stata storicamente notata e documentata sostanzialmente a partire dal 1980. I crop circles sono aumentati progressivamente di numero (da qualche unità nel 1980 a centinaia solo dieci anni dopo) e hanno cominciato a presentarsi in forme sempre più complesse dal punto di vista geometrico.
Come mai il fenomeno nasce così recentemente e nelle cronache antiche o nel folklore non se ne trova traccia?
Gli esperti a questa obiezione rispondono che esiste almeno un riferimento ai crop circles risalente al 1678. Nell'agosto di quell'anno, nella contea dell'Hertfordshire, in Inghilterra, fu pubblicato un pamphlet nel quale si racconta la storia del "Diavolo mietitore".
Il fenomeno sembra così avere le sue radici storiche e ben documentate, ed è proprio questo mistero che indagheremo in questo articolo.


1678: Il Pamphlet del "Diavolo Mietitore"

[...] in Inghilterra venne pubblicato un pamphlet contenente informazioni su una traccia circolare apparsa in un campo di avena. Il fatto venne attribuito all'opera del diavolo che "… faceva cerchi e piegava tutti gli steli in un modo tale che ogni mortale impiegherebbe più di un secolo per fare ciò che lui fece in una notte". [...]
Questo è quanto riporta Eltjo H. Haselhoff in un articolo (su internet al link: http://www.edicolaweb.net/ss000717.htm) intitolato "CROP CIRCLES: LA SCIENZA RISPONDE".
Cercando informazioni su questo caso del 1678 si riesce facilmente a reperire, sempre su internet, la famosa immagine del "Mowing Devil" e il testo che introduce il contenuto del pamphlet stesso:

THE MOWING-DEVIL: OR, STRANGE NEWS OUT OF HARTFORD-SHIRE

Being a True Relation of a Farmer, who Bargaining with a Poor Mower, about the Cutting down Three Half Acres of Oats: upon the Mower's asking too much, the Farmer swore That the Devil should Mow it rather than He. And so it fell out, that very Night, the Crop of Oat shew'd as if it had been all of a Flame: but next Morning appear'd so neatly mow'd by the Devil or some Infernal Spirit, that no Mortal Man was able to do the like.

Also, How the said Oats ly now in the Field, and the Owner has not Power to fetch them away.

Licensed, August 22th, 1678

Per comodità del lettore, cercheremo di tradurre il più possibile fedelmente in italiano:

IL DIAVOLO MIETITORE: OVVERO, STRANE NOVITA' NELL'HARTFORD-SHIRE

Questo è il racconto di un agricoltore che trattando con un povero mietitore sul compenso per la falciatura di tre mezzi acri di avena, a fronte di una richiesta troppo elevata del mietitore, giurò che il diavolo avrebbe mietuto il campo piuttosto che lui. E così accadde che quella stessa notte il campo di avena si mostrò come se fosse stato tutto una fiamma; ma il mattino seguente il campo apparve così perfettamente mietuto dal diavolo o da qualche spirito infernale, che nessun uomo (mortale) sarebbe stato in grado di fare la stessa cosa nella stessa maniera.
(Questo è) Inoltre (il racconto di), come l'avena giace ora sul campo, ed il proprietario non è in grado (non ha la forza) di portarla via.

Autorizzato il 22 Agosto 1678

Abbiamo quindi tutti gli elementi del mistero per tentare un'indagine su questo caso storico che testimonierebbe in maniera inequivocabile la formazione di un crop circle nel 1678.


L'indagine ha inizio

Prima di spendere inutilmente energie, ci siamo interrogati sulla veridicità del documento, cioè se per qualche motivo il pamphlet potesse essere stato prodotto in anni recenti e poi spacciato come documento d'epoca. Seguendo questa pista non si arriva da nessuna parte, il pamphlet sembra essere un vero documento del 1678 e non ci sono fonti che ne smentiscano la storicità.
Allo stesso tempo però appaiono altri elementi che non sono così palesi ad una prima ricerca superficiale. E' possibile ad esempio ritrovare il lungo e completo testo del pamphlet (disponibile su questa pagina al termine dell'articolo).
Si scopre quindi che, nonostante la diffusione della sola introduzione e dell'immagine del diavolo, in realtà il pamphlet è costituito da un testo molto lungo in inglese arcaico.
Una versione completa del testo è reperibile ad esempio sul libro: Circles From The Sky (Edited by Terence Meaden).
Leggendolo nella sua interezza, è possibile cercare di darne un'interpretazione diversa? Che cosa è in realtà un pamphlet?


Che cosa è un pamphlet

Vari dizionari italiani descrivono il pamphlet come un "breve scritto di contenuto violentemente polemico o satirico", tuttavia in inglese è possibile cogliere un uso corrente del termine abbastanza distante dalle definizioni proposte in italiano. In sostanza il termine pamphlet è spesso usato (in inglese) per definire "un piccolo libro" oppure un "libro sottile", cioè in pratica la breve trattazione di uno specifico soggetto. Ad oggi i pamphlet non esistono più solo in formato cartaceo, ma è anche possibile imbattersi su internet in "Electronic pamphlets" o "e-pamphlets".
La parola pamphlet, così come la conosciamo oggi, fu usata per la prima volta nel quattordicesimo secolo per distinguere una "breve pubblicazione" da un "libro", e la sua etimologia si fa risalire al poema erotico latino "Pamphilus, seu de Amore" (Pamphilus, ovvero sull'Amore) pubblicato fra il 1100 e il 1200. La parola "Pamphilus" mutò successivamente in "Pamphilet" e quindi in "pamphlet". Lo scopo principale era quello di divulgare informazioni su argomenti specifici di natura polemica e propagandistica. La popolarità dei pamphlet crebbe notevolmente dopo l'invenzione della stampa e così cominciarono a circolare per l'Europa soprattutto nei secoli 1500 e 1600 in Inghilterra, Francia e Germania dove ebbero più o meno lo stesso scopo dei nostri attuali quotidiani.
In Inghilterra, intorno al 1660 periodo della "Restoration", avevano ormai lasciato il posto ai quotidiani e ai periodici, ma ritornarono ad essere molto importanti come "armi politiche" fino ad arrivare alla "Glorious Revolution" del 1688, anno che vede anche la nascita della storica "Dichiarazione dei Diritti" (Declaration of Rights).


Il Povero contro il Ricco

Leggendo il testo completo del "Diavolo Mietitore" e riprendendo le considerazioni storiche sull'uso dei pamphlet, è facile notare come il testo sia fortemente connotato con termini che caratterizzano due stereotipi di classi sociali: il povero e il ricco.
Al mietitore ci si riferisce sempre con il termine "Poor" (povero), all'agricoltore invece il testo fa riferimento come "Rich" (ricco).
Alla luce di queste considerazioni possiamo quindi dare al pamphlet una chiave di lettura diversa: potremmo essere di fronte ad una forma di comunicazione intimidatoria che vede contrapposti il povero e il ricco (il "Poor Mower" e il "Rich Farmer").
La citazione e la raffigurazione del diavolo sarebbe quindi una sorta di rappresentazione iconografica di un atto (vandalico/intimidatorio) che lascia trapelare l'idea che il diavolo (il sovrannaturale) starebbe dalla parte del povero, o meglio che il diavolo potrebbe danneggiare il ricco a riprova del fatto che esiste "realmente" una giustizia divina.


Traduzione alla lettera o interpretazione?

La storia del "Diavolo Mietitore" presenta, se vista come pura cronaca, dei forti punti di contatto con il fenomeno dei crop circles e degli UFO: le fiamme descritte potrebbero essere legate alla descrizione di un fenomeno UFO nel 1678, mentre i cerchi perfetti sarebbero la descrizione della formazione di un crop circle.
Ma è proprio vero che una traduzione alla lettera del pamphlet va in favore della tesi "UFO - crop circles"?

Focalizziamoci su un breve frammento del testo:
[…] that same night this poor Mower and Farmer parted, his Field of Oats was publickly beheld by several Passengers to be all of a Flame, and so continued for some space, to the great consternation of those that beheld it. […]

Traduzione in italiano:
[…] quella stessa notte che il povero mietitore e l'agricoltore si separarono, il campo di avena fu pubblicamente visto (osservato) da numerosi passeggeri (testimoni) essere tutto una fiamma, e così continuò, con grande costernazione dei testimoni. […]

Oppure riprendendo la fine del pamphlet:
[...] But not to keep the curious Reader any longer in suspense, the inquisitive Farmer no sooner arriv'd at the place where his Oats grew, but to his admiration he found the Crop was cut down ready to his hands; and [as] if the Devil had a mind to shew his dexterity in the art of Husbandry, and scorn'd to mow them after the usual manner, he cut them in round circles, and plac't every straw with that exactness that it would have taken up above an Age for any Man to perform what he did that one night: And the man that owns them is as yet afraid to remove them. FINIS

Traduzione in italiano:
[…] Per non tenere in "suspense" ancora a lungo il lettore curioso, il coltivatore (con fare) interrogativo (inquisitive) non fece in tempo ad arrivare sul posto in cui la sua avena era cresciuta, che con grande ammirazione trovò che il raccolto era stato tagliato (giù) già pronto per le sue mani; e come se il diavolo desiderasse mostrare la sua destrezza nell'arte dell'agricoltura e disprezzasse il fatto di falciare in modo usuale, tagliò (them = gli steli di avena) in cerchi rotondi e piazzò ogni paglia con una precisione tale che per qualunque uomo ci sarebbe voluto più di un'era per fare quello che (egli = il Diavolo) fece in quella notte: E il proprietario è ancora impaurito nel rimuoverli. FINE

Se vogliamo far fede ad una traduzione alla lettera, dobbiamo quindi dedurre che molti testimoni videro il campo in fiamme e non, come segnalato da varie fonti, delle "fiamme in cielo"!
Inoltre si parla chiaramente di avena recisa (falciata, tagliata). Il verbo "to cut" vuol dire "tagliare" o "recidere", non ci sono altre interpretazioni; "to flatten" (appiattire) è una cosa, "to cut" è un'altra!
D'altra parte il titolo del pamphlet è "Il Diavolo Mietitore" e non "Il Diavolo Appiattitore"!
Quanti altri crop circles moderni presentano queste due caratteristiche riportate nel pamphlet?
Alla luce di tutte queste considerazioni è interessante riprendere quanto riportato precedentemente da Haselhoff, in cui possiamo notare che lo studioso si è premurato di precisare che il diavolo "...piegava tutti gli steli..." ma il pamphlet dice qualcosa di assolutamente diverso!
Per non basarci solo su una fonte di informazione reperita via internet, riprendiamo quanto Haselhoff scrive invece a pagina 15 e 16 nel suo ultimo libro "La Natura Complessa dei Cerchi nel Grano (Ricerche Scientifiche & Leggende Urbane)":
[...] A quel tempo, il fenomeno venne considerato come l'opera del demonio che "disdegnando di mietere in modo tradizionale, aveva falciato le piante in precisi cerchi sistemando ogni stelo con tale precisione che per un uomo ci sarebbe voluta tutta la vita per fare il lavoro che era stato portato a termine in una sola notte".
Come illustrato dalla stampa corrispondente, sembra comunque che il raccolto fosse stato soltanto appiattito a terra piuttosto che falciato (Figura 1-1). Si vede in essa una piccola creatura dalle fattezza demoniache che sembra piegare a terra molti steli di grano, sistemandoli con estrema precisione. Il perfetto allineamento a spirale del raccolto appiattito a terra e l'evidente forma circolare sono davvero sorprendenti. Chiunque abbia visto un crop circle dal vivo non avrà dubbi che l'artista che ha disegnato il "Diavolo Mietitore" volesse rappresentare lo stesso fenomeno che si verifica oggi nei nostri campi. [...]


In questa versione possiamo notare altri dettagli. Haselhoff facendo appello all'uso dell'immagine piuttosto che al testo del pamphlet, fa riferimento a:
[…] una piccola creatura dalle fattezza demoniache che sembra piegare a terra molti steli di grano, […]
In realtà la figura del diavolo ha proprio in mano una falce, e che azione potrebbe fare qualcuno con una falce in mano se non "falciare" piuttosto che "piegare"?
E poi ancora:
[…] Il perfetto allineamento a spirale del raccolto appiattito a terra e l'evidente forma circolare sono davvero sorprendenti.
Lasciamo al lettore trarre le sue conclusioni invitandolo a riguardare l'illustrazione ad inizio articolo, e limitandoci a segnalare che rifarsi ad una immagine di quel tipo per trarre delle conclusioni così "straordinarie" (fuori dall'ordinario) soffre di parecchi limiti.
Appare quindi evidente che anche Haselhoff, nel riportare la storia del "Diavolo Mietitore", si sia imbattuto nell'incongruenza logica messa in evidenza precedentemente, cioè "avena recisa" contro "avena piegata", ma tutte queste "forzature" evidenziate, possono essere casuali?


Conclusioni

A conclusione di questa indagine, ci sentiamo quindi di fare nostre le parole del Dr Owen Davies, professore di Storia alla "University of Hertfordshire" (http://www.herts.ac.uk/) che interpellato dall'autore dell'articolo, risponde così:

Caro Francesco,
ci sono due edizioni del pamphlet del "Mowing Devil", ma solamente uno contiene la famosa incisione (woodcut) dei cerchi. Sebbene possa capire perché gli entusiasti dei crop circles siano eccitati da questo caso, essi devono tener presente alcuni punti importanti:

1) I cerchi non sono appiattiti come tutti i moderni crop circles, ma sono il risultato della mietitura. E' un'importante distinzione da fare.

2) Il pamphlet è semplicemente un "racconto a sfondo morale" ad uso e consumo popolare. Ci sono altri numerosi pamphlet di "avvertimento/intimidazione" di quel periodo (benché non riguardanti "diavoli mietitori"). Non è riportata la località e nessuno riporta nomi.

3) Nel pamphlet è fornita una spiegazione perfettamente "ragionevole" sul perché il diavolo decise di mietere in cerchio: per mostrare le sue straordinarie abilità. Chiunque tenti di mietere un cerchio preciso con una falce conosce quanto sia difficile.
Il "motivo" circolare può anche essere messo in relazione al fatto che le riunioni di demoni e diavoli si svolgevano, in base ai princìpi magici, all'interno di un cerchio.

Spero che questo sia d'aiuto,

Cordiali Saluti,
Owen



FINIS


Riferimenti Bibliografici:
- Grandi misteri della storia, Polidoro, Piemme (http://www.edizpiemme.it)
- Circles From The Sky (Edited by Terence Meaden)
- La Natura Complessa dei Cerchi nel Grano, Eltjo H. Haselhoff, Natrix (http://www.natrix.it)
- L'enigma delle tracce circolari, Pat Delgado & Colin Andrews, Armenia/Milano '91
- Round in Circles, Jim Schnabel (http://www.skeptic.de/b/0245.htm)

Riferimenti Internet:
- http://www.google.it
- http://www.edicolaweb.net/ss000717.htm
- http://www.sis.buffalo.edu/[...]/pamphlets/Pamphlets.html
- http://www.lawsch.uga.edu/~glorious/
- http://www.herts.ac.uk/
- http://www.herts.ac.uk/[...]/ODavies.htm
- http://www.cicap.org/lombardia
- http://www.francescograssi.com


Testo completo del pamphlet

THE MOWING-DEVIL:
OR, STRANGE NEWS OUT OF HARTFORD-SHIRE

Being a True Relation of a Farmer, who Bargaining with a Poor Mower, about the Cutting down Three Half Acres of Oats: upon the Mower's asking too much, the Farmer swore That the Devil should Mow it rather than He. And so it fell out, that very Night, the Crop of Oat shew'd as if it had been all of a Flame: but next Morning appear'd so neatly mow'd by the Devil or some Infernal Spirit, that no Mortal Man was able to do the like.

Also, How the said Oats ly now in the Field, and the Owner has not Power to fetch them away.

Licensed, August 22, 1678


Men may dally with Heaven, and criticize on Hell, as Wittily as they please, but that there are really such places, the wise Dispensations of Almighty Providence does not cease continually to evince. For if by those accumulated circumstances which generally induce us to the belief of anything beyond our senses, we may reasonably gather that there are certainly such things as DEVILS, we must necessarily conclude that these Devils have a Hell: and as there is a Hell, there must be a Heaven, and consequently a GOD: and so all the Duties of Christian Religion as indispensable subsequents necessarily follow.

The first of which Propositions, this ensuing Narrative does not a little help to Confirm.

For no longer ago, than within the compass of the present Month of August, there hapned so unusual an Accident in Hartfordshire as is not only the general Discourse, and admiration of the whole County: but may for its Rarity challenge any other event, which has for these many years been Product in any other County whatsoever. The story thus.

In the said County lives a Rich industrious Farmer, who perceiving a small Crop of his (of about three Half-Acres of Land which he had sowed with Oats) to be Ripe and fit for Gathering, sent to a poor Neighbour whom he knew worked commonly in the Summer-time at Harvest Labour to agree with him about Mowing or Cutting the said Oats down. The poor man as it behoov'd Him endeavour'd to sell the Sweat of his Brows and Marrow of his Bones at as dear a Rate as reasonably he might, and therefore askt a good round Price
for his Labour, which the Farmer taking some exception at, bid him much more under the usual Rate than the poor Man askt for it: So that some sharp Words had past, when the Farmer told him he would Discourse with him no more about it.
Whereupon the honest Mower recollecting with himself, that if he undertook not that little Spot of Work, he might thereby lose much more business which the Farmer had to imploy him in beside, ran after him, and told him, that, rather than displease him, he would do it at what rate in Reason he pleas'd: and as an instance of his willingness to serve him, proposed to him a lower price, than he had Mowed for any time this Year before. The irretated Farmer with a stern look, and hasty gesture, told the poor man That the Devil himself should Mow his Oats before he should have anything to do with them, and upon this went his way, and left the sorrowful Yeoman, not a little troubled that he had disoblig'd one in whose Power it lay to do him many kindnesses.

But, however, in the happy series of an interrupted prosperity, we may strut and plume our selves over the miserable Indingencies of our necessitated Neighbours, yet there is a just God above, who weighs us not by our Bags, nor measures us by our Coffers: but l ooks upon all men indifferently, as the common sons of Adam: so that he who carefully Officiates that rank or Station wherein the Almighty has plac't him, tho' but a mean one, is truly more worthy the Estimation of all men, then he who is prefer'd to superior dignities, and abuses them: And what greater abuse than the contempt of Men below him: the relief of whose common necessities is none of the least Conditions whereby he holds all his Good things: which when that Tenure is forfeited by his default, he may justly expect some Judgement to ensue: or else that those riches whereby he prides himself so extravagantly may shortly be taken from him.

We will not attempt to fathom the cause, or reason of, Preternatural events: but certain we are, as the most Credible and General Relation can inform us, that same night this poor Mower and Farmer parted, his Field of Oats was publickly beheld by several Passengers to be all of a Flame, and so continued for some space, to the great consternation of those that beheld it.

Which strange news being by several carried to the Farmer next morning, could not but give him a great curiosity to go and see what was become of his Crop of Oats, which he could not imagine, but what was totally devour'd by those ravenous Flames which were observed to be so long resident on his Acre and a half of Ground.

Certainly a reflection on his sudden and indiscreet expression (That the Devil should Mowe his Oats before the poor Man should have anything to do with them) could not but on this occasion come into his Memory. For if we will but allow our selves so much leisure, to consider how many hits of providence go to the production of one Crop of Corn, such as the aptitude of the Soyl, the Seasonableness of Showers, Nourishing Sol-stices and Salubreous Winds, etc., we should rather welcome Maturity with Devout Acknowledgements than prevent our gathering of it by profuse wishes.

But not to keep the curious Reader any longer in suspense, the inquisitive Farmer no sooner arriv'd at the place where his Oats grew, but to his admiration he found the Crop was cut down ready to his hands; and [as] if the Devil had a mind to shew his dexterity in the art of Husbandry, and scorn'd to mow them after the usual manner, he cut them in round circles, and plac't every straw with that exactness that it would have taken up above an Age for any Man to perform what he did that one night: And the man that owns them is as yet afraid to remove them.

FINIS


http://www.cicap.org/crops/003.htm 

Disegni nel grano a Chilbolton:
l'opinione del SETI

di Marco Morocutti

Immagine da http://www.web-recon.com/
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Qualche riferimento per documentarsi prima di leggere l'articolo:
http://www.cropcircleresearch.com/articles/arecibo.html 
http://5thworld.com/Chilbolton/ChilboltonCode.html


Il 19 agosto del 2001, in un campo di grano nei pressi dell'Osservatorio radioastronomico di Chilbolton, nell'Inghilterra meridionale, è comparso quello che a buon titolo si può definire il più originale pittogramma nel grano mai realizzato finora [ndr: l'articolo è stato scritto prima dell'Agosto 2002]. Non si trattava di una elaborata figura a simmetria circolare, né di una composizione astratta. Quello che si è presentato agli occhi degli osservatori era addirittura una copia del famoso messaggio inviato nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo in direzione dell'ammasso stellare M13, nella costellazione di Ercole, che comprende diverse centinaia di migliaia di stelle. In quella occasione i radioastronomi del progetto SETI hanno voluto lanciare una sorta di messaggio in bottiglia, nella speranza che prima o poi qualcuno lo potesse raccogliere, e magari rispondere. Lo storico momento era forse giunto proprio ora, nel 2001, dopo soli 27 anni da quando il messaggio aveva lasciato la Terra?
A ben vedere, il tracciato di Chilbolton mostrava alcune differenze rispetto all'originale, proprio come se il misterioso corrispondente avesse voluto fornirci informazioni riguardo al suo angolo di universo ed alla sua stessa struttura biologica. Tant'è vero che, nella rappresentazione degli elementi chimici alla base della vita, il buon vecchio carbonio era sostituito dal più attuale ed intrigante silicio, oltre al fatto che lo schema del DNA alieno mostrava una singolare struttura a tripla elica. Il sistema solare del misterioso corrispondente comprendeva nove pianeti, come il nostro, di cui però tre erano posti in evidenza; infine, al posto dell'antenna trasmittente si poteva individuare qualcosa che ricordava la forma di una sonda spaziale.
Pareva proprio che, almeno questa volta, il significato del pittogramma fosse ben chiaro: una civiltà aliena aveva intercettato il messaggio di Arecibo e risposto a modo suo, scolpendo in un campo di grano un secondo messaggio, ed impiegando per il nuovo disegno lo stesso linguaggio dell'originale. Chi avrebbe potuto, a questo punto, non pensare ad un'opera aliena?
Chiamati direttamente in causa, i radioastronomi del SETI hanno replicato a questa ipotesi pubblicando sul sito web dell'Istituto il testo riportato di seguito (l'originale in lingua inglese si può trovare a http://www.seti.org/general/ao_message_crop.html).


Cerchi tracciati nel grano. Conoscete senz'altro queste complesse figure, scolpite nei campi di grano (in prevalenza) Inglesi. Potrebbe trattarsi di segnali da visitatori alieni? Nonostante molti disegni siano stati riconosciuti come frutto dell'opera di burloni, l'interesse per i cerchi nel grano ha visto una recente rinascita grazie ad una coppia di nuovi pittogrammi apparsi in un campo vicino all'Osservatorio di Chilbolton nello Hampshire, in Inghilterra. Uno dei due rappresenta una faccia: molti ritengono assomigli all'archetipo dell'alieno "Grigio", come si vede spesso nei film ed in TV. Il secondo è una versione modificata del messaggio di Arecibo del 1974, trasmesso in direzione dell'ammasso globulare M13 nel novembre di quell'anno.

Il messaggio di Arecibo, progettato da Frank Drake (che era allora direttore dell'Osservatorio di Arecibo a Porto Rico, e presiede attualmente il Consiglio di Amministrazione dell'Istituto SETI) assieme al suo staff, era un semplice schema consistente in 73 righe, ciascuna composta da 23 punti. Si è scelto questo numero di righe e di colonne perché ciascuno di essi è un numero primo. I numeri primi possono essere facilmente intuiti da chiunque riceva il messaggio, aiutando così a decifrare lo schema. Il messaggio è stato codificato tramite il semplice spostamento del segnale fra due frequenze, poste nella banda dei 2.380 MHz. L'invio del disegno ha richiesto tre minuti.

Il messaggio in sé fornisce quel tipo di informazione su di noi che ogni civiltà aliena vorrebbe conoscere: dove ci troviamo (per lo meno all'interno del nostro sistema solare), a cosa assomigliamo (una rappresentazione stilizzata), un semplice disegno del telescopio usato per inviare il messaggio, e qualcosa riguardo alla nostra struttura biologica (il DNA e qualche elemento costitutivo della nostra biochimica). Tutto questo è stato realizzato a scopo "dimostrativo" per celebrare l'aggiornamento del telescopio di Arecibo, di circa 300 metri di diametro, con una nuova e più precisa superficie riflettente.

Il disegno nel grano trovato nello Hampshire assomiglia molto a quanto inviato nel 1974. Ma ci sono alcune differenze: nella figura dello Hampshire, il telescopio di Arecibo ha lasciato posto ad un altro disegno che ricorda una sonda spaziale dotata di pannelli solari. Il diagramma che descrive il nostro sistema solare è stato sostituito con un altro dove compaiono ancora nove pianeti, ma quelli dal numero 3 al numero 5 sono spostati, e l'ultimo è raffigurato più grande degli altri (o forse si tratta della descrizione delle quattro lune galileiane di Giove). Infine, l'immagine dell'essere umano è stata modificata in una figura stilizzata che, sebbene umanoide, presenta una testa di maggiori dimensioni.

Un bello scherzo, nonché un simpatico esempio di arte grafica nel grano. Ma alcuni pensano che questo pittogramma (assieme ad almeno qualcun altro fra i più di mille cerchi apparsi nell'ultimo decennio) siano veramente segnali da visitatori alieni. Gli alieni, in questa visione, hanno preso a prestito un'idea da "Contact" di Carl Sagan ed iniziato un dialogo, restituendoci uno dei nostri stessi segnali (sebbene un po' modificato).

Tutto ciò è altamente improbabile. Non vi è alcuna evidenza che suggerisca per questi disegni un'origine diversa da quella terrestre. Alcune delle ragioni per cui siamo scettici riguardo al fatto che questo sia un "segnale" proveniente da altrove sono i seguenti:

· Gli alieni, se avessero ricevuto questo segnale, sarebbero ovviamente consapevoli della nostra capacità di trasmettere e ricevere mediante segnali radio ad alta frequenza. Dopo tutto, avrebbero potuto sapere della trasmissione del 1974 solamente ricevendola. E, naturalmente, avrebbero considerato importante la radio, al punto da lasciare il loro messaggio vicino ad una antenna radio. Perché allora avrebbero fatto ricorso ad un metodo così straordinariamente grezzo per rispondere, incidendo semplici messaggi nel nostro grano? Perché non usano la radio? Il disegno nel grano comunica solo una manciata di informazioni, grosso modo l'equivalente di poche frasi di un testo. Avrebbero potuto trasferire molto di più, in pochi secondi, usando la radio. Se la radio non è affar loro, perché non lasciare semplicemente una copia dell'Enciclopedia Galattica all'ingresso della fattoria o dell'osservatorio? Avrebbero potuto organizzarsi con un fascio di onde radio sufficientemente potente da raggiungere ogni apparecchio ricevente radio o TV dell'emisfero, il che avrebbe rapidamente comunicato ben più informazioni, a tutti ed in un colpo solo. Dopo tutto, se stanno scolpendo il grano, ci stanno chiaramente facendo visita. Se non sono particolarmente affezionati alla radio, potrebbero lasciare informazioni su carta, su un CD, o in qualsiasi altra forma sia loro conveniente. Qualunque di questi metodi avrebbe trasmesso ordini di grandezza di informazioni in più rispetto ad una scultura nel grano. Sicuramente, alieni in grado di arrivare fin nello Hampshire sono sufficientemente sofisticati da offrirci ben più bit di informazione di quanti se ne possano trovare nel foglietto di un Bacio Perugina.

· Come possono assomigliare a noi? Gli alieni di Hollywood somigliano sempre a simpatici umanoidi, ma si tratta di una presunzione antropocentrica. Visitate lo zoo locale, e troverete creature che condividono con voi 3.5 miliardi di anni di evoluzione e molto del vostro DNA. Ma non vi assomigliano - sembrano piuttosto pesci, o alligatori, o...

· Un punto molto importante se pensate che questo sia un messaggio di ritorno: il messaggio del 1974 era mirato verso l'ammasso M13, che comprende centinaia di migliaia di stelle. È risaputo che M13 dista 25.000 anni luce, il che significa che il messaggio non raggiungerà il bersaglio per altri 250 secoli. Chiaramente, il disegno nel grano non può essere una risposta inviata da un eventuale abitante di M13: non ha ancora ricevuto alcun messaggio. Ma che dire riguardo ad una eventuale stella della Via Lattea che potrebbe casualmente trovarsi nel fascio del messaggio di Arecibo? Non potrebbero aver sentito per caso la trasmissione, ed averci offerto questa bella scultura come risposta? No. Il fascio di Arecibo a 2.380 MHz ha una ampiezza di circa 2 minuti d'arco, che equivale più o meno ad 1/15 del diametro della luna piena. È un fascio estremamente stretto. Immaginate di scoccare una freccia attraverso un immenso spazio vuoto, in cui vi siano alcune palline da ping-pong appese a dei fili. Le palline distano fra loro molti chilometri. Quanto a lungo dovrebbe viaggiare la freccia prima di colpire accidentalmente una di queste palline? Ciò è analogo alla situazione del messaggio di Arecibo, che viaggia all'interno del suo fascio ben focalizzato nello spazio della Via Lattea. Le possibilità che colpisca un altro sistema solare nei 27 anni da quando è stato trasmesso sono... all'incirca una su 50.000. Se si accetta la ragionevole assunzione secondo cui gli alieni non possono viaggiare più velocemente della luce, allora dovrebbero trovarsi non più in là di 13.5 anni luce per poter ricevere il messaggio e rispondere. Le possibilità che vi sia un sistema solare all'interno dello spazio finora percorso dal fascio fino a quella distanza sono vicine ad una su mezzo milione! In alte parole è estremamente, estremamente improbabile che qualsiasi sistema solare sia finora stato investito dal messaggio di Arecibo. Questo è un punto importante, dato che è quantitativo e non dipende da altre assunzioni riguardo a questo disegno nel grano: nessun altro sistema solare ha finora potuto ricevere la trasmissione. E per inciso, la probabilità che una sonda nelle nostre vicinanze possa averla intercettata sono ancora più piccole!

· Le informazioni biochimiche nel crop circle sono le stesse del messaggio di Arecibo, sebbene il DNA sembri avere un filamento extra ed un numero in qualche modo differente di nucleotidi. Si è anche notato che ora viene indicato il silicio come parte del kit di costruzione biologica, benché questo elemento, pur se popolare nella fantascienza, sia piuttosto inadeguato alla realizzazione delle complesse molecole necessarie alla vita. Ancora, è da notare quanto la biologia aliena sia simile alla nostra, addirittura al punto da presentare una molecola di DNA elicoidale. Inoltre essi fanno uso dello stesso numero di zuccheri e di basi che costituiscono il DNA umano per costruire il proprio. Ma è notevole (anche se indubbiamente un indizio di burla da parte dell'autore) che il silicio sopra menzionato non compaia poi nella formula di alcuno fra i componenti del DNA alieno (un punto questo evidenziato da Randy Wiggins). Va ricordato inoltre che a fronte di centinaia di possibili aminoacidi, nelle forme di vita terrestri ne compaiono solo venti. In altre parole, la nostra biochimica è piuttosto specifica. È curioso (ed improbabile) che anche la loro corrisponda così da vicino alla nostra!

· Infine, l'intera vicenda dei cerchi nel grano non supera il test delle fandonie, come direbbe Sagan. I disegni possono facilmente essere realizzati da gente interessata a provocare scalpore (potete leggere simpatiche descrizioni sia di cerchi nel grano che della loro realizzazione, come vantato da esperti nel settore - per così dire - tanto che potrebbero anch'essi replicare i nuovi disegni, al sito dei circlemakers: http://www.circlemakers.org). E, cosa rilevante, mancano evidenze fisiche convincenti sul fatto che siano realizzati da altre entità. Ci si potrebbe anche meravigliare del perché, nonostante anche lì vi siano vasti campi coltivati a grano, gli Stati Uniti non siano quasi mai bersaglio di questo tipo di disegni alieni: circa due terzi di tutti i cerchi nel grano si trovano in Inghilterra. Possiamo anche notare come Chilbolton sia un luogo ove sono comparsi altri crop circles nel 1999 e nel 2000. Perché gli alieni dovrebbero far ricorso ad un sistema di segnalazione che trasferisce così poche informazioni e che si può utilizzare soltanto durante i due mesi della stagione della crescita, per di più solo di notte? Da Chilbolton ci hanno anche fatto sapere che questi recenti glifi sono apparsi (come in molti altri casi) dopo un weekend.

Un commento finale? I cerchi nel grano sono decorativi, di grande effetto e stimolanti, ma non informativi. Da una vera intelligenza extraterrestre possiamo aspettarci qualcosa di meglio.


Una analisi così puntigliosa ha dunque chiarito la questione? Niente affatto: i sostenitori della "realtà" dei cerchi nel grano hanno subito gridato allo scandalo, invocando argomentazioni che spaziano dalla "fisica superiore" all'occultamento delle prove da parte di un non meglio identificato "governo ombra mondiale". In alternativa, secondo questi i disegni potrebbero essere semplicemente frutto del "sogno di Gaia", cioè della Terra stessa, la quale sarebbe un vero e proprio essere vivente in grado di reagire agli stimoli esterni e persino di sognare, e "con l'energia della sua mente i sogni potrebbero manifestarsi nella realtà, con magnifiche forme radiose nei campi di grano" [1]. O forse i disegni sono realizzati da alieni in carne ed ossa, che accompagnano da sempre il cammino dell'umanità. Si legge infatti che "i rapimenti da parte di alieni oggi sono comunemente accettati dal popolino (fuori dalle mura del SETI) come un qualcosa che effettivamente succede" [2]. Dunque è tutto a posto: se il "popolino" è già convinto, non vale certo la pena di proseguire nelle ricerche.
E riguardo alla possibilità che si tratti di un burla, di un abile (e raffinatissimo) scherzo operato da un gruppo di artisti specializzati in graffiti nel grano? Neanche per idea! Servirebbero "conoscenze esoteriche del sistema numerico binario, della chimica, delle sequenze del DNA" [3], nozioni forse incomprensibili per chi vede solo complotti e congiure, ma senz'altro alla portata di qualsiasi studente universitario, forse addirittura di qualche insospettabile stagista estivo a Chilbolton.
Ma dell'ipotesi della burla non si può neppure parlare. Infatti, conclude l'articolista "non vorrei mai discutere con chi sceglie questa alternativa, come Confucio ha detto: "Chi parla con uno sciocco mostra che ce ne sono due" [4]. Niente male per chi si auto-attribuisce doti di apertura mentale, la famosa condizione in cui vi è il rischio (com'è noto) [5] che il cervello possa cadere addirittura per terra! Meglio invece l'atteggiamento del SETI, che di fronte ad una valanga di ipotesi senza capo né coda si prende comunque la briga di rispondere con pazienza e precisione, utilizzando il ragionamento scientifico con la speranza - talvolta vana - che chi ha orecchie per intendere intenda.


[1] Fra i tanti interventi favorevoli alla natura aliena dei disegni è stato scelto un articolo apparso sul sito http://www.ufonet.it, gestito dall'ufologo Daniele Maffettone.

[2] Idem

[3] Idem

[4] Idem

[5] Sarcastica osservazione circa la facilità a credere a qualsiasi cosa, espressa in diverse occasioni da Piero Angela.


http://www.cicap.org/crops/005.htm 

Laocoonte, il Cavallo di Troia
e gli Alieni

Crabwood Farm House, Hampshire, UK:
un nuovo crop-circle con un messaggio dagli alieni?

(22 Agosto 2002)

di Francesco Grassi

Il Cavallo di Troia e l'ammonimento di Laocoonte

Qualche riferimento per documentarsi prima di leggere l'articolo:
http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface.html
http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface3.html
http://www.temporarytemples.co.uk/2002-face.html
http://www.cropcircleconnector.com/[...]/crabwood2002a.html 


Questa nuova splendida formazione segna un punto di svolta, di "rottura", rispetto alla produzione dei crops a cui siamo stati abituati fino a ieri. Nei crops di Chilbolton dell'Agosto 2001 (leggi anche questo articolo) l'alieno era solo abbozzato, qui invece lo vediamo "squarciare" il suolo terrestre e mostrarci il suo inquietante volto come se stesse affacciandosi da uno "stargate" rettangolare.
Alla destra del volto vediamo una formazione circolare che sconfina dal perimetro, che cosa può essere?
Nella mia elaborazione grafica dell'immagine è possibile inoltre cogliere come delle dita a reggere il disco (un CD?), disco che fuoriesce nettamente dal perimetro quasi ad esprimere una tridimensionalità del disegno, tridimensionalità che vorrebbe cogliere l'atto dell'alieno nel porgere "qualcosa" a chi osserva l'immagine.

Ma che cosa ci porge l'alieno? 

Dopo pochi giorni dalla segnalazione di questa formazione, qualcuno è riuscito a decodificare il messaggio sul CD che l'alieno ci porge: 

Beware the bearers of FALSE gifts & their BROKEN PROMISES.
Much PAIN but still time.
(Damaged Word = EELRIJUE).
There is GOOD out there.
We OPpose DECEPTION.
Conduit CLOSING [bell sound]


Per approfondire la decodifica:
http://www.earthfiles.com/[...]&category=Environment 

La parola danneggiata "EELRIJUE" è stata successivamente decodificata in "BELIEVE", e quindi la traduzione in italiano potrebbe suonare più o meno così: 

Attenzione ai portatori di FALSI doni & alle loro PROMESSE INFRANTE.
Molto DOLORE ma ancora tempo.
CREDETE.
C'è del BUONO là fuori.
Ci OPponiamo all'INGANNO.
Comunicazione IN CHIUSURA [suono di campana]


Che messaggio sibillino e strano da parte di una civiltà aliena, che cosa ci vuole dire? Perché inizia con un ammonimento? Perché dovremmo fare attenzione ai portatori di falsi doni ("bearers of FALSE gifts")? E poi, chi sono questi portatori? 
La mitologia greca contiene un importante riferimento che potrebbe aiutarci in quest'opera di analisi: l'ammonimento di Laocoonte.

Di Laocoonte ci parla Virgilio nel libro secondo dell’Eneide: Enea, nel suo viaggio verso l’Italia approda alla corte di Didone. Silenti ed attenti gli ascoltatori (contictuere omnes intentique ora tenebant), racconta alla regina l’indicibile fine di Troia (Infandum regina iubes renovare dolorem). 
Egli riferisce che, dopo dieci anni di assedio, una mattina i Troiani videro che i Greci erano nottetempo partiti, lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno (Cavallo di Troia). 
Prima di accettare il regalo che poi rappresentò la distruzione di Troia, Laocoonte, sacerdote di Nettuno, tentò di avvertire i Troiani che si erano divisi in due fazioni, quelli che credevano al regalo e quelli che invece erano scettici (Equo ne credite, Teucri. Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentes). E per rafforzare il proprio scetticismo lanciò verso il ventre del cavallo una lancia che vi si conficcò con cupo rimbombo. (Stetit illa tremens, uteroque recusso insonuere cavae gemitumque dedere cavernae).
I Troiani esitavano ancora, nel dubbio che il cavallo potesse costituire un presagio favorevole, quando due terribili serpenti marini uscirono dal mare avvolgendo nella loro stretta mortale i figli di Laocoonte, con cui egli perì cercando invano di salvarli. I Troiani, convinti che quello fosse un segno del cielo, non ascoltarono il consiglio di Laocoonte e introdussero il cavallo in città, contribuendo così alla propria distruzione.

Seguiamo il brano che narra l'ammonimento fino al lancio che colpisce il Cavallo: 

[...]
scinditur incertum studia in contraria vulgus.
Primus ibi ante omnis magna comitante caterva
Laocoon ardens summa decurrit ab arce,
et procul 'o miseri, quae tanta insania, cives?
creditis avectos hostis? aut ulla putatis
dona carere dolis Danaum? sic notus Ulixes?
aut hoc inclusi ligno occultantur Achivi,
aut haec in nostros fabricata est machina muros,
inspectura domos venturaque desuper urbi,
aut aliquis latet error; equo ne credite, Teucri.
quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentis.'
sic fatus validis ingentem viribus hastam
in latus inque feri curvam compagibus alvum
contorsit. stetit illa tremens, uteroque recusso
insonuere cavae gemitumque dedere cavernae.



[...]
Stava tra questi due contrari in forse 
in due parti diviso il volgo incerto; 
quando con gran caterva e con gran furia 
da la ròcca discese, e di lontano 
gridò Laocoonte: "O ciechi, o folli, 
o sfortunati! agli nemici, a' Greci 
date credenza? a lor credete voi 
che sian partiti? e sarà mai che doni 
siano i lor doni, e non piú tosto inganni? 
Cosí v'è noto Ulisse? O in questo legno 
sono i Greci rinchiusi, o questa è macchina 
contra alle nostre mura, o spia per entro 
ai nostri alberghi, o scala o torre o ponte 
per di sopra assalirne. E che che sia, 
certo o vi cova o vi si ordisce inganno, 
ché de' Pelasgi e de' nemici è 'l dono". 
Ciò detto, con gran forza una grand'asta 
avventogli, e colpillo, ove tremante 
stette altamente infra due coste infissa: 
e 'l destrier, come fosse e vivo e fiero, 
fieramente da spron punto cotale, 
si storcé, si crollò, tonogli il ventre, 
e rintonâr le sue cave caverne.
[...]

Che analogia può avere l'ammonimento di Laocoonte che esorta a non accettare i falsi doni dei Greci, con il "Beware the bearers of FALSE gifts" del CD alieno?

Nell'agosto del 1991 a Milk Hill vicino Alton Barnes (Wiltshire, UK), fu trovata un'iscrizione nel campo, un crop anomalo:

OPPONO ASTOS

Di quell'iscrizione furono proposte almeno tre decodifiche, e forse la più suggestiva fu quella di Gerald Hawkins che portava al latino OPPONO ASTOS, cioè "mi oppongo agli imbrogli" (nel CD alieno: We OPpose DECEPTION, "ci opponiamo all'inganno").
In latino la parola "astos" fu usata per descrivere il dono del Cavallo di Troia, fatto dai Greci ai Troiani.

La nuova formazione con il volto dell'alieno è, secondo la mia interpretazione, un piccolo capolavoro artistico intriso di raffinatezze, di citazioni, di informazioni codificate, in sostanza una favolosa meta-opera.
Un'opera che appartiene a un "mito nuovo" e contemporaneamente cita un "mito storico", un'opera che soltanto "apparendo" cita sé stessa affondando le sue radici nella mitologia, perché?
Perché l'autore, o meglio gli autori, hanno consegnato ai terrestri (che si sono divisi in due fazioni: quelli che credono ai crops e quelli che invece sono scettici) una formazione "Cavallo di Troia", con allegato un CD in cui compare l'ammonimento di Laocoonte a rimanere scettici.

Accetteranno i terrestri questo "Cavallo di Troia" donato degli alieni?



Riferimenti:
http://www.cnf.it/centrofor/pagine/Laocoonte.htm
http://80.18.63.66/progetti/1D/roma/Musei%20Vaticani/laoco.htm
http://www.latinonline.it/opere/Virgilio/eneide_II/eneide_II_I.asp
http://www.geocities.com/~stilicho/literature/aeneid-ital2.html
http://digilander.libero.it/atlantis3000/archivio/crop_circles.htm
http://www.modempool.com/pyle/index.htm
http://www.dcca.nl/art/milkhill-uk.htm


Nota:
Questo articolo è tratto dal sito di Francesco Grassi, all'indirizzo:
http://www.francescograssi.com/adv/2002_08_22.htm


http://www.cicap.org/articoli/at100052.htm 

Il Filmato di "Oliver’s Castle" ? Un falso !

di Massimiliano Teso

 

Sono le 5:00 di mattina: due sfere luminose fluttuanti sorvolano un campo inglese e all’improvviso, in pochi secondi, formano uno spettacolare pittogramma1 composto da 7 cerchi a simmetria esagonale.

Questo è quanto ha ripreso con la sua telecamera l’11 agosto 1996 John Wheyleigh.

Il filmato (24 secondi circa), di qualità sorprendentemente buona, è stato proiettato per la prima volta dallo stesso autore in un pub (Barge Inn) frequentato da studiosi e curiosi dei crop circles (cerchi nel grano).

Abbiamo dunque la prova che questi cerchi sono messaggi di entità extraterrestri? L’esistenza degli UFO, intesi come astronavi aliene, è dunque confermata?

Come accade spesso in questi casi lo scoop è finito in pasto ai media (in Italia è stato recentemente proposto in una videocassetta allegata a UFO Contact (Numero 1, Gennaio 1998) una rivista ufologica commerciale. Acquistato dall’Ing. Colin Andrews, che da anni studia il fenomeno, il filmato ha fatto il giro del mondo e molti si sono messi a studiarlo.

Due esperti in computer grafica e tecniche video, Paul Vigay e Peter Soreson, dopo una lunga analisi, hanno dichiarato che senza ombra di dubbio si tratta di un abilissimo falso. Secondo Vigay, infatti, a prima vista il filmato sembra autentico, ma a un’analisi più approfondita sono molte le prove della sua falsità. Alcune sono di carattere puramente tecnico, altre invece, seppur banali, sono illuminanti.

«Durante le riprese», dice Vigay, «la telecamera non si muove minimamente, nemmeno quando le sfere escono dal campo visivo. Malgrado questo, il cerchio completo entra perfettamente nell’inquadratura. E’ come se il cameraman avesse previsto esattamente il posto in cui si sarebbe formato il pittogramma».

Anche le ombre sembrerebbero sbagliate, se confrontate con la posizione che il sole aveva nel giorno della ripresa.

Paul Vigay ha voluto poi vedere come si poteva realizzare un filmato di questo tipo. In sole tre ore, con un personal computer e una normale strumentazione di post-produzione amatoriale, è riuscito a riprodurre una sequenza addirittura migliore di quella di "Oliver’s Castle" (evitando cioè tutte quelle imperfezioni da lui riscontrate).

Chi ha realizzato il filmato doveva quindi avere delle ottime conoscenze di computer grafica e possedere quel minimo di strumentazione necessaria, requisiti che John Wheyleigh sembrava non possedere.

Ed è qui che entra in gioco Lee Winterson che, dopo un lungo lavoro investigativo durato mesi, è riuscito a scoprire la vera identità dell’autore del filmato: John Wabe, esperto in computer grafica degli studi di post-produzione First Cup a Bristol in Inghilterra (Jonh Wheyleigh era quindi un nome falso).

Winterson è stato però ancora più abile. Grazie alla collaborazione di Peter Soreson e della Nippon Television ha ripreso Wabe in atteggiamenti sospetti ma, soprattutto, è riuscito a fargli ammettere l’inganno.

In una telefonata, John Wabe ha infatti confermato la falsità del filmato e il suo coinvolgimento nella vicenda. Il video, inoltre, sarebbe stato preparato in collaborazione con il Discovery Channel, che sta attualmente programmando una serie sui falsi UFO.


http://www.cicap.org/crops/006.htm 

Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte

Anomalia o fenomeno naturale?
(Giugno 2003)

di Francesco Grassi


Quando si parla di "cerchi nel grano" (in inglese crop circles[1]), molte discussioni imbastite dagli esperti si basano sostanzialmente su un assunto: "Nonostante siano note numerosissime formazioni realizzate da uomini, esistono comunque formazioni 'genuine' in cui non è coinvolta l'abilità umana. Questo è il vero fenomeno che deve essere studiato".
Approfondendo però la questione, è possibile rendersi conto del fatto che nessuno abbia mai proposto un criterio definitivo per capire se, una volta giunti all'interno di una nuova formazione, questa si possa attribuire inequivocabilmente all'opera umana o meno.
Quando si cominciò a documentare il fenomeno ai suoi inizi, i maggiori esperti sostenevano che i crop circles non potevano essere opera dell'uomo perché "...sarebbe stato impossibile per degli uomini muoversi nel grano senza lasciare tracce del proprio passaggio".
In realtà nei campi si possono (e si potevano!) notare dei sentieri rettilinei, senza spighe, lasciati dal passaggio dei trattori durante la semina (in inglese tramlines). Sfruttando questi sentieri si può arrivare tranquillamente all'interno dei campi senza lasciare tracce. La cosa sorprendente è che gli stessi esperti suggerivano sempre ai curiosi di seguire questi sentieri per non rovinare le formazioni!
Oggi siamo a conoscenza di parecchie formazioni palesemente realizzate dall'uomo in cui non ci sono tracce evidenti di passaggio umano, come continuare quindi a sostenere la presenza di un intervento "non umano" nei campi?
A partire dai primi anni novanta fa la sua comparsa il concetto di "anomalia" che storicamente prende il posto dell'argomentazione relativa alla "mancanza di tracce umane di ingresso al campo" oggi non più citata da nessuno.


Mosche morte: l'anomalia probante?

Il 3 giugno del 2002 giunge una e-mail alla redazione del CICAP firmata da "Osservatori quasi anonimi" con il seguente messaggio: "Egregi signori, Ci domandiamo con che coraggio paragoniate il vostro sgorbio di cerchio (o anche quelli EVIDENTEMENTE effettuati da contraffattori) con la perfezione, le mosche morte le mutazioni nella germinazione e molto altro ancora degli originali. […]"
Gli "Osservatori quasi anonimi", da quanto scrivono, sembrano saper distinguere inequivocabilmente i crop circles "genuini" da quelli realizzati dagli uomini. Il primo criterio che invocano è la "perfezione" mettendolo in contrapposizione alla "imperfezione" della formazione realizzata dal CICAP documentata in un articolo apparso sulla rivista Focus del luglio 1999; il secondo criterio invocato è rappresentato dalle "mosche morte". Vengono inoltre citate "mutazioni della germinazione" e altri criteri che distinguerebbero i crop circles contraffatti da quelli originali. La bizzarra citazione alle mosche morte non può che attirare l'attenzione ed è facile intuire che questa caratteristica debba essere inquadrata come "anomalia", segno probabilmente distintivo della presenza di un intervento di qualcosa di misterioso che agisce nei campi, appiattisce gli steli e in maniera collaterale è in grado di uccidere le mosche.
Sarebbe quindi quella delle mosche morte l'anomalia probante?


La prima fonte

"Il 17 luglio 1998, la ricercatrice olandese Janet Ossebaard si trovò di fronte a un nuovo mistero collegato ai cerchi nel grano: numerose mosche morte erano attaccate ai semi delle piante di grano che si trovavano all'interno di un cerchio. […] Gli insetti avevano il rostro saldamente attaccato alle spighe, e le zampe e le ali completamente distese come in preda a uno spasmo. […] Alcune mosche erano letteralmente esplose: zampe, parti del corpo, ali e teste erano sparse sulle spighe […]. Altre mosche si trovavano comunque in perfetto stato e davano l'impressione che potessero volare via da un momento all'altro. Un controllo più approfondito rivelò tuttavia che la maggior parte di loro era indubbiamente morta. Alcune di queste sebbene attaccate alle spighe proprio come le altre, erano ancora vive ma pesantemente tramortite. Dopo essere state liberate dalle piante si ripresero e volarono via passati pochi minuti. Sorpresa da ciò che aveva scoperto, Janet raccolse alcuni degli insetti morti e li inviò a un esperto del Museo di Storia Naturale di Londra. Egli sospettò inizialmente che la morte degli insetti fosse da imputarsi agli effetti di un fungo (Entomophtora muscae) ma dopo studi più approfonditi questa causa fu esclusa. Un fenomeno del genere non si era mai visto prima, e non si poté formulare nessuna soluzione soddisfacente."

Questo è quanto riporta Eltjo Haselhoff, dottore in Fisica teorica e sperimentale, nel suo libro La natura complessa dei cerchi nel grano (Natrix Edition) al paragrafo dal titolo "L'enigma delle mosche morte".

Fig. 1: mosche morte fotografate in un crop circle (© Janet Ossebaard)

© Janet Ossebaard
Fig. 1: mosche morte fotografate in un crop circle

 

Effettivamente la testimonianza di Janet Ossebaard è abbastanza inquietante, sembrerebbe che delle energie misteriose uccidano e facciano esplodere le mosche durante la creazione dei crop circles. Haselhoff però non riporta nel libro la foto del - così egli scrive - "cerchio" (forse gli "Osservatori quasi anonimi" aggiungerebbero anche l'aggettivo "perfetto") delle mosche morte, né riporta la località in cui sarebbe apparso questo "cerchio" ed è con queste stranissime premesse che la mia indagine ha ufficialmente inizio.


Bellezza e perfezione implicano "genuinità"?

Una prima ricerca mi porta ad identificare l'articolo originale scritto da Janet Ossebaard[2] dal titolo: "The Dead Flies Mystery".
Nell'articolo è possibile leggere il resoconto originale e osservare (con grande stupore) il "cerchio perfetto" in cui questa bizzarra anomalia è stata documentata. La località della formazione è Cherhill nello Wiltshire in Inghilterra e la seguente figura mostra l'immagine che è possibile vedere all'indirizzo internet:
http://home.clara.net/lucypringle/photos/1998/uk98cm.html

Fig. 2: crop circle delle mosche morte (© Lucy Pringle)

© Lucy Pringle
Fig. 2: crop circle delle mosche morte

 

Deduco che evidentemente non tutti i ricercatori esperti sui crop circles concordano con le esternazioni inviate dagli "Osservatori quasi anonimi" al CICAP, infatti in questo caso lo "sgorbio" è proprio il cerchio delle mosche morte, ed è altresì chiaro che gli "Osservatori quasi anonimi" non avevano mai osservato la "perfezione" di questa formazione da loro ritenuta evidentemente genuina, altrimenti non avrebbero commesso tale gaffe.
La letteratura sui crop circles sembra inoltre non riportare dei casi precedenti su mosche morte documentati nella maniera dettagliata come nella descrizione di Janet Ossebaard e decido comunque di proseguire l'indagine. Che pista seguire?


Unico indizio: Entomophthora muscae

Riprendendo il paragrafo del libro di Haselhoff decido di esplorare l'unica pista a mia disposizione, e cioè la misteriosa citazione al fungo Entomophthora muscae.
Che cosa sono i funghi? Per non complicare troppo le cose si può dire che i funghi sono organismi sicuramente più complessi dei batteri, assimilabili alle piante ma che al contrario delle piante non sono in grado di sintetizzare la clorofilla e pertanto devono procurarsi il nutrimento da altre forme di vita. Solitamente quindi i funghi si cibano di organismi morti, ma talvolta attaccano e distruggono organismi ancora vivi.
I funghi sono stati classificati durante il loro studio in diverse specie, e risale al 1855 l'identificazione della prima specie di fungo in grado di attaccare e distruggere mosche domestiche vive e altre specie di mosche, il suo nome è: Entomophthora muscae.
Tutti i funghi definiti come entomophthora hanno la caratteristica comune di distruggere gli insetti che attaccano, infatti la parola entomophthora deriva dalla composizione di due parole greche: éntomon (insetto) [da éntomon (zôion), propriamente "(animale) tagliato all'interno" (entémnein "intagliare"), cioè "dal corpo diviso in segmenti"] e phtora (distruzione) [da phteiro, distruggere].
Ma come si comporta esattamente il fungo Entomophthora muscae nei confronti delle mosche?


Altre testimonianze di mosche morte misteriosamente

Tramite internet mi è stato possibile trovare testimonianze di altre persone che si sono imbattute in mosche morte in modo misterioso, e che hanno riportato la loro perplessità in rete; ecco la prima.
Darin Burleigh il 14 Agosto del 1997 invia una comunicazione dal titolo "Mosche incollate su foglie" ("Flies stuck on leaves") al newsgroup sci.bio.entomology.misc: "Mi sono imbattuto l'altro giorno in un fenomeno molto curioso, nella riserva forestale Kishwaukee, Winnebage County, IL (vicino Rockford). Centinaia di mosche (assomiglianti ad api, e di cui non conosco la specie) erano incollate ai bordi delle foglie. Completamente incollate. Come se si fossero tutte posate intorno e immediatamente fossero state incollate lì. Erano tutte morte. Alcune di loro erano incollate in gruppi".
Una delle risposte giunge da parte di Kathie T. Hodge il 17 Agosto 1997: "Sembra un'infezione epizootica da fungo, molto probabilmente causata da Entomophthora muscae oppure da un fungo affine. Causa spesso eventi mortali abbastanza spettacolari come quello che tu descrivi. L'Entomophthora muscae infetta le mosche quando le spore si posano su di esse, quindi germinano e crescono attraverso la cuticola. Il fungo quindi prolifera all'interno della mosca, sostanzialmente divorandola dall'interno. Le mosche infette spesso si portano in posizione elevata prima di morire e rimangono incollate [tramite il rostro, NdA.] dalla fuoriuscita del fungo. Si pensa per facilitare la dispersione del fungo, il quale produce spore che vengono espulse con forza. Le strutture che producono le spore emergono dai segmenti addominali dopo la morte, "sparano" le loro spore, e quindi collassano in maniera tale che nei campioni più vecchi è qualche volta difficile vedere l'evidenza del fungo, e le mosche morte sembrano stranamente normali, tranne per il fatto che sono morte e incollate sul loro substrato! […]"
La seconda testimonianza che riporto è di Jim Ogilvie che il 18 Novembre del 1994 invia una comunicazione dal titolo "Mosche domestiche" ("House flys") al newsgroup sci.bio.entomology.lepidoptera: "[…] Ho notato che in inverno si trovano molte mosche morte intorno alla casa. Sembrano essersi posate, morte e incollate lì. Quando muoiono su una finestra si vede sempre uno spruzzo di 'materiale' sul vetro sotto la mosca. Sembra che dopo la morte della mosca, la sua forza vitale l'abbia lasciata e si sia spiaccicata sul vetro. Ma che succede?"
Fra le varie risposte che Jim riceve, leggiamo attentamente quella inviata da Stuart Krasnoff il 21 Novembre 1994: "La tua è la descrizione di mosche morte a causa di un'infezione da Entomophthora muscae. La mosca si infetta quando una spora del fungo viene a contatto con il suo corpo. Il fungo penetra nell'addome della mosca, prolifera all'interno della mosca, e, subito dopo la morte della mosca, fuoriesce dall'insetto morto producendo spore che vengono espulse a "doccia" e il cui risultato è l'alone bianco che vedi intorno all'insetto morto sul vetro della finestra. Tipicamente la mosca muore in una posizione elevata incollata con il suo rostro al substrato su cui si posa, con le zampe ben distese, le ali sollevate e l'addome inclinato verso l'alto".
Il puzzle cominciare a prendere forma, ma a questo punto è il caso di addentrarsi in maniera più rigorosa nello studio di questo misterioso fungo che risponde al nome di Entomophthora muscae.


Entomophthora muscae: fasi e dettagli

L'evoluzione dell'attacco da Entomophthora muscae è stato suddiviso dagli entomologi in sei fasi ben definite[3]:

1. Fase dell'infezione

L'infezione avviene attraverso i tegumenti dell'insetto, cioè in maniera sottocutanea. Un conidio (cioè una cellula che si stacca dal corpo vegetativo del fungo per dare origine a un nuovo individuo) a contatto con la cuticola dell'insetto germina e perfora la cuticola stessa attraverso un'azione enzimatica. 

2. Fase lipolitica e sviluppo localizzato (relativamente al punto di infezione) nel grasso del corpo dell'ospite.

Dopo la penetrazione nell'organismo ospite il fungo dapprima cresce lentamente e non si diffonde nel corpo dell'insetto. Durante questa fase il fungo secerne lipasi molto attive che digeriscono i grassi della mosca.

3. Colonizzazione del corpo dell'ospite attraverso la generalizzazione dell'infezione.

Il fungo si diffonde molto rapidamente nel corpo dell'ospite a causa della rapida proliferazione di numerose ife (filamenti, unicellulari o pluricellulari, che compongono il corpo dei funghi superiori). Come risultato, il fungo penetra in tutte le parti del corpo (addome, torace, e testa) indipendentemente dal sito dell'infezione. Durante questa fase il fungo utilizza i nutrienti che erano stati accumulati durante la fase precedente senza digerire i tessuti dell'ospite.

4. Fase proteolitica.

Dopo la colonizzazione dell'intero corpo dell'ospite o almeno del suo addome, il fungo secerne enzimi proteolitici molto attivi; penetra nei muscoli e negli altri tessuti dell'insetto e rapidamente distrugge l'intero contenuto del suo corpo. Alla fine di questa fase, i contenuti del corpo dell'ospite sono trasformati in un fluido bianco-latte, una sospensione di particelle di grassi e ife del fungo. In questa fase il corpo dell'insetto infetto è come un sacchetto dalle pareti sottili pieno di liquido, quindi soffice e molle.

5. Mummificazione del corpo dell'ospite.

Dopo la fase proteolitica, i corpi ifali del fungo in sospensione nel fluido del corpo dell'ospite rapidamente assorbono il liquido che li circonda e crescono velocemente fino a formare un reticolato spugnoso. La consistenza del corpo cambia da molle a rigida. Alla fine di questa fase le parti infette del corpo dell'ospite si rigonfiano fortemente a causa della pressione della massa del micelio del parassita; ogni parte dell'insetto si estende e si espande.

6. Sporulazione.

Questa fase termina con la perforazione dei tegumenti e la fuoriuscita delle ife del fungo, le quali crescono esternamente fino ad arrivare all'esplosione finale delle spore che finiscono per formare uno "spruzzo", un alone di "materiale biancastro" sul substrato sul quale la mosca era morta.

Fig. 3: mosca "esplosa" al termine della fase di sporulazione (© Thomas J. Volk) [immagine tratta dal link: http://botit.botany.wisc.edu/toms_fungi/mar2000.html ]

© Thomas J. Volk
Fig. 3: mosca "esplosa" al termine della fase di sporulazione

 

Le mosche infette da Entomophthora muscae tipicamente muoiono in posizioni elevate, con il rostro esteso e incollato al substrato, le zampe distese, l'addome inclinato rispetto al substrato e le ali ben sollevate al di sopra della linea del torace. Questa particolare posizione favorisce due atteggiamenti nelle mosche non ancora infette, dal momento che la mosca morta sembra che si stia cibando o che voglia copulare. Pertanto le mosche non infette si avvicinano alla mosca morta e si infettano a loro volta perché sono attratte dal cibo o perché sono attirate sessualmente. Un ulteriore particolare interessante è che gli insetti non ancora morti sono facilmente catturabili e se liberati dal substrato e sottoposti a stimoli riescono ancora ad effettuare qualche azione tipica della loro specie, come "volare" nel caso si tratti di mosche o ad esempio "saltare" nel caso si tratti di locuste.
I ricercatori Krasnoff, Watson e Gibson del dipartimento di entomologia della "Cornell University" di Ithaca (NY) hanno inoltre videoregistrato e analizzato il comportamento delle mosche prima e dopo l'istante della morte, evidenziando quattro eventi caratteristici[4]:

1. ultimo movimento locomotorio
2. ultima estensione del rostro verso il substrato
3. inizio del movimento delle ali verso l'alto
4. fine del movimento delle ali verso l'alto

Questa analisi ha mostrato che la sequenza è cronologicamente ben definita e fortemente stereotipata. Il tempo medio tra l'ultimo movimento locomotorio e la fine del movimento delle ali verso l'alto è di 85 minuti, il tempo medio tra l'inizio del movimento delle ali verso l'alto e la fine del movimento delle ali verso l'alto è di 15 minuti.


Un clamoroso colpo di scena

La fortuna aiuta gli audaci, si sa, e - aggiungerei io - aiuta soprattutto chi ha gli occhi giusti per guardare quello che osserva. Al ritorno dalle vacanze natalizie (gennaio 2003) con mio grandissimo stupore ho trovato una mosca morta attaccata all'interno dell'anta della porta-finestra della camera da letto.
La mosca aveva il rostro incollato, le ali distese e "qualcosa" dal colore biancastro che fuoriusciva dall'addome, in pratica tutti i sintomi di una morte da Entomophthora muscae.
Grazie al prezioso aiuto di Marco Morocutti, Progettista elettronico e socio effettivo del CICAP, ho provveduto a documentare il ritrovamento con diverse foto di dettaglio in cui è possibile vedere chiaramente il rostro della mosca proteso e incollato all'anta tramite particelle del fungo, il corpo e le ali disposte come da manuale e il fungo che fuoriesce dall'addome.

Fig. 4: particolare del rostro incollato al substrato (© CICAP)

© CICAP
Fig. 4: particolare del rostro incollato al substrato

 

Ho staccato la mosca dal substrato e l'ho posizionata in un contenitore sterile portandola al dipartimento di micologia dell'Università di Pavia per un'analisi più approfondita; degli esiti racconterò più avanti.

Fig. 5: particolare del fungo che fuoriesce dall'addome della mosca. Notare le ali sollevate (© CICAP)

© CICAP
Fig. 5: particolare del fungo che fuoriesce dall'addome della mosca. Notare le ali sollevate



Contatti con Janet Ossebaard e Bert Janssen

A questo punto dell'indagine ho contattato direttamente Janet Ossebaard, la più importante testimone della vicenda, per chiederle esplicitamente gli esiti di laboratorio, citati da Haselhoff nel suo libro, in cui si sarebbe esclusa l'Entomophthora muscae come causa naturale per la morte delle mosche.
Janet mi ha risposto molto gentilmente comunicandomi che i referti non erano in suo possesso, ma che dovevano essere fra il materiale lasciato al collega Bert Janssen, anch'egli ricercatore sui crop circles. Janet mi ha comunque inviato le fotografie che aveva scattato nel 1998 e in particolare una di esse si è rivelata particolarmente interessante.
Ho contattato quindi Bert Janssen. Anch'egli mi ha risposto gentilmente, riferendomi che effettivamente i referti erano in suo possesso ma purtroppo stipati in qualche pacco dell'ultimo trasloco e quindi non facilmente reperibili.
Ho chiesto quindi a Bert se gli fosse possibile citare a memoria che cosa fosse scritto nel referto del laboratorio britannico, e la risposta è stata sostanzialmente questa: "le mosche erano parzialmente coperte da un qualche tipo di sostanza bianca che indicò che la causa della morte fosse un fungo. Ma la sostanza bianca fece anche sospettare una morte da pesticida. Risultò che nessuna di queste due cause fu responsabile della morte delle mosche. Non furono trovati resti di pesticida e se le mosche fossero state uccise da un fungo, si sarebbe dovuto trovare un qualche indicatore che in realtà era mancante e pertanto la loro morte non poteva essere addebitata al fungo".
È interessante quindi scoprire che "le mosche erano parzialmente coperte da un qualche tipo di sostanza bianca" poiché questo particolare, a mio avviso cruciale, da nessuna parte era comparso prima, ed è altresì interessante scoprire che mancasse, secondo la testimonianza di Bert, l'indicatore del fungo.


L'indicatore mancante e la foto probante

Ho lasciato indietro la questione degli esiti micologici della mosca da me ritrovata e lasciata da analizzare, poiché questi esiti hanno rappresentato un ulteriore colpo di scena in questa vicenda.
Ma in che cosa consistono queste analisi? L'obiettivo è eseguire una coltura "in vitro" del fungo che fuoriesce dall'addome dell'insetto, raccogliendo così un campione del fungo stesso e depositandolo su un terreno di coltura.
Si attende la crescita del fungo e si analizza al microscopio il risultato; quello che ci si aspetta è quindi la crescita dell' Entomophthora muscae, cioè l'indicatore atteso per usare la terminologia di Bert. Dunque, le analisi durate ben più di due mesi sulla mosca da me ritrovata hanno evidenziato solo due funghi specifici: Alternaria e Cladosporium. Ma nessuna traccia di Entomophthora muscae, come è possibile ciò?
Mi è stato spiegato che una volta morta la mosca a causa del fungo Entomophthora muscae, quest'ultima può essere colonizzata da altri funghi che normalmente non sono in grado di attaccare insetti vivi. In questo tipo di circostanze quindi l'Entomophthora muscae può non manifestarsi così facilmente "in vitro" (a questo va aggiunto inoltre che è un fungo particolarmente difficile da coltivare "in vitro").
Anche nel mio caso quindi l'indicatore atteso è risultato mancante, ma ciò non ha portato a trarre alcuna conclusione misteriosa; semplicemente il fungo Entomophthora muscae non si è manifestato in coltura ma è sicuramente stato la causa della morte di quella mosca essendo presenti tutti i sintomi legati alla sua infezione. Ad ogni modo il tentativo di ottenere delle colture di Entomophthora muscae non si è interrotto e proseguirà ancora.
L'infezione è anche ben evidente in una delle foto inviatemi da Janet in cui è possibile notare chiaramente l'addome della mosca rigonfio e striato a causa del fungo.

Fig 6: in evidenza l'addome gonfio e striato a causa del fungo e le ali sollevate (© Janet Ossebaard)

© Janet Ossebaard
Fig 6: in evidenza l'addome gonfio e striato a causa del fungo e le ali sollevate

 

Ad uno sguardo più attento è poi possibile percepire che le mosche fotografate da Janet non sono "mosche domestiche". Una ricerca più approfondita mi ha consentito inoltre di ricostruire che le mosche in questione dovrebbero appartenere alla grande famiglia delle Anthomyiidae, le cui larve attaccano semi o radici creando potenziali danni per l'agricoltura. Su internet è possibile trovare numerosi riferimenti in cui si cerca di tranquillizzare giardinieri e agricoltori che si allarmano quando trovano questo tipo di mosche con il rostro attaccato agli steli dal momento che sembrano danneggiare la pianta perché "intente" a nutrirsi della linfa.


Sbatti la mosca nel microonde

Ad una lettura attenta dell'opera di Haselhoff, è possibile cogliere che egli ha un certo interesse nel riportare nel proprio libro il ritrovamento di Janet anche e soprattutto perché la presunta "esplosione delle mosche" è importante per supportare l'obiettivo verso cui egli vuole condurre il lettore, e cioè che BOL ("Balls Of Light" ovvero "Sfere di Luce") siano all'opera sui campi mentre avverrebbe la formazione dei crop circles "genuini"; egli è altresì convinto che le BOL irraggino gli steli producendo allungamenti "anomali" nei nodi degli steli e "cavità di espulsione". Le "cavità di espulsione" sarebbero rappresentate da fori in corrispondenza dei nodi, come se lì fosse avvenuta una piccola esplosione (ecco l'analogia con le mosche esplose) a seguito di un forte e repentino riscaldamento delle spighe dovuto all'irraggiamento della BOL.
Haselhoff in realtà nei suoi studi riprende i dati e gli studi del biofisico William C. Levengood secondo il quale invece tutti questi fenomeni dipenderebbero solo da microonde originatesi questa volta da altrettanto misteriosi e immaginari "vortici di plasma". Haselhoff però non è così determinato come Levengood nel parlare esclusivamente di microonde, lasciando quindi aperta la porta della presunta emissione di onde elettromagnetiche a tutto lo spettro di frequenze possibile. Ad ogni modo tutto questo ha contribuito a far entrare nell'immaginario collettivo il concetto che "onde elettromagnetiche generiche", o microonde siano coinvolte durante la formazione dei crop circles.
Per verificare quindi se le microonde possano far esplodere le mosche, ho effettuato una sperimentazione pratica. Ho catturato diverse mosche e ho posizionato ciascuna mosca all'interno di piccoli recipienti di vetro con tappo realizzato tramite plastica sottile per alimenti.
Facendo uso del mio forno a microonde "Whirlpool MT263" ho impostato una potenza di 650 Watt e un tempo massimo di irradiazione di 40 secondi con piatto rotante. Ogni 10 secondi ho effettuato un controllo per verificare lo stato della mosca.
Le conclusioni sono assolutamente chiare e ripetibili:
- la morte avviene solitamente nei primi 20 secondi
- le mosche non esplodono
- il rostro non si allunga e né si incolla
- le ali non si sollevano

Fig 7: mosca irraggiata nel forno a microonde. Notare il rostro non allungato e le ali in posizione di riposo (© CICAP)

© CICAP
Fig 7: mosca irraggiata nel forno a microonde. Notare il rostro non allungato e le ali in posizione di riposo

 

Le mosche quindi non esplodono come pop-corn all'interno dei forni a microonde ma nel frattempo la leggenda si è già tramutata, le mosche sono diventate più genericamente "insetti" (lo riporta nella prefazione dello stesso libro di Haselhoff anche il sociologo Roberto Pinotti) e l'esplosione in alcuni casi è addirittura diventata "implosione".


Conclusioni

Al momento della stesura di questo articolo è quasi trascorso un anno dall'inizio dell'indagine, e benché già solo dopo qualche settimana, avendo studiato il trattato sull'Entomophthora muscae[3] mi fosse perfettamente chiara la causa più plausibile della morte delle mosche della formazione di Cherhill del Luglio 1998, ho dovuto seguire ancora diverse strade per completare l'intero puzzle della vicenda.
Il mondo del paranormale, dell'ufologia, e di chi scrive di argomenti come i crop circles è costantemente infarcito di "ipotesi di lavoro", condizionali e congiuntivi che lasciano sempre aperta la porta al mistero. Contrariamente al numero di articoli e argomenti presentati, ben di rado è possibile leggere lavori che scavino sufficientemente in profondità e che vadano oltre i classici pochi ingredienti che riescono immancabilmente a sedurre il lettore già ben predisposto al mistero fine a sé stesso oppure alternativamente alla spiegazione di un mistero con un nuovo mistero. Con questa mia indagine, invece, ho cercato di scandagliare il più possibile in profondità un argomento ben specifico con un obiettivo ben preciso, e cioè fare maggiore chiarezza possibile. Spero di essere riuscito a trasmettere correttamente lo spirito e i risultati di questa mia indagine. Sarebbe interessante dedicare dello spazio alle considerazioni critiche sui risultati ottenuti, sul metodo e sui tempi con cui sono stati ottenuti ma forse è più opportuno lasciare tutto questo all'intelligenza del lettore.

Francesco Grassi
Ingegnere
Segretario CICAP Lombardia



Note e Bibliografia

1. Speciale "cerchi nel grano" del CICAP: http://www.cicap.org/crops 
2. http://www.fgk.org/98/Berichte/Flies/
3. Phylogenesis and taxonomic structure of the entomophthoraceae (Andrzej Batko)
4. "Behavioral effects of the entomopathogenic fungus, Entomophthora muscae on its host Musca domestica: Postural control of dying hosts and gated pattern of mortality". Journal of Insect Physiology 41:895-903 (Krasnoff, S.B., Watson, D.W., Gibson, D.M., and Kwan, E.C. 1995). 


Questo articolo è stato pubblicato nel volume contenente gli atti del VII e VIII Convegno Nazionale del CICAP (Reggio Emilia 2001 - Torino 2003): http://www.cicap.org/prometeo/lb_3255.php


http://www.cicap.org/crops/

Domande Frequenti sui
Crop Circles

a cura del Gruppo di Lavoro del CICAP sui crops


Qual è la posizione del CICAP nei confronti del fenomeno crop circles inteso nella sua globalità (con esclusione delle formazioni facilmente attribuibili a cause naturali)?

Il CICAP ritiene che i crop circles siano (fino a prova contraria) opera della creatività e dell'ingegno umano.
Il fenomeno, in termini di complessità delle formazioni, si è notevolmente modificato nel tempo.
Se per le formazioni fino alla fine degli anni '80 (semplici cerchi) si poteva parlare di burloni, oggi questa posizione va rivista.
Si tratta di prendere atto che si è di fronte a delle opere che appartengono a una nuova forma d'arte, che come tutte le forme d'arte ha dei maestri e degli allievi.
Come di solito avviene, con il passar del tempo gli allievi superano i maestri.
Il CICAP ritiene quindi che la giusta chiave di lettura sia quella di interpretare i crop circles come espressioni artistiche, e che dietro a tutto questo non ci sia nulla di paranormale o alieno, ma un folto gruppo di artisti che approfittano dell'oscurità per dare vita ad una vera e propria forma di "Land Art", seppure avvolta da un affascinante alone di mistero.



Che cosa è la "Land Art"?

Il termine "Land Art" ("Earth Art" o "Earth Works") fu coniato per la prima volta in California nel 1969 da Gerry Schum, raccogliendo i lavori di artisti che operavano attraverso interventi sul paesaggio sfruttandone gli elementi senza alterarlo in modo permanente. Per questo motivo le opere non sono né fissate, né protette, ma semplicemente "regalate" alla natura e sono destinate a subire poco per volta uno 'smantellamento naturale' ritornando ad essere parte del paesaggio.
La "Land Art" è una forma d'arte che, non solo nasce con la natura, ma che muore anche in essa, trasformandosi continuamente sotto l'azione degli agenti atmosferici.
Le opere appartenenti alla "Land Art" hanno quindi un carattere effimero e restano affidate specialmente alla documentazione fotografica e cinematografica.
I crop circles, ammantandosi di mistero, sono innegabilmente riusciti a imporsi come le più grandi opere di "Land Art" mai prodotte dall'uomo e uscendo dai propri confini geografici sono ormai opere d'arte che appartengono al mondo intero.
I più grandi esponenti di questa forma d'arte (crop circles) sono senza alcuna ombra di dubbio inglesi.



Se è vero, come dite voi, che dietro i crop circles ci sono degli artisti, perché questi artisti del grano non vengono allo scoperto?

La forma d'arte dei crop circles è fortemente assimilabile a quella che si può ammirare tutti i giorni passeggiando in varie città e che prende il nome di 'Aerosol Art' (arte realizzata con vernici spray).
Le CREW, questo è il nome che indica i gruppi di coloro che realizzano quei magnifici graffiti, agiscono di notte cercando di non essere visti, e la realizzazione di un'opera rappresenta per loro una continua sfida.
Sia i graffiti che i crop circles sono in realtà un danno, se visti nell'ottica del possessore del campo o del proprietario del supporto su cui viene realizzata l'opera mediante le vernici.
Gli artisti possono perciò temere la reazione dei contadini che subiscono eventualmente il danno, anche se a volte è possibile che vi siano accordi con questi ultimi o con coloro che realizzano e rivendono le fotografie aeree dei disegni. Infine, non va dimenticato che anche l'alone di mistero fa parte della soddisfazione per questo tipo di performance artistica.


Che cosa significa esattamente il termine "crop circles"?

La parola inglese "crop" significa: raccolto, messe, coltura, pianta coltivata, coltivazione. Quindi "crop circles" significa letteralmente in italiano "cerchi nelle coltivazioni".
Anche se intorno alla fine degli anni '80, primi anni '90, le formazioni sono diventate sempre piu' complesse, il fenomeno ha continuato a mantenere il nome originario ("crop circles") proprio perché si è imposto e impresso nell'immaginario collettivo in forma di semplici cerchi, dapprima singoli, poi doppi, tripli, etc...
Il termine indica oggi qualsiasi disegno realizzato in un campo, inclusi quelli incolti e indipendentemente dal tipo di coltura.


Ma c'è un mistero o no dietro i crop circles?

Il vero mistero dei crop circles sta in tutto quello che queste splendide formazioni sono riuscite (e continueranno) a suscitare nell'animo umano, dopotutto l'arte in sé è uno dei più grandi e meravigliosi misteri della creatività umana.



E' vero che il CICAP sostiene l'ipotesi che i crop circles sarebbero formati da porcospini in amore, che correndo in tondo, lasciano le loro tracce?

Non è vero.
E' una leggenda probabilmente originatasi a partire da un articolo pubblicato nell'Ottobre del 1991 sulla rivista CICAP (diventerà poi Scienza&Paranormale) ANNO III N. 3

L'articolo di Luigi Garlaschelli, Chimico all'Università di Pavia e responsabile delle sperimentazioni per il CICAP, ha come titolo "La burla dei cerchi" e riporta un elenco di ipotesi naturali attingendo come fonte anche al Giornale dei Misteri (n. 226, agosto 1990).
Garlaschelli scrive inoltre:
[...] E' difficile credere che cause di tale genere possano rendere conto di tracce così nette, del fatto che esse siano comparse all'improvviso negli anni '80 senza essere mai state osservate prima, e che la loro complessità si sia inoltre evoluta nel tempo. [...]

Il numero 226 del GdM contiene tre articoli sui crop circles, uno di Pier Luigi Sani, Presidente Onorario del CUN (Centro Ufologico Nazionale) venuto a mancare nel 1999, e due di Edoardo Russo, Presidente del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici).

Nell'articolo di Pier Luigi Sani si può leggere:
[...] Esistono, oltre a quelle considerate, anche ipotesi minori. Una per esempio è quella che imputa i cerchi all'azione di animali in fregola: daini, porcospini o volpi che nei loro giochi di corteggiamento girerebbero in tondo nei campi di cereali. [...]

Edoardo Russo invece scrive nello stesso numero (parlando di cerchi che apparirebbero da più di dieci anni nei boschi della Val di Fassa e Val di Fiemme in estate):
[...] Secondo alcuni cacciatori della zona si tratterebbe dei segni lasciati dai caprioli durante il corteggiamento, nel quale il maschio rincorre la femmina girando in tondo e calpestando con gli zoccoli l'erba, che resterebbe schiacciata per alcuni giorni e poi a poco a poco si rialzerebbe. In assenza di dati di prima mano sulle caratteristiche delle piante all'interno di queste tracce, non siamo in grado di confermare o smentire tale ipotesi. [...]

Sebbene Garlaschelli nel suo articolo citi solamente "cervi o daini" probabilmente con il passare degli anni le informazioni sono state distorte e la paternità dell'ipotesi è stata erroneamente assegnata al CICAP.



E' vero che il CICAP sostiene che "... siccome nei cerchi del grano ci sono tracce di microonde, questi sarebbero stati formati dalle antenne dei ripetitori dei telefonini che per qualche motivo concentrano le onde a terra in determinate zone (creando così i disegni sui campi)"?

Non è vero.
Questa è una leggenda probabilmente originatasi in qualche mail-list ufologica, a seguito di una distorsione di alcune affermazioni riportate da Colin Andrews in una trasmissione televisiva sui crop circles.
Per informazioni sui lavori di Colin Andrews, fare riferimento al link (memorologyllc.com) nella sezione "In lingua inglese" nella colonna destra di questa pagina.



C'è una regione geografica particolare in cui i crop circles sono maggiormente presenti e complessi?

Si, è il sud dell'Inghilterra, ricca di colline e di ampie zone coltivate.
La maggior parte dei crop circles, e soprattutto le formazioni più spettacolari, compaiono in una zona denominata "Wessex Triangle", che vede i propri vertici ideali nelle città di Wantage, Warminster e Winchester, ed al cui interno si trova il sito di Stonehenge. L'altro importante sito sacro di Avebury è invece proprio al limite di tale area. Questa area dell'Inghilterra è quella considerata sacra nella storia dei quattro millenni precedenti l'era cristiana. Secondo le antiche tradizioni britanniche qui si potevano raccogliere le energie della terra per mettersi in contatto con quelle del Cosmo, un progetto che, nelle ipotesi di qualcuno, verrebbe oggi riproposto da entità misteriose o da civiltà diverse dalla nostra.


E' vero che questo fenomeno è documentato addirittura nelle cronache del 1678?

No.
Il fenomeno ha poco più di venti anni, è infatti circa dal 1980 che si è cominciato a parlarne e a documentarlo.
Circa l'episodio del "Diavolo Mietitore" del 1678, è disponibile un articolo on-line molto dettagliato.



Esiste una definizione che chiarisca in maniera chiara e univoca quando si è in presenza di una formazione vera o falsa?

No.
Sembra abbastanza certo che quando si parla di formazione "falsa" si intenda "fatta dall'uomo", ma anche questo fatto è controverso, ci sono formazioni palesemente fatte dall'uomo sulle quali però alcuni esperti o "believers" (credenti) affermano che dopo l'intervento dell'uomo ci sia stata una "sovrapposizione" di energie "vere".



Come si fa a stabilire se una formazione è vera o falsa?

Nessuno ha mai proposto un criterio definitivo per stabilire se una formazione è vera o falsa, anche se, come abbiamo visto, la definizione di vero o falso è praticamente inesistente.



Dopo aver visto varie trasmissioni televisive, credo di aver capito che una formazione è vera se contiene delle anomalie. E' corretta questa deduzione?

Questa deduzione che è molto diffusa, in realtà sembra non essere accettata anche dagli esperti.
La famosa formazione "Arecibo Reply" (vedi domande successive) dell'Agosto 2001 non contiene alcuna anomalia, ma ciò non è bastato agli esperti per etichettarla come "falsa", cioè "fatta dall'uomo".



Va bene, abbiamo capito la vostra posizione, ma esiste una posizione generale e ufficiale della Scienza circa i crop circles?

Trattandosi in definitiva di episodi non omogenei fra loro, non si può parlare di una posizione "generale" e "ufficiale" della scienza riguardo ai crop circles. Sono invece stati espressi pareri su casi specifici, vedi domanda seguente.



Che cosa ne pensate di quella bellissima formazione che rappresenta la replica al famoso messaggio in codice inviato nello spazio nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo, in direzione del "grande ammasso globulare di Ercole", Cluster M13? ("Arecibo Reply" Agosto 2001)

Il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) ha fornito su questa formazione un commento molto puntuale.
E' disponibile on-line un articolo molto dettagliato su questa formazione in cui è possibile leggere il commento del SETI.



E del volto alieno che porge un CD? (Crabwood Farm House, Hampshire, UK Agosto 2002)

Anche su questa formazione è disponibile on-line un'analisi approfondita.



Ma il filmato di Oliver's Castle che ritrae degli UFO che formano un crop circle è autentico o no?

No. E' disponibile un articolo on-line.



Che cosa ne pensate delle anomalie riscontrate in molti cerchi nel grano?

Non è possibile dare una risposta a una domanda così generica, ogni tipo di anomalia richiede un'indagine ben mirata. Ci sono delle verifiche in corso e altre sono in programma. Gli esiti verranno resi noti via via che le indagini e gli approfondimenti verranno portati a termine.
Tuttavia i risultati preliminari ottenuti invitano a dubitare che le cosiddette "anomalie" siano davvero così anomale come vengono solitamente presentate. Oltretutto, nella letteratura scientifica esistono pochi studi circa le modificazioni che avvengono sulle piante sottoposte ad "allettamento" (vedi domanda successiva sui "Disegni casuali"), e per tale motivo questi fenomeni possono con una certa facilità essere ritenuti inusuali.


Seguo il fenomeno crop circles da molti anni. Come mai oggi si parla tanto di anomalie mentre originariamente questo concetto non era presente nello studio delle formazioni?

Effettivamente il concetto di "anomalia" è nato cronologicamente a partire dai primi anni '90. La presenza di un'anomalia sostanzialmente dovrebbe corroborare l'ipotesi dell'assenza di un intervento umano nei campi.
Prima dell'introduzione del concetto di "anomalia" i maggiori esperti sostenevano che i crop circles non potevano essere opera dell'uomo perché "...sarebbe stato impossibile per degli uomini muoversi nel grano senza lasciare tracce del proprio passaggio".
In realtà nei campi si possono (e si potevano!) notare dei sentieri rettilinei, senza spighe, lasciati dal passaggio dei trattori durante la semina (in inglese "tramlines"). Sfruttando questi sentieri si può arrivare tranquillamente all'interno dei campi senza lasciare tracce. La cosa sorprendente è che gli stessi esperti suggerivano sempre ai curiosi di seguire questi sentieri per non rovinare le formazioni!
Oggi siamo a conoscenza di parecchie formazioni palesemente realizzate dall'uomo e ovviamente anche in queste non ci sono tracce evidenti di passaggio umano.
Il concetto di "anomalia" ha quindi storicamente preso il posto dell'argomentazione relativa alla "mancanza di tracce umane di ingresso al campo" che oggi più nessuno cita.



Che cosa ne pensate della anomalia delle "mosche morte"?

In generale, si è portati a pensare che le anomalie (che dovrebbero in teoria contraddistinguere le formazioni "vere" da quelle "false") siano presenti in maniera costante in tutte o nella maggior parte delle formazioni accreditate come "vere" dagli esperti.
L'enigma delle "mosche morte" è proprio l'esempio di come questo sia un luogo comune.
In una formazione (Luglio 1998) è stata "ben" documentata questa stranezza. Esiste un fungo dal nome "Entomophthora muscae" che può infettare le mosche e causare quel tipo di fenomenologia.
E' disponibile on-line l'indagine scientifica che fa definitivamente luce su questa anomalia.



Che cosa ne pensate dell'anomalia delle "microsfere di silice (SiO2)"?

La formazione in cui questa stranezza è stata riscontrata risulta al momento essere unica.
E' in preparazione un articolo specifico su questo argomento.



Che cosa ne pensate dell'allungamento dei nodi degli steli?

E' una delle anomalie più complesse in quanto chiama direttamente in causa i meccanismi biologici delle piante, che non sono poi così semplici. Possono esserci molte ragioni alla base dell'allungamento, sia normali che patologiche. Un elemento molto importante da considerare è, ad esempio, il fatto che l'allungamento "anomalo" è stato più volte osservato in steli presenti all'interno di "disegni" casuali causati dall'azione di agenti atmosferici come vento, piogge o grandine.
Sono in corso approfondimenti anche su questo argomento.



Disegni casuali? Che cosa intendete dire?

Come già evidenziato, agenti atmosferici come vento, piogge o grandine, tendono a piegare e a sdraiare a terra la pianta provocando il fenomeno chiamato in italiano "allettamento" (in inglese "lodging").
Con il termine "ginocchiatura" ci si riferisce invece alla capacità dello stelo di raddrizzarsi in corrispondenza di uno dei nodi in caso di "allettamento" (causa naturale) o appiattimento meccanico (ad esempio dovuto all'azione umana).
Anche la natura riesce quindi a "scolpire" delle opere nel grano (sono in genere facilmente riconoscibili) causando potenzialmente dei danni al raccolto a causa del fatto che la spiga piegata non si riesce a mietere facilmente.
In inglese è possibile trovare riferimenti a questo tipo di formazioni con la sigla NGF ("Non Geometric Formations"), oppure "Randomly Lodged Formations" o ancora "Randomly Downed Formations".



E' vero che nell'allungamento dei nodi degli steli in funzione della distanza dal centro del cerchio si può riconoscere l'andamento quadratico inverso tipico di una sorgente puntiforme o sferica di radiazione?

No. I risultati di quest'indagine, saranno pubblicati nella forma più opportuna appena possibile.



Ma come si spiega il fatto che i disegni sembrano obbedire a regole geometriche precise, che talvolta si scoprono solo con una analisi approfondita?

Trovare rapporti geometrici o linee di costruzione fra i diversi elementi di una figura che possiede una struttura regolare non stupisce affatto. Qualsiasi disegno tracciato usando riga e compasso mostrerà dei legami geometrici fra le parti, ed una attenta analisi porterà ad individuare le possibili linee di costruzione. Ciò contribuisce ad indicare che l'origine dei disegni non può essere addebitata ad uno strano fenomeno naturale, visto che a questa scala di grandezze la natura non produce manifestazioni che mostrino tali regolarità geometriche. L'esistenza di una geometria è invece tipica di ogni costruzione umana: le architetture comprendono angoli retti, bisettrici, archi, rettangoli, poligoni regolari, e così via. L'arte figurativa racchiude le regole della prospettiva, che sono geometriche. Le poesie possiedono una metrica. Anche nella musica si identificano strutture e simmetrie, come ben sanno i compositori.



Scusate, se io disponessi di un cannone in grado di "sparare" onde elettromagnetiche (OEM), se potessi variarne la/e frequenza/e di emissione e la potenza, mi ergessi su un campo di grano con una gru e accendessi il mio cannone in direzione del campo dirigendo le onde sulle spighe, riuscirei a schiacciare le spighe al suolo?

No!
Un fascio di luce o microonde della potenza di 1 kW (che è già una potenza molto elevata) esercita una forza pari a circa 3.3 micronewton che equivalgono a un peso di 0.34 milligrammi. Una goccia d'acqua eserciterebbe una forza maggiore.
Una potenza sufficiente a schiacciare le spighe, le ridurrebbe in cenere molto prima. Quanto alla remota possibilità di effetti indiretti, è opportuno notare che perfino i principali sostenitori della presenza di microonde o altre onde elettromagnetiche durante la formazione dei cerchi le considerano un fenomeno collaterale che non ha alcun ruolo attivo nel piegare gli steli.



E' vero che le microonde ionizzano l'aria all'interno delle formazioni?

No, almeno alle potenze ipotizzate (cioè non così alte da incenerire tutto).
Anche ammesso che delle microonde (onde elettromagnetiche con un range di frequenza nettamente inferiore allo spettro dell'infrarosso e della luce visibile) investissero le formazioni, non potrebbero produrre una ionizzazione dell'aria. Le OEM ionizzanti hanno una frequenza molto più elevata, oltre lo spettro della luce visibile e dell'ultravioletto.



Ma se si formasse un campo magnetico rotante all'interno dei cerchi, questo potrebbe essere la causa dello schiacciamento orario o antiorario delle spighe di grano?

No.
Un campo magnetico riesce a muovere sensibilmente solo corpi con certe proprietà magnetiche, come le calamite e certi materiali metallici. Le spighe non hanno queste proprietà. In linea di pura teoria si potrebbe piegarle ricorrendo a un campo magnetico di intensità veramente fenomenale (svariate decine di tesla) che è già difficile produrre localmente in un laboratorio e non è proprio possibile produrre a distanza (la componente magnetica delle onde EM non ha le caratteristiche richieste).



Quindi, confermate che eventuali microonde o più in generale onde elettromagnetiche che dovessero investire i campi, non spiegano affatto l'appiattimento delle spighe?

Lo confermiamo.
Le microonde e le OEM in generale (di qualsiasi frequenza e potenza) non spiegano affatto l'effetto più macroscopico dei crop circles, e cioè l'appiattimento al suolo delle spighe.



Allora, di conseguenza, un'eventuale emissione di radiazione delle "Sfere di Luce" (Balls Of Light = BOL) non può essere responsabile della formazione dei crop circles, cioè dell'appiattimento delle spighe. E' corretto?

E' corretto.
Se fosse confermata realmente l'esistenza delle BOL (ad oggi avvalorata solo da testimonianze oppure da filmati con un basso grado di credibilità) e la loro presenza in concomitanza della formazione dei crop circles, l'appiattimento delle spighe rimarrebbe senza una spiegazione.



Qual è il meccanismo di formazione dei crops sostenuto da Levengood e Levengood-Talbott negli articoli pubblicati sulla rivista scientifica "Physiologia Plantarum"?

I vortici di plasma.
Il plasma è un gas molto ionizzato composto da ioni, elettroni e particelle neutre, che viene considerato il quarto stato di aggregazione della materia, oltre agli stati solido, liquido e gassoso.
Si potrebbe ottenere plasma riscaldando un gas a bassa pressione fino a temperature estremamente elevate. 
Il plasma pervade l'universo e costituisce ad esempio le stelle e quindi anche il Sole, il quale, durante i brillamenti, esplosioni nella corona solare, emette un flusso di materia che investe continuamente la Terra, influenzando gli strati più alti dell'atmosfera, da 200 a 400 chilometri di altezza, e disturbando le telecomunicazioni. Questo fenomeno si rende visibile nelle aurore polari: boreale e australe.
Sulla Terra la materia si trova allo stato di plasma molto raramente: esso viene creato ad esempio durante la scarica elettrica che si produce in un fulmine, o nelle lampade al gas neon.


Chi è stato a proporre la teoria dei vortici di plasma?

Terence Meaden, professore di Fisica e meteorologo.
Secondo Meaden i vortici di plasma si formerebbero presumibilmente in alto sui campi per poi scendere repentinamente al suolo formando così i crop circles.
Questa ipotesi perse via via di consistenza a partire dall'inizio degli anni '90 quando cominciarono ad apparire pittogrammi sempre più complessi che contenevano anche linee perfettamente rette.
Un fenomeno naturale, quale l'ipotetico vortice di plasma, non avrebbe mai potuto appiattire gli steli secondo linee rette oppure formare spigoli.



Qual è oggi la posizione di Terence Meaden sul fenomeno dei crops?

Meaden dice sostanzialmente che tutte le formazioni più complesse dei semplici cerchi, sono da ritenere dei falsi.



Quelli di Levengood e Levengood-Talbott sono gli unici articoli ad essere stati pubblicati su qualche rivista scientifica circa i crop circles?

No.
Esiste un articolo di Eltjo H. Haselhoff, dottore in Fisica teorica e sperimentale, pubblicato sempre su "Physiologia Plantarum" nel 2001 che trae spunto proprio dall'articolo di Levengood e Talbott pubblicato sulla stessa rivista nel 1999.
Il titolo dell'articolo è:
Opinions and comments on Levengood WC, Talbott NP (1999)
Dispersion of energies in worldwide crop formations. Physiol Plant 105: 615-624


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