FISICA/MENTE

 

 

E' dal 1969 che abbiamo a che fare con questi personaggi. Sono patetici e sembrerebbe che meritino una carezza sul capo mentre si trasportano in un ospedale per malattie mentali. Purtroppo sono pericolosi. In giovane età sono i manovali del terrorismo, quelli che mettono bombe dove viene loro indicato. Più oltre diventano poliziotti, quelli che a Genova fanno di testa loro, torturando se possibile e picchiando con accanimento (sempre i più deboli, però). In età matura (?) diventano capi di organizzazioni paramilitari che hanno dietro le spalle i soliti destabilizzatori, uomini politici ed impresari tanto corrotti quanto ricchi. Spiace davvero che, almeno questi, non siano stati spazzati via da un ministro degli interni giocherellone come Napolitano. Aspettiamo ancora, ex ministro, di sapere qualcosa sull'ex Ufficio D, quello all'origine di ogni provocazione dalla fine degli anni 60 e per tutti gli anni 70. Comunque rendetevi conto con quale subcultura deve avere a che fare un Paese che pretende di essere moderno e civile! E' tutta roba loro, ciò che trovate qui sotto, io non ho scritto assolutamente nulla (a parte due righe di spiegazione in verde). Anzi manca, per ora, la notizia che un membro dell'organizzazione è l'ex portiere della Juventus, Stefano Tacconi ed il fatto che erano abbondantemente foraggiati da privati (risulterebbe, da notizie di stampa da verificare, un costruttore romano), da enti statali (aspettiamo di sapere), da enti sovranazionali (come la UE, attraverso una qualche sigla che fa capo ad un leghista, ma anche qui aspettiamo di sapere). So già che voleranno solo questi stracci. Qualcuno sarà investito mentre attraversa la strada, qualcun altro cadrà da un balcone, ... I potenti con la continua infinita voglia di golpe resteranno al caldo senza avere il fresco che si meritano.

 


http://www.destranazionale.org/curriculum.html 

Chi è Gaetano Saya?

Gaetano Saya nasce a Messina  nel 1956, cresciuto dal nonno Matteo Francesco Gesuino, che aveva servito nel Regio Esercito ed era stato presente alla marcia su Roma, il quale gli aveva inculcato l'amore per la Patria;  fin da giovanissimo simpatizza per il Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale e nel 1970 appena quattordicenne partecipa alle giornate di Reggio Calabria  (rivolta per il capoluogo), a diciotto anni si arruola nel disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, dopo l'addestramento e una breve permanenza, viene ingaggiato dai Servizi Segreti della N.A.T.O. esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo. Raggiunti i massimi livelli si congeda nel 1997. Cooptato nel 1975 dal Generale Giuseppe Santovito, allora Capo del SISMI, viene iniziato in una Loggia Massonica riservata; da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile della Loggia "Divulgazione 1" a carattere internazionale. Nel Novembre 1997, viene citato come principale teste d'accusa  della Procura della Repubblica di Palermo, nel processo contro Giulio Andreotti dove Gaetano Saya accusa Andreotti di essere il mandante dell'omicidio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa; verità rivelatagli dal Generale ed amico fraterno Giuseppe Santovito. Congedatosi dai Servizi, e messosi in "sonno" Massonico, decide insieme ad un gruppo di provata fedeltà di dar vita al movimento politico, voluto da Almirante ed iniquamente soppresso, "Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale". Gaetano Saya diviene così il capo assoluto di questa formazione politica. Laureato in Legge e Scienze Politiche, Cavaliere dell'Ordre International de la Paix. Il primo Dicembre 2002 in Milano è stato nominato Presidente onorario dell' U.N.F.P. (Unione Nazionale Forze di Polizia), il primo sindacato di Polizia interforze. Di recente ha assunto la Direzione Generale dell'Ente denominato: Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo - Interforze di Polizia in funzione Antiterrorismo Islamico.

Cosa dicono di lui:  http://www.amnistia.net/librairi/amnistia/n06/gladmil.htm

 

 


 

UNA VOLTA DEI NOSTRI, PER SEMPRE DEI NOSTRI...
 

"Lasciate che chi non ha voglia di combattere sene vada. Dategli dei soldi perché accelleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Chiunque sopravviva a questo giorno, mostrerà le sue cicatrici ai vicini, e racconterà storie gloriose di tutte le grandi imprese di questa battaglia. Insegnerà quelle storie a suo figlio e da oggi alla fine del mondo verremo ricordati. Noi pochi, noi pochi felici, noi banda di fratelli: perché chiunque ha versato il suo sangue insieme a me è mio fratello. E quegli uomini che hanno avuto paura si sentiranno inferiori quando sentiranno come abbiamo combattuto e come siamo morti insieme."


Con l'uniforme del Corpo delle Guardie di P.S.


Con i paramenti Massonici di Maestro Venerabile


L'amico fraterno, Generale Giuseppe Santovito


Licio Gelli


Dedica di Licio Gelli a Gaetano Saya


In una vecchia foto con l'allora Ministro della Difesa, Senatore Giovanni Spadolini


 

http://www.amnistia.net/librairi/amnistia/n06/gladmil.htm 


Enquête Gladio/Stay behind/P2: une nouvelle milice parallèle se structure

©www.amnistia.net
Par Enrico Porsia

Cet article a été publié le 7 novembre 2001 dans le n°6 des Enquêtes interdites.



Un nouveau parti italien qui s'inspire de la CIA...
.
"P
réparons-nous à nous battre à côté des États-Unis d'Amérique dans ce qui probablement, certainement même, sera la troisième guerre mondiale. La civilisation contre la barbarie: comme les anciennes légions romaines qui firent un désert et l'appelèrent paix. C'est le seul moyen dont nous disposons pour sauver notre culture, notre liberté, nos familles". Après les attentats du 11 septembre, cette annonce s'affichait sur le site Web d'un parti italien bien singulier, "Destra Nazionale". La droite nationale. "Dans les prochains mois, l'Italie pourrait être frappée par des attaques d'une violence inimaginable de la part des pays islamiques du bassin méditerranéen. Notre nation pourrait être détruite, avant même que les forces alliées puissent intervenir en aide aux Forces armées présentes sur notre territoire. 1.500.000 Islamiques sont déjà présents sur notre sol. Combien d'entre eux nous attaqueront-ils? Les Forces armées et la Police suffiront-elles à nous protéger? NON. Notre défense, doit venir de nous-mêmes avec les "Reparti di Protezione Nazionale" (Détachements de Protection Nationale). En cas de grave danger, ils seront un support valide aux Forces armées.


Une lettre de Licio Gelli. Le "vénérable" grand maître de la loge P2 exprime son estime au "Chef" de "Destra Nazionale".
.
Viens combattre avec nous, deviens une Chemise grise!" Immédiatement un lien hypertexte aiguille l'internaute vers la page de propagande de cette nouvelle milice. Les Détachements de Protection Nationale, les Chemises grises.

Cette organisation dispose d'un statut régulier. Rien de plus légal. On peut y lire "Les Détachements de Protection Nationale sont une organisation volontaire de libres citoyens qui avec leur engagement veulent exalter les valeurs jamais éteintes qui, depuis toujours, sont présentes dans le coeur de chaque Italien: Dieu, Famille, Patrie". Malgré le fait que cette libre association de citoyens dispose d'uniformes militaires, il est bien spécifié dans son règlement que "Les Détachements de Protection Nationale excluent armes et violence ainsi que tout autre comportement reconductible à des organisations militaires ou paramilitaires..."


Gaetano Saya, le "Chef" de "Destra Nazionale" habillé en "Chemise grise".
Cette déclaration d'intentions, ô combien angélique, n'empêche pourtant pas de mettre en évidence, sur la "home-page" du parti, un lien hypertexte qui vous envoie directement sur la page Web d'un véritable supermarché militaire domicilié aux Etats-Unis. Ici, à côté d'un bandeau publicitaire de Smith & Wesson vous pouvez, au moyen de votre carte bancaire préférée, faire vos emplettes. Visa, Mastercard et American Express sont les bienvenues... vous êtes en Amérique, pays de liberté!

Les Etats-Unis exercent une fascination bien particulière chez les dirigeants de "Destra Nazionale"... qui ont même importé, à quelques détails près, le logo officiel de la CIA pour en faire le symbole de leur parti. Telle une marque d'usine. Et pour cause... Le "Chef" de "Destra Nazionale" n'est autre que Gaetano Saya. Un ancien policier qui a fait carrière dans le réseau occulte de l'OTAN, Gladio/Stay behind (...)


 

http://www.destranazionale.org/home_center.html
 

NUOVO ORDINE MONDIALE

       

Dio benedica George W. Bush
Dio benedica gli Stati Uniti d'America
Il male sceso tra noi trova in uomini come George Bush in America,
in uomini come Gaetano Saya in Italia, un baluardo inespugnabile.
Uomini timorati di Dio, uomini duri e puri che  illuminati
per volontà Divina, sono scesi nella valle oscura della morte
per difendere la Fede Giudeo Cristiana e l'Occidente.
Il bene che questi uomini rappresentano sconfiggerà l'Anticristo.
Dio è con loro
Il male verrà ricacciato dagli inferi da cui è uscito.



 

Domine Dirige Nos



  IN NOI SOLTANTO PRESIEDE IL FUTURO DELLA NAZIONE


Un solo credo, un solo motto: Dio, Patria, Famiglia

La Destra non è già, non può, non vuole essere la "guardia del corpo" di privilegi di individui e di classi; ma vuole essere la grande guardia che tutela la sicurezza e la grandezza immancabile del Popolo Italiano. Solo uomini di poca e mala fede, possono dubitare della purezza della nostra fede! Noi nulla chiediamo, ma siamo pronti a dare tutto, anche se necessario, la vita per la causa dell'Italia. E se vogliamo ripulire l'Italia dal marcio che vi si annida, e se vogliamo, fermissimamente vogliamo riportare una ferrea disciplina in tutta la Nazione, non è certo per stolta ambizione ma è semplicemente perchè i nostri morti ci hanno lasciato un testamento vergato con il sangue, il sangue di coloro che morendo fecero grande l'Italia. La Destra snuda la sua spada per tagliare i troppi nodi di gordio, che irretiscono e intristiscono la vita Italiana. Chiamiamo Iddio sommo e lo Spirito immortale delle migliaia di morti a testimoni che un solo impulso ci spinge, una sola volontà ci raccoglie, un solo pensiero ci infiamma: contribuire alla grandezza e alla salvezza della Patria. Uomini della Destra di tutta Italia, tendete gli spiriti e le forze, bisogna vincere e con l'aiuto di Dio | VINCEREMO |


TOLLERANZA

ZERO

RIPORTIAMO L'ORDINE

CON LEALTA’ E GIUSTIZIA


MOVIMENTO  SOCIALE  ITALIANO  -  DESTRA NAZIONALE   - Nuovo M.S.I. 


IL NUOVO MSI-DESTRA NAZIONALE INVITA TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI

AD ASTENERSI SUL REFERENDUM

 DEL 12 e 13 GIUGNO

 

NOI SIAMO LE NUOVE LEGIONI CONTRO I NUOVI BARBARI

DIFENDIAMO LA NOSTRA BANDIERA!
DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA!


"PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"

Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere

 

"Stavolta non mi appello alla rabbia, all'orgoglio, alla passione. Mi appello alla Ragione.
E insieme a Mastro Cecco che di nuovo sale sul rogo acceso dall'irragionevolezza
ti dico: bisogna trovare la Forza della Ragione."

Oriana Fallaci




 

UNO SPETTRO SI AGGIRA TRA DI NOI...
LO SPETTRO DELLA POVERTA'

VEDIAMO E SENTIAMO I NOSTRI ""POLITICI"" SCIORINARE FORMULE E DATI... SI DICE... FORSE... POTREMMO... VORREI MA NON POSSO...... ABBIAMO VISTO E SENTITO L' ON. TREMONTI CHE DI FORZA ITALIA E' IL NUMERO DUE, DICHIARARE CHE, PURTROPPO, LA CRESCITA CHE NEGLI ULTIMI CINQUANTA ANNI AVEVA PORTATO BENESSERE E' IRRIMEDIABILMENTE FINITA... E CHE UN MILIONE E MEZZO DI LAVORATORI CINESI STA PER ESSERE IMMESSO SUL MERCATO DEL LAVORO... ED ALTRETTANTI PROVERRANNO DALL'AREA INDIANA...

DUNQUE ???

RITORNIAMO ORA E SUBITO ALLA SOVRANITA' DELLA NOSTRA NAZIONE, FUORI DALLA UNIONE EUROPEA DI QUESTI RAGIONIERI DA ACQUEDOTTO CHE STANNO AFFAMANDO IL NOSTRO POPOLO

RITORNIAMO ALLA LIRA LEGATA AL DOLLARO USA

RIPRISTINIAMO DAZI E FRONTIERE

 BLOCCHIAMO LE FRONTIERE E RESPINGIAMO L'INVASIONE  SISTEMATICA CHE E SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

REVOCHIAMO TUTTI I PERMESSI DI SOGGIORNO CON ESPULSIONI COATTE

SOLO COSI'  IL NOSTRO POPOLO, LA NOSTRA NAZIONE, SARANNO

S A L V I


Il Comunismo non ha mai smesso di esistere, ma come il più infido serpente ha solo cambiato pelle; ed in un laido connubio ha sposato l'Islam. Sono dei nemici e vanno combattuti ad oltranza, senza tregua.



 E' CON NOI




 

Da qui in poi le foto riportate sono i titoli di merito che si trovano nel sito indicato riferiti al vice di Saya, Riccardo Sindoca. Non commento ma invito tutti a riflettere come, ancora, vi siano certe amicizie con determinati ambienti vaticani ed USA.



Ed oggi, 12 febbraio 2006, cosa possiamo aggiungere ? Che un tal figuro non poteva che allearsi con Berlusconi nella campagna elettorale. A parte le vocazioni autoritarie vi sono anche le comuni origini P 2.  Leggiamo da l'Unità:

Le minacce dei fascisti di Berlusconi
di Vincenzo Vasile



«Popolo italiano corri alle urne, spazza col tuo voto questo fango, annichiliscili per sempre. E come le Legioni inneggiavano a Cesare, noi inneggiamo al nostro Condottiero: SILVIO BERLUSCONI. Questo sobrio motto campeggia da sabato sul sito web del Nuovo Msi - Destra nazionale a suggello di un fluviale "comunicato" insultante (contro l'Unità, i magistrati, la polizia, l'Unione). Il presidente-poliziotto parallelo, Gaetano Saya, lo ha allegato a un messaggio e-mail di nuove minacce e ingiurie indirizzato a Furio Colombo. Il primo era arrivato l'altro giorno, e adesso: «Ti rinnovo una promessa, non una minaccia. Ti prendo a calci nel culo. Asino comunista, scusatemi asini». Firmato Gaetano Saya. Saya venne arrestato a luglio 2005 perché organizzatore di una polizia parallela che mirava a creare panico.

E qui ci vuole un riassunto delle puntate precedenti. Che saranno grottesche e volgari finché volete, ma hanno una premessa tutta politica il 25 settembre scorso, quando Maria Antonietta Cannizzaro, sposa del presidente-poliziotto parallelo, all'epoca agli arresti domiciliari per una vicenda di dossier, armi, attrezzi e documenti di polizia usati da una sua agenzia, si recò a palazzo Grazioli, a capo di una delegazione del Nuovo Msi, per offrire voti e appoggi dei suoi “ambienti” alla prossima campagna elettorale, o meglio «per far sì, che tutti uniti in blocco, si vincano le elezioni 2006 per non consegnare la Nazione in mano ai Comunisti» (vedi comunicato: “Raggiunto accordo tra Nuovo M.S.I. e C.D.L. per le politiche 2006”, dell'ottobre 2005).

In ottobre, per l'appunto, si dava notizia di un secondo incontro operativo con l'eurodeputato di Forza Italia, Mario Mantovani (vicepresidente del Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei) che avrebbe concretizzato le basi gettate a palazzo Grazioli. Veniva messo a frutto «il cordialissimo incontro» in cui la signora aveva offerto al Presidente Berlusconi «una alleanza incondizionata, organica e strutturale per le prossime politiche, condividendo il programma elettorale senza eccezione alcuna. Offerta accettata con entusiasmo dal Premier. Offrendo anche ad AN e Fini il proprio contributo, definendoli “I nostri fratelli maggiori”».

Non crediate che il Nuovo Msi sia chissà che; è un gruppuscolo tra i meno rilevanti dell'arcipelago neofascista. Ma è tutto vero: ci sono le foto di Berlusconi a braccetto con la signora Vicepresidente vicaria, e anche altri esponenti forzisti, Ombretta Colli, il ministro Claudio Scajola, il deputato Amadeo Matacena, si sono fatti ritrarre affratellati con questa gente. E quel che appariva singolare e marginale a ottobre, s'è rivelato un caso politico. Il partito del presidente del Consiglio, e personalmente lo stesso premier, infatti, stanno raschiando il barile dell'elettorato di ultradestra attraverso una rete di candidature e accordi elettorali mirati al recupero e in alcuni casi alla elezione o rielezione di gente come Pino Rauti, o Alessandra Mussolini, con il codazzo di diversi candidati che hanno radici nel passato più violento ed eversivo del fascismo italiano.

In quest'operazione ci sta bene, dunque, anche il Nuovo Msi di Saya, con cui pur dicono di non avere nulla a che fare i “fratelli maggiori” di An (Fini ha definito Saya un «millantatore» e s'è beccato una raffica di insulti), e il Viminale (Pisanu l'ha chiamato «pataccaro»). Alleati, ministri e colleghi di partito di Berlusconi non hanno avuto, però, né voglia né forza per fermarlo prima che perfezionasse l'inquietante pasticcio di fine stagione. Finora si sono trincerati dietro al fatto che il presidente del Consiglio non si sia incontrato con Saya, ma con sua moglie. Ora Saya firma formalmente “l'alleanza”, che non aveva potuto personalmente stipulare solo perché impedito dagli arresti.

Un editoriale di Furio Colombo che inquadrava in questo clima la vicenda è entrato così nel mirino di una nuova campagna di minacce. Dell'altro giorno è la solidarietà di Romano Prodi, Piero Fassino e Francesco Rutelli. E anche loro sono da ieri destinatari di nuove ingiurie: «Si sono scatenati gridando al golpe, all'eversione (ma quale eversione, ma quale Golpe, quattro calci nel culo non hanno mai fatto male a nessuno)». Tutti e tre «Comunisti». Indovinello: di chi sono le seguenti frasi? «I Comunisti sono l'impero del male (...), il loro modo di vivere è cattivo e maligno, essi sono un'organizzazione criminale che si è resa responsabile di milioni di morti. Il metodo di lotta dei Comunisti è quello dell'eliminazione per via giudiziaria degli avversari politici, con il dileggio, con la calunnia, con la menzogna, con la diffamazione, con il discredito, con l'uso politico della giustizia e l'idea del cittadino al servizio dello Stato, dello Stato al servizio del Partito, dello Stato terra di conquista degli apparati partitici comunisti, e l'obiettivo di imporre l'egemonia del Comunismo sulla società civile, sulla cultura, sulla scuola, sull'università, sull'informazione, sulla magistratura, sulle Forze di Polizia per usarli, questi ultimi, come braccio armato...».

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Leggiamo ancora:

I Nuovi alleati del Premier 

 

Saya: Silvio è il nostro Giulio Cesare. Gli immigrati rovinano la razza
 
 
Forse non hanno capito bene la situazione. Lei continua a ripetere: «Dopo Mussolini, il migliore è Berlusconi». E lui, il marito di lei: «Il quale Berlusconi ha ragione su tutto, compresa la storia che i giornalisti dell’Unità sono dei cani randagi da spazzare via. A cominciare da quel Furio Colombo, che li ha diretti per un po’».
 
Campagna elettorale, stavolta nei paraggi della Casa delle Libertà. Lui è Gaetano Saya, fondatore del Nuovo Msi-Destra nazionale (con cui Forza Italia ha ufficialmente stretto accordi in vista del prossimo 9 aprile) ed ex gran capo del Dssa, il Dipartimento di studi Strategici antiterrorismo, una sorta di polizia clandestina sgominata dai giudici a Genova nel luglio scorso.
 
Lei, la moglie di Saya, Maria Antonietta Cannizzaro, è da ieri il presidente del partito per «ragioni di opportunità». Ha preso il posto del marito: «Tra uno o due giorni dovrei incontrare nuovamente Silvio. Meglio che vada io. Ci siamo capiti subito bene, l’altra volta». L’altra volta: 29 settembre 2005, Palazzo Grazioli. «Berlusconi fu gentilissimo e, come sempre, dimostrò tutta la sua statura politica. Mi spiegò infatti che la presenza della fiamma tricolore, il nostro amato simbolo, è fondamentale nelle sue liste. Gli porteremo, lui ne è giustamente convinto, tutti i voti dei nostalgici e di quelli che non si riconoscono nell’attuale destra. Moscia e venduta».
 
Gaetano Saya aggiunge che «mia moglie, naturalmente, non ce l’ha con Fini, rimasto a Fiuggi, ma con tipi come Pino Rauti, o come Roberto Fiore e Adriano Tilgher di Forza Nuova. Personaggi dai quali siamo piuttosto distanti ». L’ex gran capo del Dssa parla al telefonino, è in treno, sta scendendo in Calabria per una serie di comizi. Non è più agli arresti domiciliari: «Sebbene resti ingiustamente indagato». Le accuse: «Associazione a delinquere finalizzata all’usurpazione di funzione pubblica in materia di prevenzione e repressione dei reati e poi... beh, poi c’è anche la violazione della banca dati del ministero dell’Interno, nonostante però quelli, al Viminale, sapessero tutto... Ma non è meglio parlare di politica?».
 
Di politica e di programmi. Cominciamo dall’immigrazione. «Bisogna chiudere le frontiere. Subito. E poi bisogna espellere tutti gli immigrati clandestini e quelli reclusi nelle carceri italiane. Gli immigrati sono un pericolo: per la purezza della nostra razza ». Pacs, coppie di fatto. «Non abbiamo niente contro i gay, contro i finocchi... Possono lavorare tranquillamente, ma senza essere visti. Devono rimanere il più possibile nascosti. La loro presenza, purtroppo, devia la nostra società. Quando un bambino vede, non so, uno come Vladimir Luxuria, che idee si fa sul sesso? ». Sistema politico. «Come ripete sempre Berlusconi, tutto ruota intorno ai comunisti. Controllano l’intera società italiana, compresi i giudici. E, per questo, bisogna combatterli. Con la repressione. Probabilmente, saremo costretti ad andarli a cercare uno ad uno».
 
Probabilmente, hanno intenzione di cominciare da Furio Colombo. L’ex direttore del quotidiano l’Unità ha già ricevuto quattro e-mail da Gaetano Saya. «Mi scrive nel cuore della notte. Il primo messaggio lo spedì alle 2,41 dello scorso 9 febbraio. Il testo: "Non sei degno di stare al mondo..."». Due notti dopo, arriva un’altra e-mail. «Con quattro carte da gioco. Dentro, oltre alla mia faccia, quelle di Prodi, definito una faccia da mortadella, di Fassino, definito un tubercoloso, e di Rutelli, che secondo il signor Saya è un efebo».
 
Colombo ha informato la Digos, che ora indaga. L’Unità racconta tutto in prima pagina. Ma Gaetano Saya invita «ad essere seri: perché noi, intanto, siamo al 3%». Con questa dote, sua moglie si presenterà da Berlusconi. «Tra noi e Silvio c’è un’intesa perfetta. Glielo abbiamo detto: altroché Napoleone. Lui, per noi, è come Giulio Cesare. E noi siamo le sue legioni».

L'estrema destra si riscopre unita: Forza Italia
di red

 
Forse quando Massimo D’Alema gli ha detto chiaro che «la Cdl in una condizione di impresentabilità per il governo del paese», Gianfranco Fini si è ricordato che quei «neofascisti con cui Berlusconi sta trattando a Palazzo Grazioli» sono gli stessi con cui lui combatte da una vita. Quelli che Giorgio Almirante e il suo delfino sembravano considerare «impresentabili» perfino per un Movimento Sociale Italiano impegnato nella costruzione di una destra conservatrice e in doppio petto al fianco della Dc. Una storia lunghissima di scissioni, scontri, accordi e dissidi.

 

Era il lontano 1956, del resto, quando Pino Rauti fondò Ordine Nuovo e abbandonò per la prima volta il Msi di Michelini, da lui considerato troppo moderato e conservatore. Rauti poi, fra un’accusa di eversione nera e l’altra, tornò nel partito, tanto da essere il principale rivale di Fini nella successione ad Almirante. Una lunga battaglia, conclusasi con la vittoria dell’attuale vicepremier, la nascita di Alleanza Nazionale e l’estromissione di Rauti.

Bisogna invece risalire al 1970 per datare l’abbandono del Msi da parte di Adriano Tilgher, fondatore di Avanguardia nazionale, due volte arrestato e cinque anni in carcere per la sua attività fascista. Vicino al Msi si dichiara anche Gaetano Saya, che però alla carriera politica preferì la costruzione di una polizia parallela e l’invenzione di dossier fasulli sul terrorismo da vendere ai servizi segreti.

Tilgher, Saya. Ma anche Alessandra Mussolini, Rauti, e anche il suo ex delfino Romagnoli, l'intera galassia frantumata dell'estrema destra neo missina, i leader del Fronte Sociale Nazione, del Movimento Sociale Italiano, del Movimento Idea Sociale, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore: Fini ora se li ritrova tutti come alleati nella Casa delle Libertà. Ad aprirgli le porte è il grande partito dei moderati, Forza Italia. Rauti, Romagnoli e Saya sono già dentro da un po'.

E adesso anche la Mussolini (che inizialmente ha nicchiato) conferma: l'accordo con Fi è fatto. Secondo quanto si apprende, ad Alessandra Mussolini sarebbe stata garantita una rappresentanza equivalente a tre o quattro seggi: per lei, per Roberto Fiore, Adriano Tilgher e, probabilmente, per Mauro Floriani, marito della stessa Mussolini.

 
(Fabrizio Roncone)
Un arcipelago che vive nei sotterranei della politica diventato una riserva
di voti. Rauti esalta i vincitori palestinesi, Fiore è antiislamico

Al killer Liboni ad Hamas tutti i miti dell'alleato nero


di FILIPPO CECCARELLI (Repubblica)
 


<B>Al killer Liboni ad Hamas<br>tutti i miti dell'alleato nero</B>
Adriano Tilgher


SOTTO terra, come è noto, si trova tutto e il contrario di tutto: pozzi neri, radici e catacombe; e cantine, miniere, fogne, rocce, sorgenti, templi e verminai. Fa certo impressione - ma fa anche un po' ridere - immaginarsi Silvio Berlusconi che con la pala in mano scava cunicoli e ammucchia detriti nell'underground dell'estrema destra. Per aprirsi varchi elettorali, oltretutto, quando molti, moltissimi abitanti dell'ipogeo nero nemmeno vanno a votare per la semplice ragione che alla democrazia credono ancora meno di quanto ci creda lui.

Passi per le trattative con Alessandra Mussolini, da una dozzina d'anni pienamente legittimata dalla cultura televisiva dei talk-show. Ma gli altri? Chi spiegherà mai al Cavaliere che il Mis di Rauti esalta Hamas mentre Forza Nuova di Roberto Fiore, campione di islamo-fobia, invita i militanti a barrare con un pennarello rosso tutte le banconote da 20 euro nel pezzo di cartina geografica che corrisponde a Istambul? Chi avrà il cuore di ricordare al leader della Casa delle libertà che non molto tempo fa Adriano Tilgher, del Fronte Nazionale, si proclamava "nazional-bolscevico"? O di rendergli noto che la Fiamma Tricolore ha programmato un raduno (ad Albano, il 25 febbraio) al termine del quale un gruppo che si chiama "La peggio gioventù" si esibirà nel loro pezzo davvero più forte: un'ode a Luciano Liboni, "il lupo", cioè il rapinatore che nell'estate del 2004 terrorizzò l'Italia dopo aver ucciso a bruciapelo un carabiniere?

Colpisce l'indifferenza di Fini e degli altri notabili di An, come se il negoziato messo in piedi da Berlusconi non li riguardasse. Ma si comprende pure: nessuno meglio di loro conosce quel mondo lì, e se ne tiene debitamente a distanza. Sanno le bizzarrie, le incessanti rivalità, la deriva alla polverizzazione, i pericoli, anche, della filibusta nera. Hanno ormai scelto il potere, le segreteria e gli autisti dei ministeri, la Santanché, le fiction su Marinetti e i servizi su Novella 2000. Nell'Italia degli album di famiglia, la secolarizzazione che ha investito anche la destra estrema assegna a ciascuno il proprio incubo.

Fiuggi è Fiuggi, non c'è dubbio, e il fascismo è diventato il male assoluto: ma dopo essersi sciroppati anche loro tante invettive contro l'oro e l'usura, i vari rappresentanti del "colonnellume" capiscono che Julius Evola sarebbe come minimo restio a cavalcare la tigre di un accordo elettorale con il magnate del lusso e della televisione commerciale.

Così, sganciatosi definitivamente da An, più che un (trascurabile) segmento del mercato elettorale l'underground della tarda modernità neofascista appare oggi come una vasta riserva di marginalità pre-politica. Vecchie cicatrici, occhiali neri, vecchietti rabbiosi e giovanotti ispirati, sogni e odori di palestra, miti e simboli che si accumulano e si aggrovigliano.
Senza che tutto questo costituisca più, francamente - e per fortuna - una emergenza reale.

Come tutti gli incubi, l'estrema destra rimane tale se dall'esterno la si continua a immaginare come un'entità integra, totale, unificante. Quando invece non lo è affatto, anzi a veder bene non lo è mai stata. Il problema, semmai, è che a smontarla pezzo pezzo si resta sopraffatti dalle più smaglianti inconciliabilità. Tra la croce celtica e la svastica, per dire, c'è già una bella distanza; come esiste d'altra parte una bella differenza tra la messa in latino e il ciclo bretone.

Però a questo punto converrà segnalare che in quell'universo caotico abbondano pure "maghetti" esoterici, pagani della Nouvelle droit, seguaci dell'induismo tradizionale; mentre, sulle tracce di René Guenon, la casa editrice di Claudio Mutti, filologo imprigionato per terrorismo (e poi assolto) è la prima ad aver pubblicato le opere di Khomeini. Ma intanto ferve la militanza nelle curve degli stadi, la cocaina se la vede con l'arcangelo Michele di Codreanu, il movimento skin con la Spagna clerico-fascista e l'ossessione omofobica con i più incalliti dionionici, variante guerriera.

Un tempo, è vero, c'era Mussolini a tenere insieme il baraccone. Ma oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, si fa fatica a conservare dentro una stessa cornice una studiosa come Alessandra Colla, già collaboratrice di Freda, che ha riscoperto e "lanciato" la figura di Ipazia, astronoma e filosofa uccisa da fanatici cristiani del V secolo, oggi divenuta icona di femministe e gay, ecco, è impensabile anche solo accostare la Colla a vecchi attrezzi dei servizi segreti che s'inventano polizie parallele e in piena notte spediscono minacciosi e sgrammaticatissimi messaggi a giornalisti.

Ha scritto bene uno studioso tutt'altro che di destra, Ugo Maria Tassinari, che a ben vedere "il nero non è l'assenza, ma la somma di tutti i colori". In un interessante dvd (Guerrieri, storia di una generazione in nero, Immaginapoli) l'estate scorsa Tassinari ha mostrato piccoli frammenti di questo mondo abbandonato a se stesso: la guardia d'onore alla tomba del Duce, con tanto di mantello, estremo tributo alla più resistente tanatofilia, e l'ascesi alpina di una spedizione che ha reso omaggio alle ceneri di Evola sul ghiacciaio del Monte Rosa; i ragazzi di "Casa Pound", non troppo diversi dai loro coetanei dei Centri sociali e l'ispirazione ecologista che ha preso uno dei teorici dello spontaneismo armato, Fabrizio Zani, che parte con la religione degli indiani d'America, ma finisce col parlare male della Lega e di Borghezio.

E di nuovo: tutto e il suo contrario si ritrova sotto terra. Addirittura raggi di luce, come la rappresentazione che Mario Tuti (tre omicidi alle spalle) ha allestito con attori e detenuti attori da un testo, "Secondo Qoélet", arrangiato da Luciano Violante sulla base dell'Ecclesiaste. "C'è un tempo per uccidere - dice - e un tempo per sanare". Ora ci sarebbe anche, in democrazia, un tempo per votare. Berlusconi, si capisce, scava come e dove può. Chissà se qualcuno ha la pazienza di spiegargli che forse sta solo raschiando gli avanzi, i residui, il fondo incrostato di un barile ormai vuoto.

( 16 febbraio 2006 )

Aggiornamento del 18 febbraio 2006, quando Saya viene scaricato da Berlusconi.

 

l'Unità 16.02.2006
Con Berlusconi trattavo da due anni

«Sono Gaetano Saya. Voi siete i miei nemici, ma avete vinto e io voglio consegnarmi». Inattesa telefonata a “l’Unità” dell’«uomo nero» alleato di Berlusconi. Chiediamo: consegnarsi a chi? «Al nemico. Perché è meglio fare così, invece che stare appresso ai falsi amici bugiardi e imbroglioni».

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Mi sa che lei si riferisce a Silvio Berlusconi…
«Certo, e a chi altro? Voglio fare una cosa plateale, vengo nella vostra sede per arrendermi, perché certe cose hanno bisogno di un certo simbolismo, e il simbolismo conta…»

Lasciamo perdere le rese e le simbologie, torniamo alle bugie…
«Sì, quel bugiardo ha raccontato solo balle, a me ha detto tutto e il contrario di tutto, e adesso le stesse bugie è pronto a ripeterle al popolo italiano. Mi faceva fare il lavoro sporco».

Eppure lei lo chiamava "Nostro condottiero", "Sua Eccellenza"…
«Io lo stimavo, e potrei continuare a stimarlo, ma Berlusconi mi ha mandato allo sbaraglio. Dopo avermi dato precise garanzie. Vasile, c'è mai stato a El Alamein?».

Ci sono stato. Ma che c'entra?
«Io che pure sono un uomo di azione là mi sono commosso. Lì non mancò il valore, non mancò l'ardimento, mancarono i rifornimenti, mancò la nafta… Quindi, io dico, se - come a El Alamein - tu mi mandi allo sbaraglio, allora sei un traditore…. Io sono stato mandato da solo ad affrontare la vostra macchina da guerra…».

Per favore, lasciamo perdere quest'espressione, che dicono porti male… Abbiamo raccontato di quella foto nel vostro sito: Berlusconi con sua moglie, e dei vostri slogan, del fatto che proclamavate un accordo elettorale con la Casa delle libertà. Lei dice che Berlusconi le offrì garanzie, di che tipo?
«Certo che glie lo dico, ma prima una cosa voglio raccontare, di come Berlusconi nel primo nostro incontro parlò malissimo di Fini, per certe situazioni…».

E anche questo che c'entra?
«C'entra: Berlusconi è stato messo sottoscopa, ora ha avuto un incontro segretissimo con Fini, e si sono presi a parolacce. Fini gli ha detto: o lui o me».

Lui chi?
«Lui io: Gaetano Saya».

Ma è così forte lei da far succedere queste guerre?
«Il fatto è che ho il simbolo, il simbolo storico del Msi, paralellepipedo e fiamma. E lui Fini, ne ha il terrore. Se non che quando la delegazione del Nuovo Msi andò in visita a palazzo Grazioli, lui…».

Lui stavolta chi è?
«Lui, Berlusconi - "Lui" - la nostra delegazione l'accolse dicendo: 'Vi posso dare una buona notizia, Fini vi ha accettato. Entrate nella Casa delle libertà'. Avrei dovuto aspettarmelo che c'era un trucco. Era stato Fini a organizzare tutto per colpirmi. Nasce da Fini la scorsa estate tutto il caso giudiziario della Dssa, organizzò tutto…».

Con ordine, Saya: l'incontro con Berlusconi quando avvenne?
«Il 29 settembre 2005. Ed era un giovedì. Se non che avremmo dovuto vederci martedì, e la segreteria di Berlusconi ci chiamò: il presidente si scusa, facciamo tra due giorni. Così a palazzo Grazioli Lui esordì davanti a Maria Antonietta Cannizzaro: scusi signora, ma ho impiegato questi giorni proprio per convincere Gianfranco. Ci sono riuscito. Mentiva? Se ha mentito a me ora mente a tutti gli italiani. E questo punto racconto tutto a voi che considero i miei nemici».

Saya, diciamo avversari…
«Vasile, preferisco nemici perché io sono uomo d'azione: chi non è con me è contro di me».

Questa l'ho già sentita. E poi nega di essere un fascista…
«Ho detto che il fascismo è una cosa irripetibile da consegnare alla storia».

Vorrei vedere. Berlusconi però sostiene di non sapere chi sia Gaetano Saya…
«Ma se noi siamo in trattativa da due anni… I rapporti li teneva Cinzia Confisco che fa parte della sua segreteria, e alle europee a Milano avremmo candidato un indipendente nelle liste di Forza Italia, e in Toscana un accordo analogo ci assicurava quattro posti di sottogoverno…».

Durava da due anni, dice sul serio?
«Sì, due anni. Io gli servo per blindare l'ala destra dell'elettorato».

Ma siamo realisti: il suo gruppo è piccolino, Saya, l'ala destra come facevate a blindarla?
«Eh, no, noi abbiamo quel simbolo, registrato con i diritti d'autore e ora metto in moto gli avvocati, perché parallelepipedo e fiamma sono nostri. E Fini rischia il tracollo. Perché l'elettore tradizionale di destra non vuol sentire parlare di gay, vuol sentirsi dire che sono finocchi, mi consenta…».

Va be', le consento, ma in che senso?
«Nel senso che Saya li chiama finocchi, mentre Fini li definisce gay, e poi vuol dare persino il voto agli immigrati».

Io rimango convinto che la trattativa vera Forza Italia la faceva con Alternativa sociale che qualche voto in più di voi ce l'ha.
«Macché. Sì,alle europee hanno avuto il 2%, è questo che vuol dire? Ma la Mussolini aveva messo su una confederazione di quattro partiti, e il 2 per cento con quattro partiti significa che hanno lo zero cinquanta, non so se lei ci arriva…».

Ci arrivo. Comunque ora non se ne fa più niente?
«Eh no, io personalmente ho consegnato a palazzo Grazioli una bozza segretissima con sigillo in ceralacca proprio la settimana scorsa…».

Bozza segretissima?
«Sì, il nostro accordo. Già concordato nei particolari. Ci saremmo presentati con il nostro simbolo collegato alla Cdl in Lombardia Piemonte Lazio Puglia Sardegna Calabria, capolista Maria Antonietta Cannizzaro, io candidato al Senato. Mentre in tutte le altre regioni lui avrebbe messo gente di sua fiducia nelle nostre liste…».

Come? Uomini di fiducia?
«Sì, lui avrebbe giocato con due mazzi. Perché aveva un sacco di richieste di candidature per Forza Italia, ma non ha più posti liberi, e allora la mia lista avrebbe fatto da contenitore per tutti questi candidati. Perché io finora andavo bene, ho avuto l'ordine di attaccare l'Unità, e ho attaccato, ero il Bertinotti di destra, o se vuole una specie di Lega che a livello nazionale ha l'ordine di far casino, di dire quello che Forza italia non può dire. Anche il vostro non è un gioco delle parti?».

Lei dice? Torniamo alla "bozza segretissima".
«Io la consegno, e qualche giorno dopo mi chiama la segreteria di Vizzini, ero in treno: ho un mio amico avvocato, testimone. Mi dicono, gentilissimi: 'Guardi Saya, lei non la possiamo più candidare, vede l'Unità come ci attacca. Lei la sua candidatura la ritiene proprio indispensabile? E io rispondo: va bene, si va avanti lo stesso. E si stava andando avanti, senza più Gaetano Saya candidato, ma con i miei uomini accanto ai suoi, sotto il mio simbolo».

E lui, Lui, vi ha scaricato…
«E io mi arrendo al nemico. Senta: voglio parlare con Colombo, che è un intellettuale, e io sono uomo d'azione. Che non mi attacchi più, glie lo dica. Allora, con Colombo pace fatta?».
 


AGGIORNAMENTO DEL 21 agosto 2011:

 

"Via stranieri e gay, morte ai politicanti"
Sul web tornano i nazionalisti di Saya

 

Nonostante le proteste e le inchieste della magistratura, riparte la campagna di adesioni al movimento neofascista creato dal leader dell'Msi-Dn, a processo per aver creato una polizia parallela. Nel programma, la cacciata di immigrati e omosessuali, il ripristino della pena di morte e la censura preventiva per la stampa

di MARCO PASQUA da Repubblica

Proteggere l'Italia dalle invasioni dei "nuovi barbari", ovvero dagli immigrati, e costringere tutti gli stranieri arrivati nel nostro Paese, a partire dal 1977, ad abbandonarlo. E' il compito che il Partito nazionalista italiano 1 (PNI), una formazione neofascista creata nel 2009 da Gaetano Saya, leader del MSI  -  Destra nazionale e ideatore delle "ronde nere" e della Guardia nazionale - attribuisce alle neonate "legioni per la sicurezza e la difesa della Patria". Un progetto, quello delle ronde, che Saya, un ex massone già noto alle cronache per aver creato un servizio segreto parallelo, non ha mai abbandonato.

E lo dimostra il fatto che, in questi giorni, il sito del PNI abbia fatto partire una campagna di adesioni, con tanto di trailer (GUARDA IL VIDEO 2) e "chiamata alle armi", diffusa anche tramite Facebook 3. "Prepariamoci alla battaglia", tuona Saya in un post scritto il 19 agosto. Le cosiddette "uniformi per la difesa e la sicurezza della Patria", liberamente acquistabili sulla pagina web ufficiale del movimento nazionalista, prevedono una camicia bianca, cravatta e cintura nere, scudetto dell'Italia e l'immancabile Sole nero, simbolo
del misticismo hitleriano, segno caratteristico del PNI. E' lo stile nazista che ricorda quello delle divise ocra delle ronde della Guardia Nazionale italiana e le cui immagini fecero il giro del mondo 4, oltre a suscitare la reazione di parlamentari (e dello stesso ministero dell'Interno) e un'indagine della magistratura.

Presentato per la prima volta nel 2009, il programma del PNI di Saya, per un periodo, era sparito dal web, anche in seguito all'ondata di indignazione che questo aveva sollevato. Ora è tornato on-line insieme ad un modulo, da spedire via mail, necessario per entrare a farne ufficialmente parte (è identico a quello di iscrizione all'MSI-Dn). L'appello all'iscrizione è rivolto anche agli appartenenti alle forze dell'ordine. Sembra, quindi, riprendere corpo l'inquietante progetto di una forza di polizia parallela (anche se non armata, almeno a leggere la documentazione disponibile sul web), nonostante il brusco stop imposto alle ronde della Guardia nazionale.

Il "programma per la liberazione dell'Italia" è articolato in 25 punti e prevede, tra le altre cose, "l'immediata uscita dell'Italia dall'Unione Europea" (articolo 2) . Possono essere cittadini italiani solamente "i connazionali di sangue italiano" e, a tal proposito, "si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-italiani" (articolo 8). I nazionalisti chiedono, inoltre, "che tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977 vengano costretti a lasciare immediatamente il territorio nazionale". Altri punti prevedono la "statalizzazione di tutte le imprese e gli istituti di credito e delle industrie" e l'introduzione della pena di morte per "gli usurai, i profittatori e i politicanti". Ce n'è anche per i giornalisti: l'articolo 23 mira a creare una stampa italiana, attraverso l'assunzione di redattori e collaboratori "connazionali"; tutti i giornali non italiani, invece, "devono ottenere, per essere pubblicati una espressa autorizzazione dello Stato e devono venire stampati in lingua italiana". Il programma del partito (nel quale le donne non possono ricoprire alcun incarico) si conclude con l'impegno, da parte dei suoi dirigenti, a "lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l'attuazione di questi punti".

Saya, sul suo sito, dichiara anche guerra agli omosessuali, che "vanno buttati fuori dal Parlamento e dalle istituzioni" (a tal proposito diffama un ministro, citando presunte informative della polizia sulle sue abitudini sessuali). Compito di queste milizie illegali è anche quello di battersi contro i "comunisti", il cui "obiettivo primario è l'invasione sistematica della nostra Nazione da parte di zingari, albanesi, marocchini ed islamici di vario colore, propendono affinché vengano riconosciute di fatto le famiglie tra omosessuali e vorrebbero affidare a questi pervertiti la custodia di bambini". Il 24 e il 25 settembre a Genova è prevista la "prima adunata delle legioni": qui, salvo divieti della polizia, si dovrebbe procedere al reclutamento dei primi simpatizzanti che hanno inviato il modulo tramite il sito.

Il processo contro l'ultranazionalista Saya e altre 20 persone, accusate, nel 2005, di aver dato vita al Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo (DSSA), la cosiddetta polizia parallela, dopo essersi aperto a Genova l'11 febbraio, era stato trasferito a Milano. Le ipotesi di reato per tutti erano di associazione per delinquere, finalizzata a usurpazione di funzioni e, a vario titolo, rivelazione di segreti d' ufficio e illecito uso di dati riservati tratti dalle banche dati del ministero degli Interni (secondo quanto riferito dallo stesso Saya, il Gip avrebbe dichiarato il "non luogo a procedere perché il fatto non sussiste" nei confronti di tutti e 21 gli imputati). Lo scorso mese di maggio, infine, fece discutere la proposta del fondatore del Partito Nazionalista di arruolare come segretario nazionale il "Responsabile" Domenico Scilipoti, che si disse a sua volta "onorato" di quella richiesta, proponendo addirittura di far rientrare gli adoratori del Sole nero dell'MSI-DN in Parlamento.
 

(21 agosto 2011)

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PS.  Gaetano Saya è un amico carissimo, oltreché di Berlusconi, di Domenico Scilipoti


 

 


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