E' dal 1969 che abbiamo a che fare con questi personaggi. Sono patetici e sembrerebbe che meritino una carezza sul capo mentre si trasportano in un ospedale per malattie mentali. Purtroppo sono pericolosi. In giovane età sono i manovali del terrorismo, quelli che mettono bombe dove viene loro indicato. Più oltre diventano poliziotti, quelli che a Genova fanno di testa loro, torturando se possibile e picchiando con accanimento (sempre i più deboli, però). In età matura (?) diventano capi di organizzazioni paramilitari che hanno dietro le spalle i soliti destabilizzatori, uomini politici ed impresari tanto corrotti quanto ricchi. Spiace davvero che, almeno questi, non siano stati spazzati via da un ministro degli interni giocherellone come Napolitano. Aspettiamo ancora, ex ministro, di sapere qualcosa sull'ex Ufficio D, quello all'origine di ogni provocazione dalla fine degli anni 60 e per tutti gli anni 70. Comunque rendetevi conto con quale subcultura deve avere a che fare un Paese che pretende di essere moderno e civile! E' tutta roba loro, ciò che trovate qui sotto, io non ho scritto assolutamente nulla (a parte due righe di spiegazione in verde). Anzi manca, per ora, la notizia che un membro dell'organizzazione è l'ex portiere della Juventus, Stefano Tacconi ed il fatto che erano abbondantemente foraggiati da privati (risulterebbe, da notizie di stampa da verificare, un costruttore romano), da enti statali (aspettiamo di sapere), da enti sovranazionali (come la UE, attraverso una qualche sigla che fa capo ad un leghista, ma anche qui aspettiamo di sapere). So già che voleranno solo questi stracci. Qualcuno sarà investito mentre attraversa la strada, qualcun altro cadrà da un balcone, ... I potenti con la continua infinita voglia di golpe resteranno al caldo senza avere il fresco che si meritano.
http://www.destranazionale.org/curriculum.html
Chi è Gaetano Saya? |
UNA VOLTA DEI NOSTRI, PER SEMPRE DEI
NOSTRI...

"Lasciate che chi non ha voglia di combattere sene vada. Dategli dei soldi perché accelleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Chiunque sopravviva a questo giorno, mostrerà le sue cicatrici ai vicini, e racconterà storie gloriose di tutte le grandi imprese di questa battaglia. Insegnerà quelle storie a suo figlio e da oggi alla fine del mondo verremo ricordati. Noi pochi, noi pochi felici, noi banda di fratelli: perché chiunque ha versato il suo sangue insieme a me è mio fratello. E quegli uomini che hanno avuto paura si sentiranno inferiori quando sentiranno come abbiamo combattuto e come siamo morti insieme."



Con l'uniforme del
Corpo delle Guardie di P.S.

Con i paramenti Massonici di Maestro Venerabile

L'amico fraterno, Generale Giuseppe Santovito

Licio Gelli

Dedica di Licio Gelli a Gaetano Saya

In una vecchia foto con l'allora Ministro della Difesa, Senatore
Giovanni Spadolini
http://www.amnistia.net/librairi/amnistia/n06/gladmil.htm
Enquête
Gladio/Stay
behind/P2: une nouvelle milice parallèle se structure ©www.amnistia.net Cet article a été publié le 7 novembre 2001 dans le
n°6 des Enquêtes interdites.
Cette organisation
dispose d'un statut régulier. Rien de plus légal. On peut y lire
"Les Détachements de Protection Nationale sont une organisation
volontaire de libres citoyens qui avec leur engagement veulent exalter
les valeurs jamais éteintes qui, depuis toujours, sont présentes dans
le coeur de chaque Italien: Dieu, Famille, Patrie". Malgré
le fait que cette libre association de citoyens dispose d'uniformes
militaires, il est bien spécifié dans son règlement que "Les Détachements
de Protection Nationale excluent armes et violence ainsi que tout autre
comportement reconductible à des organisations militaires ou
paramilitaires..."
Les Etats-Unis
exercent une fascination bien particulière chez les dirigeants de
"Destra Nazionale"... qui ont même importé, à quelques
détails près, le logo officiel de la CIA pour en faire le symbole
de leur parti. Telle une marque d'usine. Et pour cause... Le
"Chef" de "Destra Nazionale" n'est autre que Gaetano
Saya. Un ancien policier qui a fait carrière dans le réseau occulte de
l'OTAN, Gladio/Stay behind (...)
Par Enrico Porsia
"Préparons-nous
à nous battre à côté des États-Unis d'Amérique dans ce qui
probablement, certainement même, sera la troisième guerre mondiale. La
civilisation contre la barbarie: comme les anciennes légions romaines
qui firent un désert et l'appelèrent paix. C'est le seul moyen
dont nous disposons pour sauver notre culture, notre liberté, nos
familles". Après les attentats du 11 septembre, cette annonce s'affichait
sur le site Web d'un parti italien bien singulier, "Destra
Nazionale". La droite nationale. "Dans les prochains mois,
l'Italie pourrait être frappée par des attaques d'une violence
inimaginable de la part des pays islamiques du bassin méditerranéen.
Notre nation pourrait être détruite, avant même que les forces alliées
puissent intervenir en aide aux Forces armées présentes sur notre
territoire. 1.500.000 Islamiques sont déjà présents sur notre sol.
Combien d'entre eux nous attaqueront-ils? Les Forces armées et la
Police suffiront-elles à nous protéger? NON. Notre défense,
doit venir de nous-mêmes avec les "Reparti di Protezione
Nazionale" (Détachements de Protection Nationale). En cas de
grave danger, ils seront un support valide aux Forces armées.


Un nouveau parti italien qui s'inspire de la CIA...
.
Viens
combattre avec nous, deviens une Chemise grise!" Immédiatement
un lien hypertexte aiguille l'internaute vers la page de propagande de
cette nouvelle milice. Les Détachements de Protection Nationale, les
Chemises grises.

Une lettre de Licio Gelli. Le "vénérable" grand
maître de la loge P2 exprime son estime au "Chef" de
"Destra Nazionale".
.
Cette déclaration
d'intentions, ô combien angélique, n'empêche pourtant pas de mettre
en évidence, sur la "home-page" du parti, un lien
hypertexte qui vous envoie directement sur la page Web d'un véritable
supermarché militaire domicilié aux Etats-Unis. Ici, à côté
d'un bandeau publicitaire de Smith & Wesson vous pouvez, au moyen de
votre carte bancaire préférée, faire vos emplettes. Visa, Mastercard
et American Express sont les bienvenues... vous êtes en Amérique, pays
de liberté!

Gaetano Saya, le "Chef" de "Destra
Nazionale" habillé en "Chemise grise".
http://www.destranazionale.org/home_center.html
NUOVO ORDINE MONDIALE

Dio benedica George W. Bush
Dio benedica gli Stati Uniti d'America
Il male sceso tra noi trova in uomini come George Bush in America,
in uomini come Gaetano Saya in Italia, un baluardo inespugnabile.
Uomini timorati di Dio, uomini duri e puri che illuminati
per volontà Divina, sono scesi nella valle oscura della morte
per difendere la Fede Giudeo Cristiana e l'Occidente.
Il bene che questi uomini rappresentano sconfiggerà l'Anticristo.
Dio è con loro
Il male verrà ricacciato dagli inferi da cui è uscito.
Domine Dirige Nos
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Un solo credo, un solo motto: Dio, Patria, Famiglia
La Destra non è già, non può, non vuole essere la "guardia del corpo" di privilegi di individui e di classi; ma vuole essere la grande guardia che tutela la sicurezza e la grandezza immancabile del Popolo Italiano. Solo uomini di poca e mala fede, possono dubitare della purezza della nostra fede! Noi nulla chiediamo, ma siamo pronti a dare tutto, anche se necessario, la vita per la causa dell'Italia. E se vogliamo ripulire l'Italia dal marcio che vi si annida, e se vogliamo, fermissimamente vogliamo riportare una ferrea disciplina in tutta la Nazione, non è certo per stolta ambizione ma è semplicemente perchè i nostri morti ci hanno lasciato un testamento vergato con il sangue, il sangue di coloro che morendo fecero grande l'Italia. La Destra snuda la sua spada per tagliare i troppi nodi di gordio, che irretiscono e intristiscono la vita Italiana. Chiamiamo Iddio sommo e lo Spirito immortale delle migliaia di morti a testimoni che un solo impulso ci spinge, una sola volontà ci raccoglie, un solo pensiero ci infiamma: contribuire alla grandezza e alla salvezza della Patria. Uomini della Destra di tutta Italia, tendete gli spiriti e le forze, bisogna vincere e con l'aiuto di Dio | VINCEREMO |
TOLLERANZA
ZERO
RIPORTIAMO L'ORDINE
CON LEALTA’ E GIUSTIZIA
MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE - Nuovo M.S.I.
IL NUOVO MSI-DESTRA NAZIONALE INVITA TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI
AD ASTENERSI SUL REFERENDUM
DEL 12 e 13 GIUGNO

NOI
SIAMO LE NUOVE LEGIONI CONTRO I NUOVI BARBARI
DIFENDIAMO LA NOSTRA BANDIERA!
DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA!
"PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"
Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere
"Stavolta non mi appello alla rabbia,
all'orgoglio, alla passione. Mi appello alla Ragione.
E insieme a Mastro Cecco che di nuovo sale sul rogo acceso
dall'irragionevolezza
ti dico: bisogna trovare la Forza della Ragione."
Oriana Fallaci
UNO SPETTRO SI AGGIRA TRA DI NOI...
LO SPETTRO DELLA POVERTA'
VEDIAMO E SENTIAMO I NOSTRI ""POLITICI"" SCIORINARE FORMULE E DATI... SI DICE... FORSE... POTREMMO... VORREI MA NON POSSO...... ABBIAMO VISTO E SENTITO L' ON. TREMONTI CHE DI FORZA ITALIA E' IL NUMERO DUE, DICHIARARE CHE, PURTROPPO, LA CRESCITA CHE NEGLI ULTIMI CINQUANTA ANNI AVEVA PORTATO BENESSERE E' IRRIMEDIABILMENTE FINITA... E CHE UN MILIONE E MEZZO DI LAVORATORI CINESI STA PER ESSERE IMMESSO SUL MERCATO DEL LAVORO... ED ALTRETTANTI PROVERRANNO DALL'AREA INDIANA...
DUNQUE ???
RITORNIAMO ORA E SUBITO ALLA SOVRANITA' DELLA NOSTRA NAZIONE, FUORI DALLA UNIONE EUROPEA DI QUESTI RAGIONIERI DA ACQUEDOTTO CHE STANNO AFFAMANDO IL NOSTRO POPOLO
RITORNIAMO ALLA LIRA LEGATA AL DOLLARO USA
RIPRISTINIAMO DAZI E FRONTIERE
BLOCCHIAMO LE FRONTIERE E RESPINGIAMO L'INVASIONE SISTEMATICA CHE E SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
REVOCHIAMO TUTTI I PERMESSI DI SOGGIORNO CON ESPULSIONI COATTE
SOLO COSI' IL NOSTRO POPOLO, LA NOSTRA NAZIONE, SARANNO
S A L V I

Il Comunismo non ha mai
smesso di esistere, ma come il più infido serpente ha solo cambiato pelle; ed
in un laido connubio ha sposato l'Islam. Sono dei nemici e vanno combattuti ad
oltranza, senza tregua.
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E'
CON NOI

Da qui in poi le foto riportate sono i titoli di merito che si trovano nel sito indicato riferiti al vice di Saya, Riccardo Sindoca. Non commento ma invito tutti a riflettere come, ancora, vi siano certe amicizie con determinati ambienti vaticani ed USA.




Ed oggi, 12 febbraio 2006, cosa possiamo aggiungere ? Che un tal figuro non poteva che allearsi con Berlusconi nella campagna elettorale. A parte le vocazioni autoritarie vi sono anche le comuni origini P 2. Leggiamo da l'Unità:
Le
minacce dei fascisti di Berlusconi
di Vincenzo
Vasile
«Popolo italiano corri alle urne, spazza col tuo voto questo fango,
annichiliscili per sempre. E come le Legioni inneggiavano a Cesare, noi
inneggiamo al nostro Condottiero: SILVIO BERLUSCONI. Questo sobrio motto
campeggia da sabato sul sito
web del Nuovo Msi - Destra nazionale a suggello di un
fluviale "comunicato" insultante (contro l'Unità, i magistrati,
la polizia, l'Unione). Il presidente-poliziotto parallelo, Gaetano Saya,
lo ha allegato a un messaggio e-mail di nuove minacce e ingiurie
indirizzato a Furio Colombo. Il primo era arrivato l'altro giorno, e
adesso: «Ti rinnovo una promessa, non una minaccia. Ti prendo a calci nel
culo. Asino comunista, scusatemi asini». Firmato Gaetano Saya. Saya venne
arrestato
a luglio 2005 perché organizzatore di una polizia parallela che mirava
a creare panico.
E qui ci vuole un riassunto delle puntate precedenti. Che saranno grottesche e volgari finché volete, ma hanno una premessa tutta politica il 25 settembre scorso, quando Maria Antonietta Cannizzaro, sposa del presidente-poliziotto parallelo, all'epoca agli arresti domiciliari per una vicenda di dossier, armi, attrezzi e documenti di polizia usati da una sua agenzia, si recò a palazzo Grazioli, a capo di una delegazione del Nuovo Msi, per offrire voti e appoggi dei suoi “ambienti” alla prossima campagna elettorale, o meglio «per far sì, che tutti uniti in blocco, si vincano le elezioni 2006 per non consegnare la Nazione in mano ai Comunisti» (vedi comunicato: “Raggiunto accordo tra Nuovo M.S.I. e C.D.L. per le politiche 2006”, dell'ottobre 2005).
In ottobre, per l'appunto, si dava notizia di un secondo incontro operativo con l'eurodeputato di Forza Italia, Mario Mantovani (vicepresidente del Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei) che avrebbe concretizzato le basi gettate a palazzo Grazioli. Veniva messo a frutto «il cordialissimo incontro» in cui la signora aveva offerto al Presidente Berlusconi «una alleanza incondizionata, organica e strutturale per le prossime politiche, condividendo il programma elettorale senza eccezione alcuna. Offerta accettata con entusiasmo dal Premier. Offrendo anche ad AN e Fini il proprio contributo, definendoli “I nostri fratelli maggiori”».
Non crediate che il Nuovo Msi sia chissà che; è un gruppuscolo tra i meno rilevanti dell'arcipelago neofascista. Ma è tutto vero: ci sono le foto di Berlusconi a braccetto con la signora Vicepresidente vicaria, e anche altri esponenti forzisti, Ombretta Colli, il ministro Claudio Scajola, il deputato Amadeo Matacena, si sono fatti ritrarre affratellati con questa gente. E quel che appariva singolare e marginale a ottobre, s'è rivelato un caso politico. Il partito del presidente del Consiglio, e personalmente lo stesso premier, infatti, stanno raschiando il barile dell'elettorato di ultradestra attraverso una rete di candidature e accordi elettorali mirati al recupero e in alcuni casi alla elezione o rielezione di gente come Pino Rauti, o Alessandra Mussolini, con il codazzo di diversi candidati che hanno radici nel passato più violento ed eversivo del fascismo italiano.
In quest'operazione ci sta bene, dunque, anche il Nuovo Msi di Saya, con cui pur dicono di non avere nulla a che fare i “fratelli maggiori” di An (Fini ha definito Saya un «millantatore» e s'è beccato una raffica di insulti), e il Viminale (Pisanu l'ha chiamato «pataccaro»). Alleati, ministri e colleghi di partito di Berlusconi non hanno avuto, però, né voglia né forza per fermarlo prima che perfezionasse l'inquietante pasticcio di fine stagione. Finora si sono trincerati dietro al fatto che il presidente del Consiglio non si sia incontrato con Saya, ma con sua moglie. Ora Saya firma formalmente “l'alleanza”, che non aveva potuto personalmente stipulare solo perché impedito dagli arresti.
Un editoriale di Furio Colombo che inquadrava in questo clima la vicenda è entrato così nel mirino di una nuova campagna di minacce. Dell'altro giorno è la solidarietà di Romano Prodi, Piero Fassino e Francesco Rutelli. E anche loro sono da ieri destinatari di nuove ingiurie: «Si sono scatenati gridando al golpe, all'eversione (ma quale eversione, ma quale Golpe, quattro calci nel culo non hanno mai fatto male a nessuno)». Tutti e tre «Comunisti». Indovinello: di chi sono le seguenti frasi? «I Comunisti sono l'impero del male (...), il loro modo di vivere è cattivo e maligno, essi sono un'organizzazione criminale che si è resa responsabile di milioni di morti. Il metodo di lotta dei Comunisti è quello dell'eliminazione per via giudiziaria degli avversari politici, con il dileggio, con la calunnia, con la menzogna, con la diffamazione, con il discredito, con l'uso politico della giustizia e l'idea del cittadino al servizio dello Stato, dello Stato al servizio del Partito, dello Stato terra di conquista degli apparati partitici comunisti, e l'obiettivo di imporre l'egemonia del Comunismo sulla società civile, sulla cultura, sulla scuola, sull'università, sull'informazione, sulla magistratura, sulle Forze di Polizia per usarli, questi ultimi, come braccio armato...».
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Leggiamo ancora:
L'estrema
destra si riscopre unita: Forza Italia
di red
Forse quando
Massimo D’Alema gli ha detto chiaro che «la Cdl in una condizione
di impresentabilità per il governo del paese», Gianfranco Fini si è
ricordato che quei «neofascisti con cui Berlusconi sta trattando a
Palazzo Grazioli» sono gli stessi con cui lui combatte da una vita.
Quelli che Giorgio Almirante e il suo delfino
sembravano considerare «impresentabili» perfino per un Movimento
Sociale Italiano impegnato nella costruzione di una destra
conservatrice e in doppio petto al fianco della Dc. Una storia
lunghissima di scissioni, scontri, accordi e dissidi.
Era il lontano 1956, del resto, quando Pino Rauti fondò Ordine Nuovo e abbandonò per la prima volta il Msi di Michelini, da lui considerato troppo moderato e conservatore. Rauti poi, fra un’accusa di eversione nera e l’altra, tornò nel partito, tanto da essere il principale rivale di Fini nella successione ad Almirante. Una lunga battaglia, conclusasi con la vittoria dell’attuale vicepremier, la nascita di Alleanza Nazionale e l’estromissione di Rauti.
Bisogna invece risalire al 1970 per datare l’abbandono del Msi da parte di Adriano Tilgher, fondatore di Avanguardia nazionale, due volte arrestato e cinque anni in carcere per la sua attività fascista. Vicino al Msi si dichiara anche Gaetano Saya, che però alla carriera politica preferì la costruzione di una polizia parallela e l’invenzione di dossier fasulli sul terrorismo da vendere ai servizi segreti.
Tilgher, Saya. Ma anche Alessandra Mussolini, Rauti, e anche il suo ex delfino Romagnoli, l'intera galassia frantumata dell'estrema destra neo missina, i leader del Fronte Sociale Nazione, del Movimento Sociale Italiano, del Movimento Idea Sociale, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore: Fini ora se li ritrova tutti come alleati nella Casa delle Libertà. Ad aprirgli le porte è il grande partito dei moderati, Forza Italia. Rauti, Romagnoli e Saya sono già dentro da un po'.
E adesso anche la Mussolini (che inizialmente ha nicchiato) conferma: l'accordo con Fi è fatto. Secondo quanto si apprende, ad Alessandra Mussolini sarebbe stata garantita una rappresentanza equivalente a tre o quattro seggi: per lei, per Roberto Fiore, Adriano Tilgher e, probabilmente, per Mauro Floriani, marito della stessa Mussolini.
Al killer Liboni ad Hamas tutti i miti dell'alleato nero
di FILIPPO CECCARELLI
(Repubblica)
Aggiornamento del 18 febbraio 2006, quando Saya viene scaricato da Berlusconi.
l'Unità 16.02.2006
Con Berlusconi trattavo da due anni
«Sono Gaetano Saya. Voi siete i miei nemici, ma
avete vinto e io voglio consegnarmi». Inattesa telefonata a “l’Unità”
dell’«uomo nero» alleato di Berlusconi. Chiediamo: consegnarsi a
chi? «Al nemico. Perché è meglio fare così, invece che stare
appresso ai falsi amici bugiardi e imbroglioni».
_________________________________________________
Mi sa che lei si riferisce a Silvio Berlusconi…
«Certo, e a chi altro? Voglio fare una cosa plateale, vengo nella
vostra sede per arrendermi, perché certe cose hanno bisogno di un certo
simbolismo, e il simbolismo conta…»
Lasciamo perdere le rese e le simbologie, torniamo alle bugie…
«Sì, quel bugiardo ha raccontato solo balle, a me ha detto tutto e il
contrario di tutto, e adesso le stesse bugie è pronto a ripeterle al
popolo italiano. Mi faceva fare il lavoro sporco».
Eppure lei lo chiamava "Nostro condottiero", "Sua
Eccellenza"…
«Io lo stimavo, e potrei continuare a stimarlo, ma Berlusconi mi ha
mandato allo sbaraglio. Dopo avermi dato precise garanzie. Vasile, c'è
mai stato a El Alamein?».
Ci sono stato. Ma che c'entra?
«Io che pure sono un uomo di azione là mi sono commosso. Lì non mancò
il valore, non mancò l'ardimento, mancarono i rifornimenti, mancò la
nafta… Quindi, io dico, se - come a El Alamein - tu mi mandi allo
sbaraglio, allora sei un traditore…. Io sono stato mandato da solo ad
affrontare la vostra macchina da guerra…».
Per favore, lasciamo perdere quest'espressione, che dicono porti
male… Abbiamo raccontato di quella foto nel vostro sito: Berlusconi
con sua moglie, e dei vostri slogan, del fatto che proclamavate un
accordo elettorale con la Casa delle libertà. Lei dice che Berlusconi
le offrì garanzie, di che tipo?
«Certo che glie lo dico, ma prima una cosa voglio raccontare, di come
Berlusconi nel primo nostro incontro parlò malissimo di Fini, per certe
situazioni…».
E anche questo che c'entra?
«C'entra: Berlusconi è stato messo sottoscopa, ora ha avuto un
incontro segretissimo con Fini, e si sono presi a parolacce. Fini gli ha
detto: o lui o me».
Lui chi?
«Lui io: Gaetano Saya».
Ma è così forte lei da far succedere queste guerre?
«Il fatto è che ho il simbolo, il simbolo storico del Msi,
paralellepipedo e fiamma. E lui Fini, ne ha il terrore. Se non che
quando la delegazione del Nuovo Msi andò in visita a palazzo Grazioli,
lui…».
Lui stavolta chi è?
«Lui, Berlusconi - "Lui" - la nostra delegazione l'accolse
dicendo: 'Vi posso dare una buona notizia, Fini vi ha accettato. Entrate
nella Casa delle libertà'. Avrei dovuto aspettarmelo che c'era un
trucco. Era stato Fini a organizzare tutto per colpirmi. Nasce da Fini
la scorsa estate tutto il caso giudiziario della Dssa, organizzò
tutto…».
Con ordine, Saya: l'incontro con Berlusconi quando avvenne?
«Il 29 settembre 2005. Ed era un giovedì. Se non che avremmo dovuto
vederci martedì, e la segreteria di Berlusconi ci chiamò: il
presidente si scusa, facciamo tra due giorni. Così a palazzo Grazioli
Lui esordì davanti a MariaAntonietta Cannizzaro: scusi signora, ma ho
impiegato questi giorni proprio per convincere Gianfranco. Ci sono
riuscito. Mentiva? Se ha mentito a me ora mente a tutti gli italiani. E
questo punto racconto tutto a voi che considero i miei nemici».
Saya, diciamo avversari…
«Vasile, preferisco nemici perché io sono uomo d'azione: chi non è
con me è contro di me».
Questa l'ho già sentita. E poi nega di essere un fascista…
«Ho detto che il fascismo è una cosa irripetibile da consegnare alla
storia».
Vorrei vedere. Berlusconi però sostiene di non sapere chi sia
Gaetano Saya…
«Ma se noi siamo in trattativa da due anni… I rapporti li teneva
Cinzia Confisco che fa parte della sua segreteria, e alle europee a
Milano avremmo candidato un indipendente nelle liste di Forza Italia, e
in Toscana un accordo analogo ci assicurava quattro posti di
sottogoverno…».
Durava da due anni, dice sul serio?
«Sì, due anni. Io gli servo per blindare l'ala destra dell'elettorato».
Ma siamo realisti: il suo gruppo è piccolino, Saya, l'ala destra
come facevate a blindarla?
«Eh, no, noi abbiamo quel simbolo, registrato con i diritti d'autore e
ora metto in moto gli avvocati, perché parallelepipedo e fiamma sono
nostri. E Fini rischia il tracollo. Perché l'elettore tradizionale di
destra non vuol sentire parlare di gay, vuol sentirsi dire che sono
finocchi, mi consenta…».
Va be', le consento, ma in che senso?
«Nel senso che Saya li chiama finocchi, mentre Fini li definisce gay, e
poi vuol dare persino il voto agli immigrati».
Io rimango convinto che la trattativa vera Forza Italia la faceva
con Alternativa sociale che qualche voto in più di voi ce l'ha.
«Macché. Sì,alle europee hanno avuto il 2%, è questo che vuol dire?
Ma la Mussolini aveva messo su una confederazione di quattro partiti, e
il 2 per cento con quattro partiti significa che hanno lo zero
cinquanta, non so se lei ci arriva…».
Ci arrivo. Comunque ora non se ne fa più niente?
«Eh no, io personalmente ho consegnato a palazzo Grazioli una bozza
segretissima con sigillo in ceralacca proprio la settimana scorsa…».
Bozza segretissima?
«Sì, il nostro accordo. Già concordato nei particolari. Ci saremmo
presentati con il nostro simbolo collegato alla Cdl in Lombardia
Piemonte Lazio Puglia Sardegna Calabria, capolista Maria Antonietta
Cannizzaro, io candidato al Senato. Mentre in tutte le altre regioni lui
avrebbe messo gente di sua fiducia nelle nostre liste…».
Come? Uomini di fiducia?
«Sì, lui avrebbe giocato con due mazzi. Perché aveva un sacco di
richieste di candidature per Forza Italia, ma non ha più posti liberi,
e allora la mia lista avrebbe fatto da contenitore per tutti questi
candidati. Perché io finora andavo bene, ho avuto l'ordine di attaccare
l'Unità, e ho attaccato, ero il Bertinotti di destra, o se vuole una
specie di Lega che a livello nazionale ha l'ordine di far casino, di
dire quello che Forza italia non può dire. Anche il vostro non è un
gioco delle parti?».
Lei dice? Torniamo alla "bozza segretissima".
«Io la consegno, e qualche giorno dopo mi chiama la segreteria di
Vizzini, ero in treno: ho un mio amico avvocato, testimone. Mi dicono,
gentilissimi: 'Guardi Saya, lei non la possiamo più candidare, vede
l'Unità come ci attacca. Lei la sua candidatura la ritiene proprio
indispensabile? E io rispondo: va bene, si va avanti lo stesso. E si
stava andando avanti, senza più Gaetano Saya candidato, ma con i miei
uomini accanto ai suoi, sotto il mio simbolo».
E lui, Lui, vi ha scaricato…
«E io mi arrendo al nemico. Senta: voglio parlare con Colombo, che è
un intellettuale, e io sono uomo d'azione. Che non mi attacchi più,
glie lo dica. Allora, con Colombo pace fatta?».
