Viens combattre avec nous, deviens une Chemise grise!" Immédiatement
un lien hypertexte aiguille l'internaute vers la page de propagande de cette
nouvelle milice. Les Détachements de Protection Nationale, les Chemises
grises.
Cette organisation dispose d'un statut régulier. Rien de plus légal. On
peut y lire "Les Détachements de Protection Nationale sont une organisation
volontaire de libres citoyens qui avec leur engagement veulent exalter les
valeurs jamais éteintes qui, depuis toujours, sont présentes dans le coeur
de chaque Italien: Dieu, Famille, Patrie". Malgré le fait que cette libre
association de citoyens dispose d'uniformes militaires, il est bien spécifié
dans son règlement que "Les Détachements de Protection Nationale excluent
armes et violence ainsi que tout autre comportement reconductible à des
organisations militaires ou paramilitaires..."
Cette déclaration d'intentions, ô combien angélique, n'empêche
pourtant pas de mettre en évidence, sur la "home-page" du parti, un lien
hypertexte qui vous envoie directement sur la page Web d'un véritable
supermarché militaire domicilié aux Etats-Unis. Ici, à côté d'un bandeau
publicitaire de Smith & Wesson vous pouvez, au moyen de votre carte bancaire
préférée, faire vos emplettes. Visa, Mastercard et American Express sont les
bienvenues... vous êtes en Amérique, pays de liberté!
Les Etats-Unis exercent une fascination bien particulière chez les
dirigeants de "Destra Nazionale"... qui ont même importé, à quelques détails
près, le logo officiel de la CIA pour en faire le symbole de leur parti.
Telle une marque d'usine. Et pour cause... Le "Chef" de "Destra Nazionale"
n'est autre que Gaetano Saya. Un ancien policier qui a fait carrière dans le
réseau occulte de l'OTAN, Gladio/Stay behind
(...)
IL NUOVO MSI-DESTRA NAZIONALE
INVITA TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI
AD ASTENERSI SUL REFERENDUM
DEL 12 e 13 GIUGNO

NOI SIAMO LE NUOVE LEGIONI CONTRO I NUOVI BARBARI
DIFENDIAMO LA NOSTRA BANDIERA!
DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA!
"PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"
Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere
"Stavolta non mi appello alla rabbia,
all'orgoglio, alla passione. Mi appello alla Ragione.
E insieme a Mastro Cecco che di nuovo sale sul rogo acceso
dall'irragionevolezza
ti dico: bisogna trovare la Forza della Ragione."
Oriana Fallaci
UNO SPETTRO SI AGGIRA TRA DI NOI...
LO SPETTRO DELLA POVERTA'
VEDIAMO E SENTIAMO I NOSTRI ""POLITICI""
SCIORINARE FORMULE E DATI... SI DICE... FORSE... POTREMMO... VORREI
MA NON POSSO...... ABBIAMO VISTO E SENTITO L' ON. TREMONTI CHE DI
FORZA ITALIA E' IL NUMERO DUE, DICHIARARE CHE, PURTROPPO, LA
CRESCITA CHE NEGLI ULTIMI CINQUANTA ANNI AVEVA PORTATO BENESSERE E'
IRRIMEDIABILMENTE FINITA... E CHE UN MILIONE E MEZZO DI LAVORATORI
CINESI STA PER ESSERE IMMESSO SUL MERCATO DEL LAVORO... ED
ALTRETTANTI PROVERRANNO DALL'AREA INDIANA...
DUNQUE ???
RITORNIAMO ORA E SUBITO ALLA SOVRANITA' DELLA
NOSTRA NAZIONE, FUORI DALLA UNIONE EUROPEA DI QUESTI RAGIONIERI DA
ACQUEDOTTO CHE STANNO AFFAMANDO IL NOSTRO POPOLO
RITORNIAMO ALLA LIRA LEGATA AL DOLLARO USA
RIPRISTINIAMO DAZI E FRONTIERE
BLOCCHIAMO LE FRONTIERE E RESPINGIAMO
L'INVASIONE SISTEMATICA CHE E SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
REVOCHIAMO TUTTI I PERMESSI DI SOGGIORNO CON
ESPULSIONI COATTE
SOLO COSI' IL NOSTRO POPOLO, LA NOSTRA
NAZIONE, SARANNO
S A L V I

Il Comunismo non
ha mai smesso di esistere, ma come il più infido serpente ha solo
cambiato pelle; ed in un laido connubio ha sposato l'Islam. Sono dei
nemici e vanno combattuti ad oltranza, senza tregua.



E'
CON NOI

Da qui in poi le foto
riportate sono i titoli di merito che si trovano nel sito indicato
riferiti al vice di Saya, Riccardo Sindoca. Non commento ma invito tutti
a riflettere come, ancora, vi siano certe amicizie con determinati
ambienti vaticani ed USA.




Ed oggi, 12 febbraio 2006, cosa
possiamo aggiungere ? Che un tal figuro non poteva che allearsi con
Berlusconi nella campagna elettorale. A parte le vocazioni autoritarie
vi sono anche le comuni origini P 2. Leggiamo da l'Unità:
Le minacce dei
fascisti di Berlusconi
di Vincenzo
Vasile
«Popolo italiano corri alle urne, spazza col tuo voto questo fango,
annichiliscili per sempre. E come le Legioni inneggiavano a Cesare,
noi inneggiamo al nostro Condottiero: SILVIO BERLUSCONI. Questo
sobrio motto campeggia da sabato sul
sito web del Nuovo Msi - Destra
nazionale a suggello di un fluviale "comunicato" insultante (contro
l'Unità, i magistrati, la polizia, l'Unione). Il
presidente-poliziotto parallelo, Gaetano Saya, lo ha allegato a un
messaggio e-mail di nuove minacce e ingiurie indirizzato a Furio
Colombo. Il primo era arrivato l'altro giorno, e adesso: «Ti rinnovo
una promessa, non una minaccia. Ti prendo a calci nel culo. Asino
comunista, scusatemi asini». Firmato Gaetano Saya. Saya venne
arrestato a luglio 2005 perché
organizzatore di una polizia parallela che
mirava a creare panico.
E qui
ci vuole un riassunto delle puntate precedenti. Che saranno grottesche e
volgari finché volete, ma hanno una premessa tutta politica il 25
settembre scorso, quando Maria Antonietta Cannizzaro, sposa del
presidente-poliziotto parallelo, all'epoca agli arresti domiciliari per
una vicenda di dossier, armi, attrezzi e documenti di polizia usati da
una sua agenzia, si recò a palazzo Grazioli, a capo di una delegazione
del Nuovo Msi, per offrire voti e appoggi dei suoi “ambienti” alla
prossima campagna elettorale, o meglio «per far sì, che tutti uniti in
blocco, si vincano le elezioni 2006 per non consegnare la Nazione in
mano ai Comunisti» (vedi comunicato: “Raggiunto accordo tra
Nuovo M.S.I. e C.D.L. per le politiche 2006”, dell'ottobre 2005).
In ottobre,
per l'appunto, si dava notizia di un secondo incontro operativo con
l'eurodeputato di Forza Italia, Mario Mantovani (vicepresidente del
Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei) che
avrebbe concretizzato le basi gettate a palazzo Grazioli. Veniva
messo a frutto «il cordialissimo incontro» in cui la signora aveva
offerto al Presidente Berlusconi «una alleanza incondizionata, organica
e strutturale per le prossime politiche, condividendo il programma
elettorale senza eccezione alcuna. Offerta accettata con entusiasmo dal
Premier. Offrendo anche ad AN e Fini il proprio contributo, definendoli
“I nostri fratelli maggiori”».
Non
crediate che il Nuovo Msi sia chissà che; è un gruppuscolo tra i meno
rilevanti dell'arcipelago neofascista. Ma è tutto vero: ci sono le foto
di Berlusconi a braccetto con la signora Vicepresidente vicaria, e anche
altri esponenti forzisti, Ombretta Colli, il ministro Claudio Scajola,
il deputato Amadeo Matacena, si sono fatti ritrarre affratellati con
questa gente. E quel che appariva singolare e marginale a ottobre, s'è
rivelato un caso politico. Il partito del presidente del Consiglio, e
personalmente lo stesso premier, infatti, stanno raschiando il barile
dell'elettorato di ultradestra attraverso una rete di candidature e
accordi elettorali mirati al recupero e in alcuni casi alla elezione o
rielezione di gente come Pino Rauti, o Alessandra Mussolini, con il
codazzo di diversi candidati che hanno radici nel passato più violento
ed eversivo del fascismo italiano.
In
quest'operazione ci sta bene, dunque, anche il Nuovo Msi di Saya, con
cui pur dicono di non avere nulla a che fare i “fratelli maggiori” di An
(Fini ha definito Saya un «millantatore» e s'è beccato una raffica di
insulti), e il Viminale (Pisanu l'ha chiamato «pataccaro»). Alleati,
ministri e colleghi di partito di Berlusconi non hanno avuto, però, né
voglia né forza per fermarlo prima che perfezionasse l'inquietante
pasticcio di fine stagione. Finora si sono trincerati dietro
al fatto che il presidente del Consiglio non si sia incontrato con Saya,
ma con sua moglie. Ora Saya firma formalmente “l'alleanza”, che non
aveva potuto personalmente stipulare solo perché impedito dagli arresti.
Un
editoriale di Furio Colombo che inquadrava in questo clima la vicenda è
entrato così nel mirino di una nuova campagna di minacce. Dell'altro
giorno è la solidarietà di Romano Prodi, Piero Fassino e Francesco
Rutelli. E anche loro sono da ieri destinatari di nuove ingiurie: «Si
sono scatenati gridando al golpe, all'eversione (ma quale eversione, ma
quale Golpe, quattro calci nel culo non hanno mai fatto male a
nessuno)». Tutti e tre «Comunisti». Indovinello: di chi sono le seguenti
frasi? «I Comunisti sono l'impero del male (...), il loro modo di vivere
è cattivo e maligno, essi sono un'organizzazione criminale che si è resa
responsabile di milioni di morti. Il metodo di lotta dei Comunisti è
quello dell'eliminazione per via giudiziaria degli avversari politici,
con il dileggio, con la calunnia, con la menzogna, con la diffamazione,
con il discredito, con l'uso politico della giustizia e l'idea del
cittadino al servizio dello Stato, dello Stato al servizio del Partito,
dello Stato terra di conquista degli apparati partitici comunisti, e
l'obiettivo di imporre l'egemonia del Comunismo sulla società civile,
sulla cultura, sulla scuola, sull'università, sull'informazione, sulla
magistratura, sulle Forze di Polizia per usarli, questi ultimi, come
braccio armato...».
_________________________________________________________________________________________________________
Leggiamo ancora:
I Nuovi alleati del Premier
Saya: Silvio è il nostro Giulio Cesare. Gli immigrati
rovinano la razza
Forse non hanno capito bene la
situazione. Lei continua a ripetere: «Dopo Mussolini, il
migliore è Berlusconi». E lui, il marito di lei: «Il quale
Berlusconi ha ragione su tutto, compresa la storia che i giornalisti
dell’Unità sono dei cani randagi da spazzare via. A cominciare da
quel Furio Colombo, che li ha diretti per un po’».
Campagna elettorale, stavolta
nei paraggi della Casa delle Libertà. Lui è Gaetano Saya, fondatore
del Nuovo Msi-Destra nazionale (con cui Forza Italia ha
ufficialmente stretto accordi in vista del prossimo 9 aprile) ed ex
gran capo del Dssa, il Dipartimento di studi Strategici
antiterrorismo, una sorta di polizia clandestina sgominata dai
giudici a Genova nel luglio scorso.
Lei, la moglie di Saya, Maria
Antonietta Cannizzaro, è da ieri il presidente del partito
per «ragioni di opportunità». Ha preso il posto del marito: «Tra uno
o due giorni dovrei incontrare nuovamente Silvio. Meglio che vada
io. Ci siamo capiti subito bene, l’altra volta». L’altra volta: 29
settembre 2005, Palazzo Grazioli. «Berlusconi fu gentilissimo e,
come sempre, dimostrò tutta la sua statura politica. Mi spiegò
infatti che la presenza della fiamma tricolore, il nostro amato
simbolo, è fondamentale nelle sue liste. Gli porteremo, lui ne è
giustamente convinto, tutti i voti dei nostalgici e di quelli che
non si riconoscono nell’attuale destra. Moscia e venduta».
Gaetano Saya aggiunge che «mia
moglie, naturalmente, non ce l’ha con Fini, rimasto a Fiuggi,
ma con tipi come Pino Rauti, o come Roberto Fiore e Adriano Tilgher
di Forza Nuova. Personaggi dai quali siamo piuttosto distanti ».
L’ex gran capo del Dssa parla al telefonino, è in treno, sta
scendendo in Calabria per una serie di comizi. Non è più agli
arresti domiciliari: «Sebbene resti ingiustamente indagato». Le
accuse: «Associazione a delinquere finalizzata all’usurpazione di
funzione pubblica in materia di prevenzione e repressione dei reati
e poi... beh, poi c’è anche la violazione della banca dati del
ministero dell’Interno, nonostante però quelli, al Viminale,
sapessero tutto... Ma non è meglio parlare di politica?».
Di politica e di programmi.
Cominciamo dall’immigrazione. «Bisogna chiudere le frontiere.
Subito. E poi bisogna espellere tutti gli immigrati clandestini e
quelli reclusi nelle carceri italiane. Gli immigrati sono un
pericolo: per la purezza della nostra razza ». Pacs, coppie di
fatto. «Non abbiamo niente contro i gay, contro i finocchi...
Possono lavorare tranquillamente, ma senza essere visti. Devono
rimanere il più possibile nascosti. La loro presenza, purtroppo,
devia la nostra società. Quando un bambino vede, non so, uno come
Vladimir Luxuria, che idee si fa sul sesso? ». Sistema politico.
«Come ripete sempre Berlusconi, tutto ruota intorno ai comunisti.
Controllano l’intera società italiana, compresi i giudici.
E, per questo, bisogna combatterli. Con la repressione.
Probabilmente, saremo costretti ad andarli a cercare uno ad uno».
Probabilmente, hanno intenzione di
cominciare da Furio Colombo. L’ex direttore del quotidiano
l’Unità ha già ricevuto quattro e-mail da Gaetano Saya. «Mi scrive
nel cuore della notte. Il primo messaggio lo spedì alle 2,41 dello
scorso 9 febbraio. Il testo: "Non sei degno di stare al mondo..."».
Due notti dopo, arriva un’altra e-mail. «Con quattro carte da gioco.
Dentro, oltre alla mia faccia, quelle di Prodi, definito una faccia
da mortadella, di Fassino, definito un tubercoloso, e di Rutelli,
che secondo il signor Saya è un efebo».
Colombo ha informato la Digos,
che ora indaga. L’Unità racconta tutto in prima pagina. Ma Gaetano
Saya invita «ad essere seri: perché noi, intanto, siamo al 3%». Con
questa dote, sua moglie si presenterà da Berlusconi. «Tra noi e
Silvio c’è un’intesa perfetta. Glielo abbiamo detto: altroché
Napoleone. Lui, per noi, è come Giulio Cesare. E noi siamo le sue
legioni».
L'estrema destra si riscopre unita: Forza Italia
di red
Forse
quando Massimo D’Alema gli ha detto chiaro che «la Cdl in una
condizione di impresentabilità per il governo del paese»,
Gianfranco Fini si è ricordato che quei «neofascisti con cui
Berlusconi sta trattando a Palazzo Grazioli» sono gli stessi con
cui lui combatte da una vita. Quelli che
Giorgio Almirante e il suo delfino sembravano considerare
«impresentabili» perfino per un Movimento Sociale Italiano
impegnato nella costruzione di una destra conservatrice e in
doppio petto al fianco della Dc. Una storia lunghissima di
scissioni, scontri, accordi e dissidi.
Era il lontano
1956, del resto, quando Pino Rauti fondò
Ordine Nuovo e abbandonò per la prima volta il Msi di Michelini,
da lui considerato troppo moderato e conservatore. Rauti poi, fra
un’accusa di eversione nera e l’altra, tornò nel partito, tanto da
essere il principale rivale di Fini nella successione ad Almirante.
Una lunga battaglia, conclusasi con la vittoria dell’attuale
vicepremier, la nascita di Alleanza Nazionale e l’estromissione di
Rauti.
Bisogna invece
risalire al 1970 per datare l’abbandono del Msi da parte di
Adriano Tilgher, fondatore di Avanguardia nazionale, due volte
arrestato e cinque anni in carcere per la sua attività fascista.
Vicino al Msi si dichiara anche Gaetano Saya,
che però alla carriera politica preferì la costruzione di una
polizia parallela e l’invenzione di dossier fasulli sul terrorismo
da vendere ai servizi segreti.
Tilgher, Saya.
Ma anche Alessandra Mussolini, Rauti, e anche il suo ex delfino
Romagnoli, l'intera galassia frantumata dell'estrema destra neo
missina, i leader del Fronte Sociale Nazione, del Movimento Sociale
Italiano, del Movimento Idea Sociale, del Movimento Sociale Fiamma
Tricolore: Fini ora se li ritrova tutti come
alleati nella Casa delle Libertà. Ad aprirgli le porte è il grande
partito dei moderati, Forza Italia. Rauti, Romagnoli e Saya
sono già dentro da un po'.
E adesso anche
la Mussolini (che inizialmente ha nicchiato) conferma: l'accordo con
Fi è fatto. Secondo quanto si apprende, ad Alessandra Mussolini
sarebbe stata garantita una rappresentanza equivalente a tre o
quattro seggi: per lei, per Roberto Fiore, Adriano Tilgher e,
probabilmente, per Mauro Floriani, marito della stessa Mussolini.
(Fabrizio Roncone)
Un arcipelago che vive nei sotterranei
della politica diventato una riserva
di voti. Rauti esalta i vincitori palestinesi, Fiore è antiislamico
Al killer Liboni ad Hamas
tutti i miti dell'alleato nero
di FILIPPO CECCARELLI
(Repubblica)
Adriano Tilgher
SOTTO terra, come è noto, si trova tutto e il contrario di tutto:
pozzi neri, radici e catacombe; e cantine, miniere, fogne, rocce,
sorgenti, templi e verminai. Fa certo impressione - ma fa anche un
po' ridere - immaginarsi Silvio Berlusconi che con la pala in mano
scava cunicoli e ammucchia detriti nell'underground dell'estrema
destra. Per aprirsi varchi elettorali, oltretutto, quando molti,
moltissimi abitanti dell'ipogeo nero nemmeno vanno a votare per la
semplice ragione che alla democrazia credono ancora meno di quanto
ci creda lui.
Passi per le trattative con Alessandra Mussolini, da una dozzina
d'anni pienamente legittimata dalla cultura televisiva dei
talk-show. Ma gli altri? Chi spiegherà mai al Cavaliere che il Mis
di Rauti esalta Hamas mentre Forza Nuova di Roberto Fiore, campione
di islamo-fobia, invita i militanti a barrare con un pennarello
rosso tutte le banconote da 20 euro nel pezzo di cartina geografica
che corrisponde a Istambul? Chi avrà il cuore di ricordare al leader
della Casa delle libertà che non molto tempo fa Adriano Tilgher, del
Fronte Nazionale, si proclamava "nazional-bolscevico"? O di
rendergli noto che la Fiamma Tricolore ha programmato un raduno (ad
Albano, il 25 febbraio) al termine del quale un gruppo che si chiama
"La peggio gioventù" si esibirà nel loro pezzo davvero più forte:
un'ode a Luciano Liboni, "il lupo", cioè il rapinatore che
nell'estate del 2004 terrorizzò l'Italia dopo aver ucciso a
bruciapelo un carabiniere?
Colpisce l'indifferenza di Fini e degli altri notabili di An, come
se il negoziato messo in piedi da Berlusconi non li riguardasse. Ma
si comprende pure: nessuno meglio di loro conosce quel mondo lì, e
se ne tiene debitamente a distanza. Sanno le bizzarrie, le
incessanti rivalità, la deriva alla polverizzazione, i pericoli,
anche, della filibusta nera. Hanno ormai scelto il potere, le
segreteria e gli autisti dei ministeri, la Santanché, le fiction su
Marinetti e i servizi su Novella 2000. Nell'Italia degli album di
famiglia, la secolarizzazione che ha investito anche la destra
estrema assegna a ciascuno il proprio incubo.
Fiuggi è Fiuggi, non c'è dubbio, e il fascismo è diventato il
male assoluto: ma dopo essersi sciroppati anche loro tante
invettive contro l'oro e l'usura, i vari rappresentanti del "colonnellume"
capiscono che Julius Evola sarebbe come minimo restio a
cavalcare la tigre di un accordo elettorale con il magnate del
lusso e della televisione commerciale.
Così, sganciatosi definitivamente da An, più che un
(trascurabile) segmento del mercato elettorale l'underground
della tarda modernità neofascista appare oggi come una vasta
riserva di marginalità pre-politica. Vecchie cicatrici, occhiali
neri, vecchietti rabbiosi e giovanotti ispirati, sogni e odori
di palestra, miti e simboli che si accumulano e si
aggrovigliano.
Senza che tutto questo costituisca più, francamente - e per
fortuna - una emergenza reale.
Come tutti gli incubi, l'estrema destra rimane tale se
dall'esterno la si continua a immaginare come un'entità integra,
totale, unificante. Quando invece non lo è affatto, anzi a veder
bene non lo è mai stata. Il problema, semmai, è che a smontarla
pezzo pezzo si resta sopraffatti dalle più smaglianti
inconciliabilità. Tra la croce celtica e la svastica, per dire,
c'è già una bella distanza; come esiste d'altra parte una bella
differenza tra la messa in latino e il ciclo bretone.
Però a questo punto converrà segnalare che in quell'universo
caotico abbondano pure "maghetti" esoterici, pagani della
Nouvelle droit, seguaci dell'induismo tradizionale; mentre,
sulle tracce di René Guenon, la casa editrice di Claudio Mutti,
filologo imprigionato per terrorismo (e poi assolto) è la prima
ad aver pubblicato le opere di Khomeini. Ma intanto ferve la
militanza nelle curve degli stadi, la cocaina se la vede con
l'arcangelo Michele di Codreanu, il movimento skin con la Spagna
clerico-fascista e l'ossessione omofobica con i più incalliti
dionionici, variante guerriera.
Un tempo, è vero, c'era Mussolini a tenere insieme il baraccone.
Ma oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, si fa fatica a
conservare dentro una stessa cornice una studiosa come
Alessandra Colla, già collaboratrice di Freda, che ha riscoperto
e "lanciato" la figura di Ipazia, astronoma e filosofa uccisa da
fanatici cristiani del V secolo, oggi divenuta icona di
femministe e gay, ecco, è impensabile anche solo accostare la
Colla a vecchi attrezzi dei servizi segreti che s'inventano
polizie parallele e in piena notte spediscono minacciosi e
sgrammaticatissimi messaggi a giornalisti.
Ha scritto bene uno studioso tutt'altro che di destra, Ugo Maria
Tassinari, che a ben vedere "il nero non è l'assenza, ma la
somma di tutti i colori". In un interessante dvd (Guerrieri,
storia di una generazione in nero, Immaginapoli) l'estate scorsa
Tassinari ha mostrato piccoli frammenti di questo mondo
abbandonato a se stesso: la guardia d'onore alla tomba del Duce,
con tanto di mantello, estremo tributo alla più resistente
tanatofilia, e l'ascesi alpina di una spedizione che ha reso
omaggio alle ceneri di Evola sul ghiacciaio del Monte Rosa; i
ragazzi di "Casa Pound", non troppo diversi dai loro coetanei
dei Centri sociali e l'ispirazione ecologista che ha preso uno
dei teorici dello spontaneismo armato, Fabrizio Zani, che parte
con la religione degli indiani d'America, ma finisce col parlare
male della Lega e di Borghezio.
E di nuovo: tutto e il suo contrario si
ritrova sotto terra. Addirittura raggi di luce, come la
rappresentazione che Mario Tuti (tre omicidi alle spalle) ha
allestito con attori e detenuti attori da un testo, "Secondo
Qoélet", arrangiato da Luciano Violante sulla base
dell'Ecclesiaste. "C'è un tempo per uccidere - dice - e un tempo
per sanare". Ora ci sarebbe anche, in democrazia, un tempo per
votare. Berlusconi, si capisce, scava come e dove può. Chissà se
qualcuno ha la pazienza di spiegargli che forse sta solo
raschiando gli avanzi, i residui, il fondo incrostato di un
barile ormai vuoto.
( 16 febbraio 2006
)
Aggiornamento del 18 febbraio 2006,
quando Saya viene scaricato da Berlusconi.
l'Unità 16.02.2006
Con
Berlusconi trattavo da due anni
«Sono Gaetano Saya. Voi siete i miei nemici,
ma avete vinto e io voglio consegnarmi». Inattesa telefonata a
“l’Unità” dell’«uomo nero» alleato di Berlusconi. Chiediamo:
consegnarsi a chi? «Al nemico. Perché è meglio fare così, invece che
stare appresso ai falsi amici bugiardi e imbroglioni».
_________________________________________________
Mi sa che lei si riferisce a Silvio Berlusconi…
«Certo, e a chi altro? Voglio fare una cosa plateale, vengo nella
vostra sede per arrendermi, perché certe cose hanno bisogno di un
certo simbolismo, e il simbolismo conta…»
Lasciamo perdere le rese e le simbologie, torniamo alle bugie…
«Sì, quel bugiardo ha raccontato solo balle, a me ha detto tutto e
il contrario di tutto, e adesso le stesse bugie è pronto a ripeterle
al popolo italiano. Mi faceva fare il lavoro sporco».
Eppure lei lo chiamava "Nostro condottiero", "Sua Eccellenza"…
«Io lo stimavo, e potrei continuare a stimarlo, ma Berlusconi mi ha
mandato allo sbaraglio. Dopo avermi dato precise garanzie. Vasile,
c'è mai stato a El Alamein?».
Ci sono stato. Ma che c'entra?
«Io che pure sono un uomo di azione là mi sono commosso. Lì non
mancò il valore, non mancò l'ardimento, mancarono i rifornimenti,
mancò la nafta… Quindi, io dico, se - come a El Alamein - tu mi
mandi allo sbaraglio, allora sei un traditore…. Io sono stato
mandato da solo ad affrontare la vostra macchina da guerra…».
Per favore, lasciamo perdere quest'espressione, che dicono
porti male… Abbiamo raccontato di quella foto nel vostro sito:
Berlusconi con sua moglie, e dei vostri slogan, del fatto che
proclamavate un accordo elettorale con la Casa delle libertà. Lei
dice che Berlusconi le offrì garanzie, di che tipo?
«Certo che glie lo dico, ma prima una cosa voglio raccontare, di
come Berlusconi nel primo nostro incontro parlò malissimo di Fini,
per certe situazioni…».
E anche questo che c'entra?
«C'entra: Berlusconi è stato messo sottoscopa, ora ha avuto un
incontro segretissimo con Fini, e si sono presi a parolacce. Fini
gli ha detto: o lui o me».
Lui chi?
«Lui io: Gaetano Saya».
Ma è così forte lei da far succedere queste guerre?
«Il fatto è che ho il simbolo, il simbolo storico del Msi,
paralellepipedo e fiamma. E lui Fini, ne ha il terrore. Se non che
quando la delegazione del Nuovo Msi andò in visita a palazzo
Grazioli, lui…».
Lui stavolta chi è?
«Lui, Berlusconi - "Lui" - la nostra delegazione l'accolse dicendo:
'Vi posso dare una buona notizia, Fini vi ha accettato. Entrate
nella Casa delle libertà'. Avrei dovuto aspettarmelo che c'era un
trucco. Era stato Fini a organizzare tutto per colpirmi. Nasce da
Fini la scorsa estate tutto il caso giudiziario della Dssa,
organizzò tutto…».
Con ordine, Saya: l'incontro con Berlusconi quando avvenne?
«Il 29 settembre 2005. Ed era un giovedì. Se non che avremmo dovuto
vederci martedì, e la segreteria di Berlusconi ci chiamò: il
presidente si scusa, facciamo tra due giorni. Così a palazzo
Grazioli Lui esordì davanti a Maria Antonietta Cannizzaro: scusi
signora, ma ho impiegato questi giorni proprio per convincere
Gianfranco. Ci sono riuscito. Mentiva? Se ha mentito a me ora mente
a tutti gli italiani. E questo punto racconto tutto a voi che
considero i miei nemici».
Saya, diciamo avversari…
«Vasile, preferisco nemici perché io sono uomo d'azione: chi non è
con me è contro di me».
Questa l'ho già sentita. E poi nega di essere un fascista…
«Ho detto che il fascismo è una cosa irripetibile da consegnare alla
storia».
Vorrei vedere. Berlusconi però sostiene di non sapere chi sia
Gaetano Saya…
«Ma se noi siamo in trattativa da due anni… I rapporti li teneva
Cinzia Confisco che fa parte della sua segreteria, e alle europee a
Milano avremmo candidato un indipendente nelle liste di Forza
Italia, e in Toscana un accordo analogo ci assicurava quattro posti
di sottogoverno…».
Durava da due anni, dice sul serio?
«Sì, due anni. Io gli servo per blindare l'ala destra
dell'elettorato».
Ma siamo realisti: il suo gruppo è piccolino, Saya, l'ala
destra come facevate a blindarla?
«Eh, no, noi abbiamo quel simbolo, registrato con i diritti d'autore
e ora metto in moto gli avvocati, perché parallelepipedo e fiamma
sono nostri. E Fini rischia il tracollo. Perché l'elettore
tradizionale di destra non vuol sentire parlare di gay, vuol
sentirsi dire che sono finocchi, mi consenta…».
Va be', le consento, ma in che senso?
«Nel senso che Saya li chiama finocchi, mentre Fini li definisce
gay, e poi vuol dare persino il voto agli immigrati».
Io rimango convinto che la trattativa vera Forza Italia la
faceva con Alternativa sociale che qualche voto in più di voi ce
l'ha.
«Macché. Sì,alle europee hanno avuto il 2%, è questo che vuol dire?
Ma la Mussolini aveva messo su una confederazione di quattro
partiti, e il 2 per cento con quattro partiti significa che hanno lo
zero cinquanta, non so se lei ci arriva…».
Ci arrivo. Comunque ora non se ne fa più niente?
«Eh no, io personalmente ho consegnato a palazzo Grazioli una bozza
segretissima con sigillo in ceralacca proprio la settimana scorsa…».
Bozza segretissima?
«Sì, il nostro accordo. Già concordato nei particolari. Ci saremmo
presentati con il nostro simbolo collegato alla Cdl in Lombardia
Piemonte Lazio Puglia Sardegna Calabria, capolista Maria Antonietta
Cannizzaro, io candidato al Senato. Mentre in tutte le altre regioni
lui avrebbe messo gente di sua fiducia nelle nostre liste…».
Come? Uomini di fiducia?
«Sì, lui avrebbe giocato con due mazzi. Perché aveva un sacco di
richieste di candidature per Forza Italia, ma non ha più posti
liberi, e allora la mia lista avrebbe fatto da contenitore per tutti
questi candidati. Perché io finora andavo bene, ho avuto l'ordine di
attaccare l'Unità, e ho attaccato, ero il Bertinotti di destra, o se
vuole una specie di Lega che a livello nazionale ha l'ordine di far
casino, di dire quello che Forza italia non può dire. Anche il
vostro non è un gioco delle parti?».
Lei dice? Torniamo alla "bozza segretissima".
«Io la consegno, e qualche giorno dopo mi chiama la segreteria di
Vizzini, ero in treno: ho un mio amico avvocato, testimone. Mi
dicono, gentilissimi: 'Guardi Saya, lei non la possiamo più
candidare, vede l'Unità come ci attacca. Lei la sua candidatura la
ritiene proprio indispensabile? E io rispondo: va bene, si va avanti
lo stesso. E si stava andando avanti, senza più Gaetano Saya
candidato, ma con i miei uomini accanto ai suoi, sotto il mio
simbolo».
E lui, Lui, vi ha scaricato…
«E io mi arrendo al nemico. Senta: voglio parlare con Colombo, che è
un intellettuale, e io sono uomo d'azione. Che non mi
attacchi più, glie lo dica. Allora, con Colombo pace fatta?».
AGGIORNAMENTO DEL 21 agosto 2011:
"Via stranieri e gay,
morte ai politicanti"
Sul web tornano i nazionalisti di Saya
Nonostante le
proteste e le inchieste della magistratura, riparte la campagna
di adesioni al movimento neofascista creato dal leader dell'Msi-Dn,
a processo per aver creato una polizia parallela. Nel programma,
la cacciata di immigrati e omosessuali, il ripristino della pena
di morte e la censura preventiva per la stampa
di MARCO PASQUA da
Repubblica
Proteggere l'Italia dalle
invasioni dei "nuovi barbari", ovvero dagli immigrati, e
costringere tutti gli stranieri arrivati nel nostro Paese, a
partire dal 1977, ad abbandonarlo. E' il compito che il
(PNI), una
formazione neofascista creata nel 2009 da Gaetano Saya, leader
del MSI - Destra nazionale e ideatore delle "ronde nere" e
della Guardia nazionale - attribuisce alle neonate "legioni per
la sicurezza e la difesa della Patria". Un progetto, quello
delle ronde, che Saya, un ex massone già noto alle cronache per
aver creato un servizio segreto parallelo, non ha mai
abbandonato.
E lo dimostra il fatto che, in questi giorni, il sito del PNI
abbia fatto partire una campagna di adesioni, con tanto di
trailer () e "chiamata alle
armi", diffusa
. "Prepariamoci alla
battaglia", tuona Saya in un post scritto il 19 agosto. Le
cosiddette "uniformi per la difesa e la sicurezza della Patria",
liberamente acquistabili sulla pagina web ufficiale del
movimento nazionalista, prevedono una camicia bianca, cravatta e
cintura nere, scudetto dell'Italia e l'immancabile Sole nero,
simbolo
del misticismo hitleriano, segno caratteristico
del PNI. E' lo stile nazista che ricorda quello delle divise
ocra delle ronde della Guardia Nazionale italiana e le cui
immagini
, oltre a suscitare la
reazione di parlamentari (e dello stesso ministero dell'Interno)
e un'indagine della magistratura.
Presentato per la prima volta nel 2009, il programma del PNI di
Saya, per un periodo, era sparito dal web, anche in seguito
all'ondata di indignazione che questo aveva sollevato. Ora è
tornato on-line insieme ad un modulo, da spedire via mail,
necessario per entrare a farne ufficialmente parte (è identico a
quello di iscrizione all'MSI-Dn). L'appello all'iscrizione è
rivolto anche agli appartenenti alle forze dell'ordine. Sembra,
quindi, riprendere corpo l'inquietante progetto di una forza di
polizia parallela (anche se non armata, almeno a leggere la
documentazione disponibile sul web), nonostante il brusco stop
imposto alle ronde della Guardia nazionale.
Il "programma per la liberazione dell'Italia" è articolato in 25
punti e prevede, tra le altre cose, "l'immediata uscita
dell'Italia dall'Unione Europea" (articolo 2) . Possono essere
cittadini italiani solamente "i connazionali di sangue italiano"
e, a tal proposito, "si dovrà impedire ogni nuova immigrazione
di non-italiani" (articolo 8). I nazionalisti chiedono, inoltre,
"che tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il
31 dicembre 1977 vengano costretti a lasciare immediatamente il
territorio nazionale". Altri punti prevedono la "statalizzazione
di tutte le imprese e gli istituti di credito e delle industrie"
e l'introduzione della pena di morte per "gli usurai, i
profittatori e i politicanti". Ce n'è anche per i giornalisti:
l'articolo 23 mira a creare una stampa italiana, attraverso
l'assunzione di redattori e collaboratori "connazionali"; tutti
i giornali non italiani, invece, "devono ottenere, per essere
pubblicati una espressa autorizzazione dello Stato e devono
venire stampati in lingua italiana". Il programma del partito
(nel quale le donne non possono ricoprire alcun incarico) si
conclude con l'impegno, da parte dei suoi dirigenti, a "lottare
a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per
l'attuazione di questi punti".
Saya, sul suo sito, dichiara anche guerra agli omosessuali, che
"vanno buttati fuori dal Parlamento e dalle istituzioni" (a tal
proposito diffama un ministro, citando presunte informative
della polizia sulle sue abitudini sessuali). Compito di queste
milizie illegali è anche quello di battersi contro i
"comunisti", il cui "obiettivo primario è l'invasione
sistematica della nostra Nazione da parte di zingari, albanesi,
marocchini ed islamici di vario colore, propendono affinché
vengano riconosciute di fatto le famiglie tra omosessuali e
vorrebbero affidare a questi pervertiti la custodia di bambini".
Il 24 e il 25 settembre a Genova è prevista la "prima adunata
delle legioni": qui, salvo divieti della polizia, si dovrebbe
procedere al reclutamento dei primi simpatizzanti che hanno
inviato il modulo tramite il sito.
Il processo contro l'ultranazionalista Saya e altre 20 persone,
accusate, nel 2005, di aver dato vita al Dipartimento Studi
Strategici Antiterrorismo (DSSA), la cosiddetta polizia
parallela, dopo essersi aperto a Genova l'11 febbraio, era stato
trasferito a Milano. Le ipotesi di reato per tutti erano di
associazione per delinquere, finalizzata a usurpazione di
funzioni e, a vario titolo, rivelazione di segreti d' ufficio e
illecito uso di dati riservati tratti dalle banche dati del
ministero degli Interni (secondo quanto riferito dallo stesso
Saya, il Gip avrebbe dichiarato il "non luogo a procedere perché
il fatto non sussiste" nei confronti di tutti e 21 gli
imputati). Lo scorso mese di maggio, infine, fece discutere la
proposta del fondatore del Partito Nazionalista di arruolare
come segretario nazionale il "Responsabile" Domenico Scilipoti,
che si disse a sua volta "onorato" di quella richiesta,
proponendo addirittura di far rientrare gli adoratori del Sole
nero dell'MSI-DN in Parlamento.
(21
agosto 2011)
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PS. Gaetano Saya
è un amico carissimo, oltreché di Berlusconi, di Domenico Scilipoti

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