FISICA/MENTE

 

 

        Ho ricevuto questo messaggio, immagino, dal figlio di Max Corvo che io cito in http://www.fisicamente.net/index-68.htm. Se lo credete leggetelo (lo ho lasciato così come è arrivato, non ho fatto alcuna correzione). Alla fine darò una breve risposta.

 

----- Original Message -----

From: BIAGIO6539@aol.com
To: infofisicamente@hotmail.com
Sent: Sunday, September 05, 2004 5:07 AM
Subject: Richiesta per correzione( http://www.fisicamente.net/index-68.htm)

 ho letto recentemente sul tuo sito internet una descrizione completamente falso di mio padre, max corvo. (vedi sotto)

 
  «Di certo si può dire che da vari mesi all'Hotel delle palme di Palermo aveva preso alloggio Max Corvo, un agente del Fbi che faceva parte dei servizi di controspionaggio americano dal 1943. Corvo, all'epoca dello sbarco alleato in Sicilia, aveva preso contatti con esponenti della mafia locale. Il governo americano si servì infatti della massa di italo-americani e soprattutto di siciliani che vivevano negli Stati Uniti come arma di penetrazione, per garantirsi certi risultati, frenando ogni movimento di liberazione che avesse fini rivoluzionari e assicurandosi il controllo dell'Italia meridionale. In questo trovò un valido appoggio nella mafia. Michele Pantaleone, noto esperto di cose di mafia [...] ha fatto interessanti rivelazioni» (24) tirando pubblicamente in ballo l'oriundo siciliano Carlos Marcello (vero nome Calogero Minacori) che era comunemente ritenuto un agente della Cia. «Mi risulta che Marcello nell'ottobre 1962 prese parte ad un convegno segreto a Tunisi, organizzato da petrolieri americani. Dopo il convegno, con un certo Badalamenti,  Marcello passò da Tunisi ad Algeri, da qui a Madrid e quindi a Catania. Carlos Marcello era a Catania due giorni prima della morte di Enrico Mattei» (25).

   Così Mattei morì sul suo aereo il 27 ottobre 1962. Di certo non si sa nulla [alle cose che scrivevo nel 1978 si sono aggiunti i documenti della CIA relativi a questa vicenda, resi pubblici dall'apertura degli archivi: secondo tali documenti il piano di eliminazione di Mattei fu progettato e finanziato dalla CIA medesima, n.d.r] . Di certo dava fastidio a qualcuno che ha pensato bene di toglierlo di mezzo. Questo qualcuno si è servito ora della mafia, ora della DC per raggiungere il suo scopo. D'altra parte i collegamenti tra mafia e DC non sono cosa nuova perché io debba ricordarli qui. Si ricordi solo la strage di Portella della Ginestra, Mattarella, Gioia, Lima, Ciancimino; si ricordi l'infiltrazione mafiosa (Rimi) alla regione Lazio ad opera della DC  (Mechelli), si ricordi la commissione parlamentare antimafia che, presieduta da un DC, ha perso il suo presidente perché sospetto mafioso; si ricordi che in tanti anni questa commissione parlamentare non ha mai messo sotto accusa nessuno: la mafia non esiste!

La prima frase e falso perche Max Corvo non ha mai lavorato per il FBI ne per la CIA. Durante la seconda guerra mondiale mio padre era il capo della sezione SI (Secret Intelligence) del OSS Americano.

La seconda frase e falso perche Max Corvo non ha mai presso contatto con qualsiasi rappresentante della Mafia Siciliana. Corvo sbarco' il 13 luglio del 1943 vicino al Castello di Falconara e poco dopo ando' a Melilli ed Augusta per trovare parenti ed amici. Verso la fine di agosto e partito per Bari dove ha continuato il suo lavoro contro i Fascisti e tedeschi in Italia del nord lavorando con gruppi partigiani come l'ORI sotto il commando di Raimondo Craveri e con il SIM del governo Badoglio sotto commando di Colonello Pompeo Agrifoglio. Trasmissioni radiografiche dal servizio OSS Italia al servizio OSS in Africa (numerati e dattati) dimostrano chiaramente che non esistavano contatti o con la Mafia o con membri presunti della Mafia nella Sicilia durante quel periodo.

Il governo AMGOT sotto commando di Colonello Charles Polleti che seguiva l'invasione prima della Sicilia poi d'Italia non aveva mai una programma di inserire la Mafia in posizione di potere per bloccare Socialisti o Communisti. Di fatti Corvo aveva creato l'opportunita per il ritorno di molti Socialisti in Italia e il gruppo OSS ha anche lavorato per facilitare il ritorno di Togliatti dalla Russia in Italia durante la guerra.
Corvo stesso e stato accusato durante il periodo McCarthy negli Stati Uniti(noto anticommunista) di aver collaborato con partigiani communisti (vedi articoli nella Christian Science Monitor). Il Monitor ha poi ritiratto l'articolo dopo l'intervento di General William Donovan (ex commandante del OSS Americano) per Corvo. Il Monitor ha scritto un articolo in prima pagina spiegando che Corvo aveva lavorato con tutti i gruppi politici in Italia egualmente per portare avanti la guerra contro i Fascisti e tedeschi.

Durante gli anni 1960 fin al 1967 Corvo lavorava a Catania creando Etna SpA, una compania che lavorava agrumi. Assieme a sui partner Americani (Fratelli Joseph e Bruno Bisceglia di California) hanno creato il piu grande ente per lavorare gli agrumi in Europa e per di piu hanno costruito un magazzino frigorifero - il terzo piu grande nel mondo- sul Piano di Catania. Durante quel period Corvo andava spesso a Palermo e utilizava il famoso Hotel des Palmes come il suo residence ed ufficio. Se come il governo regionale Siciliano era un socio nel ETNA, e se come molti dei uomini politici piu forte della Sicilia stavanno alle Palmes ero l'albergo logico per che intendeva lavorare seriamente nella Sicilia.

Corvo ed i suoi socii Americani avevano venduto le lore interrese nel ETNA SpA ad una grossa impresa industriale del nord Italia controllato dal Conte "Bino" Cicogna (Iridania). Il contratto con Iridania richiedeva pagamenti al gruppo Americano con un deposito quando il contratto veniva firmato e due pagamenti che dovevano essere versate nel period di due anni. Iridania aveva tentato di negare il contratto ed eventualmente hanno venduto la loro partecipazione nel ETNA al governo Regionale. Corvo ed i suoi partner dovevano seguire attivita legalo contro Iridania per ottenere il resto dei pagamenti. Durante il period degli anni '70 Corvo ha dovuto ritornare frequentamente nella Sicilia per attendere riunioni con i suoi legali. Non lavorava per l'FBI come descritto nel articolo ma soltanto per ottenere un risultato positivo in una causa legale contro Iridania (che poi ha avuto).
  
Chi ha scritto l'articolo ha deciso di prefabricare una soluzione per la morte di Mattei senza guardare bene alla verita storica. Per chi si interessa- Max Corvo ha scritto il libro su il suo lavoro durante la guerra- The OSS in Italy- 1943-1945.

 



       
Innanzitutto ringrazio il figlio del sig. Corvo per avermi scritto. Ciò che dice è pubblicato immediatamente con la massima evidenza. Lo ringrazio anche perché fornisce tutti i riscontri possibili a quanto avevo scritto, in quei tempi il sig. Corvo padre si muoveva da quelle parti con una certa facilità ed autorità. Prendo atto della grande differenza esistente tra CIA ed FBI da una parte e SI dell'OSS.

        Quindi vorrei comunicare a Corvo-figlio che nel mio scritto la frase che mi viene imputata riporta un precisissimo riferimento bibliografico, al libro "Delitto al potere" (Samonà e Savelli, 1972) dell'ottimo storico R. de Sanctis. La frase è addirittura virgolettata. Ogni eventuale problema di correzione non può riguardare una fonte secondaria ma la primaria. Tra l'altro credo che lei, Corvo-figlio, troverà una accoglienza importante. Mentre il grande Samonà è scomparso da tempo, il Savelli (Giulio) è passato gloriosamente a rimpinguare le fila di Forza Italia e, successivamente Lega. Avrà tutto l'interesse (di partito) a togliere quella macchia mafiosa da un libro da lui edito ... Sa, per la vicenda delle molte prossimità ...

        Per il resto concludo dicendo che il mafioso, sig. Corvo-figlio, non è uno con la coppola che parla siculo stretto. Immagino che suo padre abbia incontrato in Sicilia gente di una certa levatura, soprattutto all'Hotel delle Palme. Lì infatti si ritrovava la ... gente di una certa levatura.

        Si convinca, sig. Corvo-figlio, gli USA utilizzano e gettano e non mi stupisce punto che poi il maccartismo abbia colpito proprio suo padre ... il quale però si è riscattato diventando persona di una certa levatura che ha fatto commerci con la .. gente di una certa levatura.

         La saluto sig. Corvo-figlio. Sarò felice di pubblicare ogni altro dettaglio che lei vorrà fornirmi intanto ...

Voglio aggiungere dell'altro a quanto detto, al fine di rispondere a qualche curiosità del lettore. Dal sito del SISDE (il nostro servizio segreto che funziona bene solo nelle deviazioni) leggo:

http://www.sisde.it/sito%5CRivista10.nsf/servnavig/21

Il Servizio Segreto americano assunse il nome di O.S.S. nel 1942 e rimase per tutta la guerra sotto la direzione di un avvocato americano, il generale William J. Donovan, che aveva ricevuto l'incarico di costituirlo direttamente dal Presidente Franklin Delano Roosevelt, poco prima dell'entrata in guerra degli Stati Uniti. L'O.S.S. fu sciolto dal Presidente Truman il 20 settembre 1945 e sostituito dalla S.S.U. (Strategic Services Unit) sotto il controllo del Dipartimento della Guerra. Poco dopo anche la S.S.U. fu sciolta e fu costituita la C.I.A..
I libri successivamente pubblicati, a partire dalla fine della guerra, sull'attività dell'O.S.S. non sono stati tradotti, in genere, in italiano. Essi sono basati, più che altro, su ricordi personali e su interviste condotte dagli autori, poichè la documentazione originale era coperta dal Segreto di Stato.

Dal sito che segue trovo una scheda riguardante un collega di Corvo:

http://www.archivio900.it/indicenomi/default.asp?id=1411

Cognome:
Scamporino
Nome:
Vincent
Paese:
Usa
Professione:
Agente segreto
Dicono di lui/lei:
Vita:
Agente dell'OSS statunitense, partecipa alle riunioni di Algeri, coordinate da Earl Brennan, per preparare lo sbarco alleato in Sicilia. Fa parte del "cerchio della mafia" (cosi' vengono chiamati dagli ufficiali americani)

insieme a Max Corvo e Victor Anfuso; lavorano in stretta collaborazione con Lucky Luciano (il boss di Cosa Nostra che fa da "guida" ai servizi segreti americani), il quale raccomanda loro, come "giovane in gamba", Michele Sindona.

Nel Luglio 1943 insieme a Max Corvo, subito dopo lo sbarco alleato per conto dell'OSS, con un gruppo di agenti scelti attacca l'isola di Favignana e libera i mafiosi che vi erano imprigionati.

 

Altre informazioni provengono da:

www.archivio900.it/finestresul900/ approfondimenti/traCiaeMafia.htm

"Massoneria, ex fascisti salvati dagli americani, la Chiesa. E' così che nasce nell'immediato dopoguerra l'Italia liberata ma dimezzata, metà stato sovrano e metà struttura di frontiera dell'America anticomunista. Ma c'è di più: la quarta forza della coalizione anticomunista italiana è la mafia, che fin dal 1943 sarà arruolata senza troppi problemi dall'OSS americana per ordine di Donovan e Dulles. Anzi, per preparare lo sbarco, Dulles ricorrerà all'aiuto del suo vecchio assistito, Lucky Luciano, che in cambio della collaborazione fu scarcerato nel 1946. Fu così che l'uomo dell'OSS incaricato di preparare il terreno in Sicilia, fu lo stesso che aveva portato a termine con Montini il progetto Vascello: Earl Brennan. Luciano passò a Brennan i nomi di 850 "persone su cui contare" in Sicilia; gli ufficiali dell'OSS che dirigeranno sul campo "l'operazione sbarco" saranno Max Corvo, Victor Anfuso e Vincent Scamporino. Il loro gruppo sarà conosciuto come il "cerchio della mafia". La mafia, dunque preparò il terreno per lo sbarco del luglio 1943. Tra gli americani, in divisa dell'esercito, c'erano interi battaglioni di italoamericani e tra questi Albert Anastasia e don Vito Genovese, consigliere del colonnello Charles Poletti, capo del governo alleato in Sicilia. Scrivono Roberto Faenza e Marco Fini: "E' così che quando nel 1943 gli americani sbarcheranno in Sicilia, la prima azione dell'OSS sarà la corsa del gruppo di Max Corvo e Vincent Scamporino all'isola di Favignana, per restituire la libertà ai mafiosi imprigionati dal regime fascista". (Faenza, Fini, Gli americani in Italia) Poi la mafia raggiungerà il potere politico riuscendo a nominare, soltanto in provincia di Palermo, 62 sindaci di suo gradimento. Ed è in quella strana fase, in cui la struttura destinata a rappresentare il potere parallelo, svolgerà compiti di direzione politica ufficiale, che emerge per la prima volta Michele Sindona, che lo stesso Lucky Luciano fece entrare nel "cerchio" di Corvo e Scamporino in qualità di agente di collegamento. Nel 1979 Max Corvo, diventato costruttore edile nel Connecticut, dirà di essere rimasto legato da ottimi vincoli di amicizia con Sindona. Tra i primissimi lavori del banchiere, che tra gli anni Sessanta e Settanta sarà al centro di molte operazioni finanziarie sporche, c'era quello di vendere grano, nel 1944, al governo alleato. Grano acquistato dal sindaco di Ragalbuto Baldassarre Tinebra, socio del capomafia Calogero Vizzini. Certo è che Cosa nostra uscì dalla seconda guerra mondiale come un'organizzazione affidabile, possibile interlocutrice dei servizi segreti degli USA, soprattutto in chiave anticomunista. Durante la campagna d'Italia inoltre entrarono in rapporto con gli Americani il capo della P2 Licio Gelli, che nel 1944 era in contatto con il Counter intelligence Corp della V armata; il principe Alliata di Montereale, legato al contrammiraglio Ellery Stone; Edgardo Sogno, che aveva un filo diretto con il centro OSS di Berna diretto da Dulles; il futuro capo dell'Ufficio Affari Riservati Federico Umberto D'Amato, in missione nella Repubblica di Salò nel 1944 per conto dell'OSS; Francesco Malfatti di Montetretto, piduista e consigliere di Antonio Segni al Quirinale, che lavorava a Roma con l'agente dell'OSS Peter Tompkins; il piduista direttore di OP Mino Pecorelli, che operava con il capitano Mike Stern dell'OSS.

Fonte: Antonio Cipriani, Gianni Cipriani, Sovranità Limitata, storia dell'eversione atlantica in Italia, Edizioni Associate 1991

Ma il mai dimenticato LuigiCipriani ci dice ancora di più, avvicinandoci a tempi più recenti, .. ad Andreotti per esempio, e lo dice in Parlamento:

Luigi Cipriani, Interventi in aula su Gladio (sedute dell’11 gennaio 1991 e 23 maggio 1991. In Stenografici sedute parlamentari X Legislatura)

"La versione che ci è stata data dell’operazione Gladio è chiaramente una versione contraffatta, non credibile e che fa acqua da tutte le parti. La vera storia di questa vicenda nasce dalla imposizione da parte di una potenza ocupante –gli Stati Uniti- che hanno costituito ed organizzato nel nostro paese strutture armate clandestine preesistenti a quell’accordo che ora chiamiamo operazione Gladio. Questa storia comincia con lo sbarco degli americani in Sicilia…"

 

Mi chiedo come mai l'onorevole Andreotti abbia voluto negare, fino al dibattito svoltosi nell'agosto scorso sui rapporti tra la Cia e la P2, l'esistenza in Italia di un organismo clandestino, armato e composto da civili. Dell'esistenza di tale organismo - voglio sottolinearlo - si è parlato in Italia da molti anni. Ricordo che in quell'occasione avevo citato l'esistenza della base di Capo Marrangiu in Sardegna, dove si sapeva che venivano addestrati quelli che oggi chiamiamo "gladiatori". Sottolineo il fatto che tutti i responsabili dell'operazione "Gladio" che abbiamo interrogato presso la Commissione Stragi ci hanno riferito di non aver mai sentito la denominazione "Gladio" e di avere sempre operato nell'ambito dello Stay-behind. Essi ci hanno inoltre informato di aver operato sulla base di un patto sottoscritto tra la Cia e i servizi segreti italiani negli anni cinquanta.

Mi chiedo come mai Lei, nel corso della sua audizione tenuta presso la Commissione Stragi il 3 agosto, ci abbia detto che l'organizzazione "Gladio" fu sciolta nel 1972 per poi correggersi nell'ottobre successivo affermando, invece, che era tuttora operante.

Dalla lettura della documentazione che ci ha fornito emerge chiaramente (non so se per responsabilità sua, o se lei stesso sia stato male informato e documentato) che la versione che ci è stata data dell'operazione "Gladio" è chiaramente una versione contraffatta, non credibile e che fa acqua da tutte le parti. Infatti, sia dalle posizioni assunte dai magistrati Casson e Mastelloni, sia dalle audizioni tenute presso la Commissione Stragi, è emerso chiaramente che si tratta di una versione che non sta in piedi.

Vorrei ricostruire, partendo da alcune affermazioni contenute nel documento che lei ci ha inviato sull'operazione "Gladio", la vera storia di questa vicenda che non è neanche qualificabile come un patto stipulato tra la Cia e il Sifar, ma come una imposizione da parte di una potenza occupante, gli Stati Uniti, che hanno costituito ed organizzato nel nostro paese strutture armate clandestine preesistenti a quell'accordo che ora chiamiamo operazione "Gladio". Ciò viene confermato dalla sua affermazione secondo la quale, nel 1951, da una nota del generale Musco (il primo capo del Sifar) si rendeva noto che, stante la presenza nell'Italia settentrionale di un'organizzazione clandestina, autonomamente costituita dagli Stati Uniti, il Sifar aveva preso in considerazione la necessità di costituire a sua volta una struttura di questo genere e di cercare di arrivare ad un coordinamento con quella preesistente struttura americana.

Vorrei ricordare che questa storia nasce con lo sbarco degli americani in Sicilia. Da quel momento, alcuni personaggi, che facevano contemporaneamente capo a Cosa Nostra (la mafia siculo- americana), all'Oss (che era il corrispondente della Cia di quegli anni) e alla massoneria, hanno operato nel nostro paese costituendo fin da allora una struttura armata. Vorrei inoltre ricordare che il primo intervento che ha utilizzato la strage come azione politica per condizionare le vicende politiche del nostro paese e per impedire una avanzata della sinistra è rappresentato dalla strage di Portella delle Ginestre.

I personaggi dell'Oss che operavano in quegli anni - mi limito a citarne i nomi perché ricostruire tutta la storia sarebbe molto lungo - sono i seguenti: Frank Gigliotti, Max Corvo, Max Scamporino, Charles Poletti - tutti membri della massoneria e della Cia legati a Cosa Nostra - e Carmel Offie (incaricato delle operazioni speciali della Cia nel nostro paese. Quindi, la vicenda inizia da lì e comincia attraverso la costituzione di apparati armati clandestini reclutati dalla Cia.

A tale riguardo vorrei ricordare che alla "stazione " Cia di Roma venne rinvenuto un elenco di duemila nomi di personaggi di destra che venivano identificati come soggetti in grado di utilizzare armi ed esplosivi, e disponibili per qualunque uso ed intervento al fine di impedire che in Italia si realizzasse un'avanzata del partito comunista e, in ogni caso, delle sinistre.

È una storia che ha inizio da quelle vicende e che parte attraverso la costituzione nel nostro paese di una struttura clandestina armata che reclutava civili di orientamento anticomunista. Aggiungo anche che - del resto è qui presente il generale Viviani che può confermare questa mia affermazione - negli anni intorno al '68 vennero reclutati migliaia di ex militari, poliziotti, carabinieri e civili di orientamento anticomunista. Inoltre, in Sardegna venne organizzato un campo di addestramento.

Quindi la vicenda si è sempre presentata in questi termini. Il generale De Lorenzo ed il generale Musco, primi capi del Sifar, furono imposti dagli Stati Uniti. Il generale Musco, in particolare, era capo dell'Associazione Italiana di Liberazione che veniva definita da Frank Gigliotti "gruppo di cinquanta generali del vecchio regime" decisi a tutto per impedire un'avanzata delle sinistre nel nostro paese. Questo personaggio golpista, che faceva capo a tale associazione, viene nominato primo capo del Sifar su indicazione degli americani.

Il generale De Lorenzo e l'onorevole Pacciardi - il primo capo del Sifar, il secondo Ministro della Difesa- vengono imposti da Carmel Offie, l'americano che rappresentava in Italia le operazioni speciali della Cia, e vengono indicati a De Gasperi come il Ministro della Difesa ed il capo del Sifar che avrebbero dovuto sancire la nascita del servizio segreto italiano nell'ambito dei rapporti con gli Stati Uniti innanzitutto, e con la Nato successivamente.

Nel 1952 il generale De Lorenzo, appena nominato capo del Sifar, sottoscrive un accordo con gli americani (il famoso piano "Demagnetize", del quale si è parlato in precedenza). La documentazione statunitense, sottoscritta, dice addirittura che non si sarebbero dovuti informare i rispettivi governi francese ed italiano, i quali avrebbero avuto certamente da ridire per la presenza e la costituzione di strutture armate clandestine nei vari paesi; non era quindi necessario informare le rappresentanze politiche.

Nel 1956 e nel 1959 si procede alla codificazione ed in qualche modo si attua il tentativo di rendere accettabile una realtà precostituita in quei termini. Nasce la struttura dello Stay-behind, come viene definita a livello europeo, il cui retroterra è costituito dal piano "Demagnetize". Da tutto ciò ha origine la vicenda Sifar. Nel 1959 iniziano le schedature (i famosi 137.000 fascicoli) ancora una volta su indicazione di Carmel Offie. Inizia con De Lorenzo ed il colonnello Rocca l'operazione di schedatura: si verifica poi l'andata al potere di De Lorenzo e del suo gruppo, prima all'interno del Sifar e successivamente come comandante dell'Arma dei Carabinieri e capo di Stato Maggiore dell'esercito. Voglio per inciso ricordare che De Lorenzo poté compiere tale ascesa controllando allo stesso tempo il Sifar con i suoi uomini e l'Arma dei Carabinieri, per poi assurgere alla carica di capo di Stato Maggiore grazie all'appoggio che Lei, onorevole Andreotti, fornì a quell'epoca mediante le cosiddette "leggi di equipollenza": che consentirono a De Lorenzo, pur non avendone i titoli, di fare quella certa carriera.

Ricordo inoltre che Lei non può dire di essere all'oscuro delle vicende che si verificavano in quegli anni all'interno del Sifar perché il generale Gaspari, che fu uno di quelli che si opposero all'operazione De Lorenzo all'interno dell'Arma dei Carabinieri, le mandò una lettera, scavalcando le vie gerarchiche, nella quale denunciava che il generale De Lorenzo, con operazioni di potere, di ricatto sui colleghi e di schedature, stava assumendo il controllo dell'Arma e compiendo operazioni assolutamente non condivisibili; pertanto, rassegnava le sue dimissioni perché non poteva più sopportare una situazione di quel genere.

Eppure allora non si disse nulla e si volle coprire ancora una volta l'operazione golpista di De Lorenzo. Sono d'accordo sul fatto che si sapesse molto su queste vicende; si sapeva della Brigata meccanizzata e dei personaggi che furono implicati nella stesura dei piani di intervento, delle schedature e delle liste degli enucleandi. Si tratta di personaggi che rimasero poi all'interno dell'Arma: ritroviamo il generale Mingarelli come uno degli estensori del piano "Solo", come comandante della legione di Udine, nonché dei depistaggi sulla strage di Peteano.

Arriviamo così alle vicende più vicine a noi e più concrete. Noi abbiamo ormai acquisito un dato di fatto: non si sa quanti fossero i "gladiatori". Ancora ieri il generale Cismondi, il responsabile della struttura Gladio per la regione Veneto, ci ha detto di aver avuto in un primo momento un elenco di ottocento nomi, che successivamente l'elenco fu ridotto a seicento nomi e che quest'ultima lista gli fu data da Specogna. Il generale Cismondi poté rilevare il fatto che quelle persone erano anziane e che andavano sostituite. Aver potuto operare questa forma di controllo voleva dire che egli disponeva degli elenchi di seicento nomi. Dunque, soltanto nell'area del Veneto registriamo seicento "gladiatori".

Non è vero che le armi fossero tutte depositate nei "Nasco". Sappiamo oggi che fin dagli anni cinquanta nelle caserme dei carabinieri e dell'esercito (in quarantotto caserme dell'esercito) erano depositate armi; quindi vi era una doppia disponibilità: i depositi nei "Nasco", alcuni dei quali sono spariti sin dall'inizio, e le armi a fini di pronto intervento depositate nelle caserme dei carabinieri e dell'esercito disponibili per i vari "gladiatori".

Sappiamo che il capo- zona dell'operazione "Gladio" per il Veneto, Specogna, venne sostituito perché non affidabile, perché era un chiacchierone, perché reclutava chi voleva e perché aveva costituito una struttura incontrollabile. Il generale Serravalle, uno dei responsabili dell'operazione "Gladio", ascoltato dalla Commissione d'inchiesta sul terrorismo, ha detto di aver avuto ad un certo punto l'impressione di avere a che fare con una banda armata.

Ieri abbiamo chiesto al generale Cismondi che ci spiegasse in che cosa consistevano le esercitazioni e la famosa "esfiltrazione". Ebbene, onorevole Andreotti, se lei si fosse affidato alla struttura "Gladio" per poter essere "esfiltrato" e portato in salvo, si sarebbe messo in cattivissime mani, perché è apparso chiaro che quegli uomini non erano assolutamente addestrati per compiere questo tipo di operazione. Le famose "case sicure", le casematte che avrebbero dovuto servire da appoggio per l'"esfiltrazione", risultavano essere le abitazioni di alcuni "gladiatori"; fra di esse, addirittura, vi era l'abitazione del generale Cismondi, che doveva essere il capo segretissimo di questo tipo di operazione.

Durante il terremoto un parroco del Friuli trovò dell'esplosivo (gelatina e nitroglicerina) in una cantina; non avvertì i carabinieri, ma un ufficiale degli alpini. Quest'ultimo, facendo parte di una struttura segretissima, sapeva a chi doveva rivolgersi e telefonò a Specogna, il quale dall'ufficio monografie del quinto Commiliter rappresentava l'organismo segretissimo di copertura. Una volta avvertito, anziché avvisare la magistratura e gli artificieri per evitare un'esplosione, Specogna si recò direttamente sul posto, prelevò l'esplosivo e, senza dir nulla a nessuno, lo gettò nel mare prospiciente quella zona.

Si tratta quindi chiaramente di un apparato incontrollabile, che vedeva la presenza di personaggi che, per loro cultura e mentalità, avrebbero dovuto garantire essenzialmente l'anticomunismo ed impedire che si verificasse un sovvertimento interno: è questa la vera sostanza della vicenda. Se avessimo dovuto affidarci a questo tipo di struttura, così come era stata costituita, organizzata e fatta funzionare, effettivamente non avremmo potuto realizzare alcuno dei compiti previsti; ma evidentemente non era questo l'obiettivo alla base dell'addestramento e della disponibilità di armi. Furono reclutati personaggi che non davano alcuna garanzia e che non sono quelli inclusi negli elenchi. Abbiamo anche saputo che i vari capi dei nuclei potevano a loro volta contattare persone sconosciute da coinvolgere nell'operazione. Gli elenchi contenenti i nomi di queste persone non esistono, oppure non ci sono stati consegnati. Voglio ribadire in questa sede che, mentre sui giornali vengono pubblicate liste di nomi, la Commissione parlamentare che sta indagando a tutt'oggi non ne è in possesso. A questo punto ciò ha pochissima importanza, perché abbiamo capito che la struttura è ben altro….

L’intervento è interrotto dalla presidenza della Camera (on. Nilde Jotti) perché il tempo a disposizione è scaduto. E’ concesso solo un breve spazio in sede di illustrazione delle interpellanze.

….Per quanto riguarda la questione della legalità dell’organizzazione Gladio, vorrei precisare che non è vero che l’accordo tra la Cia e i servizi italiani venne stipulato nel 1956; tale accordo venne stipulato, infatti, nel 1952. In una informativa del generale Musco si possono leggere le seguenti parole: "C’è una presenza, organizzata autonomamente dalla Cia, sul nostro territorio. E’ necessario che anche il Sifar cominci a studiare questo tipo di operazione". Nel 1952 il generale De Lorenzo sottoscrisse un patto che venne tenuto segreto –come risulta dai documenti emersi dagli archivi degli Stati Uniti- denominato "Demagnetize". Sulla base di tale piano venne elaborato poi, a livello Nato, lo Stay behind negli anni successivi. Il vero accordo, quindi, risale al 1952.

Mi chiedo come possa essere considerato legale un patto che sanziona la presenza di strutture clandestine armate da parte di un paese straniero nel nostro territorio. Perché, in definitiva, in ciò consiste quell’operazione del 1956. Possiamo considerare legale un patto che, nella sostanza, sancisce che un paese straniero avesse costituito nel nostro paese delle strutture armate clandestine? Sottolineo che questa affermazione è stata fatta non dal sottoscritto, ma dal generale Musco in quell’informativa che lei stesso, onorevole presidente, ha citato nel documento relativo all’organizzazione Gladio. Possiamo considerare legale questo fatto?

Il dibattito sull’affare Gladio continua nei mesi successivi. Nella seduta del 23 maggio 1991 Luigi Cipriani interviene nuovamente

"…Nel periodo che va dalla fine della guerra fino alla costituzione della Nato, l’Oss cercò di insediare nel nostro Paese delle strutture che si opponessero all’andata al potere del Partito comunista. Queste strutture con il loro orientamento anticomunista hanno potuto costituire una sorta di armata personale, comprendente e integrante quei gruppi a cavallo tra la destra e i servizi segreti di cui abbiamo avuto numerosissime dimostrazioni nel nostro Paese…"

Cercherò di indicare una serie di altri documenti che, secondo me, possono essere utili, in particolare quelli che potremmo ottenere compiendo un viaggio negli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato. Infatti, è vero che gli accordi di cui stiamo parlando hanno come protagonisti i servizi segreti dei due Stati, ma mi sembra che emerga un ruolo fondamentale da parte del Dipartimento di Stato americano, e quindi della Presidenza statunitense, visto che in più occasioni compare l'attività dell'Ambasciata americana a Roma.

Cito dei brani di documenti ufficiali che, a mio avviso, consentono di fare luce su un periodo che finora non abbiamo sufficientemente affrontato, quello che va dalla fine della guerra fino alla costituzione della Nato. In tale periodo risulta che l'Oss cercò di insediare nel nostro paese delle strutture che si opponessero all'andata al potere del Partito comunista. Questa è stata fin dall'inizio la preoccupazione che le truppe di liberazione e di occupazione statunitense hanno nutrito arrivando nel nostro paese. Si parla di un gruppo diretto da Earl Brennan, incaricato delle operazioni speciali da parte dell'Oss in Italia, il personaggio che durante la guerra tenne i contatti con il Grande Oriente d'Italia. In questa vicenda mi sembra sia stato trascurato il ruolo svolto dalla massoneria statunitense anche nel processo di unificazione della massoneria italiana. Non penso sia un caso che spesso i canali della massoneria e di strutture dei servizi segreti si sovrappongano, in particolare negli Stati Uniti, dove molto spesso sono addirittura la stessa cosa.

Leggerò alcuni brani per ribadire che non ci rifacciamo a conclusioni personali, ma a documentazione acquisibile che dimostra l'esistenza di questa struttura.

Qui c'è un rapporto di tale Walter Dowling del 1947. Walter Dowling, della Divisione Affari europei del Dipartimento esteri degli Stati Uniti, faceva riferimento a questo Brennan e diceva: "In questi termini temo che Gigliotti, anch'esso membro dell'Oss, stia cercando di attivare la vecchia banda dell'Oss in Italia come mezzo per combattere il comunismo". Com'è noto, l'attività di quel gruppo è messa in piedi per la maggior parte da italo- americani quali Scamporino, Max Corvo e altri. Sono personaggi che poi noi ritroviamo dietro la vicenda di Portella della Ginestra, cioè sono quei personaggi che poi procurarono le armi alla banda Giuliano, quelle armi che vengono recuperate dalla divisione Anders, divisione formata da polacchi, sbarcata in Italia. Le armi di quella divisione sono elementi provati e riconosciuti furono poi date alla banda Giuliano. Qui si vede la presenza dei servizi statunitensi e la presenza statunitense che si preoccupano da subito di costituirsi delle basi armate in gruppi anticomunisti da poter utilizzare in caso di necessità.

Frank Gigliotti si fa patrocinatore - utilizzando i rapporti con il principe Alliata di Monreale, che successivamente troveremo nella P2 - dell'unificazione della massoneria italiana. E come prezzo deve pagare il fatto che vengano riconosciute le logge massoniche nelle basi Nato e nelle basi americane nel nostro paese. Immediatamente c'è questo tipo di insediamento e i personaggi sono questi. Ciò che si desume è che in occasione delle elezioni del 1948, in Italia, era stata costituita una struttura armata clandestina che, in caso di presa del potere da parte del Partito comunista - quindi in termini legali, a seguito di elezioni - sarebbe dovuta intervenire appunto per impedire che i comunisti prendessero il potere anche per le vie legali. Questo si rifà anche alle dichiarazioni che Edgardo Sogno con il suo movimento "Pace e Libertà" più volte ha ribadito: "Noi eravamo pronti ad intervenire con le armi nel caso che il Partito Comunista avesse conquistato il potere anche per le vie legali".

Qui è il caso di approfondire il periodo in cui De Gasperi era Presidente del Consiglio e i fatti successi in quel periodo. De Gasperi negò sempre il fatto che vi fosse stata, prima delle elezioni del 1948, una fornitura di armi da parte degli Stati Uniti, una fornitura clandestina, cioè non ufficiale. Invece è documentato che questa fornitura ci fu e potrei anche dare l'elenco dei tipi di armi. Poi, sempre presso il solito Dipartimento di Stato, c'è un appunto del 25 marzo 1948, dell'ambasciatore Dunn che scrive al Segretario di Stato: "In conformità all'accordo raggiunto in questi giorni con il comandante della difesa, generale Trezzani, si dichiara che l'offerta di cui al documento 72 viene accettata in termini di pagamento di 10 milioni di dollari. Tale somma dovrà essere pagata in dollari Usa prima del 1 luglio 1948, ulteriore accordo con il generale Trezzani e il ministro della difesa Facchinetti". C'è quindi una fornitura di armi segreta da parte degli Stati Uniti ed è documentata da queste persone.

Poi, c'è un appunto che ancora una volta pone l'accento sull'interesse degli Stati Uniti, non nel caso in cui l'Italia venisse invasa dai sovietici, ma che cambiasse alleanze con l'ingresso dei comunisti nel Governo. C'è un documento del colonnello John Williams, addetto militare che si occupava della situazione italiana, che recita: "Premessa l'importanza strategica e politica dell’Italia e il fatto che la sua sicurezza interna è elemento essenziale nella lotta contro il Comintern - poiché è la parte che si apre verso il centro e l'est europeo, perché può consentire il controllo militare dei Balcani, dell'Adriatico, dello Jonio e della Grecia"- la nota prosegue sostenendo che a questo punto è necessario sostenere finanziariamente tutte quelle forze che, anche se facevano parte del vecchio regime, comunque erano in grado di opporsi anche militarmente a che il Partito Comunista prendesse il potere nel nostro paese. E c'è un riferimento ai vari gruppi che si andavano organizzando in Italia in quel periodo. Si trattava di gruppi che avevano partecipato anche alla Resistenza, ma che nel momento in cui si prospetta il pericolo dell'avanzata comunista passano alla lotta armata contro un'eventualità di questo genere.

C'è poi un appunto - sempre di Frank Gigliotti - che fa riferimento ad un gruppo organizzato dal colonnello Ettore Musco, che poi diventerà il capo del Sifar. Ettore Musco fondò allora la Ali, Armata Italiana della Libertà, di cui parla Frank Gigliotti in una sua nota al Dipartimento di Stato; nel luglio del 1947 segnala al responsabile per gli affari europei del Dipartimento di Stato, Walter Dowling, quale sia lo scopo della Ali: "Ci sono in Italia cinquanta generali che si stanno organizzando per un colpo di Stato; sono tutti anticomunisti e sono pronti a tutto". Questi sono alcuni scampoli, alcuni elementi che fanno risalire ad una età antecedente alla formazione di Gladio. Che poi si chiamasse così o in altro modo non è il nome che importa, in questo momento; ma importa che c'era l'interesse, da parte degli Stati Uniti, di insediarsi anche con gruppi armati, di orientamento anticomunista, affinché ci fosse una reazione anche di quel genere per impedire che l'Italia cambiasse le proprie alleanze e che i comunisti andassero al potere.

Che poi si sia chiamata Gladio o come altro vogliamo, si ha comunque la dimostrazione dell'origine di questa struttura, avente di fatto il compito di impedire che un partito che aveva partecipato alla Resistenza e alla Costituente andasse al potere, anche per via legale, anche con la lotta armata. Quindi, se non è illegale una struttura di questo genere, non so come definire questi fatti.

A conferma di ciò, ho una serie di documenti che fornirò alla Commissione che dimostrano quanto andavo dicendo. C'è il collegarsi tra l'interesse degli Stati Uniti e quello di forze nazionali ad impedire appunto che il Partito Comunista andasse al potere: quindi, non soltanto quella parte più visceralmente anticomunista e di destra che comunque poi ha avuto atteggiamenti chiaramente golpisti. Qui ci sono dei documenti che sono stati sequestrati in una perquisizione operata a casa di Pietro Cattaneo (poi inquisito per la strage di Brescia e per la partecipazione al gruppo Borghese- "Rosa dei Venti") che dimostrano l'esistenza - sono documenti agli atti del tribunale civile e penale di Brescia - di gruppi armati composti da migliaia di persone sul territorio nazionale che facevano capo alle parrocchie (cioè alla Chiesa) e avevano i depositi di armi nelle parrocchie. Pietro Cattaneo è il comandante delle formazioni armate della Democrazia Cristiana.

Poi c'è una lettera - agli atti - del segretario provinciale Sangalli, della Democrazia Cristiana di Milano che, il 17 aprile del 1948, nell'imminenza delle elezioni scrive: "Da oggi, 17 aprile 1948, a partire dalle ore 14, il Partito non riconosce alcuna formazione militare o paramilitare o comunque organizzativa agli effetti di cui sopra se non gli effettivi presentati dal comandante Pietro Cattaneo". Pietro Cattaneo era il comandante dei gruppi armati che, ufficialmente, la Democrazia Cristiana riconosceva come propri aderenti.

Vi sono gli elenchi di queste persone che facevano parte dei gruppi armati, si tratta di elenchi di organizzazioni assimilabili all'organizzazione "O".

Vi è poi un'altra storia in Lombardia, relativa a gruppi che nascono e si aggregano intorno all'Opera Cardinal Ferrari e che si costituiscono a partire dalla Lombardia, raccogliendo poi migliaia di persone sul territorio nazionale e stabiliscono rapporti con il corpo Volontari della Libertà e con la divisione "Osoppo". Vi sono i vari gruppi armati di cui abbiamo l'elenco di nomi, armi e compiti. Tra questi compiti vi era quello di schedare gli avversari, cioè i comunisti. Questi gruppi lavoravano in contatto con i centri di controspionaggio, con i carabinieri e con la questura e avevano il compito di fornire gli elenchi degli iscritti, dei militanti, dei dirigenti del partito comunista, precisando che si trattava di dipendenti pubblici collocati in posizione strategica nell'apparato statale. Emerge da tutto ciò un'attività militare clandestina organizzata in gruppi, con dotazione di armi, di esplosivi, addirittura di manuali per imparare a usare gli esplosivi anche in condizioni di emergenza, per imparare a far saltare rotaie, ponti, strade e così via, una sorta di manuale del guastatore. Accanto a queste vi erano attività di schedature, di informazione. Credo che questo sia un altro pezzo della storia di cui ci occupiamo. Questi documenti partono dal 1947 per arrivare fino al 1975. Quali personaggi implicano? Adamo Degli Occhi, che diventa uno dei capi di questa organizzazione- e sappiamo di che personaggio si tratta: è capo della destra golpista, implicato ed inquisito per il golpe Borghese; Bonocore, una sorta di suo vice e il principe Alliata di Monreale, il "principe nero" anello di congiunzione tra mafia, massoneria e servizi americani che troveremo poi nelle vicende successive e nella P2.

Vi sono dunque tutti gli elementi per comprendere che si sconfina, fino a poter ricondurre la vicenda anche a Specogna.

Abbiamo saputo che oltre alla struttura ufficiale vi era l'area dei simpatizzanti, reclutabili all'osteria, e il lavoro che possiamo fare sugli elenchi è un lavoro relativo. Questi elementi secondo me rappresentano la cerniera che porta a pensare che questi gruppi, con il loro orientamento anticomunista, abbiano potuto costituire una sorta di armata personale, comprendente e integrante quei gruppi a cavallo tra la destra e i servizi segreti di cui abbiamo avuto numerosissimi cenni nel nostro paese. Il Nardi è un personaggio probabilmente "suicidato" e l'incidente avvenuto in Spagna è tutto da ricostruire.

Questo apparato di Servizi e gruppi armati clandestini, come l'organizzazione "O", confluisce poi all'interno di questa struttura. Abbiamo gli elenchi dei nomi, gli indirizzi dei gruppi di Milano; è evidente la caratterizzazione anticomunista al punto da giustificare l'uso delle armi. Ho qui un documento - che credo sia l'atto costitutivo del gruppo Sogno- secondo il quale i traditori dovranno essere passati per le armi, nel quale si afferma proprio che contro i traditori saranno prese gravi sanzioni fino alla pena di morte. Inevitabilmente queste strutture hanno precostituito la possibilità di una successiva aggregazione con aree golpiste di gruppi utilizzati anche dai servizi segreti. Tutto ciò fa comprendere la possibilità di uno sconfinamento verso l'area stragista e "bombarola". Ricordo che Vinciguerra descrive in termini precisi nel 1984 la struttura Gladio senza sapere come si chiama, dandone però una descrizione perfetta. Fa anche un elenco di nomi, compreso Nardi, e denuncia i militanti della destra che hanno tradito e che sono diventati le pedine dei Servizi utilizzati per le operazioni stragiste.

Credo dunque che vi siano tutti gli elementi per affermare che la struttura è illegale, che nasce con scopi di questo genere, che poi ha una evoluzione ma che, comunque, non ha nulla a che fare con la difesa della patria e con i rapporti con la Nato.

Rimane infine nella nostra vicenda un altro buco nero, quello del ruolo dei militari, di quel gruppo di 150 persone - come si afferma nella relazione Gualtieri - che facevano parte dei Servizi. Si tratta di cifre imprecise. Che ruolo hanno avuto queste persone? Che compiti svolgevano? Sono sul libro paga dei Servizi, svolgono quindi attività di informazione e di controspionaggio: che senso ha addestrarli all'uso delle bombe o a compiere attentati? Che senso ha addestrarli a costruire bombe con materiale reperibile in modo facile in qualunque situazione? Che senso ha l'esistenza di un gruppo del genere collegato con Gladio? Che possibilità hanno avuto queste persone? Come hanno lavorato? Perché non conosciamo i nomi? Cosa ha voluto rappresentare per i nostri Servizi l'esistenza di un gruppo "bombarolo" di cui non si riesce a sapere nulla? Dobbiamo approfondire anche questi aspetti e compiere un viaggio negli Stati Uniti per reperire in altri ambiti tutti i documenti di cui ho fatto cenno, citandone alcuni brani, e che possono consentirci di capire meglio questa struttura. Struttura, ribadisco, assolutamente illegale, trattandosi di un gruppo armato clandestino utilizzato da forze che a livello internazionale e interno volevano impedire che un partito entrasse in qualche modo nell'area di Governo. Sfido chiunque a dire che si sia trattato di una struttura legale.

 

Claudio Fava dice poi:

http://www.claudiofava.it/siciliani/memoria/crono/Crono.htm

9 luglio 1943 - Le truppe anglo-americane sbarcano a Gela, grazie all'aiuto logistico fornito dalla mafia. Un gruppo di agenti dell'Oss (il servizio segreto Usa), guidato da Max Corvo e Vincent Scamporrino, si precipiterà all'isola di Favignana, «per restituire la libertà ai mafiosi imprigionati». Per gli Alleati, infatti, tutti gli antifascisti stavano sullo stesso piano: criminali e galantuomini. Dopo lo sbarco, inglesi e americani riorganizzano la massoneria siciliana. Nascono le logge di via Roma 391, a Palermo: ne fanno parte agrari, mafiosi e lo stesso console americano Alfred Trevell Nester.


Nel sito che segue vi sono ancora altre informazioni:

www.cronologia.it/storia/a1947a.htm+%22Max+Corvo%22&hl=it&lr=lang_it

quando gli americani istituirono l'Amgot (il governo americano dei territori occupati), questi si trovarono di fronte a problemi enormi sull'isola, e si ricorse ai locali. Alla nuova mafia cadde la manna dal cielo (e questo era stato previsto). Riuscirono, come afferma Pantaleone, a infiltrarsi in tutti gli uffici della nuova amministrazione, occupando le cariche ufficiali, riuscendo a ottenere (e qui spicco' Don Calo' Vizzini e Vito Genovese) il controllo dei trasferimenti e dei trasporti dei beni in tutto il continente con i migliaia di camion necessari, fra l'altro messi a disposizione (si disse inconsapevolmente) dalla stessa Amgot. ... Tutti questi favori ebbero non solo una contropartita in termini di denaro facile, ma anche un prezzo politico. Immediato, a medio termine e a lungo termine, sotto forma di controllo del territorio e varie immunita'. E anche se apparentemente si e' continuato a contrastare alcune illegali situazioni, tali favori hanno sempre fortemente condizionato la politica italiana in forma permanente, indubbiamente di sudditanza, e non ancora del tutto finita. E questo per rispettare i segni di una gratitudine di una contropartita ben precisa di cui poco sappiamo, ma che alcuni fatti ci fanno immaginare.

(per approfondire consigliamo di procurarsi la piu' ricca ed esauriente ricostruzione di questi fatti, scritti da un grande storico militare statunitense, Carlo D'Este. 600 pagine di documentazione su Lo sbarco in Sicilia. Ediz. Bitter Victory, Massachussets 1987. E di Michele Pantaleone The Mafia and politics, New York 1966)


E le notizie continuano:

http://www.intermarx.com/ossto/ANGOLO_fn.html#fn11

Sarà Brennan a formare il "cerchio della mafia" all'interno dell'OSS, inframmezzandolo con altri personaggi di insospettabile ]pedigree socialista. "In un rapporto del Dipartimento di Stato del 7 Luglio 1947, Walter Dowling, della Divisione affari europei, parla del gruppo organizzato da Brennan in questi termini: `Temo che Gigliotti, anch'egli ex-membro dell'OSS, stia cercando di riattivare la vecchia banda dell'OSS in Italia come mezzo per combattere il comunismo. Come è noto, le attività di quel gruppo, messo in piedi per la maggior parte da italo-americani quali Scamporino e Corvo, sono sempre state di dubbio odore e i più sono stati rispediti a casa quando Bob Joyce ha preso la direzione in Italia.' E' così che quando nel 1943 gli americani sbarcheranno in Sicilia, la prima azione dell'OSS sarà la corsa del gruppo di Max Corvo e Vincent Scamporino all'isola di Favignana, `per restituire la libertà ai mafiosi imprigionati' dal regime fascista.(" Faenza e Fini, Gli Americani in Italia,  p. 13).  ...  La Resistenza fu anche progetto e azione di un'intellettualità non conservatrice disposta ad accettare le regole dello Stato borghese e diktat dell'economia di mercato, oltrechè di un gruppo di reazionari legati ad ambienti monarchico-clericali (Edgardo Sogno è un buon esempio). I comunisti faticarono, nonostante il grande contributo di sangue che offrirono assieme agli altri combattenti per la causa della libertà, a non essere continuamente emarginati e messi in scacco. Paradossalmente, come riportato da numerose testimonianze, furono gli americani dell'OSS a garantire fornitura di armi e mezzi di sussistenza alle brigate partigiane rosse, ostacolate senza tanti complimenti dallo Special Operations Executive inglese (SOE), più noto come SF (Special Forces) al comando di Roseberry e Holdsworth.
I Servizi americani, non certo per alto senso della democrazia, evidentemente considerarono di maggior importanza, durante il periodo di quella che è stata giustamente definita da uno storico come Cesare Bermani (Cesare Bermani, Il nemico interno, Odradek, 1997) la guerra civile combattuta contro le truppe naziste d'invasione e i fascisti, l'assetto bellico complessivo, giudicando prioritario l'obbiettivo di rendere definitivamente libero il territorio italiano. Questo aspetto della guerra guerreggiata non andò a detrimento di altre e più importanti considerazioni su quello che sarebbe potuto, o dovuto, accadere più tardi. L'impegno degli Stati Uniti fu concreto e dettagliato nel controllo sui comunisti; in particolare la rete di intelligence attiva in Italia ed Europa per la sorveglianza di elementi o gruppi considerati sovversivi, meglio eversivi rispetto all'ordine imposto dalla pax americana, portò egregiamente a termine il proprio compito.

Ed ancora:

www.alfiocaruso.com/da_cosa_cap.htm

Quando gli Alleati sbarcano nel luglio del '43 sanno bene a chi rivolgersi. E' probabile anche che a Vizzini si siano già rivolti gli emissari della "Sezione Italia" dell'OSS. L'ha formata Earl Brennan, diplomatico di carriera, appartenente a quell'alta borghesia WASP che interpreta lo spionaggio come un eccitante gioco di società. Il giovane Brennan ha frequentato l'Italia, c'è tornato da incaricato d'affari dell'ambasciata statunitense di Roma, ha girato la penisola in lungo e in largo allacciando importanti rapporti con i massoni legati ai circoli anglosassoni. Quando il capo dell'OSS, William Donovan, un ex avvocato amicissimo di Roosevelt, che a Washington chiamano "Bill il pazzo", riceve l'incarico di preparare l'invasione della Sicilia, si affida naturalmente a Brennan. Il primo assunto della "Sezione Italia" è un avvocato del Connecticut, Vincent Scamporino, figlio di emigrati italiani. Pare che l'indicazione sia giunta dal giro di don Luigi Sturzo, il prete di Caltagirone, fondatore del Partito Popolare, esule da vent'anni negli Stati Uniti e con buone entrature al Dipartimento di Stato. Scamporino non è soltanto un oriundo, è pure il legale dei sindacati sui quali Cosa Nostra ha già steso la propria ombra. Suo vice è un altro avvocato, Victor Anfuso, che ha difeso nelle aule di giustizia tanti siciliani di Brooklyn. Il terzo in gerarchia è un ventenne con il pallino dell'agente segreto, Max Corvo. Questo 007 in erba proviene da Melilli, duemila anime in provincia di Siracusa, e i sedici membri della "Sezione Italia" saranno quasi tutti suoi compaesani. Così Melilli entra a sua insaputa nella Storia, dove invece resta poco la "Sezione Italia". Alla fine del '43 sarà sciolta e i responsabili dell'OSS cercheranno di far scendere il silenzio su di essa. Le missioni nell'isola del gruppo di Scamporino cominciano nel gennaio del '43. Gli uomini dell'OSS hanno indirizzi sicuri, godono di protezioni ferree e di "amici" in grado di indicare l'esatta dislocazione dei comandi e delle stanze in cui sono celate le casseforti più protette, quelle con le mappe dei campi minati e i codici segreti. In primavera la mafia compie la sua scelta di campo allo stesso modo della nobiltà, che nelle ville di campagna ospita i pari grado britannici arruolati dall'Intelligence Service. Secondo Michele Pantaleone, l'alto comando statunitense avrebbe addirittura inviato un caccia sopra la casa di don Calò per lanciare un plico con cui avvisarlo che, in mancanza di taxi, l'avrebbe prelevato un carro armato con l'insegna di Luciano (una grande "L" nera).

 

  

Se si vuole si può parlare della sovranità limitata dell'Italia e della sua cessione USA a clerico-fascisti e mafia. Intanto consiglio di vedere un film che ebbe vita breve: Il sasso in bocca di Giuseppe Ferrara. Uscì nel 1970 e sparì immediatamente dai circuiti.

Roberto Renzetti

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