FISICA/MENTE

 

 

 

Tempo fa ho assistito ad una trasmissione TV sulla 7. Si chiama "tetris". Un atturocolo del nostro panorama cinematografico, tal  Luca Barbareschi, sostenne pressappoco quanto segue: "Il fatto che l'Italia va male e la Spagna va bene è dovuto alla fortuna che gli spagnoli hanno avuto ad avere Franco fino al 1978 ... ."

Ed io che credevo che con la Lega si fosse toccato il fondo.


 

 

Gangsters o rivoluzionari?

 

 

                                                                                                    I rivoluzionari non hanno bisogno di martiri. Il         

                                                                                                comunismo è fatto anche di solidarietà spontanea.

                                                                                                    La nostra attività comprende una fratellanza senza la   

                                                                                                    quale essa perde di contenuto. Non siamo una armata che

                                                                                                    dispone le sue pedine e ciò risulta vero perfino nella fase

                                                                                                    militare di una rivoluzione

                                                                                                     (J. Barrot  L'affaire Puig Antich)

 

Un ricordo di Salvador Puig Antich in occasione dell’uscita del film Salvador 26 anni contro di Manuel Huerga

 

 

 

Salvador Puig Antich è stato garrotato alle 9,40 del 2 marzo 1974 presso il carcere Modelo di Barcellona all’età di 25 anni. Aveva ucciso un poliziotto in occasione del suo arresto avvenuto il 25 settembre del 1973 ed in seguito alla sentenza di un tribunale militare è stato condannato senza appello alla pena di morte in un clima di tensione provocato dall’attentato dell’Eta a Carrero Blanco, il probabile successore di Francisco Franco, il 20 dicembre 1973[1]. Poiché il film, che ha avuto tra l’altro numerosi riconoscimenti ed è stato presentato al Festival di Cannes, tende a presentare Puig Antich come un anarchico rivoluzionario pervaso da romanticismo[2] è necessario non solo fare chiarezza su chi era ma anche ricordarlo all’interno dell’esperienza che ha vissuto senza farsi coinvolgere dal solito mito dei martiri in genere spesso  esaltati a dispetto dei reali accadimenti. Ricordo che in occasione degli arresti di alcuni militanti del MIL (Movimento Iberico di Liberazione), un gruppo pressoché sconosciuto della galassia ultrasinistra in cui militava Puig Antich, era sorto il dubbio se dovessero essere considerati dei criminali comuni (secondo la versione ufficiale) o dei rivoluzionari che avevano deciso di entrare nella clandestinità come altri gruppi di opposizione nella Spagna di Franco. Infatti, una volta promulgata la sentenza di morte, non vi fu alcuna reazione decisa da parte delle organizzazioni della sinistra anche estrema e dei gruppi libertari che hanno una certa tradizione in Spagna, contrariamente a quanto accadde in occasione delle condanne inflitte ai militanti dell’Eta nel 1970 per il fallito attentato a Franco. Solo in Francia ed in Italia vi furono modeste mobilitazioni per salvare la vita di Puigh Antich. A Parigi venne organizzato tra mille polemiche, tipiche dell’ultrasinistra,  un Comitato animato da Vidal Naquet per coinvolgere i movimenti radicali e gli intellettuali francesi con l’obiettivo di salvare la vita di Salvador, oltre al piccolo gruppo di Barrot (Le Mouvement Communiste) con cui era in contatto il gruppo spagnolo ed altri. In Italia solo il gruppo che ruotava attorno alla rivista Collegamenti organizzò una manifestazione presso il Consolato Spagnolo a Milano e ricordo che fummo immediatamente aggrediti dalla polizia e quindi dispersi.

Il MIL-GAC (acronimo dei Grupos Autonomos de Combate) nasce nel 1971 attorno ad un nucleo di lavoratori spagnoli emigrati in Francia, in aperto contrasto con le Commissiones Obreras, riunitisi attorno alla Plataformas, da giovani provenienti da varie esperienze (fuoriusciti dal PCE, dal gruppo Accion Comunista e dagli ambienti libertari) e da qualche militante dell’ultragauche francese. Inizialmente il gruppo si pone come obiettivo il sostegno alle lotte dei lavoratori senza porsi come organizzazione precostituita esterna o un partito con obiettivi di direzione politica. I militanti spagnoli entrano in contatto anche con alcuni attivisti dell’Eta che avranno una certa influenza sulle scelte future. A Parigi il MIL stabilisce rapporti piuttosto stretti con gli ambienti vicini alla libreria della Veille Taupe, in particolare con Pierre Guillaume e Jean Barrot,  ponendosi così come un riferimento per introdurre in Spagna gli scritti della sinistra comunista anti-leninista[3] per questo il gruppo si organizza su due livelli (come tutte le organizzazioni attive a quel tempo in Spagna) una Equipe Teorica con sede a Tolosa in Francia con chiare influenze consiliari e situazioniste[4] ed una Equipe Exterior che aveva il compito di essere attiva nei movimenti di lotta e deputata al finanziamento delle pubblicazioni[5]. Ma tale struttura è in aperta contraddizione con i contenuti che andavano a propagandare i militanti. Come si può conciliare il rifiuto di una organizzazione esterna alla classe dei lavoratori ed allo stesso tempo costituire una struttura clandestina estremamente verticistica, specie in una situazione come quella spagnola? Tali contraddizioni sono state chiaramente evidenziate dai militanti francesi con cui erano in contatto (come Barrot del Mouvement Communiste)[6] e scoppiarono inevitabilmente portando il gruppo alla autodissoluzione nel 1973[7]. In realtà si formalizzeranno due anime separate: quella violenta che attraverso azioni armate intendeva sensibilizzare la classe operaia spagnola all’azione per abbattere il regime franchista, non dimentichiamo che in quegli anni crescevano le organizzazioni terroristiche in Italia ed in Germania, ed il gruppo teorico che continuava nella propaganda attraverso le pubblicazioni. In realtà l’influenza del gruppo parigino attorno alla Veille Taupe aveva contribuito non poco al superamento del gruppuscolarismo che inevitabilmente aveva contaminato il MIL. Ma allo stesso tempo l’ondata terroristica di quegli anni aveva spinto una parte dei militanti alla pratica del lottarmatismo come unica forma di propaganda che prese purtroppo il sopravvento. Ciò ha definitivamente decretato il fallimento di una esperienza veramente anomala e ai limiti della esaltazione tipica di quei tempi. Puigh Antich cadde in una imboscata tesa dalla Polizia per arrestarlo insieme ad altri militanti che ormai avevano scelto la lotta armata, ma non dimentichiamo  Oriol Solé Sugranyes[8] arrestato dieci giorni prima e condannato nel 1974 a 48 anni di prigione, fuggito dal carcere nella famosa “Fuga di Segovia” organizzata dall’ETA nel 1976, morirà il giorno dopo ucciso dalla Guardia Civil alla frontiera con la Francia. Nel 1977 sono stati amnistiati tutti i militanti del MIL rinchiusi nelle carceri spagnole.

Al di là del fallimento di una esperienza assurda occorre notare come la tendenza originale espressa dal MIL sia stata costretta alla emarginazione prima di tutto dalle tendenze tradizionali della sinistra sia marxista che anarchica. Entrambe non hanno mai sopportato la possibilità di un loro superamento attraverso la negazione delle forme e dei contenuti ribaditi pedantemente dalla propaganda di ideologie che appartenevano al passato ben prima del crollo dell’Unione Sovietica. I tentativi di tale superamento avevano sede a Parigi grazie a ciò che rimaneva della tendenza, anch’essa fallita, espressa dalla rivista  Socialisme Ou Barbarie[9]. Certo che erano minoranze e vorrei ben vedere, ma minoranze che avevano utilizzato le esperienze di altrettante minoranze del passato anch’esse poste metodicamente nell’oblio dagli intellettuali e dai partiti prodotti da quella sciagura che è stata la Rivoluzione Russa e da quel fallimento totale che è stata la Guerra Civile Spagnola.

 

PS. L’elenco delle  pubblicazioni effettuate dal MIL sono reperibili in “Inventari del Fons MIL

(Movimiento Ibérico de Liberación) de la Biblioteca del Pavelló de la República de la Universitat de Barcelona” reperibile sul web. Gli scritti e le lettere di Salvador Puig Antich in “Inventari del Fons FP Subsèrie Salvador Puig Antich de la Biblioteca del Pavelló de la República de la Universitat de Barcelona” sono anch’esse reperibili sul web

 

Bibliografia

 

J. Barrot Violence et solidarité révolutionnaires : les procès des communistes de Barcelone. Paris : Éd. de l’Oubli, 1974

Tajuelo, Telesforo. El Movimiento Ibérico de Liberación, Salvador Puig Antich y los grupos de Acción Revolucionaria Internacionalista : teoría y práctica, 1969-1976. París : Ruedo Ibérico, 1977

Colectivo Autónomo de Trabajadores S/O del Besòs Las 1000 y una del 1000. Barcelona : Ateneus Llibertaris del Barcelonès ;Dones Vipera Aspis, 1984

Cortade, André Le 1000 : histoire désordonnée du MIL, Barcelone 1967-1974. Paris : Dérive 17, 1985.

Antoni Segura i Jordi Solé El MIL, entre el record i la història EL FONS MIL DEL CEHI sempre reperibile sul web

Tellez Sola, Antonio. El MIL y Puig Antich. Barcelona : Virus, 1994.

Ramon Barnils 'La torna de la torna: Salvador Puig Antich i el MIL' pubblicato con il nome Collettivo Carlota Tolosa  Barcelona : Empúries, 1999 (1ª ed. nel 1985).

Francesc Escribano 'Compte enrera: la història de Salvador Puig Antich' Edicions 62, Barcelona, 2001

Jean-Marc Rouillan Je hais les matins (Paris : Denoël, 2001), in cui evoca la sua esperienza nel MIL

Sergi Rosés Cordovilla, El MIL : una historia política. Barcelona  Alikornio, 2002

Sergi Rosés “Un esbozo de la historia del MIL” in Balance

 

ante

 

Milano 2 Gennaio 2007

 


 

[1] Lo stesso Puig Antich prima di morire affermò:”e’ stata l’ETA ad uccidermi”

[2] Molti sono gli interventi critici nei confronti del film di Huerga uno tra tanti “Manifiesto contra la película “Salvador”, sobre Salvador Puig Antich” apparso su Rebellion  del 17-9-2006 e reperibile in www.rebelion.org/noticia.php?id=37723 anche  "Salvador", una mortaja de lujo para un producto de miseria
El nuevo producto "Puig Antich" se vende bien” del 21 settembre 2006 in Royo Y Negro www.rojoynegro.info/2004/article.php3?id_article=11178 Nel quale vi sono le dichiarazioni estremamente critiche sul contenuto film da parte di ex militanti del MIL

 

[3] Inizialmente il gruppo produce un pamphlet El movimiento obrero en Barcelona nel quale si fa riferimento espressamente alla organizzazione diretta dei lavoratori, in seguito verranno pubblicati dalle Edizioni Mayo 37, la casa editrice che avevano fondato,  testi di Anton Pannekoek, di J.Barrot, di Ante Ciliga, dell’Internazionale Situazionista, di Camillo Berneri, di C.Gine ecc. Per le opere pubblicate dal gruppo  vedi EL FONS MIL DEL CEHI El MIL, entre el record i la història di Antoni Segura e Jordi Solé in catalano in cui gli autori ricostruiscono minuziosamente le tappe della nascita e della dissoluzione del MIL

[4] Nel testo Revolución hasta el fin vengono evidenziate le posizioni antileniniste ed in generale legate ad un marxismo eterodosso

[5] Il gruppo esterno compirà  numerose rapine provocando di conseguenza una speciale attenzione da parte della Guardia Civil. Vedi EL FONS MIL DEL CEHI El MIL, entre el record i la història

[6] A tale proposito ottime le critiche di Barrot in Violence et solidarité révolutionnaires : les procès des communistes de Barcelone. Paris : Éd. de l’Oubli, 1974 ma precedute nel n 6 de Le Mouvement Communiste

[7]  “Autodisoluciòn de la organizaciòn  politico-militar dicha MIL” Agosto 1973

[8] Vedi il sito  recollectionbooks.com/bleed/Encyclopedia/SoleOriol.htm 

[9] Per una analisi critica delle tendenze sorte in Francia negli ambienti dell’ultrasinistra vedi “Le roman de nos origines” di Jean Barrot (La Banquise n 2 1983) disponibile sul web www.geocities.com/~johngray/romtit.htm

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[1] Per una analisi critica delle tendenze sorte in Francia negli ambienti dell’ultrasinistra vedi “Le roman de nos origines” di Jean Barrot (La Banquise n 2 1983) disponibile sul web www.geocities.com/~johngray/romtit.htm


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