FISICA/MENTE

 

Conferenza stampa del Rabbino Moshe Friedman, capo della comunità ebraica antisionista di Vienna, dell’Imam dell’Ucoii Samir Khaldi e del “parroco dei clandestini” Padre Giorgio Poletti

(organizzata dall' Islamic Anti-Defamation League)

Sala delle Colonne del Parlamento.

Lunedi 11 settembre 2006 ore 11


Ritengo utile dare delle informazioni che difficilmente si hanno altrove. Le informazioni vanno sempre date, dipende poi da ciascuno di noi farsi le idee in proposito. Ciò che mi lascia perplesso è come un piccolo evento sia diventato il bersaglio di tutta la destra, scatenata all'unisono con le voci del sionismo mostrano. Se queste cose fossero marginali, come dicono, dovrebbero essere lasciate correre ... semmai dovrebbe bastare il rilanciare l'accusa di antisemitismo.

Con la speranza di avere il testo delle relazioni del Rabbino Friedman, dell’Imam Samir Khaldi e del  Padre Giorgio Poletti, riporto le reazioni alla Conferenza Stampa. Prima però vorrei avvertire che l'Italia è un poco l'eccezione rispetto al resto del mondo: qui vi è quasi completa sovrapposizione tra ebrei e sionisti. Altrove non è così. Gli ebrei ortodossi, a parte i Lubavitcher che addirittura aspirano al Grande Israele che va dal Nilo all'Eufrate e che annoverano i più ferventi coloni, sono contro il sionismo. Riporto come esempio un paio di siti:

http://www.jewsagainstzionism.com/

http://www.nkusa.org/

ed alcuni dei pochi documenti esistenti (o che io sono stato in grado di trovare) in italiano:

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Lo dobbiamo da ebrei

http://www.nkusa.org/Foreign_Language/Italian/italjul2602.cfm

  Discorso del Rabbino Mordechi Weberman per la manifestazione della Coalizione Palestinese per il Dritto di Ritrono (Al-Awda NY/NJ) tenutasi il 26 luglio 2002 davanti al Consolato Israeliano
   

"Ci sono che ci chiedono il perché della nostra partecipazione al corteo dei palestinesi. Perché manifestiamo con la bandiera palestinese in mano ? Perché sosteniamo la causa palestinese ?

“Siete ebrei !” ci dicono, cosa state facendo ?

E la nostra risposta, che vorrei condividere con Voi oggi pomeriggio, è molto semplice.

E' PRECISAMENTE PERCHE' SIAMO EBREI CHE STIAMO MANIFESTANDO CON I PALESTINESI, ALZANDO IN MANO LA BANDIERA PALESTINESE.
E' PROPRIO PERCHE' SIAMO EBREI CHE STIAMO CHIEDENDO IL RITORNO DEI PALESTINESI ALLE LORO CASE E LA RESTITUZIONE DELLE LORO PROPRIETA.!

Sì, la nostra Torah ci obbliga ad essere giusti. Siamo obbligati a perseguire la giustizia. E cosa c'è di più ingiusto del programma del movimento sionista, in atto da un secolo, di invadere le terre di un altro popolo, di espellere la gente ed espropriarla dei suoi beni ?

I primi sionisti hanno dichiarato di essere un popolo senza terra, diretto verso una terra senza popolo. A parole, un'impresa innocente. Ma le parole erano totalmente e profondamente false.

La Palestina era una paese appartenente ad un popolo. Un popolo che stava sviluppando una consapevolezza nazionale.

Per noi non vi è alcun dubbio che se i profughi ebrei fossero arrivati in Palestina non con l'intenzione di dominare, non con l'intenzione di crearvi uno Stato degli Ebrei, non con l'intenzione di espropriare, non con l'intenzione di spogliare i palestinesi dai loro diritti fondamentali, essi sarebbero stati i benvenuti dei palestinesi, godendo della stessa ospitalità che popoli musulmani avevano offerto agli ebrei durante il corso della storia. E in tale caso, saremmo vissuti insieme come ebrei e musulmani sino vissuti insieme in precedenza, in pace ed armonia.

Amici musulmani e palestinesi nel mondo, Vi prego di ascoltare il nostro messaggio:

Ci sono ebrei in questo mondo che sostengono la Vostra causa. E quando diciamo di sostenere la Vostra causa, non ci riferiamo ad alcun piano di spartizione come quello proposto nel 1947 dall'ONU che non aveva alcun diritto di farlo.

Quando diciamo di sostenere la Vostra causa non intendiamo i progetti di spartire la Cisgiordania e di tagliarla in pezzi, come fu proposto da Barak a Camp David e non ci riferiamo alle proposte di offrire giustizia per meno del 10% dei profughi.

Noi intendiamo niente meno che la restituzione della Palestina intera, Gerusalemme inclusa, alla sovranità dei palestinesi !

A questo punto, principi di equità richiedono che saranno i palestinesi a decidere se gli ebrei e quanti di loro rimarranno nel Paese.

Questa è l'unica strada che potrà condurre ad una vera riconciliazione.
Ma noi andiamo oltre. NOI riteniamo che non sarà sufficiente riconsegnare le terre ai loro proprietari legittimi. Non ce la caveremo con questo.

Occorre chiedere scusa al popolo palestinese, in modo chiaro e preciso. Il sionismo Vi ha fatto un torto. Il sionismo Vi ha rubato le Vostre case. Il sionismo Vi ha rubato la Vostra terra.

Facendo queste dichiarazioni, noi dichiariamo davanti al mondo che siamo il popolo della Torah, che la nostra religione ci obbliga ad essere onesti e a comportarci con equità, ad essere giusti, fare del bene ed essere gentili.
Abbiamo partecipato a centinaia di manifestazioni a favore dei palestinesi durante gli anni passati ed ovunque andiamo, gli organizzatori ed i partecipanti ci salutano con il consueto calore dell'ospitalità orientale. Che atroce bugia dire che i palestinesi in particolare ed i musulmani in generale avrebbero in odio gli ebrei ! Voi odiate l'ingiustizia, non gli ebrei.
Non abbiate paura, amici miei. Il male non potrà trionfare per molto tempo. L'incubo sionista si sta per finire. Si è consumato. Le sue recenti brutalità sono il rantolo del malato terminale.

Noi e Voi vivremo ancora quando arriverà il giorno che ebrei e palestinesi si abbracceranno, per celebrare la pace, sotto la bandiera palestinese a Gerusalemme.

Ed infine, quando il Redentore dell'umanità sarà arrivato, le sofferenze di oggi saranno dimenticate da molto tempo, rimosse dalle benedizioni del presente."

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Ebrei ortodossi invitano a smantellare
lo stato di Israele

http://www.nkusa.org/Foreign_Language/Italian/communicado06feb02.cfm

  Discorso proclamato dal Rabbino Dovid Weiss in Freedom Plaza, Washington DC, in occasione della manifestazione contro la visita del Primo Ministro Ariel Sharon alla Casa Bianca, giovedì 7 febbraio 2002.
 
Comunicato di Neturei Karta – Washington DC
6 febbraio 2002

Il Rabbino Yisroel Dovid Weiss, portavoce di Neturei Karta International, un movimento di portata mondiale di ebrei antisionisti, ha annunciato che una delegazione di rabbini si unirà alla Coalizione di Organizzazioni Arabo-Americane e Musulmane” per protestare contro lo Stato Sionista.


“E’ ora che il popolo ebreo comprenda ciò che i nostri saggi e la maggior parte degli ebrei, agli esordi del sionismo poco più di un secolo fa, già sapevano e cioè, che il sionismo costituisce un grande pericolo per il popolo ebreo.

Non è forse stato versato abbastanza sangue, sangue ebreo e palestinese ? non è forse arrivato il momento di rivedere l’intera impresa sionista ?”

Il Rabbino Weiss fa notare che il messaggio che il suo gruppo porterà a Washington ed ai palestinesi riuniti lì, è il messaggio contenuto nel Talmud che vieta la Terra Santa agli ebrei, finché i loro peccati non siano stati espiati in esilio. La violazione dei termini dell’esilio ebreo ha causato molta sofferenza a tutte le parti in causa nel Medio Oriente. “E’ ora di smantellare lo stato di Israele. Esso costituisce un’onta per il popolo ebreo. A tutta l’umanità viene detto dagli esponenti di questo stato che Israele rappresenta gli ebrei. Quest’affermazione è insensata. Gli eretici non possono rappresentare il popolo della Torah. Coloro che si sono resi colpevoli di gravissime crudeltà nei confronti dei palestinesi non possono rappresentare un popolo misericordioso.

Il compito del popolo ebreo è di dedicarsi alla Torah ed al servizio di Dio. Siamo chiamati dal nostro Creatore ad essere leali ai paesi del nostro esilio ed a comportarci in buona fede con tutti gli uomini. Il sionismo è una deviazione di proporzioni nefaste che trascina le sue vittime in conflitti infiniti con altri popoli.

Oggi ci siamo riuniti con il popolo palestinese per manifestare la nostra simpatia per le sue sofferenze. La presenza del Primo Ministro Sharon a Washington è un affronto per gli ebrei credenti e per i palestinesi sofferenti.

Che ci sia accordata la grazia di vivere il giorno che lo stato di Israele sarà giunto alla sua fine ed i palestinesi saranno liberati dalle loro sofferenze. E gli ebrei erranti torneranno ad unirsi ai loro fratelli nel vero servizio a Dio. Il giorno in cui tutte le nazioni riconosceranno l’Unico Dio, quindi noi tutti ci metteremo al Suo servizio in pace. Amen”


Per ulteriori informazioni, consultate
http://www.netureikarta.org  oppure scrivete a info@netureikarta.org


(Traduzione: Susanne Scheidt)


Dichiarazione di solidarietà degli ebrei
di Neturei Karta
con il popolo palestinese
In occasione della commemorazione della Nakba

http://www.nkusa.org/Foreign_Language/Italian/italalnakba2003cfm.cfm 

Che la benedizione del Creatore sia su di Voi, nostri cari fratelli, popolo palestinese che soffre da lungo tempo.

Noi, Di Neturei Karta Internazionale, Vi salutiamo da Gerusalemme, New York, Londra e da tutto il mondo. Come molti di Voi sapranno gi?, il movimento sionista ? stato contrastato da ebrei ortodossi osservanti sino dall’inizio. Gli ebrei ortodossi hanno sempre creduto che per Decreto Divino il popolo ebreo sia tenuto a rimanere in esilio e vivere come cittadini leali nelle nazioni che li ospitano fino a che l’Onnipotente non avr? deciso la redenzione dell’umanit? intera.

Nell’anno 1948 il nostro Rabbino Capo Yossef Tzvi aveva inviato un telegramma alla Lega delle Nazioni a Lake Success, chiedendo loro di non incorporare le 60 000 famiglie ebree residenti a Gerusalemme nello stato di “Israele”, la cui proclamazione costituisce un sacrilegio. Cos?, i residenti ebrei sarebbero stati lasciati senza un potere sovrano che si occupasse delle faccende di Neturei Karta. In realt?, fummo trasformati in profughi perch? non c’? differenza tra un popolo cacciato via dalla sua terra ed un popolo cui la terra ? stata rimossa da sotto i piedi. Ci siamo appellati alle Nazioni Unite per ottenere un passaporto per rifugiati ed a tutt’oggi siamo in attesa di una risposta.

Oggi, decine di migliaia di Neturai Karta, guardiani di Gerusalemme nel significato di “guardiani della fede”, risiedono a Meah Shearim e nelle sue vicinanze, su terreni comprati da proprietari arabi, non confiscati contro la volont? dei proprietari. Il nostro Rabbino Capo defunto, Joel Teitelbaum, aveva proibito agli ebrei di stabilirsi in Terra Santa, considerando che ci? avrebbe messo in pericolo sia il corpo che l’anima. Naturei Karta aveva dato il benvenuto all’Autorit? Palestinese, guidata da Yassir Arafat ritornato in Palestina ed il Rabbino Moshe Hirsh fu proclamato “Ministro per gli Affari Ebrei” dell’Autorit? Palestinese – un gesto volto a dimostrare al mondo che la lotta in Terra Santa non ? tra ebrei ed arabi, bens? tra sionisti ed arabi.

Noi vediamo l’oppressione e l’umiliazione del popolo palestinese, innanzitutto ci? che gli viene inflitto oggi, dalle politiche criminali del “Ministro del Crimine” Sharon. E’ inammissibile che il popolo ebreo compaia quale oppressore, persecutore, ladro. Dappertutto nel mondo si trovano numerosi ebrei credenti che si dichiarano inorriditi dal comportamento criminale e razzista verso i palestinesi da parte dei sionisti. Per questi ebrei il Giorno dell’Indipendenza di Israele segna la pi? grande tragedia nella storia degli ebrei e nella storia dell’umanit?. Quel giorno, molti ebrei lo passano digiuni ed in preghiera.

Noi vogliamo che tutta la terra palestinese, naturalmente comprendente il complesso di Al Aqsa, sia restituita ad un governo palestinese.

Noi vogliamo il ritorno di tutti i profughi umiliati, anziani e giovani, alla loro legittima patria.

Noi vogliamo vivere nella terra della Palestina come ebrei anti-sionisti, risiedere qui come cittadini palestinesi leali e pacifici, cos? come i nostri avi che avevano vissuto in Palestina per secoli prima della tragica usurpazione di questo paese.

Invochiamo il Creatore che l’odierna commemorazione della Nakba possa essere l’ultima e che conceda che l’attuale stato di occupazione volga verso una rapida fine, ancora nei nostri giorni, sicch? ebrei e palestinesi possano vivere felici ed in armonia e pace in una Terra Santa tutta sotto sovranit? palestinese.

Vi saluto.

Rabbi David Weiss
Presidente di Neturei Karta International, New York

Un fatto è certo, quando parlano gli ortodossi, i sionisti si scatenano con un odio viscerale che fa davvero molta paura. Per rendersene conto si possono andare a visitare i siti che sono riportati nell'ultima parte di questa pagina (www.shockvillage.com;http://freethhoughts.wordpress.com  www.lisistrata.com; ed altri che troverete nei link dei siti citati). In questi siti vi è un attacco ad altri siti (leggete e fatevene una ragione) con squalifiche di bassissima lega. Peggio ancora: non si attacca il sito ma la persona che sta dietro di esso. E questo atteggiamento è diffuso: non si discute delle cose ma si tenta la svalutazione delle cose svalutando le persone (un metodo noto a chi ha militato a sinistra per anni). Ad esempio, al di là del giudizio che ciascuno può avere, dire che Dacia Valent non è credibile perché ha tentato di ammazzare il suo compagno è da sciocchi. Soprattutto se si riprende la notizia dal quotidiano spagnolo, el Mundo. Se dovessi seguire lo stesso metodo potrei dire a tal lisistrata che el Mundo è un giornale il cui direttore fu filmato nudo con il capo della Guardia Civil spagnola in un festino particolarissimo, ed aggiungere che è un giornale ultrareazionario vicino ai generali golpisti  ed alla destra più retriva (ma questo sarà un pregio per quei siti, collegati a Forza Italia e ad Alleanza Nazionale, con elogi continui a Calderoli).

Ed ora passo a documentare il terremoto che una cosa apparentemente inoffensiva come questa, che metteva insieme una cinquantina di persone delle tre religioni monoteiste, ha scatenato.

   


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Paolo Barnard

"La reazione della Comunità Ebraica di Roma all'iniziativa della IADL dei ieri 11 settembre ha di nuovo assunto le tattiche intimidatorie e illiberali proprie di organizzazioni come l'americana AIPAC, la più nota e aggressiva lobby ebraica statunitense, e i toni di Riccardo Pacifici sempre più assomigliano alle tirate isteriche di personalità come Alan Dershowitz, l'ex professore di Harvard che per l'AIPAC svolge da anni le funzioni di 'ariete'. Questo mi preoccupa gravemente, poiché anche il nostro Paese sta scivolando sempre più verso il clima di terrore e di paralisi degli intelletti che ormai rende ogni critica al terrorismo israeliano un assoluto tabù. Siamo di fronte alla perdita della libertà di pensare. Io e il mio libro ne siamo vittime poco illustri e dopo tutto poco importanti, se non fosse che assieme a noi è oscurata l'unica opportunità rimasta per evitare una catastrofe immane: che si possa dire al popolo ebraico israeliano che le loro leadership politiche a Tel Aviv e le relative lobby nel mondo (fra cui la Comunità Ebraica di Roma) sono da sempre la più pericolosa minaccia antisemita esistente, poiché da almeno 58 anni non si fanno scrupolo di tenere in ostaggio le genti d'Israele con la minaccia di un terrore arabo che proprio loro hanno voluto e creato dal nulla, e che continuano ad alimentare tenacemente per il medesimo fine. Questa mistificazione va svelata, dura da troppo tempo, come testimoniò Moshe Sarett, premier israeliano dal 1953 al 1955, che disse: "Ho imparato che lo Stato d'Israele non può essere governato senza l'uso dell'inganno.". Gli israeliani devono liberarsi di questi pericolosi falchi aggrappati al potere, e riscoprire le vere potenzialità di un giudaismo più umano ed equo. Due anni fa, il linguista ebreo Ur Shlonsky, docente presso l'Università di Ginevra, ebbe a scrivere: "L'autoproclamata dirigenza delle comunità ebraiche ha un compito solo: trasmettere e alimentare un'identità ebrea centrata sulla totale identificazione con Israele, e denigrare e marginalizzare ogni altra forma di identità possibile, il Rabbino ultra ortodosso e anti sionista Leibele Weisfisch una volta mi disse: 'Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l'ha distrutto spiritualmente' ". Questo, gli illiberali apologisti del sionismo come Dershowitz o Pacifici, hanno il compito di oscurare, e l'iniziativa della IADL, per quanto sgangherata fosse, era per loro un rischio di vicinanza alla verità intollerabile. Ma così facendo ci perdiamo tutti, e la pace fra arabi ed israeliani è sempre più disperatamente lontana. Mi faccio carico di queste opinioni in pubblico".
 
Paolo Barnard

AGENZIE E GIORNALI 13 settembre

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AGI - "Un atteggiamento che mette in discussione l'esistenza e la legittimita' di Israele e' inaudito". Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito delle polemiche suscitate dopo lo svolgimento del convegno organizzato a Montecitorio dalla Islamic antidefamation league (Iadl). Bertinotti ha poi spiegato: "Come tutti sanno la Camera dei Deputati e la sua presidenza non sono nelle condizioni di sindacare le iniziative che assumono i singoli gruppi parlamentari e che riguardano la loro esclusiva responsabilita'. La Camera, quindi, - sottolinea Bertinotti - non c'entra ne punto ne poco. La Camera e' senza colpe e di una deontologia istituzionale ineccepibile. Per quello che mi riguarda io penso che qualunque atteggiamento che mette in discussione l'esistenza e la legittimita' di Israele e' inaudito per gravita'. La costruzione di due Stati e due popoli che possano convivere - conclude il presidente della Camera - sono l'unica possibilita' di pensare la pace".
ANDKronos - L'incontro promosso dall'islamic anti defamation league (Iadl) a Montecitorio «è una iniziativa che non è in alcun modo riferibile alla Camera dei Deputati, nè al suo presidente. Ma solo al gruppo parlamentare che ha richiesto l'uso della sala». È quanto viene precisato in ambienti della Camera che così continuano: «I gruppi parlamentari possono liberamente accedere all'uso delle sale messe a loro disposizione senza l'autorizzazione da parte della presidenza della Camera e senza, naturalmente, che questa possa esercitare alcun potere di censura al riguardo».
ADNKronos - «Nessuno vuole mettere in dubbio la battaglia del presidente Bertinotti contro l'antisemitismo e a favore di un pieno riconoscimento di Israele. Ci mancherebbe. Ma quel convegno organizzato dal gruppo dei Comunisti italiani e da una associazione islamica resta ed è grave». Lo afferma Antonio Leone, vicepresidente vicario del gruppo di Forza Italia alla Camera. «Proprio del giorno del ricordo e della commemorazione del vile attentato dell'11 settembre di cinque anni fa, vera e propria dichiarazione di guerra del terrorismo islamico, in un palazzo della Camera -aggiunge l'esponente azzurro- si è assistito a oltraggiose manifestazioni di antisemitismo, anche per la presenza di elementi allontanati dalla stessa comunità islamica. Agli occhi dei cittadini l'istituzione è stata coinvolta in una vicenda gravissima e, le precisazioni ufficiali, non ne possono attenuare l'enormità. Una riflessione su quanto accaduto è d'obbligo. Per lo meno sulla mancata vigilanza che, in occasioni passate, ha impedito -conclude Leone- il coinvolgimento della Camera in situazione a dir poco imbarazzanti».
ANSA - Senato. «E purtroppo - aggiunge Calderoli - i nostri strumenti mediatici amplificano regolarmente, così come vogliono questi signori, ogni delirio del pazzo di turno e, intanto, alla Camera dei Deputati si tiene una convegno, come quello organizzato dall'Islamic Anti Defamation League, che sicuramente avrà fatto rivoltare nella tomba i morti degli attentati di New York dell'11 settembre, quelli di Madrid, quelli di Londra, quelli di Nassiriya e di tutti quelli che sono stati assassinati in tutti questi anni in nome del fondamentalismo islamico». «Dall'11 di settembre del 2001 - conclude - l'Occidente di passi in avanti ne ha fatti davvero pochi, mentre si vedono avanzare sempre di più i minareti e le mezze lune e mi spiace dover ammettere che il Santo Padre ha ragione quando sostiene che la morte dei nostri valori e della nostra fede è la forza dell'integralismo».
ANSA - Non si attenua la polemica suscitata dal convegno promosso per l'11 settembre dalla Iadl (Islamica Anti-defamation League) nella Sala delle Colonne della Camera con la partecipazione del rabbino antisionista viennese Moishe Friedman. «Trovo che sia indegna per il luogo in cui si è svolto il convegno - rileva il deputato Ds Emanuele Fiano, segretario dell'associazione 'Sinistra per Israelè - l'idea di sostenere tesi antisioniste da parte di non meglio precisati personaggi». «Mi aspetto - aggiunge Fiano - che il presidente della Camera voglia appurare quanto successo, anche se la responsabilità diretta appartiene al collega deputato che ha firmato la concessione dell'uso della sala». Ma il rammarico dell'esponente ulivista riguarda anche l'incontro avvenuto a Teheran tra Pierferdinando Casini e il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. «Esprimo disappunto - afferma - per aver visto la faccia sorridente dell'ex presidente della Camera mentre stringe la mano a uno dei maggiori nemici dello stato di Israele, propugnatore della distruzione del popolo ebraico, finanziatore delle peggiori tesi negazioniste della Shoah». «Due eventi - conclude - che fanno pensare a quanto sia importante non abbassare mai la guardia».
ADNKronos - «Le regole per l'assegnazione delle sale da parte della Camera dei deputati vanno assolutamente riviste». Lo dichiara Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza nazionale, aggiungendo che «il Presidente della Camera Bertinotti ed il gruppo che ha chiesto una sala per un convegno durante il quale la Lega Islamica contro la Diffamazione ha fatto affermazioni antisemite devono dare delle spiegazioni immediate e plausibili». «Le loro giustificazioni -aggiunge- non valgono, ancor più considerando che il convegno si è tenuto in concomitanza con le celebrazioni in ricordo dell'11 settembre. Si è trattato di un episodio vergognoso, di una vera e propria esplosione di antisemitismo ospitato dalla Camera dei deputati». «Bertinotti non se la può cavare con un'alzata di spalle. La libertà di espressione è sacrosanta, ma l'antisemitismo e l'aggressione verbale fatta ad Israele da chi plaude al terrorismo non rientra nella libertà di espressione», conclude Gasparri.

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Dal RIFORMISTA del 13 settembre 2006:

Rabbini antisionisti, chi sono costoro? Questa è una domanda che si saranno posti in molti, ieri, seguendo la querelle sul «Convegno anti-Israele» (nelle parole del Corriere della sera), organizzato a Montecitorio dall'Islamic Anti-Defamation League in occasione dell'11 settembre. Tra i relatori, che vantavano tutti un rispettabile pedigree antisionista, spiccava la figura del rabbino Moishe Aryeh Friedman, il quale, oltre ad avere ribadito il distinguo tra giudaismo e Stato d'Israele, stando a quanto riportato dai partecipanti sarebbe stato il più duro nei confronti della «strategia sionista» (parole sue), colpevole di avere «trasformato tutto il territorio palestinese in un grande campo di concentramento».
In realtà posizioni antisioniste sono sempre state presenti nell'ebraismo ultra-ortodosso. E dove la Lega islamica abbia trovato un rabbino non solo antisionista, ma anche disposto ad accennare en passant al controverso assioma sionismo-nazismo, non è affatto un mistero. Arye Friedman - che, a differenza di quanto riportato sui giornali, non è il leader della comunità ebraica ortodossa di Vienna - è a capo di una piccola congregazione (un centinaio di fedeli, secondo il rabbino, ancora meno secondo altri) che a sua volta mantiene stretti rapporti, sebbene non sia direttamente affiliata, con i Neturei Karta: gli «ebrei anti-sionisti» par excellence. Si tratta di una congregazione relativamente piccola (2-5 mila fedeli) che ha fatto della lotta contro l'«entità sionista» la propria ragion d'essere. Con risultati per altro pittoreschi: gli incontri tra rappresentanti dell'Olp e leader Neturei Karta non si contano; nel 2004 una delegazione volò a Parigi per partecipare alla veglia in onore del morente Yasser Arafat; poco più tardi la stampa israeliana li accusò di essere al libro paga di Fatah. Uno dei loro leader, Yisroel Dovid Weiss, visitò Teheran a marzo: fu accolto in pompa magna dalle autorità iraniane (incluso il vice presidente Reza Aref), e non lesinò elogi ad Ahmadinejad. «Entrambi», spiegò Weiss, «aspiriamo alla disintegrazione di Israele». Ironia della sorte, il quartier generale dei Neturei Karta è a Bet Shemesh, a metà strada tra Tel Aviv e Gerusalemme. Più recentemente, una loro delegazione ha preso parte alla manifestazione organizzata a Londra da Palestine Solidarity contro la campagna israeliana in Libano: i fotografi di mezzo mondo immortalarono le immagini di due rabbini ultra-ortodossi (con tanto di palandrana nera) insieme alle bandiere gialle di Hezbollah. Nel giugno del 2005 lo stesso Aryeh Friedman era stato ospite di John Gudenus, leader della Fpö, formazione austriaca di destra criticata per posizioni più o meno apologetiche nei confronti del nazismo.
Vista la predilezione per azioni e dichiarazioni eclatanti, non stupisce che la setta dei Neturei Karta riceva tante attenzioni, in particolare nel mondo arabo: chi tra gli estremisti di destra o i radicali islamici cerca un «alibi ebreo», spiegava il direttore del Centro di documentazione della resistenza austriaca Wolfgang Neugebauer, può sempre contare sulla presenza di un Neturei Karta. Eppure, il mondo degli «ebrei ortodossi antisionisti» va molto al di là di personaggi come Friedman. E' un universo più ampio di quanto comunemente non si pensi, e ricco di sfumature, che fa leva sul valore religioso della diaspora.
In base a questa interpretazione, dopo la distruzione del Tempio il popolo ebraico sarebbe condannato a vivere senza una Terra; sarà solamente con la venuta del Messia, che essi potranno tornare a governare su Israele: il sionismo non è altro che un’eresia, un peccato di alterigia perché propone la ricostruzione dello Stato ebraico indipendentemente dal Messia. Questa tesi è stata a lungo popolare tra le comunità ortodosse d’Europa, specialmente agli albori del sionismo, quando la laicità e le simpatie socialiste di Theodor Herzel infastidivano gli ambienti religiosi della Mittel Europa. L’incontro tra ortodossia e sionismo risale a molto più tardi, quando il rabbino Avraham Isaac Kook, negli anni Trenta, giustificò la costruzione di uno Stato ebraico come mezzo di “emancipazione”. In realtà, però, il cosiddetto “sionismo religioso” prenderà piede in maniera sensibile negli anni Sessanta e Settanta, quando le conquiste dei Territori (1967) suscitarono un’ondata di fervore per il recupero della Terra promessa e la prima vittoria politica della destra (1977) segnò l’entrata dei religiosi come partner di governo. Tutt’ora i “religiosi sionisti” si distinguono facilmente dagli altri “ultra-ortodossi”. E tutt’ora la maggior parte degli ultra-ortodossi di origine europea mantiene un certo scetticismo nei confronti dello Stato ebraico, mantenendosi ai margini, pur accettandone l’esistenza. Molti, si diceva ma non tutti: per esempio, gli ortodossi Satmar si sono rifiutati di riconoscere lo Stato ebraico tout court. Si tratta di una corrente molto antica (traccia le sue radici intorno al 1750) che predica l’isolamento totale dal mondo laico, Israele incluso, rifacendosi, come molti altri, alla tradizione mistica del leggendario rabbino polacco Bel Eliezer. A differenza della loro controparte “mediatica”, la corrente Satmar conta un’ampia base di fedeli, più di 120 mila, distribuiti tra Gerusalemme e New York, in genere più dediti alla preghiera che all’attivismo politico. Quanto allo Stato di Israele, gli ebrei Satmar hanno deciso che la cosa migliore è ignorarlo: senza bisogno di invocarne la distruzione, stringere la mano al numero due di Ahmadinejad o sventolare le bandiere di Hezbollah. Forse è per questo che nessuno presta loro attenzione.
 

Anna Momigliano


AGENZIE E GIORNALI 12 settembre

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ANSA - Erano in possesso di un passaporto israeliano e di uno italiano i due uomini che nei giorni scorsi avrebbero minacciato e ingiuriato in un albergo di Osimo (Ancona) il rabbino viennese di nazionalità statunitense Moishe Friedman, noto per le sue posizioni antisioniste, ospite in Italia per una serie di incontri sulla questione mediorientale. I due presunti aggressori erano clienti del medesimo albergo del religioso, e, grazie ai dati forniti all' atto della registrazione, la polizia sarebbe già sulle loro tracce. Forse - questa è una delle ipotesi al vaglio degli investigatori - si tratta di due emissari di qualche gruppo ebraico in contrasto con le posizioni di Friedman, incaricati di monitorare in incognito i suoi spostamenti e la sua attività di conferenziere. Il rabbino però si sarebbe accorto della loro presenza a Osimo (dove ha preso parte insieme ad un rappresentante dell' Associazione dei libanesi delle Marche al Festival 'A pugno chiusò), e da lì sarebbe nato un violento alterco. Al momento sembra poco plausibile invece l' ipotesi di un tentativo di rapimento, adombrata da Friedman nella sua denuncia-querela in cui afferma che uno dei due uomini avrebbe tentato di farlo salire a bordo di un' auto. Il Commissariato di Osimo trasmetterà un' informativa alla Procura della Repubblica di Ancona, ma a proseguire le indagini sarà per competenza la Digos.

 

ROMA, 12 set- Ansa."Germania, Italia e Vaticano devono smetterla di sfruttare l'Olocausto e le nostre sofferenze per sostenere il sionismo". "La lotta al terrorismo va fatta anche contro il nemico sionista, che ha trasformato tutto il territorio palestinese in un grande campo di concentramento". E ancora, "non esiste un obiettivo più legittimo in guerra che la cattura di un soldato nemico". Queste alcune delle dichiarazioni di Moishe Arye Friedman, rabbino capo della comunità ortodossa antisionista di Vienna, fra i relatori del convegno organizzato per l'11 settembre dall'Islamic Anti-Defamation League (Iadl), e ospitato oggi a Roma nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. All'iniziativa della Iadl, sigla vicina all'Ucoii (Unione delleComunità ed organizzazioni Islamiche in Italia), intitolata 'La pace è l'imperativo - Vittime di un popolo vittima' hanno preso parte anche l'imam della moschea di Centocelle, Samir Khaldi, e padre Giorgio Poletti dei Comboniani, oltre a Moreno Pasquinelli del Campo Antimperialista. Nessun parlamentare presente, nonostante la sede istituzionale, ma molta politica: Medio Oriente, lotta al terrorismo e Libano, innanzitutto. "Ci congratuliamo per il successo straordinario dell'Hezbollah, nonostante le circostanze difficili che ha dovuto affrontare; sono riusciti a farcela soltanto per la loro fede religiosa" ha detto Friedman, sottolineando con soddisfazione il fatto che "la stragrande maggioranza dei cristiani di tutto il Libano ha sostenuto il 'partito di dio' nella lotta contro Israele"."Vorrei che anche gli altri movimenti di resistenza nella regione- ha aggiunto - si misurassero contro il comune nemico sionista". "Per me è impossibile credere in dio e considerare fratello un criminale di guerra e torturatore di Abu Ghraib come George W.Bush" ha affermato Pasquinelli, che non era annunciato fra i relatori, ma ha partecipato al dibattito dalla platea. "I ribelli antimperialisti - secondo lui - sono i moderni santi, e sono giustificati a utilizzare ogni mezzo; per parlare di pace, per ottenerla, bisogna prima vincere questa guerra imperialista di civiltà. La fratellanza è un obiettivo che dobbiamo raggiungere estirpando il male. Il male è l'imperialismo e il sionismo". Poletti ha citato un proverbio africano: "Quando due elefanti lottano, chi ci rimette è l'erba" in ricordo dei poveri e dei figli della guerra, "questi sono il nostro prodotto, questo è ciò che abbiamo esportato" ha considerato Poletti, il comboniano di Castel Volturno noto per l'attività di missionario in Africa e le battaglie per i diritti degli immigrati. Dall'imam Khaldi, invece, è arrivata una denuncia di quei governi arabi che "non aiutano la sicurezza in occidente ma aiutano il terrorismo, reprimendo ogni forma giustizia e libertà" e dei media, che "purtroppo spesso non raccontano la realtà". All'Ucoii, che fa parte della Consulta del ministero dell'Interno e quest'estate è stata criticata dall'intero arco parlamentare per aver paragonato gli israeliani ai nazisti in un annuncio apagamento sul giornale, è andata la solidarietà di Friedman: "La comunità islamica è stata attaccata soltanto per aver infranto dei tabù" ha affermato il rabbino austriaco. Durante l'intero dibattito, sono state proiettate su un maxi-schermo foto delle vittime libanesi e palestinesi. L'iniziativa si è conclusa con una preghiera comune degli esponenti dei tre monoteismi e l'annuncio che la Iadl, come ha spiegato la portavoce Dacia Valent, si unirà a "più di un centinaio di associazioni" per chiedere al governo che il 27 gennaio, Giorno della Memoria, "sia dedicato anche alle vittime Rom e Sinti della violenza nazi-fascista".


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Il Giornale: "11 settembre, alla Camera processo a Israele. Mentre il mondo si ferma per ricordare la tragedia, a Montecitorio un convegno voluto da Diliberto rovescia la realtà In occasione della commemorazione dell'11 settembre, la Camera decide di processare gli ebrei. La proposta di un convegno anti-imperialista è stata avanzata dai Comunisti italiani. Fra gli invitati: un rabbino ortodosso di Vienna".

Da LIBERO del 12 settembre 2006:


Renato Farina (la spia del SISMI, detta Betulla (ricordo che non solo quello dell'associazione della stampa ma anche il regolamento Sismi, vieta l'uso di giornalisti. Ed il cattolico Farina-Betulla, continua a lavorare come giornalista)

Cinque anni dopo le Torri Gemelle. 11 settembre 2006, Roma. La scena si svolge in pieno centro, via Poli. Domanda il cittadino: «Signor Commesso, questa è la Camera dei Deputati? Si entra di qui nella sala delle Colonne? È qui il convegno della Lega contro la diffamazione anti-islamica?». «Prego, avanti, è qui, è qui», risponde gentile nella sua bella uniforme il funzionario dello Stato. Poi in quel territorio parlamentare, che più sacro non si può alla democrazia e alla Repubblica italiana, sono intervenuti gli oratori. Si è alzatol'invito a eliminare Israele, allo Stato ebraico si è negato addirittura il diritto teologico di esistere. «Dio non lo vuole!». Gli islamici dell'Ucoii hanno piazzato lì un ebreo estremista di Vienna per avere un alibi ed evitare l'accusa di razzismo. Si trova di tutto a questo mondo. Sono storie vecchie, ma finora la bandiera vergognosa dell'antisemitismo non era mai sventolata sotto l'occhio protettivo di chi custodisce la nostra massima istituzione. Si è equiparato Israele allo Stato criminale nazista.Unagramigna da estirpare. Magari da bruciare in un forno. Interessante, non è vero? Da spararsi. Tutto questo è accaduto, ripetiamo a costo di stufare, l'11 settembre a Roma, sotto il manto protettivo della nostra tollerantissima democrazia e del nostro presidente della Camera, il quale probabilmente non sapeva nulla, e che è senz'altro squisito. I suoi uffici hanno disposizione, com'è noto e ribadito, di attenersi strettamente ai regolamenti. In questo caso, la richiesta era timbrata dal Partito dei Comunisti italiani. Dunque il nulla osta è arrivato puntualissimo. Del resto di che cosa lamentarci? Hanno vinto le elezioni, loro. Con questo "loro" intendiamo l'Unione. Ma che Unione è? Chi hanno messo insieme? Sembra soprattutto, in questa triste data, l'Unione tra comunisti e islamici del tipo fondamentalista. L'avevamo scritto e ci prendevano in giro durante la campagna elettorale, come se fossimo esagerati. Non siamo scemi. Lo sappiamo che Prodi, Rutelli e Fassino non sono di quelle idee, e non concorderanno per nulla con quel convegno, anzi forse hanno già preso le distanze: poi però gli amici degli amici ragionano così, votano per loro e sono decisivi, nel Paese e in Parlamento; sono un disco della loro spina dorsale, magari un'ernietta, ma senza non governerebbero. Comandano con loro. Gli danno persino le sale dellaCamera. Cinque anni fa, le Torri Gemelle. Abbiamo imparato qualcosa in Italia? Sì, a cedere. A essere morbidi e delicati come piumini con chi ci vuole annientare. Il 12 settembre del 2001 i quotidiani italiani scrivevano "Siamo tutti americani". Adesso siamo tutti di Al Qaeda? Non lo si dice, ma sono loro adesso a passare per brave persone. Bush, Berlusconi e Blair sono attaccati come causa di ogni male, si accredita la tesi per cui l'attacco a Manhattan sia stato causato dalla loro successiva lotta al terrorismo in Afghanistan, geniale. Anzi, le tesi che incolpano gli Usa di essersi tirati in testa gli aerei da soli hanno circolazione compiaciuta su tivù e giornali. George W. stasera sarà messo alla gogna a Ballarò, su Rai 3, con un documentario che fu salutato dai pubblici apprezzamenti di Osama Bin Laden. Al citato sceicco, peraltro, Repubblica ha dedicato queste righe immortali: «(Osama) leader che fa quel che dice e crede in quel che fa; una "guida" che non vuole cancellare la nostra democrazia, ma scoraggiarci con le armi dal distruggere le cose che l'Islam ama; un uomoche sta vincendo la guerra non con il terrore ma con le parole... » (Giuseppe D'Avanzo, 4 ottobre 2005). Ma sì, siamo tutti di Al Qaeda, altro che quel pirla di Bush. Persino papa Ratzinger viene interpretato alla rovescia per convincere i cattolici che l'Occidente è il cattivo e l'Islam è buono e ha senso del timor di Dio.HamzaPiccardo ieri,11settembre, si è detto commosso, su La Stampa, per le parole del Papa, è in tutto d'accordo con lui. Poi però non ci pensa neanche lontanamente a rinnegare le sue parole scritte appena dopo l'11 settembre. Ve le ricordiamo noi, visto che oggi l'Ucoii ha celebrato a suo modo l'anniversario alla Camera. Eccole: «La Guerra santa dispiace a moltimaè un ordine di Allah, gloria all'Altissimo, e in certe condizioni è un obbligo per il credente. Non c'è suicidio nell'islam e infatti quei ragazzi che colpiscono l'occupante anche a costo della loro vita non sono suicidi ma credenti che accettano di rendere estrema testimonianza della loro fede. Non disprezzarli, essi sono cari ad Allah e sono vivi presso di Lui» (15 settembre 2001). E oggi sono illustri ospiti della Camera e pontificano sul Pontefice. Magnifico. Lo sappiamo bene che molta gente la quale ha evitato di votare la Cdl e si è astenuta oha messo nell'urna una scheda con la crocetta a sinistra, ora si è pentita, nonè affatto disposta a sottomettersi al vento del multiculturalismo, che annulla le nostre tradizioni e lascia spazio al dominio di quelle altrui. Ma in questi cinque anni ha prevalso l'ideologia che sin dal 2003 chiamammo dei "bamba". Gente che si fa male da sola, difendendo Saddam pur di fare un torto agli americani e ad Israele. Hanno creduto alla propaganda pacifista, all'arcobaleno anche se stinto, e hanno permesso vincesse l'Ulivo. Come ha chiamato Berlusconi quelli che votavano a sinistra contro i loro interessi? La parola non è educata, non ripetiamo l'epiteto ghiandolare, ma siamo d'accordo. Il piccolo fatto di cui sopra lo dimostra una volta di più. Intendiamoci. L'evento è microscopico per numero di adepti ed eco di tivù. Ma è una enormità simbolica. Inquina l'essenza della nostra democrazia. La conosciamo questa strategia, denunciata da Oriana Fallaci: usano la libertà per strangolarci. Io non me la prendo con loro. Ma con chi gli regala la corda e pure il sapone.
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Il Corriere sistema una foto d'archivio di manifestanti che bruciano la bandiera di Israele con la scritta "manifestanti bruciano la bandiera israeliana".


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APCOM - "Siamo assolutamente felici e orgogliosi, pur non condividendo nulla di ciò che è stato detto al convegno promosso dall'Islamic Anti Defamation League (Iadl), che nel nostro Paese esista la libertà di espressione e di promuovere l'odio. Vogliamo però chiedere al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, perché una simile iniziativa è stata ospitata in una sede istituzionale così prestigiosa quale la Camera". E' fuori di sé Riccardo Pacifici, portavoce e vicepresidente della Comunità ebraica di Roma, per la 'contro-celebrazione' dell'11 settembre promossa dalla Iadl questa mattina e ospitata nella Sala delle Colonne di Montecitorio."Vogliamo conoscere i responsabili di questo scempio, vogliamo i nomi e i cognomi - ammonisce ancora Pacifici ad Apcom - vogliamo sapere come è stato possibile come in una sede così prestigiosa come la Camera dei Deputati sia stato possibile, in una data così particolare, promuovere un simile dibattito. Chi sono coloro che hanno concesso questa sala? - rincara la dose Pacifici - vogliamo sapere quali sono i partiti che hanno favorito questa iniziativa, che non fa che allontanare questo dialogo che stiamo cercando di portare avanti". Dura critica verso uno dei relatori principali del dibattito, Moishe Arye Friedman che "non chiamo rabbino, perché per noi non lo è". "La sua è una posizione assolutamente e fortunatamente minoritaria - spiega ancora il portavoce della Comunità ebraica romana - che non riconosce l'esistenza dello Stato d'Israele". Alla domanda se l'iniziativa di questa mattina possa aggravare ulteriormente la posizione dell'Ucoii all'interno della Consulta, Pacifici risponde: "Nel dialogo non esistono né la Iadl, né l'Ucoii. Quella di oggi è un'iniziativa notevolmente più grave dell'inserzione (a pagamento, ndr) dell'Ucoii sulle pagine del Quotidiano Nazionale in cui si equiparavano gli attacchi israeliani alle stragi naziste. Di fronte a questa nuova vicenda- osserva ancora Pacifici - ci aspettiamo una reazione ancora più forte, e con la stessa enfasi, di condanna all'iniziativa dell'Iadl". Si tratta, conclude Pacifici, di una "iniziativa incredibile, da parte di chi è solo in cerca di notorietà. Ma noi siamo assolutamente convinti - conclude - che tutto ciò non fa che rafforzare il nostro rapporto con chi ama il dialogo".

 
ANSA - ''Quel signore non rappresenta in alcun modo l'ebraismo viennese''. Cosi' il portavoce e vicepresidente della Comunita' ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, boccia su tutta la linea la presenza del rabbino anti-sionista Moishev Friedman all'incontro promosso oggi dalla Islamic Anti-Defamation League (Iadl) alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, in occasione dell'11 settembre, per un appello comune con un parroco cattolico e un imam musulmano per la pace in Medio Oriente. Un incontro che Pacifici definisce ''un'orgia dell'odio'', puntando il dito contro chi ha concesso l'uso di una prestigiosa sede istituzionale. ''Siamo orgogliosi - commenta il portavoce della Comunita' ebraica - di vivere in un Paese in cui c'e' la liberta' di espressione, anche quella di chi istiga all'odio e di chi insulta le vittime del terrorismo e in particolare dell'11 settembre. Veniamo trascinati in questa vicenda che vuole dare notorieta' a certe figure, ma possiamo serenamente garantire che Friedman non e' il capo-rabbino di Vienna''. Pacifici ricorda l'esistenza, a Vienna come anche a New York, di una ''piccola e minoritaria'' parte dell'ortodossia ebraica che non ha mai accettato la rinascita dello Stato di Israele, in quanto non prevista dalle Scritture ed essendo avvenuta su presupposti laici. ''La nostra indignazione - aggiunge - va pero' nei confronti di coloro che, immaginiamo in buona fede, hanno concesso l'uso di una sede di cosi' alto prestigio''. ''Come mai - chiede - non sono state consultate le organizzazioni rappresentative del mondo ebraico, cattolico e anche islamico? Come e' stato possibile permettere quest'orgia dell'odio che possiamo definire molto piu' grave della vicenda dell'inserzione dell'Ucoii su alcuni quotidiani nazionali? Su questo vorremmo sentire la voce del presidente della Camera''. Secondo Pacifici, la vicenda ''va contro tutto il faticoso dialogo costruito finora con importanti risultati come la visita del rabbino capo Riccardo Di Segni alla moschea di Roma''. ''Ci domandiamo - conclude non senza ironia - se un tale convegno, magari con rabbini sionisti, con degli imam o dei rappresentanti cattolici si sarebbe potuto fare a Teheran o in qualsiasi altro Paese dove non esistono diritti umani. Invitiamo la Iadl ad andare in quei luoghi a promuovere il dialogo''.
 
APCOM - "Rimango sorpreso che la Camera dei Deputati offra una sala a questo tipo di iniziative e a persone che diffamano Israele. Tutto ciò cosa ha in comune con l'11 settembre?". E' dura la critica di Alessandro Ruben, presidente dell'associazione ebraica "Anti Defamation League" sul Convegno promosso oggi dall'Islamic Anti Defamation League alla Camera dei Deputati."Iniziative come queste - ha detto Ruben ad Apcom - non aiutano ad avvicinare ma allontanano il dialogo. Oltretutto vorrei precisare che Friedman non è un capo rabbino di Vienna, non ha una sinagoga e non è affatto un capo rabbino".
 
APCOM - ''E' inquietante che la Iadl, associazione vicina all'Ucoii, abbia potuto organizzare nella Camera dei deputati un'iniziativa dichiaratamente antisraeliana, antiamericana, inneggiante agli Hezbollah e alle forze piu' oscure del mondo arabo''. E' quanto afferma il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, in seguito all'incontro promosso oggi dalla Islamic Anti-Defamation League (Iadl) presso la Sala delle Colonne di Montecitorio
 
VELINO - "È semplicemente ingiurioso che nell'anniversario dell'11 settembre nella sede del Parlamento italiano sia ospitato un convegno come quello dell'Islamic anti-defamation league il cui scopo e' di dimostrare che lo Stato d'Israele non avrebbe giustificazioni ne' storiche ne' bibliche". È quanto afferma il senatore di Forza Italia, Gaetano Quagliariello in merito al convegno La pace e' l'imperativo - Vittime di un popolo vittima promosso dall'Islamic anti-defamation league e previsto per oggi, 11 settembre, nella sala delle Colonne di Montecitorio. "Il convegno di Dacia Valent e del rabbino Moshe Friedman mostra dove si trovi una delle piu' insidiose radici dell'aggressione che l'Occidente sta subendo dal terrorismo islamico: nell'odio nei confronti di se stessi, che porta a giustificare ogni violenza, ogni atto di terrore e di sopraffazione. Dopo cinque anni, al grido 'siamo tutti americani' che riecheggiò l'11 settembre 2001, si e' già sostituito quello 'e' tutta colpa degli americani e degli israeliani' che risuona impunemente persino in sedi istituzionali. È ora - conclude Quagliariello - che le forze politiche, le istituzioni civili e religiose, le rappresentanze diplomatiche reagiscano e oltre a indignarsi per l'Olocausto negato inizino a mobilitarsi contro quello che si va preparando".
 
APCOM e ANSA - "L'indignazione della comunità ebraica espressa da Riccardo Pacifici in relazione alle gravissime affermazioni fatte oggi nel corso di un convegno organizzato dalla Iadl e celebrato alla Camera dei Deputati è assolutamente comprensibile e condivisibile". E' il parere di Simone Baldelli, deputato di Forza Italia e membro del direttivo del gruppo parlamentare di Fi alla Camera."Non ci sorprenderebbe sapere che a richiedere la sala convegni del Parlamento italiano per una contro-manifestazione antiamericana, proprio nel giorno dell'11 settembre, sia stata una di quelle forze politiche appartenenti alla maggioranza di governo, nelle cui manifestazioni si vedono bruciare le bandiere di Israele o degli Stati Uniti - aggiunge Baldelli - Se così fosse è evidente che si aprirebbe una grave questione politica".
 
APCOM - "Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha il dovere di prendere con forza le distanze dalle atrocità dette al convegno promosso dall'Islamic Anti defamation League alla Camera". Il senatore di An Alfredo Mantovano è critico sulla contro-manifestazione dell'11 settembre promossa dall'Iadl e ospitata stamattina nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. "Immagino e vorrei immaginare che il presidente Bertinotti non sapesse fino in fondo chi doveva partecipare, né tanto meno ciò che sarebbe stato detto - sottolinea Mantovano ad Apcom - però poiché tutto ciò è accaduto all'interno di Montecitorio e l'11 settembre, il presidente Bertinotti ha oggi il dovere di prendere con forza le distanze dalle atrocità dette". In merito al convegno, Mantovano taglia corto: "Evito qualsiasi commento sulle cose gravissime che sono state dette, perché si condannano da sé. Tuttavia, voglio dire che - conclude l'esponente di An - qualsiasi sala di pertinenza di uno dei rami del Parlamento viene concessa dopo un'istruttoria che coinvolge anche la presidenza".
 
APCOM - "C'è qualcuno che gioca a fare il piccolo Nasrallah. A ogni livello, c'è insomma chi cerca l'escalation, chi alza i toni, chi alza il tiro, per accreditarsi e per scalare la classifica dell'estremismo". Così Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, commenta la 'contro-celebrazione' dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti-Defamation League (Iadl), sigla vicino all'Ucoii (Unione delle Comunità ed organizzazioni Islamiche in Italia), e ospitata questa mattina nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati."A maggior ragione, dinanzi a tutto questo - afferma Capezzone interpellato da Apcom - credo sia necessario discutere della proposta di un Satyagraha (azione non violenta di massa che contempla anche il digiuno, ndr) mondiale per la pace, che Marco Pannella ha lanciato. Noi dobbiamo opporre a quelle volontà di conflitto - conclude l'esponente dei Radicali - una visione strategica, una visione alternativa".
 
ANSA - L'incontro promosso dall'islamic anti defamation league (Iadl) a Montecitorio ''e' una iniziativa che non e' in alcun modo riferibile alla Camera dei Deputati, ne' al suo presidente. Ma solo al gruppo parlamentare che ha richiesto l'uso della sala''. E' quanto viene precisato in ambienti della Camera che cosi' continuano: ''I gruppi parlamentari possono liberamente accedere all'uso delle sale messe a loro disposizione senza l'autorizzazione da parte della presidenza della Camera e senza, naturalmente, che questa possa esercitare alcun potere di censura al riguardo''.

APCOM - Sono stati i Comunisti italiani a chiedere e ottenere la sala di Montecitorio per il convegno organizzato oggi a Roma dalla Islamic Anti-Defamation League(Iadl), a cui hanno preso parte il rabbino antisionista austriaco Moishe Friedman e Moreno Pasquinelli del Campo Antimperialista. "Era un incontro interreligioso che avrebbe potuto e dovuto tentare un'apertura al dialogo fra le varie culture religiose, una possibilità di essere più tolleranti di quanto non lo siano attualmente" spiega ad Apcom Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei Deputati."Che cosa sia accaduto onestamente non lo so, perché io non ci sono stato; non so come si sia evoluta o involuta la riunione - aggiunge l'esponente del partito di Diliberto - Però l'iniziativa mi sembrava e mi sembra lodevole". "Il nostro gruppo ha chiestola Sala delle Colonne per l'incontro, ma una cosa è chiedere una sala perché vi sia un incontro interreligioso, altra cosa è rispondere di ciò che vi viene detto" sottolinea Sgobio. "Noi abbiamo solo avanzato la richiesta della sala - insiste - ma siamo estranei a quello che vi è stato detto, dall'una o dall'altra parte".
 
APCOM - "No comment, parli con loro. Io non ho nulla da dire". Preferisce non esprimersi il presidente dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), Mohammed Nour Dachan, interpellato da Apcom sulla contro-celebrazione dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti Defamation League (Iadl) e ospitata stamattina a Roma nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.
 
APCOM - Le dichiarazioni di Friedman? "No-comment", taglia corto il presidente della Lega Musulmana. "Mi dissocio totalmente dall'iniziativa dell'Islamic Anti-Defamation League. Non sono d'accordo con questa iniziativa perché la Iadl è un'organizzazione con la quale non abbiamo e non vogliamo avere a che fare". Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana Mondiale - Sezione italiana, reagisce così alle parole di Moishe Arye Friedman, rabbino capo della comunità ortodossa antisionista di Vienna, intervenuto stamattina alla 'contro-celebrazione' dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti-Defamation League (Iadl) e ospitata nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. "La Camera è libera di fare quello che vuole e di dare spazio a queste iniziative - commenta Scialoja ad Apcom - ma quello che è successo non mi interessa".
 
APCOM - "Il sedicente rabbino Friedman ha contribuito purtroppo a rinnovare un attacco assolutamente infamante nei confronti dei veri operatori di pace, strumentalizzando in maniera ambigua la lotta contro la diffamazione e mitizzando gli Hezbollah, movimento che non ha nessuna legittimità religiosa né politica". E' duro il commento di Yahya Pallavicini, vicepresidente della CoReIs - Comunità Religiosa Islamica Italiana, sul Convegno promosso dall'Islamic Anti Defamation League quest'oggi alla Camera dei Deputati. "Se l'Ucoii è vicina all'Iadl - sottolinea Pallavicini ad Apcom -ha perso un'altra e probabilmente l'ultima occasione per cambiare le proprie posizioni. L'Islam si dissocia completamente da questa iniziativa e non attribuisce nessuna credibilità islamica a posizione che possono essere solidali con quelle di Friedman". Per il vicepresidente della CoReIs, che fa parte della Consulta del ministero dell'Interno, "se la lotta alla diffamazione viene fatta con la mitizzazione di gruppi che fanno della lotta armata la loro principale modalità di comunicazione e di espressione, da loro non può esserci alcun contributo costruttivo al dialogo".

11 settembre agenzie

 

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ROMA, 11 set - Ansa. Un parroco, un imam e un rabbino riuniti nell'anniversario dell'11 settembre per pregare insieme per la pace in Medio Oriente: e' accaduto oggi a Roma per iniziativa della Iadl, la Islamic Anti-Defamation League, che ha voluto lanciare in questo modo un segnale di collaborazione e armonia fra le tre grandi religioni monoteiste, apertamente in contrasto con chi ''da una parte e dall'altra - ha detto la portavoce nazionale Dacia Valent - fomenta le divisioni e le contrapposizioni''. Nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati si sono cosi' riuniti padre Giorgio Poletti, missionario comboniano e oggi, dopo tanti anni in Africa, ''parroco degli immigrati'' a Castelvolturno (Caserta), l'imam Samir Khaldi della moschea di Centocelle, la seconda piu' importante a Roma, e Moishev Ariel Friedman, rabbino capo della comunita' ebraica ortodossa di Vienna, da tempo fortemente impegnato su posizioni anti-sioniste e in favore dei diritti delle popolazioni palestinesi. Particolarmente dure le parole di quest'ultimo contro le strategie dello stato di Israele, ''che ne' dal punto di vista storico ne' da quello biblico ha alcuna giustificazione per l'occupazione dei territori palestinesi'', e contro le lobby che a livello internazionale alimentano ''l'illegittima equazione tra giudaismo e sionismo''. Secondo Friedman, tra l'altro, le strategie sioniste ''di conquista e distruzione'' hanno un alleato, oltre che nella politica del governo americano, anche nel Vaticano per il riconoscimento che viene dato alle posizioni israeliane. ''Tutto il territorio della Palestina e' stato trasformato in un grande campo di concentramento'', ha denunciato il rabbino Friedam, che ha definito ''attacchi incomprensibili'' quelli subiti in Italia dall'Ucoii per aver ''rotto dei tabu''' con il contestato annuncio anti-israeliano. ''C'e' tanta propaganda in questa cosiddetta guerra al terrorismo - ha affermato Friedman con riferimento alla ricorrenza dell'11 settembre - ma andrebbe applicata almeno in ugual misura contro la strategia sionista''. Ha quindi rivolto un appello ''all'Italia, alla Germania e al Vaticano'' perche' ''smettano di usare le nostre sofferenze di ebrei per sostenere il sionismo'', che ''non e' il legittimo rappresentante del popolo ebraico''. Questo, secondo il rabbino viennese, ''e' l'equivoco da cui deriva la tesi per cui gli ebrei sono un popolo conquistatore'', mentre ''la vera pace nascera' da un pacifico smantellamento del regime sionista''. Anche l'imam Khaldi ha voluto sottolineare che ''tutti gli uomini di religione sanno che non si puo' fare guerra nel nome di Dio''. E quindi ''occorre trovare dei punti d'incontro, cercare degli spazi comuni, contro chi punta a incrementare le divisioni''. Khaldi ha sottolineato come nella sua moschea molte iniziative puntino al dialogo con le altre confessioni e ha auspicato un clima ''di maggior collaborazione tra tutti per il progresso della giustizia e della pace''. Padre Poletti ha denunciato in particolare ''la perdita della memoria'', per la quale ''ancora oggi si arriva a bombardare i civili''. ''Dobbiamo trovare un autentico cammino di pace - ha detto - e anche di purificazione, capire che la memoria e' importante affinche' non si ripetano le stesse cose''. Per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese, inoltre, secondo Poletti ''quella terra non appartiene ne' a Israele ne' alla Palestina, appartiene a Dio: ecco perche' non si puo' non cercare una via di condivisione''.

DA VARI SITI SIONISTI E GIORNALI

Da: http://freethoughts.wordpress.com/

Le persone civili condannano l’infame conferenza organizzata dall’organizzazione mafioso-islamista-inquisitoria chiamata IADL, con il beneplacito del suo cassiere, il gruppo fondamentalista islamico UCOII.

11/9, QUAGLIARIELLO:” INGIURIOSO” CONVEGNO IADL . “È semplicemente ingiurioso che nell’anniversario dell’11 settembre nella sede del Parlamento italiano sia ospitato un convegno come quello dell’Islamic anti-defamation league il cui scopo e’ di dimostrare che lo Stato d’Israele non avrebbe giustificazioni ne’ storiche ne’ bibliche”.

di Il Legno Storto, inviato il 11/09/2006

Roma, 11 SET (Velino) - "È semplicemente ingiurioso che nell'anniversario dell'11 settembre nella sede del Parlamento italiano sia ospitato un convegno come quello dell'Islamic anti-defamation league il cui scopo e' di dimostrare che lo Stato d'Israele non avrebbe giustificazioni ne' storiche ne' bibliche". È quanto afferma il senatore di Forza Italia, Gaetano Quagliariello in merito al convegno La pace e' l'imperativo-Vittime di un popolo vittima promosso dall'Islamic anti-defamation league e previsto per oggi, 11 settembre, nella sala delle Colonne di Montecitorio. "Il convegno di Dacia Valent e del rabbino Moshe Friedman mostra dove si trovi una delle piu' insidiose radici dell'aggressione che l'Occidente sta subendo dal terrorismo islamico: nell'odio nei confronti di se stessi, che porta a giustificare ogni violenza, ogni atto di terrore e di sopraffazione. Dopo cinque anni, al grido 'siamo tutti americani' che riecheggio' l'11 settembre 2001, si e' gia' sostituito quello 'e' tutta colpa degli americani e degli israeliani' che risuona impunemente persino in sedi istituzionali. È ora - conclude Quagliariello - che le forze politiche, le istituzioni civili e religiose, le rappresentanze diplomatiche reagiscano e oltre a indignarsi per l'Olocausto negato inizino a mobilitarsi contro quello che si va preparando".

 

Il Giornale: 11 settembre, alla Camera processo a Israele. Mentre il mondo si ferma per ricordare la tragedia, a Montecitorio un convegno voluto da Diliberto rovescia la realtà.

In occasione della commemorazione dell'11 settembre, la Camera decide di processare gli ebrei. La proposta di un convegno anti-imperialista è stata avanzata dai Comunisti italiani.

Fra gli invitati: un rabbino ortodosso di Vienna, un imam dell'Ucoii e un padre comboniano. Il ricordo della strage diventa un atto di accusa a Israele: «Basta sfruttare l'Olocausto per sostenere il sionismo».

Reazioni indignate, dai radicali alla Lega: «I morti di New York si rivolteranno nella tomba».

 

Deborah Fait: Il Male e’ entrato alla Camera dei Deputati.

http://www.shockvillage.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1140

http://www.informazionecorretta.com/

IL MALE E’ ENTRATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Pubblicato il 12/09/06 alle 23:21:00 CET da Admin
 

Deborah Fait Il Male e' entrato alla Camera dei Deputati. di  Deborah Fait

Hanno toccato il fondo. Hanno sporcato la democrazia, hanno gettato la vergogna sull'Italia, hanno voluto commemorare la gioia provata quando i loro compari terroristi hanno fatto l'attentato alle Torri Gemelle e, per festeggiare al meglio questa giornata a loro cara, in cui 3000  americani trovarono la morte, hanno organizzato un summit per chiedere l'eliminazione di Israele, lo stato degli ebrei.

La Iadl,  i comunisti italiani, quelli di Diliberto per intenderci, quelli che tremano rabbiosi al solo nominare Israele e che lo vorrebbero cancellato dalla cartina geografica,  come predica ogni giorno il criminale Ahmadinejad, questi i gruppi, vicini all'Ucoii, che hanno avuto l'iniziativa.

Ecco le foto dei tre clerici che professano la pace, distribuendo odio contro Israele, per portare in quella terra la pace eterna per gli israeliani: un rabbino, un petre e un imam, si potrebbero definire benissimo "le tre grazie" ma quale la terza?
E chi hanno invitato? la feccia dell'ebraismo, un fetente dei Neturei Karta, gruppetto sparuto di fuori di testa che si e' sempre distinto per antisemitismo, collaboratori dei terroristi.
 
Feccia  che nessuno nel mondo ebraico riconosce, che nessuno nomina, esistono perche' si nutrono del loro odio, perche' questo odio gli porta soldi e notorieta'.

Feccia  indegnamente ospitata alla Camera dei Deputati, sede della democrazia italiana ormai morente e il cui cadavere sta per finire in mano a gente senza scrupoli e senza morale.

Feccia  che chiede l'eliminazione di Israele, ebrei ai forni, ammazziamoli tutti questi ebrei e finalmente ci sara' la pace nel mondo!

Tre clerici uniti nel nome di Allah contro la democrazia, l'ebreo antisemita, il musulmano antisemita e il cattolico antisemita.    

Che goduria ragazzi.
Ieri tutto il mondo civile ricordava l'orrore dell'11.9 e loro  si sono riuniti per augurarsi a vicenda un altro orrore, la fine di Israele.
  
''la vera pace nascera' da un pacifico smantellamento del regime sionista''. dice il rabbino feccia.
 
E il comboniano, uno di quelli che recitano messe per i terroristi, gli risponde:
''quella terra non appartiene ne' a Israele ne' alla Palestina, appartiene a Dio: ecco perche' non si puo' non cercare una via di condivisione''.
 
Le palle, signor Poletti, Israele appartiene agli ebrei e la Palestina a nessuno per il semplice fatto che non e' mai esistita una nazione di tale nome e per un altro elementare fatto che gli arabi non hanno mai voluto che si creasse uno stato per i palestinesi. Ne' lo vogliono i palestinesi stessi che vedrebbero crollare miseramente la possibilita' di continuare  il loro lavoro preferito , il terrorismo.
E ancora  declama il rabbino feccia :
 
"Germania, Italia e Vaticano devono smetterla di sfruttare l'Olocausto e le nostre sofferenze per sostenere il sionismo". "La lotta al terrorismo va fatta anche contro il nemico sionista, che ha trasformato tutto il territorio palestinese in un grande campo di concentramento".    
 
E' possibile commentare tutto questo? e' possibile dare un giudizio su simili vergognose dichiarazioni? Come si fa, cosa si puo' dire?

Gridare, piangere, vomitare, maledire. Cos'altro si puo' dire a questa gentaglia che usa la democrazia dello stato in cui purtroppo vive per chiedere l'eliminazione di un'altra democrazia, per chiedere la fine del popolo ebraico.
 
Cosa si puo' dire a questi razzisti, a questi Hitler, a questi ignobili rappresentanti di se stessi e dell'odio che li brucia come se avessero le fiamme dell'inferno nella pancia.
  
No, non si puo' commentare l'abominio, si puo' solo provare una grande immensa rabbia, una insopportabile tristezza, un senso di ribellione che vuole esplodere dinnanzi a tanto odio.
Perche' perche' perche'? Cosa avete nella testa voi comunisti italiani, voi islamici della Iadl e del Ucoii, voi rabbini feccia, vergogna del popolo di Israele da cui siete usciti con disonore.
Cosa avete nella testa, cosa avete nel cuore? Come potete essere cosi' monocordi nel vostro odio? Come potete odiare tanto?

Questi indegni esseri che e' difficile chiamare umani non odiano soltanto Israele, odiano tutto l'occidente, odiano l'Europa fino a quando non la trasformeranno in islam, odiano l'America, il demonio; Bush il bastardo e, fiore all'occhiello, il peggio del peggio, il demonio fra i demoni,  odiano Israele e gli ebrei.


C'e' da vergognarsi che sia stato usato il simbolo della democrazia  per ospitare un summit di fiancheggiatori del terrorismo islamico.
C'e' da  augurarsi che  vengano presi provvedimenti per impedire che l'Italia sprofondi nel baratro della follia antimperialista, antidemocratica, antiumana.

Che D*o non li perdoni mai per il Male che sono e per il male che fanno.    
 
Deborah Fait
www.informazionecorretta.com
http://deborahfait.ilcannocchiale.it

 

ShockVillage: LA DOPPIA e VERGOGNOSA FACCIA DELL’UCOII e ASSOCIAZIONE DI IDEE COME ASSIOMA .

LA DOPPIA e VERGOGNOSA FACCIA DELL’UCOII
Pubblicato il 12/09/06 alle 19:54:05 CET da lisistrata
 http://www.shockvillage.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1136

TerrorismoLA DOPPIA a VERGOGNOSA FACCIA DELL’UCOII  di Lisistrata  
Mohammed Nour Dachan, autoreferenziatosi come presidente dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), interpellato da Apcom sulla contro-celebrazione dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti Defamation League (Iadl) e ospitata ieri a Roma nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, con l’intervento di razzisti dichiarati tali, dalle loro stesse comunità, ha risposto alla domanda con queste semplici ma chiare parole ipocrite "No comment, parli con loro. Io non ho nulla da dire".

Parli con loro chi?  Ma se lo sanno anche i sassi che la stessa signora che ha organizzato questa vergognosa e razzista anticelebrazione è la stessa sgradevole e ignobile individua, che si fa portavoce sia della IADL che dell’UCOII, e che vuole vedere la distruzione totale di Israele e ovviamente se ne impippa bellamente, insieme ai suoi “amichetti” del fatto che per distruggere Israele, così come Ahmadinejad paventa, è necessario massacrare tutti gli israeliani…

Ma quanto pensa ancora, questo signor Dachan, di riuscire a manipolare il consenso degli italiani, per la sua “visione integralista” dell’islam italiano, lui che in seno alla consulta islamica è in minoranza, proprio per gli estremismi spaventosi che enuncia?

Noi tutti terremo bene a mente la vergognosa campagna di diffamazione e la negazione del diritto di Israele a sopravvivere, come le farneticazioni degli estremisti islamici, Mohammed Nour Dachan in testa, che escono ogni giorno dalla loro mente malata di odio e di cattiveria, e che in Italia si servono della democrazia per pubblicare un manifesto razzista, proprio come ha fatto l’organizzazione UCOII che il signor Mohammed Nour Dachan manifesta.

Questo signore se avesse fatto una cosa analoga in Palestina o in qualsiasi altro luogo del medioriente, là dove lui ha la sua  patria ideale e nelle cui terre è nato, sarebbe stato passato per le armi per strada, senza nemmeno un processo, dai suoi stessi connazionali, che non permettono il dissenso o il simpatizzare con qualcuno che non siano loro stessi.

Non si vergogna di approfittare della nostra democrazia e continuare a sputarci sopra?

Un giorno il signor Diliberto dovrà rendere conto del tradimento continuo che sta commettendo contro gli italiani liberi e democratici, strumentalizzando persino le istituzioni democratiche, per soddisfare il suo  odio verso Israele e gli USA.  Lisistrata  

 

ASSOCIAZIONE DI IDEE COME ASSIOMA

http://www.shockvillage.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1137

Pubblicato il 12/09/06 alle 20:12:22 CET da lisistrata
 

Neo-canaglierìe

Se questa immagine che è stata pubblicata sul blog di Sherif's e che tanto piacerebbe usare come esempio dall'innominabile razzista che imperversa nella rete e che impesta l'aria che tutti respiriamo possedesse un fondo di verità, potremmo logicamente sostenere che:

una certa persona... nera di colore... leggermente razzista... che ama tanto parlare e fare sesso, o almeno lo sostiene in rete... contravvenendo ai sacri dettami del corano, oltre che ricorrere di continuo al turpiloquio....  mandare ignobili e volgari maledizioni a mezzo mondo... disprezzare quelli che fisicamente sono affetti da malattie o hanno qualche anno più di lei.... usare spesso quella mano con il dito infilato verso l'alto che ha messo persino nel suo nuovo sito.... se appunto, questa immagine corrispondesse a una verità assoluta, come quella che propugna quella certa persona qui sopra tratteggiata nel suo profilo migliore, potremmo certo sostenere che quando veniva "battuta come un tamburo" dal marito di cui si è liberata o almeno ha tentato di liberarsi e soltanto lei sa come.... allora quel marito aveva tutte le ragioni del mondo di batterla come un tamburo, perché lei se lo era certo meritato.

Strano, molto strano che un'individua così estremista e razzista nei confronti degli altri, si sia permessa di ribellarsi e sia arrivata ad accoltellare il proprio marito, come sostiene El Mundo http://www.elmundo.es/papel/hemeroteca/1995/04/03/sociedad/

Se fosse stata coerente con le idee che urla ai 4 venti come una forsennata, e con i comportamenti che pretende che gli altri assumano, avrebbe dovuto accettare le botte inflittele dal marito, poiché seguendo il suo ragionamento se le era certamente meritata, altrimenti in coerenza con la sua ribellione dovrebbe accettare che gli israeliani si difendano dai terroristi palestinesi, hizbollah, Ahmadinejad e da tutti quegli stronzi imbecilli e razzisti che lo odiano e lo vogliono vedere distrutto.

Lapalissiano no? O gli assioma e le associazioni di idee valgono solo a senso unico?

Lisistrata

Nota bene: nell'articolo su El Mundo viene precisato che la "signora" in questione avrebbe cercato di assassinare il marito, perché costui voleva lasciarla, non parlano mica di botte che lui le aveva dato.
Allora che credibilità ha la persona che non nomino più perché solo a sentire il suo nome vengo colta da pellagra?
Anche El Mundo è falso?
Mentono tutti tranne lei?
Giudicate voi

 

Marco Taradash: Cazzoni, fighette e rottinculo

E bravo Mentana. Ha fatto il 25 per cento di share e una media di 1.416.000 spettatori, il programma più visto fra quanti hanno celebrato ieri l’11 settembre. E brava Dacia Valent, che ha celebrato alla Camera dei Deputati, in una sala richiesta immagino dai Comunisti italiani (o da Rifondazione? O dai Verdi? O dal correntone Ds? O da chi?) l’11 settembre a nome della Lega Antidiffamazione Islamica insieme a Moreno Pasquinelli, il boss del campo antimperialista che raccoglieva fondi per la “resistenza” irakena nei giorni della strage di Nassirya: anche lei ha fatto il massimo dello share sui quotidiani italiani, che solo di questa manifestazione praticamente oggi parlano.
Bella questa Italia, che nel quinto anniversario dell’attentato che ha fatto qualcosa come 3000 morti fra ospiti delle torri gemelle e passeggeri dei quattro aerei pilotati dai kamikaze, non trova niente di meglio che innalzare agli onori della cronaca politica e della leggenda televisiva quattro farabutti che, oltre a riempirsi le tasche di quattrini pubblicando tutta la spazzatura che riescono a raccogliere nei cassonetti delle reti “antimperaliste” (vale a dire comuniste, fasciste, naziste, islamiste) di mezzo mondo, oggi acquistano anche fama e caratura di interlocutori delle persone serie in televisione e nei palazzi delle istituzioni.
Bravo Fedele Confalonieri, che raccoglierà ancora più pubblicità consentendo ai suoi cavalieri della controinformazione di speculare senza pudore sulla memoria e sul dolore di migliaia di innocenti e delle loro famiglie. Bravo Fausto Bertinotti, che non ci ha pensato nemmeno un minuto a consegnare le sale della Camera a un’iniziativa carica di disprezzo verso la verità e “negazionista” di quel minimo di responsabilità senza di cui una democrazia liberale diventa la caricatura di se stessa.
Al 25 aprile mancano pochi mesi. Ci aspettiamo un bel Matrix sul confronto fra le “verità contrapposte” di un sostenitore dello sterminio ebraico, un negazionista e, dall’altra parte un paio di gentiluomini di passaggio, troppo educati per fare di fronte al pubblico l’unica cosa che ieri sera, ascoltando Giulietto Chiesa e Maurizio Blondet, era normale fare, avere conati di vomito. E ci aspettiamo che il presidente Bertinotti offra la Camera agli eredi di Salò, che ci vengano a spiegare che sì è vero, allora il complotto demogiudoplutocratico ebbe successo, ma che oggi ci sono buone probabilità che, con Ahmadinejad e la Corea del Nord alleate, la parte migliore del mondo possa avere la sua rivincita. Ma non fatevi l’animo troppo amaro. L’antidoto c’è. Un film: “Team America” di Parker & Stone (quelli di South Park). Guardatelo e poi guardatevi intorno e decidete a quale gruppo, fra i tre lì ben classificati, appartengono certi giornalisti e certi uomini politici: i cazzoni? Le fighette? O i rottinculo? (che volete ? sono fatti così ... ndr).

posted by marco taradash at 5:15 PM  


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