FISICA/MENTE

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 10 settembre 2003 - Focus

Terrorismo e manipolazione della società civile

 

Gli Stati Uniti in guerra di bassa intensità contro Cuba

Philip Agee

Philip Agee, vecchio agente della CIA, spiega in dettaglio i metodi adoperati dagli Stati Uniti nella loro guerra contro Cuba. La CIA finanzia e manipola associazioni, ONG, sindacati, ma anche cellule terroristiche. Queste trovano sul suolo americano un santuario per le loro attività. Lo studio di Philip Agee permette di comprendere meglio il funzionamento di queste reti di destabilizzazione che si sono messe in luce nell'aprile 2002 in Venezuela, ma agiscono anche fuori dall'America Latina. 

Warren Hinkle e William Turner, in The Fish is Red, probabilmente il migliore libro sulla guerra della CIA durante i primi 20 anni della rivoluzione cubana, parlano degli sforzi della CIA per salvaguardare la vita di un batistiano a loro legato. Il fatto avvenne nel marzo 1959, meno di tre mesi dopo il trionfo del movimento rivoluzionario. Il vicecapo della principale polizia segreta di Batista appoggiato dalla CIA, era stato fermato, giudicato e condannato a morte per fucilazione. L'Agenzia aveva creato questa unità di polizia nel 1956 e l'aveva battezzata Ufficio di Repressione delle Attività Comuniste (BRAC). Realizzato, attrezzato e finanziato dalla CIA, questo diventò ciò che si può definire il peggio delle organizzazioni di tortura e di assassinio di Batista,  imponendo il suo terrore a tutta l'opposizione e non solamente ai comunisti. Il vicecapo del BRAC, un certo José Castaño Quevedo, era stato addestrato negli USA ed aveva prestato servizio come agente di collegamento tra il BRAC e la postazione della CIA nell'ambasciata nordamericana. Dopo avere avuto conoscenza della sentenza, il capo della postazione mandò un giornalista collaboratore, Andrew St George, al quartiere generale del Che Guevara, che era incaricato dei tribunali rivoluzionari, per chiedere la grazia di Castaño. Inutilmente. St George lasciò il quartiere generale del Che, nella fortezza della Cabaña, per far ritorno all'ambasciata degli Stati Uniti, situata vicino al lungomare ed informare del suo fiasco. Il capo della CIA commentò in tono solenne: "È una dichiarazione di guerra."  Bisogna dire che la CIA perse ancora molti suoi agenti cubani durante quelle prime giornate e gli anni di guerra non convenzionale che seguirono.  
 
Oggi, quando percorro l’avenida 31 in direzione dell'aeroporto, giusto prima del bivio per l'ospedale di Marianao, passo a sinistra di un grande commissariato bianco di parecchi piani che occupa tutto un isolato di case. Costruito in un stile che è una cattiva imitazione di un castello degli anni ‘20 del secolo scorso, è oggi una specie di centro commerciale di hamburger chiamato Castillo Blanco. L'edificio è cinto da alti muri sormontati negli angoli da altane, oggi vuote, come quelle che si vedono nei bracci delle prigioni. Accanto, separato dal castello dalla calle 110, si trova un edificio annesso, una casa verde relativamente grande a due piani con le ringhiere alle finestre ed altre misure di sicurezza. Ignoro a che cosa attualmente sia adibito, ma era una volta il temibile quartiere generale del BRAC, una delle eredità più infami della CIA a Cuba.  
 
Il 10 marzo 1959, ossia lo stesso mese in cui fu fucilato il vicecapo del BRAC, il presidente Eisenhower presiedette una riunione del suo Consiglio Nazionale di Sicurezza dove furono discussi i metodi da adottare per rovesciare il governo di Cuba. Fu l'inizio di una politica che è continuata ad ogni cambio di regime, ripresa da ogni amministrazione.  
 
Quando leggo degli arresti dei 75 dissidenti, avvenuti durante lo stesso mese ma 44 anni dopo l'esecuzione del vicecapo del BRAC, e vedo l'indignazione degli Stati Uniti davanti al loro processo e la loro condanna, mi ritorna in mente una frase ascoltata a Washington e che rappresenta un legame tra le reazioni degli Stati Uniti nel 1959 e gli avvenimenti del 2003: "I mascalzoni stanno acchiappando i nostri ragazzi! »  
 
Un anno più tardi, mi addestravo in una base segreta in Virginia quando, a marzo 1960, Eisenhower approvò il progetto che avrebbe condotto all'invasione di Playa Giron. Apprendevamo i trucchi del mestiere di spia, ivi compresi la messa sotto controllo dei telefoni, i microfoni nascosti, l'uso delle armi, le arti marziali, l'impiego di esplosivi ed i sabotaggi. Quello stesso mese la CIA, nello sforzo di privare Cuba di armi per favorire l'invasione degli esuli, fece esplodere un cargo francese, La Coubre, mentre scaricava un carico di armi del Belgio su un canale dell'Avana. Più di 100 persone perirono nell'esplosione e nella lotta contro le fiamme. C’è ancora il timone ed altri resti de La Coubre  lungo il viale del porto, non lontano dalla principale stazione ferroviaria dell'Avana.  
 
Ad aprile dell’anno dopo, due giorni prima dell'invasione di Playa Giron, in un'operazione di sabotaggio, la CIA appiccò il fuoco a El Encanto, la principale area commerciale dell'Avana dove ero andato spesso a fare degli acquisti all'epoca della mia prima visita nella capitale, nel 1957. Non fu più ricostruita. Adesso, ogni volta che passo in via Galiano, a Habana Centro, per andare nel quartiere cinese, attraverso il giardinetto pubblico Fe del Valle, là dove si trovava El Encanto, ribattezzato con il nome di una donna che morì nell'incendio.  
 
Alcuni tra quelli che hanno sottoscritto le dichiarazioni di condanna di Cuba dopo il giudizio dei dissidenti e l'esecuzione dei pirati, conoscono perfettamente la storia dell'aggressione a Cuba da parte degli Stati Uniti dal 1959: gli assassinii, il terrorismo, il sabotaggio e la distruzione che sono costati circa 3.500 morti e più di 2.000 handicappati permanenti. Quelli che non la conoscono possono trovarla nel classico di cronologia storica di Jane Franklin, The Cuban Revolution and the United States.  
 
Uno dei migliori riassunti della guerra terroristica degli Stati Uniti contro Cuba negli anni ‘60 c'è stato consegnato dalle parole di Richard Helms, ex-direttore della CIA. Nella sua testimonianza del 1975, davanti al Comitato del Senato che indagava sui tentativi della CIA di assassinare Fidel Castro riconobbe "le invasioni di Cuba le realizziamo costantemente sotto gli auspici del governo", ed aggiunse: "avevamo delle squadre che attaccavano costantemente Cuba.  Provavamo a fare saltare gli zuccherifici. Provavamo a fare ogni tipo di cose durante quel periodo. Era la politica governativa degli Stati Uniti. »  
 
Durante la stessa audizione, il senatore Christopher Dodd incalzò Helms: "È probabile che nel momento stesso quando fu assassinato il presidente (John F. Kennedy –ndt-), un funzionario della CIA si sia incontrato con un agente cubano a Parigi per consegnargli un piano criminale da utilizzare contro Castro.", notare che il funzionario in questione lavorava per Desmond Fitzgerald, amico di Robert Kennedy ed in quel momento capo di tutte le operazioni della CIA contro Cuba, e che l'agente era Rolando Cubela, un comandante dell'esercito cubano che avvicinava regolarmente Fidel Castro, ed il cui nome in codice alla CIA era AMLASH.  
 
Helms rispose: "Penso che gli sia stata consegnata una siringa ipodermica. Era un qualche cosa dal nome di Blackleaf Number 40, ed una risposta ad AMLASH che aveva chiesto un strumento che gli permettesse di uccidere Castro... Mi dispiace che non gli abbiano dato una pistola. Avrebbero semplificato considerevolmente l'affare rendendolo meno esotico.”  
 
Se si rilegge la storia, si constaterà che nessuna amministrazione degli Stati Uniti, dopo Eisenhower, ha rinunciato all'uso del terrorismo di stato contro Cuba, che il terrorismo contro Cuba non si è fermato mai. È vero che Kennedy si era impegnato con Khrouchtchev a non invadere Cuba, cosa che mise fine alla crisi dei missili del 1962, ed il suo impegno fu ratificato dalle successive amministrazioni. Ma l'Unione Sovietica è sparita nel 1991 e con lei l'impegno.  
 
I gruppi terroristici cubani in esilio, che hanno la loro base per la maggior parte a Miami, debitori della loro "competenza" alla CIA, hanno continuato negli anni i loro attacchi. Che abbiano condotto le loro operazioni per proprio conto o sotto la direzione della CIA, le autorità degli Stati Uniti li hanno sempre tollerati.  
 
È solamente nell'aprile 2003 che il Sun-Sentinel di Fort Lauderdale ha informato, con prove fotografiche, che gli esuli si addestrano alla guerriglia nelle vicinanze di Miami coi Commandos F/4, uno dei gruppi terroristici con base attualmente nella zona; parallelamente, il portavoce della FBI ha reso noto che le attività degli esuli cubani a Miami non costituiscono una priorità per la FBI. Notizie sulle attività terroristiche degli esuli e le loro connessioni col braccio paramilitare della Fondazione Cubano-Americana (FNCA) si possono trovare su Internet, con abbondanza di dettagli.  
 
Esistono numerosi rapporti sull'arresto a Panama nel novembre 2000 di quattro esuli terroristi capeggiati da Luis Posada Carriles, un uomo dall’impeccabile stato di servizio alla CIA. Tramavano l'assassinio di Fidel Castro che si trovava in quel paese per assistere ad una conferenza. Il curriculum di Posada comprende la preparazione dell'attentato contro un aereo della Cubana de Aviación nel 1976 nel quale morirono 73 persone che si trovavano a bordo; la partecipazione per la CIA, nel 1980 in Salvador, alle operazioni di rifornimento dei terroristi "contras" in Nicaragua e l'organizzazione nel 1997, di 10 attentati in hotel e altre installazioni turistiche a L'Avana, uno dei quali causò la morte di un turista italiano. Un anno dopo il New York Times riconosceva che i dirigenti del FNCA a Miami avevano finanziato gli attentati contro gli hotel. Durante tutti questi anni, Posada ha viaggiato liberamente all'interno e fuori dagli Stati Uniti.  
 
Un altro dei terroristi intoccabili della CIA è Orlando Bosch, un pediatra trasformatosi in terrorista. Cervello con Carriles, dell'attentato del 1976 contro l'aereo della Cubana, Bosch fu fermato con quest’ultimo una settimana dopo il crimine, fu sottoposto a tre processi e passò undici anni in una prigione venezuelana. Fu assolto al termine dei tre giudizi, liberato nell'agosto 1987 e fermato al suo ritorno a Miami, nel febbraio 1988, per violazione delle condizioni di libertà condizionale dopo una condanna per atti terroristici. Nel 1989 il Dipartimento di Giustizia ordinò la sua espulsione per terrorismo, sulla base di un rapporto della FBI e della CIA secondo il quale Bosch aveva realizzato 30 atti di sabotaggio dal 1961 al 1968 ed era stato implicato in un attentato per assassinare l'ambasciatore cubano in Argentina nel 1975. Al termine di conciliaboli tra i congressisti di Miami Ileana Ros-Lehtinen, cubano-americana legata strettamente al FNCA, e Jeb Bush, capo della campagna politica di Ros-Lehtinen prima della sua elezione a governatore della Florida, il presidente Bush padre, che era direttore della CIA all'epoca dell'attentato contro l'aereo della Cubana, diede mandato al Dipartimento di Giustizia, nel 1990, di annullare l'ordine di espulsione. Bosch fu scarcerato e da allora circola liberamente per le strade di Miami.  
 
Davanti all'evidenza, al fatto che il governo degli Stati Uniti non faceva niente per mettere fine al terrorismo di base a Miami, i cubani hanno scelto, negli anni ‘90, di mandare in Florida propri agenti  segreti che, facendosi passare per esuli, vigilavano sulle azioni terroristiche in preparazione. Si infiltrarono così in alcuni gruppi di esuli per relazionare L'Avana, compreso sui piani di volo illegali su Cuba di Hermanos al Rescate.  
 
Nonostante i precedenti, il governo cubano sperava che gli Stati Uniti avrebbero agito contro i terroristi di Miami. Così è stato possibile per l'isola redigere nel 1998 un voluminoso dossier sulle attività terroristiche contro Cuba messe in piedi negli Stati Uniti. Ma al posto di agire contro i terroristi, la FBI ha fermato i 10 membri della rete cubana di informazioni la cui missione era di infiltrarsi nelle organizzazioni terroristiche. Più tardi, cinque funzionari dell’intelligence cubana che dirigevano la rete sono stati processati a Miami, attesi lì da una condanna certa per complotto di spionaggio e per difetto di registrazione in quanto agenti di un potere straniero. Non hanno mai chiesto o ottenuto documenti confidenziali del governo o una qualsiasi notizia segreta, ma hanno ricevuto lo stesso delle pene draconiane tra cui due ergastoli. Il trattamento disumano inflitto a questi prigionieri indomabili su ordine di Washington per distruggerli moralmente e fisicamente e ritorcerli contro Cuba è senza precedenti nel mondo e costituisce una punizione demenziale. La loro liberazione è il principale tema politico nella Cuba di oggi.  
 
Più recentemente, decretando una guerra infinita contro il terrorismo dopo gli attentati del settembre 2001 di Al-Qaeda e prima della guerra contro l'Iraq, il presidente Bush ha dichiarato che agli Usa non è vietato l'uso di alcuna arma, ivi compreso,  si può supporre, il terrorismo. Ma al posto di cominciare la sua guerra contro il terrorismo a Miami, dove si è assicurata l’elezione alla Casa Bianca e dalla quale può dipendere la sua rielezione, ha lanciato una serie di guerre preventive in Afghanistan e poi in Iraq ed adesso minaccia la Siria, l'Iran e altre comprese nell’elenco di nazioni che gli Stati Uniti accusano di promuovere il terrorismo. Cuba, ovviamente, è posta ingiustamente su questo elenco, ma i cubani prendono sul serio questo fatto, come un pretesto per un'azione militare degli Stati Uniti.
 
Come la CIA finanzia dissidenti, ONG, fondazioni, riviste, istituti e sindacati 
 
Sotto l'amministrazione Reagan, all'inizio degli anni ‘80, si decise che le operazioni terroristiche erano insufficienti per imporre un cambiamento di regime a Cuba. Il terrorismo non aveva funzionato, né l'invasione di Playa Giron, né l'isolamento diplomatico di Cuba che andava a poco a poco diminuendo, né l'embargo economico. Bisognava includere Cuba in un nuovo programma mondiale da finanziare, e sviluppare organizzazioni non governative e volontarie spacciandole sotto il nome di “società civile” nel contesto delle politiche neo-liberali globali degli Stati Uniti. La CIA e l'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (AID) dovevano giocare un ruolo cruciale in questo programma, come una nuova organizzazione creata nel 1983: The National Endowment for Democracy (NED) (Fondazione nazionale per la democrazia).  
 
In realtà, questo programma non era così nuovo. Fin dalla sua fondazione, nel 1947, la CIA era stata implicata a fondo nel finanziamento segreto e la manipolazione di organizzazioni volontarie non governative straniere. Queste vaste operazioni coprivano il mondo intero ed avevano per obiettivo partiti politici, sindacati ed associazioni padronali, organizzazioni di giovani e di studenti, gruppi femminili, organizzazioni civiche, comunità religiose, società professionali, intellettuali e culturali al livello mondiale. Per esempio delle operazioni mediatiche avevano luogo continuamente in tutti i paesi, la CIA pagava dei giornalisti affinché pubblicassero articoli dell’intelligence come se li avessero scritti loro stessi. Al Direttorio delle Operazioni della direzione della CIA, queste operazioni erano coordinate con le Divisioni operative regionali dalla Divisione delle Organizzazioni Internazionali (IOD) perché molte di queste erano di natura regionale o continentale, implicando numerosi paesi, alcune avevano anche una portata mondiale.  
 
Col passare degli anni, la CIA ha esercitato un'enorme influenza nei gangli politici di numerosi paesi, utilizzando questi potenti elementi della società civile per penetrare, dividere, indebolire e distruggere le organizzazioni nemiche di sinistra e, nel contempo, per imporre cambiamenti di regime e rovesciare i governi non graditi. Fu il caso, tra molti altri, della Guyana dove nel 1964, dopo dieci anni di sforzi, fu rovesciato il governo di Cheddi Jagan per le coincidenze di scioperi, terrorismo, violenza ed incendi perpetrati dagli agenti sindacalisti internazionali della CIA. Quasi nello stesso momento, mentre mi trovavo in Ecuador, i nostri agenti nella società civile, attraverso manifestazioni di massa e agitazioni civili, provocarono due colpi di stato militari in tre anni contro i governi civili eletti. Ed in Brasile, all'inizio degli anni ‘60, le stesse operazioni sindacali della CIA si combinarono con altre attività di opposizione al governo in seno alla società civile e queste azioni di massa provocarono il golpe del 1964 contro il presidente Joao Goulart, dando il calcio d'inizio a dieci anni di repressione politica incredibilmente brutale.  
 
Ma il 26 febbraio 1967, il cielo crollò sull'IOD e le sue reti della società civile mondiale. Mi trovavo allora in visita alla direzione, a Langley, in Virginia, vicino a Washington, dopo essere stato tre anni in Ecuador ed essere sul punto di recarmi in Uruguay. Quel giorno, il Washington Post pubblicava un lungo rapporto che svelava un considerevole gruppo di fondazioni, alcune inventate, altre reali, che la CIA utilizzava per finanziare le sue reti mondiali non governative. Questi escamotages finanziari erano conosciuti sotto il nome di "condotte di finanziamento." Affianco alle fondazioni furono identificate numerose organizzazioni “a libro paga” di cui alcune note, per esempio delle riviste intellettuali, sindacati ed istituti di ricerche politiche. Velocemente, i giornalisti completarono il quadro segnalando i rapporti, i nomi e le operazioni nei loro paesi delle strutture affiliate alla rete. Furono le giornate più buie della CIA dal fiasco di Playa Giron, la Baia dei Porci.  
 
Il presidente Johnson ordinò un'inchiesta e dichiarò che queste operazioni della CIA dovevano concludersi, ma in realtà non ne fece nulla. Prova ne sono le operazioni riuscite della CIA in Cile per provocare il golpe di Pinochet nel 1973 contro il governo eletto di Salvador Allende. In questo caso fu utilizzata una sapiente miscela tra forze politiche di opposizione, sindacati, gruppi padronali, organizzazioni civiche, associazioni di casalinghe e media per creare il caos ed il disordine, sapendo che presto o tardi i militari cileni, fedeli alla tradizionale dottrina militare fascista in America Latina, utilizzando questa agitazione a pretesto si sarebbero adoperati per restaurare l'ordine ed eliminare la sinistra. Le operazioni si rivelarono quasi la copia conforme della destabilizzazione e del programma del colpo di stato in Brasile di dieci anni prima. Ci ricordiamo tutti con orrore ciò che accadde successivamente in Cile.  
 
Passiamo al presente adesso. Chiunque abbia visto come si è sviluppata l'opposizione della società civile al governo di Hugo Chavez in Venezuela è convinto che le agenzie del governo degli Stati Uniti, ivi compresa la CIA, l'Agenzia di Sviluppo Internazionale (AID) e la NED coordinino la destabilizzazione nel paese e si trovino dietro il colpo di stato mancato di aprile 2002 e lo "sciopero civico" di dicembre e gennaio scorsi.  
 
L'Istituto Repubblicano Internazionale (IRI) del Partito Repubblicano ha aperto un ufficio anche a Caracas. Troverete più oltre la notizia sulla partecipazione della NED, dell'AID e dell'IRI alle operazioni nella società civile.  
 
Per comprendere come sono architettate queste operazioni nella società civile, gettiamo un colpo d’occhio sulla questione burocratica. Quando iniziai gli addestramenti alla CIA, le prime due parole che ho appreso sono state "disciplina" e "controllo." Il governo degli Stati Uniti non era un'istituzione di carità, dicevano, e tutto il denaro doveva essere speso per un obiettivo preciso, definito. L'ufficiale delle operazioni della CIA - ciò che andavo a diventare - deve garantire la disciplina attraverso un controllo rigoroso del denaro e degli agenti lungo tutta la catena delle spese. Gli ordini dati agli agenti nell’ambito dei loro obblighi devono essere chiari e senza equivoco, e l'ufficiale deve impedire la deviazione di fondi per un agente in aggiunta allo stipendio concordato, esigendo delle ricevute per tutte le spese e pagamenti a terzi. Le eccezioni alla regola esigono un'autorizzazione speciale.  
 
Alla CIA, le attività che mirano ad introdurre ed a manipolare la società civile sono conosciute sotto il nome di “operazioni segrete” e sono disciplinate da regolamenti dettagliati. Richiedono una domanda di denaro nell’ambito di un progetto chiamato “Riassunto di progetto” se si tratta di una nuova attività, o “Domanda di rinnovo di progetto” se si tratta del proseguimento di un'attività esistente. Il documento viene emanato o da una stazione all'estero o dalla direzione, e raffigura la descrizione di una data situazione; le attività devono essere realizzate per migliorare o cambiare le situazioni in esame in funzione degli interessi degli Stati Uniti, devono contenere un calendario concernente gli obiettivi intermedi e finali, i rischi e le possibilità di crisi (pregiudiziali in caso di localizzazione dell'operazione) ed un bilancio dettagliato, corredato di notizie su tutte le organizzazioni ed individui partecipanti, così come la somma destinata a ciascuno di essi. Il documento deve contenere peraltro un riassunto della situazione di tutto il personale che sarà coinvolto nelle operazioni, con i riferimenti alla procedura di approvazione di sicurezza operativa e degli stati di servizio di ognuno all'Agenzia. Tutti gli agenti implicati devono essere citati, dalle agenzie di finanziamento, ai funzionari di una fondazione, fino all'intermediario o ricettore di denaro.  
 
Oltre questi dettagli di bilancio, una certa quantità di denaro senza destinatario è inclusa sotto la voce D&TO, sigla in inglese che significa Sviluppo ed Obiettivo di Opportunità.  
 
Il denaro di questi fondi è utilizzato per finanziare le nuove attività che si presentano durante il periodo di approvazione del progetto, ma, beninteso, un curriculum dettagliato e l'approvazione di sicurezza sono richiesti per tutti gli individui che riceveranno i fondi. È anche indispensabile una dichiarazione sul sottoprodotto di notizia segreta che sarà ottenuta attraverso l'operazione proposta. Si spera così che l'appoggio finanziario di un partito politico produrrà informazioni segrete sulla politica interna del paese sotto osservazione.  
 
I Riassunti e Rinnovi di Progetti sono sottoposti ad un iter di approvazione per molti uffici, particolarmente la Divisione delle Organizzazioni Internazionali, e secondo il grado di rischio ed il costo, può essere richiesta un'approvazione fuori la competenza CIA, cioè del Dipartimento di Stato, della Difesa o del Lavoro, o del Consiglio Nazionale di Sicurezza, o dello stesso presidente. Quando alfine vengono approvati, la Divisione delle Finanze della CIA assegna il denaro e l'operazione comincia, o continua se si tratta di un rinnovo. Il termine di approvazione e di rinnovo è abitualmente di un anno.  
 
Tanto l'Agenzia di Sviluppo Internazionale che la NED stabiliscono indiscutibilmente le condizioni di documentazione e procedure di approvazione simili a quelle della CIA per il finanziamento di progetti nelle società civili di altri paesi. Tutte le persone implicate devono ricevere l'approvazione preliminare attraverso un processo di investigazione, ed ogni agente ha dei compiti chiaramente definiti. Una commissione inter-agenzie determina quale delle tre agenzie - la CIA, l'AID o la NED - o una combinazione delle tre, deve realizzare compiti specifici nelle società civili di paesi specifici, e quale deve essere il contributo finanziario di ciascuna di esse. Tutte e tre hanno lavorato evidentemente per sviluppare una società civile di opposizione in Cuba.   
 
Bisogna segnalare che la stridente Fondazione Nazionale per la Democrazia abbia le sue origini nelle operazioni clandestine della CIA e che fu concepita dopo le disastrose rivelazioni menzionate, quindi prima del 26 febbraio 1967. Due mesi più tardi, in aprile, Dante Fascell, membro della Camera dei rappresentanti di Miami ed amico intimo della CIA e dei cubani di Miami, presentò, con altri rappresentanti, un progetto di legge per creare una fondazione "aperta" e portare a termine ciò che era stato un finanziamento segreto della CIA di programmi della società civile di organizzazioni degli USA (per esempio l'Associazione Nazionale degli Studenti, o direttamente di organizzazioni straniere, per esempio il Congresso per la Libertà della Cultura a Parigi).  
 
L'idea di Fascell non ha dato tuttavia i suoi frutti, perché c'è stata una rottura della prospettiva congiunta dei due partiti di fronte alla politica estera che aveva prevalso nell'amministrazione di Harry Truman dopo la Seconda Guerra mondiale. Alcune divergenze sorte alla fine degli anni ‘60 all'interno e tra i due partiti a proposito della guerra nel sud-est asiatico, poi più tardi, negli anni ‘70, a proposito del Watergate e della disfatta nella guerra del Vietnam, e infine a causa delle rivelazioni sui complotti di assassinio e di altre operazioni della CIA alle commissioni di inchiesta del Senato e della Camera, hanno impedito accordi in quel senso e sono sopraggiunti anni di isolamento. Solo i successi dei movimenti rivoluzionari dell'Etiopia, di Angola, della Namibia, dello Zimbabwe, di Granada, del Nicaragua e di altre regioni ha unito i "guerrieri della Guerra Fredda" democratici e gli "internazionalisti" repubblicani per creare nel 1979 la Fondazione Politica Americana (APF). Il compito della Fondazione era di studiare la possibilità di un supporto legale ad una fondazione finanziata dal governo per sovvenzionare delle operazioni all'estero nelle società civili attraverso le organizzazioni non governative degli Stati Uniti.  
 
In seno all'APF, sono stati creati quattro gruppi operativi per realizzare lo studio. Uno per i democratici, un altro  per i repubblicani, una per la Camera di Commercio degli USA ed una per la Federazione Nordamericana del Lavoro-Congresso delle Organizzazioni Industriali (AFL-CIO). Nell'insieme, il loro lavoro fu chiamato “Programma Democrazia”. Hanno consultato una vasta gamma di organizzazioni nazionali e straniere ed ai loro occhi, più interessanti apparvero le fondazioni dei principali partiti politici della Germania dell'ovest finanziate dal governo: la Frieedrich Ebert Stiftung dei socialdemocratici, e la Konrad Adenauer Stiftung dei democratico-cristiani. Quando sono state create queste fondazioni, negli anni ‘50, il loro compito era di edificare un nuovo ordine democratico tedesco, una società civile basata sul modello parlamentare occidentale, mentre appoggiavano la repressione dei movimenti comunisti e di sinistra.  
 
Fin dall'inizio, la CIA canalizzò attraverso queste fondazioni il denaro destinato alle organizzazioni e gruppi non governativi in Germania. Poi, negli anni ‘60, le fondazioni hanno cominciato ad appoggiare dei partiti politici fratelli e di altre organizzazioni all'estero, e hanno canalizzato anche il denaro della CIA destinato agli stessi scopi.  
 
Negli anni ‘80, le due fondazioni sviluppavano dei programmi attivi in una sessantina di paesi e spendevano circa 150 milioni di dollari all’anno. E più interessante è che operavano in un silenzio quasi totale.  
 
Un'operazione della Friedrich Ebert Stiftung dà un'idea della loro efficacia. Nel 1974, quando il governo fascista, vecchio di 50 anni, fu rovesciato in Portogallo, paese membro della NATO, degli ufficiali militari di sinistra e comunisti si insediarono al governo. A quell’epoca i socialdemocratici portoghesi, conosciuti sotto il nome di Partito Socialista, avrebbero potuto riunire un numero di militanti appena sufficiente per una partita a poker, tutti vivevano a Parigi, senza seguito in Portogallo. Grazie ad almeno 10 milioni di dollari della Fondazione Ebert Stiftung, più i fondi della CIA, i socialdemocratici ritornarono in Portogallo, costruirono un partito dall'oggi al domani, lo fecero crescere ed alcuni anni più tardi il Partito Socialista diventò il partito di governo in Portogallo. La sinistra rimase emarginata e disorganizzata.  
 
Ronald Reagan fu fin dall'inizio un sostenitore entusiasta del “Programma Democrazia”, descrivendo i suoi piani in un discorso davanti al parlamento britannico nel giugno 1982. Il nuovo programma, dichiarò, costruirà nel mondo intero una "infrastruttura democratica", seguendo l'esempio europeo di sostegno "aperto", incoraggiando "la marcia della libertà e della democrazia...". Certo i programmi tedeschi erano tutto salvo che "aperti", ma i programmi USA, una volta in marcia, non li avrebbero superati. In realtà, ancora prima che il Congresso creasse la NED, Reagan stabilì ciò che si sarebbe chiamato Progetto Democrazia all'Agenzia di Informazioni degli Stati Uniti, sotto la direzione del Dipartimento di Stato. Una disposizione esecutiva segreta dell'epoca che non tardò a filtrare sulla stampa, assicurò la partecipazione clandestina della CIA al programma. Una sovvenzione iniziale di 170.000 dollari fu approvata per ammansire funzionari dei media del Salvador e di altri regimi autoritari di destra in modo da poter controllare la stampa dagli Stati Uniti. Il programma salvadoregno doveva essere realizzato dall’ufficio di relazioni pubbliche di Washington che rappresentava la dittatura di Somoza.  
 
Nel novembre 1983, il sogno di Dante Fascell diventa realtà. Il Congresso creò la Fondazione Nazionale per la Democrazia e, per cominciare, gli concesse 18,8 milioni di dollari durante l'anno fiscale che si concludeva il 30 settembre 1984 finalizzati alla formazione di società civili all'estero. Fascell diventò membro del primo Consiglio dei direttori della NED. Mentre la CIA inizialmente canalizzava del denaro attraverso una rete complicata di "condotti", la NED diventava un "megacondotto" per il denaro del governo USA che giungeva alle stesse organizzazioni non governative che la CIA aveva finanziato in segreto.  
 
La Fondazione Nazionale Cubano-Americana fu, certamente, una delle prime beneficiarie dei fondi della NED. Dal 1983 al 1988, la FNCA ricevette 390.000 dollari per le sue attività anticastriste. Durante lo stesso periodo, il Comitato di Azione Politica Speciale (PAC), controllato dai dirigenti della FNCA per finanziare le campagne politiche, attribuì praticamente una somma identica alle campagne di Dante Fascell e di altri politici amici, un compenso enorme per i fondi della NED.  
 
Legalmente, la NED è una fondazione privata, senza scopo di lucro, una ONG, e riceve un appannaggio annuo dal Congresso. Il denaro è canalizzato attraverso quattro "fondazioni centrali" secondo le linee dei quattro gruppi di lavoro del “Programma Democrazia”: l'Istituto Nazionale Democratico degli Affari Internazionali (Partito Democratico), l'Istituto Repubblicano Internazionale (Partito Repubblicano), il Centro Nordamericano Internazionale di Solidarietà del Lavoro (AFL-CIO) ed il Centro di Impresa Privata Internazionale (Camera di Commercio degli USA). La NED rimette direttamente del denaro "ai gruppi all'estero che lavorano per i diritti umani, per i media indipendenti, per il rispetto dei diritti, ed una vasta gamma di iniziative della società civile.", (Citazione del portale della NED sulla rete, maggio 2003).  
 
La NED ha natura non governativa, il trucco consiste nel fatto che i suoi ricettori percepiscono dei fondi "privati" al posto di fondi che provengono dal governo degli Stati Uniti.
Questo è molto importante perché molti paesi, ivi compresi USA e Cuba, hanno delle leggi relative a loro cittadini pagati per la realizzazione di attività per conto di governi stranieri. Gli Stati Uniti specificano che un individuo o un'organizzazione "sottomesso al controllo straniero", cioè a dire che riceve del denaro e delle istruzioni da un governo straniero, deve essere registrato al Ministero della Giustizia e presentare dei rapporti dettagliati delle sue attività, ivi comprese delle sue finanze, ogni sei mesi. I cinque funzionari dell’intelligence cubana sono stati condannati per non essersi registrati, conformemente a questa legge.  
 
Cuba ha le sue leggi che condannano le azioni che mettono in pericolo la sua sovranità o la sua integrità territoriale, così come ogni azione che appoggia gli obiettivi del Legge Helms-Burton del 1996, cioè a dire acquisire informazioni per sostenere l'embargo o per rovesciare il governo, o ancora per propagandare informative del governo degli USA per indebolire il governo cubano.  
 
La Troika nordamericana: l'AID, la NED e la CIA 
 
I nuovi programmi di Reagan per la società civile cominciarono con un enorme successo in Polonia. Durante gli anni ‘80, The National Endowment for Democracy (NED) e la CIA, in operazioni congiunte con il Vaticano, mantennero attivo ed in crescita il sindacato Solidarnosc quando fu dichiarato illegale durante il periodo di legge marziale cominciato nel 1981. Il programma fu messo in piedi da Reagan e papa Giovanni Paolo II all'epoca della visita del presidente americano in Vaticano nel giugno 1982. L'hanno fatto con donazioni di servizi di informazione, di denaro contante, di fax, di computer, di macchine fotocopiatrici, di registratori, di televisori e video, di forniture ed attrezzature di ogni genere ivi compresi trasmettitori radio e di televisione. Il sindacato si trasformò in un partito politico e, nel 1989, incoraggiato dal dirigente sovietico Mikhail Gorbatchev, Solidarnosc prese il controllo del governo. Alcuni anni dopo, nel maggio 2001, il senatore Jesse Helms ha presentato un progetto di legge per assegnare 100 milioni di dollari e ripetere a Cuba, ha detto, i successi della CIA, della NED e del Vaticano in Polonia.  
 
Sforzi simili per sviluppare una società civile di opposizione a Cuba erano iniziati già nel 1985, coi primi sussidi della NED alla Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA). Questi sforzi hanno ricevuto un sostegno importante quando è stata approvata nel 1992 la legge della “Democrazia Cubana”, meglio conosciuta come legge Torricelli, che ha incoraggiato l'appoggio, tramite ONG statunitensi, agli individui e alle organizzazioni per programmi che producano "un cambiamento democratico non violento in Cuba". Un'intensificazione ancora più grande è venuta con l'approvazione, nel 1996, della legge della “Libertà e della solidarietà cubana”, meglio conosciuta con il nome di legge Helms-Burton. Risultato di queste leggi, la NED, l'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (AID) e la CIA, questa ultima non menzionata pubblicamente ma senza dubbio partecipe, hanno intensificato i loro programmi coordinati, orientati verso la società civile cubana.  
 
Ci si può chiedere del perché si debba avere bisogno della CIA in questi programmi. Ci sono molteplici ragioni. Una di queste ragioni è stata, al principio, la lunga esperienza e l'immensa squadra di agenti e di contatti che la CIA possiede nelle società civili del mondo intero. Unendosi alla CIA, la NED e l'AID partecipano ad un insieme complesso di operazioni finanziarie lasciando la direzione del lavoro segreto quotidiano agli agenti della CIA.  
 
Inoltre, qualcuno doveva controllare e doveva informare a proposito dell'efficacia delle attività dei ricettori locali. La NED non aveva agenti sul campo per farlo, non più che le sue principali fondazioni. E siccome il denaro della NED era apparentemente privato, unica la CIA aveva il personale e le tecniche per realizzare un controllo discreto per evitare di compromettere i ricettori della società civile, particolarmente se oppositori del governo. Finalmente, la CIA ebbe importanti fondi che poté trasferire silenziosamente quando le condizioni lo richiesero. A Cuba, la partecipazione di ufficiali della CIA sotto copertura alla Sezione degli Interessi degli Stati Uniti divenne particolarmente utile poiché i fondi della NED e dell'AID andarono alle ONG degli Stati Uniti che trovate delle voci discrete, se ciò era possibile, fecero pervenire delle attrezzature e del denaro ai beneficiari dentro Cuba. La CIA era molto utile in questo progetto.  
 
La prova a proposito della quantità di denaro che queste agenzie hanno speso nei loro progetti in Cuba è frammentaria. Niente esiste, di pubblico, sulle spese della CIA ma ciò che si trova facilmente sui due altri soggetti è interessante. Il sito internet dell'AID menziona 12 milioni di spese nei programmi cubani dal 1996 al 2001, 2 milioni di dollari mediamente per anno, ma per il 2002, il bilancio, passato a Bush figlio, è balzato a cinque milioni di dollari più tre milioni di dollari di fondi non impegnati nel 2001, un totale di otto milioni di dollari. Il suo bilancio nel 2003 per Cuba è di sei milioni di dollari, rappresentando una triplicazione dei fondi da quando la giunta Bush ha preso il potere. Non è in nessun modo una sorpresa, considerando la quantità di cubani di Miami che Bush ha chiamato agli uffici importanti della sua amministrazione.  
 
Il denaro, secondo l'AID, è stato speso per "la promozione di una transizione pacifica alla democrazia in Cuba". Dal 1996 fino al 2001, sono stati consegnati 12 milioni di dollari a 22 ONG, tutte apparentemente situate negli Stati Uniti, la maggioranza a Miami. Nel 2002, la quantità di ONG in prima linea era scesa a 12: The University of Miami, Center for a Free Cuba, Pan-American Development Foundation, Florida International University, Freedom House, Grupo de Apoyo a la Disidencia, Cuba On-Line, CubaNet, National Policy Association, Acción Democrática Cubana e Carta de Cuba. Inoltre l'Istituto Repubblicano Internazionale ha ricevuto del denaro dell'AID a profitto di un sotto-sovvenzionato: il Direttorio Rivoluzionario Democratico Cubano, anch’esso di Miami.  
 
Queste ONG hanno un doppio obiettivo: uno orientato verso i suoi gruppi equivalenti di Cuba e l'altro verso il mondo, soprattutto per la trasversalità dei loro siti web. Mentre da una parte mandano fondi e attrezzature a Cuba, diffondono nell’altra parte nel mondo le attività e la produzione dei gruppi di Cuba.  Cubanet a Miami, per esempio, pubblica gli articoli dei "giornalisti indipendenti" dell'Associazione Indipendente della Stampa di Cuba, con sede a L'Avana, e manda del denaro agli autori.  
 
È interessante quel che l'AID afferma sul suo sito web, cioè che i suoi "sovvenzionati non sono autorizzati ad utilizzare i fondi dei sussidi per fornire dell'aiuto in denaro alle persone od organizzazioni in Cuba." È difficile credere a questa affermazione, ma se risultasse vera, tutti questi milioni sono utilizzati solamente per appoggiare l'infrastruttura dell'ONG con sede negli Stati Uniti, un tipo di industria leggera anti-castrista sovvenzionata, salvo per ciò che può essere consegnato in Cuba: computer, fax, fotocopiatrici, telefoni mobili, radio, televisori e videoregistratori, libri, riviste, ecc.  
 
Sul suo sito web, l'AID menziona sette obiettivi di spesa: solidarietà con le attività dei diritti dell'uomo, diffusione del lavoro dei giornalisti indipendenti, sviluppo delle ONG indipendenti, promozione dei diritti dei lavoratori, passi nei confronti del popolo cubano, pianificazione di un aiuto futuro ad un governo di transizione e valutazione del programma. Chiunque voglia vedere a quali ONG vanno tanti milioni in ciascuno dei programmi può consultare il sito www.usaid.gov/regions/lac/cu/upd-cu.htm.  
 
L'affermazione dell'AID che le sue ONG sovvenzionate non possono fornire denaro ai cubani in Cuba porta ad interrogarsi sui più di 100.000 dollari che gli inquirenti cubani hanno trovato in possesso dei 75 dissidenti sotto giudizio, in maggioranza senza impiego. Una pista può essere trovata nella dichiarazione dell'AID secondo la quale "la politica degli Stati Uniti incoraggia le ONG e gli individui degli Stati Uniti ad intraprendere delle attività umanitarie, informative e di edificazione della società civile in Cuba con fondi privati..." potrebbe essere che questi "fondi privati" siano del denaro della Fondazione Nazionale per la Democrazia?  
 
Ricordiamo la finzione che la NED sia una fondazione "privata", un ONG.  Non ha restrizioni che limitano che i suoi fondi siano utilizzati in pagamenti contanti all'estero e, per di più, la NED finanzia alcune delle stesse ONG che finanzia l'AID. Possiamo essere sicuri che ciò non è il risultato di una rivalità o di una mancanza di coordinamento a Washington. La ragione è probabilmente che i fondi della NED possono essere utilizzati per gli stipendi ed altri compensi materiali alle persone sul campo in Cuba. Esiste, dopo tutto, un livello di organizzazioni cubane sotto le ONG degli Stati Uniti nella catena di comando e del denaro: gli individui ed i gruppi di Cuba che corrispondono nei loro obiettivi a quelli degli ONG degli Stati Uniti. Ce ne sono vicino a 100 e hanno dei nomi, come Biblioteche Indipendenti di Cuba, Tutti Uniti, Società dei Giornalisti Marquez Sterling, Associazione Indipendente della Stampa di Cuba, Assemblea per la Promozione della Società Civile ed il Partito dei Diritti dell'Uomo di Cuba.  
 
Ciascuno dei cubani in queste organizzazioni è identificato totalmente con propri compiti assegnati probabilmente nella documentazione del progetto dell'AID, della NED o della CIA che copre l'attività, in un allegato confidenziale, classificato come attivista dei diritti umani, giornalista indipendente, bibliotecario indipendente o distributore di materiale d’informazione. Il denaro, dopo tutto, non è rimesso a fantasmi o a spiriti, ivi compreso al più basso livello. Non si dà neanche la libertà alle ONG degli Stati Uniti di consegnare il denaro a qualsiasi scontento che si incontra per strada. Gli utenti finali (ricettori finali) sono i beneficiari nominati per iscritto così come lo sono le fondazioni centrali e le ONG intermedie statunitensi.
 
Il sito web della NED è volontariamente in ritardo, e mostra solamente il suo programma per Cuba 2001. Ma è istruttivo. I suoi fondi per le attività cubane nel 2001 hanno totalizzato solamente 765.000 dollari se si deve credere a ciò che scrivono. Questo denaro è stato dato a 8 ONG nel 2001 con una media vicino ai 52.000 dollari mentre una 9^ ONG, l'Istituto Repubblicano Internazionale (IRI), del Partito Repubblicano, ha ricevuto 350.000 dollari in favore del Direttorio Rivoluzionario Democratico Cubano, con sede a Miami, come ho segnalato anteriormente per "rinforzare la società civile ed i diritti umani" in Cuba. Per contro, questa ONG va a ricevere 2.174.462 dollari nel 2003 dall'AID, tramite lo stesso IRI. Perché la NED andava dunque ad elargire importi inferiori e l'AID delle somme tanto immense, tutto ciò canalizzato mediante l'IRI? La risposta, messa da parte la fetta dell'IRI, è probabilmente che il denaro della NED è destinato alle tasche di persone a Cuba mentre il denaro dell'AID appoggia le infrastrutture delle ONG degli Stati Uniti.  
 
Seguendo il denaro 
 
Da ciò che ha indicato il Ministro degli Esteri cubano, Felipe Pérez Roque, durante la sua conferenza stampa del 7 aprile e secondo gli agenti della sicurezza cubana che hanno lavorato in seno a gruppi dissidenti di cui il ministro ha mostrato delle immagini filmate, il denaro degli USA è giunto ai beneficiari in Cuba sotto forma di vaglia familiari, di invii rilasciati da messaggeri chiamati "mules", e di pagamento con il sistema Transcard, attraverso il quale dei fondi collocati in Canada sono trasferiti e ritirati in Cuba da dissidenti in possesso delle carte di credito corrispondenti. Il Ministro ha indicato che la Banca Centrale di Cuba ha seguito minuziosamente il flusso di denaro giunto ai dissidenti, senza rivelare tuttavia né l'importo totale durante un periodo dato, né le somme specifiche di cui hanno beneficiato i gruppi o gli individui.  
 
Qualunque sia la somma di denaro che arriva a Cuba, tutti quelli che lavorano nell'isola ai differenti progetti di dissidenti sanno che questi sono promossi e pagati dal governo degli Stati Uniti e che il loro scopo è il cambiamento di regime. Lontano da essere dei "giornalisti indipendenti", dei militanti "idealistici" dei diritti umani, degli avvocati "legittimi" del cambiamento, o dei "bibliotecari privati", ciascuna delle 75 persone fermate e condannate ha partecipato volontariamente alle operazioni del governo degli USA per rovesciare il governo ed installare un ordine politico, economico e sociale differente, a vantaggio degli Stati Uniti. Sapevano che ciò che facevano era illegale, sono stati scoperti e ne pagano il prezzo. Semplicemente, tutti coloro che pensano che costoro siano prigionieri di coscienza, delle persone perseguitate per le loro idee o le loro parole o delle vittime della repressione, non vedono in loro ciò che sono veramente: gli strumenti del governo degli Stati Uniti che ha decretato che Cuba rivoluzionaria è sua nemica. Non sono stati condannati per le idee ma per le azioni pagate da un potere straniero che ha mantenuto contro questo paese una guerra da 44 anni con diversi gradi di intensità.  
 
Pensare che i dissidenti stavano creando una società civile libera ed indipendente è assurdo, perché erano finanziati e totalmente controllati da un potere straniero ostile, ed essi non erano il mezzo per un mondo libero o indipendente. La società civile che volevano creare non era solamente la loro società civile normale, da giardino, da fanatici di moto Harley o da allevatori di boxer, ma un movimento politico di opposizione apertamente favorito dal governo degli Stati Uniti. Quale governo al mondo sarebbe autodistruttivo al punto da restare passivo davanti a tali fatti?  
 
Chi vuole comprendere come funziona la promozione degli Stati Uniti di una "società civile indipendente" in un dato settore, per esempio le biblioteche private, può trovare un eccellente rapporto presentato nel novembre 2002 da Rhonda L. Neugebauer, bibliografa, Studi latino-americani, Università della California, Riverside, al Consiglio della costa del Pacifico sugli Studi latino-americani, East Los Angeles College. Lo studio è il risultato di una vasta ricerca, di visite di biblioteche private in Cuba e di interviste dei loro proprietari, così come di un studio del sistema statale di biblioteche in Cuba. Sono incluse delle descrizioni del sistema di ONG degli Stati Uniti che appoggiano le biblioteche private, del loro finanziamento da parte dell'AID e delle informazioni ingannevoli che presenta questo sistema.  
 
Nella sua conferenza stampa, il ministro Pérez Roque ha dato un esempio del modo in cui si svolgono le diverse operazioni. Ha mostrato una sequenza filmata del processo di Oswaldo Alfonso Valdés, presidente del Partito Liberale Democratico di Cuba, dove Alfonso descrive una riunione con un funzionario dell'AID e Vickie Huddleston - fino al 2002 capo della Sezione di Interessi degli USA a L'Avana -, sul modo di migliorare il ricevimento di "mezzi" e fare in modo che non si sospetti che provengano dal governo degli Stati Uniti. Nel film, Alfonso riconosce di avere ricevuto anche del denaro e delle risorse materiali dal governo USA mediante organizzazioni di Miami.  
 
Secondo la legge cubana, è illegale ricevere del denaro per eseguire una politica degli Stati Uniti contro Cuba, e questo basta per essere condannato. Il gruppo maggioritario tra i 75, i 37 "giornalisti indipendenti", scriveva dei commenti su Cuba per la pubblicazione fuori dal paese, utilizzando Internet per la loro divulgazione. Una delle loro organizzazioni in Cuba era l'Associazione Indipendente della Stampa di cui il presidente, Nestor Baguer, era un agente della sicurezza cubana che ha testimoniato davanti al tribunale. Dei membri del gruppo, ha rivelato in una testimonianza presentata al Ministro, scrivevano per il portale Cubanet, di Miami, ed erano pagati attraverso il sistema Transcard, salvo per le somme importanti che erano distribuite da una "mule". Cubanet ha ricevuto 35.000 dollari dalla NED nel 2001, e riceverà 833.000 dollari dall'AID nel 2003.  
 
Baguer ha anche rivelato che all'epoca delle visite alla Sezione di Interessi degli USA, egli ed i suoi colleghi hanno ricevuto delle istruzioni sui temi da coprire nei loro articoli, particolarmente la penuria di medicinali, il trattamento dei malati negli ospedali ed il trattamento dei detenuti nelle prigioni. In generale, i "giornalisti indipendenti" dovevano mostrare Cuba sotto un aspetto negativo all'estero e dovevano giustificare il prolungamento dell'embargo commerciale.  
 
Il ministro Pérez Roque ha mostrato anche tre lettere datate gennaio e marzo 2001 e indirizzate ad Oswaldo Alfonso, del dirigente del Partito liberale Carlos Alberto Montaner, un giornalista esiliato che vive a Madrid e presidente dell'Unione Liberale di Cuba, membro dell'Internazionale Liberale. Montaner è anche membro fondatore della Fondazione Ispano-Cubana, un progetto del partito conservatore al governo in Spagna, e legato intimamente alla pubblicazione trimestrale culturale/politica degli esuli Encuentro de la Cultura Cubana, di Madrid, finanziata in parte dalla NED (80.000 dollari nel 2001).  
 
A proposito delle lettere, Pérez Roque ha indicato che tutte e tre parlavano di denaro ed ha aggiunto: 200 dollari, 30.000 pesete e 200 dollari, queste due ultime somme provenienti apparentemente da persone che Montaner ed Alfonso conoscono. Nella lettera dove si parla di pesete, Montaner scrive,: "Molto presto due amici spagnoli importanti ti chiameranno per parlare del Progetto Varela. Ho suggerito cinque nomi per fondare la nuova idea: Paya, Arcos, Raul Rivero e Tania Quintero."  
 
I lettori potranno tirare da soli le conclusioni in quanto ad un'eventuale influenza straniera nel Progetto Varela. Oswaldo Paya, per inciso, è il dissidente che l'Unione Europea ha onorato del Premio Sakharov per i Diritti Umani, per la sua direzione del Progetto Varela.  
 
I commenti sull'indignazione suscitata dall'azione di Cuba contro i dissidenti sottolineavano quanto la mitigazione di Fidel e la sua tolleranza nei confronti della comunità dissidente aveva migliorato le cose... ed all’improvviso tutto questo! In realtà, il 20 maggio 2002 ha segnato la tappa cruciale: quel giorno Bush, nei discorsi a Washington ed a Miami, ha annunciato la sua "Iniziativa per una nuova Cuba." Quando Bush, ricordando il successo ottenuto in Polonia, ha annunciato un aiuto diretto e migliore per "contribuire a costruire la società civile cubana" che condurrà "ad un nuovo governo" nell'isola, mi posi questa domanda: sarebbe fuorviante dire che Bush esalta un cambiamento di regime attraverso i dissidenti? Ai cubani la risposta.  
 
La campana a morto per i "nostri piccoli ragazzi" ha rintoccato all'epoca dell'arrivo, nel settembre 2002, di un nuovo capo della Sezione di Interessi degli USA a L'Avana, l'equivalente di un ambasciatore dal momento che Cuba e gli Stati Uniti non hanno delle relazioni diplomatiche a pieno titolo. James Cason è un diplomatico di carriera del Dipartimento di Stato che ha lavorato soprattutto nei paesi latino-americani; non ha un aspetto minaccioso. Come se si fosse permesso troppi pranzi e troppo lunghi e poco jogging. Fu Otto Reich, fanatico cubano-nord-americano ed uno dei criminali sfuggiti all’accusa nell’Iran-Contra, che assunse un interim da Bush (quindi senza ratifica dal Senato) come segretario aggiunto di stato per l'America Latina, a dare l’incarico a Cason non senza averlo prima, sembra, caricato all’inverosimile.  
 
Cason si è abbattuto su L'Avana come un agente federale superispirato da Gangbusters, con un'arroganza incredibile. Ma bisogna riconoscere il suo tour de force. Ha percorso in lungo ed in largo questa isola, surriscaldando i suoi amici dissidenti, i "nostri piccoli ragazzi", suggellando nel contempo il loro destino. Il suo appoggio al concetto di società civile di Washington in Cuba era a tale punto sfrontato che sembrava a tutti che lavorava per la sua espulsione come persona non grata (in italiano nel testo -ndt-), oer usare un linguaggio diplomatico. Ha montato un show di unità coi gruppi in provincia ed a L'Avana; ha distribuito ai suoi favoriti, ivi compresi gli agenti infiltrati cubani, dei lasciapassare di 24 ore di libero accesso ad Internet ed ad altre installazioni della Sezione di Interessi; ha assistito alle riunioni a domicilio dei dissidenti, dove ha dato conferenze stampa davanti a giornalisti stranieri; ha fondato personalmente l'ala giovanile del Partito Liberale; ha festeggiato dei dissidenti nella sua residenza ufficiale e ha accolto anche, un sabato, un laboratorio di giornalisti indipendenti. La sua condotta è andata talmente al di là del protocollo diplomatico consentito che si potrebbe dire che il suo comportamento fu la madre di tutte le provocazioni.  
 
Ma l'espulsione di Cason avrebbe condotto ad una nuova crisi con gli USA ed i cubani non sono caduti nella trappola. Per sei mesi hanno aspettato e vigilato attraverso i rapporti degli infiltrati nella comunità dissidente di Cason. Poi hanno deciso di agire. Avevano la prova delle attività criminali di appoggio alla Helms-Burton e di violazione di altre leggi contro la sedizione, ed hanno deciso finalmente di spazzar via d’un colpo tutta la cricca di Cason. Ed in marzo è restato solo, come il re nudo di una gang scomparsa. Ciò che è certo è che non ha pronunciato parola dopo gli arresti dei suoi accoliti.  
 
Non è difficile immaginare l'amarezza, in prigione, dei "nostri" 75 "piccoli ragazzi" quando meditano sull'imbecillità di essersi lasciati trasportare dalle moine di Cason. Così che ora Cason ed il suo personale, ivi compreso gli ufficiali della CIA e dell'AIB, devono ricominciare, praticamente, da zero. Ma, vecchio mio, fa' attenzione a chi recluti! Potresti avere l'onore, domani, di contare nelle tue file un altro fedele di Fidel. Non si sa mai! Pensaci la prossima volta che presenterai i formulari di approvazione di sicurezza alla prossima generazione di dissidenti!  
 
Sicuramente i cubani hanno soppesato il prezzo da pagare agli amici e nemici prima di decidersi ad agire. Ed essi sapevano che avevano molto da perdere. Negli Stati Uniti, il movimento per la fine dell'embargo e contro l'interdizione di viaggiare, al Congresso e nelle strade, poteva velocemente far retromarcia a causa delle deformazioni mediatiche. L'entrata di Cuba nell'accordo di Cotonou con l'UE per il commercio preferenziale e gli aiuti poteva sicuramente venir congelato (e lo fu). Peraltro, la Commissione dei diritti dell'uomo dell'ONU si riuniva in quel periodo a Ginevra e gli USA fecero il possibile, a forza di minacce e di subornazioni, per ottenere l'approvazione di una mozione di condanna di Cuba per violazioni dei diritti umani. Non l'hanno infine ottenuta, ma il governo cubano corse comunque questo rischio consapevolmente.  
 
Con tanti elementi in gioco, il momento scelto dalla direzione cubana per agire ha suscitato un'intensa speculazione. In realtà la comunità dissidente, ivi compreso i detenuti, non ha costituito mai una minaccia per la rivoluzione, e Cuba avrebbe potuto a lungo tollerare, infiltrare e controllare le attività ordinate dal governo degli Stati Uniti. Ma questo governo avrebbe potuto prendere ciò per un segno di debolezza, ed è l'ultima cosa che si augura chi pensa un Grendel.  
 
D’altra parte, c'era una dimensione politica interna importante nella tolleranza delle ingiuriose provocazioni di Cason per il fatto che erano così largamente conosciute qui. Era andato così lontano e la gente in generale si stupiva della tolleranza del governo. Questa poteva essere considerata anche come una debolezza dei sostenitori della rivoluzione. Così hanno deciso di farla finita una volta per tutte e mandare un messaggio agli altri protetti, per estendere un poco il concetto di protezione nel contesto cubano. Nel 1996, il governo aveva messo fine ai notori voli di Hermanos al Rescate abbattendo gli aerei, soprattutto per ragioni politiche interne, sapendo perfettamente che ci sarebbe stato un prezzo internazionale da pagare. Nel 2003 ha deciso dunque di ricorrere alla fermezza davanti al “Grande Teatro” di Cason a dispetto dell'opinione internazionale. Come per l'affare degli aerei, è molto probabile che la politica interna cubana e non le reazioni internazionali, abbia determinato l'opportunità d’azione.  
 
Le tre esecuzioni 
 
Il sequestro del traghetto, il Baragua, nel porto di L'Avana non poteva avvenire in un momento peggiore. Fu il 7° in sette mesi, ed ebbe luogo il 2 aprile, alla vigilia del giudizio sui dissidenti, facilitando ai nemici di Cuba ed ad un nutrito numero di suoi amici, il compito di associare i due avvenimenti distinti in una sola "ondata di repressione."  
 
Il traghetto non era in effetti che un barcone ad autopropulsione a debole aspirazione di acqua, con una sola cabina e sicuro solo sulle acque tranquille del porto. Quella notte aveva a bordo una cinquantina di persone, ivi compresi dei bambini e dei turisti stranieri. I pirati armati lo condussero con la forza in alto mare con un vento estremamente pericoloso forza 4, il combustibile si esaurì e minacciarono per radio di cominciare a gettare gli ostaggi in mare se non si forniva loro sufficiente carburante per guadagnare le coste della Florida. Ciò che è straordinario, è stata la facilità con la quale i guardacoste cubani hanno convinto i pirati ad accettare che il traghetto, che se ne andava alla deriva, fosse rimorchiato fino al porto di Mariel, dove le forze speciali hanno teso una trappola e dove gli uomini rana si sono preparati per il salvataggio. Dopo lunghe ore di confronto, tutto si è concluso, in meno di un minuto, quando una francese si è gettata improvvisamente in mare, seguita in massa dagli altri ostaggi e dai pirati. Gli ostaggi sono stati ripescati tutti ed i pirati velocemente acciuffati.  
 
All'epoca del processo lo stato ha richiesto, ed ottenuto, la pena capitale per i tre capi dei sequestratori, una decisione confermata dalla corte d’appello, dato che si trattava di un atto terroristico di estrema gravità, anche se nessuno era stato ferito.  
 
Il Consiglio di Stato poi doveva ratificare o commutare la pena. Cuba avrebbe dovuto mettere fine ad un'interruzione delle esecuzioni da quasi tre anni? Doveva provocare la riprovazione del movimento mondiale contro la pena di morte? Doveva ritardare la sua decisione e doveva lasciare questi individui ad aspettare un tempo determinato nel braccio della morte - non 15 o 20 anni come negli Stati Uniti- ma almeno alcune settimane o alcuni mesi per non mostrare troppa fretta? O doveva lei commutare la pena in carcere a vita e dare prova di clemenza?  
 
Francamente, essendo contrario alla pena di morte, ritenevo che sarebbe stato meglio una combinazione delle due ultime alternative: aspettare e commutare la pena. Ma ignoravo che in quello stesso momento le forze della sicurezza cubana indagavano su altri 29 tentativi di sequestro. Dal punto di vista del Consiglio di Stato, ciò costituiva sicuramente l'inizio di un'ondata di sequestri incoraggiati come sempre dalla Legge di adeguamento cubano del 1966 e la politica discriminatoria nei confronti di tutti gli immigrati illegali non cubani. È particolarmente ingiurioso per Cuba che i pirati siano ricevuti in Florida come eroi e che quando un pilota conduce laggiù, intenzionalmente, un aereo coi suoi passeggeri, non sia considerato come un pirata dell'aria ma dichiarato unicamente colpevole di estorsione di beni.  
 
Se c’è un principio al quale Cuba ha sempre aderito, almeno dalla crisi dei missili del 1962, è quello di non fornire mai agli Stati Uniti il pretesto per un’azione militare. Cuba poteva evitare un esodo come quello di Mariel o una crisi dei balseros, ma, come avrebbe detto Fidel in seguito, un'ondata di sequestri avrebbe costituito precisamente un pretesto per un blocco navale nordamericano, una campagna generalizzata di bombardamenti ed un'invasione diretta. Bisognava mettere immediatamente fine ai sequestri, ed aveva ragione. Il 25 aprile, il capo dell'Ufficio cubano del Dipartimento di Stato informava il capo della Sezione degli Interessi di Cuba a Washington che gli Stati Uniti considereranno ogni nuovo sequestro come una seria minaccia per la sicurezza nazionale degli USA. Interpretare ciò come "uno di più e sarà azione militare" non si rivela campato in aria.  
 
Ma il Consiglio di Stato non ha dovuto aspettare che ciò avvenisse. Lo sapeva già... Ha ratificato le sentenze il 10 aprile, ed esse sono state eseguite l'indomani mattina. Si può trovare un difetto alla decisione cubana in virtù del principio "no alla pena di morte in qualsiasi circostanza", ma il fatto è che Cuba è uno dei più di cento paesi che la prevedono nella loro legislazione. Avevano appena visto esattamente come le bombe e i missili USA avevano ridotto Bagdad, così hanno visto minacciato il lavoro meticoloso di due generazioni di cubani, ivi compreso i loro centri di scienza e di tecnologia, le loro istituzioni scolastiche, i loro ospedali e le loro cliniche, il loro patrimonio cultuale e storico, ma, cosa più importante, era il pensiero che migliaia di cubani sarebbero morti o rimasti invalidi. Ed essi non hanno confuso i pirati coi dissidenti. Erano dei delinquenti tramutati in terroristi che avevano minacciato ben più dei loro 50 ostaggi.  
 
Cuba non fu sorpresa in nessun modo quando le esecuzioni e la condanna dei dissidenti, essendo avvenute praticamente nello stesso tempo e luogo, scatenarono l'uragano nel mondo intero. Sembrava preparata fino ad un certo punto, ma hanno avuto un forte impatto quando dei vecchi amici della rivoluzione come Eduardo Galeano e José Saramago si sono uniti al coro delle condanne. Sono stati raggiunti da Chomsky, Zinn, Albert, Davis, Dorfman e da altri (di cui le opere sono dei tesori della mia biblioteca) che hanno firmato la superficiale dichiarazione del gruppo nordamericano Campagna per la Pace e la Democrazia: "Noi sottoscritti protestiamo energicamente contro l'attuale ondata di repressione in Cuba... [contro i dissidenti]... a causa delle loro attività politiche non violente... »  
 
Come se i dissidenti non erano, allo stesso titolo che il terrorismo, l'embargo e la guerra psicologica, degli strumenti dell'interminabile campagna di Washington per fare di Cuba un altro vassallo degli Stati Uniti. Se è ciò che vogliono per Cuba, tanto peggio per loro. Ma sarebbe dannoso se abbiano firmato senza pensare.  
 
Alcune settimane dopo le esecuzioni ed i processi dei dissidenti, quando più di un milione di persone si sono radunate il 1° maggio in Piazza della Rivoluzione a L'Avana, il reverendo Lucius Walker, uno dei militanti più efficaci e devoti della solidarietà con Cuba negli Stati Uniti, ha invitato con eleganza Cuba ad abolire la pena di morte. Fidel lo ha ringraziato, dicendo solamente che una tale azione era sotto esame. Meno di tre settimane dopo il 10 aprile, un altro gruppo di otto pirati armati, arrestati prima di impossessarsi di un aereo, sono stati giudicati e condannati. Sebbene accusati di terrorismo e di violenza, i capi del commando sono stati condannati al carcere a vita e gli altri a pene che vanno dai 20 a 30 anni.  
 
I lettori noteranno che non abbiamo considerato in queste pagine l'importante aspetto legale e dei diritti umani del processo. Tra le critiche maggiori sul caso dei dissidenti e su quello dei pirati figurano le affermazioni secondo le quali gli imputati sono stati condannati ingiustamente, senza avere avuto diritto ad una difesa legale adeguata. Per ciò che riguarda questo aspetto, le critiche sono state facilitate dalla mancanza di notizie pubblicate sui processi. Per esempio, non ho trovato per nessuno dei 75 casi, dal momento dell'arresto fino all'apertura del processo, nessuna cronologia pubblica sulla data e l'ora di fatti come l'arresto, la presentazione delle accuse e l’istruttoria al giudizio tra l'imputato ed un avvocato difensore. Le accuse scritte non sono state mai pubblicate, non più che le risposte degli imputati e le loro dichiarazioni, né le decisioni dei giudici, eccetto le sentenze. Questa mancanza di notizie impedisce la valutazione del processo in questione.  
 
Tuttavia, il Ministro degli Esteri si è sforzato di abbordare queste critiche nella sua conferenza stampa di più di tre ore il 7 aprile, sottolineando le origini nella colonia spagnola delle procedure del giudizio per direttissima (juicio sommario -ndt-) e la loro larga utilizzazione nel mondo attuale. Ha indicato anche che ai 29 giudizi (per alcuni c'era più di un imputato) hanno partecipato 54 avvocati di cui 44 scelti dagli imputati e 10 chiamati d’ufficio dai tribunali, aggiungendo che parecchi avvocati hanno difeso più di un imputato. Da rilevare che gli imputati hanno potuto testimoniare davanti al tribunale, rispondendo alle accuse ed alle domande. Ha messo l'accento sul numero di persone che hanno potuto assistere ai processi (100 in media a ciascuno) soprattutto parenti degli imputati. Malgrado ciò, la mancanza di notizie complete sulle procedure dell'accusa e del giudizio ha lasciato la porta aperta alle affermazioni di assenza di processo giusto, affermazioni che potranno essere chiarite quando i tribunali forniranno altri dettagli.  
 
EPILOGO 
 
Al Congresso di Washington, sebbene pensano che Cuba si sia fuorviata, i sostenitori di una legislazione che metta fine o alleggerisca l'embargo ed abolisca l'interdizione dei viaggi si mobilitano di nuovo ed introducono un nuovo testo in questo senso. Sebbene la maggioranza abbia condannato gli avvenimenti di aprile, si attengono ai loro principi, convinti tanto più che i nordamericani che vanno a Cuba cambieranno i cubani. Col passare degli anni ho constatato che accade esattamente il contrario, ma la fine dell'interdizione di viaggiare è sicuramente importante, qualunque ne sia la ragione.  
 
L'Amministrazione Bush, piena di cubano-nord-americani che appartengono alla linea dura, continua ad aumentare la pressione con l'espulsione di 14 diplomatici cubani da Washington e New York con delle vaghe accuse di spionaggio. È manifestamente una decisione politica e non di sicurezza nazionale: qualcuno alla FBI ha lasciato filtrare la notizia secondo la quale la Casa Bianca sembrerebbe avere detto al Dipartimento di Stato di espellere dei cubani, ed il Dipartimento di Stato avrebbe chiesto alcuni nomi alla FBI.  
 
La fonte della FBI ha precisato che nessuno dei cubani era stato oggetto di un'inchiesta per spionaggio. I rappresentanti cubano-nord-americani di Miami al Congresso, Ros Lehtinen e Diaz-Balart, al contrario, si lamentano amaramente che Bush non fa nulla dei loro appelli a mettere, una volta per sempre, fine al problema di Cuba.  
 
A Miami, tutte queste ONG che si aggrappano alle mammelle dell'AID e della NED per mantenere al tempo stesso l'industria anticastrista ed il loro comodo stile di vita, dovranno ritornare ai loro computer e preparare dei nuovi piani per la società civile in Cuba. Dovranno cercare il modo di salvare i loro fronti equivalenti nell'isola e trovare altri cubani di pochi scrupoli e di sufficiente istinto di autodistruzione per accettare il loro denaro.  
 
Qui, a L'Avana, James Cason farebbe bene a partire discretamente per una consultazione con il Dipartimento di Stato e andare silenziosamente in pensione. Dopo tutto è a causa sua che 75 dei "nostri piccoli ragazzi" sono stati arrestati, alcuni per lungo tempo, e tutto il beneficio pubblicitario che è risultato dai suoi servizi al Reich non può compensare ciò. È liquidato nel Servizio esterno, anche se eseguiva gli ordini del Reich, perché è Cason e non il Reich che va a pagare il prezzo. Ma, potrebbe trovare beninteso, forse una nuova e fruttuosa carriera anticubana nei ranghi di una delle ONG di Miami.  
 
Alla Sezione di Interessi degli USA, i funzionari del Dipartimento di Stato, dell'AID e della CIA dovranno cominciare a mettersi adesso in questua di sangue nuovo, ed a presentare, per l’approvazione di sicurezza, dei nomi di persone con precedenti in regola disposte a lavorare con le ONG di Miami ed a camminare sulle tracce dei 75. Il servizio di sicurezza cubano li aiuterà sicuramente, fornendo loro dei candidati promettenti, come sempre ha fatto nel passato. 
Philip Agee  
Vecchio agente della CIA, autore di numerosi lavori  di cui Dirty Work, The CIA in Western Europa, cofondatore di Covert Action Quaterly. 

Traduzione Enzo Di Brango (www.roma-cuba.org)

 

 

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