FISICA/MENTE

 

 

Nuova corsa alle armi non dichiarata: l'agenda Usa per la dominazione militare globale

di Michel Chossudovsky

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Il documento di un vertice segreto del Pentagono che costituisce il disegno imperiale a sostegno degli interessi Usa nel mondo intero.


Il Pentagono ha rilasciato il sommario del documento di un vertice segreto che disegna l'agenda per la dominazione militare globale degli Usa.

Questo ridisegno della strategia militare degli Usa sembra essere passato virtualmente inosservato; non vi è stata copertura stampa di questo misterioso progetto militare.
Con l'eccezione del Wall Street Journal (allegato in seguito), non è stato menzionato nei media statunitensi.

Secondo il Wall Street Journal, il più recente schema del progetto militare globale Usa consiste “nell’aumentare l’influenza degli US in tutto il mondo”, attraverso l’incremento di dispiegamenti di truppe ed una massiccia messa a punto di sistemi d’arma avanzati degli Stati Uniti.

Il documento, seguendo le orme della dottrina della guerra “preventiva” dell'Amministrazione, come dettagliata dal neoconservatore 'Progetto del Nuovo Secolo Americano' (PNAC - Project for the New American Century) va a definire più approfonditamente i contorni dell'agenda militare globale di Washington. Ci si riferisce ad un approccio più “favorevole all’azione di guerra”, che vada oltre la più debole accezione “preventiva” e le azioni difensive nelle quali le operazioni militari sono lanciate contro un “nemico dichiarato”, nell’ottica di “preservare la pace” e “difendere l’America”.

Il documento assume esplicitamente il mandato militare globale US, oltre i teatri di guerra regionali. Questo mandato include anche operazioni militari dirette contro paesi che non sono ostili agli Stati Uniti, ma che sono considerati strategici dal punto di vista degli interessi US.

Da un’ampia prospettiva di politica militare ed estera, il documento del Pentagono del Marzo 2005 costituisce un disegno imperiale a sostegno degli interessi US nel mondo intero.

“Nel suo significato, il documento è guidato dalla convinzione che gli Stati Uniti siano ingaggiati in una lotta continua globale che si estende ben oltre specifici campi di battaglia come Iraq e Afghanistan. La visione è di un militarismo molto più portato all’azione, concentrato sul cambiare il mondo piuttosto che rispondere solo ai conflitti, come ad un attacco nordcoreano sulla Corea del Sud, e ad assumere maggiore rilievo nei paesi in cui gli US non sono in guerra.” (WSJ, 11 Marzo 2005)
Il documento suggerisce che il suo obiettivo consiste anche in operazioni “offensive” piuttosto che genericamente “preventive”. A questo riguardo, c’è una sottile differenza rispetto alle prime dichiarazioni della sicurezza nazionale post-11/9: “[Il documento presenta]quattro problemi nodali, nessuno dei quali concerne scontri militari tradizionali. I servizi militari sono chiamati a sviluppare forze che possano: costruire collaborazioni con stati indeboliti per sconfiggere le minacce terroriste interne; difendere la madrepatria, includendo colpi offensivi contro gruppi terroristici che pianificano attacchi; l'influenzare le scelte di paesi ad un bivio strategico, come Cina e Russia; prevenire l'acquisizione di armi di distruzione di massa da parte di stati ostili e gruppi terroristici.” (Ibid)

L'accento, quindi, non viene più posto solamente sull’intraprendere le principali guerre di teatro, come delineato nel progetto militare PNAC, “Ricostruzione di Difese, Strategie, Forze e Risorse dell'America per un Nuovo Secolo”; il progetto militare del Marzo 2005 punta a cambiare i sistemi d’arma così come il bisogno di un dispiegamento globale di forze US in azioni di pattugliamento militare e di intervento mondiale.

Il PNAC, nel suo rapporto del Settembre 2000, descriveva queste operazioni militari non di teatro come “funzioni di polizia”:
“Il Pentagono deve dotarsi di forze per preservare il mantenimento della pace in modo che non manchino alla conduzione delle principali campagne di teatro. ... Questi compiti sono le missioni oggi più frequenti, che richiedono forze configurate per il combattimento ma capaci di operazioni indipendenti di polizia di lunga durata”.
(PNAC, http://www.newamericancentury.org/RebuildingAmericasDefenses.pdf)


Reclutamento di truppe per pattugliare l'impero

Il rilievo sottolineato è sullo sviluppo e il reclutamento della manovalanza militare specializzata richiesta per controllare e tenere buone le forze e le fazioni indigene nelle diverse regioni del mondo: “Il documento riservato esorta i militari a tirar fuori soluzioni meno dottrinarie, che includano la spedizione di squadre più piccole di soldati culturalmente preparati per addestrare e consigliare le forze indigene.” (Ibid)

Si enfatizza, dunque, la necessità di un massiccio reclutamento e addestramento di truppe. Queste truppe, con i nuovi contingenti di forze speciali, i berretti verdi e altro personale militare specializzato, sarebbero impiegati in azioni di pattugliamento militare in ogni parte del mondo: “Ufficiali della difesa che hanno avuto un ruolo nel varare il documento o hanno partecipato al suo riesame, hanno detto che probabilmente l'approccio di Rumsfeld provocherà importanti cambiamenti nei sistemi d’arma che il Pentagono adotta, e cambiamenti ancora più drastici nell'addestramento e nel dispiegamento di truppe US in tutto il mondo.

Gli US dovrebbero cercare di schierare queste truppe molto prima del profilarsi di un conflitto nel quale, per loro tradizione, dovrebbero aiutare le forze armate di un governo barcollante nello scontro con la guerriglia, di fronte ad un'insurrezione capace di radicarsi e costruire un consenso popolare. Ufficiali hanno detto che il piano prevede che molte di queste squadre saranno operative in tutto il mondo.”

L’impegno militare US non è limitato al Medio Oriente. La spedizione di forze speciali in operazioni di pattugliamento militare, sotto le vesti di peace-keeping ed addestramento, è contemplata in tutte le principali regioni del mondo. Tuttavia, molto probabilmente una gran parte di queste attività sarà delegata a società mercenarie private, a contratto con Pentagono, Nato o Nazioni Unite.

I requisiti di manovalanza e attrezzatura militare sono specialistici. I pattugliamento non sarà condotto da unità regolari dell’esercito come in una guerra di teatro: “Il nuovo piano prevede un coinvolgimento US più attivo, simile alle recenti missioni di aiuto militare in posti come Niger e Ciad, dove gli US stanno inviando squadre di truppe di terra per addestrare le milizie locali alle tattiche di base della contro-guerriglia. E’ comunque probabile che le future missioni di addestramento saranno condotte su scala molto più vasta”.

Ultimamente tra i servizi militari, il Corpo dei Marines sta muovendosi più in fretta per colmare questo vuoto e sta mirando a trasferire delle risorse dalle tradizionali missioni di assalto-anfibio, verso nuove unità specificamente disegnate per lavorare con le forze straniere. Per sostenere queste truppe, ufficiali militari stanno facendo di tutto per acquisire sistemi di sorveglianza convenienti, che possono essere usati nella repressione di disordini urbani per venire in aiuto alle truppe di terra. Un ufficiale della difesa ha detto che il gunship AC-130 senza pilota potrebbe avere una capacità ottimale, potendo sorvolare un’area a quota relativamente bassa finché necessario, per poi piombare giù a stabilire una micidiale linea di fuoco.” (Ibid)


Nuovi nemici post-Guerra Fredda

Mentre la “guerra al terrorismo” ed il contenimento degli “stati canaglia” costituiscono ancora la giustificazione ufficiale e la forza guida, la Cina e la Russia vengono esplicitamente identificate nel documento riservato di Marzo come nemici potenziali: "... i militari US... stanno cercando di dissuadere le potenze emergenti, come la Cina, dallo sfidare il dominio militare US. Anche se i sistemi d’arma progettati per lottare contro le guerriglie tendono ad essere abbastanza a basso costo e a bassa tecnologia, l’analisi rende chiaro che per dissuadere questi paesi dal cercare di competere, i militari US devono mantenere il loro predominio nelle aree chiave dell’alta tecnologia, come la tecnologia stealth, gli armamenti di precisione e i sistemi di sorveglianza con o senza equipaggio.” (Ibid)

Mentre l'Unione Europea non è menzionata, l'obiettivo stabilito è di deviare lo sviluppo di tutti i potenziali rivali militari.


“Tentando di correre con il Big Dog”

Washington come intende giungere alla sua meta di egemonia militare globale?

Essenzialmente attraverso il continuo sviluppo dell’industria bellica US, richiedendo un massiccio storno della produzione di beni e servizi civili. In altre parole, l’attuale incremento della spesa per la difesa alimenta questa nuova corsa alle armi non dichiarata, con l’ampio apporto di denaro pubblico versato ai maggiori produttori di armi US.

L'obiettivo fissato è di fare avanzare un processo di sviluppo dei sistemi d’arma, talmente “costoso” che nessun’altra potenza sulla terra sia in grado di competere o sfidare il “Big Dog” senza mettere a repentaglio la propria economia civile: “Al centro di questa strategia è la convinzione che gli US debbano mantenere una superiorità nelle tecnologie cruciali talmente grande che le potenze emergenti concludano che per loro è troppo costoso anche solo pensare di competere con il ‘big dog’; comprenderanno che non vale la pena sacrificare la loro crescita economica- ha detto un consulente della difesa che è stato incaricato di abbozzare parti del documento.” (Ibid)


Corsa alle armi non dichiarata tra Europa e America


Questa nuova corsa alle armi non dichiarata è con le così dette “potenze emergenti”.

Mentre Cina e Russia sono menzionate come una minaccia potenziale, i rivali (non ufficiali) degli Stati Uniti includono anche Francia, Germania e Giappone. I partner riconosciuti - nel contesto dell’asse angloamericano - sono, appunto, Gran Bretagna, Australia e Canada, per non menzionare Israele (ufficiosamente).

In questo contesto, si configurano attualmente due assi militari occidentali dominanti: l'asse anglo-americano e l'alleanza rivale franco-tedesca. Il progetto militare europeo, ampiamente dominato da Francia e Germania, minerà inevitabilmente la Nato. La Gran Bretagna (attraverso British Aerospace Systems Corporation) è fermamente integrata al sistema di approvvigionamento di difesa US, in associazione con i cinque grandi produttori di armi Usa.

Questa nuova corsa alle armi è fermamente insita nel progetto europeo che sotto gli auspici dell’UE, immagina un nuovo massiccio indirizzo di risorse finanziarie di stato verso la spesa militare. Inoltre, il sistema monetario UE che stabilisce una valuta mondiale che sfida l’egemonia del dollaro US, è intimamente in relazione con lo sviluppo di una forza UE di difesa integrata, fuori dalla Nato.

Sotto la costituzione europea, ci sarà un posizione unificata di politica estera europea, che includerà una componente di difesa comune. Si è capito, anche se non se ne è mai seriamente dibattuto in pubblico, che la proposta Forza di Difesa Europea intende sfidare la supremazia americana negli affari militari: “sotto tale regime, alle relazioni transatlantiche sarà dato un colpo fatale.”
(Martin Callanan, membro Conservatore britannico del Parlamento Europeo; data di Washington, 5 Marzo 2005).

Per ironia, questo progetto militare europeo, mentre incoraggia una non dichiarata corsa alle armi US-UE, non è incompatibile con il proseguimento della cooperazione US-UE negli affari militari. Gli US pensano che l'obiettivo intrinseco dell'Europa sia di proteggere gli interessi industriali e che gli imprenditori europei possano effettivamente incassare e “spartire il bottino” delle guerre condotte degli Stati Uniti in Medio Oriente ed altrove.
In altre parole, sfidando il Big Dog da una posizione di forza, l'UE cerca di mantenere il suo ruolo di ‘partner’ degli Stati Uniti nei suoi vari azzardi militari.

C'è una presunzione, particolarmente in Francia, che l'unico modo di costruire buone relazioni con Washington, sia di emulare il Progetto Militare Americano.
Quindi abbiamo a che fare con un fragile rapporto d'amore-odio tra la Vecchia Europa e l'America, nei sistemi di difesa, nell’industria del petrolio così come nelle alte sfere di banche, finanza e mercati valutari. La questione importante è come questa fragile relazione geopolitica evolverà in termini di coalizioni ed alleanze negli anni a venire. Francia e Germania hanno accordi di cooperazione militari con Russia e Cina. Industrie belliche europee stanno approvvigionando la Cina di armamenti sofisticati. Ultimamente, l’Europa è vista dagli Stati Uniti come un’usurpatrice, e il conflitto militare tra le grandi potenze occidentali rivali non può essere escluso. (Per ulteriori dettagli, si veda Michel Chossudovsky, L'asse anglo-americano - http://globalresearch.ca/articles/CHO303B.html)

Dallo scetticismo riguardo alle supposte armi di distruzione di massa (WMD) in Iraq e dalla condanna totale, nei mesi precedenti l’invasione nel Marzo 2003, dopo l'invasione, la Vecchia Europa ha essenzialmente accettato la legittimità dell'occupazione militare US dell'Iraq, nonostante le uccisioni di civili e gli orientamenti politici dell'Amministrazione Bush sulla tortura e gli assassinii politici.

Per crudele ironia, la nuova corsa alle armi è divenuta la via prescelta dall'Unione Europea per promuovere “relazioni amichevoli” con la superpotenza americana. Piuttosto di opporsi agli Stati Uniti, l’Europa ha abbracciato “la guerra la terrorismo”. Sta collaborando attivamente con gli Stati Uniti nell'arresto di presunti terroristi. Molti paesi di UE hanno stabilito leggi anti-terrorismo orwelliane che costituiscono una versione fotocopia europea della legislazione di Sicurezza Nazionale degli US.

L’opinione pubblica europea ora è galvanizzata a sostenere la ‘guerra al terrorismo’ che avvantaggia largamente il complesso militar-industriale e le società petrolifere europee. A sua volta, la “guerra al terrorismo” offre anche una parvenza di legittimità all'agenda di sicurezza di UE nella Costituzione europea. Quest’ultima è vista in modo crescente con sfiducia, come un pretesto per perfezionare misure da stato poliziesco, mentre si smantellano anche la legislazione del lavoro e il welfare state europeo.

Anche i media europei sono divenuti partner nella campagna di disinformazione. I “nemici esterni” presentati alla nausea sulle reti TV, su ambo i lati dell'Atlantico, sono Osama bin Laden ed Abu Musab Al-Zarqawi. In altre parole, la campagna di propaganda serve a camuffare la militarizzazione in corso delle istituzioni civili, che sta avvenendo simultaneamente in Europa e in America.


‘Burro e Cannoni’: il trasferimento dell'economia civile

La proposta costituzione UE richiede una massiccia espansione di spese militari in tutti i paesi membri, ad ovvio detrimento dell’economia civile.

Il limite del 3% dell'UE sul deficit di bilancio annuale implica che l'espansione della spesa militare sarà accompagnata da un massiccio taglio di tutte le voci di spesa civile, inclusi servizi sociali, pubbliche infrastrutture per non dire dell’aiuto statale ad agricoltura ed industria. In questo senso - nel contesto delle riforme neoliberali - “la guerra al terrorismo” serve come pretesto. Costruisce la pubblica accettazione per l'imposizione di misure di austerità che colpiscono i programmi civili, per il fatto che i soldi si sono resi necessari per migliorare la sicurezza nazionale e la difesa della patria.

La crescita della spesa militare in Europa è direttamente collegata alla crescita militare US. Più l’America spende per la difesa, più l’Europa vorrà spendere su sviluppare la sua propria Forza di Difesa Europea. Tenendosi in contatto con l’America per tutto quello che è una ‘buona e degna causa’, vale a dire lottando contro i “terroristi islamici” e difendendo la madrepatria.

L'allargamento UE è direttamente collegato allo sviluppo e al finanziamento dell'industria bellica europea. I poteri dominanti europei hanno disperatamente bisogno dei contributi dei dieci nuovi membri UE per finanziare la formazione militare europea. A questo riguardo, la Costituzione europea richiede “l'adozione di una strategia di sicurezza per l'Europa, accompagnata da impegni finanziari sulla spesa militare”. (Rapporto Europeo, 3 Luglio 2003).
Cioè, con la Costituzione europea, l'allargamento UE tende ad indebolire l'alleanza militare Atlantica (Nato).

Il taglio all’occupazione e ai programmi sociali è l’inevitabile ricaduta dei progetti militari americano ed europeo, che incanalano somme enormi di risorse finanziarie di stato dai settori di spesa civili verso l’economia di guerra.
Sull'economia civile di tutto il mondo occidentale, il risultato sono chiusure in pianta, bancarotte ed una marea montante di povertà e disoccupazione. Inoltre, diversamente dagli anni ‘30, la dinamica dello sviluppo dell’industria bellica crea un numero molto basso di posti di lavoro.

Intanto, mentre in Occidente fiorisce l'economia di guerra, nel corso degli ultimi anni il dislocamento della produzione manifatturiera civile nei paesi del terzo mondo aumenta a ritmo forsennato. La Cina, che è di gran lunga la più grande produttrice beni civili, ha aumentato nel 2004 le sue esportazioni tessili agli Stati Uniti del 80,2 %, portando un'ondata di chiusure con perdite di lavoro (WSJ, 11 Marzo 2005).

L'economia globale è caratterizzata da una relazione bipolare. I ricchi paesi occidentali producono armi di distruzione di massa, mentre i paesi poveri producono beni di consumo. In una logica contorta, i paesi ricchi usano i loro sistemi d’arma avanzati per minacciare o fare guerra ai paesi poveri in via di sviluppo, i quali provvedono i mercati occidentali di grandi quantità di beni di consumo, prodotti con impianti di assemblaggio del lavoro a basso costo.

Gli Stati Uniti, in particolare, hanno fatto affidamento su questo approvvigionamento a basso costo di beni di consumo per chiudere una gran parte del suo settore manifatturiero, e al contempo cambia indirizzo alle risorse, dall'economia civile alla produzione di armi di distruzione di massa. Le quali, ironia amara, sono tegole sulla testa pronte per essere usate contro il paese che approvvigiona gli Usa di una gran parte dei suoi beni di consumo, vale a dire la Cina.





Allegato

Rumsfeld in un nuovo documento spiega il grande cambiamento militare
di Greg Jaffe, sul Wall Street Journal, 11 Marzo 2005

Il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld delinea in un nuovo, riservato, documento strategico il suo progetto per riformare il mondo militare ad essere molto più impegnato a tener testa alle minacce prima delle ostilità e a servire al più ampio scopo di ampliare l'influenza US in tutto il mondo.
Il documento espone l'agenda di Rumsfeld per la massiccia revisione recentemente cominciata, riguardante le spese e la strategia della difesa. Poiché il processo è condotto solamente una volta ogni quattro anni, la revisione rappresenta per l’Amministrazione Bush la miglior opportunità per rimodernare il mondo militare in una forza affidabile per gli obiettivi ambiziosi di sicurezza e di politica estera che il Presidente Bush ha messo avanti fin dagli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001. È stato redatto da membri senior dello staff di Rumsfeld insieme ad ufficiali superiori di ognuno dei servizi militari US.
Gli obiettivi del documento di Rumsfeld, marcano una significativa lontananza dalle ultime analisi. Profondamente toccato sia dall’attacco terrorista dell’11 Settembre 2001, sia dalla insanguinata lotta militare in Iraq, il documento pone l’accento su problemi più attuali, come combattere terroristi ed insorti, al di la delle sfide militari convenzionali.
Gli ufficiali della difesa che hanno avuto un ruolo nel varare il documento o hanno partecipato al suo riesame, hanno detto che probabilmente l’approccio di Rumsfeld provocherà importanti cambiamenti nei sistemi d’arma che il Pentagono adotta, e cambiamenti anche più drastici nell'addestramento e nel dispiegamento di truppe US in tutto il mondo.
Nel documento, Rumsfeld dice che il mondo militare deve concentrarsi su quattro problemi nodali, nessuno dei quali concerne scontri militari tradizionali. I servizi sono chiamati a sviluppare forze che possono: costruire collaborazioni con stati indeboliti per sconfiggere le minacce terroristiche interne; difendere la madrepatria, includendo colpi offensivi contro gruppi terroristici che pianificano attacchi; l'influenzare le scelte dei paesi ad un bivio strategico, come la Cina e la Russia; prevenire l'acquisizione di armi di distruzione di massa da parte di stati ostili e gruppi terroristici.
Per un ufficiale superiore, coinvolto nella redazione del documento, la domanda è: “come prevenire i problemi dalle crisi incombenti e le crisi dai conflitti ovunque incombenti?”
Nel suo significato, il documento è guidato dalla convinzione che gli US siano ingaggiati in una lotta continua globale che si estende ben oltre specifici campi di battaglia, come Iraq e Afganistan. La visione è di un militarismo molto più portato all’azione, concentrato sul cambiare il mondo piuttosto che rispondere solo ai conflitti, come un attacco nordcoreano sulla Corea del Sud, e ad assumere maggior rilevanza nei paesi in cui gli US non sono in guerra.
Il documento deve prima entrare nell’iter di analisi che lo porteranno di fronte al Congresso. Ognuno dei servizi militari già ha messo insieme i propri staff e piani per attaccare le aree chiave delle problematiche identificate da Rumsfeld. L’analisi sarà spedita al Congresso quando sarà completata, probabilmente all’inizio del prossimo anno. Il Congresso non ha un voto sull’analisi del segretario, che sarà usata dall'Amministrazione come guida per le sue decisioni sulla strategia e sulla la spesa nei prossimi cicli di bilancio. E’ improbabile che l’analisi richieda cambiamenti significativi all’aumento di spesa per la difesa, che è destinato a crescere almeno fino al 2009.
E’ tuttavia probabile che provochi alcune spiacevoli battaglie politiche, e potenzialmente pone delle sfide agli imprenditori della difesa. I problemi essenziali delineati dall’analisi di Rumsfeld, per esempio, non sembrano favorire il jet F/A-22, che è una priorità dell'Aeronautica militare, prodotto dalla Lockheed Martin corp. “Penso che sia probabile vedere l'Aeronautica militare spingere di nuovo sodo per preservare il F-22” Ha detto Loren Thompson, ufficiale capo conduzione al Lexington Institute e consulente di molti servizi militari.“Sfortunatamente, non può trovare molta giustificazione un maggior numero di F/A-22s”.
L’analisi sta già incitando i servizi militari a mettere in dubbio il bisogno di sistemi d’arma costosi, come caccia da combattimento a corto raggio, cacciatorpediniere e carri armati, che sono usati principalmente nei conflitti convenzionali. Una persona coinvolta nell'abbozzare il documento ha detto “Un grande quesito è determinare precisamente quanto occorra per vincere i conflitti convenzionali del futuro, e da dove possiamo prelevare delle risorse per spostarle verso problemi meno tradizionali”.
Il Wall Street Journal ha analizzato un sommario del documento e parlato con molti ufficiali che vi hanno contribuito.
Rumsfeld ha fatto della trasformazione del militare una priorità, fin da quando l'Amministrazione Bush prese il potere. Ma in anni recenti è stato spinto indietro, sedere a terra, alle guerre in Afganistan e Iraq. Al Pentagono, l’analisi è vista come l'ultima grande spinta di Rumsfeld per instillare il suo modo di vedere. Molti membri pensano che lui andrà via all’inizio del prossimo anno quando la revisione sarà completata; lui ha ripetutamente respinto tutte queste speculazione e rifiutato di fare commenti sui suoi piani.
Il documento di Rumsfeld spinge i servizi militari a ripensare il loro modo di combattere la guerriglia e le insurrezioni. Invece di tentare di soffocare un’insurrezione con grandi formazioni convenzionali terrestri, il documento riservato esorta i militari a tirar fuori soluzioni meno dottrinarie, che includano la spedizione di squadre più piccole di soldati culturalmente preparati per addestrare e consigliare le forze indigene.
Gli US dovrebbero cercare di schierare queste truppe molto prima del profilarsi di un conflitto nel quale, per loro tradizione, dovrebbero aiutare le forze armate di un governo barcollante nello scontro con la guerriglia di fronte ad un'insurrezione capace di radicarsi e costruire un consenso popolare. Ufficiali hanno detto che il piano prevede che molte di queste squadre siano operative in tutto il mondo.
Questo rappresenta una sfida per i militari già un po’ tesi per le guerre in Iraq e Afghanistan. Attualmente non vi è un numero sufficiente di questi.
soldati e Marines, addestrati in modo particolare per fare il lavoro strategico.
Nello scorso decennio, i militari US hanno tolto la loro protezione nell’aiutare gli alleati minacciati da lotte interne per la preoccupazione che le forze US si sarebbero impantanate in conflitti interni senza fine. Invece, per aiutare gli alleati dalle aggressioni di confine, i militari hanno puntato a vendere loro sistemi d’arma di alto potenziale.
Ma il nuovo piano prevede un coinvolgimento US più attivo, simile alle recenti missioni di aiuto militare in posti come Niger e Ciad, dove gli US stanno inviando squadre di truppe di terra per addestrare milizie locali alle tattiche di base della contro-guerriglia. E’ probabile comunque che le future missioni di addestramento saranno condotte su scala molto più vasta.
Ultimamente, tra i servizi militari, il Corpo di Marines sta muovendosi più in fretta per colmare questo vuoto e sta mirando a trasferire delle risorse dalle tradizionali missioni di assalto-anfibio verso nuove unità specificamente disegnate per lavorare con le forze straniere. Per sostenere queste truppe, ufficiali militari stanno facendo di tutto per acquisire sistemi di sorveglianza convenienti che possono essere usati nella repressione di disordini urbani, per venire in aiuto alle truppe di terra. Un ufficiale della difesa detto che il gunship AC-130 senza equipaggio potrebbe avere una capacità ottimale, potendo sorvolare un'area a quota relativamente bassa finché necessario, per poi piombare giù e stabilire una micidiale linea di fuoco.
Il cambiamento ricorda la situazione all’inizio del 1900, quando i Marines combatterono una serie di piccole guerre in America Centrale ed erano spesso identificati come i “soldati del Dipartimento di Stato”.
Mentre i militari US riequipaggiano se stessi per trattare le minacce a bassa tecnologia delle insurrezioni, contemporaneamente cercano anche di dissuadere le potenze emergenti, come la Cina, dallo sfidare il dominio militare americano. Anche se i sistemi d’arma progettati per lottare contro le guerriglie tendono ad essere abbastanza a basso costo e a bassa tecnologia, l’analisi rende chiaro che, per dissuadere quei paesi dal tentare di competere, i militari US devono mantenere il loro predominio nelle aree chiave ad alta tecnologia, come tecnologia stealth, gli armamenti di precisione e i sistemi di sorveglianza, con e senza equipaggio.


Fonti: http://globalresearch.ca/articles/CHO503A.html
http://www.resistenze.org/sito/te/po/us/pous5d06.htm

 

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