FISICA/MENTE

 

 

----- Original Message ----- From: Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia <jugocoord@tiscali.it>

To: crj-mailinglist@yahoogroups.com ; jugoinfo@domeus.it
Sent: Monday, April 14, 2003 2:23 PM
Subject: [JUGOINFO] Esporre i collegamenti tra al Qaeda e l'amministrazione Bush
 


http://lists.peacelink.it/pace/msg05175.html


Subject: 1. Esporre i 

Collegamenti tra al Qaeda e l'amministrazione Bush
From: "Luna Cerris"
Date: Sun, 13 Apr 2003 17:19:10 +0200





Molti attivisti contro la guerra non sono a conoscenza del fatto che
le successive amministrazioni USA negli ultimi 20 anni hanno sostenuto
il terrorismo islamico, compresa al Qaeda. Quest'ultima è una creatura
della CIA. Essa è uno strumento chiave della politica estera USA.

Utilizziamo queste informazioni per smantellare i piani di guerra
dell'amministrazione Bush:  Sensibilizziamo i nostri concittadini.
Esponiamo i collegamenti. Perché, quando la verità comincia a
gocciolare, i piani di guerra dei capi non avranno un briciolo di
legittimazione agli occhi di milioni di americani che credono che al
Qaeda sia "Una minaccia per l'America" e che il loro presidente sia
impegnato per la loro sicurezza.

Come rimuovere i criminali di guerra e rovesciare la
marea della guerra?


Esporre i collegamenti tra al Qaeda e l'amministrazione Bush

di Michel Chossudovsky
http://globalresearch.ca/

15 marzo 2003

Quando negli USA la gente scoprirà che al Qaeda non è collegata a
Saddam ma è di fatto una creatura della CIA e che gli allarmi
terroristici sono fabbricati la legittimazione dell'amministrazione
Bush crollerà come un castello di carte. Il nemico percepito non sarà
più Saddam, ma saranno Bush, Cheney, Rumsfeld, Powell, e tutti gli
altri. Perché ciò è importante per il movimento contro la guerra?

Questa relazione dell'amministrazione Bush con il terrorismo
internazionale, che è materia di documentazione pubblica, punta
indelebilmente alla criminalizzazione degli alti gradi dell'apparato
dello stato USA.

Utilizziamo queste informazioni per smantellare i piani di guerra
dell'amministrazione Bush. Sensibilizziamo i nostri concittadini.
Esponiamo i "dubbi collegamenti". Perché, quando la verità comincia a
gocciolare, i piani di guerra dei capi non avranno un briciolo di
legittimazione agli occhi di milioni di americani che credono che al
Qaeda sia "Una minaccia per l'America" e che il loro presidente sia
impegnato per la loro sicurezza. In questo cruciale punto di svolta
della nostra storia, dobbiamo comprendere che il sentimento contro la
guerra in se stesso non mina l'agenda di guerra. Lo stesso vale per
l'impasse al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. L'amministrazione Bush
ha intenzione di fare la guerra con o senza l'approvazione dell'ONU.

L'unico modo per prevenire che questa guerra abbia luogo nelle
prossime settimane è spodestare i governanti, che sono criminali di
guerra. Una precondizione per infrangere la legittimazione
dell'amministrazione Bush è il rivelare completamente i suoi legami
con il terrorismo internazionale e la sua complicità nei tragici fatti
dell'11/9. Questo obiettivo può essere raggiunto solamente piegando
efficacemente la sua campagna di propaganda e spargendo la verità
attraverso una campagna di informazione delle associazioni di base dei
cittadini. Per fronteggiare l'impasse al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU, l'ultimo disperato tentativo di Washington è stato quello di
collegare l'Iraq ad al Qaeda.

Al Qaeda di Osama bin Laden -- ora "sostenuta da Baghdad" -- viene
annunciata ad nauseam sia nelle dichiarazioni ufficiali che nei media
come un "Nemico dell'America", responsabile degli attacchi
terroristici dell'11/9. Le verità vengono contorte e rivoltate: Al
Qaeda, sostenuta da Baghdad, che "prepara un attacco all'America", che
giustifica una "preventiva" invasione dell'Iraq per "difendere la
patria".

In un sondaggio d'opinione della CNN-Time Magazine il mese di
fabbraio, il 76% degli intervistati riteneva che "Saddam fornisce
assistenza ad al Qaeda". In un altro sondaggio dove veniva chiesto
"Saddam Hussein è stato personalmente coinvolto negli attacchi dell'11
settembre"? il 72% diceva "che era vero o alquanto probabile" che
Saddam fosse coinvolto. (CNN, 11 March 2003)
http://www.cnn.com/2003/WORLD/meast/03/11/Iraq.Qaeda.link/index.html

Ma chi è questo nemico esterno?

Mentre Colin Powell -- senza il sostegno di prove -- nel suo discorso
all'ONU indica "il sinistro nesso tra l'Iraq e la rete terroristica al
Qaeda", documenti ufficiali, rapporti della stampa e dell'intelligence
confermano che successive amministrazioni degli USA hanno sostenuto ed
assistito la rete militante islamica. Tale relazione è un fatto
accertato, corroborato da numerosi studi, riconosciuto dai think tanks
ufficiali di Washington:
http://globalresearch.ca/articles/CHO109C.html

Nel 1980 gli Stati Uniti combatterono un'altra guerra in questa
regione con mezzi simili, una guerra segreta contro l'Unione Sovietica
ed una serie di regimi sostenuti dai sovietici in Afghanistan. Bin
Laden ed i suoi compari terroristi, i loro ospiti afgani e le forze
armate pakistane, fanno tutti parte di questa storia passata degli
U.S.A... Data un'opportunità per minare l'Unione Sovietica, gli Stati
Uniti divennero degli associati della guerra per procura del Pakistan.
( Samina Ahmed, The United States and Terrorism in Southwest Asia;
September 11 and Beyond, International Security, inverno 2001/2002)

Con l'attivo incoraggiamento della CIA e dell'ISI [Inter Services
Intelligence] del Pakistan, che voleva trasformare la jihad afgana in
una guerra globale di tutti gli stati musulmani contro l'Unione
Sovietica, tra il 1982 ed il 1992 circa 35.000 radicali musulmani da
40 paesi islamici si unirono alla lotta in Afghanistan. Altre decine
di migliaia vennero a studiare nelle madrasahs pakistane. Alla fine,
più di 100.000 musulmani radicali stranieri vennero influenzati
direttamente dalla jihad afgana. (Ahmed Rashid, The Taliban: Exporting
Extremism, Foreign Affairs, novembre-dicembre 1999).

Al Qaeda è stata creata e sostenuta dalla politica estera USA.
Nondimeno, secondo Powell nella sua "autorevole" presentazione del 5
febbraio all'ONU:

"Questi affiliati ad al Qaeda, con base a Baghdad, ora coordinano il
movimento di persone, denaro e rifornimenti verso ed attraverso l'Iraq
per la loro rete, ed operano liberamente nella capitale da più di
otto mesi". Mentre i media USA applaudono, l'ex direttore della CIA
asserisce che "Sappiamo che a [l campo di addestramento terrorista
iracheno di] Salman Pak vi erano terroristi islamici in addestramento
per dirottare aeroplani in gruppi di quattro o cinque con piccoli
coltelli", (News.max, 13 marzo 2003 ).
http://newsmax.com/showinsidecover.shtml?a=2003/3/13/112209

Ora, si dà proprio il caso che, come direttore della CIA durante la
presidenza Reagan, William Casey era il responsabile per l'invio di
aiuti segreti alle brigate islamiche in Afghanistan. In altre parole,
Casey fu uno degli architetti del terrorismo islamico.

La grande menzogna

Nei mesi che precedono l'invasione dell'Iraq le menzogne della
politica estera sono divenute sempre più grottesche. Nondimeno, né i
media, né i governi stranieri (compresi quelli di Francia, Germania e
Russia) hanno avuto il coraggio di accusare apertamente
l'amministrazione Bush di mentire al Consiglio di Sicurezza dell'ONU,
di fabbricare un pretesto per fare la guerra in violazione della carta
dell'ONU.

Secondo un "documento top secret britannico" citato dalla BBC, "non vi
è altro che inimicizia tra l'Iraq ed al Qaeda. La BBC ha detto che la
rivelazione è trapelata da funzionari dell'intelligence [britannico]
sconfortati dal fatto che il loro lavoro venisse usato per
giustificare la guerra". (citato in Daily News, New York, 6 febbraio
2003). Ironicamente, i documenti del Dipartimento di Stato come anche
quelli del potente Council on Foreign Relations (CFR), che svolge un
ruolo da dietro le scene nella pianificazione militare USA,
suggeriscono che le dichiarazioni di Colin Powell all'ONU sono
fabbricate:

"La questione dei collegamenti iracheni ad al Qaeda rimane oscura,
sebbene alti funzionari dell'amministrazione Bush insistano che tali
legami esistono... Tutti gli esperti e funzionari del Dipartimento di
Stato notano che tutta la presenza di al qaeda in Iraq si trova
probabilmente nelle regioni del Nord al di fuori del controllo di
Saddam. Molti esperti dicono che vi sono indizi superficiali di
legami tra al Qaeda e l'Iraq, notando che il disprezzo di al Qaeda per
i governi arabi "empii" ne fa un improbabile compagno di letto del
regime secolare di Saddam".
Council on Foreign Relations (CFR) at
http://www.cfrterrorism.org/groups/alqaeda3.html

Inoltre, in una conferenza stampa tenuta assieme con il Primo Ministro
britannico Tony Blair alla fine del gennaio 2003, il Presidente Bush
negò categoricamente l'esistenza di collegamenti tra Baghdad ed al
Qaeda, controvertendo perciò le dichiarazioni del suo Segretario di
Stato:

http://www.thememoryhole.org/war/no-saddam-qaeda.htm

[Adam Boulton, Sky News (London):] Una domanda per entrambe. Crediate
che vi sia un collegamento tra Saddam Hussein, un collegamento
diretto, e gli uomini che attaccarono l'11 settembre?

IL PRESIDENTE: Non posso fare questa affermazione.

IL PRIMO MINISTRO: Ciò risponde alla vostra domanda.

La risposta del presidente contraddice la dichiarazione fatta meno di
un mese dopo dal Segretario Colin Powell al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU quando ha accusato Saddam di dare rifugio ad al Qaeda.

Allarmi terroristici fabbricati.

Il giorno seguente la floscia presentazione di Colin Powell al
Consiglio di Sicurezza dell'ONU l'amministrazione Bush ha dichiarato
un allarme terrorismo "codice arancione". La disinformazione
veniva fabbricata in maniera totalmente improvvisata. Vennero
immediatamente dispiegati missili antiaerei attorno a Washington. I
media vennero inondati da storie sul sostegno iracheno ad un imminente
attacco di al Qaeda.

"La nazione ora è in Allarme Arancione perché le intercettazioni
dell'intelligence e la pura logica suggeriscono che i nostri nemici
islamici conoscono il modo migliore per colpirci con il terrorismo sul
suolo USA" (New York Post, 11 Feb 2003).

Era stata impiantata nella catena delle notizie (ABC News, 13 Feb
2003) una storia fabbricata proveniente dalla CIA sulle cosiddette
'bombe sporche radioattive'. Il Segretario Powell avvertì che "per i
terroristi sarebbe facile preparare bombe 'sporche' radioattive da far
esplodere negli USA ... 'Non posso dire quanto facile sia... Ma penso
che per noi sia saggio fare in modo che il popolo americano sia almeno
a conoscenza di questa possibilità'". (ABC This Week quoted in Daily
News (New York), 10 Feb. 2003).

Nel frattempo le reti TV avvertivano che "Gli hotel, i centri
commerciali o i condomini americani potrebbero essere già la prossima
settimana bersagli di al Qaeda ...". In seguito all'annuncio, decine
di migliaia di americani corsero ad acquistare nastro isolante, fogli
di plastica e maschere antigas.

Più tardi trapelò che l'allarme terrorismo era stato fabbricato dalla
CIA, con tutta probabilità di concerto con il Dipartimento di Stato
(ABC News, 13 Feb. 2003). Per la prima volta l'FBI aveva puntato il
dito contro la CIA. Mentre tacitamente riconosceva che l'allarme era
un falso, il Segretario della Homeland Security Tom Ridge decideva di
mantenere l'allarme 'codice arancione'.

"Nonostante il rapporto fabbricato, non vi sono progetti di cambiare
il livello di minaccia. I funzionari hanno detto che sono state
confermate altre informazioni e che l'alto livello di precauzioni è
pienamente valido". ( ABC News, 13 Feb. 2003 )
http://abcnews.go.com/sections/wnt/US/terror030213_falsealarm.html

Pochi giorni dopo, in un'altra fallita iniziativa della propaganda,
venne presentato dal Segretario Colin Powell al Congresso USA un
misterioso nastro audio di Osama bin Laden come 'prova' che i
terroristi islamici "stanno facendo causa comune con un brutale
ditttatore". (Un funzionario USA citato dal The Toronto Star, 12 Feb.
2003). Curiosamente, il nastro audio era in possesso di Colin Powell
prima che venisse trasmesso dalla rete TV Al Jazeera. (Ibid.) , Il
ruolo di Colin Powell: dall'Iran-Contra all'11 settembre

Sia Colin Powell che il suo vice Richard Armitage, che con nonchalance
accusano Baghdad ed altri governi stranieri di "dar rifugio" ad al
Qaeda, hanno giocato un ruolo diretto, in momenti diversi delle loro
carriere, nel sostenere organizzazioni terroriste. Entrambe erano
implicati -- operando dietro le scene -- nello scandalo Irangate
Contra durante l'amministrazione Reagan, che comportò la vendita
illegale di armi all'Iran per finanziare l'esercito paramilitare
Contra nicaraguense. Il Colonello Oliver North mise in piedi una
squadra comprendente [Richard] Secord; Noel Koch [vice di Armitage],
allora assistente segretario al Pentagono responsabile per le
operazioni speciali; George Cave, un ex capo stazione della CIA a
Teheran, e Colin Powell, assistente militare del Segretario alla
Difesa USA Caspar Weinberger...(The Guardian, December 10, 1986)

Sebbene Colin Powell non fosse direttamente coinvolto nei negoziati
sul trasferimento delle armi, che erano stati affidati a Oliver North,
era tra i "minimo cinque uomini al Pentagono che sapevano che le armi
venivano trasferite dalla CIA". (The Record, 29 December 1986). Il
Ten. Gen. Powell era  direttamente strumentale nel dare "luce verde"
ad ufficiali di livello inferiore dell'Irangate in aperta violazione
delle procedure del Congresso.
Secondo il New York Times, Colin Powell prese la decisione (al livello
di presa di possesso), di permettere la consegna delle armi all'Iran:
Affrettatamente, uno degli uomini più vicini al Segretario alla Difesa
Weinberger, il Magg. Gen. Colin Powell, passò oltre le procedure di
"sistema di punto focale" ed ordinò alla Defense Logistics Agency
<http://www.dla.mil/about.asp> [responsabile della presa in consegna]
di dare il primo di 2.008 missili TOW alla CIA, che agiva come
tramite per la consegna all'Iran" (New York Times, 16 February 1987)

Richard Armitage

Richard Armitage deteneva la posizione di Assistente Segretario alla
Difesa nell'amministrazione Reagan. Era a capo del coordinamento delle
operazioni militari che comprendevano l'operazione Iran-Contra. Era in
stretto collegamento con il Colonnello Oliver North. Il suo vice e
funzionario capo dell'antiterrorismo Noel Koch faceva parte della
squadra messa su da Oliver North. In seguito alla consegna dei missili
anticarro TOW all'Iran, i ricavi di queste vendite venivano depositati
in conti bancari numerati ed il denaro era usato per finanziare i
Contra nicaraguensi. (UPI. 27 November 1987). Un rapporto classificato
israeliano fornì ai comitati di indagine Iran-Contra del Congresso la
conferma che Armitage "era nello schema della faccenda iraniana". (New
York Times, 26 May 1989): "Con una posizione al Pentagono che lo
poneva a capo della sezione operazioni segrete, Armitage fu parte
negli affari segreti sulle armi dall'inizio. Era anch! e associato
all'ex aiutante alla sicurezza nazionale Oliver L. North in un gruppo
antiterrorismo della Casa Bianca, un'altra area che sarebbe stata pure
oggetto probabile di un'indagine del Congresso". (Washington Post, 26
May 1989) Il Direttore della CIA William Casey con la collaborazione
di Richard Armitage al Pentagono "condusse la guerra segreta dei
mujahideen contro l'Unione Sovietica..." (citato in Domestic
Terrorism: The Big Lie The "War") "Contragate was also an
off-the-shelf drug-financed operation run by Casey." (Ibid ).
http://www.ratical.org/ratville/CAH/AOPof911p11.html

Il finanziamento delle brigate islamiche

La procedura Iran Contra fu simile a quella usata in Afghanistan, dove
l'aiuto segreto veniva inviato alla brigata militante islamica (US
News and World Report, 15 dicembre 1986). Infatti parte dei ricavi
delle vendite di armi all'Iran erano stati diretti al finanziamento
dei mujahideen. : "Il Washington Post riportò che i profitti dalle
vendite di armi all'Iran venivano depositati in un conto gestito dalla
CIA nel quale gli USA e l'Arabia Saudita avevano versato 250 milioni
di dollari ciascuno. Quel denaro venne passato non solo ai contras in
America centrale ma anche ai ribelli che combattevano le truppe
sovietiche in Afghanistan."(U.S. News & World Report, 15 dicembre
1986)

L'insabbiamento dell'Irangate

Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Reagan, Contrammiraglio
John Pointdexter, più tardi incriminato con accuse di cospirazione e
di avere mentito al Congresso, venne sostituito come Consigliere per
la Sicurezza Nazionale da Frank Carlucci. Ed il Magg. Gen. Colin
Powell venne nominato vice di Carlucci, ufficialmente il "numero due"
della squadra della Sicurezza Nazionale. "Entrambe arrivarono alla
Casa Bianca dopo le rivelazioni sull'Iran Contra e la pulizia [cioè
insabbiamento] all'NSC che seguì [lo scandalo Irangate]" (The
MacNeil/Lehrer NewsHour, 16 giugno 1987).

Non è necessario dire che la pulizia fu un insabbiamento: Colin Powell
era nell'affare Irangate. Mentre diversi ufficiali dell'Irangate,
compresi John Pointdexter e Oliver North, vennero accusati di
comportamento criminale, i principali attori alla CIA ed al Pentagono,
cioè Armitage e Casey, non vennero mai accusati, né lo fu il Tenente
Generale Colin Powell che autorizzò la presa in consegna dei missili
TOW dalla Defense Logistics
Agency. http://www.dla.mil/about.asp

Inoltre, mentre le armi venivano segretamente vendute all'Iran,
attraverso canali ufficiali Washington stava anche fornendo armi a
Baghdad. In altre parole, Washington stava armando entrambe le parti
della guerra Iran-Iraq. E chi era incaricato dei negoziati per quelle
vendite di armi a Baghdad?
Donald Rumsfeld.
http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB82/index.htm

La criminalizzazione dello Stato: i collegamenti tra i funzionari USA
ed al Qaeda

Questi collegamenti storici alle organizzazioni terroriste non sono
che la punta dell'iceberg. Prove recenti suggeriscono che Colin Powell
ed il suo vice Richard Armitage furono coinvolti nell'insabbiamento
politico degli attacchi dell'11 settembre. Infatti, le prove puntano
alla complicità politica dei più alti livelli dell'amministrazione
Bush.
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html

E' l'amministrazione Bush piuttosto che il governo iracheno ad avere
collegamenti con il terrorismo islamico. Ma nessuna di queste
informazioni è arrivata al più vasto pubblico ed i media considerano
largamente irrilevante il collegamento di successive amministrazioni
USA alla rete militante islamica. (Per dettagli ed analisi vedi gli
ampi riferimenti bibliografici indicati più sotto). Vi sono
documentati collegamenti tra al Qaeda ed alti funzionari
dell'amministrazione Bush, compresi il Segretario Colin Powell ed il
Vicesegretario Richard Armitage. Documentati dal Congresso USA, vi
sono dati dei collegamenti tra il Presidente Clinton ed al Qaeda.
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO206A.html
http://globalresearch.ca/articles/DCH109A.html

Il presidente della Commissione d'inchiesta sull'11/9 Thomas Kean
nominato dal Presidente Bush era socio d'affari di un potente membro
della famiglia bin Laden (V. Fortune Magazine, 22 gennaio 2003;
Xymphora, dicembre 2002 V. anche Global Outlook, No. 4, 2003 ).
http://www.fortune.com/fortune/print/0,15935,410237,00.html
http://www.globalresearch.ca/articles/XYM212A.html
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO212A.html

Vi sono prove di dubbi collegamenti che coinvolgono membri del
Congresso USA, compresi il Senatore Bob Graham ed il Rep. Porter Goss,
presidenti dei Comitati di intelligence del Senato e della Camera.
Colin Powell e Richard Armitage hanno avuto colloqui di alto livello
con l'ex capo dell'ISI Generale Mahmoud Ahmad subito dopo l'11/9. Ora
si dà proprio il caso che, secondo l'FBI e l'intelligence indiano, il
Generale Mahmoud, capo dell'intelligence militare del Pakistan e
presunto "pagatore" dietro gli attacchi dell'11/9, aveva trasferito
fondi al capo banda dell'11/9 Mohammed Atta. Vi è anche ampia prova di
collegamenti d'affari tra le famiglie Bush e bin Laden (V. George W.
Bush Financial Scams: selezione di articoli del CRG ).
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO206A.html
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html
http://globalresearch.ca/articles/CRG207A.html

Nelle tavole in basso vi sono molti dei documentati "collegamenti" di
alti funzionari USA e politici eletti con la rete terrorista islamica.
Le fonti delle informazioni e le URL (dove disponibili) sono indicati
nella colonna di destra. Queste informazioni sono cruciali in un
momento nel quale l'amministrazione Bush accusa Baghdad di avere
collegamenti con il terrorismo internazionale. Quella che viene
fornita in basso è una tavola sinottica basata su numerosi studi,
documenti e rapporti. Per un'analisi in profondità ed anche per una
rassegna storica della vasta relazione tra il governo USA ed il
terrorismo islamico il lettore è rinviato alla bibliografia indicata
più sotto.


---


http://lists.peacelink.it/pace/msg05176.html


Subject: 2. Esporre i collegamenti tra al Qaeda e l'amministrazione
Bush
From: "Luna Cerris"
Date: Sun, 13 Apr 2003 17:19:20 +0200



* Tavola 1, Precedenti storici:

"Collegamenti" di funzionari USA con al Qaeda ed altre organizzazioni
terroriste (lista parziale)

Funzionario

Circostanze
Documento o fonte

Jimmy Carter

Nel luglio del 1979 firmò la prima direttiva per aiuti segreti alla
rete militante islamica in Afghanistan
Intervista con Brzezinski in Nouvel Observateur, 15-21 gennaio 1998
http://www.globalresearch.ca/articles/BRZ110A.html

Zbigniew Brzezinski

Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente Carter
In qualità di Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Jimmy Carter,
Brzezinski fu l'architetto del sostegno segreto alla rete militante
islamica nella guerra sovietico-afgana.
Intervista con Brzezinski in Nouvel Observateur, 15-21 gennaio 1998
http://www.globalresearch.ca/articles/BRZ110A.html

Ronald Reagan

Firmò la Direttiva Decisionale di Sicurezza Nazionale 166, (1985) che
permetteva l'aumento degli aiuti segreti alle brigate islamiche nella
guerra sovietico-afgana.
Washington Post, 19 luglio 1992
http://globalresearch.ca/articles/CHO109C.html

George H. W. Bush

Continuò il sostegno segreto alla rete militante islamica iniziato
sotto le presidenze Carter e Reagan.
Wall Street Journal, 27 settembre 2001
http://www.globalresearch.ca/articles/WAL110A.html
http://www.globalresearch.ca/articles/WAR203A.html
Fornì sostegno ai funzionari dell'Iran Contra durante il suo incarico
di Vice Presidente
The New York Times, 12 febbraio 1989
<http://dir.salon.com/tech/feature/2001/11/19/bush_oil/index.html>
Legami d'affari con la famiglia bin Laden attraverso il Carlyle
Group.Fortune, 8 marzo 2002
Salon.com, 19 novembre 2001
Foreign Policy in Focus, 30 aprile 2002
http://www.globalresearch.ca/articles/GEO205A.html

Bill Clinton

Ordino la collaborazione tra le forze armate USA ed operativi di al
Qaeda durante la guerra civile in Bosnia. Sostenne il KLA, che veniva
sostenuto anche da al Qaeda.
Comitato del Partito Repubblicano del Congresso USA, 1997
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO110A.html
http://globalresearch.ca/articles/DCH109A.html

Anthony Lake

Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente Clinton Ordinò
gli aiuti segreti alle organizzazioni terroriste islamiche che
combattevano in Bosnia (1991-95)
Comitato del Partito Repubblicano del Congresso USA, 1997
http://globalresearch.ca/articles/DCH109A.html


* Tavola 2, I funzionari dell'amministrazione Bush:

Collegamenti ad al Qaeda ed ai terroristi dell'11/9 (lista parziale)

Nome del funzionario

Natura del collegamento
Fonte delle informazioni

George W. Bush

Collegamenti d'affari negli anni '80, quando era in affari
pertroliferi in Texas con la famiglia bin Laden, compresi Salem bin
Laden (fratello di Osama) e Khalid bin Mahfouz (cognato di Osama),
indicati nella denuncia delle famiglie delle vittime dell'11/9 come i
finanziatori dell'11/9. Bin Mahfouz è sospettato di avere finanziato
con milioni di dollari la rete al Qaeda.
http://www.scoop.co.nz/mason/stories/HL0208/S00148.htm
Intelligence Newsletter, 2 marzo 2000
http://www.globalresearch.ca/articles/INL110A.html
AFP London 7 novembre 2001, Salon.com, 19 novembre 2001,
http://dir.salon.com/tech/feature/2001/11/19/bush_oil/index.html
Boston Herald, 11 dicembre 2001, Bush Watch 2001,
http://globalresearch.ca/articles/CRG207A.html
In these Times, 12 novembre 2001
http://www.globalresearch.ca/articles/MAD202B.html
George W. Bush Financial Scams: selezione di articoli del CRG
http://globalresearch.ca/articles/CRG207A.html

Colin Powell

Segretario di Stato
Negoziò i termini della cooperazione del Pakistan nella guerra al
terrorismo con il pagatore dietro all'11/9, Generale Mahmoud
Ahmad, capo dell'intelligence militare pakistano (ISI).
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html
Secondo diversi rapporti, incluso quello dell'FBI, si ritiene abbia
trasferito 100.000 dollari al capo dell'11/9 Mohammed Atta. Colin
Powell era anche coinvolto da dietro le scene nell'affare Iran Contra.
http://www.consortiumnews.com/archive/colin7.html
Il Magg. Generale Powell autorizzò i trasferimenti illegali di armi
all'Iran.
Miami Herald, 16 settembre 2001, Washington Post, ABC News 30
settembre 2001, AFP, 10 ottobre 2001, Times of India, 9 ottobre 2001

Richard Armitage

Vice Segretario di Stato
Coinvolto nel piano segreto di aiuti alla base militante islamica
dalla sua origine durante l'amministrazione Reagan.
Coinvolto anche nello scandalo Iran Contra, che consisteva nella
vendita illegale di armi all'Iran per finanziare i Contras
nicaraguensi. Anche Richard Armitage incontrò il Generale Mahmoud
Ahmad, presunto pagatore dietro l'11/9, in incontri al Dipartimento di
Stato il 12 e 13 settembre
<http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html>
Miami Herald, 16 settembre 2001, Washington Post, ABC News 30
settembre 2001, AFP, 10 ottobre 2001, Times of India, 9 ottobre 2001,
United Press International, 18 luglio 2001
http://www.globalresearch.ca/articles/ROF111A.html

Marc Grossman

Sottosegretario di Stato
Incontri con il capo dell'ISI Generale Mahmoud Ahmad nella settimana
precedente l'11/9
<http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html>

George Tenet

Direttore della CIA
Incontri con il capo dell'ISI Generale Mahmoud Ahmad nella settimana
precedente l'11/9
<http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html>

Sen. Bob Graham e Rep. Porter Goss

Presidenti dei Comitati ristretti di Intelligence del Senato e della
Camera
Incontri con il capo dell'ISI Mahmoud Ahmad, il pagatore dietro ai
terroristi, in Pakistan alla fine dell'agosto del 2001. Incontro con
il capo dell'ISI la mattina dell'11 settembre.
<http://www.globalresearch.ca/articles/CHO206A.html>

Le opinioni del Council on Foreign Relations sull'ISI come
organizzazione terrorista
http://www.cfrterrorism.org/coalition/pakistan2.html
Miami Herald, 16 settembre 2001, 16 Washington Post, 18 maggio 2002
Council on Foreign Relations
<http://www.cfrterrorism.org/coalition/pakistan2.html>

John Pointdexter

Capo del Total Information Awareness Program (TIA)
Coinvolto per la cospirazione nello scandalo Irangate Contra.
Incriminato per "cospirazione per truffare il governo deviando i fondi
delle vendite segrete di armi USA all'Iran".
Numerosi rapporti di stampa. V. UPI, 13 Dicembre 1988
New York Times 10 Dicembre 1988

John Negroponte

Ambasciatore permanente degli USA alle Nazioni Unite
John Negroponte, il funzionario USA coinvolto negli attuali negoziati
al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, era coinvolto nel sostegno agli
squadroni della morte paramilitari mentre era ambasciatore USA in
Honduras negli anni '80.
<http://www.nisgua.org/articles/urgent_action.htm>
I Contras operavano dall'Honduras con aiuti militari forniti dalla
vendita di armi all'Iran. "Come ambasciatore americano in Honduras dal
novembre 1981 al giugno 1985, Mr. Negroponte era strumentale nella
costruzione militare dei ribelli [Contras] nicaraguensi". New York
Times 13 dicembre 1988, San Francisco Examiner
http://mai.flora.org/forum/31397

Thomas Kean

Presidente della Commissione sull'11/9
Socio d'affari di Khalid bin Mahfouz e Mohammed Al Ahmoudi nella joint
venture Hess-Delta
http://www.globalresearch.ca/articles/XYM212A.html
Secondo la CIA, Bin Mahfouz è il cognato di Osama bin Laden
Fortune Magazine, febbraio 2003, Energy Compass, 15 novembre 2002
http://www.fortune.com/fortune/print/0,15935,410237,00.html
Global Outlook, no 4. 2003
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO212A.html




Implicazioni per il movimento contro la guerra

Quali sono le implicazioni per il movimento contro la guerra? La
relazione dell'amministrazione Bush con il terrorismo internazionale,
che è materia di documentazione pubblica, e punta indelebilmente alla
criminalizzazione degli alti gradi dell'apparato dello stato USA.

Utilizziamo queste informazioni per smantellare i piani di guerra
dell'amministrazione Bush: Sensibilizziamo i nostri concittadini.
Esponiamo i collegamenti. Perché, quando la verità comincia a
gocciolare, i piani di guerra dei capi non avranno un briciolo di
legittimazione agli occhi di milioni di americani che credono che al
Qaeda sia "Una minaccia per l'America" e che il loro presidente sia
impegnato per la loro sicurezza.
L'amministrazione Bush sta spingendo le menzogne al limite. Colin
Powell presenta al Consiglio di Sicurezza dell'ONU informazioni false.
Il Presidente Bush nel suo Discorso sullo Stato dell'Unione dice che
vuole "liberare l'Iraq", nondimeno una precedente dichiarazione
proveniente dalla Casa Bianca conferma che l'amministrazione sta
contemplando l'uso di armi nucleari. La campagna di propaganda è
fatalmente handicappata poiché la gente non crede più alle bugie. E
quando le menzogne provenienti dalla sede dell'autorità politica sono
messe in dubbio apertamente la legittimazione dei capi è minacciata.

Ed alla fine le bugie si ritorcono sui loro sostenitori di stato. E
cio costituisce un opportunità per il movimento contro la guerra. Per
rovesciare la marea della guerra, l'apparato della propaganda deve
essere efficacemente disarmato. Ciò che questo richiede è una campagna
d'informazione che riveli le cause e le conseguenze della guerra,
sensibilizzi tutti i settori della popolazione con una visione per
alla fine infrangere la legittimazione dei principali attori politici
e militari. Il movimento contro la guerra negli USA ed in tutto il
mondo ha sfidato con successo l'agenda di guerra di Bush. Comunque,
non ha disfatto le menzogne relative all'11 settembre ed alla cd
"guerra al terrorismo" che costituisce il fondamento della propaganda
di guerra dell'amministrazione.
L'11 settembre è stato abbondantemente usato come giustificazione per
fare la guerra preventiva contro l'Iraq. Esso è parte della dottrina
di "autodifesa" dell'amministrazione.

Inoltre, mentre mobilita milioni di persone in tutto il mondo, il
movimento di protesta contro la guerra rimane profondamente diviso.
Molti di coloro che nella società civile e nelle organizzazioni
sindacali
http://www.alternet.org/print.html?StoryID=14626
che hanno preso posizione contro l'invasione dell'Iraq erano nondimeno
sostenitori dell'invasione dell'Afghanistan
http://www.laboreducator.org/inside31.htm
dell'amministrazione Bush come rappresaglia per gli attacchi dell'11
settembre. Mentre si uniscono al movimento contro la guerra essi
rimangono convinti che al Qaeda sia "una minaccia per l'America" e la
sicurezza globale. Essi credono fermamente nella cd "guerra al
terrorismo" contro i presunti responsabili dell'11/9 e sono ampiamente
dei sostenitori dell'agenda antiterrorismo dell'amministrazione Bush.


"Siamo contrari all'invasione dell'Iraq, ma dovremmo cercare al
Qaeda". "Crediamo che l'Iraq non sia una minaccia alla pace mondiale,
ma sosteniamo la "guerra al terrorismo" dell'l'amministrazione". A
loro volta, molti intellettuali progressisti di rilievo ed analisti di
politica estera non solo hanno rifiutato i collegamenti
dell'amministrazione Bush con al Qaeda, ma hanno sostenuto la "guerra
al terrorismo" dell'amministrazione. Tale ambivalenza indebolisce il
movimento contro la guerra poiché in ultima analisi serve a mantenere
la legittimazione dell'agenda "antiterrorista" all'interno ed in tutto
il mondo. Sotto un'insegna antiterrorista l'amministrazione ha
lanciato l'"Operazione Libertà Infinita" che consiste nell'inviare le
Forze Speciali USA a collaborare con governi stranieri nella "guerra
al terrorismo". Negli USA ha provocato il Patriot Act, che annulla i
diritti civili fondamentali in nome della "guerra al terrorismo".
http://www.infowars.com/print_patriotact2_analysis.htm

La guerra al terrorismo è parte integrale della dottrina della
Sicurezza Nazionale di Bush.
http://www.whitehouse.gov/nsc/nss3.html

Viene usata come pretesto per fare la guerra all'Iraq.
Molti attivisti contro la guerra non sono a conoscenza del fatto che
le successive amministrazioni USA negli ultimi 20 anni hanno sostenuto
il terrorismo islamico, compresa al Qaeda. Quest'ultima è una creatura
della CIA. Essa è uno strumento chiave della politica estera USA.
http://globalresearch.ca/articles/CHO109C.html

In questo cruciale punto di svolta della storia dobbiamo comprendere
che il sentimento contro la guerra in se stesso non mina l'agenda di
guerra. Lo stesso vale per l'impasse diplomatico al Consiglio di
Sicurezza dell'ONU.
Gli USA hanno intenzione di fare la guerra con o senza l'approvazione
dell'ONU.

L'unico modo per impedire che nelle prossime settimane questa guerra
si verifichi è spodestare i governanti, che sono dei criminali di
guerra. Una precondizione per infrangere la legittimazione
dell'amministrazione Bush è il rivelare completamente i suoi legami
con il terrorismo internazionale, smantellando la sua campagna di
propaganda e spargendo la verità attraverso una bene organizzata
campagna di informazione delle associazioni di base dei cittadini.

Ed il metodo per spodestare i governanti è di infrangere la loro
legittimità agli occhi del popolo.
In altre parole, è necessario rivelare completamente le menzogne
riguardanti la cd "guerra al terrorismo" ai nostri concittadini, che
viene anche usata come pretesto per l'invasione dell'Iraq.




Bibliografia di materiali e collegamenti selezionati

Centre for Research on Globalization (CRG),
Foreknowledge of 9-11: A Compilation of CRG articles and documents in
support of a 9-11 Investigation
http://globalresearch.ca/articles/CRG204A.html

Centre for Research on Globalization (CRG), 9/11 Reader and Archive
http://globalresearch.ca/by-topic/sept11/

Nic Levis, The 9/11 Truth Movement Selected Resources
for Researchers and Activists
http://www.globalresearch.ca/articles/LEV212A.html

Centre for Research on Globalization (CRG), George W.
Bush Financial Scams: CRG selection of articles.
http://globalresearch.ca/articles/CRG207A.html

Propaganda Matrix Archive on Prior knowledge at
http://www.propagandamatrix.com/archiveprior_knowledge.html

Centre for Cooperative Research, The Complete 9/11 Timeline at
http://www.cooperativeresearch.org/index2.html

Michel Chossudovsky è l'autore del best seller internazionale
War and Globalization, The Truth behind September 11.
http://globalresearch.ca/globaloutlook/truth911.html



Gli ipocriti (1)


Peter Handke attacca gli ipocriti
(da "Target", Vienna, n.14)

"Giorno dopo giorno divento sempre piu' furioso. Improvvisamente sono
diventati tutti contro la guerra. Persino Monsieur Chirac dice che per
ogni cosa ci vuole il Diritto. Ma per la Jugoslavia, che aveva
contribuito a liberare il mondo dal nazismo, il Diritto non contava
niente (...) Il Diritto era senza importanza, adesso invece va
improvvisamente tutelato. Percio' non voglio immischiarmi con chi ha
approvato la guerra contro la Jugoslavia. Gli Stati europei si sono
resi colpevoli per sempre. Adesso hanno placato la loro sete di sangue
in Jugoslavia - soprattutto la Germania ne aveva un gran bisogno - ed
improvvisamente tutti questi criminali sono per la pace."

"Nessuno parla piu' della Jugoslavia, benche' Milosevic non si possa
paragonare con Saddam Hussein ne' tantomeno con Hitler. E' un crimine
semantico paragonare cio' che non e' paragonabile, come i campi di
sterminio con i campi di prigionia: e' con questo paravento che la
Germania ha aggredito la Jugoslavia. Tutti i crimini veri e propri
hanno inizio con dei crimini semantici."

http://www.vorstadtzentrum.org/
cgi-bin/joesb/news/viewnews.cgi?category=5&id=1049745775


Gli ipocriti (2)
La Melandri non c'era e se c'era dormiva

Riceviamo questa ottima rassegna dall'amico Gian, e diffondiamo.


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Subject: La Melandri non c'era e se c'era dormiva
   Date: Wed, 9 Apr 2003 13:55:01 +0200
   From: "Gian Che Dice?"


  Parlare dell'incoerenza del centro sinistra sul tema della
  guerra è un pò come sparare sulla croce rossa oppure sui
  giornalisti indipendenti, non si fa. Ma appunto perchè non si
  spara sugli innocenti e non si gioca con le vittime bisogna
  sempre denunciare chi lo fa per fini strumentali. In questo
  caso ahinoi è proprio la crocerossina Melandri, ex ministra
  del governo d'Alema, che con la memoria corta a Ballarò
  confonde guerre, cifre e responsabilità, tentando
  maldestramente di rimuovere la contraddizione che i
  dalemiani tentano di portare nel movimento per la pace. Il
  bombardamento può essere giusto se a farlo sono d'Alema,
  Clinton e Blair. Forse è il caso di ricordare perchè il
  movimento pacifista accusò il governo d'Alema di crimini di
  uerra in Jugoslavia.
  
                                        Gian.

---
Così dicevano: citazioni illustri per giustificare una guerra ingiusta
---

"Dovere della sinistra far guerra a un dittatore"
Intervista a  Walter Veltroni
su La Repubblica 1 aprile '99

Il leader ds Veltroni: "Blair ha ragione: dobbiamo fare dei diritti
umani il nuovo internazionalismo"
E anche questa non è una scoperta di oggi, per me: da mesi parlo della
Birmania, del Ruanda, di Cuba e dei dissidenti sbattuti in galera da
Castro, o ricordavo a Jang Zemin in visita in Italia le esecuzioni
degli oppositori in Cina. Adesso si vede qual è il filo conduttore di
questa politica: il tentativo di costruire una Sinistra che faccia dei
diritti umani il suo nuovo 'internazionalismo', come ha detto Tony
Blair alla convention dei socialisti europei a Milano. Una nuova
coscienza dei disastri umanitari, del dolore, della catastrofe che c'è
in tante parti del mondo. Il Kosovo, per colpa di Milosevic, è oggi la
parte più devastata da questo flagello. Per farlo finire, purtroppo,
la comunità internazionale è costretta ad usare lo strumento
estremo, i bombardamenti".
http://www.democraticidisinistra.it/interviste/veltroni010499.htm

"Certo, in questa vicenda c'è una crisi che riguarda l'Europa, che non
riesce a darsi una politica comune di sicurezza. Ma c'è qualcosa di
più. Si sta consumando la difficoltà dell'Onu. Ci vogliono nuove
regole, con una riforma del Consiglio di sicurezza, che oggi il
sistema dei veti rende un gigante imbrigliato" [...]
"La sinistra italiana che sosteneva il principio della non ingerenza e
della sovranità nazionale sta facendo un grande salto di maturità. Una
sinistra nuova che capisce che ci sono valori, principi e diritti che
non possono essere cancellati. Tra i giovani, tra gli studenti c'è la
consapevolezza che quando ci sono centinaia di migliaia di persone che
scappano può essere necessario usare la forza per aiutare i deboli. Si
parla della guerra giusta ma io vorrei introdurre il concetto della
pace giusta. Finché ci sono la diaspora, la pulizia etnica, gli
stupri, le decapitazioni, non c'è pace, anche se i bombardieri
tacciono".
Walter Veltroni
http://www.democraticidisinistra.it/interviste/
intervista_veltroni1004.htm

Sinistra ricorda la lezione di Sarajevo
Intervista a  Walter Veltroni
su l'Unità 29 marzo '99

I sondaggi dicono che l'opinione pubblica è in maggioranza contro
l'intervento militare.
"Io credo che il grande disagio che sta vivendo la gente nasce dal
fatto che si ha la consapevolezza che ci troviamo non dinanzi a una
guerra, ma a due guerre. C'era una guerra preesistente, quella dei
serbi contro i kosovari. E aveva già provocato 2000 morti e quasi
mezzo milione di profughi. E stava per dilagare, per allargarsi alla
Macedonia, all'Albania, con l'effetto di incendiare tutti i Balcani. E
stavano avvenendo cose di fronte alle quali non ci si può più limitare
alla compassione e alla condanna: le decapitazioni, le fosse comuni,
lo sterminio. Vedi, a quelli che l'altro giorno sono venuti
davanti a Montecitorio con gli ulivi insanguinati, io potrei dire:
dov'eravate, amici, dov'erano i vostri fiori quando i serbi compivano
atrocità e uccidevano 300 mila esseri umani in Bosnia?"
http://www.democraticidisinistra.it/interviste/veltroni290399.htm

Il presidente D'Alema è tra i falchi o le colombe?

In un'intervista il presidente del Consiglio D'Alema ha
affermato: "Noi vogliamo che non si lasci nessuna opportunità
intentata, nessuna possibilità di riprendere il cammino di una
soluzione politica e negoziale. Ma naturalmente occorre da parte
del governo di Belgrado una chiara manifestazione di buona
volontà, ponendo fine a questa aggressione contro la popolazione
civile del Kosovo" (Il Manifesto 6/4/99). Il giorno dopo il governo
di Belgrado ha annunciato una tregua unilaterale per la Pasqua
ortodossa. La risposta di D'Alema, giunta tre ore dopo il "no" di
Clinton e Blair alla proposta di tregua, è stata: "È insufficiente. È
evidente che occorrono ben altre garanzie".
http://www.geocities.com/CapitolHill/Senate/5430/a9899/kosovo.htm

---
La memoria ha le gambe cortissime. Cosa
successe il 7 novembre 2001?
---

513 si - 35 No. Iniziava così, con un voto
parlamentare bipartisan,  il 7 novembre 2001 la parte italiana
della guerra del mondo "civile" contro il regime "taliban" per
togliere il velo alle donne musulmane con l'ausilio dell'esplosivo.

Era la vendetta dell'America contro un paese che
"ospitava" Osama Bin Laden, accusato (senza prove) di aver
finanziato l'attentato alle torri. Una guerra rapida, con un
consenso parlamentare plebiscitario (comunisti e verdi esclusi),
che ha causato la morte di 3767 afghani
(http://www.reteblu.org/dibattiti/0202/dibattiti14.html) ed il
rapimento di qualche centinaio d'altri, portando a cosa? Al permanere
di una instabilità afghana in Afghanistan, alle installazioni militari
permanenti, in sostanza all'accerchiamento del petrolio. Oggi un
leader fantoccio occidentale, circondato da pretoriani occidentali
prende il posto di altre sagome dello stato poligono. Bush e Blair,
-si, gli stessi- trionfali, iniziarono l'attacco senza avvallo ONU
e maggioranza forzista ed opposizione ulivista, li sostennero
dall'Italia con un accordo parlamentare. Sostennero la missione
anche se Rumsfeld -si, sempre lui- l'annunciava come parte di
un attacco più ampio ed internazionale
(http://www.repubblica.it/online/mondo/rumsfeld/rumsfeld/rumsfeld.html).
Anche se il New American Century era già da 3 anni lì a spiegare i
progetti della superpotenza.
E' passato poco più di un anno e non ne parla quasi più nessuno.
Osama è una sagoma riposta in cassetto, adatta per la
sovrapposizione a piacimento, proprio come in quei giochi per
bambini, a qualche mappa di stato canaglia quando sia
necessario.  Nessuno, proprio nessuno, invece, ricorda più quel
"Noi non faremo mancare il nostro sostegno perchè il terrorismo
sia sconfitto" di Francesco Rutelli (http://www.repubblica.it/online/
politica/ulivoguerra/divisi/divisi.html) che votava così a favore
del bombardamento di un paese medioevale per dar sfogo alle
voglie di vendetta della potenza imperiale.

---
La Melandri dormiva.
---

Giovanna Melandri dichiara a Ballarò dell'8 aprile 2003 che la
guerra alla Jugoslavia era da considerarsi legittima per tre
motivi:

- La guerra era autorizzata dalla Nato
- La guerra era motivata dal massacro di Srebrenica
avvenuto "poco prima"
- La guerra avveniva dopo l'uccisione di 300.000 Kosovari.

Tre colpi a salve contro l'evidenza:

A- La guerra non poteva essere autorizzata da una alleanza
difensiva in violazione del proprio statuto fondativo
(intervenendo fuori dai confini dei paesi della Nato). La guerra
non era autorizzata dall'Onu poichè i russi (analogamente ai
francesi adesso) minacciarono di ricorrere al diritto di veto. La
guerra fu pertanto illegale sia per lo statuto Nato che per la
carta delle nazioni unite. Costituiva anzi un comodo precedente
per la politica (iniziata in realtà già nell'82 nelle isole Falkland
dalla signora Thatcher e in centro america con l'aiuto esplicito
ai contras nicaraguensi da parte dell'amministrazione Reagan)
di nuovo ordine mondiale.

B- Il "massacro di Srebenica" risale ad un altro
conflitto, -Srebrenica era un enclave musulmana in territorio
serbo-bosniaco...- e non attiene al conflitto in Kosovo. Tra i due
conflitti intercorrono 4 anni. Non furono interessate le forze
serbo-Jugoslave ma le forze serbo-Bosniache. La Jugoslavia fu
riconosciuta in quel periodo dall'amministrazione americana
come una delle tre amministrazioni da interessare alla
"pacificazione" bosniaca che trovò il suo suggello a Dayton. Sul
"massacro di Srebrenica" vi sono due versioni ufficiali, quella del
governo olandese (responsabile dei caschi blu presenti sul
campo) e una americana. I due rapporti preannunciano le
divisioni di questi giorni sul conflitto iracheno (vedi
http://www.guardian.co.uk/Archive/Article/0,4273,4398644,00.html).

C-  Il segretario alla difesa americana William Cohen
(http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/Controcorrente/liberazione.html)=

affermò che in Kosovo erano stati uccisi dai serbi 100.000
Kosovari. D'Alema alzò la cifra nei giorni del conflitto e parlò di
200.000 vittime, non distinguendo i profughi dagli
assassinati. Oggi la Melandri integra un numero già spaventoso
di vittime al rialzo per giustificare quella guerra ormai persa
nella memoria, e parla di 300.000 morti. Questa operazione
rialzista è una operazione sporca, da democrazia americana. Ma,
e la cosa è ancor più grave in questi giorni di eccidi giustificati
da fumo ideologico, l'onorevole Melandri nega il riconoscimento
storico della infondatezza di queste cifre. Al pari delle vittime
delle torri gemelle -che son passate da 50.000 (200.000 per la
Fallaci) a 3.000 vittime- anche le vittime della "pulizia etnica"
nel Kosovo sono state ampiamente ridimensionate e anche
questa parte della conquista del continente europeo
probabilmente dovrà essere riscritta. Ad oggi il tribunale penale
internazionale accusa il "regime di Milosevic" di alcune
centinaia di morti (670 vittime secondo i servizi segreti Croati
non certo vicinani ai serbi, 187 secondo il rapporto dei medici del
Tribunale dell'Aja per i crimini di guerra in Jugoslavia
(http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/Controcorrente/
liberazione.html)) .
La guerra alla Jugoslavia causò nel compenso alcune migliaia
di vittime civili e migliaia di altri "danni collaterali" per
l'aumento della contaminazione radioattiva del territorio. Alla
fine della guerra, in Kosovo, forse è il caso di ricordarlo, si è
installata la più imponente base militare americana all'estero, la
base Bondsteel.

---
Val la pena di ricordare alcuni degli episodi della guerra
umanitaria alla Jugoslavia nel 1999.
---

31 Maggio Colpito l'ospedale di Surdulica, il bilancio parla di
venti morti.
19 Maggio Colpito l'ospedale di Belgrado, tre morti.
14 Maggio Colpito villaggio Kosovaro 100 morti.
7 Maggio Colpito ospedale e mercato di Nis 20 morti.
7 Maggio Colpita l'ambasciata cinese 3 giornalisti morti e 20
diplomatici feriti.
1 Maggio Colpita corriera a Luzane 40 morti.
27 Aprile Surdulica: decine di case distrutte e diversi morti civili
per missili fuori rotta.
23 Aprile Belgrado: 16 dipendenti della TV serba uccisi;
obiettivo legittimo per la Nato.
14 Aprile Djakovica: 75 kosovari uccisi, addebitati inizialmente
ai serbi, in realtà per missili alleati.
12 Aprile Aleksinac: edifici civili abbattuti per errore.
http://www.repubblica.it/online/fatti/civili/civili/civili.html

Dal 16 marzo 1999, 23.000 missili e bombe furono sganciate su
un Paese di 11 milioni di abitanti. 35.000 cluster bombs (a
frammentazione, armi di distruzione di massa contrarie alla
convenzione di Ginevra) ed a grafite; furono usati 31.000
proiettili ad uranio impoverito, con rilascio di materiale
contaminante su tutta la Jugoslavia. In 78 giorni di
bombardamenti furono colpite scuole, ospedali, fattorie, ponti,
strade e vie acquatiche.
(http://www.romacivica.net/forumdac/Usawarcrimes.htm)

L'alibi assurdo per quel conflitto si scontra contro queste
semplici evidenze.

---
Diamo a Bush quel che è di Bush
---

La tendenza strumentale alla personalizzazione di condotte
geo-politiche nazionali, intestando all'ultima amministrazione
repubblicana delle scelte che fanno parte della fisiologia delle
amministrazioni statunitensi, somiglia in modo drammatico alla
personalizzazione del conflitto Israelo-Palestinese, una
personalizzazione funzionale alla non-comprensione delle
dinamiche radicali che sottendono alle politiche delle potenze e
che non potrà mai spiegare la strana alleanza tra il labour party
inglese e il petrolpartito dei Bush. In realtà questi conflitti
trascendono le amministrazioni poichè, e su questo occorre una
certa dose di coerenza analitica, scaturiscono da forze che
sovrastano la la vernice democratica degli stati e ne coinvolgono
la struttura economica inesorabilmente totalitaria.


               Parafrasando Nanni
               Moretti....
               Dite qualcosa di
               sinistra: abbiamo
               sbagliato,
               ce ne andiamo
               a cuocere le salsicce.
               Gian.


----- Original Message -----
From: "Movimento Solidarietà" <movisol@movisol.org>
To: <movisol@movisol.org>
Sent: Monday, April 14, 2003 8:44 PM
Subject: Movimento Solidarieta'


 

La nuova fase della "quarta guerra mondiale"

La guerra in Iraq, iniziata al grido di "cambiamento di regime", non
si conclude con la "caduta del regime". Infatti, la fazione dei
'falchiconigli' considera questa solo la prima campagna della Quarta
Guerra Mondiale (dove la terza sarebbe stata la Guerra Fredda). L'ex
capo della CIA James Woolsey ha detto e ripetuto che la prima
campagna è diretta contro "i fascisti" dei partiti Baath in Iraq e in
Siria. La seconda colpirà "gli islamici della Shia" in Iran e poi
toccherà al movimento "Wahhabista" in Arabia Saudita e in Egitto,
dove esiste nella forma più moderna.
Il primo a parlare di "quarta" guerra mondiale fu Eliot A. Cohen un
mese dopo i fatti dell'11 settembre 2001. Disse che parlare di
"guerra al terrorismo" è troppo vago e che "Il nome più preciso è
quarta guerra mondiale ... Il nemico qui non è il 'terrorismo' ... ma
l'Islam militante ... L'Afghanistan costituisce soltanto un fronte
della quarta guerra mondiale, e le battaglie lì ora in corso sono
solo una campagna ... l'Iraq è il candidato ovvio non solo perché ha
aiutato Al Qaeda, ma ... produce armi di distruzione di massa". La
campagna successiva, ha poi aggiunto, sarà rivolta contro l'Iran: "Il
rovesciamento del primo stato rivoluzionario musulmano teocratico da
rimpiazzare con un governo moderato o secolare, però, non sarebbe una
vittoria meno importante in questa guerra dell'annientamento di bin
Laden".
Cohen è un influente esponente del Defense Policy Board e undici anni
fa lavorò insieme a Wolfowitz sotto l'allora segretario alla Difesa
Dick Cheney alla pianificazione e alla valutazione della prima guera
nel Golfo (Desert Storm). Il suo libro "Supreme Command" figurava
sulla lista delle letture di George W. Bush nell'estate 2002.

"Vittoria militare": menzogne alla Goebbels
I servizi televisivi che mostrano una bella vittoria americana in
Iraq appartengono al repertorio della "menzogna totale" del ministro
della propaganda nazista Joseph Goebbels. Il bilancio militare di
Rumsfeld in Iraq è catastrofico. Le città sono piombate nel caos e
nell'anarchia: saccheggi, incendi e vandalismi indiscriminati. Anche
gli analisti militari riconoscono che i concetti della "rivoluzione
degli affari miliari" (RMA) che Rumsfeld ha voluto introdurre in
questa guerra sono falliti miseramente.
L'idea centrale della RMA è decapitare il nemico e paralizzarlo. La
guerra è iniziata con i bombardamenti supermirati alla leadership
irachena, ma è stato un buco nell'acqua. Il secondo aspetto dell'RMA
è che tutte le forze sono massicciamente appoggiate da un'aviazione
preponderante. L'Iraq non aveva un'aviazione e la sua difesa aerea è
stata decimata già prima della guerra; ciò nonostante l'appoggio
aereo alle truppe di terra USA si è rivelato insufficiente. Il terzo
aspetto della RMA è quello della logistica fornita "appena in tempo"
dove serve. Il fallimento di questo aspetto ha mietuto molte vittime
tra gli americani. Infine la sbandierata "battaglia di Bagdad" non
c'è mai stata perché le truppe irachene si erano già ritirate.
Poi c'è il fallimento della strategia politica che pretende di
mettere in piedi un governo con elementi delle forze di opposizione.
Ahmed Chalabi, leader del Congresso Nazionale Iracheno non è
minimamente riconosciuto da nessuno in Iraq. Altri esponenti dell'INC
cercano di instaurare alleanze indipendenti con leader tribali e
intellettuali. La comunità sciita è in fase di ristrutturazione. Il
10 aprile è stato brutalmente assassinato l'Ayatollah Abdul Majid
Al-Kho'i su cui contava tanto Tony Blair. L'episodio fa ben capire
come vengono trattati i collaborazionisti.
L'economista e candidato democratico USA Lyndon LaRouche ha proposto
al Presidente Bush l'unica via d'uscita ragionevole da una situazione
in cui si prospettano solo guerre e caos: dichiarare che la guerra in
Iraq è finita e ammettere che è stata un disastro. Poi procedere ad
una vera cooperazione internazionale mirata alla ricostruzione
dell'Iraq e al tempo stesso intraprendere passi per promuovere il
processo di pace tra Israele e Palestina. Bush deve inoltre
licenziare in blocco la banda dei 'falchiconigli' che nella sua
amministrazione che continua a promuovere la guerra permanente.

Nel mondo reale: l'economia crolla
Giunti alla seconda settimana di aprile, i pretesi "successi"
militari non sono riusciti a incoraggiare investitori e consumatori
americani. I dati sui consumi dei privati e sulle vendite al
dettaglio sono negativi o contraddittori e gli investitori aspettano
i dati trimestrali delle grandi corporations che vengono resi noti a
metà aprile. I dati confermeranno che nel primo trimestre 2003 i
profitti sono continuati a crollare a picco. L'incontro primaverile
tenutosi a Washington tra i banchieri centrali del G7 non ha prodotto
idee nuove.
Il segretario al Tesoro John Snow ha ammesso che i problemi
dell'economia non nascono soltanto dalle "preoccupazioni per la
guerra". Ha accennato a debolezze più fondamentali ed ha fatto
riferimento al rischio di una nuova recessione. Il Washington Post
del 4 aprile ha notato come il presidente Bush sia già quasi in preda
al panico dopo che i suoi consiglieri economici gli avrebbero
spiegato che il suo "stimolo" comincerà a farsi sentire solo tra nove
mesi, mente "la ripresa è necessaria nel secondo trimestre dell'anno
prossimo, altrimenti sulla rielezione di Bush scende il sipario".
La situazione dell'occupazione negli USA desta molto allarme. Il
tasso ufficiale stranamente è immutato dall'inizio dell'anno, ma il
Bureau of Labor Statistics ha reso noto che a marzo sono stati persi
108 mila posti di lavoro e ben 350 mila a febbraio (secondo un
controllo di cifre precedenti). Anche il Wall Street Journal ha
finito per esprimere la difficoltà ad accettare la discrepanza tra
queste cifre e un tasso di disoccupazione ufficiale che è passato dal
5,7 al 5,8 per cento tra gennaio e marzo.
Il giornale spiega quindi che è nato un nuovo tipo di "sommerso", il
part-time, soprattutto dal computer di casa, e le condizioni
"scoraggianti" imposte per legge a chi vuole figurare a pieno titolo
tra i disoccupati.
Secondo le stime dell'EIR i disoccupati relegati sotto altre
categorie sono 4,76 milioni nel "Want a Job Now" e 4,70 milioni nel
"Part-Time for Economic Reasons". Aggiungendo questi agli 8,45
disoccupati ammessi, il totale salirebbe a 17,91 milioni e cioè
all'11,9%.

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Movimento internazionale
per i diritti civili - Solidarietà

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----- Original Message -----
From: Davide Gionco To: odissea@yahoogroups.com ; dialogo-21@yahoogroups.com ; esprits_libres@yahoogroups.com
Sent: Tuesday, April 15, 2003 7:54 AM
Subject: [esprits_libres]

La guerra dimenticata in Congo


Da agosto 1998 a novembre 2002 ci sono stati in Congo 3,3 milioni di morti.
Con il totale silenzio dei mezzi di informazione di massa.
Con il totale silenzio dei nostri politici.
Con il totale silenzio dei paesi "difensori dei valori democratici" come gli
USA.
Con la poca mobilitazione da parte dei movimenti pacifisti (ma forse non ne
erano informati).

Domanda: ma CHI E' che decide di che cosa dobbiamo essere informati?
CHI E' che decide di che cosa i politici di devono occupare?

Davide
 
----- Original Message ----- From: Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia <jugocoord@tiscali.it> To: crj-mailinglist@yahoogroups.com ; jugoinfo@domeus.it
Sent: Tuesday, April 15, 2003 7:39 PM
Subject: [JUGOINFO] Visnjica broj 270




L'Albania ha salutato ieri, con una cerimonia nella piazza centrale di
Tirana, 70 suoi militari in partenza per l'Iraq dove, in qualità di
«ambasciatori di pace», sosterranno gli alleati Usa e britannici.
(Fonte: il manifesto, 15 Aprile 2003, pag.2)

Ricordiamo che la Repubblica di Albania e' il piu' fedele alleato
degli USA nei Balcani, e che tutti i leader politici pan-albanesi
(dunque anche i nazionalisti albanesi degli Stati limitrofi, compreso
Ibrahim Rugova) si sono detti favorevoli alla aggressione contro il
popolo iracheno. Viceversa, voci dissenzienti, come quella dello
scrittore Fatos Lubonja, vengono messe a tacere: Lubonja è stato
denunciato dal direttore del suo giornale.
(Fonte: il manifesto, 151/4/2003)



BERLUSCONI: "La guerra non c'è"


di STEFANO BENNI


Cittadini italiani. Qui è Silvio W. Berlusconi che vi parla. Anche se la propaganda comunista e vaticana cerca di convincervi del contrario, i miei avvocati mi hanno rassicurato che: a) l'Italia non è belligerante

b) non solo non è belligerante, ma non è neanche in guerra

c) non c'è in realtà nessuna guerra

Non abbiamo mai concesso né basi né spazio aereo agli americani. Era già tutto loro. Le basi americane sono da tempo territorio Usa a tutti gli effetti, occupano uno spazio grande come una regione e non sono ancora Stato Usa autonomo perché stanno decidendo per il nome: Italiaska o New Pizzland. In quanto alla spazio aereo, gli americani ci scorazzano già da anni, basta pensare al Cermis o a Ustica. Vi posso assicurare che nessun aereo Usa parte per missioni di guerra dalle nostre basi. Alcuni portano in giro le bombe, perché a stare chiuse nell'hangar si arrugginisco no. Altri fingono di partire per confondere il nemico, a volte tornano, a volte restano nascosti in qualche garage o luogo appartato. Io ho due B 52 nel mio giardino a Arcore.
Non sono mai transitati sul suolo italiano treni con armi. Se qualcuno ha portato con sé un carro armato o un cannone, lo ha fatto a titolo personale, l'importante è che non lo abbia messo in mezzo al corridoio intralciando i passeggeri o il servizio ristoro. Abbiamo espulso i diplomatici iracheni non perché ce lo ha chiesto Bush, ma perché ai sensi della legge Bossi-Fini non avevano più un lavoro, in quanto, come sapete, tutti gli sforzi diplomatici sono falliti.

Non abbiamo mai venduto armi agli americani. Agli iracheni sì, ma allora Saddam era un amico.

Non è vero che siamo già in corsa per la ricostruzione dell'Iraq e stiamo arraffando le commesse. Io di commesse ne ho avute a migliaia alla Standa e nessuna può dire che io le ho messo le mani addosso. Sono fedele a mia moglie anche se è una traditrice pacifista e secondo alcuni pettegole zzi attualmente è fidanzata con un certo Schopenauer.

Non siamo belligeranti, in quanto non c'è nessuna belligeratura in corso. E' semplicemente in atto l'operazione per disarmare Saddam. Non mi risulta che ci siano morti né tra i civili né tra i militari. Aprite la televisione e vedrete che nulla è cambiato: le solite sigle, le solite facce, i soliti conduttori, e gli esperti che giocano con le mappe e i soldatini. Si discute di Iraq, ma come si parla del brutto tempo o dei virus della polmonite, sono inconvenienti che un palinsesto non può ignorare.Qualcuno con criminoso cattivo gusto, in un rigurgito Santoriano, ha mandato in onda scene di qualche film pulp dove si vedevano marines americani massacrati e civili iracheni morti. E' ovvio che simili cose non possono avvenire in una moderna chirurgica operazione di disarmo. Ho dato l'ordine a Gasparri di mettere durante queste scene il sottotitolo fiction, e il pallino rosso sullo schermo. Mi ha risposto: ci costerà un sacco di soldi dipingere il pall ino su ogni televisore italiano. E' più cretino di quanto credevo.

Ma insomma, cittadini italiani, ragionate! Vi sembra che se ci fosse la guerra il mio amico Bush andrebbe in vacanza nel suo chalet? Vi sembra possibile che un grande democrazia arresti millecinquecento persone a San Francisco perché manifestano contro la guerra? Mi si attribuiscono battute meschine sui pacifisti, che poi mi tocca di smentire. Ma io so bene che, non essendoci guerra, non ci sono pacifisti. E' un mistero per me cosa facciano quei milioni di persone in strada, con quella bandiera tutta colorata che sembra la maglia del Milan che ha fumato marijuana.Se ci fosse davvero la guerra, con tutti i missili che hanno tirato su Baghdad avrebbero ucciso Saddam. Invece eccolo lì che parla in diretta. Maledetto concorrente! E' uno dei pochi che in video è tronfio e bugiardo come me.Il migliore in televisione, comunque, è sempre George Wermacht Bush. Ha il carisma e la statura morale di un pupazzo da ventriloq uo e ultimamente si è me sso anche a fare il comico. Ha detto che l'Iraq deve rispettare la convenzione di Ginevra. Che i suoi prigionieri devono essere trattati umanamente, proprio come quelli di Guantanamo. Ha invocato anche il tribunale dell'Aia. Mancava solo che chiedesse l'invio di ispettori dell'Onu nella zona delle operazioni. Quando poi ha detto che bisogna rispettare il diritto internazionale, si sono sentite le risate dei cameramen e gli spari di Colin Powell che li abbatteva.

Riassumendo: l'Italia non è in guerra, non c'è nessuna guerra, non ci sono morti né da una parte né dall'altra, gli elicotteri inglesi abbattuti dal fuoco amico non sono eventi bellici ma incidenti dovuti alla congestione del traffico aereo, come a Fiumicino. Non ci sono manifestazioni sanguinose in tutto il medio Oriente, e il popolo iracheno, come ho già anticipato a suo tempo, è entusiasta di questa pacifica invasione. Ci sono invece le armi chimiche e di sterminio di massa. Sono a Aviano, pronte a essere trasportat e in Iraq nel caso gli a mericani non ne trovassero. Ci avete creduto? Ma siete proprio dei ingenui, era una battuta.

Sapete qual è la verità? La vera arma di sterminio di massa sono io col mio governo di ipocriti, quello che vuole farvi credere che non sta succedendo niente. Abbiamo cominciato con lo sterminio dell'informazione, poi abbiamo intrapreso quello del diritto, ora ci proviamo con lo sterminio delle coscienze. Una nube di indifferenza, ecco la nostra arma chimica. Per il momento non ci riusciamo. Ma confidiamo nella tendenza degli Italiani a dimenticare in fretta, e in un pronto intervento dei servizi segreti contro il crescere del movimento pacifista. Perciò se vedete alla televisione immagini volgari di sangue e morte e bombardamenti, pensate che non sono vere, perchè la guerra moderna non fa morti. Sono semplicemente degli errori di sceneggiatura.

E adesso vi lascio, prima di andare via per il week-end devo discutere con Blair e Aznar sui nuovi oleodotti e sulla ricostruzione di B aghdad. Io ho proposto B aghdad due, un ridente complesso residenziale a pochi chilometri da Baghdad, in una località che si chiama Teheran. Ha detto Bush che ci pensa lui a sgombrarmi il terreno. E poi c'è il progetto di un ponte tra Messina e Amman, con un solo pilone a Creta. E per finire una fusione tra Mediaset e Lockeed, perché non c'è la guerra, ma stranamente in Borsa le azioni della fabbriche di armi triplicano. Misteri della finanza.

Italiani, state tranquilli. Niente sangue né dolore né lacrime. Strike & Awe non è un'azione di guerra e non vuole dire Sconvolgi e Terrorizza. E' un serial con due poliziotti, Strike il bruno e Awe il biondo. Me lo ha detto Frattini che ha studiato inglese con la Playstation. Io vi proteggerò, vi consolerò, vi rassicurerò, io sono la tempesta di sabbia che tutto nasconde, io sono l'operazione Forget&Fard. Credetemi. Non sta morendo nessuno. So prendermi le mie responsabilità e non dico bugie. Ve lo giuro sui figli di Blair.



 

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