FISICA/MENTE

 

11 SETTEMBRE: PROVA DELLA COMPLICITA’ DEL GOVERNO U.S.A.

 di Steve Grey

 

I punti principali della prova presentata in questo articolo si possono velocemente così riassumere:

1) L’U.S.A.F. è stata completamente “lasciata a terra” la mattina dell’11/9.

Le usuali misure di sicurezza, normalmente in vigore, che avrebbero ben potuto prevenire gli attacchi, o ridurre il loro impatto, vennero sospese mentre gli attacchi erano in corso, e ristabilite una volta questi si erano conclusi.

2) Gli atti del Presidente, mentre avevano luogo gli attacchi, indicano che egli ha deliberatamente evitato di intraprendere ogni azione che ci si sarebbe potuta ragionevolmente aspettare da un Presidente volonteroso di proteggere i cittadini americani e le loro proprietà.

3) Osama bin Laden venne ufficiosamente condannato per gli attacchi entro un lasso di tempo che non avrebbe realmente permesso di raccogliere alcuna informazione che supportasse l’accusa.

4) Vi sono ragionevoli motivi di sospettare che l’attacco USA all’Afghanistan sia stato pianificato prima dell’11/9.

 5) Gli U.S.A. e bin Laden non sono i nemici che fingono di essere. Vi è una lunga storia di cooperazione, e vi è la prova che tale cooperazione continui ancora dietro le scene.

 6) Vi sono significativi legami d’affari fra bin Laden e membri dell’amministrazione Bush.

 7) Le rivelazioni sui profitti ottenuti con l’insider trading in relazione agli attacchi dell’11/9 puntano ai livelli più alti del mondo degli affari USA e della CIA.

 8) Vi sono numerosi aspetti della storia ufficiale dell’11/9 che non coincidono con i fatti conosciuti, che si contraddicono l’un l’altro e che sfidano il buon senso, e che indicano un comportamento di censura e disinformazione.

 Alcuni punti della prova sono “provabili” con documentazione; alcuni sono “fortemente irrefutabili”, alcuni sono “indiziari”, alcuni sono “speculativi” ed alcuni di loro sono semplicemente riflessioni ed osservazioni dettate dal buon senso. Una grande massa di prove è stata raccolta e pubblicata altrove sotto forma di articoli separati, relativi ai differenti aspetti dell’argomento.

Lo scopo di questo articolo non è quello di presentare nuove significative ricerche, ma di trattare insieme  tutti i fatti finora conosciuti in un unico lavoro. Coloro che desiderano esaminare ed esplorare specifici dettagli e fonti dovrebbero andare ai links indicati alla fine di ogni sezione.

Tali links portano ad articoli più dettagliati con numerose citazioni. Naturalmente, alcune fonti non possono essere verificate completamente, e su questo vi è una nota illustrativa alla fine.

 

PROVA CHE L’U.S. AIR FORCE VENNE LASCIATA A TERRA 

L’USAF ha una serie di regole ben collaudate per affrontare l’attività aerea non programmata. L’attivazione di queste non richiede ordini superiori. E’ una pratica di routine rispondere all’attività  aerea imprevista, intercettando gli aerei che danno problemi con aerei da caccia.

E’ importante capire che l’intercettazione non implica necessariamente alcuna intenzione di abbattere l’aereo, sebbene crei l’opportunità di tale azione se ritenuta necessaria.

Nella grande maggioranza dei casi che richiedono intercettazione, non viene percepita alcuna intenzione ostile da parte dell’aereo intercettato, e non si pensa affatto di abbatterlo.

In questi casi, lo scopo dell’intercettazione include l’aiuto nelle comunicazioni o nelle difficoltà di navigazione, raccogliendo informazioni sulla situazione dell’aereo in difficoltà, un avvio necessario per le operazioni di soccorso, se dovessero essere necessarie nel caso di caduta, e protezione nel caso si pensi che possa essere minacciato da altro aereo ostile. 

Di questo vi sono numerosi esempi. Il recente caso di un passeggero che che si sostiene tentasse di di far esplodere un aereplano con esplosivo nascosto nelle scarpe, si è concluso con l’aeroplano scortato dai caccia. Non vi è mai stata alcuna intenzione di abbatterlo. 

Il giocatore di golf Payne Stewart morì col suo aereo schiantatosi al suolo dopo aver volato attraverso gli USA in maniera incontrollata. Si pensa che tutti coloro che erano a bordo fossero morti a causa di problemi pressurizzazione . L’aereo di Stewart venne intercettato e scortato durante gran parte del volo dai caccia non appena noto che vi fosse un problema.

Gli USA hanno una rete di basi dell’aeronautica militare attraverso il paese che hanno lo scopo di fornire una ragionevole possibilità di essere in grado di intercettare, entro breve tempo, qualsiasi velivolo che dovesse richiedere tale azione. Naturalmente non è possibile garantire la copertura assoluta di tutti i possibili scenari ad ogni tempo e luogo, ma il sistema vi arriva molto vicino, come ci si può ragionevolmente aspettare. 

Vi è la prova incontrovertibile che la mattina dell’11 settembre questo sistema sia stato lasciato a terra, attraverso tutto il paese, e rimesso in moto solamente dopo gli attacchi.

Ciascuno degli aerei dirottati doveva, e normalmente sarebbe successo, far scattare le procedure di intercettazione persino prima che fosse evidente che vi erano intenzioni ostili.

Nel caso dei primi due aerei, si potrebbe argomentare che i caccia non sarebbero arrivati in tempo per completare l’intercettazione prima dell’impatto sul WTC, ma non vi è dubbio che in entrambe i casi i tentativi di intercettazione sarebbero stati già ben avviati all’ora in cui la collisione ebbe luogo. Non vi è  scusa per il fatto che l’intercettazione non venne nemmeno tentata.

Nel caso degli altri due aerei non vi è assolutamente nessuna scusa per non averli intercettati prima del momento finale.

Il caso dell’aeroplano che colpì il Pentagono è particolarmente spettacolare. Dopo aver saputo che l’aereo aveva un problema, fu nientemeno che in grado di cambiare rotta e dirigersi su Washington, per circa 45 minuti, volare oltre la Casa Bianca e schiantarsi sul Pentagono con nemmeno un tentativo di intercettazione, con due squadroni da caccia stazionati proprio a 10 miglia dal suo possibile bersaglio.

A meno che non si pensi a complicità, tale scenario non è possibile con alcuno sforzo di immaginazione, nemmeno nel caso che quel giorno non fosse successo altro.

Ulteriormente sensazionale aggiunta a questo scenario è il fatto che l’aereo compì azioni che normalmente avrebbero fatto scattare l’intercettazione di routine, dopo che un aereo si era schiantato contro il WTC.

Inoltre, esso continuò a volare, senza nessun tentativo di intercettazione per circa altri 40 minuti dopo che il secondo aereo aveva colpito il WT

Un raffronto eloquente: l’incidente del gennaio 2002, nel quale un ragazzo di 15 anni diresse un piccolo aereoplano verso la sede della Bank of America di Tampa, in Florida, dopo essere inaspettatamente decollato dalla scuola di volo senza autorizzazione:

Secondo il Daily Telegraph di Sidney dell’8/1/2002 l’aereo rimase in aria per 9 minuti prima dello schianto. Questo fu sufficiente perché venisse inseguito da due aerei da caccia ed un elicottero militare. Essi non riuscirono ad impedire la caduta ma entrarono in azione molto rapidamente.

 Fatto: Nell’unico attacco sul suolo USA, con i caccia della difesa aerea in servizio permanente a 10 minuti, con almeno 40 minuti di preavviso, i militari USA permisero che il loro “centro nevralgico” venisse attaccato senza nemmeno tentare una reazione.

 

ARTICOLI CHE INSIEME VERIFICANO ED AMPLIANO IL TEMA PRESENTATO 

1) "Scrambled messages" di George Szamuely"

New York press article, based on articles by Illarion Bykov and Jared Israel (which

are themselves linked below)

http://emperors-clothes.com/articles/szamuely/scrambled.htm

2) "Air defences stood down on 9 11" di R.Anderson

http://chicago.indymedia.org/front.php3?article_id=7041&group=webcast

3) "9-11 Nothing urgent" di Geoge Szamuely (Research and documentation by

Illarion Bykov and Jared Israel)

http://emperors-clothes.com/indict/urgent.htm

3)"Guilty for 9 -11: Bush, Rumsfeld, Myers" di Illarion Bykov e Jared Isael.

http://emeperors-clothes.com/indict/indict-1.htm

4)"Mr Cheney's cover story" di Illian Bykov and Jared Israel

http://emeperors-clothes.com/indict/indict-2.htm

5)"Criminal negligence or treason" di Jared Israel

http://emperors-clothes.com/articles/jared/treason.htm

6)FAQ#2 "You charge that that the military was made to stand down on 9-11.But

planes did scramble. They just arrived late." di Jared Israel.

(Response to crticisms of previous articles on the subject, and updated information)

http://emperors-clothes.com/indict/faq.htm

7)"Russian air force chief says Official 9-11 story impossible"

http://emperors-clothes.com/news/air.htm

8)"Map and timetable for American Airlines Flight 77

http://emperors-clothes.com/images/maptime.htm

9)"Map of Andrews air force base."

http://emperors-clothes.com/indict/andrewsmap.htm

Vi sono precedenti di falle isolate nella sicurezza. L’Unione Sovietica venne messa in imbarazzo dall’intrusione di un aereoplano privato nella Piazza Rossa nel 1989. Venne data ampia copertura dai mezzi di informazione su come tale errore potesse essere accaduto, ma il fallimento molto più grande, deliberato oppure no, delle misure di sicurezza l’11/9, che ebbe tragiche conseguenze che non vi furono per l’incidente del 1989, non è stato affrontato come si sarebbe dovuto.

Ciò dovrebbe essere uno scandalo sia nazionale che internazionale. 

Se il successo degli attacchi in America è stato il risultato di impotenza dei militari o dei servizi di informazione americani, perche non vi è stata una completa pubblica inchiesta e rivelazione?

Chi ha interesse nel trattenere informazioni e perché?

E’ nell’interesse della sicurezza nazionale proteggere l’incompetente e/o il maligno cospiratore?

Hanno (almeno) gli americani il diritto di sapere perché il loro gigantesco apparato militare è capace di scortare un errante giocatore di golf ma non di proteggere il Pentagono ed una delle più grandi città degli Stati Uniti?

 Conclusioni:

 I servizi di informazione americani per l’estero hanno fallito.

 I servizi di informazione americani per l’interno hanno fallito.

 La difesa aeronautica ha fallito.

 Domanda: Perché si dovrebbe credere che questo sia il risultato di incompetenza?

 Domanda: Dov’è l’esecrazione pubblica di tali inefficaci operazioni?

 Domanda: Dove sono inchieste complete che mettano in evidenza tali fatti sulla stampa americana?

 Domanda: Dov’è l’indagine completa pubblica al Congresso?

 Domanda: E se le tre istituzioni non fallirono, ma venne loro ordinato di non agire?

 

UN GROVIGLIO DI MENZOGNE

 Le azioni del Presidente durante la mattina dell’11/9 non lasciano alcun dubbio che le responsabilità siano ai più alti livelli.

 Alle 8.46, mentre il primo aereo colpiva il WTC, il Presidente era in una scuola elementare in Florida, in mezzo ad insegnanti e bambini, presenti la stampa e la televisione, che fece parziali riprese.

Secondo il sito “Sept 11 News”, ciò fu quel che accadde:

(Pare che il negativo resoconto che segue sia in realtà una storia di copertura, inventata dopo, ma per il momento seguirò la storia ufficiale).

 “La notizia della tragedia arrivò al Presidente Bush nel salone di una scuola di Sarasota, Florida, qualche attimo dopo che il primo aereo aveva colpito il WTC di New York. Egli andò in una sala privata dove parlò al telefono col Consigliere per la Sicurezza Nazionale Condoleeza Rice; allora sembrava si trattasse solamente di un terribile incidente”.

 http://www.september11news.com/PresidentBush.htm

 L’arctcolo riporta che il NORAD fu allertato per un dirottamento 10 minuti prima che il primo aeroplano colpisse il WTC (h. 8.36).

 Presumibilmente il NORAD cominciò  a seguire la rotta dell’aereo dal momento in cui fu segnalato il dirottamento. Se non venne seguita la rotta, vi sarebbero allarmanti interrogativi sul perché, considerando che è normale pratica intercettare immediatamente gli aerei dirottati con aerei da caccia.

 Può essere ritenuto che quando il WTC venne colpito per la prima volta alle 8.46, il NORAD deve aver saputo che vi era coinvolto l’aereo dirottato.

Mentre in quel momento sarebbe ancora stato sensato considerare la possibilità che l’aereo dirottato si era schiantato accidentalmente, il NORAD doveva essere a conoscenza alle 8.46 che vi era una seria possibilità che la collisione fosse un attacco terroristico. Gli allarmi avrebbero dovuto suonare forte e chiaro, e dichiarato il massimo stato di allerta. Alle 9.00 la situazione era intensificata al punto che altri due aerei erano stati segnalati fuori rotta dai controllori del traffico aereo, ed uno di questi era a 3 minuti dal secondo colpo al WTC. (Ricordare che il WTC aveva intorno ad esso una zona vietata ai voli). A meno che tutti al NORAD avessero gli schermi spenti ed i piedi sulla scrivania a quell’ora vi doveva essere il pandemonio.

Così, quando il secondo aereo colpì il WTC alle 9.03 doveva essere stato confermato oltre ogni dubbio che era in corso un grosso attacco terroristico. Chi sapeva quanti aerei potevano essere stati dirottati e dove si trovavano? In quel momento era già noto che almeno un altro era fuori rotta.

Secondo il resoconto ufficiale, Bush ritenne che il primo attacco fosse “un terribile incidente” e non ebbe ulteriori comunicazioni con nessuno fino alle 9.05, molto dopo che fosse ormai chiaro che erano in corso eventi straordinari.

 Dobbiamo credere che il Presidente degli Stati Uniti non fosse informato a quell’ora sul numero di aerei commerciali che si sapeva stavano seriamente deviando dai piani di volo?

 Dato che il NORAD sapeva, nel momento al quale si dice che Bush e la Rice stavano conversando, poco dopo le 8.46, la pretesa che potesse apparire solamente un incidente non sta in piedi.

 A quell’ora, mentre non si poteva con certezza sapere che fosse un attacco terroristico, doveva essere noto che di ciò vi era una seria possibilità. Dunque perché hanno concluso si trattasse dello scenario di livello inferiore?

 Se le informazioni disponibili in quel momento a Bush ed alla Rice erano incomplete, ed essi non sapevano che l’aereo fosse stato dirottato, allora l’asserzione nella storia ufficiale succitata sarebbe ragionevole. Ma, notizie aggiornate sulla situazione dovevano essere arrivate a Bush quasi  immediatamente dopo la conversazione con la Rice. Ed ancora, secondo questo resoconto, Bush non ebbe ulteriori comunicazioni con nessuno fino alle 9.05. Perché Bush avrebbe dovuto essere informato così velocemente e mostrare un così immediato interesse per la situazione che (si ritiene) dava tutti i motivi per pensare che fosse semplicemente un incidente, ma poi non essere immediatamente informato in seguito dei nuovi sviluppi?

 Se Bush e la Rice sapevano che al momento della loro conversazione vi era un aereo dirottato, allora come giustificare la loro ipotesi che i dirottatori si fossero schiantati accidentalmente? E dato che su ciò dovevano avere qualche dubbio, perché non vennero attivate strategie cautelative, in caso che l’ipotesi fosse errata? E perché non si ebbero costanti ed urgenti comunicazioni nei successivi 18 minuti mentre gli eventi erano in corso?

 Se era parso corretto informare Bush “entro attimi” dello schianto delle 8.46, quando preteso si credesse che fosse “solamente un terribile incidente”, allora perché non fu ritenuto saggio informarlo subito mentre la situazione aumentava di intensità?

 Perfino se ciò potesse essere spiegato, il comportamento del Presidente dopo le 9.05 indica che, se non coinvolto in deliberata complicità, allora l’unica altra spiegazione è mettere in discussione le sue facoltà mentali.

 Ancora dal resoconto ufficiale: Alle 9.00 circa, il Presidente era con dei bambini del secondo grado, leggeva una favola su una capretta. Alle 9.05, due minuti dopo il secondo attacco al WTC, Andrew Card, il capo dello staff presidenziale, gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Il Presidente non reagì, come ci si poteva ragionevolmente aspettare, in modo da essere interessato a tentare di fare qualcosa per fronteggiare la situazione. Non lasciò la scuola, non convocò una riunione di emergenza, non si consultò con nessuno, non intervenne in alcun modo per assicurarsi che l’aeronautica militare svolgesse il proprio compito. Perfino nemmeno menzionò gli straordinari eventi che accadevano a New York, ma semplicemente continuò nella lettura.

 Nel frattempo, alle 9.06, il Dipartimento di polizia di New York trasmetteva: “E’ stato un attacco terroristico. Avvertite il Pentagono”, riportato dal NY Daily News del 12/9/2001.

 http://emperors-clothes.com.idict/indict-1.htm

 Secondo il sito “September 11 news” Bush inizialmente

 “pareva distratto e fosco, ma continuava ad ascoltare gli alunni leggere e presto ritornò a sorridere.

Scherzando disse che da come leggevano bene parevano alunni di sesto grado”.

 A quell’ora milioni di persone in tutto il mondo avevano visto dal vivo il secondo impatto sul WTC alla TV. Milioni di persone sapevano che gli USA erano sotto attacco in maniera spettacolare. Quel che non sapevano era che nello stesso momento il Presidente degli Stati Uniti stava sorridendo e scherzando sulle caprette, sebbene anche a lui fosse stato riferito il fatto.

 Continuò a leggere sulle caprette per altri 24 minuti!

 In un’intervista a Newsweek Bush così ricorda le notizie delle 9.05:

 “Sono il comandante in capo ed il paese è sotto attacco”.

 Pretende che le esatte parole di Andrew Cards fossero:

 “Un secondo aereo ha colpito il WTC. L’America è sotto attacco.”

 http://www.msnbc.com/news/662694.asp#BODY

 Secondo il sito “Sept 11 news”, immediatamente dopo la fine della lezione di lettura alle 9.29 circa, Bush, dopo avere conferito con i consiglieri fece un discorso alla nazione riferendo di un apparente attacco terroristico. Nel frattempo, milioni di persone intorno al mondo l’avevano già capito da soli durante il tempo passato dal Presidente a leggere delle caprette.

 Mentre il Presidente stava ancora sprecando altro tempo col vuoto discorso alla nazione, il volo 77, che da mezz’ora si sapeva essere stato dirottato, aveva ora raggiunto Washington, seguito dai radar, e gli aerei da caccia della base di Andrews, a 10 miglia dal Pentagono, erano ancora in pista. Bush non sapeva, o non voleva sapere, o sapeva ma non gli importava.

 Col suo discorso stava creando l’impressione di essere al comando, ma in realtà continuò a fare tutto il possibile per evitare di rimediare alla situazione.

 27 minuti dopo lo schianto sul Pentagono, quando divenne noto che un altro aereo ancora, il volo 93, era stato dirottato e neppure questo intercettato, il Presidente nuovamente non intervenì sulla sleale inattività dell’aeronautica.

In quel momento era a bordo di un aereo militare diretto in Louisiana. Cosa stesse esattamente facendo non è chiaro.

 Occorre ricordare che tale scenario è basato sulla storia ufficialmente approvata dall’amministrazione Bush, dunque, se fosse in qualche modo imprecisa sarebbe in ogni caso meno dannosa di quanto potrebbe essere.

 Accusatorio che possa essere, sembra che perfino tale resoconto sia una montatura, inventata dopo l’evento per far sembrare migliori gli atti di Bush.

 Il sito “Sept 11 news” da fonti e nessuna data di pubblicazione, nessun modo per verificare al verità od altro del resoconto. Ed è significativamente in conflitto col resoconto del “Washington Post online”, nel quale i tempi di pubblicazione possono essere verificati. Alla URL

 http://www.washingtonpost.com/wp-srv/nation/articles/bush091101.htm

 c’è un articolo di Mike Alien, datato 11 settembre 2001, h. 16.36, il quale non menziona l’asserita conversazione di Bush con la Rice, appena dopo le 8.46, e dichiara

 “Bush aveva ricevuto le prime notizie dell’attacco alle 9.07…Bush, i cui occhi erano scintillanti, parve improvvisamente torvo. Qusto quando i funzionari ancora pensavano che l’impatto sul WTC fosse solamente un incidente, e continuò a posare per le foto”.

 Per ragioni in precedenza menzionate, è impossibile credere che essi ancora pensassero ad un incidente alle 9.07. Ma questo è quanto fu detto alla stampa l’11 settembre. Qualche tempo dopo, quando divenne ovvio di quanto fosse implausibile, la storia fu cambiata con quella postata nel sito “Sept 11 news”.

 Qual’è il resoconto esatto? Ad ogni modo, Bush ha molto da spiegare. Quello su cui le due storie concordano è che Bush continuò con la lezione di lettura e scherzò sul grado degli allievi.

 Nell’articolo di Newsweek citato sopra, datato 3 dicembre, la storia venne ancora cambiata!  Vi è scritto che dopo che Bush si accorse che “il paese era sotto attacco”

 “Andò subito in una sala a guardare il terribile video”.

 Non secondo il resoconto del Washington Post dell’11/9! E nemmeno secondo il sito “Sept 11 news”.

 E ad un incontro con lavoratori disoccupati di Orlando, Florida, Bush cambiò di nuovo la storia!

 Ecco cosa disse il Presidente. Questo si trova nel sito della Casa Bianca:

 “in realtà, sedevo fuori dell’aula aspettando di entrare e vidi un aeroplano colpire la torre – ovviamente la TV era accesa. E dissi, che pessimo pilota, dev’essere stato un terribile incidente.

 Ma fui portato fuori di lì e non ebbi molto tempo per pensarci. Sedevo nell’aula e Andy Card, il mio capo dello staff, che sedeva laggiù, entrò e disse: Un secondo aereo ha colpito la torre. L’America è sotto attacco”.

 http://whitehouse.gov/news/releases/2001/12/20011204-17.html

 Non solo ciò è in conflitto con gli altri tre resoconti, ma il maggiore problema è che non vi è mai stata trasmessa dal vivo in TV la prima collisione al WTC! Che stazione TV stava seguendo?

 Quattro resoconti, tutti in conflitto tra loro, contenenti almeno una dichiarazione totalmente falsa proveniente proprio dal Presidente. L’unica cosa che essi hanno in comune è che quando il Presidente avrebbe dovuto prendere il controllo della situazione non fece niente.

 Lo schema di informazioni riguardanti gli atti di Bush mentre gli attacchi erano in corso è identico a ciò che riguarda le azioni dell’aeronautica militare. Uno scenario che sfiora l’incredulità, a meno che non si pensi alla complicità USA negli attacchi, seguito da uno sbalorditivo miscuglio di storie di copertura, incredibili ed in conflitto tra loro. In entrambi i casi, le storie di copertura, mentre creavano una qualche confusione sulle raffinatezze tecniche di quello che era esattamente accaduto non cambiano il quadro complessivo.

 Non è questo sufficiente per un’inchiesta?

 Quando la sicurezza della nazione è in pericolo, apparentemente è di vitale importanza andare in un paese lontano ed uccidere 4.000 innocenti, pensare di attaccare altri paesi, parlare di una guerra di cui potremmo non vedere la fine, spendere 100 miliardi di dollari in una “guerra al terrorismo” preventiva e ridurre le libertà civili ai livelli dell’epoca fascista: ma non è importante fare un inchiesta sul bizzarro fallimento di coloro che hanno la responsabilità di proteggere la nazione.

 Una forte prova per l’accusa di preavviso e complicità è fornita un fatto curioso riguardate l’attacco al Pentagono. Da un resoconto TV della CNN della mattina del 12/9, ora australiana: L’aereo che si diresse sul Pentagono, se l’avesse fatto una settimana prima, avrebbe colpito il punto esatto per eliminare un ufficio chiave per le operazioni del Pentagono ed ucciso molti funzionari superiori. Ma, per una presunta fortunata coincidenza il Pentagono aveva compiuto un grande rimpasto proprio una settimana prima. Come descritto nella trasmissione, la gente importante era stata spostata nell’altra parte, e dipendenti non importanti furono spostati nel lato che venne colpito. Di conseguenza, venne fatto poco reale danno effettivo alle attività importanti del Pentagono.

Fortunata coincidenza?

 Tale storia, dopo essere apparsa alla CNN nelle prime ore dopo gli attacchi, venne rapidamente seppellita e mai più ritrasmessa.

 Se si vuole pretendere che la prova della complicità è esclusa dall’idea che nessun paese farebbe questo ai propri cittadini, allora deve esser fatto notare che la pianificazione di attacchi terroristici contro cittadini americani da parte della CIA si trova negli archivi. Il documento, precedentemente classificato, del “Piano Northwoods” rivela che nel 1962 la CIA considerò seriamente la possibilità di eseguire attacchi terroristici contro cittadini USA per addossarne la colpa a Cuba. I piani non vennero mai realizzati ma vennero discusse diverse opzioni, tra le quali l’assassinio di esuli cubani o di soldati USA, affondare navi e mettere in scena simulazioni di aerei che venivano abbattuti.

 http://emperors-clothes.com/images/north-int.htm

 

 PROVE, PER FAVORE!

Vi è un grande problema sulla credibilità delle accuse contro Osama bin Laden presentate dai media. Esso crea un problema sulla reciproca esclusività degli scenari riguardanti la competenza dei servizi di informazione USA.

Come è possibile che essi non abbiano ricevuto alcun avvertimento su un’operazione che deve essere stato molto difficile nascondere, ma poi in grado di indicare il colpevole in meno di un giorno?

E se ebbero qualche preavviso dell’attacco, perfino non specifico, ciò solleverebbe perfino maggiori interrogativi sull’aeronautica militare e sul Presidente

Secondo un articolo di Charles Bobbington sul Washington Post online datato 11/9/2001, h. 17.52:

“Kenneth Katzman, un esperto di terrorismo del Servizio studi del Congresso, ha detto che i devastanti attacchi hanno rappresentato un fallimento di “proporzioni catastrofiche” dei servizi di informazione.

“Non riesco proprio a capire come non ne abbiano saputo niente”.

Katzman disse al Post: “Questo è un enorme, enorme fallimento dei servizi, specialmente da quando il (precedente) attentato al WTC aveva provocato una tale indagine sulle reti terroristiche ed una tale sorveglianza”.

http://a188.g.akamaitech.net/f/188/920/1m/http:/www.washingtonpost.com/wp-srv/nation/articles/trade091101.htm

Ciò è particolarmente interessante alla luce di un altro articolo di Joel Achenbach sull Washington Post online dell’11/9/2001, h. 14.01:

“Alla Casa Bianca centralinisti volontari ascoltavano le voci del popolo americano poco dopo I servizi sugli attacchi aerei che demolirono le torri del WTC di New York. Un volontario, che ha chiesto di rimanere anonimo, disse più tardi, dopo l’evacuazione: ‘La gente era isterica. Dicevano: “Fate subito qualcosa. Fatelo velocemente. Non siate teneri, moderati. Prendete bin Laden.”’”

http://a188.g.akamaitech.net/f/188/920/1m/http:/www.washingtonpost.com/wp-srv/nation/articles/pmscene_091101.htm

Proviamo ora a creare una cronologia degli eventi. La Casa Bianca venne evacuata alle 9.45, così le chiamate devono essere state ricevute prima. Se la gente stava chiamando per chiedere di “prendere bin Laden” a, diciamo, le 9.35, doveva essere la risposta alle notizie sulla pretesa colpevolezza che veniva trasmessa, diciamo alle 9.25, che significa che gli investigatori avevano incolpato bin Laden per, diciamo, le 9.25, 12 minuti dopo che il secondo aereo aveva colpito il WTC.

Essi risolsero l’intero caso in 12 minuti! Perfino prima che gli attacchi terminassero. Wow! Che rovesciamento nei risultati, da quello che descriveva Kenneth Katzman!

Per provare a trattare di questa assurdità con una qualche serietà, l’unica interpretazione possibile è che entro meno di 4 ore dagli attacchi l’amministrazione aveva già messo in moto, con l’aiuto di mezzi d’informazione compiacenti ed acritici, un programmato assalto propagandistico per far condannare bin Laden nelle menti degli americani.

La propaganda è di per se stessa molto potente, sebbene vi sia la prova indiziaria che l’amministrazione sapesse in anticipo che gli attacchi dovevano avvenire. La velocità con la quale iniziarono un concertato, ed apparentemente coordinato assalto dei media su bin Laden, in un momento nel quale si suppone ancora barcollando scioccati dagli eventi del giorno e interessati principalmente al rafforzamento delle misure di sicurezza, rende difficile un’altra spiegazione.

Giustificherò tale accusa da diverse angolature. Per il resto di questa analisi, ignorerò l’assurdo scenario presentata nell’articolo di Joel Achenbach, proprio per dimostrare che anche senza tale prova fortemente incriminante si può ancora dedurre con certezza che le accuse contro bin Laden fossero una montatura propagandistica prepianificata.

Dal primo giorno, non vi è stata la più piccola prova pubblicamente disponibile contro bin Laden. Fino a metà dicembre non abbiamo avuto altro che la ripetizione continua del suo nome.

I documenti ufficiali dettaglianti accuse contro bin Laden possono essere descritti solamente come patetica spazzatura.

Per esempio, la trascrizione completa di uno dei punti di “prova” nel documento ufficiale del governo britannico dice (riferendosi ad Al Qaeda):

“Hanno cercato di acquisire materiali nucleari e chimici da usare come armi terroristiche”

http://www.pm.gov.uk/news.asp?Newsld=2686

Mentre tale accusa (se possibile provarla) può causare allarme generale, chi può affermare come questo si traduce in prova del coinvolgimento nell’11/9?

Ancora spazzatura:

Punto 7 della “prova”,completo:

“Al Qaeda non dà preavviso di attacchi terroristici”.

Punto 10, completo:

“I talebani emersero dai campi rifugiati in Pakistan nei primi anni ’90. Nel 1996 hanno preso Kabul. Sono ancora impegnati in una sanguinosa guerra civile per il controllo dell’intero Afghanistan. Sono guidati dal mullah Omar”.

Punto 38, completo:

“Dal 1993 membri di Al Qaeda iniziarono a risiedere a Nairobi ed aprirono lì delle attività, compresa l’Asma Ltd, e la Tanzanite King. Venivano regolarmente visitati da membri superiori di Al Qaeda, in particolare da Alef e Abu Ubadiah at Banshiri”.

Punto 68, completo:

“Gli attacchi di Al Qaeda sono caratterizzati dalla totale noncuranza verso vittime innocenti, mussulmani compresi. In un intervista successiva agli attentati in Africa orientale, Osama bin Laden insistette che la necessità di attaccare gli Stati Uniti condonava l’uccisione di altri civili innocenti, mussulmani e non”.

Dei 69 punti di “prova” citati,

10 sono relativi ad informazioni sui precedenti della relazione tra bin Laden e i telebani.

15 sono relativi ad informazioni sui precedenti alla filosofia generale di Al Qaeda ed alla sua relazione con bin Laden.

Nessuno fornisce alcun fatto relativo all11/9. La maggior parte nemmeno tenta di collegare direttamente le cose citate agli eventi di quel giorno.

26 accuse sono relative ad attacchi terroristici precedenti, Perfino se esse fossero condanne per precedenti attacchi terroristici tutti sanno che ciò non vale la carta sulla quale è scritto, in termini di prova di coinvolgimento dell’11/9.

Come ammette il documento ufficiale, “Questo documento non si preoccupa di fornire una prova valida in tribunale contro bin Ladin”.

Questo è, manifestamente, il caso contro bin Ladin!

Poi arrivò il video, che è una completa buffonata.

Abbiamo tecnologia che permette film di alta qualità che mostrano chiaramente muoversi dinosauri viventi, tanto che potremmo giurare che siano veri. Sappiamo che non è vero perché siamo già a conoscenza del falso.

All’opposto, il video di bin Ladin è di tale scarsa qualità che non vi è modo di sapere con certezza perfino se è lui sul nastro.

Nei film è pratica comune usare un doppione per rimpiazzare il vero attore in gran parte delle riprese. Ad un doppione di simile altezza e corporatura viene dato lo stesso abbigliamento e la stessa pettinatura ed i due sono virtualmente indistinguibili. Tale sostituzione è anche più facile nei video di scarsa qualità. Se il personaggio principale ha una lunga barba, un copricapo e vestiti larghi è assolutamente semplice.

Nel video di bin Laden, la scarsa qualità impedisce ogni analisi per sapere se il dialogo dal vivo è genuino o doppiato. E’ una tecnica comune negli spettacoli in TV quella di doppiare differenti dialoghi di un film preesistente. Dobbiamo pure fare affidamento su una traduzione di dubbia affidabilità.

La cronologia sul quando e dove il video sia stato presumibilmente fatto, e su dove si suppone sia stato trovato è anche, sebbene possibile, fonte di perplessità.

E’ stato detto che è stato girato a Kandahar il 9 novembre, e trovato in una casa di Jalalabad. Jalalabad è caduta nelle mani delle forze antitalebane il 14 novembre. Ciò significa che vi furono solamente 4 giorni durante i quali questo nuovo video poteva essere portato da Kandahar a Jalalabad, che allora era già seriamente minacciata.

Dunque, ci chiedono di credere che, dopo aver girato il film, qualcuno, quasi immediatamente, senza motivo apparente, lo portò a Jalalabad, che stava per capitolare, e quindi convenientemente lasciato lì per essere trovato dalle forze antitalebane. Non è impossibile, ma è altamente sospetto, un’osservazione che sta diventando molto ripetitiva in questo articolo.

Se l’intento di bin Laden era di maliziosa soddisfazione, perché non agire propriamente e trasmetterlo in tutto il mondo?

Secondo il Weekend Australian del 15/16 dicembre la sequenza degli eventi in tempo reale è stata rovesciata nel nastro. Dunque è stato montato. Perché, e da chi?

La data del 9/11, come riportata in TV, riferiva alla data del film od alla data alla quale fu terminata la versione montata? Se era la prima, il che sembrerebbe più probabile, allora sarebbe rimasto ancora meno tempo a Jalalabad.

E’ stato montato dalle autorità USA? In risposta alle accuse di traduttori indipendenti che la traduzione del Pentagono è imprecisa, incompleta e fuorviante, sono stati costretti ad ammettere che  la “traduzione” da essi rilasciata è alterata.

“Il nastro NON è una traduzione letterale di ogni parola pronunciata durante l’incontro, ma comunica i messaggi ed il flusso delle informazioni” dice un portavoce del Dipartimento della Difesa.

“La traduzione è quello che è. Abbiamo reso molto chiaro che non è una traduzione letterale” dice il Pentagono.

Quando viene chiesto se sarebbe stata fornita una traduzione più accurata, il Pentagono replica con un enfatico no. Perfino esclude il rilascio della trascrizione completa della propria traduzione!

http://news.ninemsn.com.au/world/story_23359.asp

Se questa è l’unica prova contro bin Laden, allora il caso presenta una terribile massa di problemi. E quale altra prova esiste?

Non sorprende che non siano state formulate accuse formali contro bin Laden. Per la normale pratica legale è necessario avere prove reali per formulare accuse.

L’ironia è che, se pure accettiamo che il video sia genuino, e la traduzione del Pentagono accurata, ciò servirebbe solamente per provare che bin Laden NON è la mente dietro gli attacchi. Mentre il video indicherebbe che ne era a conoscenza in anticipo, ed era perciò coinvolto in qualche modo, egli chiaramente dichiara (secondo la dubbia traduzione del Pentagono) che gli fu detto degli attacchi 5 giorni prima che avvenissero. Dunque non è possibile ne sia stato il principale organizzatore. Chi glielo riferì?

Piuttosto che porre tali ovvie ed importanti domande, il Daily Telegraph di Sidney riportò l’argomento in prima pagina con una grande foto di bin Laden ed il titolo “Bastardo”.

Alcune ulteriori osservazioni riguardo al Video di bin Laden si possono trovare a

"Look at how easy it is to fake a confession video." (Autore sconosciuto)

(video scaricabile)

http://www.adelaide.indymedia.org.au/front.php3?article_id=1346&group=webcast

e "The Phantom - Pentagon's Bin Laden Video Tape of Dec 13" di Arbeiterfotographie

http://www.arbeiterfotogrqfie.com/bin-laden-vergleich.html

"Bin Laden, Terrorist monster: Take two!" di Jared Israel

http://emperors-clothes.com/articles/jared/taketwo-a.htm

Video oppure no, se pensiamo in maniera limpida e logica sulla probabilità del coinvolgimento di bin Laden, concludiamo che è in realtà impossibile, a meno che egli fosse coinvolto in un certo modo con la complicità delle autorità USA, oppure, al limite, nel contesto che gli USA avessero sempre saputo cosa stava preparando e gliel’avessero deliberatamente permesso. E’ già stato detto che, se era coinvolto, ciò non può essere stata una sorpresa, e dunque maggiori sospetti si hanno sul Presidente e l’aeronautica militare.

E’ a dir poco curioso che nessun altro sia mai stato sospettato, seppure per poco. Ciò diventa assolutamente sospetto quando si pensa seriamente alle procedure per instaurare realmente un inchiesta sugli eventi dell’11 settembre.

Ci vollero 17 anni per lo Unabomber. Ci vollero 7 settimane di investigazione sull’11/9 solamente per confermare la nazionalità dei presunti 19 dirottatori. Ma il nome di colui che aveva organizzato tutto era noto entro poche ore (o anche pochi minuti!).

Immaginate cosa serve per mettere su un’inchiesta in una faccenda come questa.

Potrebbe venire in mente una lista di sospetti, non potremmo certo vedere “bin Laden” scritto in cielo. Non era un sospetto Saddam Hussein? La Libia? Un gruppo palestinese? Cuba? La Russia? La Cina? Le milizie di destra locali? Fanatici anti globalizzazione? La Siria? Qualcuno completamente sconosciuto ed insospettabile? ecc. Dove comincereste?

Si comincia facendo una lista di persone potenzialmente utili in questo contesto.

Avete bisogno di gente esperta in architettura per esaminare l’esatta natura del crollo del WTC. Sono stati solamente gli aeroplani a causare il crollo, o furono usati anche esplosivi? Cominciate a fare una lista.

Avete bisogno di gente esperta in sicurezza aeroportuale. Vi erano dipendenti dell’aeroporto o delle compagnie aeree coinvolti nel complotto? Un’altra lista.

Avete bisogno di gente esperta in finanza per tentare di rintracciare la provenienza del denaro necessario per l’operazione. Un’altra lista.

Dovete esaminare le registrazioni dell’immigrazione ed i loro riferimenti incrociati con le licenze di pilota. Dovete fare un’urgente rassegna della sicurezza interna, in caso fosse una “operazione interna”. Tale rassegna è a dir poco un’ operazione delicata.

Dunque, è un enorme compito semplicemente quello di tirare giù una lista dei possibili sospetti, personale e dei principali punti di investigazione per l’inchiesta.

Poi tutte queste persone devono essere contattate e messe insieme in un gruppo, od almeno messe in comunicazione tra di loro.

Ma aspettate! Gli i voli sono bloccati. Molte reti di comunicazione sono a terra, molti uffici governativi ed istituzioni finanziarie chiuse, e gran parte di New York e Washington sono inaccessibili. L’intero paese si muove lentamente tra i blocchi delle misure di sicurezza.

Come facciamo a prendere le persone che ci servono? Come facciamo a metterle insieme e cominciare ad affidare le responsabilità? Erano tutte miracolosamente insieme in un posto, quello dove si trovava il coordinatore dell’inchiesta, cosi che allora non ci sarebbe stato bisogno di aspettare che questi tornassero dai loro precedenti incarichi, in varie parti degli USA od all’estero?

Una volta che i parametri base dell’inchiesta vengono stabiliti, ed iniziate dettagliate ricerche ed investigazioni, per quanto tempo ci volesse per arrivare a questo, non è che il personale coinvolto nell’inchiesta si sieda intorno ad un tavolo e dica “che ne pensiamo? bin Laden?” e tutti rispondano “sìì”, così che il capo della squadra telefoni al Presidente, faccia il nome ed il Presidente dica “per me va bene” ed immediatamente minacci di attaccare l’Afghanistan.

Dev’essere fatto un enorme lavoro sul campo ed al computer. I resoconti devono essere scritti, riassunti, controllati per i permessi di sicurezza, stampati e consegnati al Presidente ed ai suoi principali consiglieri, che dovrebbero almeno leggerne le sintesi, e quindi discuterli col comitato investigativo.

E se vengono raccolte prove, una cosa è cominciare a concentrarsi su un sospettato principale ed avere la sensazione di poter arrivare a qualcosa, ma è un’altra cosa è essere così certi da minacciare una guerra su questi.

Aver redatto una lista di possibili sospetti, personale investigativo e strategie di base per l’inchiesta entro 2 giorni sarebbe stato un risultato sorprendente, forse impossibile sotto queste circostanze. In realtà, aver tenuto una riunione con i principali agenti coinvolti nell’inchiesta entro meno di 3 giorni probabilmente sarebbe stato impossibile. E ancora, in questo momento, gli USA pretendevano di avere già svolto la loro “inchiesta”, e stabilito che bin Laden era colpevole.

Alle h. 14 dello stesso giorno degli attacchi un articolo che indicava bin Laden come colpevole oltre ogni dubbio era già apparso sul Washington Post. Come era  possibile?

Tony Blair confermò che era una bugia con una sconsiderata dichiarazione fatta all’inizio di novembre:

“Non c’è dubbio sulla colpevolezza di bin Laden. Le prove contro di lui, prima qualche goccia, poi un rigagnolo, sono ora divenute un torrente”.

(Pag. World News del sito  MSN 9).

Dal momento che già proclamavano bin Laden colpevole, entro poche ore, Blair ha incidentalmente ammesso che era una menzogna. La prova poi da un gocciolamento divenne un rigagnolo ed infine un torrente in poche ore?

Sarebbe uno strano modo per descrivere il procedimento, specialmente perchè la frase non venne usata fino a due mesi più tardi, e fu descritta così: “è divenuto ORA un torrente”.

Così ha ammesso che stavano già dichiarando bin Laden colpevole, e minacciando l’Afghanistan, in un’epoca alla quale le prove erano ancora “poche gocce”.

Sono le sue parole, non le mie!

In qualche modo all’epoca sapevano che le prove sarebbero diventate un “torrente” più tardi? Ma questo “torrente” è apparentemente ancora insufficiente per qualsiasi accusa formale.

Rimane da chiarire un’importante questione. I piloti erano ovviamente in una missione suicida, che si sa essere cosa comune tra i mediorientali, i terroristi islamici, ma totalmente estranea alla cultura americana. E’ difficile credere che degli americani, odei leali cittadini degli USA, abbiano consapevolmente partecipato ad una missione suicida. Ma ciò non rappresenta alcun problema reale per lo scenario che è stato postulato. L’ovvia spiegazione, speculativa ma credibile, è che alcuni dei dirottatori fossero autenticamente ostili agli USA, e stessero partecipando ad un attacco che pensavano dovesse portare avanti la loro causa, inconsapevoli di essere pedine di un piano più grande.

Infatti, nel tardo novembre, nei resoconti dei mezzi di informazione cominciò ad emergere che alcuni dei dirottatori non dovevano non essere a conoscenza di stare partecipando ad una missione suicida. Non so come tale prova sia emersa, o quali siano le basi di essa, ma questo è ciò che è stato riportato (ABC Newsradio). Ciò coincide nettamente col resto delle informazioni che abbiamo, per poter pensare con una qualche fondatezza che alcuni di quelli che non erano consapevoli di commettere suicidio sarebbero stati operativi CIA. Gli sarebbe stato ordinato di aiutare a mettere in piedi i dirottamenti, all’oscuro del piano complessivo. Coloro che sapevano di essere in missione suicida erano coloro autenticamente ostili agli USA.

E’ ragionevole pensare che questo non possa essere stato organizzato senza l’uso di pedine che pensavano di stare per inferire un colpo agli USA. Qui potrebbe entrarci bin Laden. Credo che probabilmente fosse in qualche modo coinvolto, ma non come descritto dall’amministrazione Bush. Vi è la possibilità che abbia ingannato e sacrificato la sua gente allo stesso modo nel quale gli americani coinvolti hanno ingannato e sacrificato la loro. La possibilità che bin Laden e la CIA possano essere stati in attiva cooperazione in questa atrocità sarà più chiara nella prossima sezione.

Fatto: Entro meno di 4 ore dagli attacchi i medi erano pieni di commenti che assumevano la colpevolezza di bin Laden, commenti fatti sulla base di eventi che non potevano chiaramente essere accaduti.

Fatto: Il Pentagono ed il Dipartimento della Difesa usarono un discorso attribuito a bin Laden, nello sforzo di incriminarlo, mentre rifiutarono di rilasciare tutto il discorso – e rifiutarono di emettere una traduzione letterale.

Domanda: Perché venne considerato necessario mentire per creare un caso contro bin Laden?


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