FISICA/MENTE

 

 

Il narcoimpero Bush-Cheney

di Michael C. Ruppert

http://digilander.libero.it/rivistaprolet/narcoimperousa.html 

 

Il coinvolgimento della famiglia Bush nel narcotraffico non è un segreto, ma è molto meno noto il diretto collegamento di Dick Cheney al traffico globale di droga attraverso una società di costruzioni USA.

DA MEDELLIN A MOSCA CON LA BROWN & ROOT

La Brown & Root della Halliburton Corporation è una delle maggiori componenti del narcoimpero Bush-Cheney. Il successo del vice presidente designato di Bush nella campagna elettorale Richard Cheney alla guida della Halliburton, Inc. verso un contratto federale da 3,8 mld di dollari in cinque anni e prestiti assicurati dai contribuenti, è solamente un segno parziale di quel che potrebbe accadere ora che Bush ha vinto le elezioni presidenziali.

Uno sguardo più attento alle ricerche disponibili, incluso un rapporto del 2 agosto 2000 del Center for Public Integrity (CPI) (www.public-i.org), suggerisce che il denaro della droga ha avuto un ruolo nel successo raggiunto dalla Halliburton sotto la presidenza Cheney dal 1995 al 2000. Ciò è vero in particolar modo per la più famosa affiliata della Halliburton, la Brown & Root, gigante delle costruzioni e del petrolio. Un profondo esame della storia rivela che il passato della Brown & Root - come pure il passato dello stesso Dick Cheney - è collegato al traffico internazionale di droga in più di una occasione ed in più di un modo.

Lo scorso giugno, l'avvocato di Washington, DC, di una grande compagnia petrolifera russa implicata - secondo rapporti di polizia - nel traffico di eroina ed anche beneficiaria di un prestito garantito dagli USA per pagare i contratti della Brown & Root in Russia, organizzò una raccolta fondi per 2,2 milioni di dollari per i forzieri già gonfi della campagna elettorale del candidato alla presidenza George W. Bush. Non è la prima volta che la Brown & Root è stata collegata alle droghe illegali, ed il fatto è che questo "bambino prodigio" dell'industria americana potrebbe essere anche un giocatore chiave negli sforzi di Wall Street per mantenere il dominio nel mercato globale del narcotraffico - mezzo trilione di dollari l'anno - e dei suoi profitti. E Dick Cheney, assai più vicino al narcotraffico di quanto si possa sospettare e che è anche il maggiore azionista (45,5 milioni di dollari) della Halliburton, ha un assoluto interesse nel fare in modo che i successi della Brown & Root nel settore continuino. Tra tutte le società americane che hanno rapporti diretti con i militari USA e danno copertura alle operazioni della CIA, poche ditte possono uguagliare la presenza globale di questa gigante delle costruzioni con 20.000 dipendenti in più di 100 paesi. Attraverso le compagnie sorelle e le joint ventures, la Brown & Root può costruire impianti petroliferi offshore, scavare pozzi e costruire e mantenere in funzione ogni cosa, dai porti alle pipeline alle autostrade ed ai reattori nucleari. Può armare ed addestrare apparati di sicurezza e può anche nutrire, rifornire ed accasermare eserciti. Uno dei motivi principali dell'irresistibile fascino della Brown & Root per agenzie come la CIA, e fieramente annunciato nel sito Internet della compagnia, è il contratto che ha ricevuto per smantellare i vecchi ICBM russi a testata atomica nei loro silios. Inoltre, le relazioni tra istituzioni chiave, contraenti e i Bush stessi suggeriscono che con una amministrazione George "W" la famiglia Bush ed i suoi alleati, usando la Brown & Root come interfaccia operativa, possano essere in grado di controllare tutto il narcotraffico da Medellin fino a Mosca. Costituita in origine come una società di costruzioni pesanti per costruire dighe, la Brown & Root ha allargato le suè attività con scaltri contribuzioni politiche al candidato al Senato Lyndon Johnson nel 1948. Espandendosi alla costruzione di piattaforme petrolifere, basi militari, porti, attrezzature nucleari, banchine e tunnel, la Brown & Root sottoscrisse virtualmente la carriera politica di LBJ. Come risultato prosperò, facendo miliardi di dollari con contratti governativi USA durante la guerra del Vietnam. L'Austin Chronicle, in un articolo del 28 agosto 2000 dal titolo "Il candidato della Brown & Root", etichetta il repubblicano Cheney come il procuratore politico della fortuna della Brown & Root. Secondo documenti della campagna politica, durante i cinque anni della presidenza Cheney alla Halliburton le contribuzioni politiche della società sono più che raddoppiate a 1,2 milioni di dollari. Non sorprende che la maggior parte del denaro sia andata a candidati repubblicani. Il servizio informazioni indipendente Newsmakingnews descrive anche come nel 1998, con Cheney presidente, la Halliburton spese 8.1 miliardi di dollari per l'acquisizione della società fornitrice di attrezzature petrolifere e di perforazione Dresser Industries. Ciò ha reso la Halliburton una corporation che avrà una presenza in quasi tutte le future operazioni di perforazione per il petrolio in ogni parte del mondo. Ed ha anche riportato nel forziere di famiglia la società che una volta (nel 1948) mandò un aereo a prendere il nuovo graduato di Yale George H.W. Bush perchè iniziasse la carriera di petroliere texano. Il padre del vecchio Bush, Prescott, fu amministratore delegato della ditta che una volta possedeva la Dresser: la Brown Brothers Harriman.   LE OPERAZIONI SPECIALI DELLA BROWN & ROOT E' chiaro che ovunque vi sia del petrolio lì vi è la Brown & Root. Ma con sempre maggiore intensità, anche ovunque vi sia guerra o insurrezione vi è la Brown & Root. Dalla Bosnia ed il  Kosovo alla Cecenia, Ruanda, Birmania, Pakistan, Laos, Vietnam, Indonesia, Iran, Libia, Messico e Colombia, le tradizionali operazioni della  Brown & Root si sono allargate dalle costruzioni industriali per includere la fornitura di supporto logistico per i militari USA. Ora, invece dei depositi dell'esercito USA, è probabile che in giro per il mondo si vedano i magazzini della Brown & Root a custodire e gestire pgni cosa, dalle uniformi alle razioni ai veicoli. Il drammatico incremento delle operazioni della Brown & Root in Colombia suggerisce anche la preparazione di Bush per una frenesia bellica come parte del "Plan Colombia". Ciò collima con le mosse dell'ex Segretario del Tesoro di Bush Nicholas Brady per aprire una società di investimenti Colombia-USA chiamata Corfinsura per il finanziamento di grandi progetti di costruzioni con il colombiano Antioquia Syndicate, con quartier generale a Medellín (v. FTW, giugno 2000). E le aspettative di una guerra di terra in Colombia possono spiegare perchè un dossier della Securities Exchange Commission (SEC), riportava che la Brown & Root, che in aggiunta a possedere in Colombia più di 800.000 piedi quadri di spazio per magazzini , ha anche preso in affitto altri 122.000 piedi quadri. Secondo il dossier della Brown & Root Energy Services Group, gli unici altri posti dove la società mantiene spazio per magazzini è il Messico (525.000 piedi quadri) e gli Stati Uniti (38.000 piedi quadri). Secondo il sito della Colombia's Foreign Investment Promotion Agency, la Brown & Root non aveva alcuna presenza nel paese fino al 1997. Cosa sa la Brown & Root - che secondo la  Associated Press (AP) ha ricavato più di 2 miliardi di dollari sostenendo e rifornendo la truppe USA - della Colombia che il pubblico degli Stati Uniti non sa? Perchè la necessità di quasi un milione piedi quadri di terreno per depositi che può essere trasferito da un'operazione della Brown & Root (servizi per l'energia) ad un altro (supporto militare) con un tratto di penna? Come descritto dall'AP, ai tempi dell'affare "Iran-Contra" il deputato Dick Cheney del House Intelligence Committee era un fanatico sostenitore del Ten. Col. dei Marines Oliver North. Ciò nonostante il fatto che North avesse mentito a Cheney nel dare informazioni alla Casa Bianca nel 1986. I diari di Oliver North e le successive indagini dell'Ispettore Generale della CIA lo hanno inequivocabilmente legato direttamente al contrabbando di eroina durante gli anni '80 e l'apertura di conti bancari per una ditta che muoveva quattro tonnellate di cocaina al mese. Questo comunque non fermò Cheney dal sostenere attivamente la (sfortunata) corsa di North a senatore USA della Virginia nel 1994 - solamente un anno prima che prendesse le redini di una consorella della Brown & Root - la Halliburton, Inc., di Dallas nel 1995. Come Segretario della Difesa di Bush durante le operazioni Desert Shield/Desert Storm (1990-91), Cheney ha anche diretto le operazioni speciali coinvolgenti i ribelli kurdi nell'Iran settentrionale. La fonte primaria di reddito dei kurdi per più di 50 anni è stato il contrabbando di eroina dall'Afghanistan e Pakistan attraverso l'Iran, l'Iraq e la Turchia. Avendo avuto qualche esperienza personale con la Brown & Root, ho notato accuratamente quando il Los Angeles Times osservò che il 22 marzo 1991 un gruppo armato fece irruzione negli uffici di Ankara, in Turchia, della joint venture Vinnell, Brown & Root ed assassinò il Serg. Magg. dell'aeronautica in pensione John Gandy. Nel marzo 1991 decine di migliaia di rifugiati kurdi, per lungo tempo attività della CIA, vennero massacrati da Saddam Hussein durante la guerra del Golfo. Saddam, cercando di distruggere ogni speranza di successo di una ribellione kurda, trovò semplice uccidere migliaia degli indesiderati kurdi che erano fuggiti dal confine turco in cerca di rifugio. Lì le forze di sicurezza turche - in parte addestrate dalla società Vinnell, Brown & Root, rimandarono migliaia di kurdi a morte certa. Oggi la Vinnell Corporation (una società della TRW) è una delle tre maggiori compagnie private di mercenari al mondo, assieme alla MPRI ed alla  DynCorp (v. FTW, giugno 2000). Essa è inoltre la più importante per l'addestramento delle forze di sicurezza in tutto il Medio Oriente.

Non sorprende che le regioni di confine della Turchia in questione fossero i principali punti di transito dell'eroina prodotta in Afghanistan e Pakistan destinata ai mercati europei.

Una fonte cofidenziale con esperienza nei servizi segreti nella regione mi riferì in seguito che i kurdi "sono stati in qualche modo ripagati dalla gente che li ha usati per trasportare la loro droga". Egli riconosce apertamente che entrambe la Brown & Root e la Vinnell Corporation solitamente procuravano copertura non ufficiale per i funzionari della CIA. Ma questo già lo sapevo. Dal 1994 al 1999, durante l'intervento militare USA nei Balcani - dove, secondo il he Christian Science Monitor e la Jane's Intelligence Review, l'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA) controlla il 70% dell'eroina che entra in Europa occidentale - la Brown & Root di Cheney ha ricavato miliardi di dollari rifornendo le truppe USA con enormi attrezzature nella regione. Le operazioni di supporto della Brown & Root continuano ancora oggi in Bosnia, Kosovo e Macedonia. Le impronte di Dick Cheney sono vicine alla droga più di quanto si possa sospettare. Il rapporto dell'agosto 2000 del Center for Public Integrity le ha portate ancora più vicine. Sarebbe corretto dire che vi è un diretto collegamento tra le infrastrutture della Brown & Root - spesso sistemate in regioni remote e pericolose - con tutte le regioni che producono droga e con quelle che la consumano in tutto il mondo. Queste coincidenze, di per se stesse non provano complicità nel traffico. Altri fatti comunqueportano inequivocabilmente in quella direzione.   UN COLLEGAMENTO DIRETTO DI DICK CHENEY ALLA DROGA Il rapporto del CPI intitolato "Cheney guidò la Halliburton a festeggiare con i fondi federali", scritto dai veterani del giornalismo Knut Royce e Nathaniel Heller, descrive come, nei cinque anni della presidenza Cheney, la Halliburton in gran parte attraverso l'affiliata Brown & Root, godette di 3,8 miliardi di dollari di contratti federali e prestiti assicurati dai contribuenti. I prestiti erano stati garantiti dalla Export-Import Bank (EXIM) e dalla Overseas Private Investment Corporation (OPIC). Secondo l'ex CIA Ralph McGehee, entrambe le istituzioni erano pesantemente infiltrate dalla CIA e davano solitamente copertura non ufficiale ai suoi funzionari. Uno di questi prestiti, quello alla conglometata finaziaria/banca russa The Alfa Group of Companies, comprendeva 292 milioni di dollari da pagare per il contratto della Brown & Root per rinnovare un giacimento petrolifero siberiano posseduto dalla russa Tyumen Oil Company. The Alfa Group completò la sua acquisizione del 51% della Tyumen Oil in un procedimento con offerte presumibilmente truccate. Un rapporto ufficiale del governo russo afferma che gli alti dirigenti del The Alfa Group, gli oligarchi Mikhail Fridman and Pyotr Aven, "si ritiene abbiano partecipato al traffico di droga dal Sud Est asiatico attraverso la Russia e fino all'Europa". Questi stessi dirigenti, Fridman e Aven, che secondo rapporti ed informazioni hanno contrabbandato eroina in connessione con la famiglia mafiosa russa Solntsevo, erano gli stessi che chiesero i prestiti EXIM che l'attività di lobby della Halliburton più tardi gli assicurò. Come risultato, il  lavoro della Brown & Root nei giacimenti Alfa Tyumen potè continuare - ed espandersi. Dopo aver descritto come gli interessi del crimine organizzato nel The Alfa Group si ritiene habbiano rubato il giacimento petrolifero con la truffa, la storia del CPI - usando rapporti ufficiali dell'FSB (l'equivalente russo dell'FBI), di compagnie petrolifere come la BP-Amoco, ex funzionari della CIA e del KGB e resoconti della stampa - ha quindi stabilito un solido legame all'Alfa Tyumen ed al trasporto dell'eroina. Nel 1995, sacchi di eroina camuffata da zucchero erano stati rubati da un container ferroviario noleggiato dall'Alfa Eko e venduti nella città siberiana di Khabarovsk. Emerse un problema quando molti residenti della città vennero "intossicati" o "avvelenati". La storia del CPI dichiarava anche: "Il rapporto dell'FSB diceva che entro pochi giorni dall'incidente agenti del Ministero degli Affari Interni (MVD) condussero delle irruzioni negli edifici dell'Alfa Eko e trovarono 'droga ed altra documentazione compromettente'. Entrambe i rapporti affermano che la Alfa Bank ha riciclato i fondi della droga dei cartelli russo e colombiano. "I documenti dell'FSB documentano che alla fine del 1993, un alto funzionario dell'Alfa incontrò Gilberto Rodriguez Orejuela, la mente finanziaria del noto cartello di Cali ora in carcere, 'per concludere un accordo sul trasferimento di denaro nell'Alfa Bank da zone offshore come le Bahamas, Gibilterra ed altre'. Il piano era di reinserire il denaro nell'economia russa attraverso l'acquisto di azioni di compagnie russe. "...Egli [l'ex agente del KGB] raccontò che vi erano altre prove "riguardanti il coinvolgimento [dell'Alfa Bank] col riciclaggio di denaro sporco dei...cartelli della droga latinoamericani'.". Diventa quindi più difficile per Cheney e la Halliburton asserire che tutto ciò sia una pura coincidenza, dal momento che il CPI ha riportato che il principale avvocato della Tyumen a Washington, James C. Langdon, Jr, alla ditta Aikin Gump, "...aiutò a coordinare questo giugno la raccolta di 2,2 milioni di dollari per la campagna elettorale di Bush. Egli quindi fu d'accordo nell'aiutare a reclutare 100 avvocati e lobbisti nella capitale che raccogliessero 25.000 ciascuno per la campagna di W." L'eroina menzionata nella storia del CPI proviene dal Laos, dove Richard Armitage ed il Vice Direttore associato alle Operazioni della CIA a riposo Ted Shackley, alleati di lunga data di Bush e combattenti clandestini sono stati ripetutamente collegati al narcotraffico. In seguito passò per il sudest asiatico fino al Vietnam, probabilmente il porto di Haiphong. Quindi l'eroina venne trasportata via mare al porto russo sul Pacifico di Vladivostok, da dove venne in seguito mossa in treno attraverso la Siberia e poi in camion fino all'Europa, passando per le mani dei capi della mafia russa in Cecenia e Azerbaijan. La Cecenia e l'Azerbaijan sono punti caldi sia di conflitti armati che di prospezioni petrolifere, e la Brown & Root opera lungo tutto questo tragitto. Come descritto in precedenti edizioni della FTW, tale lungo, costoso e tortuoso sentiero venne impiantato frettolosamente dopo che l'inviato personale del Presidente George Bush Richard Armitage, col rango di ambasciatore, era stato nell'ex Unione Sovietica per assisterla nel suo "sviluppo economico" nel 1989. Allora gli ostacoli ad un più diretto, profittevole ed efficiente percorso dall'Afghanistan e Pakistan attraverso la Turchia fino in Europa erano lo stretto controllo da parte del governo jugoslavo/serbo dei Balcani e la continua instabilità nella regione della Mezzaluna d'Oro del Pakistan/ Afghanistan. Inoltre, non vi era nessun altro modo, usando l'eroina del Triangolo d'Oro (Birmania, Laos e Tailandia), di trattare con la Cina e l'India che girarvi attorno. Forse non è un caso che Cheney e Armitage siano associati nel prestigioso Aspen Institute, un escusivo think-thank bi-partisan, ed anche nella Camera di Commercio USA-Azerbaijan. Nel novembre 1999, in quel che potrebbe essere un segno di quanto accadrà, in un'esercitazione pratica al Council on Foreign Relations, dei quali lui e Cheney sono entrambi membri, Armitage ricoprì il ruolo di Segretario della Difesa. Molti degli aiutanti di lunga data ed elementi dell'apparato di Bush come Richard Armitage ed il veterano della CIA Ted Shackley hanno un pesante bagaglio politico. Da quando il potere governativo è talmente diviso da sembrare formale dopo la lunga elezione, è improbabile che nomine controverse per posizioni ministeriali come quelle di Armitage o Shackley vengano presentate ad un Senato diviso a metà che è improbabile le confermi. E' molto più probabile che Armitage appaia come consigliere semiufficiale in qualche travagliata regione europea. Questo è confacente al ruolo che ha ricoperto per George Bush nel 1989 in Russia e nel 1992 in Albania. I viaggi di Armitage presagivano entrambe i conflitti ceceno e kosovaro e la violenta espansione del traffico di droga attraverso quelle regioni.   L'EFFICIENZA DELLA PIPELINE DELLA DROGA L'amministrazione Clinton si prese cura di tutto il tempo sprecato per il viaggio dell'eroina con la distruzione della Serbia e del Kosovo nel 1999 e l'instaurazione del KLA come potenza regionale. Questo aprì una linea diretta dall'Afghanistan all'Europa occidentale - e la Brown & Root era proprio al centro di questa. L'abilità di Clinton nel rendere efficienti le operazioni del narcotraffico è stato descritto dettagliatamente nell'edizione dell'aprile del 2000 di FTW in una storia dal titolo "La pipeline del denaro della droga del Partito Democratico presidenziale". Da allora quell'articolo è stato ripubblicato in tre paesi. L'essenza della lezione economica sulla droga era che coltivando oppio in Colombia e contrabbandando sia eroina che cocaina dalla Colombia a New York City attraverso la Repubblica Dominicana e Porto Rico (una virtuale linea diretta), le strade tradizionali del contrabbando potrebbero essere abbreviate o persino eleminate. Ciò ridusse sia il rischio che il costo, incrementò i profitti ed eliminò la concorrenza.

FTW sospetta che in tale processo vi sia la mano del co-fondatore del cartello di Medellín Carlos Lehder, rilasciato dalla prigione sotto Clinton nel 1995, ed ora attivo sia alle Bahamas che in Sud America. Lehder era conosciuto durante gli anni '80 come il "genio dei trasporti". Posso ben immaginare Dick Cheney, essendo stato testimone della completa ristrutturazione del traffico globale di droga negli ultimi otto anni, andare da George W. e dire: "Guarda, so come possiamo farlo persino meglio".

Una cosa è certa. Come citato nell'articolo del CPI, un vice presidente della Halliburton notò che se il duetto Bush-Cheney fosse eletto, "i contratti della società con il governo andrebbero ovviamente alle stelle".  

L'OSCURO PASSATO

Nel luglio del 1977 lo scrivente, allora ufficiale della polizia di Los Angeles, lottava per dare un senso ad un mondo impazzito. In un ultimo estremo sforzo per salvare la relazione con la mia fidanzata, Nordica Theodora D'Orsay (Teddy), un agente CIA a contratto, ero andato a New Orleans per trovarla. Iu una vacanza decisa in fretta, assicurata con il consenso del mio ufficiale comandante, il Capitano Jesse Brewer della LAPD, ero andato da solo, in modo non ufficiale, per evitare lo scrutinio dell'Organized Crime Intelligence Division (OCID) della LAPD. Teddy aveva voluto che mi unissi a lei nelle sue operazioni dall'interno dei ranghi della polizia, a cominciare dalla primavera del 1976. Mi ero rifiutato di essere coinvolto con la droga in alcun modo, e tutto ciò lei menzionava pareva aver a che fare con eroina o cocaina, aassieme alle armi che stava muovendo fuori del paese. Il Direttore della CIA era George Herbert Walker Bush. Sebbene altempo ufficialmente facessi parte dello staff dell'Accademia della LAPD, ero stato non ufficialmente prestato all'OCID dal gennaio quando Teddy, annunciando l'inizio di una nuova operazione pianificata nell'autunno del 1976, improvvisamente sparì. Lasciò molti, compreso me, meravigliati e turbati. Gli investigatori dell'OCID mi hanno tenuto duramente sotto pressione per avere informazioni su dilei e su ciò che sapevo delle sue attività. Erano informazioni che non potevo dargli. Sperando ancora che avrei trovato il modo per comprendere il suo coinvolgimento con la CIA, il LAPD, la famiglia reale iraniana, la mafia e la droga, rimasi da solo durante otto giorni di rivelazioni dantesche che avrebbero determinato il corso della mia vita da allora fino ad oggi. Arrivando a New Orleans ai primi di luglio del 1977, trovai Teddy che viveva in un appartamento al di là del fiume a Gretna. Equipaggiata con telefoni scrambler ed apparecchi per la visione notturna, e lavorando con comunicazioni sigillate fornite da personale della marina e dell'aeronautica della vicina stazione  aeronavale di Belle Chasse, era coinvolta in qualcosa di veramente brutto. Teddy stava preparando il carico di grandi quantitativi di armi su navi dirette in Iran. Allo stesso tempo lavorava con elementi della mafia del boss di New Orleans Carlos Marcello per coordinare il movimento dei battelli che stavano portando in città grossi quantità di eroina. Le barche arrivavano alle banchine controllate da Marcello, indisturbate anche dalla polizia di New Orleans  cui lei mi presentò, assieme a sommozzatori, militari, ex berretti verdi e personale della CIA. I battelli stavano recuperando l'eroina da attrezzature petrolifere nel Golfo del Messico, in acque internazionali - attrezzature costruite e mantenute dalla Brown & Root. Le armi che Teddy controllava, apparentemente AK47 e M16 surplus del tempo del Vietnam, venivano caricate su navi anch'esse di proprietà della Brown & Root. E più di una volta durante gli otto giorni passati a New Orleans, mi incontrai e mangiai in ristoranti con dipendenti della Brown & Root che che stavano caricando quelle navi e sarebbero partiti per l'Iran entro pochi giorni. Una volta, uscendo da un bar ed avendo apparentemente fatto la domanda sbagliata, mi fu sparato contro nel tentativo di mettermi paura. Disgustato e con il cuore infranto per essere stato testimone che la mia fidanzata ed il mio governo contrabbandavano droga, troncai la relazione. Ritornato a casa a Los Angeles, tirai un sospiro e denunciai tutto ciò che avevo visto, incluse le connessioni alla Brown & Root, ai funzionari di intelligence della LAPD. Essi mi dissero prontamente che ero pazzo. Costretto con minacce di morte ad andar via dalla polizia di Los Angeles alla fine del 1978, presentai denunce alla Divisione Affari Interni del Lapd e all'ufficio di Los Angeles dell'FBI al comando dell'FBI SAC Ted Gunderson. Io ed il mio legale scrivemmo ai politici, al Dipartimento della Giustizia ed alla CIA, e contattammo il Los Angeles Times. L'FBI ed il LAPD dissero che ero folle. Una storia in due parti pubblicata nel 1981 dal Los Angeles Herald Examiner rivelava che l'FBI aveva fermato Teddy e che quindi l'aveva rilasciata prima di classificare la loro indagine come chiusa. L'ex Commissario Criminale di New Orleans Aaron Cohen disse al reporter Randall Sullivan che trovava la mia descrizione dei fatti perfettamente plausibile dopo i suoi 30 anni di studi sulle operazioni del crimine organizzato in Louisiana. A tutt'oggi, un rapporto della CIA preparato come risultato della mia denuncia rimane classificato ed esentato dal rilascio, in seguito ad ordine esecutivo del Presidente, nell'interesse della sicurezza nazionale e perchè rivelerebbe l'identità di agenti CIA. Il 26 ottobre 1981, al piano terra dell'ala ovest della Casa Bianca, raccontai di ciò che avevo visto a New Orleans al mio amico e compagno di corso all'UCLA Craig Fuller.  Fuller poi divenne Capo di Gabinetto del Vice Presidente Bush dal 1981 al 1985. Nel 1982, l'allora professore di scienze politiche all'UCLA Paul Jabber riempì molti dei vuoti nella mia ricerca per capire ciò che avevo visto a New Orleans. Era qualificato a farlo poiché aveva servito come consulente alla CIA ed al Dipartimento di Stato durante l'amministrazione Carter. Paul spiegò che, dopo un trattato del 1975 tra lo Scià dell'Iran e Saddam Hussein dell'Iraq, lo Scià aveva tagliato ogni aperto sostegno militare per i ribelli kurdi che combattevano contro Saddam Hussein nel nord dell'Iraq. In cambio, lo Scià aveva guadagnato l'accesso alla via d'acqua dello Shatt al'Arab così da poter moltiplicare le sue esportazioni e guadagni petroliferi. Non volendo perdere i kurdi come attività a lungo termine, la CIA aveva allora usato la Brown & Root - che operava in entrambe i paesi e faceva la manutenzione delle attrezzature portuali nel Golfo Persico vicino allo Shatt al'Arab - per riarmare i kurdi. L'intera operazione era stata finanziata con l'eroina. Paul fu esplicito su tutto  ciò. Nel 1983 Paul Jabber  lasciò l'UCLA per divenire vicepresidente della Banker's Trust e presidente del Dipartimento per il Medio Oriente del Council on Foreign Relations.   LA PIU' GRANDE LIBERA IMPRESA AL MONDO Se uno è abbastanza coraggioso da cercare un "sistema operativo" che spieghi teoricamente ciò che FTW vi ha appena descritto, non ha bisogno di guardare oltre il favoloso articolo in due parti pubblicato su Le Monde Diplomatique nell'aprile 2000. Le storie, incentrate massicciamente sul capitale della droga, sono intitolate "Il crimine, la più grande libera impresa al mondo." Le brillanti e penetranti parole degli autori Christian de Brie e Jean de Maillard sono la migliore spiegazione che abbia mai letto della reale situazione politica ed economica mondiale . De Brie scrive: "Permettendo al capitale di spostarsi incontrollato da una parte all'altra del mondo, la globalizzazione e l'abbandono della sovranità hanno insieme allevato una crescita esplosiva di un mercato finanziario fuorilegge... "E' un sistema coerente collegato strettamente all'espansione del capitalismo moderno e basato sull'associazione fra tre elementi: i governi, le società multinazionali e le mafie. Gli affari sono affari: il crimine finanziario è prima di ogni altra cosa un mercato, prospero e strutturato, governato dalla legge della domanda e dell'offerta. "La complicità del grande business ed il laissez faire politico sono il solo modo nel quale quel crimine organizzato su vasta scala può riciclare il denaro sporco e rigenerare i favolosi redditi delle sue attività. E le multinazionali hanno bisogno del sostegno dei governi e della neutralità delle autorità di regolamentazione per poter consolidare le loro posizioni, incrementare il loro profitti, confrontare e schiacciare la concorrenza, fare 'l'affare del secolo' e finanziare le loro operazioni illecite. I politici sono direttamente coinvolti e la loro capacità di intervenire dipende dagli aiuti e dai finanziamenti che li mantengono al potere. Questa collusione di interessi è parte essenziale dell'economia mondiale, l'olio che fa girare le ruote del capitalismo." Dopo il confronto alla TV con il Direttore della CIA John Deutch il 15 novembre 1996, sono stato intervistato dai Comitati di Intelligence della Camera e del Senato. Preparai una testimonianza scritta per quello del Senato che consegnai, sebbene non sia mai stato chiamato a testimoniare. In tutte quelle interviste, nella mia testimonianza scritta ed in tutte le conferenze da allora, ho raccontato la storia della Brown & Root.   IN GOD (GOLD, OIL, DRUGS) WE TRUST Non vi è pericolo di sbagliare. Gli Stati Uniti si preparano per la guerra. Gli eventi immediatamente successivi alla debacle delle elezioni USA del 2000 sono minacciosi presagi per l'amministrazione Bush-Cheney. Mentre non tutti i posti del gabinetto sono ancora stati riempiti, i posti chiave del Tesoro, Difesa, Giustizia e Consigliere per la Sicurezza Nazionale indicano l'amministrazione più militarizzata, intima dei petrolieri e del grande capitale in 35 anni. Così completo è il piano per il controllo del governo che il figlio del Segretario di Stato (designato) Colin Powell, in una nomina ancora non molto notata, è stato nominato il nuovo Commissari della Commissione Federale delle Comunicazioni. Questo è l'ente che controlla e sanziona tutte le trasmissioni commerciali degli Stati Uniti. Con Colin Powell come Segretario di Stato, Donald Rumsfeld Segretario della Difesa e Dick Cheney come Vice Presidente, i più alti livelli del governo USA ora ospitano due ex Segretari della Difesa e l'ex capo degli Stati Maggiori riuniti. Il nuovo Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Condoleeza Rice, sebbene afroamericana, ha un lungo curriculum di servizio nelle amministrazioni repubblicane e siede anche nel consiglio di amministrazione della Chevron Oil, che recentemente ha dato il suo nome ad una petroliera. Le sue opache credenziali operative indicano che probabilmente servirà come messaggera designata tra Bush, Powell, Rumsfeld e Cheney e la ragazza afroamericana da cartellone pubblicitaria per l'imminente avventurismo militare. Mentre questa storia va in stampa è di particolare interesse la voce sempre più forte tra le mie fonti che l'attuale Direttore della CIA George Tenet, nominato nella carica dal Presidente Clinton nel 1997, rimarrà nella nuova amministrazione Bush. Basandomi sui miei studi delle operazioni della CIA e sulla storia, ciò suggerisce fortemente due cose. Primo, implica che la CIA, come indipendente servitore di Wall Street, sente che i suoi interessi sono stati - e continueranno ad essere - ben serviti da Tenet, che è ben visto a Langley. Più importante comunque, è il fatto che suggerisce che vi sono operazioni, sia coperte che non, in moto sotto il controllo della CIA ad una velocità e con una forza che non accetteranno un interruzione del ritmo per un cambio del direttore. La più critica di queste sarebbe l'inizio di un conflitto programmato in Colombia. Dall'avvento della bomba atomica, gli Stati Uniti hanno sempre avuto bisogno di due tipi di nemici. Su un primo livello, essi hanno bisogno di un nemico tattico contro il quale andare a combattere una guerra sul campo. Dal 1945 questi nemici sono stati creati, ed hanno il nome di Corea del Nord, Vietnam del Nord, Grenada, El Salvador, Panama, l'Iraq ed ora la Colombia. Su un altro livello comunque gli Sati Uniti hanno bisogno di un nemico strategico che giustificherà vergognose spese di capitale per sistemi di armi strategiche come gli ICBM, i sommergibili Trident e sistemi di difesa missilistica "Star Wars". Con la nuova amministrazione Bush che sta già contemplando un cambio di politica che farebbe dei ribelli colombiani (opposti ai narcotrafficanti) i bersagli dell'aiuto militare USA, come riportato dall'AP, non vi è dubbio dove sarà la prossima guerra. E con il militarizzato governo Bush che fa dello scudo di difesa missilistico una priorità, sembra che o la Cina o la Russia diventeranno il prossimo grande nemico di scelta. Alla fine deciderà la profittabilità. Per il momento, la men che credibile minaccia di carta viene da non specificate "stati canaglia". Possiamo essere certi, comunque, che lo spostamento dei piani di pressione economica intorno al mondo rivelerà abbastanza presto il prossimo demone. La Halliburton è piazzata strategicamente per trarre profitto da ogni eventualità. Come è stato in Vietnam, America Centrale e Kosovo, la droga continuerà ad essere un'enorme parte del piano finanziario per prolungate guerre terrestri. Come disse un cinico, "GOD" sta per "Gold, Oil and Drugs". Possiamo essere certi che un impero (opposto ad una repubblica) stia emergendo negli Stati Uniti più rapidamente di quanto molti si aspettavano. E l'amministrazione Bush sta già agendo come una "divinità". E' un impero che può avere poca necessità o persino la pretesa di essere una democrazia mentre il fascismo americano delle corporations toglie la maschera come conseguenza del nostro circo elettorale, la prostituzione della nostra Corte Suprema e la virtuale distruzione del governo americano come servo di niente altro che il denaro, l'avidità ed il potere. Sources:
* Aspen Institute, www.aspeninst.org.
* Associated Press, "Study: US Could Save Cost in Balkans", October 10, 2000.
* Associated Press, "Cheney, North Relationship Probed", August 11, 2000.
* Austin Chronicle, August 28, 2000.
* "CIA Base" © 1992, Ralph McGehee.
* CIA Inspector-General, "Report of Investigation: Allegations of Connections Between CIA and the Contras in Cocaine Trafficking to the United States. Volume II: The Contra Story", Report 96-0143-IG.
* Christian Science Monitor, October 20, 1994.
* Council on Foreign Relations, www.cfr.org.
* De Brie, Christian and Jean de Maillard, "Crime, The World's Biggest Free Enterprise", Le Monde Diplomatique, April 2000.
* Halliburton/Brown & Root, www.Halliburton.com/brs.
* Jane's Intelligence Review, February 1, 1995.
* Los Angeles Herald Examiner, October 11 & 18, 1981.
* Los Angeles Times, March 23, 1991.
* Newsmakingnews, "The Dick Cheney Data Dump", August 27, 2000, www.newsmakingnews.com.
* New York Press, January 8, 2000.
* New York Times Index, www.nytimes.com.
* Royce, Knut and Nathaniel Heller, "Cheney Led Halliburton to Feast at Federal Trough", Center for Public Integrity, August 2, 2000, www.public-i.org/story_01_080200.htm.
* Ruppert, Michael C., written testimony for the Senate Select Committee on Intelligence, dated October 1, 1997; see
http://www.copvcia.com/free/ciadrugs/ssci.html, and From The Wilderness 4/99, 4/00, 6/00.
* Securities and Exchange Commission, "Edgar" Database, www.sec.gov.
* Tarpley, Webster Griffin and Anton Chaitkin, George Bush: The Unauthorized Biography, Executive Intelligence Review, Washington, DC, 1992.
* US
-Azerbaijan Chamber of Commerce, www.usacc.org.
* Vinnell Corporation, www.Vinnell.com.
© 2001Michael C. Ruppert - From The Wilderness Publications

 


 

      PANAMA:
CRONOLOGIA DI UNA INVASIONE


La "mega azione di polizia" così il Pci ha definito l'invasione americana di Panama - è in realtà una feroce aggressione imperialista contro tutti i paesi del Centro America che osino ribellarsi ai suoi diktat. I 3000 morti di Panama servono da monito per tutte le masse diseredate dell'area: la "distensione mondiale" nelle metropoli deve sempre più continuare ad essere pagata dal loro tributo di sudore e sangue. E dietro alle accuse di narco-traffico, Panama paga anche la sua scelta di aver permesso che i sandinisti, attraverso l'utilizzazione del Canale, potessero aggirare l'embargo USA al Nicaragua.


1903 = Gli Stati Uniti firmano con la Colombia un trattato con il quale si assicurano l'affitto, per 100 anni, della zona dell'istmo di Panama. 11 mesi dopo, nasce da una insurrezione fomentata dagli USA, lo Stato di Panama. Precisa la funzione: salvaguardare gli interessi dell'imperialismo nordamericano. Pochi giorni dopo l'"indipendenza", le truppe di Roosvelt occupano circa 1300 km2 del paese e viene firmato un trattato che riconosce agli USA la "proprietà perpetua" sulla nascente zona del Canale.

1904 = La convenzione di Washington dichiara il dollaro, moneta nazionale panamense per facilitare le operazioni bancarie relative alla costruzione del canale. Ancora oggi, Panama è l'unico paese nel mondo che ha per moneta corrente il dollaro. Il "balboa" ha solo un valore nominale.

1912/1918 = Vengono stroncati dagli USA 2 tentativi insurrezionali nel paese.

1939 = Gli americani modificano a loro vantaggio il già trattato capestro del 1903, che prevede il possesso americano, fino al 1999, della zona che costeggia il Canale.

1960/1964 = Cominciano i primi seri contrasti tra gli USA ed il governo panamense. In gioco sono: gli introiti derivanti dalla utilizzazione del Canale; del centro finanziario della zona franca del Colon; del futuro Canale a livello e della flotta USA registrata sotto bandiera panamense. Nel 1964, in seguito all'intervento militare degli Stati Uniti, il governo Panamense è costretto a rinunciare alle sue principali rivendicazioni.

1968 = Un colpo militare destituisce il Presidente filo-americano Arias e porta al potere il generale nazional-populista Omar Torrijos. Viene elaborato il primo programma sociale del paese e iniziano le contrattazioni con gli USA per un nuovo trattato che preveda la partecipazione panamense agli utili del Canale e la sua successiva restituzione.

1977 - Viene firmato con l'Amm.ne Carter ed il governo panamense il c.d. "Trattato del Canale", che prevede la sua restituzione a Panama entro il 2000, ed entro il gennaio 1990 la costituzione -a maggioranza panamense- della Nuova Compagnia del Canale.

Gli Usa furono spinti a questo accordo, oltre che per l'inasprimento dei rapporti con Panama, anche per l'acutizzarsi della concorrenza inter-imperialista, come ebbe ad ammettere lo stesso rapporto Linowitz: "Riteniamo che la forma più conveniente per ottenere quello che ci proponiamo sia la cooperazione e non lo scontro con Panama... Bisogna anche ricordare che il Canale costituisce un problema di fronte al quale noi americani ci troviamo isolati anche rispetto ai nostri più stretti alleati e a quelli che usano più frequentemente il Canale".

Ed infatti, il processo di internazionalizzazione del neo colonialismo finanziario in Panama si sviluppa definitivamente negli anni '70; passando -in soli 6 anni- dalle 20 banche più famose su scala mondiale ad un numero 4 volte superiore. Oggi a Panama, operano 119 istituzioni di 30 paesi con attivi per 400 miliardi di dollari.

1979 = Gli USA apportano degli emendamenti al Trattato, senza sottoporli a plebiscito. A Panama, i contadini si ribellano contro il programma agrario del governo.

1980 = L'Amm.ne Reagan, con il documento di Santa Fè, traccia le linee guida della nuova politica USA in America Latina. Attacca la precedente Amm.ne Carter e definisce il governo panamense (che in questo periodo appoggia i sandinisti): "una dittatura di estrema sinistra, brutalmente aggressiva".

Il documento aggiunge: "Se il Trattato fallisce, si tratta di mettere il Canale sotto la protezione della Giunta Interamericana di Difesa per assicurare che le nazioni di questo emisfero abbiano libero e regolare accesso al Pacifico e all'Atlantico". Per l'Amm.ne Reagan si tratta soprattutto di isolare ogni possibilità di trascrescenza dell'esperienza nicaraguense e di sventare il pericolo di una congiunzione delle lotte del proletariato dell'area e dei suoi destabilizzanti riflessi interni.

1981/1982 = muore Torrijos in "circostanze mai chiarite" e peggiorano i rapporti fra gli USA e Panama. Aristides Rojo, "torrijista" succedutosi alla presidenza del paese, è costretto forzatamente alle dimissioni.

1983 = Nel tentativo di sottrarsi alle crescenti pressioni USA -che porteranno alla ascesa di Noriega- Panama si fa una delle promotrici dell'iniziativa di Contadora. Nel frattempo inizia la scalata di Noriega a capo della Guardia Nazionale. Noriega partecipa alla rinascita -in funzione antisandinista- dell'Alleanza Militare Centro Americana (Salvador, Honduras, Guatemala).

1984 = Si acutizza la pressione imperialista e con essa la tensione con le borghesie locali. A Panama, viene "liberamente eletto", dopo 15 anni di dittatura militare, il presidente Ardito Barletta, fantoccio della finanza internazionale. Nel suo tentativo di applicare i diktat del FMI e della BM spacca il PRD (il torrijista "Partito Rivoluzionario Democratico"), l'alleanza che lo aveva portato al governo e le stesse forze armate. Stesso fallimento è riservato al suo successore, Erik Del Valle. Noriega assume praticamente il controllo del paese.

1985 = Panama, finalmente "sotto controllo" viene usata come piattaforma di lancio delle missioni aera e delle operazioni militari contro il Nicaragua.

1986 = Panama non si associa alla Campagna USA contro il Nicaragua. Cominciano a deteriorarsi i rapporti tra l'ex uomo della Cia e gli americani. Iniziano le indagini su Noriega "trafficante di droga".

1987 = Il Canale di Panama diventa la via d'acqua attraverso la quale i sandinisti aggirano l'embargo americano.

1988 = Falliscono numerosi tentativi di golpe sponsorizzati dagli americani. A febbraio gli USA decidono il boicottaggio economico di Panama. L'economia panamense finisce in ginocchio. Gli oppositori di Noriega, riunitisi sotto il cartello della "Cruzada Civil", iniziano una serrata economica contro il governo. Questa serrata esaspera la popolazione, il governo -per scongiurare sollevazioni- distribuisce gratuitamente generi alimentari. L'aggressione americana ricompatta il PRD e parte dell'opposizione con Noriega. Questi, comincia ad adoperarsi per facilitare i contatti tra l'Honduras ed il Nicaragua. A giugno, gli USA interrompono il boicottaggio, anche per non alienarsi definitivamente le simpatie del ceto medio panamense.

1989 = Ad aprile, un compatto sciopero di lavoratori del Canale viene duramente represso dall'esercito di Panama. A maggio, si svolgono, con una soluzione di compromesso tra Noriega e gli americani, "elezioni libere", che risulteranno pilotate dagli USA. Infatti vengono vinte dal nuovo caudillo dell'imperialismo: Endara. Noriega interrompe la tornata elettorale e non ne riconosce il risultato.

In realtà, dietro alle accuse di narco-traffico, gli americani hanno ritenuto Noriega, non più affidabile come uomo forte di Panama. Lo si è accusato, infatti, di non essere più riuscito a controllare le sempre più pressanti insorgenze proletarie, lasciando via libera ai sempre più numerosi scioperi. Di aver applicato tasse portuali troppo elevate e di aver lasciato che gli stipendi dei lavoratori del Canale si triplicassero. In sintesi, di aver avuto la velleità di controllare il Canale, ignorando i diktat e le necessità dell'imperialismo.

A dicembre, a 2 giorni dalla formazione della nuova maggioranza della Compagnia del Canale, gli USA invadono con 32.000 marines il paese. Per una settimana l'esercito americano non riesce ad avere la meglio sulla popolazione. Interi quartieri popolari vengono rasi al suolo e numerosi sindacalisti e panamensi in odore di torriismo vengono deportati negli Stati Uniti.


Archivio Web Noam Chomsky
Anno 501 la conquista continua (indice)


http://www.tmcrew.org/archiviochomsky/501_3_4.html 

PARTE PRIMA.


VINO VECCHIO IN BOTTIGLIE NUOVE.


Capitolo 3.
NORD-SUD / EST-OVEST.

4. DA GRENADA A PANAMA. I TRIONFI DEL LIBERO MERCATO.

Non si può comunque negare che la ricetta del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, imposta ora all'ex impero sovietico, abbia avuto in passato alcuni importanti successi. Tra questi uno dei più famosi è senza dubbio la Bolivia, salvata nel 1985 dal disastro grazie alla 'nuova politica economica' somministratale da quegli esperti che adesso esercitano le loro arti nell'Europa Orientale: il numero dei dipendenti pubblici venne drasticamente ridotto, l'ente nazionale delle miniere fu venduto ai privati provocando il licenziamento di gran parte dei suoi dipendenti, i salari reali diminuirono, gli insegnanti nelle campagne si dimisero in massa, nuove tasse indirette colpirono i lavoratori, l'economia si contrasse insieme agli investimenti produttivi, le ineguaglianze aumentarono. Nella capitale boliviana, scrive Melvin Burke, "c'è un contrasto tra venditori ambulanti e mendicanti da una parte e le boutique di lusso, gli alberghi sfarzosi e le Mercedes-Benz dall'altra". Il prodotto nazionale lordo pro capite si è ridotto a tre quarti di quello del 1980, mentre il debito estero assorbe il 30% dei guadagni provenienti dalle esportazioni. Come premio per questo miracolo economico, il F.M.I., l'"Interamerican Development Bank" ed il club parigino dei G7 offrirono alla Bolivia un'ampia assistenza finanziaria, compresi fondi neri per i ministri del governo.

Il miracolo tanto osannato consisterebbe nel fatto che i prezzi si sono stabilizzati e le esportazioni sono in netta crescita. Ma oggi, secondo Burke, circa due terzi dei proventi delle esportazioni derivano dalla produzione e dal commercio della coca e quindi la stabilizzazione dei prezzi ed il rafforzamento della divisa si spiegherebbero proprio con gli introiti del narcotraffico. Del resto i traffici boliviani della coca danno anche una mano all'economia nordamericana, dal momento che l'80% dei 3 miliardi di dollari di profitti annui di quel settore sono spesi e tenuti nelle banche straniere, soprattutto negli Usa. La redditizia esportazione di stupefacenti "chiaramente giova agli interessi della nuova borghesia e dei 'narco-generali' della Bolivia", continua Burke, e "ovviamente serve anche gli interessi nazionali degli Stati Uniti, in quanto il riciclaggio del denaro sporco non solo è tollerato dagli Usa ma è, in realtà, incoraggiato". Sono "i contadini poveri che coltivano la coca", scrive Burke, gli unici a "lottare per la sopravvivenza contro le forze militari degli Stati Uniti e dell'esercito boliviano". E, quando non riescono a sopravvivere, ce ne sono sempre altri per assicurare la continuazione di quel miracolo economico così osannato dai teorici del libero mercato.

Confermando questi dati, Waltrad Morales sostiene che in Bolivia il 20% della manodopera si guadagna da vivere con la produzione ed il commercio della cocaina, che ammonta alla metà del prodotto interno lordo del paese. La 'miracolosa' crescita delle esportazioni (di coca) ha sconvolto i prezzi della terra e lo sviluppo agricolo, "e di conseguenza i boliviani non sono più in grado di sfamarsi da soli". La malnutrizione dei bambini sotto i cinque anni è più alta del 50% rispetto alla, già terribile, media regionale. Ormai un terzo dei prodotti alimentari del paese deve essere importato. "Questa 'crisi alimentare nazionale' - aggravata dal modello economico neoliberista - ha contribuito all'emarginazione dei contadini, costringendoli in molti casi a coltivare la coca per sopravvivere", in un circolo vizioso che si avvita sempre più verso l'abisso (24). Ed ora toccherà alla Polonia.

Ma sono molti i paesi che hanno registrato importanti successi, grazie all'intervento tempestivo degli Usa ed ai loro saggi rimedi. Prendiamo Grenada. In seguito alla sua 'liberazione' nel 1983 - dopo diversi anni di guerra economica Usa e di minacce ormai cancellate dalla storia - l'isola diventò il maggior destinatario (pro capite) di aiuti Usa (dopo Israele, che è un caso a parte). L'amministrazione Reagan volle che diventasse una 'vetrina del capitalismo', formula convenzionale usata ogniqualvolta un paese viene salvato dai propri abitanti e rimesso sulla retta via; il Guatemala, invaso nel 1954, era stato un altro di questi 'successi' (vedi cap. 7, par. 7). I programmi di riforma imposti a Grenada provocarono i soliti disastri sociali ed economici, ed ora sono criticati persino da quel settore privato che godeva i benefici di tali imposizioni. Inoltre, "l'invasione ha avuto l'effetto sui tempi lunghi di soffocare la vita politica dell'isola", scrive da Grenada l'assistente speciale di Carter, Peter Bourne, insegnante in quell'istituto di medicina i cui studenti sarebbero stati 'salvati' dall'intervento Usa: "I leader locali deboli e compiacentemente pro-americani non sono stati in grado di elaborare alcuna politica creativa per risolvere i problemi sociali ed economici di Grenada" mentre sull'isola si registrano livelli record di alcolismo e tossicodipendenza, "un malessere sociale paralizzante" cosicché a gran parte della popolazione non resta che "fuggire dal suo bellissimo paese".

In realtà l'invasione ha prodotto qualcosa di positivo, scrive Ron Suskind in un articolo apparso sulla prima pagina del "Wall Street Journal" con il titolo "Resa sicura dai Marines, Grenada adesso è un paradiso per le banche offshore". Anche se, come osserva un parlamentare, capo di una ditta di investimenti, l'economia è in "uno stato terribile" - grazie ai piani di ristrutturazione gestiti dall'"Usaid" ("U.S. Agency for International Development"), ma questo il "Journal" non lo dice. Quel che conta è che per gli Usa, con 118 banche offshore, una per ogni 64 abitanti, la capitale di Grenada "è diventata la Casablanca dei Caraibi, un rifugio sicuro per il riciclaggio del denaro, l'evasione fiscale e varie truffe finanziarie". Avvocati, ragionieri ed alcuni uomini d'affari se la passano bene; come, senza dubbio, i banchieri stranieri, i riciclatori di denaro ed i signori della droga, al sicuro dalle grinfie della tanto reclamizzata 'guerra alla droga' (25).

Anche la liberazione di Panama da parte degli Usa ha registrato un analogo trionfo. Basti pensare che, dall'invasione del 1989, il numero delle persone al di sotto della soglia di povertà è aumentato dal 40 al 54%. Un sondaggio del 1992 sostiene che se si tenessero libere elezioni, Guillermo Endara, nominato presidente in una base militare Usa il giorno dell'invasione, otterrebbe non più del 2% dei voti. Il suo governo in occasione del secondo anniversario dell'invasione Usa proclamò una "giornata nazionale di riflessione" - scrisse l'agenzia "France Press" - ma migliaia di panamensi "parteciparono quel giorno ad una 'marcia a lutto' nelle strade della capitale per denunciare l'invasione Usa e le politiche economiche di Endara". I manifestanti denunciarono anche l'uccisione da parte delle truppe Usa di circa 3000 persone, i cui corpi sarebbero stati sepolti in fosse comuni o buttati in mare. L'economia di Panama non si è più ripresa dai colpi dell'embargo Usa e dell'invasione. Un capo della Crociata Civica, che aveva guidato l'opposizione delle classi medie contro Noriega, dichiarò al giornalista del "Chicago Tribune", Nathaniel Sheppard: "Le sanzioni economiche imposte contro la nostra volontà nel 1987 per scacciare Noriega non solo non lo danneggiarono minimamente ma, anzi, hanno rovinato la nostra economia. Così ci siamo convinti che le sanzioni potrebbero essere state parte di un piano tendente proprio a raggiungere questo obiettivo in modo tale da toglierci la possibilità di chiedere agli Usa il rispetto della nostra dignità ed un miglior trattamento per il nostro paese". In occasione della visita a Panama di George Bush, nel giugno del 1992, conclusasi rapidamente in un fiasco ampiamente pubblicizzato, Sheppard scrisse che quel giorno era emersa "la profonda ostilità che da tempo la popolazione cova verso il presidente Usa" a causa dell'invasione; la "presenza delle truppe americane armate di fucile" nei quartieri residenziali era già particolarmente irritante, e gli umori della gente si fecero ancor più neri quando forze di sicurezza accompagnate da "circa otto americani" invasero la residenza di un membro dell'Assemblea Nazionale e, secondo quanto dichiarato dalla moglie, saccheggiarono i suoi documenti, presero dei passaporti e spararono in aria minacciando la donna che era in casa da sola.

Un rapporto sulla situazione a Panama dopo l'invasione, presentato dall'ambasciatore messicano Javier Wimer al Comitato per i diritti economici sociali e culturali dell'Onu, afferma che l'economia è al collasso, con "effetti catastrofici per la sopravvivenza della popolazione, per la situazione abitativa e la fornitura di servizi fondamentali quali la salute, l'istruzione e la cultura". In aumento anche, come risultato dell'invasione e dei successivi tentativi di "liquidare i residui del nazionalismo panamense", le violazioni dei diritti umani e sindacali, e la repressione di qualsiasi organizzazione che potrebbe "esprimere la protesta della società civile e l'opposizione politica".

I governi di Panama e degli Usa, conclude il rapporto, sono entrambi responsabili di "serie e sistematiche" violazioni dei diritti umani. Secondo l'autorevole CAR ("Central America Report", Guatemala), la guerra Usa alla droga servirebbe anche come copertura per attacchi ad attivisti di base da parte delle forze di sicurezza, e per altri abusi dei diritti umani.

Ma non tutti i dati relativi alla situazione economica panamense sono negativi. Il "Gao" ("General Accounting Office", Ufficio Generale del Bilancio) del Congresso ha reso noto che il volume del narcotraffico a Panama "sarebbe raddoppiato" dopo l'invasione mentre 'prospera' il riciclaggio di denaro sporco, come poteva immaginare chiunque conoscesse la piccola élite di origine europea che fu riportata al potere dagli Usa. Una ricerca finanziata dall'"Usaid" rivela inoltre che l'uso delle droghe a Panama è il più elevato dell'America Latina, con un aumento del 400% dal mese in cui sbarcarono i marines. Il segretario generale del Centro per gli Studi Latinoamericani, che partecipò alla ricerca, afferma che le truppe Usa "costituiscono un mercato molto redditizio per la droga", contribuendo ulteriormente alla crisi. L'aumento delle tossicodipendenze è "senza precedenti... specialmente tra i poveri ed i giovani", scrive il "Christian Science Monitor" (26).

Un altro trionfo della democrazia del libero mercato è avvenuto in Nicaragua, dove il governo Chamorro e l'ambasciatore americano Harry Shlaudeman hanno firmato un accordo per permettere nel paese le operazioni della "Dea" ("Drug Enforcement Agency") "nel tentativo di controllare il problema del narcotraffico", come riferisce il bollettino del CAR. Un agente dell'organismo Usa antidroga in Costa Rica ha dichiarato che il Nicaragua "è diventato un corridoio per il trasporto della cocaina colombiana negli Stati Uniti" e, secondo un magistrato del Dipartimento della Giustizia, il sistema finanziario nicaraguense sarebbe anch'esso coinvolto nel riciclaggio dei narcodollari.

All'interno del Nicaragua l'uso degli stupefacenti è in aumento, alimentato sia dall'alto consumo dei rimpatriati da Miami che dal continuo declino economico e dalle nuove vie apertesi al narcotraffico da quando gli Usa hanno preso il controllo della situazione. "Dall'insediamento del governo Chamorro e dal ritorno in massa dei nicaraguensi da Miami - scrive il CAR - il consumo di droga è aumentato considerevolmente in un paese che per molto tempo non aveva avuto questo problema". Da parte sua il capo dei Miskito, Steadman Fagoth, ha accusato di complicità con i cartelli colombiani due membri del gabinetto Chamorro, il suo ex socio nei Contra Brooklyn Rivera ed il ministro della Pesca sulla costa atlantica. Il delegato nicaraguense alla Nona Conferenza Internazionale sul Narcotraffico dell'aprile 1992 sostenne che il Nicaragua "è diventato un punto di snodo nelle spedizioni di cocaina in Usa e in Europa". A Managua, intanto, aumenta rapidamente il numero dei 'bambini di strada' e si aggrava il fenomeno delle tossicodipendenze, piaghe che erano state praticamente eliminate a partire dal 1984. Bambini di dieci anni fiutano ora la colla perché "toglie la fame".

Ed a questo proposito, in tutta sincerità, non possiamo nascondere un segnale di vivacità economica registratosi a Managua ora che gli Usa hanno riassunto il comando: la vendita della colla da scarpe fiutata dai bambini (importata tramite una ditta multinazionale) è diventata un affare molto redditizio (27).

Nell'agosto del 1991, in una conferenza di funzionari pubblici e di organizzazioni non governative a Managua, si giunse alla conclusione che il paese aveva circa 250 mila tossicodipendenti ed era diventato una stazione di transito per il trasporto della droga (in Costa Rica si registrano 400 mila tossicodipendenti, 450 mila in Guatemala, 500 mila in Salvador). Le tossicodipendenze sono in aumento particolarmente tra i giovani. Uno dei promotori della Conferenza affermò che in Nicaragua "nel 1986 non c'era un solo caso di consumo di droghe pesanti" mentre "nel 1990, se ne erano registrati almeno 12 mila". Inoltre, se nella sola Managua la polizia ha scoperto 118 operazioni legate al narcotraffico, la costa atlantica è diventata un vero punto di transito internazionale delle droghe pesanti, e vi si è registrato anche un aumento in loco delle tossicodipendenze. La giornalista Usa, Nancy Nusser, riferisce da Managua che la cocaina, secondo i venditori, è divenuta "di facile reperibilità solo da quando il presidente Violeta Chamorro ha preso il potere nell'aprile del 1990". "Non c'era coca durante l'epoca dei sandinisti, solo marijuana", ha confermato un trafficante. Il ministro Carlos Hurtado ammette, da parte sua, che "il fenomeno del traffico della cocaina esisteva anche prima, ma era di dimensioni assai più ridotte". Adesso invece il fenomeno, secondo "un alto diplomatico occidentale esperto in materia" (probabilmente dell'ambasciata americana), starebbe invece fiorendo soprattutto nella costa atlantica, divenuta "terra di nessuno". Sul "Miami Herald", Tim Johnson riferisce che anche il vicino Salvador "è afflitto da una nuova peste: il narcotraffico" e che come via per le spedizioni di coca negli Usa, è ora sorpassato solo da Panama e dal Guatemala (28).

La droga sta diventando "l'industria emergente nel Centroamerica", scrive il CAR, a causa delle attuali "dure condizioni economiche e della mancanza di lavoro che portano l'85% della popolazione a vivere in povertà"; una situazione aggravatasi in seguito all'offensiva neoliberista. Comunque, l'insieme di questi problemi non ha ancora raggiunto la gravità della Colombia, dove le forze di sicurezza, armate e addestrate dagli Usa, continuano a praticare il terrorismo, la tortura e le uccisioni extragiudiziali, prendendo di mira figure dell'opposizione politica, attivisti, sindacalisti, difensori dei diritti umani e le comunità contadine in generale; il tutto mentre gli aiuti Usa "contribuiscono ad aggravare la corruzione delle forze di sicurezza colombiane ed a cementare l'alleanza di sangue tra politici di destra, ufficiali dell'esercito e spietati narcotrafficanti", come sostiene l'attivista per i diritti umani Jorge G¢mez Lizarazo, un ex giudice. La situazione in Perù, poi, è ancora peggiore (29).
Questi sono solo i sintomi di una malattia ancor più grave, di cui parleremo successivamente.


Note:

N. 24. Burke, "Current History", febbraio 1991. Morales, "Third World Quarterly", vol. 13.2, 1992. Vedi anche Peter Andreas et al., 'Dead-End Drug Wars', "Foreign Policy", inverno 1991-92.
N. 25. McAfee, "Storm Signals", cap. 7. Bourne, "Orlando Sentinel", 12 aprile 1992. Suskind, "The Wall Street Journal", 29 ottobre 1991. Chomsky, "Deterring Democracy", p. 162; sulla storia occultata, vedi "Necessary Illusions", 177n.
N. 26. "Central America Report", 27 settembre 1991, 5 giugno 1992. "Latinamerica press", Lima, 4 giugno 1992. A.F.P., "Chicago Sun-Times", 22 dicembre 1991. Sheppard, C.T., 18 giugno, 22 maggio, 1 settembre 1992. "Proceso", Messico, 2 dicembre 1992 (LANU). Kenneth Sharpe, C.T., 19 dicembre 1991. Andreas, op. cit. Joachim Bamrud, "Christian Science Monitor", 24 gennaio 1991.
N. 27. "Central America Report", 20 settembre, 29 novembre, 3 maggio 1991. "Links" (National Central America Health Rights Network), estate 1992.
N. 28. Felipe Jaime, I.P.S., "Subtext", Seattle, 3-16 settembre. Nusser, "New York Times news service", 2 settembre. Johnson, "Miami Herald", 3 dicembre 1991.
N. 29. "Central America Report", 11 ottobre 1991. G¢mez, "New York Times", 28 gennaio 1992. Vedi "Americas Watch", 'Drug War'; WOLA, "Clear and Present Dangers".


 

http://davos.indymedia.org/it/2003/02/4028.shtml

Panama: terrore paramilitare

arco iris, 03.02.2003 20:06

Panama, I paramilitari colombiani seminano il terrore

Appello Urgente del Movimento della Gioventù Kuna

Ma il matrimonio tra il governo Alvaro Uribe e le Autodefensas Unidas de Colombia continua

Il 18 gennaio, la riunione del Congresso della Comunità Paya è stata interrotta dall'accerchiamento di 50 paramilitari delle Autodifese Unite della Colombia (Autodefensas Unidas de Colombia, AUC). Quest'ultimi hanno subito richiesto la presenza dei massimi dirigenti indigeni. E' stato così che le autorità spirituali Ernesto Ayala (cacique di Paya), Pascual Ayala e Gilberto Vásquez (cacique di Púcuro) sono state prese e portate fuori dalla comunità dove sono state legate e torturate. Al sopraggiungere altre due persone, Casildo Ayala e Luis Enrique Mártinez, anch'essi sono stati catturati e legati dai parmilitari.

L'unico sopravvivente, Casildo Ayala, ha potuto vedere come venivano torturati e aperti nella gola e nel ventre tutti gli altri. Ha ascoltato le grida dei propri amici e familiari che morivano dissanguati. Succcessivamente, Casildo si è diretto alla Comunità di Paya a cercare aiuto nonostante continuasse ad essere legato. Al raggiungere la comunità è stato soccorso e portato a Boca de Cupe.

Non soddsfatta per la strage compiuta, l'Autodifesa ha collocato mine attorno al villaggio per impedire l'uscita dei Kuna, portandosi via gli animali e gli alimenti della comunità e minacciando la popolazione indigena per una presunta collaborazione con la guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia.

"Questi dirigenti spirituali, Shalias, conoscitori della storia millenaria, poeti della parola, difensori delle terre ancestrali, coltivatori di semi e speranze, amanti delle piante, depositari della nostra eredità culturale, anima delle comunità, nonché massime autorità delle Comunità di Paya e Púcuro, sono stati crudelmente assassinati nel tentativo di umiliare la dignità del Popolo Kuna, del Popolo Embera, Wounaan e dello stesso stato di Panama" racconta il comunicato del Movimento della Gioventù Kuna.

Dal 1964 al 1989 è esistita una caserma delle forze della difesa panamensi e successivamente di guardie di frontiera (fino al 1998), a soli 10 minuti dalla Comunità di Paya. Fino ad ora, nonostante le pressanti richieste delle autorità indigene Kuna, nessun tipo di appoggio è stato dato alla popolazione da parte delle forze di polizia di Panama nel controllo della frontiera con il Darién.

I 700 abitanti della comunità di Paya e Púcuro, tra cui 300 bambini, hanno passato tutto questo periodo (circa 7 giorni) nella comunità di Boca de Cupe, attendendo le autorità di Panama. Sempre il Movimento della Gioventù Kuna lancia un appello per far arrivare alimenti, medicine per i bimbi, acqua e solidarietà affinchè queste persone possano tornare alle loro terre, senza abbandonare i luoghi ancestrali e sacri per il Popolo Kuna.

Il Movimento ancora dichiara : " Noi Kuna abbiamo vissuto più di un centinaio di anni in questi territori. Ora si pretende minacciare la pace dei Popoli Indigeni, assassinando selettivamente i dirigenti indigeni della Colombia e di Panama. E' per queste ragioni che ci opponiamo fortemente all'applicazione dell'ALCA, del Plan Puebla-Panama, del Plan Andino e del Plan Colombia che sono politiche di sterminio dei Popoli d'America per espropriare i territori, le conoscenze collettive, il petrolio, l'acqua, la vita, la biodiversità, la nostra eredità culturale e biologica. Ernesto Ayala, Pascual Ayala, Luis Enrique Martínez e Gilberto Vásquez rappresentano le migliaia di martiri ed eroi che hanno dato la loro vita per la libera determinazione dei Popoli Indigeni".


Púcuru e Paya

Quattro alberi frondosi furono tagliati
ed i loro semi, nel fiume gettati,
giocano a nascondino nell'acqua.

I tronchi erano la forza dell'area
Nè il vento nè le mosche li disturbavano
Sempre era dolce riposare tra i loro rami
E riflettere sulle rocce, i fiori e le radici.

La loro saggezza si mescolò col sangue
sparendo nella sera.
Non seminaranno più semi,
nè invecchieranno le loro gialle foglie.

I fiori si svegliano questa notte,
abbaiando dalle montagne,
dalla terra e dai rami.

La Luna ha smesso di fare l'amore
e balla attorno agli alberi frondosi,
cantando e preparandosi a dare nuovi frutti.



Allarmanti notizie per il Popolo di Panama

Tornano i soldati nordamericani

militari nordamericani a Boca de Cupe



L'allarme è stato lanciato da diverse organizzazioni locali. Elicotteri nordamericani avrebbero raggiunto Boca de Cupe nella giornata di venerdì 24 gennaio. Nuovamente i soldati nordamericani a Panama! Così dopo la denuncia di una invasione della Repubblica Dominicana da parte dei soldati a stelle e strisce (a seguito delle proteste si è appena aperta al Congresso una commissione d'inchiesta formata da quattro deputati), si scopre che gli Stati Uniti del Nord Americana stanno avanzando anche a Panama …

Alla memoria ritornano le parole di Teo, un giovane kuna che viaggia per il mondo raccontando il suo dramma, un 11 di Settembre per il quale nessuno ha mai versato lacrime. Non era un 11 di settembre, ma un 20 di dicembre del 1989, quando gli Stati Uniti bombardarono Panama e rasero al suolo il famoso quartiere popolare del Chorrillos. Allora gli S.U.N.A. riconobbero 700 morti tra i panamensi e 23 tra i propri soldati, ma i morti, racconta Teo, furono almeno 4.000!!! Nessuno al mondo pianse allora e nessuno celebra o ricorda oggi questo massacro. Ma si sa che esistono morti e morti, morti di serie A, morti di serie B e morti di serie C (i sacrificabili alla causa dei potenti).

Non è passato molto da quando alla fine del 1999 i gringos abbandonarono la maggior parte delle basi di Panama, lasciando ufficialmente solo 700 persone, 400 civili e 300 militari nella zona. Ma oggi la questione è ben diversa, lo scenario internazionale li obbliga a non sedersi sugli allori .. c'è in gioco il dominio della regione.

Ed il cavallo di troia ha un nome che è un programma di guerra dal volto umano: "Humanitarian and Civic Assistance, HCA", ovvero Assistenza Civile ed Umanitaria. Con questa sigla si giustifica la presenza dell'esercito nordamericano tra la popolazione indigena Ngobe-Buglé (nelle province di Chiriquí, Bocas del Toro e Veraguas, zona di frontiera con il Costa Rica) ed ora si giustifica la presenza di truppe alla frontiera con la Colombia.

Una supposizione di quanto accaduto potrebbe far pensare che lo sconfinamento paramilitare sia servito agli Stati Uniti del Nord America per tornare ad avere una presenza forte su Panama. Se a breve le Autodefensas Unidas de Colombia dovessero sparire dalla lista nera delle organizzazioni terroriste, ai posteri l'ardua sentenza..

Per Approfondimenti

Frente Estudiantil Revolucionario 29 de Noviembre
 http://www.geocities.com/fer29panama

Red de los Movimientos Sociales de Panama
 http://members.americas.tripod.com/panamared-2002

Movimiento de la Juventud Kuna
 mjkuna@hotmail.com


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