FISICA/MENTE

 

http://www.lapadania.com/2002/gennaio/30/30012002p11a3.htm 

Tony Blair ha ammesso di aver incassato dal colosso Usa
36mila sterline per manifestazioni del partito

Londra: il caso Enron investe i laburisti


La popolarità di Bush invece non ne è stata intaccata:
al top nei sondaggi

Il caso Enron attraversa l'oceano, investendo in pieno la Gran Bretagna e il suo governo laburista che, secondo quanto ha testimoniato ieri sera in una intervista alla BBC Ralph Hodge, l’ex presidente di Enron Europa, è stato oggetto, insieme ai conservatori, di una “offensiva di attenzioni”, “al fine di consentire (ai dirigenti della compagnia) l’accesso agli esponenti politici di interesse”. Il Premier, Tony Blair, ha ammesso di aver ricevuto 36mila sterline dalla Enron per l’organizzazione di eventi promossi dal Partito laburista e che quattro alti esponenti del governo hanno incontrato dirigenti della società in sette diverse occasioni dal settembre del 1998 all’ottobre del 2000. Una delle quali, il 29 febbraio del 2000, fu la partecipazione dell’allora ministro dell’industria e del commercio, Steven Byers, all’inaugurazione del nuovo quartier generale europeo della società a Londra. Quello che portavoce di Downing Street non ha precisato nei dettagli è stato che poco dopo, il 17 aprile, lo stesso Byers annunciò alla Camera dei Comuni la sua decisione di sollevare la moratoria nello sviluppo di centrali a gas imposta nel 1997. Il cinque ottobre la decisione entrò in vigore e il 16 novembre Byers autorizzò la Enron Europa a sviluppare una nuova turbina a gas nel Kent. Il Partito conservatore, che ha ricevuto dalla Enron 25mila sterline in donazioni, ha comunque accusato i laburisti di aver accettato “cash for access”, soldi in cambio delle porte aperte degli uffici del governo coinvolti con le politiche energetiche. E denuncia, insieme al caso centrali a gas, l'acquisizione della Wessex Water da parte della Enron Water Europa nel 1998 per 1,36 miliardi di sterline. Una transazione che non fu sottoposta dal governo, in particolare dall’allora ministro al Commercio, Peter Mandelson, allo scrutinio della commissione antitrust (la Monopolies and mergers Commission, in Gran bretagna). Infine, i conservatori chiedono che si indaghi sui rapporti fra la società di revisione dei conti della Enron, la Arthur Andersen, e il partito laburista prima del 1997. Il portavoce di Blair ha tuttavia “respinto categoricamente” l'ipotesi di alcun comportamento illecito da parte di esponenti del governo. Ma il caso Enron no turba la popolarità del presidente americano George Bus, che ieri sera ha pronunciato il suo primo discorso sullo “stato dell’Unione” avendo il vento dei sondaggi in poppa. Tutti i polls più recenti gli danno un tasso d’approvazione globale superiore all’80%: l’83% per la Abc e il Washington Post e l’84% per Cnn, USA Today e la Gallup. La popolarità del presidente non si basa solo sulla guerra contro il terrorismo e sull'ondata di solidarietà nazionale sollevata dagli attacchi contro l’America dell’11 Settembre. Gli americani pensano che egli sappia gestire anche l'economia e problemi sociali come l’istruzione meglio dei democratici. Lo scandalo del crollo del gigante dell’energia Enron, grande finanziatore della campagna presidenziale, non ha ancora intaccato Bush. Il sondaggio Abc e WP indica che il 60% degli intervistati pensa che le grandi imprese abbiano un’eccessiva influenza sulla Casa Bianca (ma a luglio erano il 66%). E quello della Gallup mostra che la maggioranza degli intervistati non rimprovera al presidente scorrettezze nella vicenda Enron. Bush ha ribadito che non consegnerà al Congresso i documenti riservati in suo possesso per non coinvolgere nel caso persone che gli hanno fornito informazioni utili ed opinioni “interessanti e sensate” sulla vicenda.

Enron: un importante agente dell'impero americano

Denaro per ottenere il potere, potere per proteggere il denaro

http://freebie.multiservers.com/enrit.htm 

   di  Larry Chin             

Online Journal    1 febbraio 2002

Parte I: Il motto della famiglia Medici

Nel dipingere la Enron uno "scandalo", ed un caso isolato di capitalismo surriscaldato e "insolita influenza politica", i corporate media americani e gli investigatori del Congresso intenzionalmente evitano la verità: la Enron, come molte multinazionali, ha funzionato come un braccio operativo del governo USA, e come un'arma di egemonia economica, politica e culturale. Il caso mette in luce un quasi indicibile e maligno tumore al cuore della politica mondiale e dello stesso capitalismo globale.

La guerra fredda in abito scuro

In un "mondo di libero mercato" nel quale gli obiettivi dello stato, delle corporations e dell'apparato per la sicurezza nazionale (servizi segreti e forze armate) sono indistinguibili, questi tre gruppi pianificano e conducono le operazioni in cooperazione, ed i governi e le elite affaristiche si muovono senza confini tra il settore pubblico e quello privato, l'idra Enron è un incubo inequivocabilmente americano, la quintessenza del sistema americano.

Il presidente della Enron Kenneth Lay era un ufficiale del Pentagono durante la guerra del Vietnam. Un altro membro del cda che ha facilitato le più egregie violazioni di legge all'estero, Frank Wisner, Jr.,  ha stretti legami con la CIA ed è il figlio dell'ex Vice Direttore Frank Wisner, Sr., che era presente alla nascita della CIA.

La relazione simbiotica tra la Enron e CIA/Pentagono/oligarchia Bush/Cheney è ben documentata. Quale pioniere della deregolamentazione del settore energia durante la sua amministrazione, George H.W. Bush ha virtualmente creato la Enron, ed ha aperto la strada per la sua fulminea crescita. E, come ha scritto David Walsh (www.wsws.org), "parlare di 'connessioni' o di 'intimi legami' tra la Enron ed il regime di Bush è quasi fuorviante. In senso lato l'attuale amministrazione è un'estensione del cda Enron. Questo governo, si potrebbe dire, è la Enron in carica, non solamente perché numerosi membri del gabinetto Bush ed altri funzionari (ed altri importanti repubblicani) hanno in un modo o nell'altro lavorato per la Enron, ma più sostanzialmente nel senso che i personaggi ritrovati nel cda Enron e quelli in posizioni importanti del governo di Washington sono intercambiabili".

Quale multinazionale agente e beneficiaria delle operazioni militari e di intelligence degli USA e dell'occidente la Enron non è un'aberrazione maggiore della United Fruit e della Standard Fruit, la cui dominazione in America centrale negli anni '60 dipendeva da operazioni con la CIA, il Pentagono ed il crimine organizzato.

Gli esempi più moderni abbondano

Il gigante delle assicurazioni American International Group è da lungo tempo legata alla CIA ed ai militari, ed il suo cda include anche (non per pura coincidenza) il direttore  della Enron Frank Wisner Jr.

Negli anni la Citigroup è stata ripetutamente accusata di riciclaggio. Il cda della Citigroup comprende John Deutch, ex Direttore della CIA, Robert Rubin, ex Segretario del Tesoro ed amico intimo di Ken Lay (e che è intervenuto personalmente e finanziariamente per riscattare la barcollante Enron), e Nora Slatkin, Direttrice Esecutiva della CIA, ora in pensione.

Vi è inoltre la cugina della Enron, la Halliburton, guidata da Dick Cheney dal 1995 fino a quando divenne vice presidente. La società fornisce "servizi di supporto" alle industrie militare e del petrolio, e vive delle guerre degli USA e delle operazioni di "contro insurrezione" in Algeria, Angola, Bosnia, Birmania, Croazia, Haiti, Kuwait, Nigeria, Russia, Ruanda, e Somalia ed altrove.

Le multinazionali semi-agenti come la Enron sono efficaci nell'implementare le politiche delle elite di governo. Tra gli obiettivi vi sono la sicurezza ed il controllo delle risorse naturali (petrolio, gas naturale, elettricità), mantenere il vantaggio economico, geopolitico e militare, e controllare le popolazioni soffocando il dissenso, eliminando l'opposizione politica e distruggendo i movimenti di riforma democratici.

Viste all'interno di questo vasto schema le attività della Enron non sono solamente comportamenti inerenti all'ordine costituito, ma politica ufficiale.

La Enron negli USA: estorsione e racket per la Bush e la sua banda

Mentre i media e le inchieste del Congresso si occupano di frode, irregolarità contabili, gestori di fondi truffati ed imbrogli sui titoli, lavoratori depredati dei loro fondi pensione, gli aspetti più sinistri delle operazioni  della Enron rimangono nascosti.

Attraverso la manipolazione nella distribuzione di energia la Enron era attiva nel sovvertire e controllare le politiche e le tasche di intere popolazioni sia negli USA che all'estero.

Uno dei primi atti compiuti dalla Enron per conto dell'attuale amministrazione Bush fu la manipolazione della rete dell'energia della California, che essenzialmente fu un ricatto nei confronti di quello stato. La California è una roccaforte del Partito Democratico e "culla del dissenso liberale" che si opponeva all'insediamento di George W. Bush alla Casa Bianca. La una volta fiorente economia californiana venne deragliata, e la danneggiata guida democratica venne costretta a mesi di controllo dei danni. I democratici erano talmente deprivati di forza da essere incapaci di opporsi ai piani di estrema destra di Bush. Ciò piacque a Bush e Cheney, che (su consiglio di Ken Lay) non solo rifiutarono assistenza, ma anche incolparono la California dei "suoi fallimenti" e bloccarono l'intervento della Commissione Federale per il Controllo dell'Energia (FERC). La Enron fece una fortuna.

Oggi la California resta un ostaggio della truffa Enron/Bush, bloccata da costosi contratti energetici a lungo termine che succhiano le sue risorse e chiedono ai consumatori prezzi irragionevoli per gli anni a venire. Sembra che nel 2002  i democratici dello stato perderanno i loro seggi a favore dei repubblicani.

Come scritto da David Lazarus sul San Francisco Chronicle (30/1/02), le note delle conversazioni fra Lay e Dick Cheney danno ampia prova della condizione di insider della Casa Bianca di Lay: egli sostanzialmente ha dettato la spietata risposta dell'amministrazione alla California - e forse il resto della politica energetica.

La "crisi energetica" della California è diventata lo slogan nazionale di George Bush per una maggiore deregolamentazione, la costruzione di nuove centrali e lo svuotamento dei regolamenti ambientali. La Riserva Naturale dell'Alaska ed altre zone protette, e la costa californiana, sono obbiettivo di perforazioni per ricerche petrolifere.

Vi sono le prove che la "crisi" della California sia stata interamente fabbricata. Sono iniziate diverse indagini sulla truffa.

Semplicemente non contento di deregolamentare i mercati dell'energia, la Enron ha deregolamentato i mercati dei futures, esente da controlli governativi e dalle leggi anti frode. Tale manovra, condotta da Wendy Gramm (che faceva la spola tra la Camera di Commercio di Chicago e il cda Enron) ed assistita da Phil Gramm (che premeva sul Congresso per leggi a favore della Enron), era equivalente al permesso che la società si diede di riciclare enormi somme di denaro. Cosa che essa fece.

La Enron, i funzionari dell'amministrazione Bush e gli "istituti studi" di estrema destra - come l'American Enterprise Institute, l'American Council for Capital Formation (dove Ken Lay è uno dei direttori), l'Institute for Policy Innovation (fondato da Dick Armey) - finanziati dalla società, collaborarono per togliere le limitazioni sui paradisi fiscali offshore. Ciò ha bloccato una pluriennale operazione repressiva di 30 paesi guidata dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico sull'abuso dei paradisi fiscali offshore.

Oggi, grazie alla Enron, miliardi di dollari di provenienza misteriosa sono al riparo in migliaia di conti fantasma nei paradisi fiscali offshore, in 874 filiali Enron.

Le precedenti avventure della Enron: complicità e sfruttamento

Dove vi è stata guerra (condotta o finanziata dagli USA), lì vi erano capitalisti pronti a profittarne, indifferenti al costo in vite umane. Dove c'è oppressione, le multinazionali sono lì per fare affari con i dittatori e con corrotti ministri delle finanze. La Enron era un campione in questo gioco, lavorando a fianco degli agenti delle amministrazioni Bush e Clinton.

a.. Nel 1988 George W. Bush fece pressioni sul ministro dei lavori pubblici argentino per assegnare alla Enron un contratto per la costruzione di una pipeline di gas naturale evocando il nome del padre, il presidente George H.W. Bush. Il contratto alla fine venne assegnato alla Enron quando Carlos Menem, un amico della famiglia Bush, divenne presidente.

b.. L'operazione Desert Storm assicurò il campo petrolifero iracheno di Rumaila agli interessi occidentali, espandendo i confini del Kuwait, raddoppiando la produzione di petrolio del Kuwait per le compagnie americane e britanniche. Nel 1993, con James Baker, Robert Mosbacher e l'ex direttore operazioni dello stato maggiore Thomas Kelly nel libro paga Enron, i tre ex funzionari dell'amministrazione Bush, assieme a George H.W., Neil e Marvin Bush fecero pressioni sui funzionari kuwaitiani per dare alla Enron un contratto per ricostruire la centrale di Shuaiba, che era stata distrutta durante la guerra. Il contratto venne assegnato alla Enron, sebbene il prezzo della Enron per la fornitura di energia fosse molto più altro di quello degli altri offerenti.

c.. La Enron assunse l'ex ambasciatore in India Frank Wisner, che di conseguenza usò l'influenza della CIA per aiutare la Enron ad ottenere un contratto da 2,8 mld di dollari per la centrale di Dabhol, il più grande investimento internazionale da quando l'India aprì la propria economia nel 1991. Quando migliaia di residenti locali, incluso il celebre giornalista Arundhati Roy, protestarono contro la centrale, la Enron assunse la polizia indiana per picchiare ed arrestare gli avversari del progetto. Una dettagliata analisi di Human Rights Watch sulle violazioni dei diritti umani della Enron e del governo USA si trova a www.hrw.org/reports/1999/enron/enron9-0.htm .

d.. Secondo quanto si trova nel sito Enron, al gennaio 2002 la società è nei primi stadi di sviluppo di una pipeline per il gas naturale nel Maharashtra, costa occidentale dell'India.

e.. Nel 2001, da vice presidente, Dick Cheney parlò a funzionari governativi indiani del progetto Dabhol. La sua giustificazione: la centrale era in parte finanziata dal Overseas Private Investment Corporation (OPIC) del governo USA.

f.. Secondo una serie investigativa del WorldNetDaily.com sulle ultime note di Ron Brown, la Enron divenne una grande finanziatrice del Comitato Nazionale Democratico (dopo il fallito sforzo, pesantemente sovvenzionato dalla Enron, per la rielezione di George H.W. Bush nel 1992). I membri dell'amministrazione Clinton, ed in particolare il Segretario al Commercio Ron Brown, erano soliti negoziare affari per la Enron ed altri grossi finanziatori.

g.. Nel 1994 Brown partecipò ad una missione d'affari USA in Indonesia. Documenti ottenuti con il Freedom of Information Act mostrano che Brown aiutò il dittatore Suharto e suo figlio in uno schema di tangenti riguardo al denaro dei contribuenti USA e la costruzione della centrale di Paiton. La Enron venne premiata con un contratto. Questo progetto venne in parte finanziato dalla Export-Import Bank (EXIM), che finanziò pure affari da 4 mld di dollari nel settore del gas per la Enron. La EXIM è legata a Robert Rubin, amico di lunga data di Kenneth Lay e della Enron dai tempi in cui era alla Goldman Sachs.

h.. In parte anche per i generosi contributi al DNC, la Enron ricevette l'aiuto dell'amministrazione Clinton nella vendita del gas russo in Europa. Ken Lay e Boris Brevnov della Unified Electricity Systems russa firmarono una decennale alleanza strategica durante il Summit Economico Mondiale di Davos in Svizzera del 1998. Nel comunicato stampa Lay dice: "Siamo ottimisti che la rapida liberalizzazione dei mercati in Russia, Europa e Asia centrale creerà nuove opportunità commerciali e di marketing per le nostre due società".

i.. Quando Frank Wisner era ambasciatore USA nelle Filippine (1991-92), la Enron stava negoziando la gestione delle due centrali di Subic Bay. Wisner aiutò la Enron nell'affare e questa iniziò a gestire le centrali nel gennaio 1993. Le centrali costano al Philippine National Power Corporation (NPC) otto centesimi al KWh - il 20% in più di quello che l'NPC fa pagare ai clienti. L'intero cda dell'NPC ha protestato dando le dimissioni.

j.. Nel 1995 la Enron firmò un accordo per costruire una pipeline per il gas dal Mozambico al Sud Africa, per sviluppare dei pozzi di gas nel Mozambico meridionale. Anthony Lake, Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Bill Clinton, e l'Ente per lo Sviluppo Internazionale degli USA fecero pressioni sul governo mozambicano perché firmasse con la Enron.


 


Parte II: la Enron, l'amministrazione Bush, e la guerra in Asia centrale  

La maggior parte degli esperti concordano che il bacino del Caspio e l'Asia centrale sono le chiavi dell'energia del 21° secolo. Ha detto l'esperto di energia James Dorian (Oil & Gas Journal, 9/10/01), "Coloro che controllano le vie del petrolio dall'Asia centrale influenzeranno tutta la futura direzione e le quantità di flusso e la distribuzione delle entrate della nuova produzione".

L'America vuole al regione sotto totale dominazione USA

____________

E' stimato che il bacino del Caspio  abbia risorse di petrolio e gas naturale per 5 trilioni di dollari, e l'Asia centrale 6 trilioni di metri cubi di gas naturale e 10 milioni di barili di riserve petrolifere non sfruttati. Il collegamento delle pipeline è la chiave per accedere e distribuire il petrolio ed il gas ai mercati europeo, russo e cinese.

Gli strateghi politici studiano la questione da anni. Un rapporto pubblicato nel settembre 2001 che riferisce in dettaglio sulla conferenza tenuta nel maggio 2001 alla Brookings Institution fornisce la chiara prova che lo sfruttamento del bacino del Caspio ed i mercati asiatici sono una urgente priorità per l'amministrazione Bush, ed il perno della sua politica energetica.

Il rapporto dichiara che "il resoconto dell'amministrazione avvertiva che 'la crescita della domanda internazionale di petrolio eserciterà una sempre maggiore pressione sulle disponibilità planetarie del petrolio stesso' e che economie e popolazioni in via di sviluppo - in particolare Cina e India - daranno il maggiore contributo all'incremento della domanda" e che "le opzioni per costruire pipeline del gas ad est dal Caspio verso l'Asia sono state discusse nel decennio passato."

Per anni la Enron (assieme a Unocal, BP Amoco, Exxon, Mobil, Pennzoil, Atlantic Richfield, Chevron, Texaco, ed altre compagnie petrolifere) è stata coinvolta in una frenesia multimiliardaria per estrarre le riserve delle tre ex repubbliche sovietiche, Turkmenistan, Azerbaijan, e Kazakhstan.

Secondo il Project Underground (711/99), gli ex membri del Soviet, del KGB e del Politburo stanno profittando dalle ricchezze petrolifere, assieme a "un formidabile numero di alti funzionari occidentali della guerra fredda, provenienti principalmente dal gabinetto di George [H.W.] Bush." Il gruppo di affaristi include James Baker, Dick Cheney, Brent Scowcroft, e John Sununu. Stanno pure guadagnando negli affari l'ex Segretario al Tesoro di Clinton,  Lloyd Bentsen (amico intimo di Len Lay e da lungo tempo beneficiario dei fondi Enron) e Zbigniew Brezezinski.

Brezezinski, membro chiave del Council on Foreign Relations e certamente il più influente pianificatore politico al mondo, fu la punta di diamante dello sforzo americano per destabilizzare l'Unione Sovietica in Afghanistan negli anni '70. E' consulente della BP Amoco. Il suo recente libro "The Grand Chessboard" è la bozza virtuale per una guerra e la balcanizzazione dell'Asia centrale.

Secondo la Alexander's Oil & Gas Connections (12/10/98),  la Enron firmò nel 1996 un contratto che le dava i diritti di esplorare 11 giacimenti di gas in Uzbekistan, un progetto del costo di 1,3 mld di dollari. L'obiettivo era vendere gas ai mercati russi, e collegare la pipeline per l'esportazione a sud della Unocal attraverso Turkmenistan, Uzbekistan e Afghanistan. Il Turkmenistan (dove ha base il progetto Enron) e l'Azerbaijan sono alleati dell'intelligence militare israeliano. Yosef Maiman, un ex agente dell'intelligence di Israele, è il negoziatore ufficiale per i progetti di sviluppo energetico del Turkmenistan.

La Enron ha recentemente condotto studi di fattibilità per la costruzione di una pipeline per il gas trans Caspio da 2,5 mld di dollari con la General Electric e la Bechtel. L'obiettivo della Enron era collegare questa pipeline con un'altra condotta attraverso l'Afghanistan.

Come descritto in molti resoconti, soprattutto quello di recente pubblicazione "Osama Bin Laden: La verità proibita" di Jean Charles Brisard e Guillaume Dasquiè, un consorzio Central Asia Gas (CentGas) guidato dalla Unocal aveva in progetto una pipeline per il petrolio di 1.005 miglia ed una per il gas naturale di 918 miglia dal Turkmenistan attraverso l'Afghanistan fino al Pakistan. Tale progetto si fermò a causa della instabilità politica dell'Afghanistan.

Nell'agosto 2001 George W. Bush riprese i negoziati con i talebani.

Lo scrittore William Rivers Pitt nota che "un attento esame ha permesso di venire a conoscenza di due e-mail spedite da Ken Lay della Enron ai suoi dipendenti nell'agosto dello scorso anno. In queste Lay avanza ottimismo sulla forza e la stabilità della sua società, ed esorta i dipendenti a comprare azioni della stessa".

Pitt crede che "mentre molti osservatori vedono ciò il respiro affannoso di un criminale che affonda", i messaggi di Lay devono essere considerati in base all'epoca: la sua ultima e-mail fu spedita il 27 agosto, circa nello stesso periodo dell'incontro finale tra i talebani e l'amministrazione Bush. Kenneth Lay stava anticipando qualcosa sull'affare della pipeline, e su un contratto Enron, cortesia di George W. Bush?

Dopo che i talebani rifiutarono il "tappeto d'oro" dell'amministrazione Bush, l'America gettò il suo "tappeto di bombe" sull'Afghanistan, con l'asserzione della rappresaglia per gli attacchi terroristici dell'11/9. Ken Lay stava anche anticipando una guerra, ed il modo di profittarne?

L'ex lobbista Unocal Hamid Karzai ora guida un Afghanistan bombardato e distrutto. L'inviato americano di Bush è Zalmay Khalizad, un altro ex rappresentante Unocal, che aiutò a stendere i piani per la prima pipeline del CentGas.

Gli USA hanno installato attraverso la regione quattro nuove basi militari permanenti, compresa una nuova in Afghanistan. Recentemente l'Uzbekistan ha ospitato dozzine di membri del Congresso e del Senato USA. La regione rimarrà una zona di perpetua violenza e conflitto, e di saccheggio.

Se la Enron non avesse commesso l'errore di fallire, Kenneth Lay e la sua squadra vi sarebbero dentro.

Enron, Halliburton, Bush . . . bin Laden?

Nel sito Rumor Mill News (www.RumorMillNews.com), un giornalista chiamato "Phoenix" ha elencato i collegamenti affaristici tra la Enron e la famiglia bin Laden. Tali connessioni, che sono state verificate indipendentemente anche da Michael Ruppert (www.copvcia.com), sono le seguenti:

1. La società della famiglia di Osama bin Laden, il Saudi Binladin Group, è una importante azienda di costruzioni. Il Saudi Binladin Group era un investitore nel Carlyle Group. Tra i direttori del Carlyle vi sono George H.W. Bush e James Baker. La ditta di George W. Bush Arbusto Energy venne finanziata con un investimento del banchiere d'affari texano James Bath, che era pure consigliere per gli investimenti della famiglia bin Laden. Bath aveva collegamenti con la CIA, e fu coinvolto negli scandali  Iran-Contra, risparmi e prestiti e BCCI.

2. Una partner in joint venture con il Saudi Binladen è la società H.C. Price.

3. H.C. Price è la maggiore costruttrice di pipeline, ed è coinvolta in grandi progetti, compresi due per la Enron: la Florida Gas Pipeline e la Northern Border Pipeline, che va dal confine USA-canadese del Montana all'Illinois.

4. Nel 1996 la Dresser Industries e la  Shaw Industries fusero le loro attività di rivestimento delle pipeline per formare il Bredaro-Shaw Group. H.C. Price divenne parte del Bredaro-Shaw.

5. La Halliburton acquisì la Dresser nel 1998. Il padre di George H.W. Bush, Prescott, era amministratore delegato della Brown Brothers Harriman, che in precedenza possedeva la Dresser. La Dresser Industries diede a George H.W. Bush nel 1948 il suo primo impiego.

6. Dick Cheney orchestrò le acquisizioni Dresser e Bredaro-Shaw.

7. Sia la Halliburton che la sua sussidiaria Brown & Root hanno stretti legami con la CIA ed i militari. La compagnia è stata coinvolta nei conflitti USA in Vietnam, Bosnia, Kosovo, Macedonia, Cecenia, Pakistan, Colombia e Ruanda. La Brown & Root costruisce attrezzature per il petrolio, pipeline, pozzi e reattori nucleari.

Non pare sia una pura coincidenza che il Saudi Binladin, socio d'affari di lunga data della famiglia Bush, sia anche in società con l'affiliata di Dick Cheney Halliburton che lavora con la Enron.

Comincia l'insabbiamento

Nel loro libro "La banca fuorilegge", Jonathan Beaty e S.C. Gwynne hanno scritto della BCCI, "era una cospirazione cospirazionistica, un complotto così bizantino, così assolutamente corrotto, così squisitamente privato, così tanto profondamente nelle istituzioni politiche e di intelligence di così tanti paesi che pareva avere il suo unico precedente nella fiction allucinogena di Ian Fleming, Kurt Vonnegut o Thomas Pynchon. Quando le storie delle sue rapine globali vennero gettate sui titoli dei giornali di tutto il mondo la sua apparente influenza raggiunse proporzioni quasi assurde".

Il raggio d'influenza della Enron ha ben raggiunto l'assurdo, se non oltre. E vi sono molte altre Enron che aspettano di essere scoperchiate.

Nel descrivere il sistema che alleva le Enron, il professor Michel Chossudovsky dell'Università di Ottawa (CovertAction, Autunno 1996) scrisse:

"Il crimine globale è diventato una parte integrante del sistema economico, con ramificazioni sociali, economiche e geopolitiche che arrivano molto lontano...la relazione tra criminali, politici, e membri dei servizi segreti ha gettato dubbi sulla struttura dello stato e sul ruolo delle sue istituzioni...questo sistema di commercio e finanza globale ha promosso la crescita di un'accumulazione di ricchezza privata senza precedenti assieme all'impoverimento di grandi settori della popolazione mondiale, e le prospettive di cambiamento danno poca speranza. Nel frattempo la comunità internazionale chiude un occhio finché qualche scandalo momentaneamente sfondi la superficie dorata".

Alla luce delle "indagini" del Congresso guidate esclusivamente dai presidenti di comitato che hanno ricevuto denaro dalla Enron, settimane di rallentamenti dell'FBI, continua segretezza della Casa Bianca, nessun consigliere indipendente, e la complicità dei media negli sforzi di controllo dei danni della Casa Bianca, la pista Enron sta già diventando fredda.

I corporate media americani hanno fatto del loro meglio per voltare lo sguardo. Ciò non sorprende, dal momento che la Enron ha messo notevoli somme nelle tasche dei mogol dei media, e di giornalisti conservatori come Lawrence Kudlow, Peggy Noonan, William Kristol ed altri.

Compari e sostenitori si incontrano. Le teste di legno ed i perdenti sono già stati indicati. Bugie vengono fabbricate. Il mantra del 5° Emendamento verrà ripetuto.

Come è stato per gli scandali Watergate, BCCI, Iran-Contra, e risparmi e prestiti, non è troppo cinico aspettarsi che dalle udienze Enron vengano fuori solamente comportamenti impropri per mettere a tacere il pubblico, lasciando intatto il nucleo del sistema. Le menti ed i maggiori beneficiari stanno per scivolare nell'ombra.

L'impero americano è costruito con migliaia di Enron. Esso userà ogni mezzo per evitare di rimanere implicato, perfino se affondasse nella sua propria fogna, trascinando con se migliaia di innocenti.


Copyright  Larry Chin.  2002. Reprinted for fair use only. Larry Chin è un giornalista indipendente ed un editore associato dell' Online Journal.

 

Chavez aveva intenzione di bloccare ogni tipo tentativo di privatizzazione

http://www.brianzapopolare.it/sezioni/mondo/venezuela_golpe_petrolifero_2002apr13.htm 

Golpe petrolifero

Principale fornitore di petrolio degli Stati Uniti, il Venezuela è il paese cardine dell'integrazione del continente latino americano

Sarà un caso ma un golpe nel quinto produttore mondiale di petrolio proprio in mezzo alla crisi mediorientale dà da pensare. E di fatto, il petrolio venezuelano è sempre stato al centro degli interessi statunitensi. Nell'ultimo rapporto sulla Politica Energetica Nazionale della Casa Bianca si sottolinea la crescente integrazione dell'industria energetica del Venezuela con quella statunitense: "La crescita degli investimenti internazionali nel settore energetico del Venezuela, particolarmente nelle sue abbondanti risorse petrolifere, stanno aumentando la capacità del paese di andare incontro ai propri obiettivi di sviluppo e di tenere il passo con il mercato energetico mondiale. Il Venezuela" continua il documento "sta anche lavorando alla liberalizzazione del settore del gas naturale, a sua volta destinata ad aumentare gli investimenti stranieri per espandere la produzione venezuelana". Se questo era il programma dell'ammistrazione Bush alcune delle riforme proposte da Chavez, non potevano non dare fastidio al colosso americano e alla lobby del petrolio.

Il 13,4 in più

Sono passati i bei tempi in cui ci volevano le nazionalizzazioni per scatenare un golpe. Nell'era del mercato globale i margini sono molto più stretti. Sicuramente, a compattare l'eterogeneo fronte di industriali, commercianti e latifondisti che hanno affossato Chavez, è stato il pericolo costituito dall'entrata in vigore di molte delle 49 leggi proposte dal presidente, come quella volta a ridurre la concentrazione dell'80 per cento delle proprietà agrarie nelle mani di appena il 2 per cento della popolazione, che avrebbe duramente colpito i latifondisti.

Indubbiamente, però, era la "legge del petrolio", destinata a frustrare i desideri di privatizzazione tanto delle imprese petrolifere straniere quanto delle imprese neoliberiste locali, a infastidire maggiormente gli Usa. Secondo la nuova legge le imprese petrolifere avrebbero dovuto pagare delle royalties più elevate, passando da un ben misero 16,6 per cento al 30, e la presenza pubblica nel settore sarebbe diventata ingombrante con l'obbligo di assegnare allo Stato almeno il 51 per cento dei capitali di tali imprese.

Fino a oggi Washington, pur non nascondendo il suo fastidio per la presidenza di Hugo Chavez, non considerava il colpo di stato come uno strumento accettabile per la sua estromissione. Per gli analisti indipendenti non è però da escludere che la crisi in Medio Oriente, e soprattutto l'annuncio della sospensione di un mese delle forniture dall'Iraq, non abbia fatto rapidamente cambiare idea al potente amico amerikano. A questo bisogna aggiungere la disputa contrattuale con il Messico, e il conseguente blocco delle forniture.

L'integrazione del continente latino-americano, sempre più cortile di casa Usa, dal punto di vista energetico ha nel Venezuela un cardine importantissimo. Nel primo Summit dell'Americas Hemispheric Energy, che vede i due paesi co-coordinatori dell'iniziativa, i ministri dell'energia hanno lavorato all'integrazione del mercato energetico continentale. Lavoro proseguito a Quebec City dove, mentre fuori si scatenava la polizia canadese, dentro ai palazzi si andava a comporre un tassello importante dell'Accordo sul libero commercio delle Americhe, riguardante appunto le risorse petrolifere del Centro e del Sud America.

Gli esperti discutono - e litigano - sulla questione dell'esaurimento del petrolio almeno da ottant'anni. L'esaurimento delle scorte è stato annunciato per la prima volta negli anni '20 dal geologo George Otis Smith, che stimava appena altri vent'anni di autonomia per il pianeta. Come si è visto le cose non sono andate in questo modo: la scoperta di nuovi giacimenti, ma soprattutto gli enormi progressi tecnologici dell'industria estrattiva, hanno consentito di tenere il passo con una produzione che è praticamente raddoppiata ogni dieci anni. Ma, scienziati a parte, la questione delle riserve petrolifere è un'arma geo-politica fondamentale in mano ai politici. L'ha dimostrato Bush lanciando, nel maggio scorso, un messaggio forte e chiaro: "stiamo esaurendo l'energia in America". E lui di petrolio se ne intende.

Enrongolpe?

A proposito degli affari della famiglia Bush salta agli occhi il ruolo giocato dalla Enron negli affari interni del Venezuela. Nel 1993 la Export-Import Bank statunitense, insieme alla francese COFACE e all'italiana SACE finanziarono, con 290 milioni di dollari, gli impianti venezuelani per l'estrazione del gas naturale, la metà dei quali era saldamente in mano Enron. Gli impianti, al 50 per cento di proprietà della transnazionale, furono finanziati di nuovo nel 1998 con ben 400 milioni di dollari provenienti dalla Overseas Private Investment Corporation, altra banca d'investimento statunitense, e di nuovo nel 2000 con altri 65 milioni di dollari della Export-Import Bank.

Se il ruolo della Enron nell'ondata di privatizzazioni che ha investito l'America latina è cosa ben nota, gli scandali relativi alla pratica delle special purpose entities ideate per occultare perdite e pagare tangenti è finita in tribunale solo negli Stati Uniti. I casi scoppiati in Brasile, Bolivia, Venezuela Colombia e Argentina sono stati rapidamente insabbiati. In alcuni di questi scandali, come quello venuto fuori in Argentina nel '98, è emerso con chiarezza il patto di ferro fra la transnazionale e W. Bush, che non ha esitato a esercitare pressioni dirette sui rappresentanti del governo di allora per dare il via libera alla Enron, come è stato reso noto dal ministro ai Lavori pubblici di allora, Rodolfo Terragno.

Roma, 13 aprile 2002

da "Liberazione"


 

 

Torna alla pagina principale