FISICA/MENTE

I mercenari o i corsari del XXI secolo?
I mercenari sono stati una costante fino alla fine del XX sec... ed oggi.

Jose Gomez

Allo stesso modo di come i corsari si differenziavano dai pirati perché i primi erano autorizzati dai governi e i secondi no, perché questi perseguivano solo il proprio interesse, le compagnie di sicurezza private, per il fatto di essere registrate e pagare una tassa annuale al governo, cessano di essere considerate mercenarie.

I 25.000 contractor di sicurezza che stanno attualmente lavorando in Iraq costituiscono, dopo l'esercito degli Stati Uniti, la più grande forza di occupazione, ben prima dell'esercito britannico. Queste compagnie private di sicurezza con oltre 420 morti e circa 4.000 feriti, secondo il dipartimento USA del lavoro, hanno avuto anche il più alto numero di caduti con l'eccezione dell'esercito USA che ha già raggiunto i 2.500 morti e più di 18.000 feriti.

Secondo un rapporto dell'Ufficio di Contabilità Governativa USA, contratti per oltre 766 milioni di dollari sono stati siglati in Iraq con compagnie di sicurezza private. Sono state sollevate critiche perché, sulla base di tali contratti, mercenari senza un'etica vengono reclutati complicando la ricostruzione intrapresa dalla Coalizione e ricevendo a volte salari di diverse migliaia di dollari al giorno. In aggiunta, queste compagnie sono accusate di frode e di contrasti diretti con l'esercito americano sotto cui dovrebbero operare.

Con la globalizzazione dell'economia, l'uso della forza è diventato un'altro affare da privatizzare. L'esercito privatizzato e l'industria della sicurezza che furono stimati nel 1990 a 33 miliardi, hanno raggiunto nel 2006 circa 100 miliardi di dollari e raggiungeranno probabilmente gli oltre 200 miliardi nel 2010. Durante la prima Guerra del Golfo, negli anni 90, uno ogni cento soldati era un contractor privato. Pochi anni dopo, durante le guerre nell'ex Iugoslavia, il rapporto divenne di 1 ogni 50 ed attualmente è uno ogni 10. I conflitti armati nella ex Iugoslavia, Angola, Colombia, e Sierra Leone, tra gli altri, hanno favorito l'espansione di queste compagnie private Ma sono state le guerre in Iraq e Afghanistan e l'instabilità che ne è seguita nel periodo del dopoguerra in quei due paesi a costituire la forza trainante nell'estensione e moltiplicazione delle forze armate private e dell'industria della sicurezza. E' anche in questi due paesi che i limiti della zona grigia, dove queste compagnie operano, tendono facilmente a diventare sfumati: attività di sicurezza e violazioni dei diritti umani sono spesso inestricabilmente legate.

Le migliaia di contractor armati che operano in Iraq rappresentano uno dei maggiori problemi nella ricostruzione del paese perché essi portano a termine le loro attività senza alcun controllo o la necessità di rendere conto del proprio operato. Il loro comportamento è spesso simile a quello dei dipendenti di CACO e Titan, che lavorano nella prigione di Abu Ghraib. Queste due compagnie private di sicurezza, si dice, sono state implicate nelle violazioni di diritti umani nel 2004. Il rapporto del generale USA Antonio Tabuga indica che due dipendenti CACI erano direttamente o indirettamente implicati nell'uso di cani sui prigionieri, hanno commesso abusi sessuali o altri tipi di violazioni sui prigionieri. Un altro rapporto suggerisce che uno dei 27 dipendenti del CACI che lavora per l'esercito USA in Iraq sapeva bene che le istruzioni che stava dando ai soldati che interrogavano i prigionieri erano una forma di tortura. Fonti CACI sostengono che il loro personale agiva sempre in base ad istruzioni militari. Secondo la Titan i loro dipendenti sono traduttori e interpreti che lavorano per l'esercito USA e che non erano implicati nelle torture commesse sui prigionieri. Le inchieste svolte per stabilire l'implicazione di entrambe queste compagnie nei crimini commessi ad Abu Ghraib non hanno impedito al governo USA di rinnovare i loro contratti: uno di circa 15 milioni alla CACI per fornire servizi di interrogatorio mirati ad ottenere informazioni in Iraq, ed un altro di 400 milioni alla Titan per reclutare più traduttori.

Al tempo degli incidenti ad Abu Ghraib, il governo degli Stati Uniti, come forza occupante, aveva giurisdizione in Iraq. Il fatto che a quanto pareva le violazioni dei diritti umani erano commesse da dipendenti di compagnie di sicurezza private.come la CACI e la Titan, non esenta il governo USA dai sui obblighi secondo le norme riguardanti i diritti umani internazionali e i diritto internazionale umanitario. Comunque, contrariamente ai commenti espressi dalle Autorità Usa presso le Nazioni Unite secondo cui "Il personale a contratto degli Stati Uniti è sotto la direzione della Coalizione ed è soggetto alla giurisdizione penale delle corti federali USA", non un solo dipendente civile apparentemente implicato negli abusi perpetrati ad Abu Ghraib è stato inquisito imparzialmente da una corte federale USA o è stato legalmente sanzionato.

Nella presentazione a Washington del rapporto 2006 di Amnesty International, il direttore per gli USA ha enfatizzato che gli Stati Uniti stavano creando l'equivalente di Guantanamo, "una zona virtualmente senza regole nella quale probabilmente i perpetratori non saranno considerati responsabili per la violazione della legge". Ha detto che "appaltare i lavori può aumentare l'efficienza, ma appaltare la guerra può facilitare l'impunità". Ha aggiunto che "il comortamento illegale dei contractor e di coloro che hanno deciso ed attuato le politiche di tortura americane e la riluttanza del governo a portare i responsabili davanti alla giustizia stanno indebolendo la reputazione degli Stati Uniti, danneggiando l'immagine dei soldati americani e dando adito a sentimenti anti-americani". Secondo Amnesty International, su venti casi di civili sospettati di atti criminali, c'era stata solo la condanna di un contractor su accuse in connessione alla morte di u detenuto in Afghanistan: non c'e stato un singolo atto d'accusa di un contractor privato in Iraq.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, in vista della crescita di queste compagnie private militari e di sicurezza, ha deciso di esaminare le attività di questi agenti non statali e come relazionarsi ad essi in modo più sistematico, focalizzandosi sulle compagnie che operano in situazioni di conflitto armato o quelle che forniscono addestramento e consulenza alle forze armate. Inoltre, il Comitato mantiene un dialogo con l'autorità che fa contratti con le compagnie e con lo stato d'origine.

Un allarme è anche stato espresso dal Consiglio d'Europa. In vista della crescente preoccupazione tra gli stati membri nell'aumento ed uso di servizi privati di sicurezza che in molti stati supera il numero degli effettivi di polizia, nel 2005 l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa adottò una raccomandazione intitolata "Supervisione democratica del settore della sicurezza tra gli stati membri". Questa raccomandazione sottolinea che "dall'essere piuttosto limitata nel raggio d'interesse e d'azione, i servizi privati di sicurezza stanno sempre più muovendosi verso aree che tradizionalmente sono state riservate alla polizia pubblica". Il documento attira anche l'attenzione sul fatto che "assicurare la sicurezza nella società attraverso la legge è una fondamentale missione delle autorità pubbliche". E mentre si riconosce che i servizi di sicurezza posso rendere un utile contributo "la mancanza di controllo pubblico su questi servizi, l'ampiezza delle loro attività e la condotta professionale del loro personale può mettere a repentaglio la protezione di diritti umani e fondamentali libertà". La raccomandazione sottolinea anche che "le regolamentazioni nazionali sviluppate dagli stati membri su questo tema variano molto e in alcuni stati membri tali regolamentazioni non esistono".

I mass media si interessano sempre più delle attività di queste compagnie private di sicurezza, particolarmente quelle operanti in Iraq. La Tv svizzera romanda trasmise, nel Marzo 2004, un programma nel quale contractor privati stavano prendendo parte a combattimenti diretti. Anche la CNN, il 13 Giugno 2006, ha dedicato un programma sulle attività di queste compagnie. Essa riprodusse un video nel quale qualcuno stava filmando dall'interno di un blindato che si muoveva tra le strade di Baghdad. Dal veicolo un fucile sta facendo fuoco su u altro veicolo, una Mercedes Benz, che arriva dietro. Le pallottole colpirono la Mercedes che tamponò un taxi parcheggiato su un lato della strada. Alcune persone vennero fuori dal taxi ma nessuna dalla Mercedes, indicando che le presone all'interno erano state ferite o uccise. Secondo la CNN le persone che viaggiavano nel blindato lavoravano per una compagnia si sicurezza privata chiamata Aegis. E' ben noto ad ognuno che il personale nei veicoli di quelle compagnie, quando viaggiano per le strade di Bagdad o qualsiasi altra città irachena, nel timore di essere attaccate, sparano indiscriminatamente a destra e a sinistra per evitare ad ogni auto di avvicinarsi ad essi.

Sembra che la Aegis abbia compiuto una investigazione circa l'incidente ma le sue conclusioni sono confidenziali. Un inchiesta dell'esercito USA dice che probabilmente non c'è indizio che un reato sia stato commesso. La CNN ha cercato molte volte di intervistare senza successo la persona che ha creato Aegis, Tim Spicer, che ha detto all'emittente che "lui non ha intenzione di rispondere me che voleva informare che il contratto alla Aegis era stato rinnovato per il terzo anno consecutivo". Il contratto di cui parlava è di 293 milioni di dollari ed è considerato uno dei più importanti concessi dal Pentagono ad una compagnia di sicurezza privata. Tim Spicer, ex colonnello delle British Scots Guards, è la stessa persona sopravvissuta ad accuse mossegli in occasione di diversi scandali internazionali. Nel 1997, fu assunto dal governo di Papua Nuova Guinea per la riconquista dell'Isola di Bouganville nelle mani dei separatisti. E nel 1998, in Sierra Leone in uno scandalo sul traffico d'armi vendute ad entrambe le parti in conflitto, violando l'embargo delle Nazioni Unite, uno scandalo che mise a repentaglio la sopravvivenza dell'allora segretario del Foreign Office britannico.

La Aegis è una delle principali compagnie che presentano se stese come costruttrici di pace e sicurezza e che è parte della International Peace Operations Association (IOPA), una lobby molto attiva a Washington che cerca di guadagnare rispettabilità e legittimazione a livello internazionale.

L'uso di mercenari è stata una costante storica fino quasi alla fine del XX secolo, quando le loro attività vennero criminalizzate dalla comunità internazionale. Parallelamente a quel fenomeno, i governi autorizzarono, dal XIII secolo, due altre forme di violenza non di stato: i corsari e le compagnie commerciali, come la Compagnia delle Indie Orientali o la Hudson Bay Company. Qual è la differenza tra le compagnie di sicurezza private e i mercenari? Allo stesso modo di come i corsari si differenziavano dai pirati perché i primi erano autorizzati dai governi e i secondi no, perché questi perseguivano solo il proprio interesse, le compagnie di sicurezza private, per il fatto di essere registrate e pagare una tassa annuale al governo, cessano di essere considerate mercenarie. Quando mettono a contratto queste milizie private e compagnie di sicurezza, i governi USA e Britannico, tra gli altri, evitano controlli parlamentari e allo stesso tempo possono essere presenti in conflitti armati dove hanno interesse o desiderano intervenire schierando compagnie private come ausiliari. Queste compagnie pertanto costituiscono un elemento della loro politica estera.

Alcune delle attività delle milizie private e delle compagnie di sicurezza private, con la dottrina del Presidente Bush della guerra preventiva, costituiscono un altro fattore indebolente del sistema di sicurezza collettiva stabilito nel 1945 con l'adozione dello statuto delle Nazioni Unite. Questa organizzazione nella cornice della sua Commissione sui diritti Umani che nel 2006, dopo l'adozione da parte dell'Assemblea Generale, è diventata il Consiglio dei Diritti Umani, un organo con più prerogative, ha richiamato l'attenzione degli Stati Membri verso le attività di queste milizie private e compagnie di sicurezza private che operano a livello internazionale attraverso i rapporti del Relatore Speciale o del nuovo gruppo di lavoro sui mercenari. I rapporti che sfortunatamente fino ad ora hanno avuto limitato impatto nei paesi occidentali, da dove queste compagnie principalmente operano. C'è da sperare che gli Stati Membri considerino presto e con serietà le dimensioni della privatizzazione dell'uso della forza.


 

 

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