L'INSEGNAMENTO COORDINATO DELLE SCIENZE NEL BIENNIO LICEALE
Roberto Renzetti
PREMESSA
L'ipotesi di lavoro di partenza
Di qui il voto pressante che si PERCHE'
UN INSEGNAMENTO COORDINATO DELLE SCIENZE ?
Quando
si parla di coordinamento
Il problema non è certo semplice, LA SESSIONE DI LAVORO DI CASTEL SAN PIETRO (1973) LA PREMESSA AL GLICINE
Il nostro lavoro è partito da alcune
Innanzi tutto ci siamo chiesti a chi insegniamo, cosa insegniamo e
perché insegniamo.
Tralasciando la terza questione, perché
In linea del tutto generale questi ragazzi
escono dalla
scuola media
con una
Cosa occorre allora insegnare in un 1)
un discorso specifico in una materia 2)
l'esigenza da tutti riconosciuta era
Riguardo al problema dell'interdisciplinarietà abbiamo
riconosciuto che le varie materie da affrontare (scienze, chimica,
fisica), almeno al livello di cui ci stavamo occupando, hanno contenuti
specifici diversi e non facilmente coordinabili
Cos'è che accomuna le varie scienze?
E' il metodo di indagine.
Per rispondere all'esigenza dell'interdisciplinarità abbiamo così
pensato di puntare sul metodo che è comune alle varie 1)
possedendo un metodo di indagine si 2)
il livello scolare di cui ci stiamo occupando è più adatto
all'acquisizione di
Tenuto conto di tutto ciò siamo passati IMPOSTAZIONE
DEL LAVORO 1)
interdisciplinarietà sul metodo comune alle varie scienze - in questo
modo abbiamo intravisto la possibilità di coinvolgere anche la
matematica; 2)
necessità che i programmi eventualmente stilati abbiano uno svolgimento 3)
necessità di indagare un fenomeno —
necessità di semplificare (separazione —
necessità di costruire un modello, —
fecondità di esso, —
superamento del modello, —
formulazione successiva, ecc.; 4)
per quanto possibile gli strumenti 5)
non bisogna puntare alla quantità di 6)
la possibilità di legarsi con il triennio è implicita in quanto detto.
Si sviluppa ulteriormente l'indagine scientifica sistematizzando e
organizzando e approfondendo le conoscenze; 7)
importanza della storicizzazione, intesa come acquisizione di concetti
fondamentali che segue un iter analogo a quello seguito dall'uomo per
raggiungere il
Poiché abbiamo sostenuto che «non importa ciò che si insegna... ma il
metodo
Cos'è che circonda un ragazzo? Cos'è
Uomini, animali, piante, sassi, acqua, FISICA-CHIMICA:
PIANO DI LAVORO PER IL 1° ANNO (Avvertenze:
le esperienze indicate con IPS sono quelle riportate nel testo
Zanichelli citato; in linea di massima ogni numero che segue è un
blocco di due ore di lezione e quanto si legge è una brevissima traccia
del come condurre la lezione). 1)
Fatta
questa prima distinzione, l'insegnante specifica che l'oggetto del corso
sarà quello relativo allo studio dei corpi non 2)
E' un fatto che siamo circondati da solidi,
da liquidi e da gas Una
serie di esempi comuni alla nostra vita di tutti i giorni ci fanno intendere
che una stessa "cosa" può presentarsi a noi come solida o
come liquida o come gassosa a seconda delle condizioni in cui essa si
trova. Nasce
così la necessità di individuare le condizioni ambientali Chiediamoci
ora se le eventualità inverno-estate, ora di pranzo stabiliscano una
volta per tutte lo stato dell'acqua.
0sservando bene la risposta (bacinella con acqua, che posta al
sole "perde" acqua), in inverno essa ci si presenta sia
solida, Si
facciano in laboratorio delle osservazioni dirette con acqua
3) Oltre alle cose viste nel punto precedente, una stessa sostanza
può presentarsi a noi più grande o più piccola in relazione alle
condizioni ambientali: si pensi alla dilatazione e contrazione di una
stessa sostanza in relazione all'ambiente (rotaie, ponti, fili della
luce, ecc. ...).
Si
facciano in laboratorio delle osservazioni relative a contrazioni e
dilatazioni di solidi diversi, di liquidi diversi, di gas diversi.
4) Ci
siamo accorti che ci sono delle dilatazioni e delle contrazioni.
Abbiamo osservato che, a parità di condizioni ambientali, un oggetto sì
dilata o si contrae di più di un altro. quanto? In quanto tempo? Nasce
il problema della misura. Si
introduce sperimentalmente la misura di lunghezze e tempi Se
vogliono comunicare questi risultati ad altri nasce la necessità di
oggettivare e quindi quella di unità di misura (usare Si può
iniziare un primo approccio alla teoria degli errori 5)
Abbiamo scoperto la proprietà dei corpi di dilatarsi al variare delle
condizioni ambientali. Usiamo
di questa proprietà per costruirci uno strumento che ci Si
può introdurre un termometro a mercurio non tarato (termoscopio,
fornito ad esempio dall'Artigiana termometri di Bologna). Meglio
se si introducono più termometri, anche essi non tarati, con liquidi
diversi (paraflù, glicerina. ecc. ). Si
esegue sperimentalmente la taratura dei termometro o dei termometri
facendo confronti, sì deve disporre di ghiaccio a temperatura inferiore
a - 8° C in modo che nel grafico di taratura Temperatura
centigrada (si noti che sottintendiamo un'ipotesi Scaletta
concettuale del punto 5) a)
i corpi si dilatano (il volume cresce) quando si riscaldano. b)
Dobbiamo misurare di quanto cresce il volume in oggetti in prima
approssimazione cilindrici. c)
Se il volume V è "regolare" (Sezione = cost) allora V
è proporzionale alla lunghezza h (se il
diametro d del cilindro è molto minore di h). d)
In definitiva misuriamo lunghezze del liquido del termoscopio. e)
Abbiamo bisogno di punti di riferimento. f)
Prendiamo acqua ed un volume "regolare" di liquido che si
dilata. g)
Studiamo il comportamento del volume al variare
dello stato (solido, liquido, vapore) dell'acqua. Osserviamo che h del
termoscopio, quando si riscalda l'acqua, prima cresce, quindi si
stabilizza per un poco, poi continua a crescere fino a stabilizzarsi di
nuovo. Soffermiamo la nostra attenzione su questi punti in
corrispondenza dei quali h si "ferma". Poiché sono facilmente
individuabili, possiamo segnarli con un pennarello sul termoscopio. h)
L'esistenza di questi punti, dipende dall'acqua o dal liquido che si
dilata ? Si faccia la prova con due termoscopi a liquidi diversi, ad
esempio, alcool e mercurio. i)
In definitiva si può rispondere alle problematiche del punto 5)
affermando che esiste almeno un fenomeno fisico che ci fornisce dei
punti di riferimento indipendentemente dallo strumento che lo rivela. l)
Dati i due punti fissi che abbiamo trovato, costruiamoci una scala:
prima dando dei valori convenzionali a quei punti fissi (0 e 100),
quindi facendo l'ipotesi che h sia direttamente proporzionale alla
variazione di temperatura secondo una costante k (che, per ora, non
dipende dalla temperatura. m)
A questo punto si possono introdurre i termometri commerciali tarati. 6) Esperienza Eseguire
esperienze per es. con paradiclorobenzolo, naftalina (IPS 3-11, pag. 44) 7)
Abbiamo osservato contrazioni, dilatazioni e cambiamenti di stato.
Implicitamente Esperienza. a)
Un
gas ottenuto con una pastiglia di Alka Seltzer ( come in IPS 2-12, pag.
17) viene immesso in una grande siringa (da ora siringone) e ne
sposta lo stantuffo (conviene inclinare leggermente il siringone per
compensare l'attrito
e ungere lo stantuffo con b)
Si chiude il gas nel siringone mettendo un tappo laddove, normalmente,
va l'ago. c)
Si preme lo stantuffo osservando e misurando la massima variazione
di volume del gas (attenzione a non premere troppo per evitare
la rottura del siringone) d)
si misura la variazione di volume disponendo il siringone verticalmente
e collocando sullo stantuffo pesi diversi (si incolli e)
Si ripeta l'esperienza ispirando aria ordinaria nel siringone.
f)
Non è solo la temperatura che è
responsabile [Questa esperienza permette un'uscita
laterale che discuta di forze ed elasticità]. 9)
OSSERVAZIONE DIRETTA La
variazione di volume è quindi una caratteristica che può distinguere i vari stati? Che cosa ha fatto variare il volume dei gas? I pesi (che ci permettono di sfruttare
l'idea di forza che i ragazzi hanno intuitivamente) successivi che abbiamo usato. Verifichiamo che si tratta realmente di "forze". 10)
Esperienza. Reinterpretiamo la parte d)
dell'esperienza del punto 7), in termini di pressione misurando la sezione del
siringone (serve un siringone che abbia piccola sezione; vi è anche
l'opportunità di discutere la propagazione dell'errore su aree, ...); legge
di Boyle: pV
= K. Per la legge di Boyle si faccia il grafico V,P che si presenterà
come mostrato di seguito: Si introduce il concetto di
pressione atmosferica, per es. con l'esperimento di Torricelli. Quindi si riprende la
relazione P V = K con P = somma della pressione dovuta ai pesi + pressione atmosferica
+ peso stantuffo, con la costruzione del grafico. 12) [Questo punto 12) è
facoltativo è può essere una utile uscita
laterale].
Abbiamo
a disposizione la legge di Boyle (PV = K). Nel
primo caso troveremo un certo valore di K, che chiamere Si
tenga conto che, nell'ipotesi di temperatura centigrada, implicitamente
ammessa, troveremo un grafico
del tipo: Si
può procedere all'estrapolazione della retta ottenuta e
quindi traslando gli assi trovare che
corrisponde all'introduzione della temperatura assoluta 13)
Esperienza. Esiste allora qualcosa che può caratterizzare un oggetto e
che resti invariante al variare delle condizioni ambientali ? Non
è la temperatura. Non
è la pressione o il volume perché abbiamo visto che queste Proviamo
a vedere l'invarianza della massa (IPS pagg. 6, 19) Bilancia;
suo uso; pallini e grammi (IPS); necessità di Conservazione
della massa : beker con ghiaccio; alka seltzer ; liquido + liquido =
solido
(ioduro di sodio + nitrato di piombo); esperienza di Lavoisier; acqua e
sale. NOTA.
14)
Osservazione diretta + esperienza. Osserviamo meglio l'esperienza fatta
sulla conservazione della massa. La proprietà generale è la conservazione. Quello che Che
cosa è che caratterizza le sostanze ? Prove
organolettiche: insufficienti.
Necessità
di indagare oltre. Corpi
con lo stesso volume possono avere masse diverse (vedi esperienze
precedenti). Abbiamo corpi di volume diverso: Come
li confrontiamo ? ci possiamo chiedere se un'unità di volume di una
sostanza ha la stessa massa di una unità di volume dell'altra
sostanza. La risposta in generale è no. Concetto
di densità (massa per unità di volume). Misura della
densità di un gas e di un solido
un gas (IPS) (che dipende da T e P perché V dipende da T e P). 15)
Esperienza (facoltativo). Riprendendo le esperienze sulla dilatazione è
facile introdurre il concetto di coefficiente di dilatazione e il concetto
di punto di fusione.
Si
può osservare che il coefficiente di dilatazione distingue Si
può verificare che alla stessa temperatura due gas si dilatano ugualmente nel siringone.
16)
Esperienza. Continuando nell'indagine, ricordando l'esperienza di
soluzione di sale in acqua, notiamo che il sale è solubile in Si
provi anche a scaldare. Esisteranno
liquidi capaci di sciogliere sostanze che non sono solubili in acqua? Si
(catrame in petrolio e non in acqua, A
questo proposito si possono fare diverse altre esperienze 17)
Esperienza. Conosciamo ora alcune caratteristiche delle sostanze. a)
setaccio NOTA:
Per una migliore utilizzazione del tempo a disposizione In
particolare la cromatografia ci permette qualitativamente di riconoscere
se le sostanze ottenute sono ulteriormente separabili. Un'esperienza
possibile, molto semplice, è 1a separazione dell'acqua dall'inchiostro per distillazione e la successiva 19)
Esperienza. Prendiamo ora dell'acqua. Con i metodi che
abbiamo finora Mescolandoli
osserveremo che non abbiamo acqua. Proviamo
ora a vedere se è possibile separare ulteriormente idrogeno e ossigeno. Pensando
di applicare i metodi dati finora Distinguiamo
allora tra sostanze che con i metodi visti si possono separare e quelle
che non si possono ulteriormente separare. Si possono cominciare a dare
i concetti di composto e di NOTA.
Si riterrebbe opportuno a questo punto un inquadramento 20)
L'esperienza dell'elettrolisi dell'acqua permette anche di notare che le
masse predette di idrogeno e ossigeno sono in un Se
è possibile è necessario combinarli nello stesso rapporto ? Dopo
avere osservato qualitativamente in condizioni particolari E'
questa (della proporzione costante) una proprietà solo Sintesi
dello zinco ZnCl2 ( IPS 6-4).
Legge
delle proporzioni costanti. Per
una ulteriore conferma della legge delle proporzioni costanti Eseguendo
il riscaldamento (basta un ferro rovente per innescare la reazione) in
ambiente aperto (o dentro una cappa)
il fatto che la massa del composto ottenuto non coincida sempre con la
somma delle masse che si hanno 21)
Abbiamo imparato che
i composti e gli elementi hanno delle proprietà caratteristiche Come
è fatta allora la materia? Una ipotesi plausibile in base a ciò che è
stato osservato è quella della struttura granulare. Modello atomico. 22)
Il nostro modello prevede una struttura granulare
I granuli dovranno essere molto piccoli, ma quanto piccoli
? 23)
Verifichiamo allora la validità del modello
Esperienze
di controllo del modello (IPS Cap. 8). Il
modello suggerisce che la combinazione fra due elementi possa avvenire
non in un solo rapporto costante di masse (esperienze IPS Cap. 8). Verifichiamo
che l'ipotesi
scaturita da1 mode11o è riscontrabile anche nella realtà. Esperienza
sui vari composti del rame (IPS Cap. 8). Legge
delle proporzioni multiple. BIOLOGIA:
PIANO DI LAVORO PER IL 1° ANNO [questa
parte dovrà essere sviluppata in parallelo a quella di fisica chimica.
Si noterà che si mantiene lo stesso metodo di indagine. Ci si ricollega
a quella prima lezione in cui gli studenti dovevano per le loro
conoscenze suddividere una serie di oggetti in viventi e non. Ora nasce
il problema di capire se quella suddivisione è biologicamente certa]. Formulazione
di alcune ipotesi che possono essere utili per l’indagine suggerita. A.
E’
UN ESSERE VIVENTE ?
1. MOVIMENTO : Questa
proprietà è tipica dei viventi, giacché ogni essere vivente si Dopo
ampia discussione si giunge alla conclusione che il moto non è di
2. SENSIBILITÀ
Questa
sembra una proprietà tipica dei viventi. Ma ad una indagine più
sottile appare chiaro che anche la materia non vivente risponde agli
stimoli. Ad esempio una pellicola fotografica è sensibile alla luce e i
fotorecettori e le cellule fotoelettriche rispondono allo stesso modo
agli impulsi luminosi. Lo stesso vale per i recettori sonori, termici,
ecc; Inoltre
uno stimolo si propaga sia in un essere vivente che in uno non vivente
(ad esempio una corda, ecc...).
Dopo
ampia discussione si giunge alla conclusione che anche la sensibilità
non è un fattore discriminante.
3. ACCRESCIMENTO
Va
fatto osservare che non solo gli esseri viventi si accrescono, ma anche
i cristalli, le stalattiti, ecc. si possono fare molteplici esperimenti
sulla coltivazione dei cristalli (albero di saturno, ecc.). Dunque,
anche l'accrescimento non è un fattore discriminante.
4. NUTRIZIONE Un
ragazzo può dire che un cristallo che si accresce si nutre della
soluzione in cui è posto, come un vivente si nutre di cibo. Si possono
fare crescere contemporaneamente semi e cristalli, facendo osservare che
nella cristallizzazione c'è solo un'organizzazione della materia che
però resta immutata, mentre nella nutrizione di un essere vivente la
materia viene intimamente trasformata (si può introdurre a questo punto
il concetto di reversibilità e irreversibilità), giungendo alla
conclusione che forse la nutrizione è una proprietà che può
distinguere un vivente da un non vivente.
5. RIPRODUZIONE Anche
se è vero che da un germe di cristallo nasce un cristallo, è pur anche
vero che da una soluzione senza cristalli possono formarsi dei
cristalli; mentre se non si parte da un essere vivente non si avrà mai
un altro essere vivente. Infatti, per quanto riguarda i viventi, allo
stato attuale delle conoscenze e nelle attuali condizioni ambientali,
non esiste alcuna prova che da materia ritenuta non vivente si possa
generare un vivente B.
ANIMALE O VEGETALE? In
molti casi può essere facile distinguere ciò che comunemente si
intende per animale e per vegetale (un pino da un gatto). Tuttavia
bisogna vedere se è sempre possibile valersi del senso comune per
operare correttamente questa distinzione (per esempio: coralli, anemoni
di mare, gigli di mare, spugne, uova di seppie, ecc.). Si rende
necessaria quindi un’indagine equivalente alla precedente.
1. MOVIMENTO Una
delle prime osservazioni che in genere i ragazzi possono fare è che un
vegetale non si muove, mentre un animale è dotato di mobilità.
Tuttavia se si osserva meglio, anche un vegetale è dotato di mobilità,
gli esempi possono essere innumerevoli: tutti i tropismi sono movimenti,
inoltre esistono animali aderenti ad un sostegno e come tali
"fissi". Il movimento, quindi, non sembra essere un fattore
discriminante.
2. FORMA
Un’altra
osservazione che i ragazzi possono fare è quella che le piante hanno
radici, rami, eccetera; ma se si osserva meglio molti vegetali non hanno
né radici, né rami; inoltre ci possono essere animali con aspetto
arborescente o mimetico del regno vegetale (coralli, madrepore,
gorgonie, insetto foglia, insetto stecco, ecc.). Quindi
neanche il criterio morfologico sembra essere un criterio valido.
3. SENSIBILITÀ
Gli
animali sembrano dotati di sensibilità, mentre i vegetali no.
Facilmente si può mostrare, con tutta una serie di esperimenti,che i
vegetali sono dotati di sensibilità come gli animali (esperimenti sulla
ricerca della luce, del calore, dell'umidità, come condizioni più
opportune alla loro esistenza sia da parte dei vegetali, sia
da parte degli
animali). Se possibile,
ricorrere anche
ad esperimenti sulla
mimosa pudica. La
sensibilità quindi non sembra essere un criterio sufficiente.
4. NUTRIZIONE Si
può fare un’osservazione interessante sul modo di nutrirsi dei
vegetali e degli animali, notando che mentre una pianta vive e si
accresce in un ambiente costituito di acqua, sali minerali, aria e in
presenza di luce, un animale, nelle stesse condizioni ambientali, prima
o poi, dà segni di sofferenza. Si può arrivare alla conclusione che i
vegetali si nutrono in modo diverso dagli animali, quindi il criterio
della modalità di nutrizione può essere un criterio valido per operare
una distinzione a questo livello di indagine. C.
INTRODUZIONE DEL MICROSCOPIO
In
questo momento è opportuno introdurre il microscopio nome strumento Possiamo
distinguere gli esseri microscopici in animali e In
certi casi la distinzione non è più possibile: esperimenti con Anche
i funghi rappresentano "punti singolari". L'alunno si rende D.
ALLA SCOPERTA DELLA CELLULA C'è
forse un denominatore comune a tutti gli esseri viventi? Cerchiamo Un
interessante esperimento potrebbe essere quello di allevare un fungo Le
funzioni vengono svolte sia negli animali che nei vegetali da Questi
risultano formati da vari organi. Esaminiamo col microscopio Un
diagramma a blocchi di tale programma è mostrato nella figura seguente: [Da questo punto la linea, a mio giudizio
eccellente, di Gabbanino non riesce a vincere. Nel seminario del giugno
1974 a Bologna, Gabbanino è assente e il gruppo dei biologi e chimici
si riunisce per buttare a mare quasi tutto ciò che era stato fatto in
biologia l'anno precedente. Noi fisici con i matematici, non siamo stati
d'accordo con questa operazione ma non avevamo strumenti per portare
avanti la nostra tesi, oltre al fatto che così si tradiva lo spirito
informatore del Gruppo del Glicine, si tradiva cioè l'interdisciplinarietà
nel metodo di lavoro. Il documento presentato ad inizio lavori
sosteneva: "...
lo svolgimento del piano B "originale" ha creato alcune
perplessità agli insegnanti che si erano proposti di realizzarlo.
Alla luce di tutte queste considerazioni i biologi si sono
riuniti Le
modifiche tagliano i punti C e D 1) Classificazione Arrivati
a questo punto si riprende la domanda: Animale o vegetale ? e si parla
ai ragazzi del fatto che si è fatta una classificazione. Occorre
introdurre strumenti di indagine più raffinati che permetta, dopo aver
distinto gli animali dai vegetali, di procedere ad una ulteriore
distinzione all'interno dei due gruppi. La cosa permette anche di
riprendere e trattare più approfonditamente quanto discusso
precedentemente. Si
può iniziare a classificare alcuni oggetti: a)
Classificazione di cartoline, figure geometriche, b)
Classificazione di polveri e di liquidi.
c)
Classificazione degli animali e dei vegetali. Schema dei "phyla"
e delle classi. Dalla
classificazione di oggetti come cartoline ecc. appare evidente che i
criteri classificatori possono essere diversi e di conseguenza gli
oggetti saranno raggruppati in modo diverso. Nel passaggio dalla
classificazione di oggetti a quella di animali e di vegetali apparirà
evidente come la scelta dei criteri possa essere determinante per una
soddisfacente organizzazione nell'ambito dei Sarà
opportuno sottolineare che ogni vivente ha una storia (evoluzione).
2)
Introduzione
dell'uso della lente, del microscopio "stereoscopico"ed
"ottico".
3)
Osservazioni di culture pure di unicellulari e formulazione di Si
passerà ora all'osservazione di microorganismi unicellulari quali
Paramecio, Vorticella, Euglena, lieviti, Nostoc, ecc. Queste
osservazioni permetteranno di completare la classificazione e di
formulare l'ipotesi dell'esistenza di un elemento unificatore dei
viventi: la cellula. 4)
Verifica
dell'ipotesi. A
verifica dell'ipotesi si faranno osservazioni di parti di organismi
viventi. a)
epidermide di cipolla elodea mucosa
boccale parti
del fiore e della foglia
sezioni
sottili di sughero Si
arriverà così alla formulazione del modello cellulare degli organismi
viventi. Di
seguito riporto il diagramma di flusso del programma di Biologia per il
1° anno appena descritto.
Passiamo
ora a descrivere come evolvono i piani di lavoro per il 2° anno. La
fisica prosegue con lo spirito del 1° anno (separandosi dalla chimica),
la chimica-biologia prosegue sulla linea dell'ultimo dei programmi
mostrati, quello riassunto dal diagramma di flusso immediatamente
precedente. 

(Strumenti di misura della pressione: barometro e manometro). Quindi il volume di un gas dipende oltre
che dalla temperatura anche dalla pressione .
11) Esperienza. La pressione influenzerà i "punti fissi" del punto
6) ?
Campana pneumatica come variatrice di pressione (con manometro).
Ebollizione di acqua sotto vuoto; eventuale esperienza di Torricelli sotto vuoto.
La temperatura è quindi legata alla pressione e al volume, per cui anche pressione e volume contribuiscono a differenziare gli
stati.
Questa legge 1'abbiamo ricavata nell'ipotesi implicita di costanza della temperatura. Eseguiamo allora
l'esprienza dell'Alka Seltzer in diversi bagno-maria a temperature t',
t'', t''', differenti.
(Prima di fare le letture delle diverse temperature occorre attendere sei o sette minuti, tempo necessario affinché si raggiunga
l'equilibrio termico fra l'acqua del bagno ed il gas del siringone).



