Nell'articolo su
Fermi, ho fornito una traccia delle tappe principali che hanno portato alla
costruzione delle prime bombe atomiche. Parlavo lì del susseguirsi degli
eventi, di coloro che erano impegnati in essi, del sottofondo storico: Hitler,
USA, Giappone, URSS, ... Dato quanto ho detto di
fisica del
nucleo, sui
reattori
nucleari a fissione,e sui
reattori
nucleari a fusione, credo sia ora utile dare un cenno schematico delle principali armi atomiche
e nucleari. Non si creda che la cosa sia così segreta e servano particolari
conoscenze. Ricordo solo che una rivista
fai da te di Tokyo, nei primi
anni '70, fornì tutti i piani completi al dettaglio di una bomba H, il
problema allora come ora era solo legato alla
materia prima, all'
esplosivo.
Gli effetti delle radiazioni e delle esplosioni nucleari (con la galleria
fotografica), anche in scenari di guerra li discuterò in un successivo
articolo.
ALCUNI DATI
Abbiamo già visto la relazione di Einstein dell'Equivalenza massa-energia, E =
m.c2 , che, lo ricordo, vuol dire una cosa semplice: se riusciamo a
far scomparire della massa, alla sua scomparsa corrisponde la creazione
di una immensa quantità di energia; e ciò proprio perché energia e massa sono
la stessa cosa potendosi dire che la massa è energia estremamente concentrata.
La relazione di Einstein, abbiamo visto, è alla base del funzionamento dei
reattori nucleari, con la dicitura uso pacifico dell'energia nucleare. Vi
è poi l'uso non pacifico ed è di quello che andiamo a discutere.
Secondo la relazione di Einstein, se riuscissimo a disintegrare 1 grammo di
materia, otterremmo l'energia sufficiente per elevare di 20 °C la temperatura
della massa di un milione di tonnellate d'acqua. Si può quindi intuire quali
siano le potenzialità distruttive di una tale energia. L'uranio ed il plutonio,
nella loro fissione, liberano una energia venti milioni di volte maggiore della
stessa quantità di tritolo. Sto dicendo che 1 chilogrammo di materiale fissile,
nell'ipotesi che sia tutto fissionato, è equivalente a 20.000 tonnellate di
tritolo, il carico di 20 treni merci ciascuno dei quali di cinquanta vagoni con
20 tonnellate di tritolo per ogni vagone.
Tanto
per dare un riferimento, gli arsenali nucleari disponibili e noti nel
mondo corrispondono a circa un vagone di tritolo per abitante della Terra,
quantità sufficiente a far scomparire la vita superiore sulla Terra per almeno
20 volte successive. Infatti, gli ordigni nucleari delle grandi potenze sono
circa 60.000. Le grandi potenze (USA e Russia) hanno i seguenti potenziali
distruttivi:
- USA --> 9200 testate nucleari per un
potenziale di circa 6.000 milioni di tonnellate equivalenti di tritolo (che
si usano scrivere 6.000 Mton e si usano pronunciare megatoni);
- Russia --> 5000 testate nucleari per
un potenziale di 6000 ÷
9000 Mton.
A
questo armamento, considerato strategico (si parla di testate e non di bombe in
quanto è previsto essere sistemato su missili balistici intercontinentali
ICBM), occorre aggiungere quello tattico, armi nucleari leggere anche se più
potenti di svariate volte quella di Hiroshima, che porta il potenziale
distruttivo delle due superpotenze a circa 20.000 Mton.
IL
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DI UNA BOMBA ATOMICA (BOMBA A)
Abbiamo visto
nelle sezioni ricordate in apertura che l'arricchimento dell'Uranio per il
funzionamento di un reattore nucleare doveva essere intorno al 2
÷
4 %. Abbiamo anche accennato al fatto che per ottenere effetti esplosivi della
reazione a catena, occorreva un arricchimento molto maggiore (oltre il 7 %). E
questo è un primo elemento da tenere presente. Vi è poi il problema della
massa critica necessaria a permettere l'esplosione dell'esplosivo nucleare o
carica nucleare. Al di sotto di una certa massa, anche se l'arricchimento è
quello adeguato, non vi può essere esplosione. Ora, una bomba a fissione è
costruita tenendo conto di questi elementi:
-
si ha una carica nucleare arricchita opportunamente;
-
si ha una struttura costituita da tante parti di carica nucleare,
ciascuna delle quali non è massa critica ma che, una volta messe a
contatto, hanno una massa superiore a quella critica.
La figura 1 mi aiuta a spiegare.

Figura 1
Le quattro parti colorate in rosso sono esplosivo nucleare, ciascuna di esse
non raggiunge la massa critica (hanno massa subcritica). Per il raggiungimento
di tale massa deve essere azionato il dispositivo 1 di innesco dell'esplosione
di un esplosivo convenzionale (2). Ciò permette ai 4 pezzi di esplosivo
nucleare di congiungersi e di raggiungere la massa critica (in realtà è una
massa supercritica) che permette l'esplosione atomica di una primitiva bomba a
fissione. Il resto del disegno è accessorio al miglioramento delle
prestazioni: i gusci gialli sono dei riflettori di neutroni che servono per
avere il massimo numero di neutroni che provocano fissione ed aumentare quindi
la potenza dell'esplosione; l'involucro nero è di metallo duro, tipo acciaio;
l'involucro tratteggiato è quello che si vede dall'esterno, sembra una
ordinaria bomba che viene sganciata da un aereo, forse un poco più grande ma
non per il materiale esplosivo che contiene (vi sono anche dei dispositivi di
sicurezza che impediscono che l'esplosione avvenga prima che essa venga
comandata). Un ordine di grandezza delle dimensioni delle prime bombe
costruite a Los Alamos e poi sganciate su Hiroshima e Nagasaki lo si può
avere con la figura

Figura 2
2. A sinistra vi è il disegno di come si presentava la bomba usata su
Hiroshima, la Chico realizzata con U 235 e del peso di 4 tonnellate, e a
destra quella utilizzata su Nagasaki, la Gordo realizzata con Pu 239 e del
peso di 4,5 tonnellate. Per un confronto, al centro vi è la dimensione di un
uomo medio. Ricordo solo che delle masse delle due bombe solo una piccolissima
frazione era di esplosivo nucleare.
Armi di questo tipo possono avere potenze che vanno da decine di
migliaia fino a centinaia di migliaia di tonnellate equivalenti di tritolo.
C'è da notare che la potenza dipende moltissimo dalla durata del processo di
fissione. Infatti, la reazione a catena provoca l'esplosione ad un dato
momento, quando ancora non tutta la massa di carica è stata interessata.
Evidentemente se si potesse far durare di più la reazione contenendo la massa
in un recipiente più resistente (il guscio nero di cui prima), la potenza
crescerebbe sempre più. Di fatto nelle esplosioni che si sono susseguite si
è usata solo l'1,5
÷
3 % della massa di carica nucleare disponibile (il resto di essa si disperde
con l'esplosione).
LA BOMBA ALL'IDROGENO (BOMBA H)
L'idea di tale
bomba fu del più gerrafondaio di tutti gli scienziati presenti a Los Alamos,
di un personaggio abietto, consigliere militare di Reagan e grande amico
del nostro Zichichi, tal Edward Teller. L'idea era quella di utilizzare la
fusione nucleare mediante fissione, per ottenere così un
rendimento
esplosivo di gran lunga maggiore delle
piccole bombette atomiche. Qui,
contrariamente a quanto avviene per l'uso pacifico, è possibile usare un
innesco esplosivo a fissione per realizzare la fusione. Una esplosione di una
bomba a fissione produce le temperature necessarie alla fusione, basta
organizzare il tutto come mostrato in figura 3.

Figura 3
Come si vede, al centro della figura vi è una ordinaria bomba atomica (quella
a fissione), tale bomba serve solo da innesco per l'esplosione nucleare, per
la fusione cioè dell'idrogeno ( o deuterio, o trizio, o le miscele più
opportune) contenuto in un recipiente che circonda la bomba atomica (carica
termonucleare). Data la prima esplosione, segue contestualmente (un
milionesimo di secondo dopo) la seconda che rappresenta circa l'80
÷
90 % dell'energia esplosiva totale. Noto solo che la carica termonucleare non
ha problemi di massa critica ed è quindi pensare di costruire bombe di questo
tipo grandi a piacere, compatibilmente con le difficoltà tecniche connesse.
Esse hanno potenze equivalenti da alcune migliaia a decine di milioni di
tonnellate di tritolo.
ANCORA
PIU' DIFFICILE (BOMBE A-H-A)
La figura 4
rappresenta schematicamente uno degli sviluppi dell'industria (fiorentissima)
delle armi nucleari.

Figura 4
Ormai credo si sia capito come funziona: alla struttura precedente che
prevedeva esplosione da fissione, quindi esplosione da fusione, ora si
aggiunge una ulteriore esplosione da fissione. E' il successivo involucro
disegnato di rosso-quadrettato. Tale involucro è di uranio 238 perché tale
materiale è fissionabile dai neutroni veloci, prodotti in enorme quantità
dall'
esplosione termonucleare sottostante.
Questa bomba è anche nota come superbomba. L'energia preponderante che si
libera è quella dell'uranio 238 fissionato.
A questo punto mi fermo perché si dovrebbe essere capito che la
fantasia
di chi costruisce queste cose può fare ciò che crede. Le bombe possono
essere infatti
pulite o
sporche (a seconda di quanta
radioattività comportano). Possono danneggiare persone e cose o solo persone
(bomba al neutrone). Insomma, fate voi ...
COMPLEMENTI
Solo un cenno ai
complementi di questi ordigni. Essi possono essere sganciati con aerei
ordinari, con bombardieri, ...; possono essere sparati con cannoni; possono
essere sistemati sulla testata di missili a varie gittate e sistemati su rampe
fisse o mobili in terra, su autocarri, su navi, su aerei; possono essere
lanciati su missili in dotazione a sommergibili. Ultimamente si sono anche
miniaturizzate le cose in modo che un ordigno nucleare può entrare in una
valigetta tipo 24 ore e del peso di circa 6 chilogrammi. Ce n'è per tutti i
gusti al mercato del terrore.
BIBLIOGRAFIA
Mihajlo Velimirovic - ATLANTE ATOMICO - Capitol, Bologna
1970.
Alwyn McKay - THE MAKING OF ATOMIC AGE - Oxford University
Press. 1984.
Torna alla pagina principale
